Cicloturismo, è boom di presenze sul Monte Grappa dopo il passaggio della corsa rosa

Cicloturismo, è boom di presenze sul Monte Grappa dopo il passaggio della corsa rosa

Scalate collettive, enti che promuovono gli eventi, lo spettacolo incontaminato del Monte Sacro. Adesso dopo che è arrivato anche il Giro d’Italia, i numeri dei ciclisti sono destinati a crescere.
Hotel pieni, sportivi provenienti anche da Stati Uniti e Sud America, fan di Pogačar in arrivo dalla Slovenia. Perché “Fare il Grappa” è un percorso in salita verso la storia


Il rito del “fare il Grappa”

Per i ciclisti italiani “Fare il Grappa” è un rito. Fare il Grappa è un po’ come fare il Passo dello Stelvio, questa vetta è dura come i valichi alpini e dolomitici.
Fare il Grappa è una sfida, come quella dei soldati che qui si sono trincerati durante la Prima Guerra Mondiale. Ma Fare il Grappa è anche un’esperienza turistica emozionante, dentro la natura incontaminata che è Riserva di Biosfera Mab Unesco. E la passione dei ciclisti per la Sacra Cima in occasione del passaggio del Giro d’Italia è esplosa. 

In occasione della 20esima tappa del Giro d’Italia 2024 sono arrivati da ogni parte d’Europa e non solo. C’è persino chi ha prenotato alberghi e tour turistici dall’Australia, dagli Usa o ancora Sud America.
E poi c’è stata l’invasione di turisti sloveni, tutti qui a tifare il loro mito Tadej Pogačar.
“Il mondo del cicloturismo e in generale dei grandi eventi è un vero volano per l’economia territoriale”, spiegano dal consorzio turistico Vivere il Grappa.
“Sono coinvolte positivamente tutte le realtà, non solo quelle prettamente turistiche, ma anche la ristorazione, il commercio al dettaglio e tutte le attività locali.
Con questo spirito l’Ipa Terre di Asolo e Montegrappa insieme con l’Unione Montana del Bassanese ha promosso una campagna di comunicazione stampa e on line in chiave turistica per far conoscere i nostri bellissimi territori, paradiso per i ciclisti, sportivi del volo libero o degli sport d’acqua; un territorio ricco di storia e cultura grazie alle grandi opere degli artisti veneti. Il Giro lambirà ad esempio il Tempio del Canova a Possagno”.


L’importanza della bici nella Marca Trevigiana

Nella Marca Trevigiana, le due ruote sono peraltro di moda
Treviso è la seconda provincia veneta nella filiera della bicicletta, in particolare con le imprese artigiane. Un trend che è distribuito in tutta Italia.
Stando a “Viaggiare con la bici 2023 – Terzo Rapporto Italiano sul Cicloturismo”, l’importanza del cicloturismo a livello nazionale è riassumibile in questi dati: i 33 milioni circa di presenze generate nel 2022, pari al 4,3% di quelle totali registrate in Italia, per un impatto economico diretto di 4,1 miliardi di euro (stime Isnart, Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio 2022). Tre Regioni, Veneto (19,0% di cicloturisti), Trentino-Alto Adige (16,5%) e Toscana (11,4%) hanno da sole  attratto il 47% del flusso di cicloturisti nell’ultimo anno.


Il brevetto del Grappa e non solo…

Focalizzandoci sul Monte Grappa, in queste settimane, per tutti, l’ambizione è quella di portare a casa il Brevetto del Monte Grappa.
Noto anche come “le 10 salite della vita”, è un attestato che viene consegnato ai ciclisti che compiono in un anno le più importanti e impegnative 10 ascese con bici da strada.
Per chi ama gli eventi, da dieci anni si celebra il Monte Grappa Bike Day, un giorno in cui gli appassionati di ciclismo possono vivere l’emozione unica di scalare il Monte Grappa su strade chiuse al traffico, in un’atmosfera di festa e condivisione.
In dieci anni ha coinvolto oltre 70.000 ciclisti sulle stesse strade calcate dai professionisti del Giro, quest’anno è stata scelta la domenica 26 maggio per l’evento. 

