Viaggi 2024: le migliori destinazioni per non perdersi gli eventi più belli in tutto il mondo mese per mese

Viaggi 2024: le migliori destinazioni per non perdersi gli eventi più belli in tutto il mondo mese per mese

Poter dire “io c’ero” e conservare il ricordo di un evento unico è qualcosa che vale più di qualsiasi souvenir. Tanto più nell’epoca in cui vanno di moda i cosiddetti “viaggi esperienziali”, quelli in cui i viaggiatori non si accontentano di una semplice vacanza ma vogliono arricchire i loro tour con esperienze che li mettono a contatto con la realtà autentica dei luoghi visitati.
«Le mete di tendenza, di fatto, sono sempre più quelle dove ci si può sentire al centro dell’azione, vivendo momenti irripetibili. Può trattarsi di destinazioni esotiche ma non solo: scegliere paesi più conosciuti, andandoci però fuori stagione per uno specifico evento, vuol dire riscoprirli con occhi nuovi»: parola di Eleonora Sasso, Responsabile Marketing Operativo di una grande azienda italiana di Consulenti per Viaggiare, che ha fatto della ricerca di itinerari insoliti e su misura e della selezione di esperienze personalizzate la ragione del proprio successo.
Ecco quindi quello che lei ci propone come il calendario degli eventi, mese per mese, che valgono un viaggio e i consigli per costruirci attorno un esperienza indimenticabile indimenticabile.

L’aurora boreale – Foto di Johny Goerend per Unsplash

Gennaio – A Tromsø in Norvegia, per vedere l’aurora boreale 

Tromsø è un luogo straordinario per osservare questo fenomeno atmosferico e gennaio è uno dei mesi migliori per farlo.
Grazie alle lunghe notti invernali, si ha infatti un’ottima possibilità di assistere a questo spettacolo luminoso nel cielo artico.
Da non perdere poi dal 26 gennaio al 3 febbraio 2024  il Nordlysfestivalen – Northern Lights Festival, dove l’aurora verrà celebrata con una serie di concerti di musica classica, jazz e contemporanea.
Una volta arrivati a destinazione, poi, si può fare tanto altro.
Tromsø offre anche esperienze uniche come safari in motoslitta e visite alle fattorie delle renne, dove poter entrare a contatto con la cultura e le tradizioni sami.

Febbraio – A Rio de Janeiro in Brasile per il Carnevale

Il Carnaval di Rio de Janeiro è uno degli eventi più spettacolari e riconosciuti al mondo e bisogna parteciparvi almeno una volta nella vita e nel 2024 si tiene dal 9 al 17 febbraio.
Durante questo periodo, le strade di Rio sono animate da sfilate di carrozze, balli, musica e spettacoli. Mentre gran parte delle festività si svolge nelle strade e nel Sambadromo, le famose spiagge di Rio, come Copacabana e Ipanema, sono pronte a offrire sole e relax tra un’esperienza e l’altra.
Se si hanno più giorni a disposizione, poi, Rio de Janeiro può essere un punto di partenza per scoprire altri luoghi spettacolari del Brasile come le cascate Iguazu e fare escursioni nella foresta amazzonica, navigando lungo il Rio Negro e visitando le comunità indigene. 

Foto di AnasFO da Pixabay

Marzo –  In Giappone per l’Hanami, la fioritura dei ciliegi

A marzo e aprile, i ciliegi iniziano a fiorire in tutto il Giappone. Il Festival dei Ciliegi (conosciuto come Hanami), è una tradizionale festa giapponese dedicata ai fiori di ciliegio, detti sakura.
Le attività durante l’Hanami includono picnic sotto gli alberi di ciliegio, dove le persone, che spesso indossano abiti tradizionali come kimono o yukata, si riuniscono con amici e familiari per condividere cibo e bevande, ammirando insieme un incantevole fenomeno naturale che simboleggia la bellezza, la fragilità e l’effimero della vita.

