Il mischiglio, in Basilicata, è un nuovo Presidio Slow Food

Il mischiglio, in Basilicata, è un nuovo Presidio Slow Food

È un mix di cereali e di legumi, le cui farine, unite in proporzioni variabili, vengono da secoli usate per preparare i tradizionali rascatielli, una pasta ottenuta lavorando a mano acqua e farina: l’ultimo Presidio Slow Food in ordine di tempo a venire presentato arriva dalla Basilicata ed è il mischiglio.
Siamo nella valle del Serrapotamo, in provincia di Potenza, ai piedi del Parco Nazionale del Pollino.
Qui, per secoli, i contadini hanno fatto di necessità virtù: siccome la farina di grano scarseggiava, essendo la moneta con cui i contadini pagavano le gabelle al regno dei Borboni, perché non unire al rimanente quella di fave e ceci?


Una storia di privazione che diventa memoria di una comunità

«Il mischiglio, nato da una storia di privazioni e di subalternità, è diventata una storia di comunità, di valore, di riappropriazione, una memoria che prende forma e si fa attiva per continuare a narrarsi» spiega Anita Ferrari, referente Slow Food del Presidio del mischiglio.
Seppur frutto di necessità, il mischiglio è tutt’altro che una farina povera: «A  livello energetico è piuttosto sostanziosa, capace di assicurare energia a chi lavorava tutto il giorno nei campi» aggiunge Giuseppe Arleo, che del Presidio è il referente dei produttori.
La zona di produzione del Presidio comprende le località di Chiaromonte, Teana, Fardella e Calvera e i comuni confinanti e in ogni paese il mischiglio si fa a modo proprio: se a Teana e a Fardella è composto per metà da grano Carosella (da tempo sull’Arca del Gusto) e per metà da farina di fave, a Chiaromonte e Calvera si usa un terzo di grano duro Senatore Cappelli, un terzo di grano tenero Carosella e un terzo di legumi, orzo e, quando necessario, avena.
Ciò che accomuna tutti è la ricetta della tradizione: i rascatielli, che vengono conditi con una salsa di pomodoro, aglio e basilico, detta scind scind.
Quasi una zuppa, a cui talvolta si aggiunge del peperone crusco a scaglie, che può anche essere mangiata con il cucchiaio o con il pane. 


Dal campo alla tavola, una filiera completa

«Nella nostra zona, come in molti altri angoli d’Italia, la popolazione invecchia perché i giovani se ne vanno, a volte per lavorare e altre per studiare, ma senza poi far ritorno a casa» prosegue Arleo.
Ma chi rimane sa come fare rete: «Al Presidio Slow Food del mischiglio aderiscono cinque coltivatori, due mulini che trasformano la farina e tre pastifici: per fortuna abbiamo una filiera chiusa, intera».
Una piccola ma significativa storia di economia locale che, valorizzando «un prodotto identitario profondamente espressivo della dimensione socio-culturale ed etno-antropologica della Basilicata, con specifico riferimento all’area del Pollino», come lo definisce Ferrari, guarda al futuro: perché il mischiglio «è un unicum, un capolavoro di biodiversità, anche culturale».
«Abbiamo fortemente sostenuto il Presidio Slow Food del Mischiglio, prevedendo anche un contributo economico per la candidatura, poiché queste azioni ben si coniugano con l’azione di tutela e di valorizzazione delle biodiversità proprie di ogni area protetta – conclude la presidente del Parco Nazionale del Pollino, Valentina Viola –. Siamo anche certi che questo percorso sarà un’occasione di aiuto e di reale valorizzazione che coinvolgerà direttamente i territori con gli operatori del settore insieme ai Comuni dell’areale già impegnati con la Via del Miskiglio con azioni di animazione e recupero di questo antico prodotto».

 

Non solo uova e colomba. Ecco i 5 “dolci da bere” per stupire

Non solo uova e colomba. Ecco i 5 “dolci da bere” per stupire

La Pasqua è sempre stata caratterizzata dalle sue dolci tradizioni: dalla morbida pastiera napoletana alla soffice colomba pasquale, passando per le uova di cioccolato con sorpresa. In giro per lo Stivale sono diffuse diverse usanze regionali, come i biscotti con l’uovo sodo incastonato all’interno.
In occasione della Pasqua 2024, un panel di esperti bartender ha studiato una speciale drinklist da inserire nel menu pasquale per concludere il pasto con originalità, senza però perdere di vista il dolce costume italiano.

