Giu 16, 2026 | Enogastronomia
L’estate a Valencia si vive anche a tavola. Con il caldo, arrivano le ricette fresche, i prodotti di stagione e quelle bevande che sanno di Mediterraneo, di lunghi momenti di convivialità e di pomeriggi all’aria aperta.
È il momento di godersi la dispensa del Mediterraneo nella sua versione più rinfrescante.
L’orto valenciano torna al centro della scena con frutta e verdura di stagione, tra cui il pomodoro, ingrediente perfetto per insalate, cocas, aperitivi e piatti leggeri particolarmente apprezzati durante i mesi estivi. A questo si aggiungono riso, pesce, frutti di mare, insieme a specialità tipicamente valenciane come l’Esgarraet, le Clochinas, le Tellinas e il Sepionet, ideali da condividere davanti al mare o su una terrazza della città.
E se ci sono due bevande che accompagnano l’estate valenciana, sono l’Horchata e l’Agua de Valencia. La prima, preparata con chufa, si può bere liquida o in granita ed è uno dei grandi classici per rinfrescarsi a metà pomeriggio, ancora meglio se accompagnata dai Fartons. La seconda, ormai diventata uno dei cocktail più rappresentativi della città, è un’opzione perfetta per brindare al tramonto.
Dai mercati alle storiche horchaterías, passando per terrazze e ristoranti affacciati sul Mediterraneo, l’estate a Valencia si assapora con calma.

Dove mangiare una buona Paella a Valencia
È il piatto più internazionale della gastronomia valenciana, il contributo locale alla cucina universale.
La paella sta a Valencia come la Torre Eiffel a Parigi o l’acquedotto a Segovia, un monumento straordinario. Con la differenza che il nostro è a base di riso, verdure dell’orto e proteine animali a base di pollo, preferibilmente ruspante, e coniglio. O se preferisci, nella versione di mare con le migliori materie prime del Mediterraneo. È il miglior esempio di abbinamento di prodotti a chilometro 0 della storia dell’umanità!
E sei nella migliore città del pianeta per mangiarne una. Non puoi lasciare Valencia senza questa ricompensa.
Se provi una buona paella a Valencia una volta, tornerai sicuramente. Per sapere quali sono i ristoranti migliori puoi consultare la wikipaella, una iniziativa per valorizzare e promuovere la ricetta originale, o puoi entrare nella sezione i migliori piatti di riso di Visit Valencia. E una volta in buone mani, lasciati andare. Dovrai solo preoccuparti della cornice dove gustare la tua paella. Un balcone che si affaccia sul Mediterraneo? Il Centro Storico? La Città delle Arti e delle Scienze? A te la scelta. Goditi la vista e assapora questo piatto.
Al mare
Prova una paella valenciana o di frutti di mare, ma con la brezza del mare a farti compagnia in uno qualsiasi dei locali che si trovano nell’autentico quartiere del Cabanyal, nella vibrante Malvarrosa o nella moderna Marina di Valencia, tre must vicino alla zona marittima della città
Il legame delle nostre spiagge con il riso è una storia d’amore che dovresti sapere: ingredienti del mare e della campagna di Valencia, del resto la nostra è una dispensa naturale molto varia. Chiedi come antipasto: clóchina (mitili mediterranei) di stagione, seppia o calamari e piatti tipici come el esgarraet (peperoni con baccalà) o la titaina, sei nel posto giusto.

Nel centro storico
Il centro di Valencia è uno dei più grandi d’Europa con più di 2000 anni, una storia lunga come i posti dove mangiare una buona paella.
Siamo nella Valencia delle decine di locali che trattano i piatti a base di riso con maestria.
La Valencia dei pesi massimi dell’autentica paella valenciana, quella di sempre: quella elaborata con ingredienti locali.
All’Albufera
L’Albufera è la culla della paella valenciana, qui nacque verso il XVI secolo grazie agli agricoltori che la cucinavano con quello che offriva la terra.
Ora la tradizione viene portata avanti da privati e dai ristoranti della zona che la cucinano utilizzando il riso coltivato nella zona del parco naturale con verdure e carni locali. L’opzione perfetta per visitare la zona e degustare il nostro piatto più internazionale.

