Alla scoperta del (vastissimo) mondo della salumeria italiana. La più ricca d’Europa

Alla scoperta del (vastissimo) mondo della salumeria italiana. La più ricca d’Europa

Alla domanda “quanti salumi conosci?” pochi saprebbero elencare più di 20, forse 30 varietà, mentre sono circa 700 le specialità della salumeria italiana, la più storica e ricca in Europa.

Un patrimonio che si è esaltato nella Giornata del Panino Italiano, che si è celebrato il 21 novembre scorso, quando salumieri, banconisti e baristi hanno proposto ai consumatori per l’occasione un panino con un salume mai provato prima.

Un modo per dare risalto alle specialità territoriali e per far comprendere quanto sia antica, radicata e nobile la tradizione della norcineria nel nostro Paese.
21 sono le specialità a marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) e 22 IGP (Indicazione Geografica Protetta) e ancor più quelli propri di ogni Regione che ha mantenuto in vita le ricette tradizionali, senza intaccarne l’autenticità.

 Celebrata per la prima volta lo scorso anno, la Giornata del Panino Italiano rende giustizia a questo piatto, compagno quotidiano dall’infanzia, a merenda o ricreazione, fino alle pause pranzo di lavoro, alle gite fuori porta o alle più ricercate versioni gourmand.
E non potrebbe esistere il panino senza i salumi, companatico per eccellenza. I prodotti di salumeria restano uno dei cibi preferiti dagli italiani: nel 2021 il consumo apparente pro-capite, considerato l’andamento della popolazione e la minore presenza dei turisti, è cresciuto del 5,4%, attestandosi intorno ai 17,0 kg contro i 16,2 del 2020 (dati Assica).

 

“Food&Wine Italia Awards 2022”. Ecco i talenti under 35 dell’universo enogastronomico italiano

“Food&Wine Italia Awards 2022”. Ecco i talenti under 35 dell’universo enogastronomico italiano

I più talentuosi professionisti under 35 dell’enogastronomia italiana premiati a Firenze.
Si è svolta la terza edizione dei Food&Wine Italia Awards iniziativa che celebra i nomi più promettenti del settore.

A decretare i vincitori dell’edizione 2022 una giuria di esperti e stampa di settore, capitanata dalla redazione della rivista Food&Wine Italia, l’edizione italiana del celebre magazine statunitense lanciato nel 1978 e oggi pubblicato da Meredith Corporation.

Questi i vincitori Under 35 nelle rispettive categorie:

Best Chef
Giorgio Pignagnoli, Nove di Villa della Pergola (Alassio)

Best Pastry Chef
Christian Marasca, Zia Restaurant (Roma)

Best Pizza Chef
Jacopo Mercuro, 180grammi (Roma)

Best Maître e Sommelier
Pascal Tinari, Villa Maiella (Guardiagrele)

Best Bartender
Martina Bonci, Gucci Giardino 25 (Firenze)

Best Winemaker
Chiara Condello (Predappio)

Introdotta anche una new entry tra i premiati: il Miglior Panino d’Autore, conferito a ‘Ino, il locale fiorentino di Alessandro Frassica, tra i pionieri del panino all’italiana e ancora oggi un modello insuperato in costante evoluzione.

Ma i Food&Wine Italia Awards non vanno a caccia solo dei migliori talenti individuali. Sono state individuate le realtà più ambiziose per l’interior design, il packaging, la migliore esperienza enogastronomica in hotel, l’innovazione e la responsabilità sociale nel cibo e nel vino. Ecco qui i premiati: 

Best Interior Design
Flaviano Capriotti Architetti, Ristorante Andrea Aprea (Milano)

Best Packaging
Sabadì

Migliore Esperienza Enogastronomica in Hotel
Hotel Signum, (Salina)

Innovazione nel Cibo
Giovani Pastori – SNAP Scuola Nazionale di Pastorizia

Responsabilità Sociale nel Cibo
AIW – Association for the Integration of Women, Progetto Roots, (Modena)

Innovazione nel Vino
Sfusobuono

Responsabilità Sociale nel Vino
Salcheto, (Montepulciano)

ign e gli sponsor tecnici Acqua Orsini e 25hours Hotel Firenze.

Giacomo Puccini.  Grandi lavori per festeggiare il centenario nel 2024

Giacomo Puccini. Grandi lavori per festeggiare il centenario nel 2024

La Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini presenta il progetto 2024. Riqualificazione, Conservazione e Valorizzazione dell’Eredità Puccini in occasione del centenario dalla morte del compositore, che cadrà nel 2024.
L’ambizioso programma auspica di restituire al vecchio splendore uno dei luoghi a lui più cari, il paese di Torre del Lago, con la sua Villa museo e gli edifici che la circondano.