Per chi invece preferisce pedalare da solo, le salite non mancano. Ci sono le grandi ascese sull’asfalto: strada Cadorna, strada General Giardino, dorsale Nord, dorsale Est, Cismon-Forcelletto. Per i cicloamatori da non perdere anche le salite di San Liberale Salto della Capra, Possagno Strada degli Alpini, Tomba Archeson Valle delle Mura, salita Cismon, Corlo, Col dei Prai, Forcelletto. E i sentieri sono tantissimi per chi va in mountain bike: l’anello Finestron, val Cesilla, Termine, Col dei Prai, il grande anello attorno ai Colli Alti, monte Asolone, monte Oro.


Le “10 salite della vita”

La salita in bicicletta al Monte Grappa è una delle sfide più iconiche per gli appassionati di ciclismo. Accanto a questa, ci sono altre salite leggendarie che ogni ciclista dovrebbe affrontare almeno una volta nella vita. Ecco una lista delle “salite della vita” per i ciclisti:

  1. Alpe d’Huez (Francia)
    • Dettagli: 13,8 km di lunghezza con una pendenza media dell’8,1%.
    • Celebrità: Una delle salite più famose del Tour de France, con 21 tornanti iconici.
  2. Mont Ventoux (Francia)
    • Dettagli: 21,4 km di lunghezza con una pendenza media del 7,6%.
    • Celebrità: Conosciuto come il “Gigante della Provenza”, famoso per il suo paesaggio lunare e le dure condizioni climatiche.
  3. Passo dello Stelvio (Italia)
    • Dettagli: 24,3 km di lunghezza con una pendenza media del 7,4%.
    • Celebrità: Con 48 tornanti, è una delle salite più impegnative e scenografiche delle Alpi italiane.
  4. Col du Tourmalet (Francia)
    • Dettagli: 19 km di lunghezza con una pendenza media del 7,4%.
    • Celebrità: Una delle salite più frequentate del Tour de France, situata nei Pirenei.
  5. Passo di Gavia (Italia)
    • Dettagli: 17,3 km di lunghezza con una pendenza media del 7,9%.
    • Celebrità: Famoso per le condizioni spesso estreme e per la sua altitudine elevata.
  6. Colle delle Finestre (Italia)
    • Dettagli: 18,6 km di lunghezza con una pendenza media del 9,1%.
    • Celebrità: Conosciuto per il suo tratto finale sterrato, è stato spesso decisivo nel Giro d’Italia.
  7. Mortirolo (Passo della Foppa) (Italia)
    • Dettagli: 12,4 km di lunghezza con una pendenza media del 10,5%.
    • Celebrità: Una delle salite più dure del Giro d’Italia, con pendenze estreme.
  8. Galibier (Francia)
    • Dettagli: 17,6 km di lunghezza con una pendenza media del 6,9%.
    • Celebrità: Una delle salite più alte delle Alpi, spesso affrontata nel Tour de France.
  9. Lagos de Covadonga (Spagna)
    • Dettagli: 12,6 km di lunghezza con una pendenza media del 7,3%.
    • Celebrità: Salita iconica della Vuelta a España, con paesaggi spettacolari.
  10. Sa Calobra (Maiorca, Spagna)
    • Dettagli: 9,4 km di lunghezza con una pendenza media del 7%.
    • Celebrità: Una delle salite più famose tra i ciclisti che si allenano a Maiorca, nota per le sue curve a gomito e i panorami mozzafiato.
  11. Pico de Veleta (Spagna)
    • Dettagli: 40 km di lunghezza con una pendenza media del 5,8%.
    • Celebrità: La strada asfaltata più alta d’Europa, situata nella Sierra Nevada.


Perché affrontare queste salite

Ogni salita offre una combinazione unica di sfida fisica, bellezza paesaggistica e importanza storica nel mondo del ciclismo. Affrontarle significa mettersi alla prova, immergersi nella natura e, per molti, realizzare un sogno ciclistico. Che tu stia cercando di testare i tuoi limiti fisici o semplicemente goderti alcune delle strade più belle del mondo, queste salite sono tappe fondamentali nel viaggio di ogni ciclista appassionato.


