L’Azienda agraria Lisini sale di quota e presenta il Poggio Severo 2021

L’Azienda agraria Lisini sale di quota e presenta il Poggio Severo 2021

 di Barbara Tedde – “Il nostro è uno stile immutato, una certezza, un ancoraggio allo stile classico e una maniacale ricerca di equilibrio e di eleganza”.
Ludovica Lisini introduce così i vini dell’Azienda Agraria Lisini, un’azienda familiare con terreni di proprietà dal 1700. Dalla seconda metà del Novecento la produzione, sia di vino che di olio, entra sul mercato, un’attività che, ancora oggi, è a gestione familiare.

I vigneti di Poggio Severo

Un Brunello dallo stile immutato

L’Azienda Agraria Lisini si trova a Montalcino, per la precisione a Sant’Angelo in Colle, dove il Brunello regna sovrano e dove Elina, zia di Ludovica, fondò insieme ad altre 24 aziende il Consorzio del Brunello. Era il 1967 e fu la prima donna – e ultima fino ad oggi – ad esserne la presidentessa sebbene per un breve periodo.
Il Brunello Poggio Severo 2021 è l’ultima – ma non ultima – creatura di casa Lisini, un vino che nasce da un terreno acquisito nel 2009, dopo anni di sopralluoghi e carotaggi con un approfondito studio del terreno.
Poggio Severo ha una superficie di due ettari e mezzo, immersi in un bosco a 520 m di altitudine – il più alto, almeno per adesso, di proprietà Lisini – che guarda la Corsica da una parte e l’Amiata dall’altra. Una vigna accarezzata dal vento costante, elemento essenziale per garantire l’eliminazione di ristagno dell’umidità, complice acerrima di malattie infestanti.
“Le vigne, completamente nel bosco, sono assalite da cinghiali e cacciatori, perciò abbiamo effettuato un controllo serrato notte e giorno per evitare che i frutti se ne andassero perduti. La difficoltà di produzione sta nel monitorare ogni giorno la zona, il che fa parte dei costi di produzioni. Negli ultimi due anni, grazie a un controllo capillare, si sono ottenute le rese sperate” spiega Carlo Baldi Lisini, mentre, a seguire, Paolo Salvi, enologo dell’azienda, spiega le caratteristiche del Poggio Severo 2021. “É  un vino che nasce da una zona diversa, eccezionale, di fianco a Sant’Angelo in Colle in un grande anfiteatro, differenziandosi per altitudine – è la vigna più alta dell’azienda – e l’ambiente circostante è fatto di boschi ricchi di quercifoglie.
L’ escursione termica notte-giorno, il terreno arenario argilloso, la pendenza maggiore rispetto all’Ugolaia – vigna che produce l’iconico vino dell’azienda Lisini – e un’esposizione a Sud-SudOvest, con le colline metallifere che riparano dalle intemperie, sono peculiarità uniche, atte a produrre un Brunello di altissimo livello. Una qualità delle uve molto alta, con una differenza di freschezza spiccata rispetto ad altri Brunello di Montalcino”. 

La prova d’assaggio

La prova d’assaggio

All’assaggio il Poggio Severo 2021 regala una scossa di freschezza agrumata, una lunghezza di bocca accattivante e presente al centro del palato.
Un vino saporito con tratti gustolfattivi balsamici e speziati e un frutto che si trattiene a lungo: la ciliegia, la prugna, l’arancia rossa non si muovono facilmente dalla bocca e i tannini, ben presenti, sono mitigati dalla vivace freschezza.
La 2021 è stata un’annata ottimale, con primavera asciutta e fresca, l’estate calda e piogge a fine agosto.
In cantina i Brunello Lisini si muovono liberi, vedendo solo l’aggiunta di solforosa in minima quantità. Il vino in casa Lisini si fa in vigna, perciò basta procedere alla vinificazione con gli elementi essenziali: controllo della temperatura durante la fermentazione, uve poco pigiate e diraspate che vengono selezionate acino per acino prima di andare in acciaio dove avviene la macerazione per 20-30 giorni.
Per l’affinamento viene utilizzato il cemento, dopo una maturazione di 36 mesi in botte grande di rovere di slavonia di 10 anni. Sono 2666 le bottiglie prodotte per la 2021. L’azienda si è convertita a un sistema di allevamento a Guyot  che ha sostituito il cordone speronato, una scelta che consente una mitigazione climatica, al fine di garantire una stabilità produttiva delle uve.

Oltre ai vini rossi l’Azienda Lisini produce anche Vin Santo e la Grappa di Brunello di Montalcino, un distillato da vinacce di Brunello in stile piemontese, un po’ più ruvida rispetto a quelle venete, ma di indubbia piacevolezza.
Ad oggi l’Azienda Agricola Lisini è condotta da Lorenzo, per la parte amministrativa, Ludovica che cura il settore commerciale e Carlo che è l’amministratore. Dal 2022 sono presenti anche Alessandro, Benedetta e Caterina Lisini.  