Il centenario di Giacomo Puccini

Nel 2024 l’Italia e il mondo intero saranno chiamati a celebrare un importante anniversario legato alla figura di Giacomo Puccini: i cento anni dalla morte del compositore, tra i più grandi di tutti i tempi, scomparso a Bruxelles il 29 novembre 1924.
Torre del Lago Puccini, da lui molto amata, dove trascorse oltre vent’anni e compose molte delle sue opere, tutt’ora tra le più rappresentate al mondo, costituirà il cuore delle celebrazioni e per questa ricorrenza la Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini, nata con lo scopo di salvaguardare, valorizzare e tramandare l’eredità del Maestro, ha scelto di commemorarlo ponendo l’attenzione proprio sulla casa dove abitò dal 1900 al 1921, concreta testimonianza della sua vita e della sua opera, nonché custode della sua memoria.

La Fondazione Puccini

Nel 2021, la Fondazione ha inoltre inaugurato nuovi spazi, sorti in seguito alla ristrutturazione di un immobile adiacente la Villa Museo, acquistato anni prima da Simonetta Puccini.
Al piano terra sono stati realizzati gli uffici della Fondazione, una biblioteca che raccoglie il materiale bibliografico pucciniano, l’Archivio Puccini e l’Auditorium Simonetta Puccini.

Al primo e secondo piano, invece, è stata realizzata una foresteria, dotata di ascensore panoramico.
L’obiettivo della Fondazione, con il progetto 2024, è quello di completare finalmente il restauro e la riqualificazione della dimora e degli edifici che la circondano, perché siano pronti ad accogliere visitatori, studiosi, appassionati d’arte e di musica, produzioni televisive e cinematografiche e chiunque voglia rendere omaggio al compositore in occasione dell’anniversario.

I lavori previsti interesseranno la sala del pianoforte, uno degli ambienti più suggestivi della villa, con il suo soffitto in cassettonato ligneo policromo e il caminetto, arricchito da ceramiche dipinte da Galileo Chini; lo splendido portale in legno intagliato e dorato che incornicia l’ingresso della cappella di famiglia; la scala in pietra serena che porta al primo piano, la cui copertura, una pastinatura colorata con cui si usava rivestire i gradini per conferire un aspetto più elegante, si è nel tempo gravemente deteriorata. Infine, le due verande, una delle quali veniva utilizzata dalla famiglia Puccini come sala da pranzo.

La villa e il giardino amati dal Maestro

Altro luogo che necessiterà di grandissima attenzione è il giardino – ricavato a seguito di una grande opera di riempimento di una porzione di lago – in cui Giacomo Puccini amava passare il suo tempo e di cui curava personalmente l’architettura.
Esso conserva ancora i lecci piantati al momento dell’impianto del parco, il cui aspetto, tuttavia, è stato nel tempo modificato, anche a causa dell’inserimento di alberi e arbusti non compatibili con l’ambiente.
La volontà della Fondazione è quella di giungere ad un progetto di riordino e restauro che, attraverso indagini fitopatologiche e di stabilità, consenta di ricostruirne la struttura originale, anche grazie ai numerosi documenti fortunatamente conservati, come fotografie e fatture di acquisto di fiori e piante. Sarà inoltre riproposto, come documentato anche nelle immagini d’epoca, l’osservatorio in legno dal quale il Maestro era solito esplorare il lago di Massaciuccoli.

Anche il garage, che attualmente ospita lo shop del museo, ma che trasmette ancora il sapore della destinazione d’uso precedente, con vecchi copertoni allineati su mensole nelle parti alte delle pareti e il pavimento originale in mezzane e metallo, sarà restituito al percorso espositivo.

Il progetto 2024

Il progetto prevede inoltre consistenti lavori di restauro, catalogazione e digitalizzazione dell’Archivio Puccini, vero forziere di memoria che contiene carteggi familiari e professionali, missive, fotografie, documenti amministrativi, musica manoscritta e a stampa, dichiarato fondo di interesse storico dal Ministero della Cultura.

