Dieci luoghi unici per scoprire la Galizia

Dieci luoghi unici per scoprire la Galizia

Galizia è acqua, è terra, è vento… Galizia è sentimento, passione, allegria, nostalgia… Galizia è arte, storia, leggenda… È tutto ciò che ci fa sognare, emozionare, meravigliare… Tutto questo è Galizia; una terra che scoprirete poco a poco, passo dopo passo.
Per questo vi presentiamo una selezione di dieci luoghi unici di questa terra che sicuramente non vi faranno rimanere indifferenti e che, senza dubbio, incarnano l’essenza della Galizia: troverete meraviglie della natura, come le Illas Cíes (isole Ciés) o le scogliere di Vixía Herbeira, monumenti Patrimonio dell’Umanità, come le Mura di Lugo, la Torre di Ercole o il Cammino di Santiago e il suo centro storico, luoghi caratterizzati dalla loro bellezza architettonica e paesaggistica, come la Ribeira Sacra o la Ferrol illuminista, e altri luoghi non meno speciali in quanto a valore mitologico e storico, come il Cabo Fisterra o il Castro de Santa Trega.

1 – Ribeira Sacra

La prima tappa del nostro percorso tra i “10 luoghi unici della Galizia” è la Ribeira Sacra, dove si trova la maggior concentrazione di edifici religiosi in stile romanico d’Europa.
La Ribeira Sacra é una terra segnata dal passaggio dei fiumi Miño e Sil che, scorrendo tra le montagne, ne modellano l’incantevole paesaggio. Tutto ciò, unito alla fede e alla spiritualità che avvolgono ancora i numerosi conventi disseminati in queste terre, fa di questo angolo della Galizia una scelta azzeccata per i sensi.
Addentratevi in questa atmosfera magica per conoscere un luogo speciale come Santo Estevo de Ribas de Sil, antico convento il cui edificio è stato completamente ristrutturato e inserito nella rete di Paradores Nacionales (hotel di lusso situati in edifici di grande interesse storico e artistico). Un altro dei conventi che non potete perdervi è quello di San Pedro de Rocas, , un tempio scavato nella roccia viva. Entrando nella chiesa la sensazione è molto simile a quella che si prova entrando in una grotta primitiva. Attorno al tempio, potrete scoprire sepolcri antropomorfi che la pietra, l’accumulo di pioggia e i licheni avvolgono in una patina magica. Ma questi sono solo due esempi del patrimonio che potete trovare nella Ribeira Sacra, ve ne sono molti altri che vi attendono sulle rive del Miño e del Sil, come le chiese di San Paio de Diomondi e di San Miguel de Eiré, o i monasteri di Santa Cristina de Ribas de Sil Montederramo.
Ma non tutto è patrimonio architettonico nella Ribeira Sacra; il suo paesaggio, costituito da bosco autoctono, è il luogo ideale per gli amanti della natura che desiderano percorrere diversi itinerari. Non dimenticate di fermarvi a contemplare la grande opera creata dalla natura nella gola del fiume Mao, con i suoi impressionanti salti. E, se ciò che vi piace è contemplare paesaggi, venite a Parada de Sil, dove vi attendono le gole più agresti e scoscese della zona. Le più famose sono “lobalcóns de Madrid” (i balconi di Madrid), dai quali possiamo osservare la spettacolarità delle gole sospese nel vuoto…ammesso che non soffriate di vertigini.
Quando si parla di Ribeira Sacra si parla anche di vino, aspetto che salta all’occhio non appena si fa ingresso in queste terre: il paesaggio è caratterizzato dai famosi “socalcos”, vigneti disposti su terrazzamenti situati sulle pendici delle montagne. Visto che vi trovate già in queste terre, non perdete l’occasione di provarne i deliziosi vini, che fanno parte di una delle 5 denominazioni di origine vinicole esistenti in Galizia.
Speriamo che possiate salutare la Ribeira Sacra con l’anima in pace, dopo averne percorso i monti magici, dove la natura selvaggia e la fede convivono in perfetta armonia. Guidati dalle rive del Miño, o navigando tra le gole del Sil, scoprirete angoli inaccessibili dalla strada, nei quali si nascondono autentici gioielli medievali tra i terrazzamenti che fanno di questa regione un luogo non lontano dal paradiso.


2 – Mura di Lugo

Nel nostro viaggio speciale passiamo dalla città di Lugo, le cui mura sono, di tutte le fortificazioni militari romane, l’esempio sopravvissuto meglio. Dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, sono un esempio eccezionale del tipo di costruzione in grado di illustrare diversi periodi significativi della storia umana.
Dalle loro origini romane, passando dall’epoca medievale fino all’innovativo e rivoluzionario XIX secolo, costituiscono un monumento singolare, prova delle diverse sfaccettature dell’evoluzione di una città come Lugo che è, in se stessa, un importante complesso storico-artistico sin dalle sue origini come Lucus Augusti.
Lugo tutto gira attorno alle mura, che sono il cuore della città. Salire sul cammino di ronda e percorrere i quasi 2,3 chilometri di questo ampio corridoio bimillenario, vi trasporterà in un’altra epoca, ma, senza subbio, la gente a passeggio, che chiacchiera o pratica sport, vi farà accorgere che le mura sono più vive che mai, in quanto il cammino sembra una delle tante strade di questa incantevole città. Attorno alle mura, vi sono altri luoghi di interesse di Lugo che dovete visitare una volta giunti in città, come il burgo vello (vecchio borgo) o la cattedrale.
Senza alcun dubbio, passeggiando nell’incantevole centro storico approderete in qualche localino in cui riprendere le forze: non dimenticate di provare il pulpo á feira (polpo alla gallega, cotto e condito con paprika, olio e sale), la spalla di maiale con cime di rape o le filloas (crêpe) al miele. Non per niente il motto dice: e per pranzo, Lugo!
Ma Lugo è molto altro ancora. Se per caso arrivate qui al solstizio d’estate o all’inizio di ottobre, potrete unirvi al baccano delle migliaia di visitatori che assistono all’Arde Lucus, una festa in cui viene evocato il passato romano della città, e alle feste patronali di San Froilán.
Infine, non dobbiamo dimenticare che Lugoè città di passaggio di uno dei fiumi più importanti della Galizia, il Miño; accanto ad esso è stato riabilitata una grande area verde che è possibile attraversare sotto le cime di alberi autoctoni. E così, accompagnati dalla freschezza delle rive del Miño, salutate questa meravigliosa città. Non per niente l’adocchiarono i romani…


3 – Serra da Capetara

Continuiamo la nostra peregrinazione tra i “10 luoghi unici della Galizia” dirigendoci a nord, alla Serra da Capelada, dove si trovano alcune delle scogliere più alte d’Europa.
La loro cima più alta è quella di Vixía Herbeira, a 620 metri sul livello del mare. Da lì potrete osservare tutta la maestosità e la grandezza di queste scogliere, le più alte dopo i fiordi norvegesi, poiché alla loro elevata altitudine si aggiunge una pendenza dell’80%.
Da lì, le vedute sono impressionanti: il meraviglioso panorama del possente oceano Atlantico e dell’agreste costa nelle vicinanze di Santo André è, senza alcun dubbio, uno dei più straordinari di tutto il litorale europeo.
E, a proposito di Santo André, non perdete l’opportunità di visitare il santuario che si trova sulla strada che sale fino alla Serra da Capelada. Si tratta di uno dei più venerati della Galizia al quale, come dice il detto, “chi non va da morto, va da vivo”. Se desiderate seguire la tradizione, depositate una pietra sui “milladoiros” (mucchietti di pietre) presenti sul cammino, come testimonianza della vostra visita. E, se ciò che desiderate è trovare la metà della mela, portate con voi dell’armeria splendens, qui conosciuta come erba dell’amore; non si sa mai…
Una volta giunti alla Serra da Capelada, continuate il cammino e approfittatene per visitare il Cabo Ortegal con il suo faro, dove rimarrete allibiti davanti alla forza del mare che sbatte contro gli “Aguillóns”, rocce appuntite che emergono dal mare e sulle quali le onde irrompono con tutta la loro forza. La vostra esperienza sarà più forte se arriverete con il temporale, perché quindi conoscerete la furia del mare in tutto il suo splendore, una sensazione di potere che non dimenticherete mai. Una volta lì, respirate profondamente e percepite l’immensità della terra, la forza del vento e la pace che trasmette questo luogo.
Se scendete fino a Cariño e le forze vi vengono a mancare, non dimenticate che potete degustare un delizioso “guiso de raya” (razza in umido) o un “revuelto de erizos y algas” (ricci e alghe saltati), prodotti tipici della gastronomia locale, che vi inonderanno con il sapore di salsedine.