Natale in Valle dei Laghi: una celebrazione delle eccellenze nate dai vitigni autoctoni, con Il castello della Natività e la notte degli alambicchi accesi

Natale in Valle dei Laghi: una celebrazione delle eccellenze nate dai vitigni autoctoni, con Il castello della Natività e la notte degli alambicchi accesi

Nella Valle dei Laghi, gioiello del Garda Trentino, le festività natalizie divengono l’occasione per scoprire i prodotti enologici simbolo del territorio: cantine e distillerie aprono le proprie porte per degustazioni di vini locali come il celebre Vino Santo Trentino DOC; a Santa Massenza la grappa artigianale diventa protagonista con La Notte degli Alambicchi Accesi, uno spettacolo teatrale itinerante, animato da Patrizio Roversi, che trasforma il grazioso borgo in un palcoscenico unico.
Il Natale è da sempre il tempo della magia, delle luci che scaldano l’inverno e delle emozioni che ci riportano al cuore delle comunità, delle loro usanze autentiche e tradizioni di un tempo.
È il periodo in cui si riscopre il piacere di vivere e condividere i luoghi con lentezza e di lasciarsi sorprendere da esperienze entusiasmanti che arricchiscono il cuore e il palato. Così, accanto ai profumi di cannella, ai mercatini colorati e ai borghi che si trasformano in piccoli presepi a cielo aperto, il Garda Trentino invita a vivere la suggestione delle feste anche attraverso un percorso enogastronomico che rende omaggio alla Valle dei Laghi.
Un viaggio alla scoperta delle eccellenze locali e di un patrimonio di gusto che custodisce storie e saperi.


Il Castello della Natività. Dal 29 novembre al 28 dicembre 2025

Quest’anno, la rassegna natalizia Il Castello della Natività sarà ospitata per la prima volta nella fiabesca cornice di Castel Toblino, a Madruzzo.
Qui, ogni fine settimana da 29 novembre al 28 dicembre e lunedì 8
dicembre, si avrà l’opportunità di ammirare presepi artigianali unici provenienti dal Museo Internazionale del Presepe di Greccio, dalla Val Gardena e dalle Valli Trentine.
Accanto alle creazioni artistiche, le suggestive
melodie delle beganate – canti tradizionali trentini– e degustazioni di prelibatezze delle feste.
Tra le tante novità in cartellone, sabato 29 novembre e il 6, 13 e 28 dicembre, nell’ambito de Il Natale in Cantina, le Cantine dell’Associazione Vignaioli del Vino Santo Trentino apriranno le proprie porte per proporre il connubio perfetto tra il calore delle festività e la raffinatezza dei luoghi della produzione.
Degustazioni selezionate, abbinamenti gastronomici curati e racconti di memoria contadina si intrecceranno, così, all’atmosfera fiabesca tipica delle feste. Sarà possibile scoprire la storia e i sapori dei vini più rappresentativi di questa zona, come il Vino Santo Trentino DOC, Presidio Slow Food ottenuto da uve Nosiola – unico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino – che rappresenta il prodotto vinicolo più prezioso del Garda Trentino.
Vino da meditazione, si distingue per eleganza e complessità aromatica con le
sue raffinate dolci note di miele, albicocca e spezie.
È il frutto di un lungo e meticoloso processo di
produzione: le uve Nosiola vengono lasciate ad appassire naturalmente per mesi sui graticci, accarezzate dai benefici venti locali. A renderlo unico è lo sviluppo all’interno dei grappoli di muffe nobili, che favoriscono una straordinaria concentrazione zuccherina, donando al vino un sapore inconfondibile.
Dalle uve Nosiola,
nasce anche la Nosiola, vino fresco ed elegante, dai profumi delicati, con note di frutta secca e fiori bianchi: un puro invito alla scoperta! E ancora, sarà un piacere conoscere il Reboro, vino rosso che nasce dall’incontro tra Merlot e Teroldego i cui grappoli sono lasciati appassire e che, dopo la vinificazione, matura per tre anni in botti di rovere; di colore rosso rubino brillante, morbido e avvolgente al palato, profuma di ciliegia, prugna e frutti rossi.
Ancora, dal 6 all’8 dicembre, durante il ponte dell’Immacolata, la Distilleria Francesco Poli di Santa
Massenza accoglierà i visitatori per Wine Christmas Experience, un percorso guidato nella produzione della grappa e del vino che prevede una visita agli alambicchi di rame, alla barricaia e all’arelaia, dove avviene l’appassimento dell’uva Nosiola destinata al Vino Santo. In abbinamento, degustazioni e pranzo con piatti tipici come la gulashsuppe e il tortel di patate, sempre accompagnati da un buon calice di vino trentino.