Nella Huerta
Valencia è circondata dalle coltivazioni di frutta, verdura e ortaggi e anche qui, nella huerta, l’orto, si può degustare una paella-valenciana cucinata con prodotti freschissimi.
È come avere un mercato naturale a due passi dal centro: un luogo dove le ordinate coltivazioni danno il meglio di sé per la realizzazione di una ricetta nella quale il segreto è utilizzare gli ingredienti e gli aromi adatti. Se vuoi dei prodotti della zona, prova anche i carciofi alla piastra, l’insalata valenciana o l’esgarraet.
Alla città delle arti e delle scienze
La Città delle Arti e delle Scienze è diventata il simbolo d’identità della città: modernità, arte e design vanno di pari passo in questa zona dove è possibile godere di un’estetica futurista e passeggiare in giardini rinfrescanti.
E, ovviamente, mangiare un’ottima paella perché nei dintorni del complesso architettonico i ristoranti sono cresciuti tanto quanto i palazzi.
Giu 13, 2026 | Enogastronomia
Dal Passo dello Stelvio al Col de l’Iseran, un viaggio tra curve leggendarie e panorami mozzafiato: ecco i passi alpini più belli e amati dai motociclisti di tutta Europa.
L’adrenalina tra le nuvole
C’è una linea sottile, fatta d’asfalto e vento, che unisce i motociclisti di tutto il mondo: quella che sale verso le Alpi.
Curve che si avvitano come spirali d’aria, tornanti che sfidano la gravità, panorami che sembrano rubati a un sogno.
I passi alpini non sono solo strade: sono riti di passaggio, mete di pellegrinaggio per chi vive la moto come libertà assoluta.
Dalla Lombardia alla Svizzera, dall’Austria alla Francia, ogni passo racconta una storia di sfida e bellezza, di motori caldi e cieli infiniti.

Passo dello Stelvio. Il Re delle Alpi (Italia)
Non poteva che aprire la lista il Passo dello Stelvio, con i suoi 2.758 metri e 75 tornanti leggendari (48 solo sul versante altoatesino).
Una strada scenografica e tecnica, una delle più alte d’Europa, amata da motociclisti di ogni paese.
Ogni curva regala un brivido, ogni sosta un panorama che toglie il fiato.
D’estate, il rumore dei motori si mescola al profumo dei prati e al silenzio delle cime.
Da Bormio a Trafoi, lo Stelvio è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.

Passo del Grimsel. Magia svizzera tra ghiacciai e laghi (Svizzeri)
Il Grimselpass, in Svizzera, collega l’Oberland bernese al Vallese, e regala emozioni pure: tornanti larghi, asfalto perfetto, laghi glaciali color smeraldo.
La vista sul Grimselsee e sulle dighe che dominano la valle è spettacolare. Un paradiso per chi ama curve scorrevoli e panorami da cartolina.
Molti motociclisti lo uniscono in un unico itinerario con i vicini Sustenpass e Furkapass — il famoso “trittico alpino” da sogno.

Col de l’Iseran. Il gigante francese (Francia)
Con i suoi 2.764 metri, il Col de l’Iseran è il passo più alto asfaltato delle Alpi e una delle tappe più iconiche del Tour de France.
La salita da Val d’Isère regala emozioni forti tra paesaggi lunari e vette innevate.
In moto, il silenzio dell’alta quota si trasforma in pura poesia: curve dolci, asfalto curato, e una sensazione di libertà assoluta.

Grossglockner Hochalpenstrasse. Il capolavoro austriaco (Austria)
Un nome impronunciabile, ma una strada perfetta.
La Grossglockner Hochalpenstrasse, che sale fino ai 2.504 metri del Kaiser-Franz-Josefs-Höhe, è una delle strade panoramiche più spettacolari del continente.
Tra curve scolpite nella roccia e viste sul Grossglockner, la montagna più alta d’Austria, ogni chilometro è un’esplosione di emozione.
Strada a pedaggio, sì — ma vale ogni centesimo.