4 – Ferrol illuminista

Il nostro viaggio nel nord della Galizia ci porta alla città di Ferrol per vedere il suo Arsenal, unico porto militare dell’Illuminismo rimasto intatto in Europa e la più grande base navale dell’epoca.
Benché alle origini Ferrol fosse una località dalla forte tradizione peschereccia, nel corso del XVI secolo il suo porto iniziò ad accogliere le navi dell’Armata Reale. Dopodiché, saranno i monarchi Filippo V, Ferdinando VI e Carlo III a promuovere la costruzione della grande opera che trasformò la città nella principale base militare del nord-est della Spagna e nella più grande base navale dell’epoca in Europa. Al suo interno, al quale potete accedere previa richiesta di un permesso, si trova la Sala de Armas (Sala delle Armi), che fu un’antica caserma di addestramento militare e che oggi è residenza della marina per il personale inviato a Ferrol. Potete, inoltre, visitare il Museo Navale e la diga denominata Dique de la Campana, una delle più grandi al mondo. Non bisogna dimenticare l’Exponav, importante mostra della costruzione navale.
Un’altra delle tappe obbligate a Ferrol è il famoso Quartiere della Magdalena, nel quale comincerete a conoscere la storia di questa città industriale e dedita alla pesca. Nell’attraversare questo quartiere, illuminato dalle balconate e caratterizzato da un tracciato perfetto (a forma di tavoletta di cioccolato), non dimenticate di visitare i balconi dei Jardines de Herrera, da cui potrete ammirare un magnifico panorama dell’Arsenal. Il Teatro Jofre, la chiesa di San Xiao o l’Ateneo Ferrolano sono altri luoghi di interesse che accompagneranno la vostra visita.
Allontanandoci dal centro dalla città, possiamo concludere l’itinerario visitando il quartiere peschereccio di A Graña, con le sue tipiche case strette e le sue strade acciottolate, che ci condurranno all’interno del Castello di San Felipecon il centro abitato ai suoi piedi. Questa fortezza è un fedele riflesso dello stile dei modelli accademici della sua epoca, l’Illuminismo. Contemplando da qui i magnifici panorami della ría (valle fluviale in cui si insinua il mare) e il Castello de la Palma, situato nel comune di Mugardos, sarà impossibile non ricordare l’importanza storica e culturale del complesso costituito dalle fortezze difensive della ría di Ferrol e dell’Arsenal Militar, che rendevano quest’ingresso un forte inespugnabile dal mare, in particolare per le incursioni inglesas.


5 – Torre d’Ercole

E continuiamo il nostro viaggio tra i “10 luoghi unici della Galizia” saltando da una città all’altra. Giungiamo a La Coruña per ammirare la Torre di Ercole, il faro più antico del mondo di origine romana in funzione, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
Il Farum Brigantium fu costruito dall’Impero Romano alla fine del I secolo o agli inizi di quello successivo. Situato all’ingresso del porto di La Coruña, questo monumentale faro fu progettato per facilitare la navigazione lungo la frastagliata costa galiziana, un punto strategico sulla rotta marittima che univa il Mediterraneo al nord-est europeo.
Secondo la leggenda, l’eroe greco Ercole giunse in Spagna alla ricerca del gigante Gerione, per liberare queste terre dal suo abusivo potere. Lo scontro tra i due durò tre giorni e tre notti, e si concluse con la vittoria di Ercole, che sconfisse il gigante e lo decapitò, per poi sotterrarne la testa vicino al mare. In quel luogo, in commemorazione della sua vittoria, fu costruito un faro, nelle cui vicinanze fu fondata la città di Crunia, nome della prima donna che vi abitò e della quale Ercole si innamorò.
Salite le sue ripide scale e, una volta arrivati in cima, godetevi l’impressionante panorama della città di La Coruñae dell’oceano Atlantico, mentre il vento soffia impetuoso. Ma fate attenzione a non fare rumore, non sia mai che il gigante si svegli… Dopo aver ammirato il panorama dei tetti della città, percorrete il lungomare, e visitate le famose spiagge di Orzán e Riazor, osservare come il mare si schianta in questa zona è uno spettacolo unico. Se proseguite sul lungomare, in direzione O Parrote, arriverete a Porta Real e da qui accederete allazona di A Mariña (La Marina), con le sue balconate, per cui La Coruña riceve il nome di “città di cristallo”.
Approfittatene per ammirare questa facciata della città, dove potrete sostare a darvi una rinfrescata in uno dei suoi tradizionali caffè, gustandovi un delizioso gelato artigianale. Approssimatevi anche ai giardini di Méndez Núñez e passeggiate poi per la Rúa Real, che sbocca nella piazza più famosa della città, la piazza María Pita. Lì potete ammirare una statua in onore dell’eroina più famosa della città, mentre vi godete un delizioso aperitivo in uno dei suoi bar.
Orario di apertura della Torre di Ercole :  Da ottobre a marzo (da lunedì a domenica): dalle 10:00 alle 18:00. Da aprile a settembre (da lunedì a domenica): dalle 10:00 alle 19:00. Luglio e agosto (da lunedì a domenica): dalle 10:00 alle 21:00. Ulteriori informazioni sul sito  www.turismocoruna.com.
Salutate questo meraviglioso “balcone dell’Atlantico” con la sensazione di essere stati accarezzati non solo dall’odore di mare e vento salato, ma anche dalla sua gente, perché sin dall’antichità si dice che questa sia la città in cui nessuno è forestiero.