Il Monte della storia

La vetta principale del Monte Grappa raggiunge un’altezza di 1.775 metri sul livello del mare e si trova tra le province di Belluno, Treviso e Vicenza.
Caratterizzato da una grande varietà di paesaggi, tra cui prati alpini, boschi di faggi e abeti, e aree rocciose e una flora e una fauna molto ricche il monte è celebre anche perchè il suo nome è indissolubilmente legato alla storia d’Italia.
Durante la Prima Guerra Mondiale, il Grappa fu infatti un punto strategico cruciale, soprattutto dopo la disfatta di Caporetto del 1917 divenne il fulcro della difesa italiana contro l’avanzata austro-ungarica.
Fu quindi teatro di aspri combattimenti, noti come le Battaglie del Grappa, che si svolsero principalmente tra il 1917 e il 1918, ma qui le forze italiane riuscirono a fermare l’avanzata nemica e mantenere la linea difensiva.
Sul Monte Grappa è non a caso un grande sacrario militare che ospita le spoglie di migliaia di soldati italiani e austro-ungarici caduti durante la guerra. Il sacrario è un luogo di memoria e riflessione, visitato da molti per rendere omaggio ai caduti.
Non solo bicicletta per il Monte Grappa quindi ma è ottimo punto di partenza e arrivo anche per escursioni a piedi
esplorando la montagna e godendo di panorami mozzafiato. Tra i percorsi più noti ci sono il “Sentiero della Memoria” e la “Strada Cadorna”.

 

 

Friuli Venezia Giulia: ripartono i treni storici estivi del Friuli nelle vie dell’acqua di mare, di fiume e laguna

Friuli Venezia Giulia: ripartono i treni storici estivi del Friuli nelle vie dell’acqua di mare, di fiume e laguna

Dopo il successo dell’anno scorso, è ripartita la programmazione 2024 per viaggiare a bordo dei treni storici in Friuli Venezia Giulia: dopo le prime quattro date di aprile andate sold out, ancora 24 appuntamenti fino al 15 dicembre per raggiungere eventi e località in regione e provare l’emozione di un viaggio di altri tempi su carrozze anni ’30, le cosiddette “Centoporte”, con i salottini in legno e le tendine al finestrino, perfettamente conservate, munite di bagagliaio e cappelliere e trainate da locomotive a vapore, elettriche o diesel.
Il successo della proposta, che ha registrato la scorsa stagione il tutto esaurito e un alto tasso di gradimento da parte dell’utenza che si è dichiarata soddisfatta per la quasi totalità dei passeggeri (98%), composta per lo più da famiglie e piccoli gruppi, si inquadra – secondo l’indagine svolta da PromoTurismoFVG –  nella più generale tendenza all’undertourism, una forma di  turismo emerso nel periodo post pandemico  che vede sempre più visitatori prediligere mete nazionali o regionali, luoghi poco conosciuti e la possibilità di vivere l’esperienza del viaggio a ritmo più lento, riducendo al contempo l’inquinamento e l’impatto ambientale.
Dai siti Unesco ai “Borghi più belli di Italia”, dai villaggi marinari alle rievocazioni storiche, dagli itinerari guidati alle sagre ma anche manifestazioni enogastronomiche e ancora i grandi eventi sportivi: tante saranno le occasioni per scoprire un territorio ricco di proposte all’insegna di storia, bellezze naturali, tradizione ed enogastronomia viaggiando in un modo originale.