Passo Giau. Il cuore delle Dolomiti (Italia)
Elegante, sinuoso, spettacolare. Il Passo Giau, tra Cortina d’Ampezzo e Selva di Cadore, è un concentrato di Dolomiti allo stato puro.
34 tornanti tra pareti verticali, prati verdi e rifugi panoramici.
Perfetto per chi ama curve armoniose e paesaggi che sembrano dipinti.
Da fare al tramonto, quando le Dolomiti si tingono di rosa e la moto sembra volare tra le nuvole.

Oberjochpass. Il respiro della Baviera (Germania)
Meno estremo, ma incredibilmente piacevole da guidare, l’Oberjochpass è uno dei più belli della Germania.
Tra prati, chalet e pascoli d’alta quota, regala un’esperienza più dolce ma sempre emozionante.
Un itinerario ideale per chi ama viaggiare in coppia, con tappe gastronomiche e soste panoramiche.
Giu 6, 2026 | Enogastronomia
La gastronomia del Friuli Venezia Giulia è fatta di mille sapori che s’intrecciano e si sovrappongono frutto del suo essere da sempre terra di confine.
Varia come il paesaggio di questa terra che spazia dalla cima delle Alpi alle spiagge dell’Adriatico e che nasce dal connubio di tre grandi tradizioni culinarie: quella mitteleuropea, quella veneta e quella slava alle quali si affianca una robusta e saporitissima cucina popolare dai piatti semplici e genuini che la gente delle campagne e dei monti prepara utilizzando le poche materie prime a disposizione. Emblematica in questo senso è la polenta fatta con la farina di mais, ma anche di grano saraceno che per secoli ha costituito l’alimento base della popolazione.

La cucina triestina
Molti piatti della cucina triestina sono attinti dalla tradizione asburgica: è il caso della iota (minestrone di fagioli, patate e crauti), della porcina (carne di maiale bollita e servita con senape e kren), del gulash, dello strudel di mele o dei cuguluf (una sorta di panettone di origine viennese).
Altrettanto peculiari sono i piatti a base di pesce: sardine marinate, granzevola alla triestina, zuppa di canocchie, baccalà alla triestina, brodetto di pesce, scampi alla busara, seppie in umido con polenta.
Sono solo alcune delle gustosissime pietanze che hanno come ingrediente base i pesci, i crostacei e i molluschi che secondo i periodi e le stagioni vengono pescati nell’alto Adriatico.
Il pesce si trova ovviamente anche in tutte le altre zone marine da Lignano Sabbiadoro a Grado dove è stata mantenuta una particolarissima gastronomia che ha nel boreto alla gradese il suo simbolo.

La cucina goriziana
Di stampo decisamente mitteleuropeo la cucina goriziana in cui primeggiano fra i primi gli gnocchi di patate con le susine conditi con burro fuso, cannella e un po’ di zucchero; gli gnocchi di pane, gli gnocchetti di fegato o di semolino in brodo e fra i secondi i kaiserfleish (carré di maiale affumicato e cosparso di kren fresco e grattuciato accompagnato da crauti), il gulash e la cacciagione. Fra i contorni da ricordare le patate in tecia (saltate in padella con le cipolle), i kipfel (piccole mezzelune fritte fatte con un impasto simile a quello degli gnocchi di patate), mentre fra i dolci da segnalare la gubana goriziana che è diversa perchè fatta con la pasta sfoglia da quella della valle del Natisone, la putizza, la pinza (tradizionale focaccia pasquale), le palatschinken (omelette ripiene di marmellata di albicocca o cioccolata).

