“Penna a spillo” – Dalla patata della Pausini alla zucca della Oxa

“Penna a spillo” – Dalla patata della Pausini alla zucca della Oxa

di Nadia Fondelli – L’estate è tempo di allegria e leggerezza. Chissà perché poi d’estate, sotto l’ombrellone è quasi vietato parlare di argomenti seri.

I rotocalchi vanno per la maggiore anche in questa pazza estate in cui il sole gioca a nascondino e il calendario pare essere stato appeso al muro al contrario.
Le pettegole da spiaggia amano scambiarsi opinioni su fattori di protezione solare, a che ora far fare il bagno al piccolo e chi è il nuovo fidanzato della velina di turno.
Niente di nuovo direte. Vero!

La televisione sputa annoiata ai forzati dello spaparanzamento da divano film age alla millesima replica e tutti i sapori di sale e di mare possibili.
Voglia di leggerezza. Allegria e spensieratezza forzati.
Niente di nuovo direte. Vero!

I telegiornali dopo averci ammorbato per un mese intero con ogni tendinite dei calciatori impegnati nei mondiali di calcio oggi si trovano col solito dilemma estivo. Meglio parlare di sandali maschili o profumi per zanzare?
Nel dubbio meglio parlare d’altro: la patata della Pausini.

Poco importa che, nel frattempo, si stanno massacrando in Palestina (non fa più notizia ormai); Ebola sta dilagando in Africa (tanto rimane là); il Mediterraneo diventa sempre più un cimitero per disperati (meglio non parlare di disgrazie) e in Ucraina si massacrano fra parenti (ah… il solito Putin).
Ebbene sì; la notizia è la patata della Pausini!

Voi che leggete potreste giustamente obiettare. Ma anche tu sei un giornalista e stai scrivendo anche tu di questo?
Vero! Ma solo leggendo scoprirete che il mio invece non è un andare sulla notizia del giorno, ma è un accorato appello alla categoria.

Il fenomeno è interessante; della serie è nato prima l’uovo o la gallina. Siete voi lettori e spettatori che volete queste notizie o siamo noi che siamo convinti che le volete e ve le propiniamo?
Misteri della comunicazione e del marketing.

Ma torno alla povera Laura Pausini, protagonista, suo malgrado, di un notizione che è finito nelle prime pagine di importanti testate! Un incidente, un banale birichino colpo di vento durante un concerto in Perù, un accappatoio che si solleva un po’ troppo sull’inguine per una frazione di secondo e zac!
Caratteri cubitali: “Laura Pausini nuda!”
Ma di cosa? Cosa avete visto di così incredibile? Dov’è la notizia?
Poco spazio invece, come da prassi, alle scuse dell’involontaria protagonista che ha ammesso, candidamente, di essersi vergognata.
Sì, lei, l’eroina musicale dei due mondi che riempie stadi come Messi umilmente confessa: “mi sono vergognata!”.
Umiltà e semplicità. Fa quasi tenerezza questo candore, in fin dei conti è noto che la cantante è rimasta davvero una timida ragazzetta romagnola di provincia attaccata alle radici e alla famiglia.

Lasciate in pace suvvia la povera Laura che è ancora con le guance arrossate dalla vergogna e interessatevi magari, cari colleghi, della zucca di Anna Oxa che negli ultimi anni così piena di concetti alti da lasciare basiti persino i suoi più storici e affezionati fans.
Dopo le performance ballerecce e pecorecce di Ballando con le Stelle la (ex) protagonista della scena musicale italiana ha programmato, sempre parlando di misteri della comunicazione e del marketing, il suo perfetto suicidio artistico.
Lei sì che vorrebbe la scena tutta per se e cerca di calamitarsela riempiendo il web di video autoprodotti in cantina in modalità selfie dove urla, schiuma e sbraita contro, in ordine sparso e casuale: coop rosse, festival di Sanremo, persecutori e stalker a vari titoli, “sistema”, matrix, scie chimiche, cimiteri che portano male,  fans rei di non seguire il suo credo.
Si professa l’Io, l’unica in grado di salvare il mondo, ma non è chiaro da cosa, smonta come un birillo il suo passato e la sua carriera artistica riscrivendola in chiavi fantasiose… Insomma… qui sì che c’è la notizia!
La zucca della Oxa è sicuramente più interessante della patata della Pausini anche perché lei non se ne vergogna!

Insomma cari colleghi. Dato per scontato che dei massacri in Palestina, di Ebola che dilaga in Africa e del Mediterraneo ridotto a cimitero del mare non ce ne frega niente né a noi né ai nostri lettori e che della patata della Pausini non è carino parlarne dato che la ragazza è vergognosa ecco che la Oxa e la sua zucca andrebbero seguite attentamente.

