Mag 16, 2026 | Territori
L’acqua del Candigliano scorre lenta, di un verde intenso, compressa tra pareti rocciose che salgono quasi in verticale. Sopra, volteggiano rapaci; sotto, il rumore ovattato delle auto sulla vecchia Flaminia, oggi affiancata da un camminamento dove si procede senza fretta, sempre con il naso all’insù.
La Gola del Furlo, nelle Marche, è uno di quei luoghi dove natura, storia romana e aneddoti del Novecento convivono nello stesso paesaggio. E bastano uno o due giorni per esplorarla davvero bene, alternando passeggiate, soste sul fiume e piccole deviazioni nei dintorni.

Un canyon nelle Marche dove tutto rallenta
La Riserva Naturale Statale Gola del Furlo si trova in provincia di Pesaro e Urbino, tra i comuni di Fermignano e Acqualagna. La gola è incastonata tra il Monte Pietralata e il Monte Paganuccio, lungo il tracciato dell’antica Via Flaminia, l’asse che collegava Roma alla costa adriatica verso Rimini.
Qui il fiume Candigliano ha scavato per millenni nella roccia, creando un corridoio naturale stretto e spettacolare. Nel 1922, la costruzione della Diga del Furlo ha trasformato il tratto centrale in una sorta di lago allungato, dalle acque verde smeraldo.
Dal 2001 l’area è riserva naturale statale: tra le pareti rocciose e i boschi vivono aquile reali, falchi pellegrini, aironi, oltre a cinghiali, caprioli e daini. Con un po’ di fortuna, basta alzare lo sguardo per avvistare un rapace in volo.
Curiosità: sulle pendici del Monte Pietralata, negli anni Trenta, era stato realizzato un gigantesco profilo di Mussolini, oggi scomparso. Il punto panoramico è ancora noto come “Terrazza del Duce”.

Il percorso più semplice: la passeggiata lungo il fiume
Il modo più facile per iniziare è il camminamento pedonale lungo il fiume, parallelo alla Flaminia. Si parte dal Centro visite della Riserva del Furlo e si segue un percorso pianeggiante, asfaltato e adatto a tutti, fino alla diga. È perfetto anche per famiglie con bambini o passeggini.
Lungo il tragitto si incontrano alcuni punti interessanti: il “chiavicotto”, un passaggio sotterraneo nascosto nella vegetazione, la Grotta del Grano, cavità naturale usata fin dalla preistoria e soprattutto la spettacolare galleria romana.
Nel punto più stretto della gola, l’imperatore Vespasiano fece scavare nel 76 d.C. una galleria nella roccia. Il nome “Furlo” deriva proprio da “forulum”, piccolo foro.
Appena fuori, incastonata nella roccia, si trova la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, piccola e suggestiva.

Trekking, natura e sport: cosa fare al Furlo
Per chi vuole qualcosa di più dinamico, la riserva offre dodici sentieri escursionistici. Salite panoramiche sul Monte Pietralata e sul Monte Paganuccio, trekking fino alla Terrazza del Furlo e arrampicata nella falesia di Sasso Lino.
Il fiume è perfetto anche per attività sull’acqua: canoa, kayak e, nei punti più tranquilli, anche bagno estivo. Per le famiglie, il Parco Avventura del Furlo offre percorsi sugli alberi. E per chi ama la natura: dal centro visite si organizzano attività di birdwatching, ideali per osservare i rapaci.

Cosa vedere nei dintorni: due tappe imperdibili
Una giornata al Furlo si può completare con due deviazioni molto diverse.
Le Marmitte dei Giganti. Nella gola di San Lazzaro a Fossombrone, il fiume Metauro ha scavato un canyon spettacolare, con acque turchesi e pareti alte fino a 30 metri. Il punto migliore? Il Ponte di Diocleziano.
Abbazia di San Vincenzo al Furlo. Un gioiello romanico poco distante da Acqualagna, con navata unica, cripta e affreschi antichi. Qui soggiornarono figure come San Romualdo e San Pier Damiani.