La cucina friulana
Carne, latticini, insaccati, rustiche verdure e legumi sono alla base della saporita cucina friulana tutta giocata sulla semplicità delle ricette e sulla genuinità dei prodotti e che la ristorazione delle province di Udine e Pordenone ha saputo ben valorizzare.
Tipicamente friulani sono il frico (formaggio fatto cuocere lentamente in cui possono essere aggiunti anche patate o cipolle) il muset e brovade (cotechino con rape messe a macerare nelle vinacce), la gubana il dolce tipico della valle del Natisone con un ricchissimo ripieno a base di frutta secca, una passa, cedro e canditi.
Un richiamo a parte nella cucina regionale merita la cucina carnica gustosissima e rigorosamente stagionale che utilizza con fantasia gli ingredienti poveri e genuini della montagna: farine di mais e grano saraceno, patate, fagioli, carne suina e selvaggina, funghi, erbe, frutti di bosco e poi tantissimi prodotti di malga: dal latte al formaggio con un’eccezionale varietà di ricotte salate e affumicate, ingredienti ai quali le donne usavano mescolare (con accostamenti inediti e tuttora unici) spezie, frutta secca, aromi portati da casa d’inverno dai cramars i commercianti ambulanti di spezie e stoffe, dopo che avevano percorso a piedi nella bella stagione le strade d’oltralpe.
E questo accostamento fra dolce e salato è alla base del più tipico piatto carnico: i cjarsòns sorta di agnolotti con ripieno a base di ricotta.

Un cesto di prodotti unico
Fra i prodotti tipici non si può non parlare di uno dei simboli del Friuli Venezia Giulia: il prosciutto di San Daniele del Friuli conosciuto ed esportato in tutto il mondo. Rinomato è anche quello leggermente affumicato di Sauris.
Il loro segreto?
La paziente tecnica con cui vengono preparati (tramandata di generazione in generazione) e l’aria dei luoghi dove vengono stagionati: le amene colline di San Daniele e la conca alpina di Sauris.
Prosciutti tipici (ma la loro produzione è limitata) sono anche quelli del Carso e di Còrmons.
Ottimi i formaggi a iniziare dal Montasio la cui genuinità e garantita da un marchio di origine e qualità.
In Carnia si producono ricotte fresche e affumicate e formaggi di malga più o meno stagionati mentre nelle valli dell’Arzino, del Cosa e di Tramonti si trova il caratteristico formaggio salato e sul carso il tabor.
Fra gli insaccati che vengono ancora lavorati artigianalmente in molte salumerie primeggiano i salami, le soppresse, le salsicce e il muset e fra i dolci la celebre gubana e gli struccoli della valle del Natisone.
Giu 4, 2026 | Enogastronomia
Arroccati su monti e colline, i borghi dell’Umbria si ergono come sentinelle silenziose a guardia di valli verdeggianti e boschi secolari, offrendo un viaggio nel tempo tra castelli, rocche e antiche mura. Questa regione, autentico polmone verde d’Italia, custodisce un patrimonio inestimabile di piccoli paesi, di origine etrusca e medievale, perfetti per chi cerca un’esperienza all’insegna dell’autenticità, della storia e della bellezza.
Quali sono i borghi più belli dell’Umbria? In un itinerario alla scoperta di questa terra, troverete centri incastonati tra le colline come gemme preziose, borghi con viuzze lastricate e casette in pietra, dove il tempo sembra essersi fermato. Molti di questi sono stati inseriti a pieno titolo nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia”, a testimonianza del loro inestimabile valore.
Tra scorci pittoreschi, panorami mozzafiato e una cucina tradizionale ricca di sapori genuini, ogni borgo umbro racconta una storia unica che merita di essere vissuta. Abbiamo selezionato per voi 18 perle da non perdere: preparatevi a un’avventura indimenticabile.

Bevagna
In provincia di Perugia, Bevagna è un delizioso borgo che sembra un set cinematografico a cielo aperto, un luogo dove il tempo si è fermato al Medioevo.
Il suo cuore pulsante è la magnifica Piazza Silvestri, considerata una delle più belle piazze medievali d’Italia, con la sua forma asimmetrica e i suoi edifici storici come il Palazzo dei Consoli e le chiese romaniche di San Michele e San Silvestro.
Ogni anno, a giugno, Bevagna si anima con il Mercato delle Gaite, una straordinaria rievocazione storica che riporta in vita antichi mestieri e tradizioni medievali. Passeggiando per le sue vie, non dimenticate di fare una sosta per assaggiare le specialità della cucina umbra, in particolare i piatti a base di tartufo, un’eccellenza del territorio.