Giugno il mese della acque

Sono quattro gli appuntamenti del mese di giugno con i treni storici del Friuli Venezia Giulia.
Il primo, domenica 9 giugno, vedrà operativo il Treno “Ottavio Bottecchia” e il ”Treno “Trota in Festa”, che da Pordenone arriverà a Trasaghis e condurrà i passeggeri lungo i percorsi del grande ciclista in occasione del centenario della sua prima vittoria al Tour de France.
Per informazioni: Sportland, Tel. +39 0432 1504271, info@sportland.fvg.it
Il 16 giugno partirà invece da Portogruaro il Treno tra laguna e mare con una prima tappa a Marano Lagunare e arrivo in seguito a Miramare: la mattina sarà dedicata alla scoperta del borgo marinaro e antica fortezza in occasione della manifestazione di San Vio dove saranno presenti numerosi stand enogastronomici, mentre il pomeriggio i passeggeri potranno continuare il viaggio giungendo a Miramare dove li attenderà una visita guidata gratuita all’interno del parco del castello dedicata ai suoi punti più iconici (Infopoint Marano Tel.+ 39 3346835248; info.marano@promoturismo.fvg.it ).


Il 23 giugno 
l’appuntamento è con il Treno delle Risorgive e dello Stella che partirà da Trieste alla volta di Palazzolo dello Stella per una gita tra storia e natura, visitando il centro storico di Palazzolo dello Stella e la biodiversità della laguna (Infopoint Lignno +39 0431 71821; +39 335 7697304; info.lignano@promoturismo.fvg.it ).

Chiude il mese il 30 giugno il Treno Terre dell’Altolivenza con partenza da Sacile e arrivo a Budoia-Polcenigo per scoprire l’Altolivenza, una terra a cavallo dell’alto corso della Livenza, il suggestivo fiume che nasce in Friuli nel territorio di Polcenigo, bagna Sacile e sfocia nel Veneto (nfopoint  Pordenone Tel. +39 0434 520381; info.pordenone@promoturismo.fvg.it ).

Francoforte sul Meno, la Manahattan d’Europa

Francoforte sul Meno, la Manahattan d’Europa

Una città che unisce il calore al cosmopolitismo, dove la tradizione incontra la modernità e ogni vicolo, ogni riva racconta la sua storia.
Francoforte non è solo un hub per i viaggiatori di tutto il mondo, ma anche un crogiolo di culture, sapori e innovazione.
Nel luogo dove il fiume Meno dispiega la sua potenza silenziosa, potete scoprirete molto di più dell’impressionante skyline o del cuore della moneta europea.


Il crogiolo di contrasti

Francoforte sul Meno è un crogiolo di contrasti. Il vivace business incontra la vibrante cultura, l’architettura moderna incontra i tesori storici. Una visita al Römerberg, dove il romanticismo a graticcio respira storia, è indispensabile.
Lo skyline, visto dalle rive del Meno, testimonia il dinamismo economico di Francoforte. Gli amanti dell’arte e della storia troveranno il loro porto lungo l’argine del museo, mentre il Bahnhofsviertel attira con la sua varietà culinaria e culturale. Il Palmengarten con la sua flora lussureggiante invita a fare una pausa.
Francoforte combina gli opposti apparenti e offre infinite opportunità di scoperta: un vero best of per ogni visitatore.


Giugno e luglio: batte forte il cuore per gli amanti del calcio

Fedeli al motto “Uniti dal calcio. Uniti nel cuore dell’Europa”. Dal 14 giugno al 14 luglio 2024, la palla rotolerà in dieci città tedesche per la fantastica competizione dei campionati d’Europa per Nazioni e ben cinque partite si svolgeranno al Deutsche Bank Park di Francoforte.
Ma non sarà solo lo stadio il luogo dedicato al calcio, ma tutta la città:
Per tutti coloro che non sono allo stadio ma hanno comunque voglia di giocare e vivere iil a calcio o per coloro che vogliono semplicemente vivere l’atmosfera internazionale in un’atmosfera rilassata con posti a sedere e cibo, ci sarà la Fan Zone Mainufer lunga 1,4 chilometri lungo le rive del Meno!