Vero è che noi giornalisti siamo sottolineati in rosso nella lista nera della cantante ed alcuni di noi sono stati già denunciati rei solo di averla nominata come se il diritto di cronaca non esistesse, ma io oso.
Voglio capire. Perché se uno urla, ha paura e denuncia va ascoltato. Non dico creduto, ma capito.
Cosa ci vuole dire coi suoi video? Perchè le forze dell’ordine più volte sollecitate non danno seguito alle sue denunce. Dov’è l’errore? Dov’è e chi è il marcio? Tanto ci sarebbe da capire!
Anche perché chi urla è noto che cerca attenzioni. Anche perché o i pericoli sono veri ed avremo sulla coscienza qualcosa, oppure… questa sì che forse è una strategia, L’oblio è davvero brutto.

“Penna a spillo” Turismo italiano: la soluzione è dietro l’angolo?

“Penna a spillo” Turismo italiano: la soluzione è dietro l’angolo?

di Nadia Fondelli – Musei aperti una domenica al mese, via le agevolazioni e tante novità. Franceschini va all’attacco. Il turismo in Italia cambierà? Cambiano le leggi sul turismo in Italia. Si cancellano tanti bonus, forse inutili o forse solo obsoleti. Si cerca il bandolo della matassa. Si cerca di capirci qualcosa. Si smonta come un lego e si cerca di far rifiorire (ma come?) un carrozzone statale che ha dato da mangiare a tante famiglie e poco al turismo italico come l’Enit. Si cerca di capire cosa davvero si può fare con la tassa di soggiorno, come reinvestirla in servizi efficienti. Insomma si cerca il bandolo della matassa con l’augurio che sia la volta giusta… Personalmente sono venti anni che sono nel settore e ne ho sentite davvero di tutti i colori… anche politicamente parlando dato che l’alternanza al governo c’è stata, ma è mancata totalmente non dico la soluzione, ma almeno una buona idea. Venti anni in cui il mondo si è trasformato con la rivoluzione digitale; venti anni in cui i flussi  turistici si sono modificati. Nuovi paesi si affacciano al mondo turistico, altri sono in sofferenza… tutto cambia… Insomma, non siamo più ai tempi del gran tour ottocentesco eppure la nostra gestione turistica pare essersi fermata più o meno lì. In Italia abbiamo un tesoro di 3400 musei, 2100 parchi archeologici e 43 siti Unesco dai quali lo stato incassa molto meno di quanto potrebbe. Perché? Basti pensare solo, ad esempio, che gli Usa con la metà dei siti italiani ha un ritorno economico superiore di 16 volte quello del nostro Paese (Francia e Regno Unito tra 4 e 7 volte quello italiano)! Chiaro che qualcosa non va… La spesa turistica totale in Italia durante lo scorso anno è stata di circa 96 miliardi di euro, pari al 10% dei consumi finali interni. Considerando che 1000 euro di consumo turistico generano 727 euro di ricchezza prodotta, ne consegue che il turismo produce ben 70 miliardi di ricchezza l’anno contro i 25 miliardi della moda, altro settore di punta dell’economia nazionale. Paradossale poi la distribuzione degli stessi flussi. 4 regioni italiane (Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana) accolgono il 60% dei forestieri, mentre il Sud, dalle enorme potenzialità turistiche contribuisce solo per circa il 13%! Eppure la Costiera Amalfitana, Capri, Ravello, la Sicilia, Napoli, Pompei, Matera con i suoi sassi e I Bronzi di Riace, tanto per citare solo alcune eccellenze si trovano al sud. Chiaro che qualcosa non va… Sono persona abituata a girare il mondo e scopro all’estero luoghi senz’anima e storia che sanno valorizzare ogni piccola traccia di passato; la impacchettano bene, la infiocchettano e la fanno luccicare. Basti solo l’esempio francese. Sapendo bene che il museo del Louvre è trainante per l’economia francese e non solo quella turistica, sì è deciso di aprire una “succursale” dello stesso museo a Lens, anonima cittadina industriale che così ha scoperto il suo boom. Pare la scoperta dell’acqua calda ma perché a noi queste idee non vengono? Ci sembrano stupide? Pensate se ad esempio cosa potrebbe succedere se Firenze decidesse di rendere fruibili alcune delle (tantissime) opere che giacciono polverose negli scantinati degli Uffizi esponendole ad Altopascio (con tutto il rispetto per la cittadina della piana lucchese capitale italiana dell’industria cartaria)… Noi no. Forti della nostra supremazia, del patrimonio presente nei nostri forzieri ci lodiamo di cotanta bellezza, pigramente. I nostri (tantissimi) musei sono desolatamente deserti salvo alcune eccezioni e chi li visita per il 50% lo fa gratis! Non solo, la recentissima legge che toglie il divieto di scattare foto davanti ai capolavori ha fatto sì che, chi gli visita, lo fa in modalità mordi-fuggi-scatta. Visitare un museo non è più arricchirsi di cultura, ma far sapere sui social che c’eravamo. Chiaro che qualcosa non va… L’Italia il paese delle bellezze non sa vendersi, non sa essere una bella donna preziosa. L’Italia è quella che corre a visitare i luoghi resi tristemente famosi da fatti di cronaca nera, quella che si è messa in fila per due anni a Porto Santo Stefano per prendere il traghetto per il Giglio e scattare una foto con sfondo relitto Concordia e che ora corre a Genova per ammirare quel ferrovecchio adagiato in banchina. Beh se la nostra cultura turistica è fare selfie nei musei e fotografarsi davanti alle disgrazie chiaro che il problema siamo noi! Bene Ministro. Lei non potrà cambiare la testa delle persone, ma far sì che il palazzone romano dell’Enit non sia illuminato giorno e notte inutilmente sì. Potrebbe far qualcosa perché gli ormai tristi bronzi di Riace dopo i fasti fiorentini del 1980 quando in soli sei mesi furono visti da quattrocentomila visitatori non si intristiscano troppo nelle blindate e costosissime sale di un deserto museo costruito intorno a loro dove solo quindicimila persone l’anno fanno loro visita. Potrebbe monitorare sugli investimenti realizzati dalle tasse di soggiorno, valorizzare il turismo ecosostenibile… Insomma. La patata bollente è nelle sue mani. Ideuzze chi nel turismo bazzica da diversi anni ne ha tante… ma il sedere sulla poltrona lo ha lei e noi aspettiamo, fiduciosi…