Castiglione del Lago
Affacciato sulle acque del Lago Trasimeno, Castiglione del Lago è un borgo fortificato che offre panorami mozzafiato.
La sua imponente Rocca del Leone, con le sue mura merlate e le torri, è collegata al Palazzo della Corgna, un’elegante residenza nobiliare affrescata, attraverso un suggestivo camminamento. Questo percorso permette di godere di una vista spettacolare sul lago e sulla campagna circostante.
Il borgo è perfetto per una passeggiata rilassante tra i suoi vicoli e le piccole botteghe. Per una pausa golosa, fermatevi ad assaggiare la specialità locale, la regina in porchetta, una carpa cotta al forno e insaporita con finocchio, aglio, pepe e sale. Da qui, è anche possibile imbarcarsi per un’escursione alla suggestiva Isola Polvese.

Corciano
Secondo un’antica leggenda, Corciano fu fondato da Coragino, il mitico compagno di Ulisse.
Questo borgo medievale, circondato da una cinta muraria perfettamente conservata, è un dedalo di vicoli, scalinate e case in pietra che creano un’atmosfera magica e silenziosa. Entrando da Porta Santa Maria o Porta San Francesco, ci si immerge subito in un’altra epoca.
Da non perdere una visita alla chiesa di Santa Maria Assunta, che custodisce due capolavori: l’Assunta dipinta dal Perugino nel 1513 e il Gonfalone di Benedetto Bonfigli del 1472.
Il borgo offre anche scorci panoramici incantevoli, come quello che si gode dal Sentiero dei Mandorli, una passeggiata che costeggia le antiche mura.

Spello
Conosciuto come il “borgo dei fiori”, Spello è una meraviglia per gli occhi in ogni stagione.
Le sue abitazioni in pietra rosa del Monte Subasio e le stradine acciottolate sono costantemente decorate con fiori colorati, trasformando ogni angolo in una cartolina.
Il borgo conserva importanti testimonianze di epoca romana, come le imponenti porte (Porta Consolare e Porta Venere) e le mura augustee.
Spello è celebre in tutto il mondo per le Infiorate, che si tengono ogni anno in occasione del Corpus Domini. In questa occasione, le vie del centro storico vengono ricoperte da meravigliosi tappeti e quadri floreali, vere e proprie opere d’arte effimere. Imperdibile anche una visita alla Chiesa di Santa Maria Maggiore per ammirare gli splendidi affreschi del Pinturicchio nella Cappella Baglioni.

Assisi
Assisi non ha bisogno di presentazioni. Patrimonio dell’Umanità Unesco, la città che domina la Valle Umbra è uno dei centri spirituali più importanti d’Italia e del mondo, famosa per aver dato i natali a San Francesco e Santa Chiara. La sua atmosfera mistica si respira in ogni vicolo e piazza.
La visita deve assolutamente includere la Basilica di San Francesco, con i suoi due livelli affrescati da maestri come Giotto e Cimabue, e la Basilica di Santa Chiara.
Ma Assisi non è solo spiritualità: non perdete le tracce romane, come il Tempio di Minerva in Piazza del Comune, e salite fino alla Rocca Maggiore per godere di una vista panoramica indimenticabile su tutta la vallata.

Orvieto
In provincia di Terni, Orvieto sorge maestosa su una rupe di tufo ed è una delle città più antiche d’Italia, con profonde radici etrusche.
Il suo gioiello più prezioso è senza dubbio il Duomo, un capolavoro dell’architettura gotica italiana la cui facciata scintillante di mosaici e bassorilievi lascia senza fiato.
All’interno, la Cappella di San Brizio con gli affreschi del Giudizio Universale di Luca Signorelli è un’opera da non perdere.
Ma Orvieto nasconde un’altra città sotto i suoi piedi. La città sotterranea, un labirinto di cunicoli e grotte scavate nel tufo, racconta secoli di storia. Un’altra incredibile opera di ingegneria è il Pozzo di San Patrizio, profondo 54 metri e caratterizzato da una geniale doppia scala elicoidale che non si incontra mai.