La nuova tendenza della Pasqua 2024

Che siano religiosi o nazionali, i giorni di festa in Italia sono spesso e volentieri accompagnati da grandi mangiate con amici e parenti: un momento di riunione familiare che rappresenta una speciale occasione conviviale tra persone care.
La Pasqua, per via del suo classico menù che non lascia scampo a molte interpretazioni, è festività particolare che riunisce tutti gli italiani in un’unica grande tavola: dalla pasta fresca alla colomba, passando per l’agnello e le uova sode.
Ma anche tradizioni regionali, come il casatiello campano, i cudduraci calabresi o l’impanata ragusana, che oramai vengono assaporate in tutto lo Stivale.
La grande particolarità, però, del pranzo pasquale è il dulcis in fundo: le uova di cioccolato, la colomba, i biscotti glassati e la pastiera sono i dessert più gettonati che in questi giorni si trovano in quasi tutte le case italiane.
Quest’anno però arriva una novità per stupire tutti gli invitati: i “dessert cocktail”.
Come riportato recentemente da Forbes, questo trend internazionale è perfetto per chi desidera qualcosa di sfizioso al termine di un ricco pasto festivo ma non ha più spazio per fare un altro boccone.
Non solo tra le mura domestiche, Nation’s Restaurant News suggerisce che queste varianti saranno sempre più spesso proposte anche nei ristoranti per rendere “drinkable” un classico dessert, soprattutto per chi non vuole investire calorie extra nell’ultima portata.
E così, un’equipe di esperti drinksetter ha creato 5 “dolci da bere” a Pasqua, una drinklist per concludere il pranzo più importante della settimana santa con originalità e con creatività.

Il dolce da bere, tendenza dell’anno

Dall’unione dello sciroppo alla cannella e del whisky Brave New Spirits Lighthouse Peated, con l’aggiunta di succo di mela e di melograno, nasce il “Cinnamon Wheaster”, un drink fresco e servito in coppa martini e guarnito con una scorza d’arancia che gli conferisce quel gusto agrumato tipico di alcuni dolci pasquali, come la pastiera napoletana.
La sofficità della panna liquida shakerata è la protagonista del “Choco Bunny”, un drink a base di rum Autentico Nativo, sciroppo alla nocciola e garnish di cacao che conquisterà i palati di amici e parenti con la sua cremosità.
Per realizzare questo cocktail, gli esperti di Anthology consigliano di adottare la tecnica detta “double strain”, che consiste nell’utilizzare contemporaneamente due strainer durante il versamento del mix dallo shaker al bicchiere, al fine di filtrarlo in modo ottimale dalle impurità o dal ghiaccio in eccesso. In questo modo si ottiene un cocktail più liscio e armonico.
L’armonia dei fiori edibili in polvere è indicata come garnish del drink “Purple Spring”, in cui l’asprezza del succo di limone e la dolcezza del miele si incontrano in un cocktail a base di Iovem, il liquore creato da Bruno Vanzan e aromatizzato con miele, zenzero e limone.
Sorso dopo sorso, questo drink farà innamorare tutti i commensali con la sua fragranza primaverile, arricchita dal whisky torbato vaporizzato sul bordo del bicchiere.
Non poteva mancare il cocktail “Easter Egg”, che “sorprende” grazie alla sua essenza: si presenta come un drink trasparente che sembra essere rinfrescante come un bicchiere d’acqua ma che in verità nasconde un’anima cremosa.
Il whisky M&H New Make, l’acido citrico e lo sciroppo speculoos si uniscono in un mix perfetto per concludere il pranzo pasquale con creatività. Infine lo “Springtail”, il cocktail della primavera: ananas, fragola, lime e granatina amalgamati insieme a rhum Damoiseau Gold, il liquore Damoiseau Shrubb (che presenta sentori di arancia candita, uva sultanina, miele e radici) e bitter rosso grazie alla tecnica “throwing”, che consente di emulsionare il drink mescolando in modo meno aggressivo rispetto alla classica shakerata e conferendogli una maggiore ossigenazione.
Ecco quindi le 5 ricette per preparare a casa i cocktail protagonisti della Pasqua 2024, i “dolci da bere” con cui sorprendere amici e parenti:


1 – Cinnamon Wheaster

10 ml succo di mela chiaro;
10 ml succo di melograno;
20 ml Bacanha sciroppo cannella;
Scorza d’arancia per guarnire.
Per realizzare il Cinnamon Wheaster, cominciate versando tutti gli ingredienti in uno shaker già raffreddato. Riempitelo per 3/4 con il ghiaccio e shakerate vigorosamente per circa 10 secondi.
Versate e
filtrate il contenuto in una coppetta precedentemente raffreddata. Infine, guarnite con una scorza
d’arancia.