Firenze: al “Museo del Vino” un decanter romano

Firenze: al “Museo del Vino” un decanter romano

di redazione – Un dencanter romano, un “kantharos” (coppa) etrusco, un’anfora del I secolo a.C. e una brocca medievale: sono quattro degli elementi più preziosi custoditi a “Winex”, l’esposizione permanente dedicata al ciclo di lavorazione della vite e del vino, con oltre 500 oggetti storici. I quattro reperti etruschi e romani sono stati concessi dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze a “Winex”, il “museo del Vino” della città di Firenze, la prima realtà del genere rappresentativa dell’intera Italia vinicola e del forte retaggio dei saperi del territorio. Nelle sue due sale “Winex” (sintesi di Wine Exposure) intende mostrare tutti gli elementi che dal tralcio di vite portano fino alla bottiglia di vino. Un’occasione unica per imparare qualcosa di più sul mondo della vigna e della cantina. Antenato degli odierni decanter, questo “Lagynos” di acroma risale al II secolo a.C.: presenta un collo alto e stretto, corpo largo con un’ampia spalla e un’ansa verticale tra la spalle e il limite inferiore dell’orlo. Veniva usato durante i simposi, e la sua presenza lascia intendere che i Romani si intendessero di vino e che lo gustassero con ricercatezza, rivelando particolari che vanno al di là dell’uso funzionale del decanter stesso. Il Kantharos è una coppa per bere, diffusa sia presso i popoli greci che tra gli Etruschi, caratterizzata da due alte anse verticali che si estendono in altezza oltre l’orlo incurvandosi verso di esso, un invaso profondo e un diametro che in genere misura tra i 10 e i 15 centimetri. Arriva da Poggio Buco (scavi Vaselli 1959, tomba A camera 2) e risale alla fine del VII secolo a.C. L’anfora è un tipo di manufatto in acroma con impasto più fine del normale, il che può far pensare che venisse utilizzata per contenere un vino più pregiato di quello consumato usualmente. Facendo un paragone con le botti moderne, quest’anfora vinaria è una sorta di “caratello” come quello usato per il vinsanto. Risale al I secolo a.C. Il boccale trilobato da mescere in acroma depurata è stato scoperto nell’autunno del 1985 in piazza della Signoria, durante alcune operazioni di scavo, nel pozzo della Torre degli Umberti. Risale alla seconda metà del XIII secolo. A ottenere dal museo Archeologico di Firenze i tre pezzi che arricchiscono il museo è stato Giuseppe Iuppa, appassionato di archeologia, di mondo etrusco e di vino, nonché titolare del ristorante Little David al cui interno sorge il museo: “Per molto tempo ho raccolto questo materiale in giro per l’Italia per piacere personale – spiega, con soddisfazione – e l’anno scorso finalmente mi sono deciso a selezionare gli esemplari più interessanti e ordinarlo secondo un criterio didascalico, in modo da dare un valore aggiunto per fiorentini e turisti. Vorrei che potesse diventare un’attrazione per far vedere ai visitatori di Firenze una parte importante del made in Italy enologico”. Il “museo del Vino” è aperto tutti i giorni, dalle 10 a mezzanotte (in concomitanza con gli orari del Little David), ingresso libero per i clienti del wine-bar.

Fiesole: una serata e il sorriso di AliceFiesole: an evening and the Alice’s smile

di redazione – Mercoledì 23 luglio alle 21.00 al Teatro Romano c’è un motivo importante per andare a Fiesole: sorridere con Alice e per Alice.