Idee per un weekend: borghi e città vicine
Se hai più tempo, puoi abbinare la natura del Furlo a qualche centro storico: Urbino, capitale rinascimentale, Fano, tra mare e storia romana, Mondavio e Urbania, borghi autentici.
Un mix perfetto tra outdoor e cultura.
Quando andare? Sempre
Perché andarci davvero
La Gola del Furlo non è solo una meta naturale: è un luogo dove convivono epoche diverse, dalla Roma imperiale alla storia recente, senza mai perdere il contatto con la natura più autentica.
È uno di quei posti in cui non serve fare molto: basta camminare, fermarsi, guardare in alto. E lasciare che sia il paesaggio a fare il resto.
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Mag 15, 2026 | Enogastronomia
Le prime immagini di Comacchio sono spesso rosa. Non è solo una suggestione: è proprio la luce del tramonto che si specchia nei canali, sono i fenicotteri delle valli, sono le case colorate che si riflettono nell’acqua come in una cartolina leggermente sbiadita. Intorno, un intreccio di ponti in mattoni, barche basse di legno e profumo di pesce alla griglia che si infila tra i vicoli.
In pochi chilometri qui succede qualcosa di raro: convivono un borgo d’acqua, sette lidi balneari e uno dei paesaggi lagunari più importanti d’Europa.
Tradotto: mare, natura e centro storico nello stesso weekend. E sì, in una giornata ben organizzata si riesce davvero ad assaggiarne l’essenza—soprattutto se si resta fino a sera per vedere le Valli cambiare colore.

Comacchio
Una città da attraversare a piedi (senza fretta)
Siamo in Emilia-Romagna, provincia di Ferrara, a pochi chilometri dall’Adriatico.
Il centro di Comacchio è compatto, quasi raccolto su sé stesso: si gira tutto a piedi, senza mappe ossessive né corse contro il tempo. Il punto di partenza è praticamente obbligato: il Ponte dei Trepponti.
Costruito nel Seicento su progetto di Luca Danese, è più di un ponte: è una scenografia urbana.
Cinque rampe che si aprono a ventaglio, cinque canali che si incontrano, e una vista che riassume perfettamente la città. Salire e scendere da ogni lato cambia completamente prospettiva—ed è proprio questo il gioco.

Tra ponti, scorci e vita quotidiana
A pochi minuti si arriva al Ponte degli Sbirri, nome curioso legato all’antico carcere che sorgeva qui vicino.
Tre arcate in pietra d’Istria, uno degli incroci d’acqua più fotogenici del centro e, soprattutto, una scena di vita vera: barche che passano lente, persone con la spesa, biciclette ovunque.
Qui Comacchio non sembra un set, ma un posto che funziona ancora così.
Per chi cerca un momento più silenzioso c’è il Ponte dei Sisti: una sola arcata, mattoni e riflessi perfetti.
È uno di quei punti dove non serve fare molto: basta fermarsi, ascoltare l’acqua e guardare le facciate che si duplicano nel canale. Fine.
Cultura slow (tra palazzi e chiese)
L’itinerario continua verso Palazzo Bellini, elegante edificio ottocentesco che oggi ospita galleria d’arte e biblioteca.
Qui il ritmo cambia: studenti, mostre, eventi. È il lato più contemporaneo della città, quello che vive anche fuori dalla dimensione turistica.
Poco distante, la Basilica Concattedrale di San Cassiano offre una pausa (anche climatica).
Navata unica, dodici cappelle laterali, opere della scuola bolognese e sculture di Germano Cignani: uno spazio raccolto, perfetto per rallentare.
Tra storia e quotidianità
Rientrando verso il centro lungo via Ugo Bassi si incontrano la Loggia del Grano—un tempo mercato coperto e poi deposito—e la Torre Civica, con il suo orologio e la Madonna col Bambino di Francesco Vidoni.
Qui il turismo si mescola alla vita reale: negozi che aprono, bar che servono caffè, campane che segnano l’ora. Non c’è separazione netta. Ed è proprio questo il bello.