Foto Arisa Chattasa per Unsplash

Aprile – In Thailandia per il Songkran 

Il Songkran è il capodanno thailandese che si svolge tradizionalmente dal 13 al 15 aprile di ogni anno.
In questi tre giorni di “Festival dell’Acqua” le persone si gettano acqua a vicenda per simboleggiare la pulizia spirituale e l’inizio del nuovo anno.
Le celebrazioni comprendono anche visite ai templi per pregare e fare offerte, nonché attività culturali e processioni religiose. Una festa allegra e gioiosa nella quale lasciarsi coinvolgere.
Un viaggio all’insegna della cultura e spiritualità che può iniziare dall’
affascinante Bangkok per proseguire sul fiume Kwai, al sito archeologico di Sukhothai da visitare in bicicletta, a Chiang Rai e a Chiang Mai con i suoi santuari.

Maggio – In Galles per l’Hay Festival of Literaature & Arts

Il festival letterario che si tiene a Hay-on-Wye, un piccolo villaggio nel Powys, Galles, si svolge dal 23 maggio al 2 giugno 2024.
In quei giorni la piccola località, nota come “la città dei libri” per la quantità di piccole librerie specializzate che ospita, chiama a raccolta autori, scrittori, artisti e pensatori di fama internazionale che discutono e condividono le loro opere con gli appassionati di letteratura di tutto il mondo, in un’atmosfera unica.
Partire da Hay-on-Wye è anche l’occasione per scoprire una parte poco nota della Gran Bretagna, il Galles appunto, con le sue tradizioni, la lingua antichissima, gli antichi castelli e le coste selvagge

Foto. Drahomír Hugo Posteby-Mach per Unsplash

Giugno – In Svezia per Midsommar

Il Midsommar è la celebrazione tradizionale svedese del solstizio d’estate, il giorno più lungo e luminoso dell’anno.
Cade nella terza settimana di giugno e si festeggia all’aperto, con danze, canti e rituali tradizionali che hanno radici antiche e si collegano a tradizioni pagane.
Oggi è una festa molto amata che riflette l’importanza della natura e della luce nella cultura svedese.
Può essere goduta al meglio durante un tour nel Sud della Svezia che parte e si conclude a Goteborg e comprende una grande varietà di paesaggi, isole, castelli e borghi dall’atmosfera idilliaca. 

Foto di Drahomír Hugo Posteby by Unspash

Luglio – Sulla East Coast Usa per l’Indipendence Day

In tutti gli Stati Uniti, il 4 luglio è una festa nazionale dedicata alla celebrazione dell’indipendenza del paese.
Le città organizzano spettacolari fuochi d’artificio, parate, concerti e altre attività festose.
Tra le celebrazioni più famose ci sono quelle a New York, Washington D.C., Boston e Philadelphia, ma ogni metropoli, ogni città  e ogni paese ha una sua tradizione.
Per immergersi nelle rievocazioni storiche e nell’identità autentica del grande paese Yankee non c’è niente di meglio di un tour nelle città della East Coast durante i giorni della grande festa nazionale.

Agosto – In Colombia per la Feria de las Flores

Uno degli eventi più significativi che si celebreranno in Colombia, dal 2 all’11 agosto 2024, è la Feria de las Flores, la festa dei fiori che si svolge nella città di Medellín.
Celebra la cultura, la tradizione e la bellezza dei fiori, attirando visitatori da tutto il paese e oltre.
È un’occasione per esplorare la cultura colombiana, ammirare l’artigianato floreale (con la desfile de silleteros, la sfilata in cui i contadini portano enormi e variopinte corone di fiori sulle spalle) e partecipare a festeggiamenti animati.
La Colombia è una meta ancora poco conosciuta e per un primo approccio si può aggiungere alla tappa di Medellin anche la capitale Bogotà, visitare la regione di Huila e terminare il viaggio a Cartagena, il tutto scoprendo testimonianze di antiche civiltà e godendosi esperienze particolari come una visita alle piantagioni di caffè.