Un sorriso è la panacea a tutti i mali. Un sorriso è meglio di mille parole, delle pacche sulle spalle, di tanti bla bla bla.
Quello di Alice era speciale.
“Alcuni posti, alcune date, alcuni momenti non si dimenticano mai” questo scriveva Alice e questo, nel suo ricordo e insieme al suo indimenticabile sorriso è il “manifesto” scelto dalle persone che gli erano più care per ricordarla in questa serata speciale. Sarà la prima di una lunga serie.
Il cantautore Monè già disco d’oro nel 2011 insieme alla scuola di ballo “Punto Danza Etoile” e “Shasa” vi aspettano al Teatro Romano e in collaborazione col comune di Fiesole per una serata speciale di sensibilizzazione.
Alice e la sua famiglia vi aspettano. Solo 5 Euro ben spese per una serata ricca di emozioni e sorrisi il cui ricavato sarà devoluto totalmente in beneficenza a progetti seguiti personalmente dalla famiglia e documentati in ogni sua fase direttamente sul profilo facebook di Alice.
Vi aspettiamo perché da un fiore strappato troppo presto possano generarsi le radici di tanti fiori colorati pronti a colorare il giardino della vita.
Per informazioni: tel. 349 008190 – 392 7510668
by redaction – Wednesday, July 23 at 21.00 at the Teatro Romano is an important reason to go in Fiesole. The Alice’s smile with Alice and for Alice.

A smile is the medicine for all ills. A smile is worth a thousand words, pats on the back, so many bla bla bla.
That Alice’s smile was special.
“Some places, some dates, some moments you never forget,” Alice wrote this and this, and in his memory along with his unforgettable smile is the “manifesto” chosen by the people who were most dear to remember this special evening. It will be the first of a long series.
The singer Mone already a gold record in 2011 with the dance school “Dance Step Etoile” and “Shasa” await you at the Roman Theatre and in collaboration with the municipality of Fiesole for a special evening to raise awareness.
Alice and her family are waiting for you. Only 5 euros well spent for an evening full of emotions and smiles and the proceeds will be donated to charity projects followed personally by the family and documented at every stage directly on the facebook profile of Alice.
We are waiting for a flower torn too soon can be generated roots of many colorful flowers ready to paint the garden of life.
For more information: tel. 349 008190 – 392 7510668

“Penna a spillo” – Concordia: un pericoloso corteo funebreConcordia: a dangerous funeral procession