2 – Choco Bunny

20 ml panna liquida;
10 ml Bacanha sciroppo nocciola;
Spolverata di cacao per guarnire.
Per preparare il Choco Bunny, versate tutti gli ingredienti in uno shaker precedentemente raffreddato e filtrate con tecnica double strain in una coppetta ben fredda. Come guarnizione, spolverate a piacimento il
cacao sul drink prima di servirlo.


3 – Purple Spring

30 ml succo di limone;
20 ml miele;
Vaporizzata di whisky Brave New Spirits Lighthouse Peated;
Polvere di fiori eduli per guarnire.
Aggiungete tutti gli ingredienti in uno shaker precedentemente raffreddato e agitate per circa 10 secondi.
Versate e filtrate in un tumbler basso, aggiungendovi un cubo di ghiaccio. Per un tocco finale, vaporizzate delicatamente il whisky torbato utilizzando uno spray sul bordo del bicchiere. Infine, guarnite con polvere
di fiori eduli.


4 – Easter Egg

25 ml acido citrico;
20 ml Bacanha sciroppo speculoos.
L’Easter Egg richiede un procedimento semplice. Iniziate versando tutti gli ingredienti nello shaker già raffreddato, quindi shakerate per circa 10 secondi. Filtrate in un tumbler basso con un cubo di ghiaccio. Da
servire senza guarnizioni.
Per preparare la soluzione di acido citrico: sciogliete 200 ml di acqua, 12 gr di acido citrico e 1,2 gr di acido
malico. Gli acidi si sciolgono anche in acqua fredda, mescolandoli delicatamente con uno spoon.


5 – Springtail

20 ml liquore Damoiseau Shrubb;
20 ml succo di ananas;
10 ml bitter rosso;
10 ml succo di lime;
10 ml Bacanha sciroppo granatina;
Fette di ananas e fragola per guarnire.
Inserite tutti gli ingredienti in uno shaker precedentemente raffreddato e shakerate con tecnica throwing per emulsionare il drink. Successivamente, versate il mix in un tumbler alto contenente i cubetti di ghiaccio.
Per completare il cocktail, aggiungete una fetta di ananas e fragola come guarnizione.

Snow Volley Festival 2024. Le montagne piemontesi protagoniste dell’evento europeo dello snow volley

Snow Volley Festival 2024. Le montagne piemontesi protagoniste dell’evento europeo dello snow volley

Le vette innevate delle montagne piemontesi si preparano ad accogliere il culmine dell’emozione sportiva con la tappa finale del CEV Snow Volleyball European Tour, assieme al rinomato Snow Volley Festival. Dopo trionfali soste a Bakuriani in Georgia e Erzurum in Turchia, la scena è pronta per l’evento clou dal 29 marzo al 1° aprile, che consacrerà Prato Nevoso come l’epicentro dell’élite europea dello Snow Volley.


Pasqua a Prato Nevoso (Cuneo) con i campioni dello snow volley

Il Presidente di Snow Volley Italia, Matteo Carlon, condivide l’entusiasmo di questo riconoscimento: “Prato Nevoso, già teatro delle epiche finali del Campionato Italiano, è la culla dalla quale lo Snow Volley ha preso vita in Italia. Accogliere una tappa dell’Europeo CEV è un omaggio alla nostra storia e alla passione che anima la nostra comunità”.
Il tanto atteso Snow Volley Festival, in programma dal 29 marzo al 1° aprile, si conferma come un’esperienza entusiasmante che coinvolge sia gli appassionati atleti amatoriali che i campioni di livello europeo.
Fedele alla sua tradizione, il festival offre l’opportunità agli iscritti ai tornei di sperimentare l’emozione della competizione su vari campi di gioco. Le categorie amatoriali includono tornei 3vs3 maschile e femminile, 2vs2 maschile, femminile e misto, nonché il torneo 4vs4 misto.
Ciò che rende unico l’evento di quest’anno è la partecipazione dei campioni provenienti da tutta Europa, pronti a sfidarsi nell’ambito dell’evento CEV. Secondo Matteo Carlon, l’aggiunta di questa competizione di alto livello arricchisce ulteriormente il festival, offrendo agli appassionati giocatori amatoriali la possibilità non solo di competere nelle categorie dedicate, ma anche di assistere da vicino alle straordinarie performance degli atleti di élite che si sfideranno nei campi appositamente allestiti in conca.