6 – Cammino di Santiago

Facciamo ora una deviazione straordinaria sulla tabella di marcia per fare qualcosa di speciale: prendete indumenti sportivi, uno zaino e delle scarpe comode, perché non dovete lasciare la Galizia senza aver percorso, per lo meno, un piccolo tratto del Cammino di Santiago. Quest’ultimo possiede i suoi segreti, che aspettano di essere scoperti da tutti voi.
La rotta di pellegrinaggio verso Santiago ha giocato un ruolo fondamentale nel facilitare lo scambio culturale tra la penisola iberica e il resto dell’Europa durante il Medioevo. Per questo motivo, il Cammino di Santiago fu dichiarato primo itinerario culturale europeo dal Consiglio d’Europa. Quello conosciuto come Cammino francese fu dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Questa è la rotta dalla maggior tradizione storica e quella più conosciuta a livello internazionale. Inizia a Roncisvalle (Navarra) e arriva fino a Santiago de Compostela, in totale 750 chilometri. Si tratta, pertanto, di un cammino che unisce l’Europa al nord della Spagna attraverso la quiete di chiese, ponti, cattedrali, conventi…sempre con il verde sullo sfondo.
Se desiderate ottenere il certificato denominato Compostela, dovete percorrere gli ultimi 100 chilometri a piedi o a cavallo, o gli ultimi 200 se decidete di farlo in bicicletta. Non dimenticate che sulla credenziale del pellegrino devono essere apposti almeno 2 timbri al giorno. L’ideale sarebbe farlo da Sarria, in quanto dista dalla città compostelana circa 113 chilometri.
Sul cammino da Sarria entrerete in contatto con il cuore della Galizia più agreste, attraversando le province di Lugo e La Coruña. Durante il percorso passerete attraverso querceti, boschetti e prati in cui potrete osservare le mucche di razza bionda galiziana o frisona che pascolano in tranquillità. Questa è, senza dubbio, la migliore opportunità di vedere da vicino com’è la vita in campagna e di immergersi nell’aria pura di queste terre verdi.
Approfittate dell’occasione, passando dal comune di Arzúa, per provarne i deliziosi formaggi con denominazione d’origine: una squisita pausa lungo il cammino per riposare e riprendere le forze.
Proseguendo sul cammino, sempre con la natura come compagna di viaggio, ci avvicineremo poco a poco alle terre di Santiago. Con un ultimo sforzo giungerete al villaggio di San Marcos, ultima tappa prima di raggiungere il Monte do Gozo. Da esso, i pellegrini scorgono la città di Santiago de Compostela: le torri della cattedrale sono il miglior incentivo per continuare nonostante la fatica accumulata. Inoltre, è probabile trovare sul luogo altri gruppi di pellegrini, il che renderà il momento ancora più emozionante. Da lì, scenderete fino a raggiungere San Lázaro, per poi proseguire, senza fretta ma senza fermarvi, verso la vostra meta finale; non senza prima aver attraversato il famoso quartiere di San Pedro o la Porta do Camiño e la Plaza de Cervantes. Quando arriverete alla monumentale Praza do Obradoiro, l’emozione si impossesserà di voi: il suono della cornamusa sullo sfondo, la cattedrale protagonista del momento, la stanchezza accumulata e la sensazione di aver raggiunto una meta, di un desiderio che si avvera.


7 – Santiago de Compostela

Avendo percorso o meno il Cammino il nostro viaggio giunge ora nel capoluogo della Galizia, Santiago de Compostela, meta di pellegrinaggio della cristianità sin dal IX secolo.
Dalle acque del mar Baltico e del mare del Nord, migliaia di pellegrini hanno camminato fino al santuario galiziano e hanno portato con sé la conchiglia di San Giacomo lungo tutti i cammini di Santiago, veri cammini della fede. A tutto ciò bisogna aggiungere che, sia in epoca romanica che durante il barocco, il santuario di Santiago de Compostela esercitò un’influenza decisiva sullo sviluppo dell’architettura, non solo in Galizia ma anche nel nord della penisola iberica.
Prima di entrare nella cattedrale, l’ideale è percorrere lentamente le varie strade della città vecchia, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e comunemente conosciuta come “la almendra” (la mandorla). La rúa do Franco, con i suoi tipici ristoranti, o la rúa do Vilar, con i suoi portici, vi condurranno fino alla sua soglia. Una volta lì, arrivate fino alla Praza do Obradoiro e guardatevi attorno: il pazo de Raxoi, sede del Comune; l’Hostal dos Reis, oggi Parador Nacional (hotel di lusso situato in edifici di grande interesse storico e artistico); il Colexio de San Xerome, sede del rettorato dell’Università, e la Cattedrale creano un quadro eccezionale che vi farà sentire piccoli se paragonati a un complesso monumentale di tale entità. Il suono di fondo della cornamusa arricchirà ancor di più la vostra esperienza, in quanto un gaitero (suonatore di gaita, cornamusa tradizionale usata in Galizia) è solito suonare sotto l’arco del Pazo de Xelmírez, quindi, ecco, affinate l’udito!
Accedete alla cattedrale dal magnifico Pórtico da Gloria, opera del Maestro Matteo, dove la sua effigie (conosciuta come santo dos croques, per l’abitudine dei pellegrini di sbattere la testa contro la statua) e il complice “sorriso di Daniele” vi daranno il benvenuto. Percorrete l’interno di questo tempio, con raccoglimento, lentamente, con la consapevolezza della rilevanza di questa grande opera, per visitare la tomba dell’Apostolo. Visitate ogni cappella e prestate attenzione ai dettagli del suo impressionante altare maggiore. Potete approfittarne per assistere alla messa e, con un po’ di fortuna, vedrete il botafumeiro, un turibolo dalle grandi dimensioni che fa parte di un rito unico di questa città. Senza alcun dubbio, anche voi sentirete il raccoglimento e l’emozione dei pellegrini, la sensazione di aver raggiunto una meta, di un desiderio che si avvera…
Non dimenticate di visitare le diverse piazze che circondano la cattedrale, come quella di A Inmaculada o A Acibechería, quella di A Quintana o la piazza Praterías, coronata dall’unica facciata in stile romanico rimasta nel tempio. Indubbiamente i nomi di queste piazze provengono dalle antiche corporazioni medievali, ancora presenti, in quanto potete trovare diversi locali in cui acquistare argento o gaietto, un perfetto souvenir di questa città.
Dopo questo percorso magico, non potete lasciare Santiago senza mangiare un boccone in uno dei suoi tipici ristoranti della Rúa do Franco. Ognuno di essi ha la sua vetrinetta in cui vengono collocate le migliori specialità delle rías (valli fluviali in cui si insinua il mare) e delle terre galiziane: lepadi, polpo, granceola, spigola, vitello galiziano e via dicendo. Tutto ciò, ovviamente, accompagnato dai nostri migliori vini. E come dessert, la tarta de Santiago (torta di Santiago), a base di mandorle, è la scelta migliore per addolcire il palato.
Per concludere la visita a Santiago, non vi è niente di meglio che visitare la Alamedae ao seu paseo da Ferradura, e il suo paseo de A Ferradura, dal quale ammirerete un magnifico panorama della cattedrale. Senza dubbio, il miglior congedo da questo viaggio nel capoluogo della Galizia.


8 – Capo Fisterra

E, proseguendo con la tematica giacobea, il nostro itinerario continua verso il cabo Fisterrapoiché durante l’apogeo dei pellegrinaggi vi era chi, dopo aver visitato il sepolcro di Santiago, prolungava il proprio viaggio fino a queste terre per realizzare un percorso segnato nel cielo dalla Via Lattea.
Fisterra (Finisterre) fu considerata nell’antichità la fine del mondo conosciuta. Di fatti, la sua posizione geografica e gli impressionanti tramonti, fecero credere a Decimo Giunio Bruto (generale romano che condusse la conquista della Galizia) che questo fosse, in effetti, il luogo in cui moriva il sole. I dintorni di questo capo sono stati un luogo magico sin dall’antichità, poiché si racconta che qui si trovava l’Ara Solis, un altare in cui, secondo la leggenda, i fenici praticavano il culto del sole. Vi invitiamo, quindi, a visitare questo angolo delle nostre coste, in cui la magia del luogo guiderà i vostri passi.
Al vostro arrivo alla località di Fisterra (Finisterre) visitate la zona del porto lì potrete contemplare l’andirivieni di imbarcazioni in un mare così tranquillo che non vi sembrerà di trovarvi sulla feroce Costa da Morte. Perdetevi tra le strade di questo paese di pescatori e entrate in una delle sue osterie, dove vi accompagneranno gli aneddoti dei vecchi lupi di mare, mentre assaporate un buon piatto di longueiróns (cannolicchi) come aperitivo o qualsiasi altro delizioso prodotto di queste rabbiose acque.
Continuate il viaggio verso la zona del faro, non senza prima esservi fermati al santuario romanico di Santa María das Areas che accoglie al suo interno la venerata immagine del Cristo dalla Barba Dorata. Racconta la leggenda che un’imbarcazione si sbarazzò di lui per le difficoltà di navigazione, e che questi arrivò al paese trascinato dal mare. Non perdete l’opportunità di avvicinarvi a questa immagine per poter verificare di persona se è vero ciò che tutti raccontano: affermano che gli crescono i capelli e le unghie… Sulla strada verso la fine del mondo dobbiamo visitare un’altra meta magica: lerovine dell’eremo di San Guillerme,un luogo intriso di poteri magici legati alla fecondità. Di fatti qui, non molto tempo fa, si recavano le coppie nella speranza che avvenisse il miracolo e che potessero concepire il figlio che non arrivava.
Seguendo la stessa strada, non è strano incontrare più di un pellegrino che cammina lentamente mentre si gode il panorama della ría de Corcubión, (valle fluviale in cui si insinua il mare) con il Monte Pindo sullo sfondo.
Una volta giunti al faro, le maestose vedute della scogliera sull’oceano Atlantico, il mare che sbatte con forza e la sensazione che non vi sia nient’altro tra questo pezzo di terra e il nuovo continente, salvo tutta quest’acqua, vi lascerà il segno, poiché non tutti i giorni si ha la fortuna di osservare il tramonto lì dove finisce il mondo.