di Nadia Fondelli – Sono già due anni e mezzo che, fra mille bla bla di mille pseudo esperti di ogni materia e di ogni dove s’inzuppa a piene mani nella polemica della titanica spiaggiata della balena Costa quasi dentro il porticciolo di Giglio Porto. Facile davvero. Sembrava inaffondabile quel gigante ormai arrugginito esattamente come 100 anni prima lo sembrava il Titanic. Farebbe quasi sorridere la cialtroneria di questo assurdo naufragio vissuto in mondovisione se non portasse in dote molte vite umane perse per la guapperia da bullo di un abbronzato e riccioluto comandante che per la sua codardia è addirittura diventato un neologismo da dizionario. Si parla delle sue mille cravatte di seta e abiti sartoriali cambiati durante le udienze in tribunale; si fa a scarica barili sulle responsabilità trovando il colpevole perfetto in un piccolo timoniere indonesiano che non capisce gli ordini impartiti in un maccheronico inglese dal diligente comandante fra un sorso di champagne e un abbraccio alla bella e misteriosa moldava che gli faceva compagnia quella sera. Si cerca di far sparire – o almeno spostare dalle mappe – quel maledetto scoglio delle Spore che, vista isola di Giannuutri, è lì immobile e ben in vista da millenni. Insomma, si fa di tutto e di più… Si accende i riflettori sulle più minime bazzecole, ma si sorvola fischiettando nella voluta indifferenza su quello che è potuto succedere, che succedere adesso e che succederà con il malinconico corteo funebre verso Genova. Generici e rassicuranti: “il mare è a posto, si fa i controlli a vista”. A vista ?!? E le analisi?!? Ciò che preoccupa è come si provvederà a bonificare l’area e a salvaguardare le acque “proibite” del Parco dell’Arcipelago Toscano. Come si potrà garantire che il feretro della nave nel suo mesto ultimo viaggio verso Genova non scarichi continuamente una scia di veleno in mare? “Tutto a posto! La nave rigalleggia, la rimorchiamo verso Genova”. Tanto in tutto questo tempo in mare quella ex nave non si è ridotta in un ferrovecchio arrugginito e bucherellato; tanto i detersivi, le derrate alimentari, i mobili, le suppellettili e tutto ciò che c’era a bordo in tutto questo tempo non hanno fatto alcun danno…” Come non credergli, loro sono gli esperti che sorridono dalla tv strapagati e abbronzati per questa vacanza estiva speciale al Giglio. Loro vigilano sempre sulla tutela delle acque “proibite” dell’Arcipelago toscano. Certo, del resto basta per confermarlo andare con la memoria solo un mese indietro rispetto al famoso naufragio. Era il dicembre del 2011 quando, più o meno nei paraggi, al largo dell’isola di Gorgona durante una burrasca una nave ha perso in mare diversi barili di materiale pericoloso sversandolo nelle acque. Tutto è passato sotto traccia, quasi non ne sapeva niente nemmeno la Regione Toscana. Silenzio totale, ma loro hanno sicuramente vigilato perchè quelle erano le acque “proibite” del Parco dell’Arcipelago Toscano. Tant’è che, fra notizie frammentarie, confermate e smentite, quei barili velenosi m sei risulta siano smpre lì, sui fondali di Gorgona a vomitare veleni in faccia a muggini ed aragoste. Loro vigilano ogni estate chiudendo più di un occhio quando (spesso) qualche “sprovveduto” politico-turista viene pizzicato ad immergersi o addirittura pescare nelle acque “proibite” del Parco. Loro non hanno mai visto quello che ho visto io e tanti altri occhi più volte dall’isola d’Elba e dallo stesso Giglio. Enormi grattacieli del mare lì, troppo vicini alla costa. Tiravo un sospiro di sollievo ogni volta. Non sapevo che si chiamava inchino quella follia, ma tutte le volte che vedevo quelle enormi navi pettinare il bagnasciuga da cittadina al mare ingannata dalla prospettiva schiacciata mi parevano così vicine, pericolosamente vicine. Quelle balene da crociera facevano come una bella donna davanti a un manipolo di giovanotti: un passaggio lieve e leggero, ondeggiando armonicamente sui fianchi per farsi ammirare in tutte le sue grazie. Ma tornando ancora indietro con la memoria, all’estate precedente, la cosa che più mi salta in mente e mi stride fortemente fra i neuroni è soprattutto che loro hanno impedito con mille carte bollate ad un povero cristo di nuotatore impegnato in un’impresa umana al limite dell’impossibile – come attraversare a nuoto e in solitario in 6 giorni le 7 isole dell’Arcipelago toscano – di raggiungere a nuoto, e sottolineo a nuoto, lo scoglio dell’Isola di Montecristo. Non si può – fu la risposta decisa – queste sono acque proibite e tutelate perchè fanno parte del Parco Naturale dell’Arcipelago Toscano e si mandò addirittura incontro al solitario nuotatore le pattuglie a sorvegliare e scortarlo come i due carabinieri che arrestano Pinocchio… Stridono davvero questi ricordi oggi che, con leggerezza, si è predisposto addirittura l’ultima crociera della Concordia fra le acque dell’Arcipelago fino a sfiorare la Corsica e facendo incazzare i francesi. Il disastro ambientale è in agguato ad ogni onda, ma fa niente… La certezza è solo che il disastro ambientale lo fa sempre l’essere umano con le sue decisioni border line. Lui il vero responsabile di ogni sciagura ambientale. Oggi però ho una certezza in più. La pipì rilasciata nell’acqua salmastra da un nuotatore nel pieno della sua trance agonistica è decisamente più dannosa all’ambiente delle tonnellate di spazzatura che può riversare fra i flutti una balena del mare spiaggiata!