Se hai più tempo: musei e valli
Se la giornata si allunga (come dovrebbe), vale la pena considerare il Comacchio Museum Pass. Include diverse tappe, tra cui la manifattura dei marinati, il museo delta’antico, la casa Museo Remo Brindisi e un escursione nelle Valli di Comacchio.
Il consiglio? Tenere il meglio per ultimo: le Valli al tramonto.
Quando la luce diventa morbida e tutto si tinge di rosa, si capisce perché Comacchio non è solo una destinazione, ma un’atmosfera. Una di quelle che non si spiegano troppo—si attraversano, lentamente.
Mag 15, 2026 | Enogastronomia
Sono 11 in più rispetto ai 246 dello scorso anno: 14 sono i nuovi ingressi, tre i Comuni non confermati.
Le Bandiere Blu sui laghi salgono a 23, con l’ingresso di un nuovo comune lacustre.
La Liguria si conferma la regione con più Bandiere Blu, 35.
Sono 257 i comuni italiani che hanno ottenuto quest’anno la Bandiera Blu, 11 in più rispetto ai 246 dello scorso anno: 14 sono i nuovi ingressi, tre i comuni non confermati.
Le Bandiere Blu sui laghi salgono a 23, con l’ingresso di un nuovo Comune lacustre. I porti turistici premiati sono 87, con tre nuovi ingressi.
La Liguria si conferma la regione con più Bandiere Blu, 35. Lo ha reso noto stamani la Foundation for Environmental Education (Fee), Ong internazionale con sede a Copenhagen. La Fee tutti gli anni assegna il riconoscimento alle località marittime e lacustri e ai porti turistici con l’acqua, l’ambiente e i servizi migliori.

Veduta aerea di Taggia. New entry fra le bandiere blu 2026
Quali sono le nuove 14 Bandiere Blu
Le 14 nuove Bandiere Blu 2026 sono in Calabria Amendolara (Cosenza), Montegiordano (Cosenza), Falerna (Catanzaro), Locri (Reggio Calabria); in Emilia Romagna Rimini; in Liguria Andora (Savona), Taggia (Imperia); in Lombardia Limone sul Garda (Brescia), il nuovo Comune lacustre; in Puglia Morciano di Leuca (Lecce), Tricase (Lecce); in Sardegna Teulada (Sulcis Iglesiente); in Sicilia Ispica (Ragusa), Lipari (Messina); in Toscana Monte Argentario (Grosseto).

Lipari, new entry fra le Bandiere Blu 2026
Premiate complessivamente 525 spiagge
I 257 Comuni italiani che hanno ottenuto il riconoscimento, per complessive 525 spiagge, corrispondono a circa l’11,6% delle spiagge premiate a livello mondiale.
Hanno perso la Bandiera Blu San Felice Circeo (Latina), Patù (Lecce) e Castrignano del Capo (Lecce).
I nuovi approdi turistici premiati sono in Friuli Venezia Giulia, Portomaran di Marano Lagunare (Udine), e in Liguria: Marina del Fezzano a Portovenere (La Spezia) e il Porto Carlo Riva a Rapallo (Genova).
La Liguria conquista due Bandiere e ottiene 35 località. Seguono, entrambe con 27 riconoscimenti, la Puglia, con due nuovi ingressi e due uscite e la Calabria, che aggiunge quattro ingressi.
Si riconfermano le 20 le Bandiere Blu della Campania e delle Marche, sale a 20 anche la Toscana che conquista un Comune.
La Sardegna ottiene 17 località con un nuovo ingresso. La Sicilia ottiene 16 Bandiere Blu con 2 nuovi Comuni. Anche l’Abruzzo conferma le sue 16 Bandiere Blu. Il Trentino Alto Adige conferma i suoi 12 Comuni. L’Emilia Romagna vede premiate 11 località grazie a un nuovo ingresso.
Il Lazio scende a 10 con un’uscita, mentre sono riconfermate le nove Bandiere del Veneto. La Basilicata conferma le sue cinque località, il Piemonte le sue quattro. La Lombardia ottiene un nuovo riconoscimento e sale a quattro Comuni, il Friuli Venezia Giulia mantiene le due Bandiere dell’anno precedente, come il Molise che resta a due.