9 – Isole Cies

Ci spostiamo ora verso sud, per conoscere le Illas Cíes (isole Ciés). Si tratta di uno degli arcipelaghi che appartengono al Parco marittimo-terrestre Illas Atlánticas de Galicia, insieme alle Isole Ons, Sálvora e Cortegada.
Grazie alla loro ricchezza, sia faunistica che vegetale, e alla spettacolarità dei loro paesaggi, queste isole costituiscono un importante patrimonio, culturale e naturale, di grande valore.
Parlare delle Illas Cíes significa parlare di natura allo stato puro. Accedendovi dai porti di Vigo, Cangas o Baionada cui, in alta stagione, i catamarani che effettuano regolare servizio di linea partono in direzione di questo arcipelago, potremo osservare la loro imponente immagine sullo sfondo della ría de Vigo. valle fluviale in cui si insinua il mare. Come ancestrali leviatani, agresti e indomabili, quest’immagine vi trasporterà in un altro tempo; un tempo in cui contiamo solo noi e ciò che ci circonda; un tempo fatto per essere goduto.
Una volta a bordo della barca che vi porterà alle isole, gabbiani, cormorani, sule bassane e i sempre giocherelloni delfini, saranno i vostri compagni di viaggio, accaparreranno la vostra attenzione per tutta la durata della traversata. Nel corso del viaggio, il mare sarà disseminato di piccole barche per la pesca artigianale, testimoni della ricchezza quasi inesauribile dei fondali marini galiziani.
La miglior fotografia delle tre isole, quella Nord, la Monteagudo, quella di Mezzo o del Faro e quella Sud o San Martiño, sembra piccola accanto alla bellezza naturale che scoprirete poco a poco man mano che il catamarano si avvicinerà alla meta, l’imbarcadero situato vicino alla  spiaggia di Rodas. Esso può essere considerato il centro nevralgico dal quale cominciare a esplorare questo paradiso, che già in passato Tolomeo definì “isole degli Dèi”.
Quando l’imbarcazione avrà attraccato, potrete scegliere di riposare sulla meravigliosa sabbia della spiaggia di Rodas o dirigervi verso una più tranquilla, come quella di Figueiras. Le loro limpide e ricche acque faranno gioire tutti coloro a cui piacerà immergervisi. Saraghi, spigole, tordi neri, tordi marvizzi, invertebrati di ogni genere, alghe di tutti i colori… Vita ovunque sarà il ricordo che porterete con voi dopo esservi immersi nel paradiso sottomarino delle isole Cíes.
Sono d’obbligo la visita al Centro di interpretazione, dove riceverete tutte le informazioni relative a questo paradiso, e la visita ai fari. La strada che conduce a uno qualsiasi di essi è una camminata che gli amanti del trekking non dimenticheranno in fretta, in quanto si trova in un contesto naturale e dalla tranquillità quasi atemporale. Ma, se dovessimo consigliarne uno solo, sarebbe quello situato sulla cima del Monte Faro, le vedute saranno, com’è ovvio, coronate da un paesaggio da cartolina. E se la cornice di questi panorami fosse un tramonto, quest’immagine rimarrà scolpita nella nostra retina per sempre.

10 – Castro de Santa Trega

Per concludere l’itinerario tra i “10 luoghi unici della Galizia”, giungiamo al comune di A Guarda nel quale si trova il castro de Santa Trega. insediamento fortificato di origine celtica. Da qui potrete ammirare la “miglior vista panoramica sui castros al confine tra due paesi”. Naturalmente, le vedute da lì sono insuperabili: la Galizia, dominata dal porto di A Guarda, il possente oceano Atlantico e la vicina costa portoghese modellano l’orizzonte.
La cosa migliore da fare è portare con sé una buona macchina fotografica per immortalare il momento.
Il panorama acquisisce ancora più valore se facciamo un viaggio nel tempo: gli abitanti del castro godevano già di queste vedute dalle loro case. Ovviamente la posizione dell’insediamento non fu scelta per il paesaggio, ma piuttosto per motivi strategici e di sicurezza, poiché in questo modo controllavano il traffico marittimo e la foce del fiume Miño,
Questo paese, situato a 341 metri di altitudine, accolse circa 5000 persone nella sua epoca di maggior splendore, attorno al I secolo a.C., ed era uno dei più grandi del nord-est peninsulare. È costituito per la maggior parte da case ovali, ma ve ne sono anche rettangolari, con angoli arrotondati, a causa dell’influenza romana. Benché vi possa sembrare un paese caotico, vi è un ordine logico di “unità familiari” che potreste aver voglia di scoprire, nonché i petroglifi che si trovano all’esterno e all’interno del recinto. I suoi abitanti avevano un’economia autonoma e lavoravano inoltre ceramiche, gioielli, tessuti e strumenti che potrete osservare nel museo archeologico situato in paese.
E, a proposito del paese, passate da A Guarda, dove una visita al porto è d’obbligo. Lì potrete vedere come le imbarcazioni riposano prima di iniziare una nuova giornata di lavoro, sempre con il canto dei gabbiani e il lieve brusio dei motori delle barche sullo sfondo.
E per concludere la giornata in bellezza, possiamo osservare il tramonto seduti ai tavolini di in uno dei locali del paese, degustando un’aragosta fresca, la cui sagra gastronomica si tiene a luglio.
Saluterete queste terre, bagnate dalle acque del Miño e dell’oceano Atlantico, con la gradevole sensazione di aver fatto un viaggio nel tempo e di aver contemplato un impressionante panorama da uno dei castros più visitati della Galizia.

 

Torre al Colle, la rinascita del borgo delle 300 candele

Torre al Colle, la rinascita del borgo delle 300 candele

Torre del Colle, piccolo borgo vicino Bevagna, è uno dei luoghi più suggestivi dell’Umbria.
Qui vivono pochissime persone e, in alcune occasioni, le strade e le tavole si illuminano con centinaia di candele creando un’atmosfera unica. Tra pietra, silenzi e luci soffuse, sembra un luogo sospeso nel tempo.