La rinascita del centro storico

l quartiere più piccolo di Francoforte, con la sua posizione idilliaca sul Meno, è di nuovo completo.
Dopo un lungo periodo di lavori di costruzione tra il Römer e la cattedrale, nel 2018 è stato completato il progetto del secolo per la ricostruzione del centro storico.
Il centro storico di Francoforte è un’attrazione per tutti: residenti, cittadini e ospiti provenienti da tutto il mondo si incontrano qui per un caffè, visitano i numerosi musei e negozi individuali e si godono l’atmosfera della città vecchia nel cuore della metropoli Main.

Il mix di successo ricorda la movimentata storia di Francoforte come metropoli europea. Nel Giardino Archeologico, grandi e piccini possono ammirare le tracce dell’insediamento romano e del palazzo imperiale carolingio, spiegate in modo emozionante da un’animazione video, oppure seguire i re e gli imperatori nel loro cammino verso l’incoronazione attraverso il Sentiero dell’Incoronazione.
Sempre per scoprire l’anima green di Francoforte si può fare una piccola escursione al Lohrberg, la collina da cui si gode un panorama incredibile sulla città e sul suo skyline. Tra meleti e orti si trova la Main Äppelhaus Lohrberg il punto di partenza perfetto per tutte le escursioni.

Vivere il fiume

Per conoscere il lato più bello della Francoforte estiva e i suoi dintorni da un punto di vista privilegiato e rinfrescante, si può scegliere un giro in battello. Anche in notturna. Le escursioni partono dall’approdo Eisernen Steg a due passi dal cuore del centro storico, la Römerplatz.
Per una pausa di vero relax non si può far mancare una sosta un un Cafè. I Cafè di Francoforte sono delle vere e proprie istituzioni per la città, qui infatti la cultura del caffè è unica, allo stesso tempo tradizionale e internazionale, originale e sperimentale con una maniacale attenzione per la qualità.
La Manhattan d’Europa ospita numerosi bar in ogni punto della città, dove potersi sedere all’aria aperta e assaggiare ottime qualità di caffè, tè e dolci tutte diverse tra loro.
Anche per i turisti è facile accorgersi di quanto Francoforte sia facilmente visitabile passeggiando o pedalando. La rete ciclabile infatti è piuttosto estesa: con la sua aerea esterna si arriva a quasi i 600 chilometri di piste sicure con suggestivi scorci panoramici.
La città, inoltre, è una delle prima in Germania a sperimentare la “Fahrradstrasse”: strade dove il traffico motorizzato è tollerato solo a livello locale, ma con l’obbligo di dare la precedenza alle biciclette.
La pista ciclabile più bella è sicuramente la
Mainradweg, che corre lungo le sponde del fiume Meno. Nonostante sia poco conosciuta, questa strada ha la fortuna di essere completamente pianeggiante e si estende da Bamberg a Seligenstadt, attraversando proprio nel mezzo la città di Francoforte. È facilissimo trovare una bici da affittare a Francoforte.

 

Nasce in Arabia Saudita il primo albergo realizzato in terra

Nasce in Arabia Saudita il primo albergo realizzato in terra

Aperte ufficialmente le prenotazioni per passare una notte nel primo albergo al mondo realizzato in terra che si trova in Arabia Saudita.
Una eco-community boutique di 30 camere che si trova nel cuore della Old Town di AlUla, un labirinto di edifici in mattoni di fango e pietra risalente al XII secolo che include un forte del X secolo.


Cuore antico d’Arabia

Costruita con gli stessi materiali e le stesse tecniche architettoniche delle 900 case tradizionali che compongono la Old Town di AlUla, la struttura sfrutta l’estremità meridionale del sito storico di AlUla, reimmaginando una delle case esistenti come un lussuoso alloggio su più livelli.
AlUla è una destinazione culturale di rilevanza globale, situata nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, che ha ospitato 7.000 anni di civiltà consecutive ed è stata il crocevia dell’antica rotta commerciale nota come la Via dell’Incenso.
La Old Town di AlUla fu costruita come nuovo centro della città in epoca islamica, di fronte a un’oasi ricca di palme e circondata da pozzi, e fungeva da rifugio per i pellegrini che attraversavano AlUla diretti alla Mecca.


