Dic 30, 2022 | Enogastronomia
Con Francesca Cinelli Colombini che ci ha lasciato la scora notte se ne va una protagonista assoluta del secolo scorso e una delle protagoniste che ha trasformato Montalcino da piccolo borgo agricolo a capitale mondiale del vino.
Per raccontarla ho scelto di farlo riprendendo le pagine del libro che ho scritto nel 2017 a quattro mani con la collega Roberta Capanni.
Una festa sull’aia, il sapore del pane appena sfornato. L’immagine di un fiasco di vino genuino, tanta allegria ma anche grandi incontri e successi. Parlare con Donna Francesca Colombini è come fare un salto nel tempo, in un’epoca diversa quando le persone non sentivano l’esigenza di contornarsi di tante cose, spesso inutili, un tempo a suo dire dove “si andava al sodo”.
La signora Francesca Colombini ha vissuto la trasformazione a cui sono andati incontro territori e aziende dalla fine della mezzadria ad oggi. Una donna che ha diretto un’azienda del vino in tempi in cui erano ben poche a farlo, una manager schietta come solo un’anima toscana può esserlo, che ha molto da raccontare.
Nata a Modena dove il padre era professore universitario, Francesca Colombini è arrivata a Montalcino a tre mesi, infatti, dice con quel suo modo diretto ricco di modi di dire: “So fare anche i tortellini! In casa nostra per Natale ci sono i tortellini fatti a mano e la galantina fatta come si deve. Io come cuoca non valgo molto ma mi piace mangiare bene e adoro le vecchie ricette”.
A 45 anni rimasta senza i genitori inizia a gestire l’azienda. Il padre l’aveva preparata questo e lei ha portato avanti la proprietà con impegno. Racconta: “Babbo aveva deciso così e mio marito era d’accordo, lui seguiva le sue attività, io le mie. Posso dire che mi sono divertita tanto, tanta è stata la fatica, ci sono stati momenti in cui ho dormito poco, ma la soddisfazione è stata grande. Ho fatto la mia parte, ho tirato avanti la “baracca”.
Nella famiglia Colombini le donne hanno sempre lavorato: “Durante la guerra era mia madre che si occupava dell’azienda, certo si consigliava con mio padre, ma lui doveva dirigere l’alimentazione della provincia di Siena e non aveva certo tempo per pensare alla fattoria”.
Per Donna Francesca il concetto di lavoro è sempre stato una cosa normale. “Anche da bambina – ricorda – mio padre mi spediva ad aiutare durante la trebbiatura!” Forte, legata alla sua terra, preparata e centrata, qualità che l’hanno portata a sentirsi sempre a suo agio in qualsiasi situazione e con chiunque, da chi faceva i lavori della campagna ai più grandi personaggi del panorama culturale italiano che frequentavano la casa.
La Signora del Brunello ha poi permesso ai figli di continuare l’attività familiare senza mai imporre niente. Hanno fatto i loro studi secondo l’attitudine, Donatella amante della storia e Stefano dedicandosi allo studio della legge, fino a quando non hanno sentito la necessità di entrare nel mondo del Brunello e di tutte le altre attività familiari. “Sono convinta – riprende Donna Francesca – che i figli debbano subentrare ai genitori in tempo utile. Perché un conto è guidare l’automobile e un altro e stare di fianco all’autista. Io sono contrarissima a coloro che lasciano solo alla fine o come si dice a Siena “a tombe piene”. Bisogna rendersi conto che per mantenere al meglio un’azienda di certe dimensioni ci vuole forza fisica e mentale. Se poi i figli non sono capaci, sarà un problema loro. Avranno comunque imparato qualcosa”.
Chiara, chiarissima, diretta la Signora del Brunello. Si deve a donne come lei se oggi la presenza femminile nel mondo del vino è in costante crescita. “I tempi sono cambiati e oggi sono tante le donne che lavorano in questo settore, io ricordo che nel primo wine experience a New York su dodici produttori italiani ero la sola donna manager presente”.
E dalla sua posizione ha continuato a portare il Brunello, il vino che ha fatto conoscere Montalcino in tutto il mondo, alle più alte vette.