by redaction – di Nadia Fondelli – Sono già due anni e mezzo che, fra mille bla bla di mille pseudo esperti di ogni materia e di ogni dove s’inzuppa a piene mani nella polemica della titanica spiaggiata della balena Costa quasi dentro il porticciolo di Giglio Porto. Facile davvero. Sembrava inaffondabile quel gigante ormai arrugginito esattamente come 100 anni prima lo sembrava il Titanic. Farebbe quasi sorridere la cialtroneria di questo assurdo naufragio vissuto in mondovisione se non portasse in dote molte vite umane perse per la guapperia da bullo di un abbronzato e riccioluto comandante che per la sua codardia è addirittura diventato un neologismo da dizionario. Si parla delle sue mille cravatte di seta e abiti sartoriali cambiati durante le udienze in tribunale; si fa a scarica barili sulle responsabilità trovando il colpevole perfetto in un piccolo timoniere indonesiano che non capisce gli ordini impartiti in un maccheronico inglese dal diligente comandante fra un sorso di champagne e un abbraccio alla bella e misteriosa moldava che gli faceva compagnia quella sera. Si cerca di far sparire – o almeno spostare dalle mappe – quel maledetto scoglio delle Spore che, vista isola di Giannuutri, è lì immobile e ben in vista da millenni. Insomma, si fa di tutto e di più… Si accende i riflettori sulle più minime bazzecole, ma si sorvola fischiettando nella voluta indifferenza su quello che è potuto succedere, che succedere adesso e che succederà con il malinconico corteo funebre verso Genova. Generici e rassicuranti: “il mare è a posto, si fa i controlli a vista”. A vista ?!? E le analisi?!? Ciò che preoccupa è come si provvederà a bonificare l’area e a salvaguardare le acque “proibite” del Parco dell’Arcipelago Toscano. Come si potrà garantire che il feretro della nave nel suo mesto ultimo viaggio verso Genova non scarichi continuamente una scia di veleno in mare? “Tutto a posto! La nave rigalleggia, la rimorchiamo verso Genova”. Tanto in tutto questo tempo in mare quella ex nave non si è ridotta in un ferrovecchio arrugginito e bucherellato; tanto i detersivi, le derrate alimentari, i mobili, le suppellettili e tutto ciò che c’era a bordo in tutto questo tempo non hanno fatto alcun danno…” Come non credergli, loro sono gli esperti che sorridono dalla tv strapagati e abbronzati per questa vacanza estiva speciale al Giglio. Loro vigilano sempre sulla tutela delle acque “proibite” dell’Arcipelago toscano. Certo, del resto basta per confermarlo andare con la memoria solo un mese indietro rispetto al famoso naufragio. Era il dicembre del 2011 quando, più o meno nei paraggi, al largo dell’isola di Gorgona durante una burrasca una nave ha perso in mare diversi barili di materiale pericoloso sversandolo nelle acque. Tutto è passato sotto traccia, quasi non ne sapeva niente nemmeno la Regione Toscana. Silenzio totale, ma loro hanno sicuramente vigilato perchè quelle erano le acque “proibite” del Parco dell’Arcipelago Toscano. Tant’è che, fra notizie frammentarie, confermate e smentite, quei barili velenosi m sei risulta siano smpre lì, sui fondali di Gorgona a vomitare veleni in faccia a muggini ed aragoste. Loro vigilano ogni estate chiudendo più di un occhio quando (spesso) qualche “sprovveduto” politico-turista viene pizzicato ad immergersi o addirittura pescare nelle acque “proibite” del Parco. Loro non hanno mai visto quello che ho visto io e tanti altri occhi più volte dall’isola d’Elba e dallo stesso Giglio. Enormi grattacieli del mare lì, troppo vicini alla costa. Tiravo un sospiro di sollievo ogni volta. Non sapevo che si chiamava inchino quella follia, ma tutte le volte che vedevo quelle enormi navi pettinare il bagnasciuga da cittadina al mare ingannata dalla prospettiva schiacciata mi parevano così vicine, pericolosamente vicine. Quelle balene da crociera facevano come una bella donna davanti a un manipolo di giovanotti: un passaggio lieve e leggero, ondeggiando armonicamente sui fianchi per farsi ammirare in tutte le sue grazie. Ma tornando ancora indietro con la memoria, all’estate precedente, la cosa che più mi salta in mente e mi stride fortemente fra i neuroni è soprattutto che loro hanno impedito con mille carte bollate ad un povero cristo di nuotatore impegnato in un’impresa umana al limite dell’impossibile – come attraversare a nuoto e in solitario in 6 giorni le 7 isole dell’Arcipelago toscano – di raggiungere a nuoto, e sottolineo a nuoto, lo scoglio dell’Isola di Montecristo. Non si può – fu la risposta decisa – queste sono acque proibite e tutelate perchè fanno parte del Parco Naturale dell’Arcipelago Toscano e si mandò addirittura incontro al solitario nuotatore le pattuglie a sorvegliare e scortarlo come i due carabinieri che arrestano Pinocchio… Stridono davvero questi ricordi oggi che, con leggerezza, si è predisposto addirittura l’ultima crociera della Concordia fra le acque dell’Arcipelago fino a sfiorare la Corsica e facendo incazzare i francesi. Il disastro ambientale è in agguato ad ogni onda, ma fa niente… La certezza è solo che il disastro ambientale lo fa sempre l’essere umano con le sue decisioni border line. Lui il vero responsabile di ogni sciagura ambientale. Oggi però ho una certezza in più. La pipì rilasciata nell’acqua salmastra da un nuotatore nel pieno della sua trance agonistica è decisamente più dannosa all’ambiente delle tonnellate di spazzatura che può riversare fra i flutti una balena del mare spiaggiata!

Monteriggioni: via alla più grande festa medievale di ToscanaMonteriggioni: go at the largest medieval festival in Tuscany

di Nadia Fondelli – Negli ultimi due week end di luglio: il 18,19,20 e 25, 26, 27 ecco «Monteriggioni di Torri si Corona» nel castello di Monteriggioni.