L’albergo di terra

Il design e la struttura del Dar Tantora The House Hotel comprendono 30 dars (camere) e suite con pareti in terra e pietra, una piscina a sfioro, una palestra, uno studio di yoga e meditazione, una spa e un ristorante. L’hotel, unico al mondo nel suo genere, è stato costruito con tecniche e materiali tradizionali, è illuminato esclusivamente a lume di candela e utilizza sistemi di irrigazione e ventilazione originali sapientemente restaurati, che riducono al minimo il consumo di energia e l’impatto ambientale.
L’architetta Shahira Fahmy – vincitrice di una borsa di studio ad Harvard, acclamata da Phaidon come “uno degli architetti che stanno costruendo il futuro arabo” e recentemente inserita nel RIBA’s 100 Women: Architects in Practice – ha lavorato a stretto contatto con i team di restauro specializzati e artigiani locali per ripristinare gli edifici del XII secolo che compongono la struttura: i muri originali in mattoni di fango, le pietre, le finestre e gli affreschi storici.
Le pareti del Dar Tantora The House Hotel – e più in generale della Old Town di AlUla – sono arricchite da affreschi che tradizionalmente venivano dipinti dalla comunità come dono di nozze per le coppie di sposi, per decorare la loro nuova casa.
Questi affreschi celebrativi raccontano storie di flora e fauna locali, oggetti domestici, tradizioni, calligrafia e simboli astratti, insieme a motivi gioiosi legati a temi di abbondanza e felicità. Utilizzando autentici pigmenti naturali, Fahmy e il suo team hanno restaurato con grande efficacia queste testimonianze artistiche di una cultura in trasformazione.
Le camere duplex del Dar Tantora The House Hotel rispecchiano la vita domestica tradizionale della Old Town di AlUla, con le camere da letto al piano superiore e le zone giorno/lavoro al piano inferiore. Le terrazze e la piscina a sfioro sono progettate per ottimizzare la vista sull’oasi e sulle rocce circostanti e per osservare le stelle di notte.


E in cucina prodotti locali dell’oasi

Al Joontos, il ristorante d’autore della struttura, il team si impegna a reperire ingredienti locali instaurando rapporti con gli agricoltori e i fornitori di AlUla e attuando una filosofia di zero sprechi in cucina.
I prodotti disponibili nell’oasi circostante includono un’ampia varietà di agrumi, datteri, mango, melograni e una selezione crescente di ortaggi a radice.
Questo approccio è parte di un programma di formazione agricola che stimola gli agricoltori locali a essere parte integrante della catena di approvvigionamento alimentare, mentre l’ospitalità cresce ad AlUla.
Il nome e il layout unico di Dar Tantora sono tratti dalla Tantora (meridiana tradizionale) che si trova all’ingresso della proprietà e che da secoli funge da segnatempo, scandendo il ritmo della vita quotidiana della Old Town di AlUla, basata sulle stagioni colturali. Questa nozione di luce e buio ha determinato il design dell’hotel in linea con l’alternarsi delle stagioni e la regolazione della temperatura.