La Notte degli Alambicchi Accesi. Dal 5 all’8 dicembre 2025

Proprio il pittoresco borgo di Santa Massenza è noto come la “Capitale della Grappa Artigianale.” Il piccolo gioiello di 150 abitanti, dal 5 all’8 dicembre 2025, nel ponte dell’Immacolata, ospiterà La Notte degli Alambicchi Accesi.
Al crepuscolo, le vie illuminate a festa diventano un palcoscenico diffuso, dove il profumo
delle vinacce si mescola armoniosamente alle note della tradizione e alle emozioni del teatro.
Ideatrice
dell’evento, la Compagnia Teatrale Koiné metterà in scena sei spettacoli itineranti, per un totale di due al giorno, che trasformeranno le distillerie storiche in quinte sceniche uniche. Guidati in cuffia dalla voce narrante di Patrizio Roversi, noto conduttore televisivo e giornalista, e divisi in gruppi di massimo 40 persone ciascuno, gli spettatori si muoveranno tra le cinque distillerie del borgo, scoprendo l’arte antica della distillazione trentina e degustando le pregiate grappe locali. Il percorso culmina nel “vortice” finale in piazza, dove pubblico, attori e distillatori si ritrovano per condividere un momento collettivo, caldo e conviviale.
Mitigata dalle acque dell’omonimo lago e vero microcosmo della produzione enologica trentina, Santa Massenza è anche chiamata “la piccola Nizza de Trent”. La grappa artigianale è qui una tradizione storica di cui si ha testimonianza già dal Cinquecento; mentre dall’Ottocento si registrano le prime licenze ufficiali che segnarono la nascita delle distillerie a conduzione familiare. Fino agli anni Ottanta, se ne contavano tredici e, ad oggi, cinque sono ancora in attività: una straordinaria concentrazione, unica in tutta Italia, che rappresenta non solo un primato, ma anche un patrimonio culturale di inestimabile valore.
A rendere questa
eccellenza enologica ancora più peculiare è la sua storia: una volta, il permesso per distillare era concesso ad ore, con un limite di 24 per ogni produttore; per questo, nel periodo successivo alla vendemmia, si tenevano le distillerie in funzione anche di notte. Ecco, allora, che La Notte degli Alambicchi Accesi diviene un’imperdibile occasione per vivere il rito della “cotta delle vinacce” come un tempo.

Il rito dei raccolti e delle vendemmie che preannuncia la festa in Trentino

Il rito dei raccolti e delle vendemmie che preannuncia la festa in Trentino

Quando la natura si tinge di oro e ruggine, il Trentino celebra il suo autunno nei vigneti e nei meleti carichi di frutti.
È il tempo della vendemmia e della raccolta delle mele, ma anche di riti contadini e feste di paese che raccontano la vita rurale con passione e orgoglio.
Dalle colline della Vallagarina alla Val di Non, dai vigneti terrazzati in Val di Cembra a Mezzocorona, si susseguono eventi immersi nei profumi dei frutteti, tra antichi mestieri, laboratori, sfilate, trekking tra le vigne e appuntamenti per tutta la famiglia. Un viaggio nella cultura del raccolto.

Vino in festa in Trentino

Festa dell’Uva, dal 26 al 28 settembre a Cembra

Sfilata di carri allegorici, enogastronomia, musica, arte, artigianato e Marcia dell’Uva.
Un programma ricco che celebra l’uva attraverso, il vino, la cucina, lo spettacolo, la creatività degli artisti, ma soprattutto attraverso le allegorie della Sfilata dei Carri.
La Festa dell’Uva è un momento ricco di significato per la comunità, che ha al centro il volontariato e che sa far emergere l’anima di un territorio.
Programma completo qui. Informazioni: 349 0886982 | info@festadelluva.tn.it

La vigna eccellente, dal 1° al 5 ottobre a Isera e frazioni

Isera, Città del Vino, dedica il 1° weekend di ottobre a decantare le doti del Marzemino, il vitigno simbolo della Vallagarina, che può vantare una citazione nel Don Giovanni di W. A. Mozart.
Nella 24^ edizione dell’evento un ricco programma di attività per grandi e piccini: incontri enogastronomici, cene a tema e tanto altro. Programma in fase di definizione.

Val di Cembra in autunno

Dolo-Vini-Miti. Il festival dei vini verticali, dal 9 al 12 ottobre a Cembra e Lisignago

Masterclass, trekking gourmet, aperitivi vista Dolomiti, convegni, spettacoli a tema e una folkloristica cena itinerante tra le “caneve” tra Val di Cembra e Val di Fiemme.
La bellezza delle Dolomiti della Val di Fiemme e i terrazzamenti vitati della Valle di Cembra, con i suoi 700 chilometri di muretti a secco, sono lo scenario d’eccezione che ospita Dolo-Vini-Miti, il festival dei vini verticali. 
Una serie di eventi e appuntamenti durante tutto l’anno per scoprire meglio questi due territori, la loro storia e le loro caratteristiche ma, soprattutto, le loro produzioni più significative.
Protagonisti principali, i vini della Valle di Cembra, spesso definiti come “verticali”. Un concetto che si traduce in tre accezioni: quella paesaggistica, poiché nascono nei vigneti strappati con fatica dall’uomo alle proibitive pendenze della valle, che arrivano fino al 40%; quella della longevità, garantita anche dalla distintiva acidità delle uve che supera brillantemente la prova del tempo anche nelle varietà che altrove vengono consumate giovani; quella della sapidità, figlia di terreni prevalentemente porfirici.
Dal 9 al 12 ottobre in programma un convegno, un trekking in vigna seguito da una masterclass con esperti sommelier, uno spettacolo serale, un aperitivo con vista Dolomiti, il “Wine Trekking Gourmet”, le “Caneve en festa”