Norcia
Situata nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Norcia è la capitale dell’alta gastronomia umbra e un simbolo di resilienza.
Sebbene duramente colpita dal terremoto del 2016, sta lentamente rinascendo. Famosa per aver dato i natali a San Benedetto, patrono d’Europa, la città è un vero e proprio paradiso per i buongustai.
Qui potrete assaggiare il pregiato tartufo nero, il prosciutto IGP di Norcia e i tanti salumi e formaggi della tradizione della norcineria.
Tra la fine di maggio e la metà di luglio, l’altopiano circostante si trasforma in un mosaico di colori grazie alla straordinaria Fioritura di Castelluccio. Migliaia di fiori, tra cui papaveri, fiordalisi e le famose lenticchie, sbocciano contemporaneamente creando uno spettacolo naturale indimenticabile, un vero inno alla vita e alla bellezza.

Paciano
Un piccolo gioiello medievale immerso nel verde, Paciano è un borgo dove regnano la pace e il silenzio. Protetto da una solida cinta muraria trecentesca lunga circa 600 metri, con otto torri e tre porte d’accesso (la Fiorentina, la Perugina e la Rastrella), il paese ha mantenuto intatta la sua atmosfera antica.
Le sue stradine strette e le piazze raccolte invitano a una passeggiata lenta, alla scoperta di angoli pittoreschi e dettagli architettonici unici.

Montecastello di Vibio
Questo delizioso borgo è famoso per una particolarità unica: ospita il Teatro della Concordia, conosciuto per essere il teatro all’italiana più piccolo del mondo.
Con appena 99 posti tra palchi e platea, è un vero e proprio gioiello architettonico in stile goldoniano, progettato in pieno clima post-rivoluzionario nel 1789.
La sua esistenza testimonia la vivacità culturale anche dei centri più piccoli.
Passeggiare per Montecastello di Vibio significa immergersi in un’atmosfera sospesa nel tempo, tra case in pietra e scorci panoramici sulla media valle del Tevere.
Nel 2002, il teatro è stato celebrato anche da Poste Italiane con l’emissione di un francobollo nella sezione ”patrimonio artistico e culturale italiano”.

Massa Martana
In provincia di Perugia, Massa Martana è un borgo che rinasce dalle sue ceneri, splendidamente restaurato dopo i danni del terremoto.
Il suo centro storico è un piccolo gioiello, con chiese antiche come l’Abbazia di San Fidenzio e Terenzio e la Chiesa di Santa Illuminata.
Nelle vicinanze si trovano anche le suggestive Catacombe di Villa San Faustino, una rara testimonianza paleocristiana in Umbria.
Una volta qui non potrete non fare scorta di Nociata, un dolce tradizionale simile a un torrone, preparato con noci, miele, albumi d’uovo e avvolto in foglie d’alloro, che ne conservano l’aroma e la morbidezza. Una vera delizia, creata per la prima volta nello storico Caffè Ranucci.

Montefalco
Conosciuta come la “Ringhiera dell’Umbria”, Montefalco offre una vista panoramica a 360 gradi sulle valli del Topino e del Clitunno, con le città di Perugia, Assisi, Spello e Foligno visibili all’orizzonte.
Il cuore del borgo è la sua piazza circolare, la Piazza del Comune, su cui si affacciano eleganti palazzi storici. Ma Montefalco non è solo un piacere per gli occhi, è anche un paradiso per il palato.
Questo borgo è la patria del Sagrantino di Montefalco DOCG, uno dei vini rossi più importanti e corposi d’Italia. Una visita qui non può prescindere da una degustazione in una delle tante cantine locali. Dal punto di vista artistico, è imperdibile il Complesso Museale di San Francesco, che ospita un meraviglioso ciclo di affreschi sulla vita del santo dipinto da Benozzo Gozzoli.