Settembre – In Cina per la festa di metà autunno

Questa celebrazione cade il quindicesimo giorno dell’ottavo mese lunare del calendario cinese, pertanto nel 2024 si svolgerà il 17 settembre.
Durante la festa, le famiglie si riuniscono per ammirare la luna piena di metà autunno, considerata la più luminosa e rotonda dell’anno.
È associata a diverse leggende, fa cui quella della dea Chang’e, che fu costretta a vivere sulla luna dopo aver bevuto l’elisir dell’immortalità.
Le famiglie si riuniscono per celebrare l’armonia e la gratitudine, mangiando dolci tradizionali di pasta di riso a forma di luna.
Si può cogliere l’occasione data da questa festività per fare un tuffo nella cultura cinese con un itinerario magico fra Pechino a Shanghai, con tappe per godere dello splendore della Muraglia Cinese e il fascino dell’Esercito di terracotta. 

Ottobre – A New York per Halloween

L’autunno a New York è un’esperienza unica e coinvolgente, ancora di più se si riesce a essere in città il 31 ottobre, per Halloween.
Le strade si animano con spettacoli, sfilate, feste in maschera, mentre case e negozi vengono decorati a tema. Il fulcro delle celebrazioni è la parata che avviene al Greenwich Village, una delle più famose al mondo: migliaia di partecipanti e spettatori, costumi stravaganti, carri allegorici, performance teatrali e molto altro.
Per un assaggio di New York basta un weekend e ci si può sbizzarrire tra musei, siti storici e culturali, spettacoli e concerti, shopping, tour nelle location di film e serie tv e panorami mozzafiato dai punti di osservazione posti sui grattacieli oppure dai traghetti in navigazione sul fiume Hudson.

Foto Eduardo Dorantes by Unsplash

Novembre – In Messico per il Dia de los Muertos

Il Giorno dei Morti celebrato il 1° e il 2 novembre, è una festa tradizionale messicana che onora i defunti. Le persone decorano le tombe dei propri cari con fiori, creano altari commemorativi e partecipano a processioni.
La particolarità è che i teschi e gli scheletri vengono utilizzati in vari modi, come maschere, costumi e decorazioni, per rappresentare la vita dopo la morte in modo allegro e festoso, coloratissimo come nel film Disney Coco.
Un itinerario fra Città del Messico e le spiagge dello Yucatàn permette di immergersi nella storia e nella cultura del Messico, toccando le città azteche e maya, per terminare con il relax sulle spiagge del Mar dei Caraibi. 

Dicembre – A Sydney, Australia per essere i primi del mondo a festeggiare il Capodanno

Sydney è famosa per i suoi spettacolari fuochi d’artificio della mezzanotte del 31 dicembre sopra l’Opera House e il Sydney Harbour Bridge.
Le celebrazioni attirano visitatori da tutto il mondo: si può scegliere di festeggiare a bordo di una crociera nel Sydney Harbour, intrattenendosi con concerti e spettacoli dal vivo in vari luoghi della città, nei parchi della città per organizzare pic-nic e grigliate oppure sulle spiagge più famose di Sydney dove, lo ricordiamo, l’estate è appena cominciata.
Sydney può essere il punto di partenza di una indimenticabile vacanza in Australia che termini con la visita alla Grande Barriera Corallina. In mezzo tante esperienze straordinarie sulla costa pacifica, per scoprire una flora e una fauna uniche, spiagge di incomparabile bellezza e conoscere le culture aborigene.