Per una full immersion nella cultura locale

I residenti hanno abitato la Old Town di AlUla fino agli anni ’80, quando l’hanno abbandonata a favore di comfort più moderni tra cui l’elettricità. Alcuni membri del personale del Dar Tantora The House Hotel hanno radici che appartengono a questo luogo da diverse generazioni.
La panettiera dell’hotel è una nativa di AlUla, cresciuta in una delle case di fango e pietra della Old Town dove preparava il pane per la sua famiglia. Racconta di come viveva la comunità all’epoca e di come le famiglie abitassero al primo piano, mentre il piano terra era destinato alle capre e ai polli.
L’hotel celebra con orgoglio le tradizioni e le usanze della Old Town di AlUla, come la Tantora Celebration, celebrazione culturale annua e presente da diverse generazioni, che ogni anno si svolge il 21 dicembre e segna l’inizio del festival Winter at Tantora.
Tra banchetti, musica e danze tradizionali questo evento segna l’inizio ufficiale dell’inverno.
Situato nel cuore di AlUla, a pochi passi dall’Incense Road Market, dal quartiere artistico di AlJadidah e dall’Oasi, il Dar Tantora The House Hotel gode di una posizione perfetta per gli amanti delle passeggiate.
Le boutique della Old Town di AlUla vendono souvenir, oggetti d’arte, ceramiche e moda di produzione locale, mentre ristoranti come Tawlat Fayza, Somewhere, Suhail e Heart of the Oasis offrono un mix di cucina locale e internazionale in un ambiente davvero unico.
Per coloro che desiderano immergersi nella storia e nel patrimonio culturale unico di AlUla, è possibile prenotare una serie di tour con i “Rawi” (guide locali) di AlUla. I tour includono i vicini siti del patrimonio culturale come HegraDadan e Jabal Ikmah. In tutta AlUla è presente un ricco calendario di eventi che si estende per tutto l’anno, tra cui il Winter at Tantora Festival, l’AlUla Arts Festival, l’evento musicale Azimuth, l’AlUla Skies Festival, l’AlUla Wellness Festival e l’Ancient Kingdoms Festival.


Conoscere AlUla

Situata a 1.100 km da Riyadh, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, AlUla è un luogo dallo straordinario patrimonio naturale e umano. La vasta area, che si estende per 22.561 km², comprende una lussureggiante valle di oasi, imponenti montagne di arenaria e antichi siti del patrimonio culturale che risalgono a migliaia di anni fa, quando regnavano i regni Lihyan e Nabateo.
Il sito più noto e riconosciuto di AlUla è Hegra, il primo patrimonio mondiale dell’UNESCO in Arabia Saudita. Antica città di 52 ettari, Hegra era la principale città meridionale del Regno Nabateo ed è composta da oltre 111 tombe ben conservate molte delle quali con elaborate facciate scavate negli affioramenti di arenaria che circondano l’insediamento urbano cinto da mura.
Le ultime ricerche effettuate suggeriscono inoltre che Hegra fosse l’avamposto più a sud dell’Impero-Romano dopo la conquista dei Nabatei avvenuta nel 106.
Oltre a Hegra, AlUla ospita anche l’antica Dadan, capitale dei regni di Dadan e Lihyan e considerata una delle città più sviluppate del I millennio a.C. nella penisola arabica, e Jabal Ikmah, una biblioteca a cielo aperto con centinaia di iscrizioni e scritti in molte lingue diverse. Anche il villaggio della Old Town di AlUla, un labirinto di oltre 900 case in mattoni di fango sviluppatesi almeno dal XII secolo, è stato selezionato nel 2022 dall’UNWTO come uno dei World’s Best Tourism Villages. Inoltre, la Ferrovia dell’Hijaz e il Forte di Hegra, che sono siti chiave nella storia e nelle conquiste di Lawrence d’Arabia.

 

I vini delle donne: Ondine De La Feld

I vini delle donne: Ondine De La Feld

Tenuta di Trevignano nelle Marche è un’azienda storica nel panorama del Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Fondata nel 1973 dall’ingegner Stefano Aymerich e dalla moglie Beatrice Lucangeli, dal 2014 entra in azienda Ondine De La Feld, che propone uno stile dinamico e apre le porte alla sostenibilità.
Inizia così la conversione al biologico, si usano sovesci e arnie per favorire la biodiversità. Nel 2021 arrivano anche i pannelli solari. L’azienda oggi gestisce 33 ettari di vigneto di cui 21 a Verdicchio.
Il Misco è sicuramente il vino più noto dell’azienda. Viene da un singolo vigneto di Verdicchio impiantato nel 1992 ed esposto a sud-est su suoli argillosi-calcarei. La raccolta è manuale e selezionata, scegliendo così solo i migliori grappoli. La fermentazione e il successivo affinamento avvengono in vasche d’acciaio per 12 mesi.
ne risulta un vino complesso ed elegante con un potenziale evolutivo da fuoriclasse. Al naso presenta note di fiori bianchi, frutta matura e note minerali. In bocca è morbido,