Wine Trekking Gourmet. Un pranzo gourmet a tappe lungo un percorso ad anello, con sali e scendi, di 5 Km fra i colori caldi dell’autunno di Cembra e Lisignago. Ogni sosta permetterà di assaporare un piatto gourmet cucinato dalle sapienti mani degli chef locali, con la guida dello Chef Stellato Alessandro Gilmozzi**. Nella prima tappa si gusterà un antipasto, nella secondo un primo, e così via fino al dolce. A ogni pietanza si abbinerà un vino della Val di Cembra narrato da un sommelier. Vino e uva saranno il tema dell’appuntamento enogastronomico di questa giornata di ottobre. Lungo il percorso, esplorando il meglio della gastronomia di Fiemme e Cembra, si scopriranno scorci naturalistici incantevoli e si degusteranno i vini, le bollicine e le grappe della Val di Cembra e ci si disseterà con la pluripremiata acqua Cedea, che nasce nel cuore delle Dolomiti.
Caneve En Festa. Le “caneve” di Cembra aprono le loro porte. Cena itinerante all’aperto con piatti della tradizione abbinati ai vini di montagna della valle, alla scoperta delle Caneve del paese storico di Cembra, accompagnati da cori, musica folk, ottimo rock e jazz, arricchite da Caneve d’Arte dislocate lungo il percorso. In ogni piazzetta e avvolto, ad accogliervi, troverete le cantine della Val di Cembra per una degustazione guidata di vino, spumante e grappa accompagnata da prodotti tipici.

Il rito della vendemmia

Masterclass – Top Wine, 17 ottobre al Rifugio Maria sul Sass Pordoi (Canazei)

Un pomeriggio (dalle ore 14) dedicato ad un viaggio enologico e culturale in Trentino, e non solo, sulla Terrazza delle Dolomiti del Rifugio Maria.
Il Trentino-Alto Adige è culla di vini iconici, espressione autentica di luoghi straordinari per caratteristiche orografiche, climatiche e culturali, e di sapienze tramandate.
In questa esclusiva masterclass, che anticipa di un giorno il simposio Top Wine, sarai guidato alla scoperta di grandi etichette attraverso annate selezionate, esplorando ciò che si cela dietro – e dentro – ogni bottiglia.
Nel corso del pomeriggio al Sass Pordoi, sulla spettacolare Terrazza delle Dolomiti a 2950 metri, potrai intraprendere un viaggio enologico e culturale insieme al sommelier Elvis Costa e ai rappresentanti delle cantine protagoniste.
Un’esperienza intensa, resa ancor più memorabile dal paesaggio: ogni calice diventa racconto, ogni sorso accende nuove ispirazioni.
La partecipazione alla Masterclass ha un costo di € 55 comprensivo di biglietto funivia andata e ritorno e degustazione guidata. Info e prenotazioni: info@valdifassalift.it – www.valdifassalift.it

La festa e l’uva

DiVin Ottobre, dal 3 al 26 ottobre a Trento, Riva del Garda, Isera e altre località

Trentino l’arrivo dell’autunno segna l’avvio di DiVin Ottobre, ricco calendario di appuntamenti, in programma in tutti i weekend del mese sulla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino.
Un’occasione per scoprire il territorio attraverso un viaggio di gusto che coinvolge cantine, aziende agricole, ristoranti ed agriturismi.
Tante le iniziative in programma: da trekking guidati in boschi o vigneti a cooking show, da aperitivi gourmet a degustazioni in cantina, ma anche feste dedicate ai prodotti più caratteristici del periodo. Il tutto dominato dai caldi colori autunnali che rendono magico il paesaggio.
Per maggiori informazioni www.Tastetrentino.it/DiVinOttobre

Incontri Rotaliani, 25 e 26 ottobre nelle aziende vitivinicole della Piana Rotaliana

Dopo Borgogna, Rioja e Etna, la quarta edizione di Incontri Rotaliani in programma sabato 25 e domenica 26 ottobre 2025 vedrà come regioni ospiti Cortona (Toscana) e Côte Rôtie (Francia), entrambe zone produttrici di Syrah, vitigno geneticamente imparentato con il nostro Teroldego. Un’occasione unica per gli appassionati di vivere un entusiasmante confronto tra viticolture e territori. I comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona e San Michele all’Adige (il cosiddetto “campo rotaliano”) ospiteranno dunque due giornate ricche di incontri, degustazioni guidate e banchi d’assaggio con i produttori aperti a tutti, per approfondire o scoprire le peculiarità della cultura vitivinicola della Piana Rotaliana e delle regioni ospiti.
Pedalare tra cantine e borghi del vino. A nord di Trento, nella Piana Rotaliana, sul fondovalle e sulle colline orientali si producono da secoli vini dalla forte personalità a cominciare dal Teroldego Rotaliano DOC, ma anche Nosiola e Müller Thurgau.
Questo territorio è al centro di una originale proposta di cicloturismo grazie ad un itinerario in bici che ne tocca i luoghi più suggestivi, attraversa vigneti, fiumi, risale colline panoramiche, raggiungendo borghi, cantine, masi storici e agriturismi, dove scoprire i sapori dell’enogastronomia trentina.
Il 
Giro del Vino 50 si immerge per circa 50 km nella Piana Rotaliana e abbraccia tutti i 6 borghi del territorio, con sconfinamenti a nord verso l’Alto Adige e a est verso la Valle di Cembra.
Si compone di due anelli: quello nord, pianeggiante, e quello sud attraverso la fascia collinare, con salite e più dislivelli, ma più panoramico. Tappe segnate dalle oltre 50 cantine lungo il percorso. Dalle piccole aziende familiari alle cantine sociali, è possibile prenotare visite guidate e degustazioni. 
https://girodelvino50.it/

Festa della mela in val di Non

Tutti in campo, per “coir” e festeggiare in compagnia!