 

Le isole di luce di Natale

Le isole di luce di Natale

Un’idea che – dopo il successo degli eventi “Borghi di Luce” a Domodossola (Verbania) ed Arona (Novara) lo scorso anno – prende vita per illuminare questa volta due isole d’eccellenza dei laghi Maggiore e d’Orta.
Un nuovo progetto questo che mira fortemente a promuovere e valorizzare il patrimonio turistico e culturale dando “nuova luce” alle storiche costruzioni lacustri – tra pesca e fede – presenti su entrambe le isole.
Due eventi che daranno ampia visibilità mediatica al territorio (anche in tema di destagionalizzazione) e al progetto, due prestigiosi spettacoli di luce – per tutto il periodo delle festività.


La magia della luce

Per i nostri eventi si è pensato di prediligere nuovamente una tipologia di spettacolo a basso impatto ambientale, che fosse silenzioso e suggestivo allo stesso tempo, perfetto per ricreare un’ambientazione natalizia unica nel suo genere – racconta Francesco Gaiardelli, Presidente del Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola. – Le luci vestiranno di colori i palazzi, i monumenti più belli e gli angoli più suggestivi delle due isole, trasformando la loro skyline – riflessa anche nell’acqua – in un vero e proprio “presepe galleggiante”».
Palazzi e monumenti delle due isole saranno valorizzati dalla luce che ogni sera li illuminerà all’insegna delle atmosfere festive e di un’ambientazione magica. Un’occasione di richiamo per turisti e per i cittadini, anche in ottica di destagionalizzazione turistica.
«Il concetto alla base di questo progetto è quello di investire su nuove idee e linguaggi per comunicare – anche in modo alternativo – la straordinaria bellezza del nostro patrimonio turistico – continua il Presidente Francesco Gaiardelli – ammirabile, tra l’altro e soprattutto, dai lungolaghi di Stresa e Baveno e da cittadine e frazioni che affacciano sulle due isole, incluse quelle collinari. Siamo certi – conclude il Presidente Gaiardelli – di poter raggiungere quello straordinario “effetto WOW” che supererà le aspettative delle persone per generare stupore ed ammirazione».


Due perle italiane che brillano di luce speciale

Le isole scelte per questi eventi rappresentano anche due “borghi d’eccellenza” del territorio e che si prestano a meraviglia anche per la loro particolare suggestione: L’isola dei pescatori (Verbania, Lago Maggiore) e l’isola di San Giulio (Novare, lago d’Orta).
Con l’isola dei colori l’illuminazione è protagonista sull’Isola dei Pescatori (Stresa, Lago Maggiore) a da martedì 12 dicembre, con accensione quotidiana dalle ore 17.00 alle ore 1.00.
Una serie di proiettori trasformerà radicalmente l’isola, che diventerà protagonista di un’atmosfera di festa riflessa sull’acqua. Lente animazioni creeranno centinaia di combinazioni di colore sempre diverse che coinvolgeranno tutta la superficie.
L’Isola dei Pescatori (Stresa, Verbania), borgo lacustre d’eccellenza, è l’unica isola dell’arcipelago Borromeo ad essere stabilmente abitata da chi, principalmente, svolge una professione tipica tramandata di generazione in generazione, quella della pesca.
L’isola si presenta come un borgo da cartolina sospeso sull’acqua, ci si perde nello spettacolare dedalo di vicoli acciottolati, lungo i quali ci si sposta rigorosamente a piedi e si ammirano le caratteristiche case colorate a più piani. L’Isola dei Pescatori appartiene al territorio del Comune di Stresa, località turistica assai rinomata già a partire dal XIX secolo, grazie alla presenza di illustri personaggi. Sul lungolago si trovano eleganti alberghi. Da non perdere, tanto sull’isola quanto sulla terraferma, i biscotti tipici di Stresa, le Margheritine sfornate per la prima volta nel 1857 dal pasticciere stresiano Pietro Antonio Bolongaro e che fecero innamorare la Regina Margherita; proprio in onore della sovrana, ai fragranti biscotti venne dato proprio il suo nome.
Con l’isola delle stelle l’illuminazione è protagonista sull’Isola di San Giulio (Orta San Giulio, Lago d’Orta) a partire da venerdì 15 dicembre, con accensione quotidiana dalle ore 17.00 alle ore 1.00.
Le stelle di Giotto saranno protagoniste di un’installazione che unisce poesia, spettacolo e misticità. L’isola apparirà dipinta di toni blu chiaro e scuro con alcuni elementi giallo oro.
L’Isola di San Giulio, sul Lago d’Orta, è di competenza amministrativa del Comune di Orta San Giulio: con un perimetro di soli 650 metri l’isola presenta una costruzione più alta edificata sull’antico castello, il Seminario del 1844, oggi abbazia di monache benedettine “Mater Ecclesiae”; non meno grandiosa è la Basilica di San Giulio, fondata nel IV secolo.
Di particolare rilievo sono l’Ambone ricavato da un monolito in serpentino grigio-verde di Oira e la cripta con la teca argentea (1697) con le spoglie di San Giulio. Una strada percorre ad anello tutta l’isola, la cosiddetta “Via del Silenzio e della Meditazione” a seconda di come la si percorra.