Se state cercando una destinazione fuori dalle rotte turistiche convenzionali e desiderate perdervi tra le atmosfere rarefatte dei borghi segreti in Italia, c’è un luogo che sembra uscito direttamente da una fiaba.
Stiamo parlando del Borgo Torre del Colle in Umbria, un minuscolo gioiello fortificato situato a pochi chilometri dalla rinomata cittadina di Bevagna.

Torre al Colle

Un minuscolo gioiello a lume di candela

Immaginate un paesino fermo nel tempo, abitato oggi da appena 10 residenti, che ha saputo rinascere e reinventarsi grazie a un’intuizione geniale e moderna: trasformare le sue antiche e silenziose viuzze in un affascinante ristorante diffuso in Umbria.
Al calar della sera, questo luogo si trasforma in un palcoscenico di pura poesia. Se sognate un’esperienza indimenticabile e immersiva, la cena a lume di candela a Torre del Colle – illuminata dal magico bagliore di ben 300 fiammelle tremolanti – vi farà assaporare l’essenza più autentica e pura dei borghi romantici in Umbria.Scopriamo insieme la storia millenaria, le attrazioni nascoste e i sapori di questa straordinaria gemma incastonata tra i colli.


Dal rischio abbandono al boom

Adagiato su una collina a circa 250 metri sul livello del mare, con una vista privilegiata sulla valle del torrente Attone e sui primi contrafforti dei Monti Martani, Borgo Torre del Colle è una frazione del comune di Bevagna, in provincia di Perugia.
Le origini di questo insediamento affondano le radici in epoche remote. Già in età romana, la zona ospitava un pagus e un probabile tempio dedicato alla dea Latona, ma è nel X secolo che il borgo assume le sembianze di un castello medievale, noto inizialmente come Castrum Turris Collis e poi come Torre San Lorenzo.
Per lungo tempo feudo della potente famiglia ghibellina degli Antignano, il castello passò poi nell’orbita di Bevagna, diventando uno dei quattro baluardi difensivi del territorio. Oggi, varcando l’antico arco a sesto acuto che segna l’ingresso al paese, si ha l’impressione di fare un salto indietro nei secoli. Le possenti mura perimetrali, perfettamente conservate, cingono un reticolo di vicoli in pietra dove regna una pace assoluta.
Fino a poco tempo fa, il rischio di abbandono era tangibile per questo borgo di appena 10 abitanti. Tuttavia, la tenacia dei locali e l’amore per il territorio hanno innescato un vero e proprio miracolo di riqualificazione, che ha fatto di Torre del Colle una meta imperdibile per gli amanti del turismo lento e di qualità.

Serpillo: il miracolo del ristorante diffuso in Umbria

Come può un paese quasi spopolato tornare a essere il cuore pulsante di una comunità e un polo di attrazione per viaggiatori e buongustai?
La risposta porta il nome di Serpillo, un progetto gastronomico rivoluzionario che ha declinato in modo eccellente il concetto di ristorante diffuso in Umbria.
Nato dall’intraprendenza di giovani chef, in particolare di Daniele Giorgetti, questo ristorante non si limita a occupare una singola sala chiusa, ma si espande letteralmente per le vie del paese.
I tavolini colorati vengono disposti lungo i ciottoli della pavimentazione, nei minuscoli slarghi tra le case del ‘400 e sotto i balconi fioriti.
Gli stessi abitanti di Torre del Colle sono diventati parte attiva di questa rinascita, curando gli spazi comuni e accogliendo i visitatori con l’autentica ospitalità umbra.
La cucina di Serpillo è un connubio perfetto tra la solida tradizione regionale e tecniche di respiro contemporaneo. Il menù, stagionale e studiato con cura, valorizza i prodotti del territorio: dalle carni locali al tartufo, fino all’olio extravergine d’oliva e ai formaggi, proponendo piatti come i tradizionali passatelli o reinterpretazioni creative come il risotto mantecato al cavolo nero con pancia di maiale, sempre a prezzi estremamente accessibili.

Magia allo stato puro la cena a lume di candela a Torre del Colle

Se durante il giorno Torre del Colle incanta per i suoi scorci assolati sui vigneti, è di sera che si compie la vera magia.
Per valorizzare la bellezza cruda e ancestrale dei vicoli, il ristorante Serpillo organizza un evento che è diventato rapidamente iconico: la cena a lume di candela a Torre del Colle. In occasioni speciali e in determinati periodi dell’anno, l’illuminazione elettrica del borgo viene abbassata o spenta, e i vicoli si accendono grazie alla luce fioca e romantica di oltre 300 candele disposte lungo i muretti, sui gradini e sui tavoli.
Non è un’esagerazione affermare che questa esperienza trasformi Torre del Colle in uno dei principali borghi romantici in Umbria.
Immaginate di sedervi al vostro tavolo, circondati da mura millenarie, sotto un cielo stellato privo di inquinamento luminoso, mentre la luce delle candele danza creando ombre suggestive sulle pietre antiche. I suoni sono attutiti, l’aria profuma di mosto, legna e prelibatezze culinarie. È un momento di pura disconnessione dalla frenesia quotidiana, un’immersione in un’atmosfera intima che attrae coppie da tutta Italia in cerca di emozioni autentiche.

Cosa vedere a Torre del Colle e nei dintorni di Bevagna

Nonostante le dimensioni microscopiche, il borgo e i suoi dintorni offrono spunti di grande interesse storico e culturale. Una passeggiata al suo interno richiede poco tempo, ma ogni angolo merita di essere osservato con lentezza:
L’antico Torrione e la Chiesa di San Lorenzo: L’unica torre originaria del castello, posizionata sull’angolo sinistro delle mura, è stata oggi riadattata a campanile. Proprio a ridosso del torrione si erge la Chiesa di San Lorenzo, la cui prima fondazione risale all’XI secolo.
Le dimore storiche: Passeggiando all’interno della cinta muraria, si possono ammirare splendidi esempi di abitazioni signorili e contadine risalenti al Quattrocento, intatte nella loro essenza architettonica.
Il Belvedere sulle vigne: Dai margini delle mura si apre una vista panoramica mozzafiato. Lo sguardo spazia sulle dolci colline circostanti, disegnate dai celebri vigneti del Sagrantino di Montefalco e dagli uliveti, offrendo tramonti indimenticabili.
La Maestà di Pierino Stortini: Appena fuori dal borgo, sotto il campanile, si trova un’edicola sacra del 1924, opera di Pierino Stortini. Il dipinto raffigura la Madonna col Bambino affiancata da San Francesco e San Michele Arcangelo.
Santuario della Madonna della Valle: Seguendo la strada verso ovest per circa 5 chilometri, in un contesto naturale di grande pace, si raggiunge questo santuario molto venerato dalla popolazione locale.

 

Le tre cucine del Friuli Venezia Giulia

Le tre cucine del Friuli Venezia Giulia

La gastronomia del Friuli Venezia Giulia è fatta di mille sapori che s’intrecciano e si sovrappongono frutto del suo essere da sempre terra di confine.
Varia come il paesaggio di questa terra che spazia dalla cima delle Alpi alle spiagge dell’Adriatico e che nasce dal connubio di tre grandi tradizioni culinarie: quella mitteleuropea, quella veneta e quella slava alle quali si affianca una robusta e saporitissima cucina popolare dai piatti semplici e genuini che la gente delle campagne e dei monti prepara utilizzando le poche materie prime a disposizione. Emblematica in questo senso è la polenta fatta con la farina di mais, ma anche di grano saraceno che per secoli ha costituito l’alimento base della popolazione.