11 – 12 ottobre Pomaria a Denno
Per rendere omaggio alla generosità della natura, ormai da 20 anni la Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole organizza Pomaria, la festa del raccolto della Val di Non.
Ogni anno prende vita una nuova edizione dello straordinario evento per celebrare la mela nei suoi mille aspetti, ma non solo.

Pomaria è la grande festa delle mele che si sposta di anno in anno in un paese diverso della Val di Non. Una festa in cui provare l’esperienza di raccogliere le mele direttamente dall’albero, partecipare ai laboratori per imparare a cucinare strudel, canederli, tortei de patate e tanti altri piatti tipici della tradizione locale o semplicemente camminare tra le casette per assaggiare qualche prelibatezza, degustare un buon bicchiere di vino, birra artigianale, succo di mela o godersi le rappresentazioni degli antichi mestieri.
Una festa immersa nei caldi colori dell’autunno in cui i visitatori possono conoscere l’intera Val di Non, la sua arte e la sua storia. www.pomaria.org

Raccolta delle mele

MelaColgo Val di Non e Val di Sole, dal 12 settembre al 19 ottobre

Lungo la Strada della Mela, in Val di Non e Val di Sole, le mele maturano sul finire dell’estate e, in base alla varietà, sono pronte per essere raccolte nei mesi di settembre e ottobre.
In queste settimane è possibile vivere in prima persona la raccolta delle mele (il “coir”) direttamente dall’albero grazie a MelaColgo un’esperienza fianco a fianco assieme ai contadini, davvero unica fra trattori carichi di cassoni, ceste rosse, merende nei prati, raccoglitori che giungono da lontano, cernita delle mele e conferimento al magazzino.

Ai contadini degli agritur Ambasciatori del Consorzio Melinda il compito di spiegare alcune importanti regole per una raccolta perfetta da mettere subito in pratica oer riempire la propria cassettina di mele da portare a casa. L’esperienza ha un costo di € 25.
Legata ai principali appuntamenti enogastronomici (Cheese Festival, Pomaria e Formai dal mont) nelle valli del Noce, Magnamour è una rassegna enogastronomica proposta dal 6 settembre al 26 ottobre nei ristoranti aderenti di Val di Non e Val di Sole, con menù tematici legati ai formaggi di malga e alla mela, accompagnati da vini e distillati delle aziende socie della Strada della Mela.

 

Gorizia segreta. Dal tour del contrabbando alla strada del vino: 7 luoghi per scoprire la capitale della cultura 2025

Gorizia segreta. Dal tour del contrabbando alla strada del vino: 7 luoghi per scoprire la capitale della cultura 2025

Gorizia è Capitale Europea della Cultura 2025, un titolo che celebra la sua identità transfrontaliera insieme a Nova Gorica. Il progetto GO!2025 ha infatti portato un forte incremento turistico, con un +64% di visitatori stranieri nei primi mesi del 2025.
La città offre un ricco programma di
eventi, mostre e spettacoli che valorizzano la storia comune, la cultura di confine e le bellezze paesaggistiche.
Tra le esposizioni più visitate, la mostra su Andy Warhol, che ha registrato 80.000 presenze,
mentre il Castello ha accolto oltre 14.528 visitatori.
Ma esistono luoghi preziosi e angoli nascosti ancora
poco conosciuti e lontani dalla logica dell’overtourism, dove poter visitare la città in totale tranquillità.
Se
infatti la maggior parte dei turisti che arrivano a Gorizia si concentra attorno al Castello o al Duomo, sono ancora pochi i temerari che si avventurano sul ponte ciclabile di Solkan, sospeso tra le rive dell’Isonzo o tra le dolci colline del Collio, dove la storica Strada del Vino e delle Ciliegie invita a perdersi tra vigneti, cantine e sapori autentici, lontani dai percorsi più battuti.
Ecco quindi per voi le 7 curiosità che raccontano l’anima più autentica di Gorizia, fatta di memoria, visioni, natura e passaggi di frontiera: Un patrimonio che continuerà a sorprendere anche oltre il 2025, con nuovi percorsi, eventi e prospettive da scoprire nel 2026, per chi vorrà vivere la città con occhi nuovi e passo lento.
A raccontare queste perle, spesso trascurate dai flussi turistici più intensi, è Boris Visintin, esperto di turismo locale, nonché Direttore del Best Western Gorizia Palace: “Negli ultimi anni Gorizia ha vissuto una vera rinascita culturale e turistica. Con GO! 2025 stiamo assistendo a un afflusso crescente di visitatori, affascinati da questa terra di confine ricca di storia, bellezza e visioni condivise.