 

 

Non solo panettone e pandoro per Natale. I 6 dolci da provare assolutamente

Non solo panettone e pandoro per Natale. I 6 dolci da provare assolutamente

Se per questo Natale volete mettere in tavola come dessert qualcosa di diverso che non sia il solito panettone o il solito pandoro ecco alcuni consigli di dolci tipici regionali che regalano un tocco di autenticità alla vostra tavola natalizia.


Stuffoli

Tipici di Napoli e della Campania tutta sono delle deliziose piccole palline di pasta fritta, immerse nel miele e decorate con canditi o zuccherini colorati.
Sono tradizionalmente preparati durante le festività natalizie. Hanno una consistenza croccante all’esterno grazie alla frittura e risultano dolci e appiccicosi grazie al miele.
Sono un vero e proprio simbolo delle feste natalizie a Napoli e in molte famiglie campane. Solitamente vengono preparati in grandi quantità e condivisi durante le celebrazioni natalizie.


Cartellate

Sottili strisce di pasta fritte, intrecciate e immerse nel vincotto (mosto cotto). Possono essere spolverate con zucchero a velo o miele e sono il dolce natalizio per eccellenza in tutta la Puglia.
Croccanti all’esterno, grazie alla frittura e dolci e morbidi all’interno grazie al vincotto o al miele vengono preparate in molte famiglie per condividere il gusto delle tradizioni natalizie.

Pandolce genovese

Dalla Liguria un dolce simile al panettone, ma con l’aggiunta di pinoli, uvetta e canditi tutto da scoprire.
Ha una consistenza più compatta rispetto al panettone, con una mollica più densa. È ricco oltre ai pinoli di frutta candita che conferisce un sapore aromatico e ricco.
È tradizione consumarlo a fette, magari accompagnato da un buon bicchiere di vino passito o da un caffè, durante le festività natalizie. È uno dei simboli culinari della Liguria e della tradizione natalizia genovese.


Rocciata

Dall’Umbria arriva questa sorta di delizioso strudel ripieno di noci, mandorle, fichi secchi e marmellata di fichi.
La rocciata è un dolce molto apprezzato per la sua combinazione di sapori, tra cui la dolcezza della frutta secca, il gusto intenso della marmellata di fichi e l’aroma della cannella.
Viene spesso consumato come dolce natalizio o in occasioni speciali in Umbria e la sua ricetta può variare leggermente da famiglia a famiglia.

Pan di stracci

Una buonissima e bellissima novità dalla Toscana dove a Prato è nato il pan di stracci che giocando sulla tradizione della città e sull’arte del riciclo regala questo inconsueto ma delizioso dolce tutto da provare e non solo a Natale.
Un dolce da forno ideato recentemente e basato sul riuso dato che il suo ingrediente principale sono gli avanzi di pan brioche dell’impasto dei cornetti.
Sarà il vero must di questo Natale per chi vuole stupire i suoi commensali.