Gubbio
Gubbio è una delle città più antiche dell’Umbria, un gioiello di pietra grigia splendidamente conservato, che si adagia sulle pendici del Monte Ingino.
È considerata un capolavoro dell’architettura medievale, con la sua scenografica Piazza Grande, una piazza pensile da cui si gode una vista mozzafiato, e l’imponente Palazzo dei Consoli, simbolo della città.
Testimonianze della sua lunga storia sono le Tavole Eugubine, conservate nel Museo Civico, e il teatro romano situato appena fuori le mura. Gubbio è anche famosa per la Festa dei Ceri, una delle più antiche e sentite manifestazioni folcloristiche italiane, che si tiene ogni anno il 15 maggio.
Per una vista indimenticabile, prendete la funivia che sale fino alla Basilica di Sant’Ubaldo, patrono della città.

Vallo di Nera
Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, Vallo di Nera è un magnifico esempio di castello di poggio, un paese-monumento perfettamente conservato nella sua struttura medievale.
Le sue mura possenti e le torri antiche circondano un dedalo di case in pietra addossate le une alle altre, interrotte da ripide viuzze, archi e suggestivi sottopassaggi.
Due porte simmetriche, Portella e Portaranne, permettono l’accesso al borgo, dove il traffico è interdetto e si può circolare solo a piedi, assaporando un’atmosfera di quiete assoluta.
Le chiese romaniche al suo interno, come quella di Santa Maria, custodiscono affreschi di grande valore, alcuni attribuiti alla scuola di Giotto, rendendo Vallo di Nera un piccolo scrigno d’arte e storia.

Trevi
Arroccato su una collina che domina la Valle Umbra, Trevi è un borgo avvolto da un mare di ulivi. Conosciuto come la “capitale dell’olio”, è famoso per la sua produzione di olio extravergine di oliva di altissima qualità, celebrato ogni anno in eventi come “Festivol”.
Il suo centro storico è un affascinante labirinto di vicoli a spirale, scalinate e archi medievali che si aprono su piazze e belvedere mozzafiato.
Il cuore del borgo è Piazza Mazzini, con la sua torre civica del XIII secolo. Da qui si possono raggiungere il Duomo di Sant’Emiliano e il Complesso Museale di San Francesco, che ospita una pregevole pinacoteca e il Museo della Civiltà dell’Ulivo. Passeggiare per Trevi significa immergersi in un’atmosfera elegante e autentica, dove storia, arte e gastronomia si fondono perfettamente.

Stroncone
A pochi chilometri da Terni, Stroncone è un gioiello medievale tra gli ulivi, perfettamente conservato. Dalla sua porta principale si diramano due stradine; prendete quella dedicata a Sebastiano Vici per godere della splendida atmosfera che si respira.
La Piazza della Libertà, con il suo pozzo medievale, è il cuore del paese, un luogo dove fermarsi per ammirare l’armonia dell’architettura circostante.
Dopo una visita al centro storico e alle sue chiese, come quella di San Michele Arcangelo, fate scorta dei prodotti tipici della zona, in particolare l’ottimo olio, i vini e i formaggi locali.

Deruta
Deruta è sinonimo di ceramica. Questo piccolo borgo è uno dei centri più importanti d’Italia per la produzione di maioliche artistiche, una tradizione che risale al Medioevo e che ancora oggi vive nelle numerose botteghe artigiane che colorano le vie del centro storico.
Visitare Deruta significa fare un viaggio affascinante in quest’arte antica.
Da non perdere il Museo Regionale della Ceramica, il più antico museo italiano dedicato a quest’arte, che ospita una collezione di oltre 6000 opere.
Oltre all’artigianato, il borgo conserva un grazioso centro storico medievale, con la Chiesa di San Francesco e la Pinacoteca Comunale.