Tante altre attività collaterali ad animare il festival

In questo modo, lo Snow Volley Festival diventa un connubio unico tra il talento amatoriale locale e l‘eccellenza europea nel volley sulla neve, creando un’atmosfera vibrante e coinvolgente che unisce la passione per lo sport e lo spirito di competizione.
Come da tradizione all’evento di Prato Nevoso, non solo snow volley ma tante attività collaterali animeranno il weekend. Il clou dell’evento, il 1° aprile, sarà ilKing & Queen of the Court, un format moderno che ha già conquistato il pubblico nella scorsa stagione e che assieme allo Spring Splash, una vasca a fine piste, promette di trasformare il Lunedì di Pasquetta in un’occasione di festa per atleti e spettatori.
Gli Apres-Ski, gli Snowers Night Party a tema ‘Angeli e Demoni’ e ‘Baywatch’, uniti al festival musical ad alta quota “La Rossa Music Festival”, completeranno un programma irresistibile per il weekend.
Prato Nevoso si staglia come destinazione di prestigio, protagonista dell’ascesa irresistibile dello Snow Volley. L’evento promette di catturare gli animi degli appassionati e di affermarsi come uno degli spettacoli sportivi più coinvolgenti e indimenticabili della stagione.


Cos’è lo snow volley

Lo snow volley è praticamente la versione invernale del beach volley che anziché sulle spiagge viene giocato sui campi di neve delle più note località sciistiche.
Le regole che vengono applicate sono esattamente le stesse regole del beach volley.
L’area di gioco è un rettangolo che misura 16x8m circondato da una zona libera larga almeno 3m; il campo è delimitato da linee di gioco larghe 5–8 cm mentre l’altezza e le caratteristiche della rete sono le stesse della pallavolo (2.24m per le donne e 2.43 per gli uomini).
Il numero di partecipanti per squadra è di due giocatori e non sono ammessi cambi; i giocatori sono liberi di disporsi all’interno del campo da gioco, eccezion fatta per il giocatore di servizio. Il fallo di posizione non è previsto, deve essere rispettato l’ordine del servizio e un membro della coppia riveste il ruolo di capitano. Si gioca con scarpe con un buon carro armato o con tacchetti che possano fornire una buona presa sul terreno, come ad esempio quelle da calcio o da trekking, a meno di specifiche e momentanee autorizzazioni.

 

200 parapendii e deltaplani in volo sul Monte Grappa a Pasqua

200 parapendii e deltaplani in volo sul Monte Grappa a Pasqua

Dal 27 marzo al primo aprile torna il summit mondiale dei migliori piloti al mondo, anche da Cina e Corea. É il “Trofeo Montegrappa”: gli Icaro moderni saranno impegnati in gare lunghe anche oltre cento chilometri dai Colli Asolani a quelli vicentini.
Emanuele Reginato, presidente del Consorzio Turistico Vivere il Grappa: “Oltre centomila presenze all’anno per il volo libero, indotto da decine di milioni di euro per il territorio”


I colori dei moderni Icaro in volo sul Grappa

Chi osserverà il cielo del Monte Grappa nei giorni di Pasqua lo vedrà colorarsi di centinaia di vele colorate. Saranno circa duecento i moderni Icaro a prendere il volo per il Trofeo Montegrappa, l’evento che ogni anno raduna il gotha mondiale del parapendio e del deltaplano alle pendici del sacro monte, per godere delle correnti ascensionali uniche a livello europeo, ma soprattutto per sfidarsi in epiche battaglie lunghe anche più di cento chilometri lungo l’arco delle Prealpi trevigiane e vicentine, passando per il Massiccio del Monte Grappa, recentemente insignito del bollino Mab Unesco. 


Cos’è il “Trofeo Monte Grappa”

Il Trofeo Montegrappa, fondato nel 1982, è giunto alla 38ma edizione (alcune nel corso degli anni non si sono disputate) e da tradizione si celebra sotto le festività pasquali, quest’anno dal 27 marzo al primo di aprile.
Le fasi di decollo e atterraggio sono in assoluto le più spettacolari: i piloti saranno visibili dai Colli Asolani ai colli vicentini (Malo, il Monte Carega e il Monte Pasubio a ovest) per decine di chilometri di cielo.
Gli atterraggi ufficiali saranno al confine tra le province di Treviso e Vicenza: a San Giacomo a Romano d’Ezzelino, Garden Relais, Paradiso e San Pierin a Borso del Grappa. I punti di decollo ufficiali invece sulle Antenne di Rubbietto a Conco-Lusiana e Romano d’Ezzelino. 