Zelten

Dall’Alto Adige e dalla tradizione mitteleuropea arriva questa torta arricchita con frutta secca, canditi, spezie e talvolta anche con la presenza di miele o marmellata.
Lo zelten ha una consistenza compatta e una struttura densa, arricchita dalla varietà di frutta e spezie.
È tradizione prepararlo durante il periodo natalizio e, data la sua ricchezza e complessità di sapori, è spesso apprezzato come dolce accompagnato da un bicchiere di vino passito o da un liquore.
È uno dei dolci più rappresentativi della zona alpina italiana e viene apprezzato per la sua robustezza e la combinazione di ingredienti tipici della regione.

Metti una mucca sotto l’albero

Metti una mucca sotto l’albero

Un’idea regalo insolita ed ecologica last minute?
Avete mai pensato di mettere una mucca sotto l’albero di Natale?
E’ davvero possibile farlo e regalare il sogno di adottare una mucca e addirittura mangiare i formaggi prodotti in malga con il suo latte.
“Adotta una mucca” è un’iniziativa della Valsugana e del Lagorai (sud-est del Trentino) nata per far conoscere la natura incontaminata di queste montagne, per insegnare come si produce il formaggio secondo metodi antichi e per capire cosa significa vivere in una malga e portare le mucche all’alpeggio.


Come si adotta una mucca?

Andando nel sito https://www.adottaunamucca.org/malghe/ è possibile procedere con pochi semplici click. Come prima azione dobbiamo scegliere la malga: sono quindici quelle che si presentano nel dettaglio (dove si trovano, a che altitudine, chi sono i proprietari, chi il casaro e cosa si produce); poi una volta scelta la malga si entra virtualmente in stalla si conosce il gregge e si sceglie la mucca preferita fra tutte quelle che si vedono in primo piano con il loro nome.
Una volta scelta la mucca si procede con l’adozione oppure, in caso di regalo si può anche decidere una pre-adozione acquistando un voucher e permettere poi al beneficiario del regalo di scegliere direttamente lui la mucca preferita.
Per adottare una mucca è sufficiente un pagamento di 65 euro.
50 euro vengono destinati alla malga per il mantenimento estivo in quota della “tua” mucca e ti verranno poi corrisposti sotto forma di prodotti caseari quando andrai in malga, durante l’estate, a trovare la “tua” mucca; 15 euro saranno utilizzati per la gestione del progetto e per progetti territoriali e di beneficenza.
Una volta fatto il pagamento, l’utente
riceve un attestato/certificato di adozione (che deve essere consegnato in malga per il ritiro dei prodotti) e la carta d’identità della mucca scelta.
Potrai andare in malga a far visita alla tua mucca durante il periodo dell’alpeggio, indicativamente da metà giugno a metà settembre 2024.
Adottando una mucca avrai diritto a ricevere prodotti caseari di malga per un importo pari a 50 euro, all’unica condizione di andare a trovare la tua mucca di persona.
Potrai scegliere tra formaggi freschi e stagionati, gustosissime ricotte, burro, tosella e latte fresco, per portarti a casa i sapori e i profumi della montagna trentina.


Perché adottare una mucca?

“Adotta una Mucca” è un progetto realizzato dell’Azienda per il Turismo Valsugana – Lagorai (Trentino) in collaborazione con l’Associazione Culturale “Adotta Una Mucca”.
I motivi per partecipare a questa iniziativa possono essere diversi: per sostenere le attività montane, supportare un’economia locale a km0 o per regalare qualcosa di speciale alle persone che vuoi bene.
Ricorda, ogni occasione è buona per regalare una mucca. Ad oggi sono state adottate 16.115 mucche adottate simbolicamente a distanza in 18 edizioni.