Alla base di tutto ciò c’è il suo senso di dovere e l’amore per il prodotto che vive di vita propria e dipende da tanti fattori: “il Brunello è un vino che nasce in un territorio a grandissima vocazione – ci ricorda Francesca Colombini – ma quello che lo rende speciale è anche la dimensione umana in cui viene allevato ancora oggi. Il rapporto fra l’uva e la terra e la sensibilità fanno la differenza.”
I tempi cambiano, cambiano le abitudini e con queste il modo di bere il vino: “il vino si è evoluto come si è evoluta la società – dice Francesca – oggi si sente dire spesso che i bambini sono più intelligenti, non è vero, sono le conoscenze che sono cresciute. Prima si insegnavano meno cose e in tempi diversi oggi si precorrono i tempi, prima si beveva in modo semplice anche nelle case dei signori oggi tutti ricercano, s’informano e vogliono sapere di più sul vino. E’ la stessa cosa”.
Il mondo cambia. Le grandi donne restano.
Arrivederci Donna Francesca
Nov 30, 2022 | Protagonisti
E’ stata Montalcino ad ospitare quest’anno il Premio Gambelli 2023, ad aggiudicarselo il giovane toscano Andrea Scaccini premiato come l’enologo under 40 dell’anno.
A lui va quindi la XI edizione del Premio dedicato a Giulio Gambelli, il Maestro del Sangiovese scomparso nel 2012.
Il riconoscimento, promosso da Aset Toscana (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e dal network di giornalisti “IGP I Giovani Promettenti”, è stato consegnato in occasione di Benvenuto Brunello, l’evento di presentazione delle nuove annate promosso dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.
A consegnare la targa il presidente di Aset Leonardo Tozzi con Carlo Macchi (IGP), autore del volume “Giulio Gambelli, l’uomo che sapeva ascoltare il vino” (ed. SlowFood) e tra i principali ideatori del Premio.
“È stata un’immensa soddisfazione ricevere il premio dedicato al Maestro della nostra enologia. Se oggi siamo qua a parlare dei grandi vini toscani è grazie a Giulio Gambelli e sapere che nel mio piccolo sto affiancando i suoi pensieri mi rende determinato, orgoglioso e soprattutto soddisfatto del mio lavoro”, così il vincitore dell’edizione 2023 del Premio, Andrea Scaccini.
“È bello che una degustazione rigorosamente alla cieca condotta da 10 giornalisti esperti di vino della nostra Associazione abbia individuato tra decine di candidati un giovanissimo enologo come Andrea Scaccini quale erede del “metodo” di Giulio Gambelli – ha commentato il presidente di Aset, Leonardo Tozzi – segno che la verità della sua esperienza, il segno tangibile del suo talento così naturale, con tanta vita e esperienza da vendere, si rinnova in altre generazioni di nuova scuola e vita, mostrandosi davvero autentico e resistente al tempo come un grande vigneto”.
Per Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino: “Giulio Gambelli ha contribuito al successo del vino italiano e, in particolare, di quello toscano. Il Premio a lui intitolato è nel segno della riconoscenza che il settore gli deve, soprattutto sul fronte della formazione delle nuove generazioni di enologi. L’enologo, infatti, riveste un ruolo centrale e trasversale nella produzione vinicola di qualità, un fattore determinante anche per il posizionamento sui mercati esteri”.
Andrea Scaccini è nato il 19 Novembre 1994 a Montepulciano, dove ancora vive e lavora. Sin da bambino cresciuto tra i vigneti poliziani e affascinato dal territorio nativo, ha coltivato una grande passione per il mondo dell’agricoltura, passione che lo ha portato prima al diploma presso l’Istituto Tecnico Agrario A. Vegni “Capezzine”, poi alla Laurea in “Viticoltura ed Enologia” della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Firenze dove, nel Dicembre 2016, si è congedato con il massimo dei voti e con lode. Tra le sue esperienze fin dagli studi ha lavorato in alcune piccole realtà vinicole e arrivando poi a collaborare per un’intera vendemmia con la cantina di “Ornellaia” a Bolgheri nel 2015.
Curioso di apprendere nuove tecniche e conoscere panorami viticoli diversi da quello Toscano, ha svolto due vendemmie all’estero: la prima in Francia, nel 2016, presso la grande cantina cooperativa “Champagne Nicolas Feuillatte” e la seconda in Nuova Zelanda, agli inizi del 2017, presso la cantina Vavasour del gruppo “Foley Family”. A metà 2017 è rientrato a Montepulciano e da cinque anni lavora come Enologo interno presso l’azienda Bindella dove si occupa con grande orgoglio e determinazione di tutto ciò che ruota attorno alla produzione del vino.