La cucina triestina

Molti piatti della cucina triestina sono attinti dalla tradizione asburgica: è il caso della iota (minestrone di fagioli, patate e crauti), della porcina (carne di maiale bollita e servita con senape e kren), del gulash, dello strudel di mele o dei  cuguluf (una sorta di panettone di origine viennese).
Altrettanto peculiari sono i piatti a base di pesce: sardine marinate, granzevola alla triestina, zuppa di canocchie, baccalà alla triestina, brodetto di pesce, scampi alla busara, seppie in umido con polenta.
Sono solo alcune delle gustosissime pietanze che hanno come ingrediente base i pesci, i crostacei e i molluschi che secondo i periodi e le stagioni vengono pescati nell’alto Adriatico.
Il pesce si trova ovviamente anche in tutte le altre zone marine da Lignano Sabbiadoro a Grado dove è stata mantenuta una particolarissima gastronomia che ha nel boreto alla gradese il suo simbolo.


La cucina goriziana

Di stampo decisamente mitteleuropeo la cucina goriziana in cui primeggiano fra i primi gli gnocchi di patate con le susine conditi con  burro fuso, cannella e un po’ di zucchero; gli gnocchi di pane, gli gnocchetti  di fegato o di semolino in brodo e fra i secondi i kaiserfleish (carré di maiale affumicato e cosparso di kren fresco e grattuciato accompagnato da crauti), il gulash e la cacciagione. Fra i contorni da ricordare le patate in tecia  (saltate in padella con le cipolle), i kipfel (piccole mezzelune fritte fatte con un impasto simile a quello degli gnocchi di patate), mentre fra i dolci da segnalare la gubana goriziana che è diversa perchè fatta con la pasta sfoglia da quella della valle del Natisone, la putizza, la pinza (tradizionale focaccia pasquale), le palatschinken (omelette ripiene di marmellata di albicocca o cioccolata).


La cucina friulana

Carne, latticini, insaccati, rustiche verdure e legumi sono alla base della saporita cucina friulana tutta giocata sulla semplicità delle ricette e sulla genuinità dei prodotti e che la ristorazione delle province di Udine e Pordenone ha saputo ben valorizzare.
Tipicamente friulani sono il frico (formaggio fatto cuocere lentamente in cui possono essere aggiunti anche patate o cipolle) il muset e brovade (cotechino con rape messe a macerare nelle vinacce), la gubana il dolce tipico della valle del Natisone con un ricchissimo ripieno a base di frutta secca, una passa, cedro e canditi.
Un richiamo a parte nella cucina regionale merita la cucina carnica gustosissima e rigorosamente stagionale che utilizza con fantasia gli ingredienti poveri e genuini della montagna: farine di mais e grano saraceno, patate, fagioli, carne suina e selvaggina, funghi, erbe, frutti di bosco e poi tantissimi prodotti di malga: dal latte al formaggio con un’eccezionale varietà di ricotte salate e affumicate, ingredienti ai quali le donne usavano mescolare (con accostamenti inediti e tuttora unici) spezie, frutta secca, aromi portati da casa d’inverno dai cramars i commercianti ambulanti di spezie e stoffe, dopo che avevano percorso a piedi nella bella stagione le strade d’oltralpe.
E questo accostamento fra dolce e salato è alla base del più tipico piatto carnico: i cjarsòns sorta di agnolotti con ripieno a base di ricotta.


Un cesto di prodotti unico

Fra i prodotti tipici non si può non parlare di uno dei simboli del Friuli Venezia Giulia: il prosciutto di San Daniele del Friuli conosciuto ed esportato in tutto il mondo. Rinomato è anche quello leggermente affumicato di Sauris.
Il loro segreto?
La paziente tecnica con cui vengono preparati (tramandata di generazione in generazione) e l’aria dei luoghi dove vengono stagionati: le amene colline di San Daniele e la conca alpina di Sauris. 
Prosciutti tipici (ma la loro produzione è limitata) sono anche quelli del Carso e di Còrmons.
Ottimi i formaggi a iniziare dal Montasio la cui genuinità e garantita da un marchio di origine e qualità.
In Carnia si producono ricotte fresche e affumicate e formaggi di malga più o meno stagionati mentre nelle valli dell’Arzino, del Cosa e di Tramonti si trova il caratteristico formaggio salato e sul carso il tabor.
Fra gli insaccati che vengono ancora lavorati artigianalmente in molte salumerie primeggiano i salami, le soppresse, le salsicce e il muset e fra i dolci la celebre gubana e gli struccoli della valle del Natisone.

Cagliari, dove il Mediterraneo racconta storie millenarie

Cagliari, dove il Mediterraneo racconta storie millenarie

Scorci di quartieri storici con vista sul mare, vie dello shopping e terrazze panoramiche, tra cui l’inimitabile bastione di Santa Croce, dove trascorrere romantiche serate dopo tramonti infuocati.
Cagliari è la città principale e più popolosa della Sardegna, al centro di un’area metropolitana di oltre 430 mila abitanti. È anche il principale hub crocieristico del Mediterraneo e la porta d’accesso all’isola.
Perfetta per un weekend o una vacanza più lunga, Cagliari unisce storia millenaria, spiagge urbane e una vivace vita culturale.


Storia: dalle origini al periodo sabaudo

Cagliari custodisce nei suoi quattro quartieri storici una storia che va dalla preistoria fino al dominio sabaudo. Il quartiere Castello, cuore storico della città, sorge sul colle più alto ed è caratterizzato da bastioni panoramici, oggi luoghi della movida, e da eleganti palazzi nobiliari come Palazzo Regio e Palazzo di Città, oltre alla cattedrale di Santa Maria.
Tra le attrazioni più iconiche spiccano le torri medievali dell’Elefante e di San Pancrazio, simboli della città.Villanova, collegata da Castello tramite il bastione di Saint Remy, è il quartiere della tradizione: durante la Settimana Santa si respira un’atmosfera unica, mentre durante tutto l’anno è perfetto per shopping e passeggiate tra boutique e monumenti storici.

Bastioni

Cosa vedere: i luoghi imperdibili

Ai piedi del Castello si sviluppa il quartiere Marina, famoso per i portici di via Roma e il Palazzo Civico. Nato come quartiere di pescatori e mercanti, oggi è uno dei più vivaci e multiculturali. Qui si trova anche la chiesa di Sant’Eulalia con resti romani.
Stampace, altro quartiere storico, è celebre per la Festa di Sant’Efisio, uno degli eventi religiosi più importanti della Sardegna. Da visitare la chiesa barocca di Sant’Anna.
Tra i principali siti archeologici e culturali da vedere a Cagliari: l’anfiteatro romano, l’orto Botanico, il castello di San Michele e la necropoli di Tuvixeddu.


Cosa fare: mare, natura e relax

Dopo la visita culturale, Cagliari offre numerose esperienze all’aperto. Il Parco di Molentargius-Saline è ideale per escursioni in bicicletta tra fenicotteri rosa e paesaggi unici. La laguna di Cagliari è un altro luogo perfetto per gli amanti della natura.
Imperdibile il Poetto, la spiaggia cittadina lunga 8 km, perfetta per rilassarsi, fare sport o godersi aperitivi vista mare. Di sera diventa uno dei luoghi più glamour della città.
Dal Poetto partono escursioni verso Calamosca e la Sella del Diavolo, tra panorami spettacolari e natura incontaminata.

Cosa mangiare: piatti tipici da provare

La cucina cagliaritana è un viaggio nei sapori del mare e della tradizione sarda. Tra i piatti tipici da non perdere:spaghetti con bottarga e carciofi, burrida (gattuccio di mare con noci) e fregula con cocciula (vongole). Perfetti da gustare nei ristoranti del centro storico o sul lungomare.