 

Fenomeno Nizza Docg: si chiude un 2023 da record che celebra la denominazione piemontese come astro nascente dei grandi rossi italiani

Fenomeno Nizza Docg: si chiude un 2023 da record che celebra la denominazione piemontese come astro nascente dei grandi rossi italiani

Con un incremento di vendite del +27% rispetto al 2022 e una produzione totale di bottiglie di 1.050.000, l’Associazione Produttori del Nizza chiude un 2023 indimenticabile.
Grande è il clima di soddisfazione generale che si respira tra le aziende, a maggior ragione se si pensa che quello che sta per terminare è stato un anno molto complesso per i rossi italiani che hanno visto, in modo pressoché unanime lungo la Penisola, una flessione se non addirittura una brusca frenata.

Paesaggio del Nizza Monferrato

2023: l’anno del trionfo

Il Nizza DOCG – spiega il Presidente dell’Associazione Stefano Chiarlo – rappresenta in questo contesto una delle pochissime denominazioni italiane che sta invece vivendo un vero e proprio boom e una continua ascesa che premia e da valore agli sforzi e all’impegno dei produttori del territorio che da ormai lungo tempo portano avanti un sistema di collaborazione inclusivo all’insegna del lavoro di squadra”. Solo sette anni fa, nel 2016, le bottiglie vendute erano 315.000: da allora si è registrata una costante crescita annua che oscilla tra il 10 e il 15% fino al clamoroso risultato di quest’anno.
Si tratta di un successo che ha origine sia nell’attività di promozione che come Associazione stiamo portando avanti con convinzione e impegno, sia nel meticoloso lavoro che le aziende stanno conducendo per innalzare costantemente il livello qualitativo dei vini attraverso una costante condivisione e confronto”.
I numeri di questa escalation non possono che destare attenzione: dei 35 produttori che nel 2016 facevano parte dell’Associazione, oggi se ne contano 100 che rivendicano la denominazione, 85 dei quali fanno parte dell’Associazione stessa per una produzione di circa 150 etichette tra Nizza Docg, Nizza Riserva Docg e Cru.

Il Presidente del Nizza Monferrato Docg Stefano Chiarlo

Una denominazione da record

Quello verso il Nizza DOCG – continua Chiarlo – è un interesse che travalica i confini nazionali, basti pensare che il mercato italiano pesa il 45% mentre il restante viene venduto in oltre 55 paesi del mondo. Anche l’azione svolta per innalzare e consolidare il posizionamento del prodotto è stato fondamentale: oggi siamo orgogliosi di dire che la denominazione, per quanto “recente”, si trova già nelle enoteche di qualità e nelle carte dei vini di ristoranti di alto livello, non avendo nulla da temere dal confronto con denominazioni di ben più lunga storia e tradizione”.
Il quadro complessivo ben giustifica quindi il clima di ottimismo e fiducia che anima oggi i produttori del Nizza DOCG che, forti dell’evoluzione positiva registrata, hanno in programma l’ampliamento della gamma dei prodotti a partire dal Nizza Riserva e del Nizza Cru. “Nuovi prodotti ma anche grande valorizzazione delle vecchie annate. – continua Chiarlo – I produttori dispongono infatti di una serie di annate attualmente in commercio come la 2021 che è ritenuta a ragione un’annata da 5 stelle. Vi è poi il Nizza Riserva 2020 che si caratterizza per grande equilibrio e morbidezza e il 2019, annata di grande struttura, carattere e longevità. Inoltre, le prossime annate 2022 e 2023, seppure scarse da un punto di vista di resa si stanno confermando di ottimo livello qualitativo.
Cresce anche l’interesse verso l’Associazione, con nuove aziende che comprendono l’importanza di far parte di un contesto il cui valore aggiunto sta proprio nella capacità di fare squadra e amplificare conoscenze, know-how e massa critica.
Durante questo anno così importante – conclude Chiarlo – anche in collaborazione e sinergia con l’Enoteca Regionale del Nizza, abbiamo voluto celebrare al meglio la denominazione attraverso i due eventi clou per il nostro territorio:
“Il Nizza è” e il “Forum Nizza” che si è svolto a Torino nel mese di novembre e che ha visto il coinvolgimento di oltre 1000 persone tra operatori, stampa, wine lovers che hanno potuto degustare professionalmente e approfondire le sfumature della denominazione attraverso Walk Around tasting e Masterclass dedicate. Il 2024 ormai alle porte ci vedrà oltremodo impegnati in svariate attività che avranno tutte come minimo comune denominatore la valorizzazione e promozione dell’eccellenza della denominazione Nizza per confermare se non accrescere ancora di più questa storia di successo.