Il fondo più prezioso è identificabile nei 3.100 autografi – manoscritti inediti che testimoniano la genesi delle dodici opere pucciniane e di alcune delle composizioni minori – nonché frammenti musicali di varia natura e brani per organo e pianoforte.
Anche se dal 2018, grazie al sostegno della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, le carte che compongono l’archivio sono state riordinate rispettando il criterio usato dal Maestro per la suddivisione dei suoi documenti, esse presentano in alcuni casi un pessimo stato di conservazione e andrebbero accuratamente restaurate e sottoposte a specifici trattamenti per la conservazione.
Sono inoltre previste attività di riordinamento, inventariazione, catalogazione e digitalizzazione, per rendere fruibile il materiale contenuto nell’archivio agli studiosi e a chiunque desideri consultarlo.

I mobili e gli oggetti appartenuti alla famiglia ed esposti nel percorso museale saranno completamente schedati, catalogati e inseriti nella piattaforma ministeriale dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.
Nella dépendance della villa saranno realizzati nuovi locali di servizio per la Casa Museo, saranno rifatti l’impianto elettrico e idrosanitario, inoltre verranno realizzati interventi esterni per migliorare la stabilità delle facciate e del tetto.
Il progetto di restauro riguarda anche la dépendance del Villino di Viareggio, dove Puccini si trasferì nel 1921 perché l’incanto di Torre del Lago, ormai, era svanito a causa di una centrale elettrica impiantata sul lago.

Tra gli obiettivi, quello di dotare il museo, per la prima volta, di una vera e propria biglietteria, di un bar e di un nuovo bookshop, che sorgeranno in un locale esterno alla Villa, acquistato dalla Fondazione nel 2021. Interventi, questi, che permetteranno di valorizzare l’intero territorio, attraverso la realizzazione di una rete di servizi di accoglienza diffusi.

L”amore per Torre del Lago

Quando Puccini giunse a Torre del Lago, nel giugno 1891, in compagnia della moglie Elvira e del figlio Antonio, rimase talmente affascinato dalla tranquillità e dalla bellezza del luogo che decise di eleggere il piccolo paese toscano a sua residenza e di farvi costruire, alcuni anni dopo, grazie ai successi di Manon Lescaut e La bohème, l’attuale villa, sorta su una precedente torre di guardia, che divenne fin da subito sua dimora prediletta.

Nella nuova casa, il compositore trascorre gran parte del suo tempo e trova l’ispirazione per le sue immortali melodie: qui nascono ToscaMadama ButterflyLa fanciulla del westLa rondine e il Trittico. «Torre del Lago, gaudio supremo, paradiso, eden, empireo, turris eburnea, vas spirituale, reggia… abitanti 120, 12 case. Paese tranquillo con macchie splendide fino al mare, popolate di daini, cignali, lepri, conigli […]. Tramonti lussuriosi e straordinari»: così scriveva l’operista nel 1900, parole rimaste a testimonianza del suo intenso e speciale legame con questo luogo. Nel 1925 l’amata casa di Torre del Lago fu trasformata in museo e dal 1926, per volere del figlio, custodisce nella cappella le spoglie mortali di Giacomo Puccini.

Le “donne del vino” del mondo firmano un patto d’alleanza

Le “donne del vino” del mondo firmano un patto d’alleanza

Dall’Australia all’Argentina, dalla Nuova Zelanda al Perù, 11 associazioni di enologia femminile siglano un Partnership Agreement per far cresce progetti comuni e professionalità individuali.

È un patto d’alleanza in cinque punti che impegna 11 associazione del vino al femminile nel mondo a favorire viaggi e esperienze formative delle altre, trasforma la festa delle Donne del vino italiane in un evento mondiale, organizza degustazioni scambievoli e trasferimento di informazioni al fine di incrementare i
rapporti fra le socie dei vari Paesi e la conoscenza dei mercati.

È stato siglato durante la IIª Convention mondiale delle Donne del Vino ospitata al Simei Milano, il salone delle macchine per l’enologia. Le Donne del Vino italiane, guidate dalla presidente Donatella Cinelli Colombini, in veste di capofila: «Le Donne del Vino con 1018 socie sono la più grande e la più attiva
associazione di enologia al femminile a livello internazionale – commenta la presidente – In un mondo sempre più diviso le donne dimostrano come sia possibile collaborare facendo leva su ciò che unisce: la voglia di migliorarsi professionalmente, sconfiggere la diseguaglianza di genere e promuovere la cultura del vino».

Le altre partecipanti erano Amuva – Argentina, The Fabulous Ladies’ Wine Society-Australia, 11 Frauen und ihre Weine – Austria, Chile, Wow- Croazia, Femmes de Vin – Francia, Baia’s Wine – Georgia, Vinissima – Germania, Women in Wine – Nuova Zelanda, Las Damas del Pisco – Perù.