Piazza Transalpina. Photo credit: Simonetta Di Zanutto on VisualHunt

1 – Piazza Transalpina

Per metà italiana e per metà slovena: un tempo separata dal Muro di Gorizia, oggi è un simbolo di unità e cooperazione tra i due Paesi, i cui confini attuali sono segnati da una linea di mattonelle di pietra, trovandosi la parte italiana a Gorizia e la metà slovena a Nova Gorica.
Un
tempo il “Muro della Vergogna” costruito nel 1947, divideva la città italiana da quella jugoslava; è stato poi rimosso con l’entrata della Slovenia nell’UE nel 2004.

Ponte Solkan

2 – Il ponte ciclabile di Solkan

Un ponte ciclabile tra due città: una nuova pista ciclabile unisce Gorizia (Italia) e Nova Gorica (Slovenia), tracciando un itinerario suggestivo lungo il fiume Isonzo.
Cuore del percorso è il ponte ciclabile di
Solkan, sospeso tra natura e storia, a pochi passi dalla storica stazione Transalpina.
Immerso nel verde e
affacciato su panorami mozzafiato, è il punto perfetto per vivere un’esperienza che intreccia sport, paesaggio e memoria di frontiera.
Ideale per appassionati di cicloturismo di ogni livello.

I paesaggi del Collio. Depostphotos

3 – La strada del vino e delle ciliegie

Istituita nel 1963, è stata uno dei primi itinerari enogastronomici d’Italia. Si trova nell’area del Collio, tra Gorizia e i comuni circostanti, la prima in Italia ad ottenere la Doc.
È possibile organizzare degustazioni in cantina, scoprendo le eccellenze enologiche del territorio e i
sapori autentici della cucina locale.

4 – Una collezione di rose Bourbon unica

Una delle collezioni più grandi al mondo di rose Bourbons. Nel monastero di Kostanjevica si trovano oltre 75 varietà rare, profumate e dal grande valore storico.
Originarie dell’isola di Réunion, queste rose
conquistarono l’aristocrazia europea dell’Ottocento. Ogni primavera, durante il Festival delle Rose, il giardino si trasforma in un tripudio di colori e profumi, circondando la cripta dove riposa anche Carlo X, ultimo re di Francia.
Un angolo di Gorizia dove natura e storia sbocciano insieme.

Il museo che racconta la storia del contrabbando fra Italia e Jugoslavia

5 – Tour del contrabbando

Nell’ex valico doganale di Pristava sorge un museo immersivo dedicato al contrabbando di frontiera (šverc), praticato tra il dopoguerra e gli anni ’60.
L’allestimento, ricco di
oggetti d’epoca e testimonianze, racconta come zucchero, caffè e sigarette attraversassero clandestinamente il confine.
Una escape room interattiva permette di rivivere l’adrenalina di quel
mondo sommerso.

6 – Via Rastello e la galleria sotto il muro di Berlino

In via Rastello si trova la casa natale di Luigi Spina, il goriziano che nel 1962 scavò, insieme con Domenico Sesta, il “Tunnel della Libertà” sotto il Muro di Berlino, permettendo la fuga di 29 persone dalla Berlino Est.
Una targa lo ricorda come simbolo di
coraggio e resistenza civile, celebrato anche nei Giardini dei Giusti e in vari documentari.

L’Isonzo nel parco del Tricorno

7 – Il parco del Tricorno 

E’ lo spartiacque naturale tra due mari: i torrenti e i fiumi che nascono tra le Alpi Giulie prendono direzioni opposte: alcuni sfociano nell’Adriatico (come l’Isonzo), altri nel Danubio e poi nel
Mar Nero.
Un piccolo miracolo geologico che rende il parco un crocevia invisibile tra due mari.
Il Parco
offre percorsi di trekking spettacolari, immersi nella natura incontaminata, ideali per gli amanti dell’escursionismo e delle esperienze outdoor.

La grande barriera corallina è la prima entità non umana a essere candidata al massimo riconoscimento ambientale a livello mondiale delle Nazioni Unite

La grande barriera corallina è la prima entità non umana a essere candidata al massimo riconoscimento ambientale a livello mondiale delle Nazioni Unite

La Grande barriera corallina è stata candidata ai prestigiosi premi ambientali “Champions of the Earth Awards” del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).
Il più grande sistema corallino del Pianeta e sito patrimonio mondiale dell’UNESCO potrebbe diventare il primo vincitore non umano del Lifetime Achievement Award, il più alto riconoscimento ambientale conferito dall’UNEP nel contesto dei “Champions of the Earth”.
La candidatura, annunciata il 22 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Terra, è stata presentata su iniziativa dei Reef Guardian Councils della Great Barrier Reef Marine Park Authority ed è il risultato di uno sforzo congiunto di comunità, imprese e realtà locali, tra cui i Traditional Owners, gli scienziati marini, gli studenti delle scuole e delle università, nonché gli operatori turistici.