Alla scoperta del Nizza Docg

Prodotto con il 100% di uve Barbera, il Nizza DOCG è un vino che nasce nel cuore del Monferrato, tra il torrente Belbo e il Rio Nizza, in un’area che racchiude ben 18 comuni che rappresentano l’eccellenza nell’ambito della vasta area di produzione della Barbera d’Asti.
Dal 2002, l’Associazione Produttori del Nizza si impegna per tutelare e promuovere questa ricchezza enogastronomica.

Le top 30 mete per il Ponte dell’Immacolata

Le top 30 mete per il Ponte dell’Immacolata

Con il ponte dell’Immacolata inizia l’avvicinamento al Natale. Ecco così la classifica di quelle che è la classifica delle top 30 destinazioni per gli italiani per il Ponte di Ognissanti.
In testa alla classifica c’è Livigno davanti a Roma e Merano; Colmar e Bormio a completare la top 5.
Tra le regioni italiane prevale il Trentino-Alto Adige con ben 9 località in classifica, seguono Lombardia e Umbria con 3 mete, la Toscana con 2.

Predilette le località italiane: su 40 destinazioni solo 7 sono estere (di cui 3 in Francia e 2 in Austria).

Livigno, in vetta alla classifica. Foto di Stevan Aksentijevic da Pixabay

Il dominio della montagna

Con sette località fra le prime 10 la montagna, con l’apertura della sua stagione sciistica fa la parte del leone. Reggono solo Roma al secondo posto, Napoli al sesto e Firenze all’8 a tenere alta la bandiera delle città d’arte.
In testa alla classifica si piazza Livigno e dopo Roma è Merano a piazzarsi sul podio al terzo posto.
La località francese di Colmar al quarto posto è la prima non italiana presente in classifica; con lei nella top ten solo l’austriaca Innsbruch al settimo posto.
Bormio alla piazza numero 5 e le due trentine Madonna di Campiglio e Andalo chiudono la top ten.

Strasburgo, sorprendentemente in classifica. Foto di Pierre Blaché da Pixabay

Tanta Italia e poco estero

Nelle prime trenta piazza sorprende l’exploit della francese Strasburgo che piazzandosi al tredicesimo posto batte l’intramontabile Parigi al quattordicesimo.
Guardando alle città italiane se non sorprendono le piazze di Trento con i suoi mercatini (15mo posto) della mistica Assisi (17mo posto), di Torino con la sua eleganza sabauda al (18mo posto) e ma romantica Verona (28mo posto) fanno invece pensare a un cambio di destinazioni nei gusti italici le posizioni di Arezzo (22mo posto) e di Perugia e Gubbio (rispettivamente 23mo e 24mo posto).
Della serie intramontabili, specie in questa stagione le sciistiche, Ortisei e Courmayer rispettivamente undicesima e dodicesima piazza; Bressanone e Canazei al sedicesimo e ventesimo posto, Dobbiaco (25mo posto), Levico Terme (26 posto) e Ponte di Legno al 29mo posto; più sorprendente la 21ma piazza di Roccaraso, unica località sciistica a sud delle Alpi presente in classifica.
Completano la classifica altre città estere, mete preferite degli italiani all’estero: Londra si piazza al 27mo posto e Monaco di Baviera al 30mo.