Curiosità 

Cagliari è una città unica in Europa: in pochi minuti puoi passare da un sito archeologico millenario a una spiaggia urbana.
Passeggiando tra i quartieri, noterai influenze romane, pisane e spagnole, che rendono la città un vero mosaico culturale.
Tra tramonti spettacolari, storia e mare cristallino, Cagliari è una destinazione perfetta per chi cerca un mix di cultura, relax e autenticità.

 

I 18 borghi più belli dell’Umbria da visitare in ogni stagione

I 18 borghi più belli dell’Umbria da visitare in ogni stagione

Arroccati su monti e colline, i borghi dell’Umbria si ergono come sentinelle silenziose a guardia di valli verdeggianti e boschi secolari, offrendo un viaggio nel tempo tra castelli, rocche e antiche mura. Questa regione, autentico polmone verde d’Italia, custodisce un patrimonio inestimabile di piccoli paesi, di origine etrusca e medievale, perfetti per chi cerca un’esperienza all’insegna dell’autenticità, della storia e della bellezza.
Quali sono i borghi più belli dell’Umbria? In un itinerario alla scoperta di questa terra, troverete centri incastonati tra le colline come gemme preziose, borghi con viuzze lastricate e casette in pietra, dove il tempo sembra essersi fermato. Molti di questi sono stati inseriti a pieno titolo nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia”, a testimonianza del loro inestimabile valore.
Tra scorci pittoreschi, panorami mozzafiato e una cucina tradizionale ricca di sapori genuini, ogni borgo umbro racconta una storia unica che merita di essere vissuta. Abbiamo selezionato per voi 18 perle da non perdere: preparatevi a un’avventura indimenticabile.

Bevagna

In provincia di Perugia, Bevagna è un delizioso borgo che sembra un set cinematografico a cielo aperto, un luogo dove il tempo si è fermato al Medioevo.
Il suo cuore pulsante è la magnifica Piazza Silvestri, considerata una delle più belle piazze medievali d’Italia, con la sua forma asimmetrica e i suoi edifici storici come il Palazzo dei Consoli e le chiese romaniche di San Michele e San Silvestro.
Ogni anno, a giugno, Bevagna si anima con il Mercato delle Gaite, una straordinaria rievocazione storica che riporta in vita antichi mestieri e tradizioni medievali. Passeggiando per le sue vie, non dimenticate di fare una sosta per assaggiare le specialità della cucina umbra, in particolare i piatti a base di tartufo, un’eccellenza del territorio.


Castiglione del Lago

Affacciato sulle acque del Lago Trasimeno, Castiglione del Lago è un borgo fortificato che offre panorami mozzafiato.
La sua imponente Rocca del Leone, con le sue mura merlate e le torri, è collegata al Palazzo della Corgna, un’elegante residenza nobiliare affrescata, attraverso un suggestivo camminamento. Questo percorso permette di godere di una vista spettacolare sul lago e sulla campagna circostante.
Il borgo è perfetto per una passeggiata rilassante tra i suoi vicoli e le piccole botteghe. Per una pausa golosa, fermatevi ad assaggiare la specialità locale, la regina in porchetta, una carpa cotta al forno e insaporita con finocchio, aglio, pepe e sale. Da qui, è anche possibile imbarcarsi per un’escursione alla suggestiva Isola Polvese.


Corciano 

Secondo un’antica leggenda, Corciano fu fondato da Coragino, il mitico compagno di Ulisse.
Questo borgo medievale, circondato da una cinta muraria perfettamente conservata, è un dedalo di vicoli, scalinate e case in pietra che creano un’atmosfera magica e silenziosa. Entrando da Porta Santa Maria o Porta San Francesco, ci si immerge subito in un’altra epoca.
Da non perdere una visita alla chiesa di Santa Maria Assunta, che custodisce due capolavori: l’Assunta dipinta dal Perugino nel 1513 e il Gonfalone di Benedetto Bonfigli del 1472.
Il borgo offre anche scorci panoramici incantevoli, come quello che si gode dal Sentiero dei Mandorli, una passeggiata che costeggia le antiche mura.


Spello

Conosciuto come il “borgo dei fiori”, Spello è una meraviglia per gli occhi in ogni stagione.
Le sue abitazioni in pietra rosa del Monte Subasio e le stradine acciottolate sono costantemente decorate con fiori colorati, trasformando ogni angolo in una cartolina.
Il borgo conserva importanti testimonianze di epoca romana, come le imponenti porte (Porta Consolare e Porta Venere) e le mura augustee.
Spello è celebre in tutto il mondo per le Infiorate, che si tengono ogni anno in occasione del Corpus Domini. In questa occasione, le vie del centro storico vengono ricoperte da meravigliosi tappeti e quadri floreali, vere e proprie opere d’arte effimere. Imperdibile anche una visita alla Chiesa di Santa Maria Maggiore per ammirare gli splendidi affreschi del Pinturicchio nella Cappella Baglioni.

Assisi

Assisi non ha bisogno di presentazioni. Patrimonio dell’Umanità Unesco, la città che domina la Valle Umbra è uno dei centri spirituali più importanti d’Italia e del mondo, famosa per aver dato i natali a San Francesco e Santa Chiara. La sua atmosfera mistica si respira in ogni vicolo e piazza.
La visita deve assolutamente includere la Basilica di San Francesco, con i suoi due livelli affrescati da maestri come Giotto e Cimabue, e la Basilica di Santa Chiara.
Ma Assisi non è solo spiritualità: non perdete le tracce romane, come il Tempio di Minerva in Piazza del Comune, e salite fino alla Rocca Maggiore per godere di una vista panoramica indimenticabile su tutta la vallata.


Orvieto

In provincia di Terni, Orvieto sorge maestosa su una rupe di tufo ed è una delle città più antiche d’Italia, con profonde radici etrusche.
Il suo gioiello più prezioso è senza dubbio il Duomo, un capolavoro dell’architettura gotica italiana la cui facciata scintillante di mosaici e bassorilievi lascia senza fiato.
All’interno, la Cappella di San Brizio con gli affreschi del Giudizio Universale di Luca Signorelli è un’opera da non perdere.
Ma Orvieto nasconde un’altra città sotto i suoi piedi. La città sotterranea, un labirinto di cunicoli e grotte scavate nel tufo, racconta secoli di storia. Un’altra incredibile opera di ingegneria è il Pozzo di San Patrizio, profondo 54 metri e caratterizzato da una geniale doppia scala elicoidale che non si incontra mai.

Norcia

Situata nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Norcia è la capitale dell’alta gastronomia umbra e un simbolo di resilienza.
Sebbene duramente colpita dal terremoto del 2016, sta lentamente rinascendo. Famosa per aver dato i natali a San Benedetto, patrono d’Europa, la città è un vero e proprio paradiso per i buongustai.
Qui potrete assaggiare il pregiato tartufo nero, il prosciutto IGP di Norcia e i tanti salumi e formaggi della tradizione della norcineria.
Tra la fine di maggio e la metà di luglio, l’altopiano circostante si trasforma in un mosaico di colori grazie alla straordinaria Fioritura di Castelluccio. Migliaia di fiori, tra cui papaveri, fiordalisi e le famose lenticchie, sbocciano contemporaneamente creando uno spettacolo naturale indimenticabile, un vero inno alla vita e alla bellezza.


Paciano

Un piccolo gioiello medievale immerso nel verde, Paciano è un borgo dove regnano la pace e il silenzio. Protetto da una solida cinta muraria trecentesca lunga circa 600 metri, con otto torri e tre porte d’accesso (la Fiorentina, la Perugina e la Rastrella), il paese ha mantenuto intatta la sua atmosfera antica.
Le sue stradine strette e le piazze raccolte invitano a una passeggiata lenta, alla scoperta di angoli pittoreschi e dettagli architettonici unici.