Il riconoscimento premia ogni anno l’enologo il cui lavoro abbia saputo incarnare al meglio l’idea di vino portata avanti da Giulio Gambelli: esaltazione delle tipicità di ogni vitigno, delle caratteristiche del territorio e dell’annata vendemmiale. Tra i requisiti fondamentali per poter partecipare, essere un professionista che nell’anno solare di emanazione del bando non abbia superato i 40 anni di età e laurea in enologia.
La prossima edizione del premio è in programma a San Gimignano (Si) in febbraio 2024 in occasione dell’Anteprima della Vernaccia.
Al vincitore, oltre alla targa, va anche un premio di 1.500 euro, reso possibile grazie al sostegno di alcune delle aziende di cui Giulio Gambelli fu storicamente amico e consulente: Bibbiano, Fattoria di Rodàno, Il Colle, Montevertine, Poggio di Sotto. Sono poi partner del concorso il Consorzio Vino Chianti Classico, il Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, il Consorzio Vino Brunello di Montalcino e il Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.
Un particolare ringraziamento va ad ASSOENOLOGI per il contributo dato alla diffusione del bando del Premio.
Ecco l’Albo d’oro con i nomi dei vincitori del Premio Gambelli:
Fabrizio Torchio (2013)
Gianluca Colombo (2014)
Francesco Versio (2015)
Sebastian Nasello (2016)
Diego Bonato e Luca Faccenda (2017)
Luigi Sarno (2018)
Angela Fronti (2019)
Ivan Misuri (2020)
Alessandro Campatelli ( 2021)
Fabio Mecca (2022)
Andrea Scaccini (2023)
Feb 28, 2019 | Arte e cultura, Enogastronomia
[:it]Sí ė appena conclusa una settimana davvero intensa. Una settimana di oltre 2000 diverse etichette che, suddiviso per le giornate di degustazione porta a 333 vini al giorno...
All’inizio in Toscana fu il Chianti Classico a presentarsi in città, al pari di una griffe di moda, con le sue anteprime. Una comoda soluzione per presentare a giornalisti ed esperti del mondo in due giorni e centinaia di etichette. Negli anni poi le Anteprime si sono moltiplicate a Montepulciano, San Gimignano ė Montalcino patria degli altri grandi nettari di Bacco di Toscana. Tutte a ruota, nella stessa settimana.
Solo in anni recenti, con la felice intuizione del prologo Buy Wine a Firenze voluto dalla regione Toscana dove s’incontrano faccia a faccia produttori ed importatori esteri, alle Anteprime si ė aggiunta la PrimAnteprima per dare risalto e dignità anche alle cosiddette “piccole denominazioni” che sarebbero poi 10 Consorzi: Carmignano, Colline Lucchesi, Maremma Toscana, Montecarlo di Lucca, Montecucco, Orcia, Pitigliano e Sovana, Terre di Pisa, Val di Cornia e Valdarno di Sopra per un totale di quasi 200 vini in degustazione.
È così la settimana delle Anteprime va dilatandosi sempre più e scopre il business delle aperture al pubblico.
Perché?
ýSi inizia al lunedì con la madre di tutte le Anteprime: quella del Chianti Classico. Il maestoso spazio della stazione Leopolda con le bordolesi perfettamente allineate fa sempre un certo effetto. 197 aziende per 721 etichette da spalmare in due giorni fra l’annata, la Riserva e la Gran Selezione che dalla sua istituzione non ci ha mai personalmente convinti. Nell’insieme un classico, sia perdonato il gioco di parole, che non delude mai ma dove la marcata impronta barricata si é fortunatamente smoezata.
Ci siamo spostati poi in quel di San Gimignano sempre ricca di fascino ed orgoglio per la sua bianca denominazione. 40 produttori per oltre 100 etichette e due annate, la 2018 e la riserva 2017 con una Vernaccia in crescita che si fa più aggraziata e profumata.
La transumanza vinicola ci ha condotto poi nella patria del Poliziano e di quel Nobile che si aggiudica il nostro personale Oscar. Un vino in crescita a cui stanno un po strette le 4 stelle assegnate.