Veduta aerea della grande barriera corallina. PhotoCredit TEQ

Un ecosistema unico

Con questa candidatura al più importante premio ambientale dell’UNEP si intende accrescere la consapevolezza relativa alla fragilità della barriera corallina e ispirare le persone a programmare un viaggio per poterla ammirare di persona, contribuendo così attivamente alla sua tutela per le generazioni future.
“Solo persone fisiche attualmente in vita possono essere le destinatarie del premio, laddove una persona è definita come un ‘essere vivente indipendente’. Partendo dalla definizione dell’UNESCO della Grande Barriera Corallina come organismo vivente di eccezionale importanza globale, siamo convinti che il più grande sistema corallino del mondo soddisfi pienamente i criteri di partecipazione”, spiega Jeff Baines, presidente dei Reef Guardian Councils.
In un video realizzato appositamente per la candidatura, i Traditional Owners raccontano come la Grande Barriera Corallina sia da millenni un’importante insegnante, una guaritrice e una fondamentale fonte di sostentamento per il popolo aborigeno. Anche i Master Reef Guides e i biologi marini sostengono la candidatura, sottolineando che la barriera protegge oltre 9.000 specie marine, rendendola uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità al mondo. Video https://vimeo.com/1075228960/c5cd65d010?share=copy

Green Island, grande barriera corallina. GreenIsland. Photo Credit TTNQ

L’iniziativa “Lifetime of Greatness” lancia una petizione globale

La candidatura al premio ambientale UNEP fa parte del progetto “Lifetime of Greatness”, lanciato da Tourism Tropical North Queensland in collaborazione con le comunità, le organizzazioni e le realtà menzionate, attraverso un appello globale a firmare una petizione sulla piattaforma alifetimeofgreatness.com.
“Attraverso una semplice firma e condividendo contenuti sui social media dedicati alla Grande Barriera Corallina, è possibile esprimere il proprio sostegno per permettere al reef di ottenere il Lifetime Achievement Award, incoraggiando sempre più persone a unirsi all’iniziativa”, afferma Mark Olsen, CEO di Tourism Tropical North Queensland.
“Il settore turistico ha sostenuto con forza questa candidatura perché ogni giorno vediamo il valore che la Grande Barriera Corallina rappresenta per chi ha l’opportunità di ammirarla. Sono molti i visitatori che comprendono quanto questo sito UNESCO sia fondamentale per la biodiversità e per le culture indigene”, sottolinea Olsen.
“La Grande Barriera Corallina non è solo una meraviglia naturale – è un essere vivente che da millenni genera vita in silenzio. Questa è la nostra occasione per restituirle qualcosa, riconoscendone il valore e sensibilizzando l’opinione pubblica sull’importanza della sua conservazione e della straordinaria biodiversità che custodisce”, dichiara Anna Marsden, Direttrice Generale della Great Barrier Reef Foundation.
“La Grande Barriera Corallina è una candidata perfetta per questo premio prestigioso. Il più grande sistema corallino del mondo ospita una sorprendente varietà di specie marine e rappresenta il più straordinario organismo vivente della Terra”, afferma Craig Davidson, CEO di Tourism and Events Queensland.
“Il reef è essenziale per l’ambiente, per gli organismi che lo abitano e per le comunità circostanti. Questa candidatura contribuisce a rafforzare la consapevolezza necessaria per la sua protezione e riconosce il lavoro instancabile che continua a essere svolto affinché anche le generazioni future possano ammirarne la bellezza”, conclude Davidson.

Snorkelling nella grande barriera corallina. Photo Credit TTNQ

La grande barriera corallina, la più grande del mondo

La grande barriera corallina è la più grande struttura vivente del mondo ed è una delle “Sette Meraviglie Naturali”.
Si estende per circa 2.300 chilometri lungo la costa nord-orientale dell’Australia, nello Stato del Queensland, ed è composta da circa 3.000 singoli reef e oltre 1.000 isole.
È il più grande sistema di barriere coralline del mondo, tanto che può essere visto dallo spazio: la sua superficie di circa 350.000 chilometri quadrati equivale all’intera estensione della Germania.
La Grande Barriera Corallina rappresenta il 10% di tutti i sistemi di barriera corallina globali e ospita oltre 9.000 specie diverse, rendendola uno degli ecosistemi naturali più complessi e diversificati della Terra, nonché un attore fondamentale nella regolazione del clima del nostro pianeta, nella protezione delle comunità costiere e nella conservazione di una straordinaria biodiversità.
Nel “più grande acquario del mondo” vivono circa 1.600 specie di pesci, 1.500 specie di coralli, 136 specie di squali e razze, oltre a più di 30 specie di balene e delfini.