Una festa ormai famosa che non è solo festa ma che è anche un po’ festival, con il divertimento intrecciato alla ricerca e lo spettacolo che diventa cultura.
Tante le sorprese di questa nuova edizione che rientra nei festeggiamenti per l’800° anniversario dalla fondazione del Castello di Monteriggioni, un luogo magico citato da Dante nella Divina Commedia, attraversato dalla Via Francigena e così particolare dal punto di vista iconografico da diventare teatro di «Assassin’s Creed», videogioco universalmente noto tra le giovani generazioni.
Tra le novità, oltre al nuovo tema «Delle Armi e degli Amori», c’è la direzione artistica affidata al cantautore, attore, regista David Riondino che racconta:
«Ribadiremo l’idea di festa con le sue caratteristiche tradizionali e cioè gli stand col cibo, il cambio dell’euro in “Grossi” senesi, il gusto della convivialità, la visita en plein air al Castello…Il lato inedito starà nell’affiancare a questi elementi già consolidati i primi segni di un festival della letteratura, del gesto, della musica e del teatro medievale. In modo particolare porteremo in scena alcuni testi e poemi composti nel medioevo o che a quest’epoca si riferiscono».
La prima proposta sarà «Erec e Enide», un poema narrativo scritto intorno al 1190 dal francese Chrétien de Troyes.
«Racconta la difficile conciliazione tra valore cavalleresco e amore coniugale – spiega il direttore artistico – Erec, accusato dagli amici cavalieri di trascurare tornei e scorribande una volta sposatosi con l’amata Enide, (oggi diremmo che aveva appeso l’armatura al chiodo) partirà con lei per affrontare insieme mirabili imprese.
Bella metafora che ci viene da lontano di come un matrimonio d’amore debba essere avventura condivisa. Sarò in scena io a leggere il poema accompagnato dal contraltista Stefano Albarello». Ritmata e incalzante sarà «La Fuga di Enea» riletta sotto forma di cunto siciliano dal racconta-storie di grande e riconosciuta tradizione Vincenzo Pirrotta, che affascinerà il pubblico narrando con il tipico ritmo del cunto le storie degli eroi.
«Alla tradizione classica – continua Riondino – sicuramente si rifacevano i racconta-storie medievali: e il cunto, dove testo e interpretazione si fondono musicalmente, è probabilmente la forma artistica più vicina alla maniera degli antichi narratori».
«Mi piacerebbe – conclude – che Monteriggioni iniziasse un cammino per diventare nel tempo il Castello Perfetto, il luogo in cui si svolge un grande festival europeo su tutto ciò che il Medioevo continua, in termini d’arte, ad evocare.”

Un aspetto inedito di questa edizione sarà un’attenzione maggiore nei confronti dei particolari ricostruttivi utilizzati per le rievocazioni storiche, firmate dalla direzione scientifica di Marco Valenti, docente di archeologia medievale e cristiana all’Università di Siena.
Protagonista sarà la living history, ossia il tentativo di far vivere un certo periodo storico (in questo caso, ovviamente, il Medioevo) attraverso un’attenzione filologica nei confronti dei materiali usati, delle abitudini e della mentalità del tempo. Fuori e dentro le mura saranno ricostruite tre bolle temporali (l’alto medioevo, l’epoca comunale e l’epoca delle campagne mercenarie) in cui si potranno incontrare artigiani al lavoro ma anche cavalieri, armati e fanti impegnati in giostre e tornei. La particolarità è che a dar loro vita non saranno attori, come avviene nella maggior parte delle feste, ma archeologi, studiosi o comunque grandi appassionati di Medioevo con alle spalle ore e ore trascorse in biblioteca per entrare fino in fondo nella mente del personaggio da ricostruire attraverso ricerche storiche, iconografiche e archeologiche.

Grandi e scenografici saranno gli spettacoli di strada che in tarda serata si alterneranno nella piazza centrale del Castello, per la gioia di grandi e piccini.
Andranno in scena «Simurgh» della compagnia Teatro dei Venti, «Sibilla» del Teatro del Ramiro e «Incanto» della Compagnia dei Folli: una serie di azioni teatrali con trampoli, acrobazie, canti, danze e giochi luminosi tutti da vedere oltre che da ascoltare.

Tante infine le occasioni dedicate ai più piccoli che avranno una zona della festa tutta per loro. Ci saranno laboratori durante i quali i bimbi potranno creare divertenti oggetti medievali e si alterneranno momenti di gioco, spettacolo e intrattenimento con Carognino e il teatro dei burattini di Claudio Cinelli e della Compagnia Follemente.
In più per le strade e le piazze spettacoli di fachiri, giullari, musici, performer, duelli, danze e artisti di strada, ogni volta annunciati al pubblico da araldi dislocati in vari angoli del castello.
Info: i biglietti d’ingresso potranno essere acquistati presso tutti i circuiti Box Office (con aggiunta costi di prevendita), nei punti UniCoop Firenze (solo per i soci) o direttamente a Monteriggioni durante i giorni di festa, alle biglietterie fuori dalle mura. I costi sono: venerdì intero 8 € – ridotto 6 €, sabato intero 12 € – ridotto 10 €, domenica intero 10 € – ridotto 8 €. Il biglietto ridotto è rivolto a: residenti nel comune di Monteriggioni, ragazzi di 11-16 anni, militari, over 65, diversamente abili, gruppi organizzati di oltre 30 pax. Il ridotto si applica per gruppi a partire da 31 persone; per usufruire della riduzione è indispensabile comunicare la lista partecipanti all’ufficio turistico di Monteriggioni entro il giorno precedente a quello dell’ingresso. Entrata gratuita per i bambini fino a 10 anni.
Tel. e fax 0577/304834; info@monteriggioniturismo.it – www.monteriggionimedievale.it
by Nadia Fondelli – Ib the last two weekends of July: the 18,19,20 and 25, 26, 27arrive “Monteriggioni di Torri si corona” in the castle of Monteriggioni.