Finale col Brunello in “scena” col 2014, la Riserva 2013, il Rosso di Montalcino 2016 e 2017. Quattro stelle doverose per il re Sangiovese anche se sono a nostro avviso generose per un millesimo difficile che all’assaggio ha dimostrato tutti i suoi limiti.
Cosa rimane a fine settimana? Tanti assaggi, alcune delusioni e alcune sorprese positive.
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Feb 18, 2014 | Chianti Classico, Crete Senesi, Enogastronomia, Firenze, San Gimignano, Shopping, Val d'Orcia | Val di Chiana
di Nadia Fondelli – Anche quest’anno il febbraio toscano è tempo di Anteprime dei vini. Pubblichiamo quindi un breve sunto di quelle che sono le principali anteprime vinicole toscane ancora increduli dall’inopportuna contemporaneità di più eventi.
Giorni pienissimi d’impegni per gli operatori del nettare di Bacco soprattutto il 16 e 17 febbraio quando, in contemporanea, ben tre grandi eventi si sfideranno.
Impossibile infatti per gli operatori, se non hanno il dono dell’ubicuità, essere contemporaneamente a Firenze, San Gimignano e Montepulciano.
Sono forse lontani i giorni della promessa pace fra le grandi denominazioni toscane quando si paventava un’unica grande anteprima?
Decisamente sì, ahimè, e non è un bene per nessuno.
Apre le danze Buy Wine 2014 il 16 e 17 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze è evento dedicato alle piccole denominazioni emergenti, una sorta di Anteprima delle “piccole grandi firme” di Toscana. Circa 280 produttori con le loro annate al servizio dei soli operatori del settore.
In contemporanea, sempre il 16 e 17 febbraio a Montepulciano si svolgerà l’Anteprima del Vino Nobile presso la Fortezza di Montepulciano. Ospiti d’onore il Vino Nobile di Montepulciano 2011, la Riserva 2010 ed il Rosso di Montepulciano 2012.
Sempre il 16 e 17 febbraio fra le torri di San Gimignano si terrà l’Anteprima della Vernaccia con la Vernaccia di San Gimignano 2013 e la Riserva 2012.
Il 19 febbraio tutti insieme alla Stazione Leopolda di Firenze che ancora prima di Matteo Renzi era celebre per quella che è ormai un classico… La Classico Collection 2014 con campioni di botte del 2013, anteprime 2012 e riserve 2011. Oltre 140 produttori e anche l’opportunità di degustare gli oli extra vergine di oliva Dop Chianti Classico.
Alcuni giorni di pausa e poi, il 23 e 24 febbraio tutti a Montalcino per Benvenuto Brunello dove sarà presentato il Brunello 2009, la Riserva 2008 e Il Rosso di Montalcino 2012.
by Nadia Fondelli – Also this year, February is the time to previews Tuscan wines. Then publish a brief summary of what are the main previews Tuscan wine still in disbelief dall’inopportuna more contemporary events.
Days fullest commitments for operators in the nectar of Bacchus especially on 16 and 17 February when , at the same time , three major events will compete .
In fact impossible for operators, at the same time stayed in Florence , San Gimignano and Montepulciano.
Are they gone are the days of promise peace among the great names in Tuscany when he feared a single large preview ?
Definitely yes , alas, and it is not good for anyone .
Opens the events Buy Wine on 16 and 17 February 2014 at the Fortezza da Basso in Florence is an event dedicated to small denominations emerging , a kind of preview of the “little big names ” of Tuscany . Approximately 280 producers with their years of service to professionals only .
At the same time , always on 16 and 17 February in Montepulciano will take place the preview at the Fortezza del Vino Nobile di Montepulciano. Guests of honor at the Vino Nobile di Montepulciano 2011 Riserva 2010 and Rosso di Montepulciano 2012.
Also on 16 and 17 February between the towers of San Gimignano Vernaccia Preview will be held with the Vernaccia di San Gimignano Riserva 2013 and the 2012.
On February 19, all together at the Stazione Leopolda in Florence , Matteo Renzi, who even before he was famous for what is now a classic … The Classic Collection 2014 barrel samples of 2013 , 2012 and previews reserves 2011. Over 140 producers and also the opportunity to taste the extra virgin olive oil DOP Chianti Classico.