Veduta aerea della barriera corallina. Photo Credit TTNQ

L’impatto positivo del turismo

I visitatori possono “immergersi” in questo mondo sottomarino tanto colorato e variegato attraverso escursioni di snorkeling e immersioni eco-certificate.
Le escursioni di una giornata partono da città come Cairns, Port Douglas, Cape Tribulation, Mission Beach, Townsville, Airlie Beach, Town of 1770, Bundaberg e molte isole circostanti.
Visitare la Grande Barriera Corallina è uno dei modi migliori per supportare la sua protezione: per ogni turista che visita il reef con una compagnia di navigazione certificata vengono destinati 8 dollari australiani (circa 4,50 euro) alla Great Barrier Reef Marine Park Authority.
I fondi raccolti tramite questo contributo vengono utilizzati per attività di educazione, ricerca e misure di protezione e conservazione.
Per partecipare alla petizione e scoprire come i turisti possono contribuire attivamente ai progetti di conservazione: https://alifetimeofgreatness.com/

Val d’Ega e il signore della consapevolezza:  «il vero cammino inizia dopo il sentiero»

Val d’Ega e il signore della consapevolezza: «il vero cammino inizia dopo il sentiero»

Pensieri e parole del Dottor Thomas Bernagozzi, ideatore del Mindful.Latemar nelle Dolomiti della Val d’Ega (Bolzano), primo percorso di Mindulness tra le Alpi.

Credit Obereggen Latemar AG.SpA – Foto di Guenther Pichler

Le vette del silenzio e della meditazione

Sembra quasi di vederlo, nel momento in cui, al crocevia tra un percorso di ricerca interiore e la lunga strada materica fatta degli itinerari seguiti per una vita, ha intuito la possibilità di trasformare in realtà l’idea del primo sentiero di mindfulness delle Alpi.
Comprendendo di aver trovato il luogo perfetto per un sogno tutt’altro che impalpabile,
Thomas Bernagozzi deve aver respirato a fondo e proiettato mentalmente tra le vette della Val d’Ega (Bolzano), nelle Dolomiti, le curve, le pratiche e i minuti di quello che di lì a poco sarebbe diventato l’anello del Mindful.Latemar, pensato per dimostrare come sia tutto sommato facile e decisamente utile percepirsi meglio aprendo i sensi all’ambiente circostante.

Credit Obereggen Latemar AG.SpA – Foto di Guenther Pichler

Cos’è il mindfulness

«La mindfulness è, in parole semplici, “essere consapevoli”, vivere pienamente il momento presente: qualcosa che oggi ci riesce sempre più difficile», spiega Bernagozzi, psicologo e trainer certificato di mindfulness, che da anni tiene corsi e conduce meditazioni.
«Si tratta di esercizi che favoriscono la concentrazione sul “qui e ora”, lasciando da parte il passato e il futuro, con effetti estremamente positivi sulla riduzione dello stress».
La scoperta del
Golfrion a Obereggen ha messo in moto un meccanismo di incroci e incastri che ha reso plausibile l’idea di portare nel Patrimonio dell’Umanità Unesco esperienze proposte in passato all’interno di spazi chiusi e di istituire un itinerario permanente lungo un sentiero escursionistico già esistente.
«Volevo portare la pratica nella natura, perché durante la meditazione all’aperto si abbassa il livello del cortisolo, l’ormone dello stress. Meditando in mezzo alla natura si crea una connessione con essa, e quindi anche con sé stessi».
C’è da dire che, in casi come questi, un luogo non vale l’altro.

Credit Obereggen Latemar AG.SpA – Foto di Guenther Pichler

Il Golfrion simbolo di resistenza

«Durante la tempesta Vaia del 2018 quasi tutti gli alberi sono stati sradicati», ricorda Bernagozzi, come probabilmente fa con i piccoli gruppi che di tanto in tanto accompagna in prima persona. «Oggi si gode di una vista panoramica a 360°, ma la montagna è rimasta lì.
Dopo quel disastro naturale, il Golfrion è diventato per gli abitanti un simbolo di stabilità e resilienza.
Rappresenta l’accettazione e la forza di non arrendersi.
Se l’assenza degli alberi regala una vista mozzafiato sul gruppo del Latemar, la posizione leggermente defilata rispetto agli altri sentieri tematici permette di godere di silenzio e tranquillità».

Credit Obereggen Latemar AG.SpA – Foto di Guenther Pichler

Un chilometro di meditazione adatta a tutti

Raggiungibile comodamente da Obereggen con la cabinovia Ochsenweide, il Mindful.Latemar ha una lunghezza di 1,3 chilometri per un dislivello di appena 50 metri, il che lo rende adatto a chiunque, bambini compresi.
Le tecniche meditative guidate prendono per mano e conducono i visitatori in un cammino di riscoperta, dove l’attenzione impara nuovamente a posarsi sul momento presente, per fare coincidere spazio esterno e spazio interiore attraverso 18 esercizi di consapevolezza che possono portare alla luce schemi limitanti e abitudini tossiche.
«Si tratta principalmente di meditazioni per sviluppare la consapevolezza della natura. Si parte dalla montagna: si percepisce la consistenza del terreno, la temperatura, il vento. Poi ci si concentra sul corpo: il respiro, le emozioni, le sensazioni. Il Mindful.Latemar è un viaggio: i pensieri rimangono a valle e noi siamo presenti, qui e ora, nel nostro corpo. E il bello», conclude, «è che il vero cammino inizia proprio dopo il sentiero».
Grazie all’applicazione gratuita, il percorso immersivo può diventare un’esperienza intima e personale. Con un tappetino, una coperta, auricolari e uno smartphone, ognuno può intraprendere il cammino in completa autonomia, sincronizzando il battito del cuore con quello di un paesaggio che da milioni di anni respira lentamente e senza sosta.