“Per il secondo anno di seguito gareggeranno assieme parapendii e deltaplani”, spiega Lorenzo Zamprogno, presidente del Club Volo Libero Montegrappa, associazione attiva dal 1979 che, in collaborazione con l’ Aeroclub Aec Blue Phoenix, organizza l’evento.
“La partecipazione è limitata a 150 piloti di parapendio tra i migliori del panorama internazionale e a 48 piloti di deltaplano, 200 professionisti in tutto che durante le cinque giornate di gara si sfideranno tra loro per conquistare le “boe” definite dalla commissione di gara e completare il percorso nel più breve tempo possibile. Avevamo anche molte altre richieste, ma non abbiamo la possibilità di accogliere tutti i piloti che vorrebbero partecipare.”
Sarà battaglia: confermata la presenza dei migliori piloti al mondo di parapendio, professionisti provenienti da venti nazioni diverse tra le quali Germania, Francia, Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera, Gran Bretagna e Ungheria, ma anche da Islanda, Finlandia e persino da Cina e Corea.
Non dimentichiamo che la selezione è durissima: i partecipanti vengono scelti tra i migliori 150 al mondo secondo il ranking Fai.

Le regole del trofeo

Il Trofeo di deltaplano esiste dal 1982 quello di parapendio dal 1990.
Si tratta di una delle competizioni più famose al mondo, sia per la sua longevità che per il contenuto tecnico della competizione ed è riconosciuta dalla federazione aeronautica internazionale FAI.
Il Trofeo Montegrappa si svolge su cinque “task” (ossia manches), una al giorno.
Si tratta sostanzialmente di una gara di velocità. Il percorso viene assegnato dal direttore di gara su base giornaliera e consiste in una serie di boe da smarcare tramite il GPS di bordo.
La partenza si svolge in due fasi i piloti hanno circa un’ora per decollare e posizionarsi in cielo vicino alla linea di partenza virtuale. Al momento stabilito dall’organizzazione possono attraversare la linea tutti assieme e iniziare il volo verso la meta.
Il pilota che nel minor tempo possibile completa il percorso è il vincitore di giornata. La somma dei punteggi sancirà chi conquista le varie medaglie, divise tra le categorie “assoluta”, “serial”, “sport” e “femminile” in base alle certificazioni dei vari piloti.
Per ragioni di sicurezza e d’organizzazione la partecipazione ad oggi è limitata a 150 piloti di parapendio: 140 piloti selezionati in base al ranking FAI WPRS al 31 dicembre 2023; 7 wild card assegnate dall’organizzazione; 3 wild card assegnate dal Team Leader della nazionale italiana e 10 posti riservati alle donne.
Gli atterraggi ufficiali per l’edizione 2024 saranno a San Giacomo a Romano d’Ezzelino, Garden Relais, Paradiso e San Pierin a Borso del Grappa.
I punti di decollo ufficiali invece sulle Antenne di Rubbietto e a Conco-Lusiana.  Organizza l’Asd Volo Libero Montegrappa, attivo dal 1979, il presidente è Lorenzo Zamprogno, in collaborazione con l’AeC Blue Phoenix il cui presidente è Zanocco Damiano.
Pedemontana e Grappa: capitale mondiale del volo libero


Le correnti ascensionali che fanno la differenza

Lo sport del volo libero ha trovato a Borso del Grappa, nel Trevigiano, le condizioni ideali per essere praticato.
Le ragioni del successo di questa disciplina sono essenzialmente tre. Innanzitutto, le particolari condizioni meteorologiche che consentono lo sviluppo di correnti ascensionali praticamente nell’arco di tutto l’anno, permettendo voli della durata anche di alcune ore.
Correnti che nascono di fronte a precipizi quasi verticali, dai quali è ideale iniziare il volo.
Quindi, la facilità con la quali si possono raggiungere i diversi punti di decollo, situati sul versante meridionale del massiccio. Infine, la presenza di aree di atterraggio ritenute di grande validità sotto il profilo della sicurezza.