Montecastello di Vibio

Questo delizioso borgo è famoso per una particolarità unica: ospita il Teatro della Concordia, conosciuto per essere il teatro all’italiana più piccolo del mondo.
Con appena 99 posti tra palchi e platea, è un vero e proprio gioiello architettonico in stile goldoniano, progettato in pieno clima post-rivoluzionario nel 1789.
La sua esistenza testimonia la vivacità culturale anche dei centri più piccoli.
Passeggiare per Montecastello di Vibio significa immergersi in un’atmosfera sospesa nel tempo, tra case in pietra e scorci panoramici sulla media valle del Tevere.
Nel 2002, il teatro è stato celebrato anche da Poste Italiane con l’emissione di un francobollo nella sezione ”patrimonio artistico e culturale italiano”.


Massa Martana

In provincia di Perugia, Massa Martana è un borgo che rinasce dalle sue ceneri, splendidamente restaurato dopo i danni del terremoto.
Il suo centro storico è un piccolo gioiello, con chiese antiche come l’Abbazia di San Fidenzio e Terenzio e la Chiesa di Santa Illuminata.
Nelle vicinanze si trovano anche le suggestive Catacombe di Villa San Faustino, una rara testimonianza paleocristiana in Umbria.
Una volta qui non potrete non fare scorta di Nociata, un dolce tradizionale simile a un torrone, preparato con noci, miele, albumi d’uovo e avvolto in foglie d’alloro, che ne conservano l’aroma e la morbidezza. Una vera delizia, creata per la prima volta nello storico Caffè Ranucci.


Montefalco

Conosciuta come la “Ringhiera dell’Umbria”, Montefalco offre una vista panoramica a 360 gradi sulle valli del Topino e del Clitunno, con le città di Perugia, Assisi, Spello e Foligno visibili all’orizzonte.
Il cuore del borgo è la sua piazza circolare, la Piazza del Comune, su cui si affacciano eleganti palazzi storici. Ma Montefalco non è solo un piacere per gli occhi, è anche un paradiso per il palato.
Questo borgo è la patria del Sagrantino di Montefalco DOCG, uno dei vini rossi più importanti e corposi d’Italia. Una visita qui non può prescindere da una degustazione in una delle tante cantine locali. Dal punto di vista artistico, è imperdibile il Complesso Museale di San Francesco, che ospita un meraviglioso ciclo di affreschi sulla vita del santo dipinto da Benozzo Gozzoli.

Gubbio

Gubbio è una delle città più antiche dell’Umbria, un gioiello di pietra grigia splendidamente conservato, che si adagia sulle pendici del Monte Ingino.
È considerata un capolavoro dell’architettura medievale, con la sua scenografica Piazza Grande, una piazza pensile da cui si gode una vista mozzafiato, e l’imponente Palazzo dei Consoli, simbolo della città.
Testimonianze della sua lunga storia sono le Tavole Eugubine, conservate nel Museo Civico, e il teatro romano situato appena fuori le mura. Gubbio è anche famosa per la Festa dei Ceri, una delle più antiche e sentite manifestazioni folcloristiche italiane, che si tiene ogni anno il 15 maggio.
Per una vista indimenticabile, prendete la funivia che sale fino alla Basilica di Sant’Ubaldo, patrono della città.


Vallo di Nera

Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, Vallo di Nera è un magnifico esempio di castello di poggio, un paese-monumento perfettamente conservato nella sua struttura medievale.
Le sue mura possenti e le torri antiche circondano un dedalo di case in pietra addossate le une alle altre, interrotte da ripide viuzze, archi e suggestivi sottopassaggi.
Due porte simmetriche, Portella e Portaranne, permettono l’accesso al borgo, dove il traffico è interdetto e si può circolare solo a piedi, assaporando un’atmosfera di quiete assoluta.
Le chiese romaniche al suo interno, come quella di Santa Maria, custodiscono affreschi di grande valore, alcuni attribuiti alla scuola di Giotto, rendendo Vallo di Nera un piccolo scrigno d’arte e storia.


Trevi

Arroccato su una collina che domina la Valle Umbra, Trevi è un borgo avvolto da un mare di ulivi. Conosciuto come la “capitale dell’olio”, è famoso per la sua produzione di olio extravergine di oliva di altissima qualità, celebrato ogni anno in eventi come “Festivol”.
Il suo centro storico è un affascinante labirinto di vicoli a spirale, scalinate e archi medievali che si aprono su piazze e belvedere mozzafiato.
Il cuore del borgo è Piazza Mazzini, con la sua torre civica del XIII secolo. Da qui si possono raggiungere il Duomo di Sant’Emiliano e il Complesso Museale di San Francesco, che ospita una pregevole pinacoteca e il Museo della Civiltà dell’Ulivo. Passeggiare per Trevi significa immergersi in un’atmosfera elegante e autentica, dove storia, arte e gastronomia si fondono perfettamente.


Stroncone

A pochi chilometri da Terni, Stroncone è un gioiello medievale tra gli ulivi, perfettamente conservato. Dalla sua porta principale si diramano due stradine; prendete quella dedicata a Sebastiano Vici per godere della splendida atmosfera che si respira.
La Piazza della Libertà, con il suo pozzo medievale, è il cuore del paese, un luogo dove fermarsi per ammirare l’armonia dell’architettura circostante.
Dopo una visita al centro storico e alle sue chiese, come quella di San Michele Arcangelo, fate scorta dei prodotti tipici della zona, in particolare l’ottimo olio, i vini e i formaggi locali. 


Deruta

Deruta è sinonimo di ceramica. Questo piccolo borgo è uno dei centri più importanti d’Italia per la produzione di maioliche artistiche, una tradizione che risale al Medioevo e che ancora oggi vive nelle numerose botteghe artigiane che colorano le vie del centro storico.
Visitare Deruta significa fare un viaggio affascinante in quest’arte antica.
Da non perdere il Museo Regionale della Ceramica, il più antico museo italiano dedicato a quest’arte, che ospita una collezione di oltre 6000 opere.
Oltre all’artigianato, il borgo conserva un grazioso centro storico medievale, con la Chiesa di San Francesco e la Pinacoteca Comunale.


Rasiglia

Tra Foligno e Colfiorito, Rasiglia è un borgo da fiaba, un luogo magico conosciuto come la “Piccola Venezia Umbra” o il “Borgo dei Ruscelli”.
Qui l’acqua è la vera protagonista: sorgenti purissime sgorgano e attraversano il piccolo centro abitato, formando canali, cascatelle e laghetti che scorrono tra le case in pietra, creando un’atmosfera unica e suggestiva.
La storia di Rasiglia è legata alla lavorazione della lana, e passeggiando si possono ancora vedere gli antichi mulini e lavatoi, testimonianza di un passato operoso.
Questo piccolo paese, dove vivono poche decine di persone, è un vero luogo delle fiabe, ideale per chi cerca pace e vuole immergersi in un paesaggio incantato, cullato dal suono costante dell’acqua che scorre.

Stifone

Lungo la riva del fiume Nera sorge Stifone, una piccola e affascinante frazione di Narni, un tempo importante cantiere navale romano. Le acque del fiume, di un incredibile colore tra il turchese e lo smeraldo, conferiscono al borgo un’atmosfera quasi surreale.
Il vecchio mulino e i resti delle antiche strutture raccontano la storia di questo luogo profondamente legato al fiume.
Il paese è piccolissimo, abitato da circa 40 persone, ed è il punto di partenza ideale per percorrere il sentiero ciclo-pedonale delle Gole del Nera, un percorso immerso nella natura che segue il corso del fiume tra pareti rocciose e vegetazione lussureggiante. Un luogo perfetto per gli amanti del trekking e della tranquillità.