A now-famous festival which is not only the party but that is also a little ‘festival, with fun woven into the research and the spectacle that becomes the culture.
There are many surprises in this new edition that is part of the celebrations for the 800th anniversary of the founding of the Castle of Monteriggioni, a magical place mentioned by Dante in the Divine Comedy, crossed by the Via Francigena and especially so from the iconographic point of view to become the scene of “Assassin’s Creed” video game universally known among the younger generation.
Among the changes, in addition to the new theme “Of Arms and the Loves,” is the artistic lead of the singer-songwriter, actor, director David Rion said that:
“Reiterating the idea of celebration with its traditional features, namely the stands with food, the exchange rate of the euro in” Big “Siena, the taste of conviviality, a visit to the Castle en plein air … The new side will stay in assisting these elements already established the first signs of a literature festival, craft, music and theater medieval. In particular, we will bring on stage a few texts and poems composed in the Middle Ages or that relate to this period. ”
The first proposal will be “Erec and Enide”, a narrative poem written around 1190 by the French Chrétien de Troyes.
“It tells the difficult reconciliation between chivalry and conjugal love – explains the artistic director – Erec, accused of neglecting friends knights tournaments and raids once married with his beloved Enide, (today we would say that the armor had hung on a nail) will start to face together with her marvelous business.
Beautiful metaphor that comes to us from a distance of as a marriage of love to be shared adventure. I’ll be on the scene I read the poem accompanied by alto Stephen Albarello. “Rhythmic and insistent will be “The Flight of Aeneas’ reread the form of the Sicilian cunto-tells stories of a long and recognized tradition Vincenzo Pirrotta, that will captivate audiences with narrating the typical rhythm of cunto the stories of heroes.
“In the classical tradition – continues Rion – certainly was heavily influenced by the stories told-medieval and cunto, where text and interpretation come together musically, it’s probably the art form closest to the manner of the ancient storytellers.”
“I’d like – he concludes – Monteriggioni which began a quest to become in time the Great Castle, the place in which it plays a major European festival of everything that continues in the Middle Ages, in terms of art, to evoke.”

A novel aspect of this edition will be more attention towards the particular reconstructive used for pageants, signed by the scientific direction of Marco Valenti, a professor of medieval archeology and the Christian University of Siena.
The protagonist will be the living history, namely the attempt to live a certain historical period (in this case, of course, the Middle Ages) through philological attention to materials used, habits and mentality of the time. Outside and inside the walls will be rebuilt three bubbles of time (the early Middle Ages, the era and the era of municipal campaigns mercenary) where you can meet artisans at work but also knights, tanks and infantry engaged in jousts and tournaments. The peculiarity is that to bring them to life will not be actors, as is the case in most of the festivities, but archaeologists, scholars or otherwise big fans of the Middle Ages behind with hours and hours spent in the library to enter fully into the character’s mind to rebuild through historical research, iconographic and archaeological evidence.

Large and spectacular street performances that will be later in the evening will alternate in the central square of the castle, to the delight of young and old.
Happening “Simurgh” of the company Teatro dei Venti, “Sybil” and the Theatre of Ramiro “Incanto” of the Society of Fools: A series of dramatic actions with stilts, acrobatics, singing, dancing, games and bright all to see as well as by listen.

  Finally, many occasions dedicated to children who will have an area of ​​the feast of their own. There will be workshops in which children can create fun medieval objects and will alternate moments of the game, shows and entertainment with Carognino and the puppet theater Claudio Cinelli and the Company Madly.
In addition to the streets and squares performances fakirs, jugglers, musicians, performers, duels, dances and street artists, every time announced to the public by heralds located in various corners of the castle.
Info: admission tickets can be purchased at all the circuits Box Office (with added costs presale), points UniCoop Florence (for members only) or directly in Monteriggioni during the festival days, the ticket office outside the walls. The costs are: Wednesday full 8 € – reduced € 6, Saturday full € 12 – € 10 reduced, Sunday full 10 € – reduced € 8. The reduced ticket is addressed to residents in the municipality of Monteriggioni, boys 11-16 years old, military, over 65, disabled, organized groups of over 30 people. The reduced applies for groups of 31 people; to take advantage of the reduction is necessary to communicate the list of participants at the tourist office of Monteriggioni by the day previous to the entrance. Free entrance for children up to 10 years.
Phone and fax 0577/304834; info@monteriggioniturismo.it – www.monteriggionimedievale.it