Pedemontana e Grappa capitali del volo libero

Ma non sarà solo un evento sportivo. L’indotto economico locale è enorme, se si pensa che il volo libero da solo vale circa il 13% del Pil dell’intero Comune di Borso, considerato dagli addetti ai lavori una sorta di capitale europea per il settore.
Non ci sono stime aggiornate, ma a livello territoriale si parla di decine di milioni di euro di indotto.
Il volo libero rappresenta infatti un’importante risorsa turistica per la Pedemontana. Sono oltre centomila le presenze turistiche generate, si stima che ogni stagione passino in questi luoghi circa ventimila piloti per uno sport ancora poco conosciuto in Italia, considerando che il bacino d’utenza maggiore è la Germania, dove ci sono 45.000 appassionati.

 

 

Pasqua in Estonia: antiche tradizioni e nuovi inizi

Pasqua in Estonia: antiche tradizioni e nuovi inizi

La Pasqua in Estonia è una festività ricca di tradizioni e significato spirituale che coinvolge l’intera comunità.
Segna anche l’inizio della primavera: è un momento di festa ideale per rievocare le antiche tradizioni popolari e dare il benvenuto alla nuova stagione. Durante questo periodo, le famiglie si riuniscono per condividere momenti di gioia e vivere le antiche usanze.


Kevadpüha, la festa di primavera

Visitare l’Estonia durante la Pasqua è un’occasione unica per immergersi nella cultura locale e partecipare alle festività tradizionali. Le città e i villaggi si animano, offrendo ai visitatori un’esperienza indimenticabile e autentica.
Nel calendario popolare estonela Kevadpüha o festa di primavera cade tra il 16 marzo e il 20 aprile nella settimana che precede la Pasqua.
La domenica di Pasqua viene solitamente celebrata con un lungo pranzo, con la tintura e la caccia all’uovo.
Un’arte che viene tramandata di generazione in generazione è la decorazione delle uova. È infatti usanza comune decorare le proprie uova, usando coloranti naturali come bucce di cipolla o succo di barbabietola per poi metterle in un cesto come centrotavola per il pranzo pasquale.
Secondo il calendario popolare estone ad ogni colore è attribuito un significato: rosa – gentile, verde – speranza, blu – fedeltà, giallo – falsità e grigio – equilibrio.  Secondo la tradizione l’uovo era un dono dalle ragazze ai ragazzi. Infatti le ragazze lasciavano che i ragazzi scegliessero un uovo di Pasqua, e a seconda di quale avrebbero scelto, le ragazze sarebbero poi state in grado di giudicare la loro personalità.
Avere uova vere in tavola è fondamentale per la tradizionale competizione con le uova. Le regole sono semplici: battere l’estremità dell’uovo contro quella dell’avversario e il guscio che non si rompe è il vincitore.


Zona che vai tradizione che trovi: Tallin, Setomaa e Obinitsa

Le usanze pasquali e le tradizioni variavano – e in parte variano ancora – nelle diverse regioni dell’Estonia. Si tratta principalmente di una celebrazione familiare ma ci sono alcuni luoghi in cui è possibile vivere un’autentica Pasqua estone.
A TallinnL’Estonian Open Air Museum celebra ogni anno alcune delle più antiche tradizioni pasquali.
Oltre alla competizione con le uova si può provare lo swing sull’altalena, in riferimento alla tradizione di dondolarsi sulla grande altalena di legno del villaggio la domenica di Pasqua.
A Setomaa, nel Sud-est dell’Estonia, si celebra questa festività con la “lotta” delle uova. Date le differenze di calendario, a Setomaa la Pasqua si svolge più tardi rispetto al resto dell’Estonia.
In alcuni villaggi, come Obinitsa, la Pasqua viene celebrata riunendosi su una collinetta sabbiosa, chiamata munaloomka. I partecipanti si sfidano facendo rotolare le uova giù per la collina.
Lo scopo è far rotolare il proprio uovo lungo la loomka(lo scivolo) e colpire un altro uovo. La persona il cui uovo rimane intatto, vince!