Il primo esito è arrivato spontaneamente: Corrina Wright premiata con il titolo Enologo dell’anno 2022 dalla Australian Society of Viticulture and Oenology ASVO ha visitato le cantine delle Donne del Vino della Campania portando il Fiano in purezza e la Falanghina metodo classico prodotti in Australia per confrontarli con quelli autoctoni in una degustazione organizzata da Valentina Carputo.

Le peruviane dopo Simei visiteranno le cantine delle Donne del Vino del Piemonte mentre le cilene stanno preparando un winery tour tra Veneto e Lazio.

Per tutte le delegate estere partecipanti al Forum è stato organizzato un bellissimo viaggio nelle provincie di Brescia e Verona per approfondire la conoscenza della denominazione Lugana e del vitigno Turbiana
attraverso degustazioni e visite guidate nelle cantine Ca Lojera di Ambra Tiraboschi, Perla del Garda di Giovanna Prandini, Olivini di Giordana Olivini.
IIL 2° Forum of the Women in Wine Worldwide ha avuto il suo momento clou con il convegno «Lo scenario del vino: evoluzioni e prospettive».

Le relazioni sono state moderate da Alessandra Fedi, wine educator. Contributi interessanti di Carlos Santos ceo Amorim Cork Italia, Eugenio Pomarici Ordinario presso l’Università di Padova, Giuseppe Festa, dell’Università di Salerno. Roberta Garibaldi, ad di Enit, ha inviato il suo contributo video con un saluto e una considerazione sullo stato di salute dell’enoturismo.
Nel pomeriggio il forum intitolato «Donne, Vino, Futuro», tema dell’anno dell’Associazione italiana, e condotto da Suzanne Branciforte, wine consultant. La presidente Cinelli Colombini ha presentato i progetti realizzati dall’Associazione Nazionale Le Donne del VIno e il Partnership agreement che legherà nel futuro le 11 associazioni dell’enologia al femminile del mondo.
Poi Antonietta Mazzeo, Roberta Urso e Roberta Lanero hanno presentato il Progetto D-Vino sull’insegnamento del vino negli Istituti Alberghieri e Turistici.

È stata la volta delle delegazioni estere che hanno illustrato le loro attività, hanno spiegato la situazione post Covid nel loro Paese con specifico riferimento al comparto enologico.
Alla fine la firma del Partnership Agreement e la foto di gruppo a suggellare un momento importante della storia del vino. Quasi una pietra miliare di una strada verso la parità di genere che usa lo sharing per accrescere competenze e opportunità delle donne.

Ferro-ciclovie Val d’Orcia, Colli e Crete senesi”, passo avanti nell’iter del progetto in regione

Ferro-ciclovie Val d’Orcia, Colli e Crete senesi”, passo avanti nell’iter del progetto in regione

Un altro piccolo passo avanti verso la realizzazione di uno dei progetti di turismo slw più importanti della Toscana grazie al nuovo significativo passo avanti nell’iter delle “Ferro-ciclovie della Val d’Orcia, dei Colli e delle Crete senesi”.

Su proposta dell’assessore a infrastrutture e trasporti Stefano Baccelli la giunta regionale ha approvato ieri l’istruttoria tecnica relativa alle controdeduzioni sulle osservazioni presentate al progetto, così come previsto dalle normative della Regione Toscana in materia di governo del territorio e di valutazione di impatto ambientale.

Il progetto, adottato dal consiglio regionale nell’aprile scorso, tornerà nei prossimi giorni all’esame dell’aula per l’approvazione finale.

La delibera licenziata dalla giunta dà il via libera, in particolare, all’istruttoria tecnica, alle modifiche relative alle norme di attuazione e alla dichiarazione di sintesi.

Approvato dal consiglio regionale dopo un percorso partecipativo che ha coinvolto tutte le istituzioni dei territori interessati, il progetto  “Ferro-ciclovie della Val d’Orcia, dei Colli e delle Crete senesi” si propone di creare una rete di percorsi ecosostenibili, su strade ciclabili e su ferro, in una vasta area, valorizzando e integrando fra loro i percorsi che collegano Val d’Orcia, Crete senesi, Monte Amiata, come la ferrovia storica Asciano-Monte Antico o la ciclovia dei Due mari, la Via Francigena e la Via Lauretana, i percorsi dell’Eroica, delle Colline Metallifere, il Sentiero della bonifica.