A few days off and then on 23 and 24 February for all Benvenuto Brunello in Montalcino where will be presented the Brunello 2009, the Riserva 2008 and Rosso di Montalcino 2012.
Gen 14, 2013 | Arte e cultura
di Nadia Fondelli – Questo mese vi guideremo in un itinerario di misticismo fra abbazie,pievi monasteri ed eremi che offrono in molti casi anche un’ospitalità fatta di semplicità. Luoghi che affondano l’origine in tempi lontano e spesso situati in ambienti solitari perfetti per vacanze speciali, ma anche ottimi punti di partenza per vivere la Toscana da un angolazione diversa. Impossibile visitarli tutti e allora abbiamo deciso di proporvi un gran tour sulle orme del sacro.
Partiamo da Cortona dove in località Le Celle sono delle grotte sul costone del Monte Sant’Egidio dov’erano soliti rifugiarsi i poveri quando San Francesco vi si ritirò in preghiera. Qui nel 1231 venne eretto un Eremo che dal 1922 accoglie tutti coloro che vogliono fermarsi in questo luogo a cavallo fra Umbria e Toscana. Tel. 0575 603362.
Nel cuore di Firenze è invece l’Abbazia di Santa Trinita dove nel complesso di via del Parione sono dall’XI secolo i Vallombrosiani che oggi posseggono quello che una volta era il noviziato. L’Abbazia, una miscela di gotico e romanico frequentata anche da Michelangelo comprendeva altri locali ora adibiti ad uso pubblico e la parrocchia nominata in una Bolla di Papa Lucio III nel 1183. Pregevoli le opere conservate fra cui un’Adorazione dei Pastori di Domenico Ghirlandaio. Si può dormire su prenotazione e degustare i prodotti medicinali che i frati fin dal 1780 producono fra cui l’ Elisir stomatico per digestione e i liquori giallo verde a base di timo ed erbe aromatiche. Tel 055216912
Per chi si trova in Maremma impossibile non salire sulle pendici del Monte Argentario dove, nel 1728 San Paolo della Croce fondò il Romitorio di Sant’Antonio creando il primo nucleo dell’Ordine completato più tardi con la chiesa, il convento e l’edificio del noviziato oggi adibito a casa di preghiera. La posizione splendida che domina dall’alto la costa, la frescura e il silenzio dei boschi circostanti fanno di questa casa dei Padri Passionisti un luogo ideale per fermarsi qualche giorno, mentre per chi è solo di passaggio da provare è il liquore “argentarium”. Tel. 0564 812641.
Salendo la costa, poco fuori Livorno è inevitabile fermarsi al Santuario di Montenero il più antico e famoso della regione che la leggenda narra sia stato dedicato alla Madonna delle Grazie a seguito de ritrovamento sulla spiaggia dell’Ardenza di una tavola con la sua immagine. In stile barocco il Santuario, oggi è dei Benedettini Vallombrosani che ne hanno fatto la sede della “Santa Lega Mariana, per promuovere il culto della Madonna ed ospitano in moderne camere. Tel. 0586 57771.
Sulle Alpi Apuane, a Vergemoli è l’Eremo di Calomini a strapiombo su un costone roccioso con una chiesina dell’XI secolo ed un romitorio per la vita ascetica e meditativa dove gli eremiti sono rimasti fino al 1868. Dal 1966 con decreto vescovile il luogo è divenuto Santuario Diocesano. Splendide le celle e parte della chiesa scavate nella roccia con la veneratissima statua lignea della Madonna della Penna. Non si può dormire, ma degna di una visita è l’erboristeria. Tel. 0583 767003.
Spostandoci nel territorio di Massa Carrara l’invito è di fermarsi a Mulazzo dov’è un santuario dedicato alla Madonna del Monte eretto in seguito ad un fatto miracoloso il cui culto risale al XII secolo epoca in cui i benedettini dell’Abbazia di Borzone fondarono questo priorato isolato sulla vetta di un monte ad oltre 900 metri di quota. Si può anche soggiornare in apposite case per villeggiatura.