A proposito dell’Estonia…

Natura, cultura, arte, storia, ma anche innovazione e modernità sono le innumerevoli esperienze racchiuse in un viaggio in Estonia, paese dalle mille sfaccettature, con una popolazione di 1.300.000 abitanti su una superfice di 45.300 kmq, che aspetta solo di essere scoperto.
Un arcobaleno di colori. Dal verde dei boschi, che occupano il 51% del paese, al blu del mare e degli innumerevoli corsi d’acqua e laghi, al rosso e viola dei tramonti infuocati, dal bianco candore delle immense distese di neve nei mesi invernali agli innumerevoli toni di giallo e marrone delle torbiere: un vero piacere per gli occhi e per la mente.
Dalle lunghe notti d’estate a una sorprendente “quinta stagione”, fino a una combinazione di profumi baltici, nordici e scandinavi, l’Estonia è un mistero che si svela ai viaggiatori curiosi, liberi di esplorare a modo proprio un luogo unico e senza tempo.
Qui la natura fa da padrona, ma al contempo un rapido sviluppo tecnologico ha contribuito a rendere l’Estonia un paese digitale e uno dei più informatizzati al mondo, combinando con molta semplicità tradizione e innovazione, l’architettura del legno con gli ambienti tecnologici più innovativi. Qui tutto si può fare online, tranne sposarsi e divorziare!
Un viaggio in Estonia combina la voglia di perdersi nella natura con il desiderio di rivivere tradizioni storiche come una visita alla città di Tallinn, patrimonio mondiale dell’UNESCO, il cui centro medioevale è uno dei meglio conservati al mondo. E non si può certo dimenticare Tartu nel sud del paese, la più antica città baltica, sede della prima università del nord Europa. L’Estonia vi sorprenderà col calore dei suoi abitanti, i mille sapori della sua variegata cucina, i colori della natura, la sua storia e le sue tradizioni.

Trekking nel Garda Trentino: 5 percorsi per la bella stagione

Trekking nel Garda Trentino: 5 percorsi per la bella stagione

Con vista sul Lago di Garda, sugli specchi d’acqua turchese della Valle di Ledro e della Valle dei Laghi, tra i paesaggi verdi della Val di Gresta oppure attraverso boschi silenziosi e inebrianti fioriture, anche nella zona di Comano… questi cinque tracciati nel Garda Trentino risveglieranno curiosità e desiderio di avventura.
Nel Garda Trentino ogni passo risveglia un’emozione: con oltre 1000 km di itinerari, differenti livelli di difficoltà e durata e un particolare microclima, è possibile immergersi nelle atmosfere dei luoghi in modo attivo, sempre a contatto con la natura.
Ciascuno dei suoi ambiti – Riva del Garda, Arco, Val di Gresta, Nago-Torbole sul Garda, Dro, Drena, Tenno, Valle di Ledro, Comano e Valle dei Laghi – cela preziosi tesori, da scoprire passeggiando a ritmo lento o più dinamico.
Con l’arrivo della bella stagione, ecco cinque percorsi perfetti da percorrere in solitudine, con gli amici, con la famiglia (compresi i più piccoli) oppure con il proprio amico a quattro zampe… tra la primavera e l’estate non resta che scegliere tra questi trekking di tipo panoramico, geologico-naturalistico o d’interesse storico e culturale.

foto Prugnol


Monte Creino, a spasso nel distretto biologico del Garda

Un luogo da ricercare, al di fuori delle mete più affollate del fondovalle, nel verde profondo ai piedi del monte Stivo è la Val di Gresta, il primo distretto biologico del Trentino.
Qui i campi e gli orti si susseguono ben curati e regalano una varietà di ortaggi, sani e saporiti, coltivati secondo pratiche agricole biologiche e sostenibili, intimamente legate al ritmo delle stagioni, a un tempo che non è scandito dagli orologi ma dalla natura stessa.
Una visita in Val di Gresta invita proprio ad abbracciare questo ritmo, a rallentare e a godersi ogni minuto. Anche quanto si decide di praticare attività fisica all’aria aperta… l’effetto rigenerante del verde è assicurato.
Come avviene percorrendo il percorso pianeggiante tra i campi coltivati della Val di Gresta, dalle trincee alla cima del Monte Creino.
L’escursione, poco impegnativa e adatta a tutti, si addentra nel bosco dove, ai lati della strada, si incontrano numerosi allestimenti di ”arte ambientale” realizzati dagli alunni delle scuole elementari della valle. L’itinerario prosegue fino ai primi resti di quello che fu un importante caposaldo ed osservatorio di artiglieria austroungarico; percorrendo la trincea, si arriva verso la cima del Monte Creino, spettacolare terrazzo sul Lago di Garda.


Sentiero Dromaè, colorate e avvolgenti fioriture

Situata a pochi km dal Lago di Garda, la Valle di Ledro è un paradiso per tutta la famiglia. Dromaè è tra le zone più belle della Valle di Ledro, specialmente in tarda primavera.
Lungo il sentiero austroungarico di Dromaé, i prati si riempiono di peonie rosa, narcisi bianchi e orchidee montane.
La leggerezza di questi fiori fa da contraltare ai resti ancora visibili
delle trincee e dei tunnel utilizzati dai soldati austriaci durante gli anni della Prima Guerra Mondiale (quando la Valle di Ledro costituiva il fronte tra l’Impero Austro-Ungarico e il Regno d’Italia).
Arrivati sul belvedere
di Dromaè, ecco aprirsi un panorama eccezionale sulla Valle di Ledro. In una giornata limpida l’occhio può spaziare dall’Adamello al Lago di Garda, da Tremalzo al Monte Corno.