Monte Argentario, new entry 2026 Bandiere Blu
I criteri per l’assegnazione del riconoscimento
I criteri per l’assegnazione della Bandiera Blu sono assoluta validità delle acque di balneazione, risultate eccellenti su una valutazione degli ultimi 4 anni, e regolari campionamenti delle acque effettuati nel corso della stagione estiva; efficienza della depurazione delle acque reflue e della rete fognaria; raccolta differenziata e corretta gestione dei rifiuti pericolosi; vaste aree pedonali, piste ciclabili, arredo urbano curato, aree verdi; spiagge dotate di tutti i servizi e di personale addetto al salvamento, abbattimento delle barriere architettoniche; ampio spazio dedicato ai corsi d’educazione ambientale; pubblicazione dei dati sulle acque di balneazione; strutture alberghiere, servizi d’utilità pubblica sanitaria, informazioni turistiche, segnaletica aggiornata; certificazione ambientale delle attività istituzionali e delle strutture turistiche presenti sul territorio comunale; presenza d’attività di pesca ben inserita nel contesto della località marina.
Mag 14, 2026 | Enogastronomia
Il Molise è una regione ricca di luoghi autentici e paesaggi sorprendenti. Se ti stai chiedendo cosa vedere in Molise, i suoi borghi sono il punto di partenza ideale: piccoli centri storici immersi nella natura, ricchi di tradizioni e storia.
In questa guida scopri i 10 borghi più belli del Molise e come inserirli in un itinerario di viaggio.
Mag 13, 2026 | Enogastronomia
Nuovo appuntamento con The World’s 50 Best Beaches, la classifica che ogni anno mette in fila le spiagge più belle al mondo: nella graduatoria del 2026 troviamo anche due spiagge italiane.
Nella lista 2026 delle 50 migliori spiagge del mondo stilata dai giudici del team World’s 50 Beaches esplorando spiagge in tutto il mondo scopriamo un mondo azzurro tutto da scoprire.
Noi vi portiamo alla scoperta delle prime 10 in classifica sottolineando che nella top 50 ci sono anche due spiagge italiane, entrambe sarde: Cala dei Gabbiani al 18mo posto e La Pelosa al 48mo posto.

Entalula, Filippine
1 – Spiaggia di Entalula (Filippine)
La spiaggia di Entalula a Palawan è uno di quei posti che bisogna vedere per credere che esista davvero un posto così.
Si distingue per le sue imponenti scogliere di calcare che si innalzano bruscamente dietro una distesa di sabbia bianca e morbida, creando uno degli ambienti visivamente più suggestivi non solo della regione ma del mondo.
Rispetto alle spiagge vicine, tutte altrettanto belle, ha l’accesso limitato per i visitatori che possono arrivarci solo in barca. L’acqua è eccezionalmente limpida, con condizioni costanti di mare calmo che rende facile nuotarbili le sue acqua.
Il suo aspetto naturale, il contrasto tra maestose scogliere le acque limpide e la straordinaria solitudine conferiscono a Entalula il suo carattere unico come luogo unico.