Tornando a sud chiudiamo idealmente il nostro tour in un luogo famoso di grande fascino appena fuori Montalcino: Sant’Antimo fondato – fra leggenda e realtà – da Carlo Magno che nel 781 tornando da Roma vide in questa vallata morire molti suoi soldati colpiti dalla peste e per porre fine all’epidemia giurò di far costruire un’Abbazia. Di quell’abbazia rimangono solo la Cripta e la Cappella carolingia. Dal 1992 il luogo è affidato ai Canonici Regolari di Sant’Agostino. Qui tutte le funzioni sono cantate in gregoriano e l’ospitalità è composta da dieci camere e quattro dormitori per gruppi autogestiti. Tel. 0577 835659-
by Nadia Fondelli – This month, we’ll take you on a mystic tour around the monasteries, churches, abbeys and hermitages that also often offer simple hospitality.
These are places that originated in the distant buy cheap cialis site espharmacycom past and are often located in solitary environments, perfect for special holidays, as well as being great starting points to experience Tuscany from a different perspective. It’s just not possible to visit them all, so we’ve decided to offer you a religious grand tour.
Let’s start in Cortona, where you’ll encounter some grottos around Le Celle on the ridge of Monte Sant’Egidio, where the poor often sought refuge when Saint Francis retired here in prayer. A hermitage was erected here in 1231, which welcomed all those who wished to stay here between Umbria and Tuscany from 1922 onwards. Tel. 0575 603362
In the heart of Tuscany, there’s the monastery of Santa Trinita, where the Vallombrosan monks have stayed in the buildings along Via del Parione since the eleventh century, who now own what was once the novitiate. A mixture of Gothic and Romanesque, also frequented by Michelangelo, the monastery included other premises, now used by the public, and the parish named in a papal bull by Lucius III in 1183. It is home to valuable works, including Domenico Ghirlandaio’s Adoration of the Shepherds. You can sleep here if booked in advance and enjoy the medicinal products that the monks have been producing here since 1780, including the elixir for stomachs for digestion and the green-yellow liqueurs based on thyme and herbs. Tel 055216912.
If you’re in the Maremma area, climbing up the slopes of Monte Argentario is a must, where Saint Paul of the Cross founded the Romitorio di Sant’Antonio in 1728, creating the first centre of the order, which was completed later with the church, monastery and the novitiate building, now used as a prayer house. The wonderful position that dominates the coast from on high, the coolness and silence of the surrounding woods make this house of the Passionists a perfect place to stop for a few days. If you’re just passing through, make sure you try the argentarium liqueur. Tel. 0564 812641.
Heading up the coast, just outside Livorno, stopping in the sanctuary of Montenero is a must, the oldest and most famous one in the region. The legend goes that it was named after Our Lady of Graces following the unearthing of a painting with her image on the Ardenza beach. In Baroque style, the sanctuary now belongs to the Vallombrosan Benedictines, who have created the headquarters of the Santa Lega Mariana to promote the worship of the Virgin Mary and provide hospitality in modern rooms. Tel. 0586 57771.
In the Apuan Alps, in Vergemoli, you come across the Eremo di Calomini, perched on a rocky ridge with an eleventh-century chapel and a hermitage for the ascetic and meditative life, where hermits remained until 1868. The place became a Diocesan sanctuary with the bishop’s decree in 1966. The cells are wonderful, as well as part of the church carved into the rock with the much worshipped wooden statue of Madonna della Penna. You can’t sleep here, but the herbalist’s shop is well worth a visit. Tel. 0583 767003.
Moving into the Massa Carrara area, you’re invited to stop in Mulazzo, where a sanctuary dedicated to Madonna del Monte, erected after a miracle, whose worship dates back to the twelfth century, when the Benedictines of the Abbazia di Borzone founded this isolated priory on the top of a mountain more than 3,000 feet above sea level. You can also stay here in holiday homes.
Heading back down to the south, we finish off our tour in a famous place that’s full of charm just outside Montalcino. Cloaked in myth and fact, Sant’Antimo was founded by Charlemagne, who saw many of his soldiers die in this valley, struck by the plague, in 781 on his way back from Rome and he swore that he would build a monastery to put an end to the epidemic. Only the crypt and Carolingian chapel remain of that monastery. The place is entrusted to the Canons Regular of Sant’Agostino in 1992. Here all the functions are sung in Gregorian and hospitality consists of ten rooms and four dormitories for self-managed groups. Tel. 0577 835659.