Valle di Comano

Cima Sera e Malga Stabio, serenità naturale

A maggio la natura si risveglia anche nella Valle di Comano, un luogo dove distendere i sensi e lasciarsi trasportare dall’autenticità del paesaggio circostante.
Pennellate di colori si mescolano con i delicati profumi della primavera e alcuni tracciati offrono panorami incantevoli.
È il caso del sentiero che porta fino a Malga Stabio e Cima Sera, disseminato di coloratissimi crocus dai toni pastello.
Il punto di partenza dell’escursione è Passo Duron (Durone), la porta di accesso alle Giudicarie Esteriori; da qui il sentiero sale abbastanza ripido, soprattutto nel primo tratto, ma è percorribile anche da bambini abituati a camminare: lo sforzo verrà ripagato dallo splendido alpeggio che ospita Malga Stabio.
Per chi volesse proseguire e raggiungere Cima Sèra, il percorso prosegue nel bosco per altri 500 metri di dislivello, superati i prati proprio di fronte a Malga Stabio.
In poco tempo si raggiunge un primo punto panoramico denominato la “Piazzola” a quota 1572 metri, ma è dalla cima che lo spettacolo si allarga sul Trentino sud-occidentale, dalle Prealpi Trentine alle Dolomiti di Brenta e i ghiacciai dell’Adamello e Presanella.

lago Cavedine

Sentiero archeologico di Cavedine, tra storia e avventura

La Valle dei Laghi è un territorio affascinante, punteggiato da paesini e insediamenti rurali, inseriti in un panorama naturale di frutteti e vigneti.
Non mancano le tracce della storia: il sentiero archeologico di Cavedine permette di ricostruire, attraverso siti e ritrovamenti archeologici, le vicende che hanno interessato la Valle dei Laghi nel corso dei secoli.
La prima parte del percorso si snoda lungo la dorsale occidentale della Valle di Cavedine e già dopo pochi minuti si incontra la cosiddetta fontana romana, una struttura sotterranea in muratura, risalente all’epoca etrusca. Il sentiero continua offrendo in successione altri punti di interesse come il capitello dell’Assunta, a ricordo dei valligiani emigrati nel secolo scorso, ma soprattutto la Cosina di Stravino, antico sito funerario risalente all’Età del Bronzo, come testimoniano i reperti ritrovati in prossimità del sito.
Prima del rientro a Cavedine si incontra un altro sito storico di notevole importanza per la sua iscrizione funeraria di sicura origine romana e localmente noto come carega del diaol (sedia del diavolo) o trono della regina.

Il Garda visto dall’alto. Foto Alice Russuolo

Monte Brione, tracce storiche e inebrianti fioriture

In tutto il Garda Trentino sono numerosi i percorsi escursionistici di carattere storico che, con diversi livelli di difficoltà, invitano a calcare le orme del passato, attraverso le tracce scolpite sulla roccia dagli eventi drammatici della Grande Guerra.
Esempio significativo è il Monte Brione, che si trovava al centro della poderosa linea difensiva costruita dall’impero Austro-Ungarico, oggi accessibile grazie all’agile trekking “I Forti del Monte Brione”.
Un percorso alla portata di tutti, in concomitanza ad un tratto del Sentiero della Pace, per scoprire le fortezze austriache a difesa del confine.
Immersi nel silenzio, oltre alle testimonianze ben visibili di quegli anni, gli occhi però possono posarsi su molto altro. Il Monte Brione, infatti, è oggi un’area protetta per la sua flora, tipicamente mediterranea, caratterizzata da un’elevata biodiversità al punto da essere stato riconosciuto come Sito di Importanza Comunitaria, inserito nella rete europea delle aree protette Natura 2000.
Una passeggiata su “quest’isola postglaciale” offre la possibilità di immergersi tra ben
oltre 500 specie di piante, alcune tipiche delle zone montane, molte altre caratteristiche di ambienti dal clima mediterraneo, come il leccio e la ginestra; altre ancora, crescono esclusivamente qui, sulle rive del Lago di Garda. Dalla cima, infine, si può godere di un bellissimo panorama su tutto il Lago.