Spiaggia di Fteri, Grecia
2 – Spiaggia di Fteri (Grecia)
La spiaggia di Fteri si trova sull’isola di Cefalonia in Grecia. Spunta alla vista all’improvviso nascosta com’è in una baia appartata, circondata da spettacolari scogliere bianche.
Accessibile principalmente in barca o tramite un’escursione abbastanza impegnativa lungo un sentiero ripido è proprio grazie al suo isolamento che si è mantenuta naturale con un’atmosfera incontaminata e serena che la distinguendola dalle destinazioni più turistiche.
Le maestose scogliere bianche che incorniciano la spiaggia si curvano attorno a una striscia di sassolini bianchi mescolati a sabbia che incontrano le acque turchesi cristalline del Mar Ionio.
La bellezza incontaminata e l’ambiente tranquillo della spiaggia di Fteri la rendono un rifugio ideale per chi cerca pace e un profondo legame con la natura.

Wharthon beach, Australia
3 – Wharton beach (Australia)
La spiaggia si trova nell’Australia Occidentale e si distingue per la sua posizione remota e le suggestive viste coostiere.
Il suo isolamento geografico fa sì che raramente sia affollata anche nelle perfette giornate estive offrendo una fuga pacifica a chi cerca solitudine.
Sorge Incastonata nell’area della Baia del Duca d’Orléans e si caratterizza per le acque turchesi cristalline e la sabbia bianche incontaminate.
Conosciuta come uno dei luoghi più adatti e popolari per fare surf della regione offre anche ottime opportunità per l’avvistamento dei delfini.
Con le sue viste mozzafiato sull’oceano e l’atmosfera appartata è un gioiello straordinario che incarna la bellezza aspra della costa meridionale australiana.

Nosy Itanja, Madagascar
4 – Nosy Iranja (Madagascar)
Situata al largo della costa del Madagascar è questa una destinazione davvero unica composta da due isole: Nosy Iranja Be e Nosy Iranja Kely.
Ciò che rende questo luogo così iconico è la lunga lingua di sabbia che collega i due isolotti durante la bassa marea, creando un paesaggio raro e mozzafiato.
La striscia di sabbia lunga circa due chilometri scompare con l’alzata della marea, con l’acqua turchese limpida che nasconde la distesa bianca e incontaminata di sabbia.
Nosy Iranja è anche un rifugio perfetto per la vita marina.Qui le tartarughe marine nidificano frequentemente lungo le coste.
Un luogo magico dove i visitatori possono nuotare, fare snorkeling ed esplorare la rigogliosa vegetazione che circonda le isole.

Mamauca, isole Fiji
5 – Mamanuca, isola di Vomo (Fiji)
La spiaggia di Mamanuca sull’isola di Vomo sembra nascosta dal resto del mondo.
Sorprende il visitatore con le sue alte palme e una vegetazione fitta e rigogliosa incorniciata da un’ampia distesa di sabbia bianca e morbida.
Posizionata sul lato riparato dell’isola, rimane protetta anche dai venti e questo rende facile nuotare durante tutto il giorno.
Da questo lato dell’isola inoltre c’è pochissimo sviluppo turistico e non è pertanto insolito essere per lungo tempo l’unico essere umano presente sulla spiaggia.
La combinazione di condizioni marine calme, la natura incontaminata e il senso di isolamento rendono questa meta una delle migliori al mondo.

Shoal bay east, Anguilla
6 – Shoal bay east (Anguilla)
Anguilla è famosa per avere alcune delle spiagge più belle dei Caraibi e Shoal Bay East fra queste si distingue sicuramente come una delle più belle e popolari e nonostante la sua ampia popolarità, conserva comunque un’atmosfera tranquilla e serena.
Incorniciata da rilassanti bar sulla spiaggia e palme ondeggianti, Shoal Bay East emana un fascino caraibico rilassato e incontaminato.
Come nella maggior parte delle spiagge di Anguilla, anche qui è facile trovare un angolo tranquillo per godersi la splendida sabbia bianca e finissima e le acque calme e cristalline.
La spiaggia è spesso caratterizzata da onde dolci, il che la rende perfetta per nuotare o fare snorkeling lungo le vicine barriere coralline. In poche parole Shoal Bay East incarna davvero l’essenza di un paradiso caraibico.