Rasiglia
Tra Foligno e Colfiorito, Rasiglia è un borgo da fiaba, un luogo magico conosciuto come la “Piccola Venezia Umbra” o il “Borgo dei Ruscelli”.
Qui l’acqua è la vera protagonista: sorgenti purissime sgorgano e attraversano il piccolo centro abitato, formando canali, cascatelle e laghetti che scorrono tra le case in pietra, creando un’atmosfera unica e suggestiva.
La storia di Rasiglia è legata alla lavorazione della lana, e passeggiando si possono ancora vedere gli antichi mulini e lavatoi, testimonianza di un passato operoso.
Questo piccolo paese, dove vivono poche decine di persone, è un vero luogo delle fiabe, ideale per chi cerca pace e vuole immergersi in un paesaggio incantato, cullato dal suono costante dell’acqua che scorre.
Stifone
Lungo la riva del fiume Nera sorge Stifone, una piccola e affascinante frazione di Narni, un tempo importante cantiere navale romano. Le acque del fiume, di un incredibile colore tra il turchese e lo smeraldo, conferiscono al borgo un’atmosfera quasi surreale.
Il vecchio mulino e i resti delle antiche strutture raccontano la storia di questo luogo profondamente legato al fiume.
Il paese è piccolissimo, abitato da circa 40 persone, ed è il punto di partenza ideale per percorrere il sentiero ciclo-pedonale delle Gole del Nera, un percorso immerso nella natura che segue il corso del fiume tra pareti rocciose e vegetazione lussureggiante. Un luogo perfetto per gli amanti del trekking e della tranquillità.
Giu 2, 2026 | Enogastronomia
C’è un punto nel Mar Egeo dove il rumore si abbassa fino quasi a sparire. Niente beach club martellanti, niente file di ombrelloni perfettamente allineati. Solo vento salato, acqua trasparente e una sensazione rara: avere spazio. Benvenuti ad Alonissos, una delle isole più remote e meno contaminate della Grecia.
Qui non si viene per “fare cose”. Si viene per stare.

Dove il mare è ancora mare
Alonissos è parte delle Sporadi, ma rispetto alle più note Skiathos e Skopelos ha scelto un’altra strada: meno turismo, più natura. E si sente subito.
Le spiagge non si conquistano con un parcheggio comodo e due passi. Spesso bisogna guidare lungo strade strette, scendere a piedi, a volte rinunciare. Ma è proprio lì che succede qualcosa: il paesaggio si apre, il mare cambia colore — blu profondo, verde scuro, turchese — e intorno resta solo il suono del vento
Tra le più belle ci sono Agios Dimitrios, con la sua lingua di ciottoli bianchi che divide due mari, e Leftos Gialos, più raccolta e silenziosa. Ma il vero lusso è spingersi oltre, cercare calette senza nome, dove il tempo sembra sospeso.
Il parco marino più grande del Mediterraneo
Alonissos non è solo un’isola: è il cuore del Parco Marino Nazionale di Alonissos, una delle aree marine protette più estese d’Europa.
Qui vive la rarissima Monachus monachus, una delle specie più minacciate al mondo. Non è facile avvistarla — e forse è giusto così — ma sapere che esiste, che questo ecosistema resiste, cambia il modo di stare in acqua.
Escursioni in barca portano verso isolotti disabitati, grotte marine, fondali limpidissimi. Niente musica a bordo, spesso. Solo il rumore dello scafo e il vento.

Chora: pietra, silenzi e tramonti
Se il mare è il cuore, Chora di Alonissos è l’anima.
Il vecchio villaggio, ricostruito dopo il terremoto degli anni ’60, è un intreccio di vicoli, case in pietra e bouganville. Niente caos, niente insegne invasive. Si cammina piano, senza meta precisa.
Al tramonto, tutto si ferma davvero. La luce si abbassa sul mare, i tavolini si riempiono senza fretta, e l’isola mostra il suo lato più autentico. Qui la sera non è un evento: è un ritmo.

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Un’isola che non cerca di piacere a tutti
Alonissos non è per chi cerca movida o comfort immediato. Non è Instagram facile, non è Grecia da cartolina patinata.
È un’isola che richiede tempo. Che ti costringe a rallentare, a rinunciare a qualcosa per ottenere molto di più: silenzio, spazio, autenticità.
E forse è proprio questo il punto. In un Mediterraneo sempre più affollato e prevedibile, Alonissos resta una deviazione. Non la più semplice, ma sicuramente una delle più vere.