Dhigurah, Maldive
7 – Dhigurah (Maldives)
La spiaggia di Dhigurah si distingue per la sua insolitamente lunga distesa di costa e per la lingua di sabbia che si estende a perdita d’occhio nella laguna.
È facilmente raggiungibile dal villaggio eppure si ha subito la sensazione di essere in un luogo isolato, soprattutto proseguendo verso l’estremità dove inizia la lingua di sabbia.
Qui, troverete una stretta striscia di soffice sabbia bianca che si protende tra acque basse e cristalline su entrambi i lati.
Le condizioni del mare sono generalmente calme, il che la rende ideale per lunghe passeggiate e nuotate indimenticabili, mentre le vicine zone di barriera corallina pullulano di vita marina.
È un vero paradiso tropicale e le dimensioni e la forma della lingua di sabbia conferiscono a Dhigurah un elemento unico che la distingue dalle altre spiagge delle Maldive.

Playa Balandra, Messico
8 – Playa Balandra (Messico)
Nonostante la sua vasta popolarità, Playa Balandra a La Paz conserva la sua incredibile bellezza incontaminata grazie a rigide normative che limitano lo sviluppo, il numero di visitatori e le attività che potrebbero alterarne lo stato naturale.
Essendo parte di un’area naturale protetta, la spiaggia rimane pulita e incontaminata, offrendo ai visitatori un’esperienza balneare straordinaria.
La zona è rinomata per le sue acque basse e calme e per la caratteristica formazione rocciosa a forma di fungo conosciuta come “El Hongo”.
Le acque poco profonde in tutta la baia la rendono particolarmente attraente per le famiglie e per chi cerca relax.
La baia è composta da sette spiagge e poiché le maree non superano mai l’altezza del petto, i visitatori possono spesso passeggiare ed esplorare ognuna di esse, vivendo un’esperienza davvero unica.

Koh Rong, Cambogia
9 – Koh Rong (Cambogia)
La spiaggia di Koh Rong, situata al largo della costa continentale della Cambogia, è famosa per la sua lunga e ininterrotta distesa di sabbia bianca finissima e per le sue acque cristalline e poco profonde.
Raggiungibile solo in barca, gran parte del litorale è ancora poco urbanizzato, il che contribuisce a preservare un’atmosfera più tranquilla e rilassata.
La spiaggia si estende per chilometri, con sabbia soffice che digrada dolcemente verso acque calme e turchesi, rendendo facile trascorrere ore in mare.
Alcuni tratti appaiono ampi e aperti, mentre altri sono orlati da una fitta vegetazione tropicale.
Non è eccessivamente edificata e questo è parte di ciò che la rende speciale.
La combinazione di dimensioni, limpidezza dell’acqua e minima urbanizzazione conferisce a Koh Rong un netto vantaggio rispetto a molte altre spiagge più affollate della regione.

Donald Duck, Tailandia
10 – Donald Duck bay (Tailandia)
Situata all’interno del Parco Nazionale delle Isole Similan, la spiaggia di Donald Duck è accessibile solo durante la stagione di apertura del parco, generalmente da novembre a maggio, con chiusure durante la stagione dei monsoni per preservarne l’aspetto naturale.
Questa finestra temporale limitata, insieme all’accesso controllato, mantiene il numero di visitatori relativamente basso rispetto a molte altre spiagge delle isole thailandesi.
Raggiungibile in barca, la spiaggia è caratterizzata da acque cristalline color turchese e grandi massi di granito arrotondati, tra cui la formazione rocciosa che le dà il nome.
La sabbia bianca e fine ricopre la riva, con acque calme e trasparenti, ideali sia per nuotare che per fare snorkeling.
Il paesaggio circostante rimane in gran parte incontaminato e le restrizioni stagionali svolgono un ruolo chiave nel mantenere un ambiente più tranquillo e ben preservato.