Mar 15, 2024 | Enogastronomia, Territori
“Alogastronomia” parola di cui pochi avranno sentito parlare e che origina da “ale”, termine inglese per fermentazione indica l’abbinamento tra questa bevanda e i prodotti gastronomici è un neologismo appositamente coniato dall’Associazione Apecchio Città della Birra per indicare l’abbinamento cibo – birra e di cui si sta occupando anche l’Accademia della Crusca.

Una parola tutta da scoprire
La complessa nuova parola che consacra Apecchio come capitale nazionale anche culturale della birra artigianale indica quindi l’abbinamento birra-cibo che va ben oltre il tradizionale e inesatto binomio birra-pizza.
Birra e pizza infatti, con il grande carico di carboidrati sono in realtà un attentato alla digestione e al sonno, specie se consumate di sera. Quindi ben venga la ricerca di altre curiose accoppiate.
Torniamo al neologismo che in attesa dell’opinione dell’Accademia della Crusca è stato coniato recuperando l’antico termine anglosassone “ale” che designa un tipo di birra chiara ad elevata gradazione alcolica con “gaster” e “nomia” entrambe di derivazione greca.

Foto Fábio Alves per UNsplash
La cultura della “bionda”
L’alogastronomia è quindi un parolone inventato da Apecchio, un concetto in cui s’intende racchiudere e valorizzare tutta la complessa rete della filiera della bionda bevanda che va dalla produzione alla fruizione.
della stessa.
Un mondo quello della birra alle nostre latitudine non popolare e tradizionale come in altre regioni del vecchio continente e quindi meno noto di quello dell’enologia ma che affascina fra tradizione e territorio, fra materie prime, tecniche di produzione e ricerca della qualità.
Ultimo, ma solo in ordine di filiera l’approccio con alogastronomia e quindi con l’abbinamento a tavola.

Nel cuore delle Marche ecco la “capitale italiana della birra”
Nelle Marche la birra artigianale trova, perdonate il gioco di parole, il suo terreno fertile. Quando si parla di birra marchigiana, citare Apecchio è d’obbligo: è stato infatti questo luogo una delle prime realtà che ha iniziato a promuovere le bionde sul mercato nazionale e internazionale diventando protagonista dell’arte brassicola.
Ma perché proprio ad Apecchio? Perché l’acqua del sovrastante Monte Nerone si è rivelata ottima per la birra e l’alta quota, con una bassissima umidità e una marcata escursione termica, ha creato le condizioni ottimali per la lavorazione e la conservazione del prodotto.
La birra artigianale in questa zona è diventata quindi un prodotto di grande interesse da diversi anni. Grazie agli investimenti di alcune aziende locali, oggi la birra nel territorio ha importanza rilevante come qualità, esportata su tutto il territorio nazionale ed europeo.

La cultura della “bionda”
Di Apecchio da quest’anno insignita del titolo di bandiera arancione del Touring Club Italiano vi abbiamo parlato nel nostro articolo dedicato alle 4 nuove magnifiche località dell’entroterra italiano premiate dal Touring Club ma con l’alogastronomia apriamo un mondo tutto da conoscere.
Nel frattempo scopriamo quindi l’Associazione Nazionale Città della Birra’ che raccoglie di comuni italiani che hanno sul loro territorio almeno un birrificio artigianale o agricolo di qualità.
Come per il vino nessuno sa quando è nata precisamente la birra, così la nascita della prima bevanda prodotta dalla fermentazione dei cereali si perde nella notte dei tempi.

Foto di amiera06 da Pixabay
Piccole pillole di degustazione e abbinamento
L’abbinamento di cibo e birra segue in linea di massima i principi cardini dell’abbinamento cino vino.
Niente di nuovo?
Beh, oltre a qualche similitudine ( conoscenza della tecnica di degustazione e adeguata padronanza delle regole di abbinamento) c’è un mondo tutto da scoprire…
Oltre alle caratteristiche organolettiche della birra è necessario utilizzare i corretti descrittori per il cibo.
Gli aspetti su cui focalizzare maggiormente la valutazione ai fini del corretto abbinamento sono: sapidità, tendenza dolce, grassezza, tendenza acida, tendenza amarognola, untuosità, succulenza, persistenza gusto – olfattiva e gli abbinamenti possono essere per contrasto o per concordanza.
L’abbinamento per contrasto di sapori nella birra consiste nell’accostare birre aventi caratteristiche antitetiche a quelle dei cibi, perseguendo l’obiettivo di pulizia della bocca e della predisposizione ad accogliere la porzione successiva.
I cibi a tendenza dolce (riso, pasta, vegetali amidacei e zuccherini, crostacei, prosciutto cotto, carne al sangue) richiedono una certa durezza della birra, fornita da componenti acide, sapide e da una spiccata effervescenza.
Gli elementi con spiccata tendenza amarognola come le carni grigliate, alimenti speziati o aggiunti di erbe aromatiche, insalate amare e carciofi, sono ottimamente controbilanciati da birre molto morbide.
Medesime considerazioni possono essere effettuate nel caso di pietanze a tendenza acida, quali condimenti con salse di pomodoro, marinature con limone o aceto.
I piatti a base di carni untuose e i cibi succulenti (spezzatini, zuppe di pesce) trovano il giusto accompagnamento con birre particolarmente alcoliche ed amaricate.
Allo stesso modo, in termini generali, i cibi grassi (salumi, formaggi) ben si adattano a birre con spiccata effervescenza, buona alcolicità e tannicità.
L’abbinamento per similitudine considera gli aspetti di struttura ed intensità e persistenza gusto-olfattiva. Gli alimenti con struttura consistente richiedono birre altrettanto corpose e strutturate, al contrario con cibi delicati sono consigliate bevande con minor carattere.
I cibi particolarmente profumati, come quelli a cui sono state aggiunte spezie e aromi, trovano il giusto equilibrio con birre di particolare aromaticità.
Mar 14, 2024 | Enogastronomia, Territori
L’associazione dei viticoltori dell’Istria slovena ha organizzato lo scorso fine settimana il 26° Festival della Malvasia, gusto raffinato del Mediterraneo. Il festival aperto al pubblico ha attirato a Portorose oltre 2000 visitatori provenienti da tutta la Slovenia e dall’estero, che in due giorni di durata del festival, hanno potuto degustare le malvasie prodotte da più di 70 viticoltori provenienti dell’Istria slovena, da Goriška brda, dal Carso, dalla valle d Vipava, dall’Istria croata e dall’Italia.
Ma non è finita qui. Questo vitigno è così amato su questa sponda dell’Adriatico che dal 9 al 12 aprile a Parenzo in Croazia si svolgerà addirittura il Campionato del Mondo della Malvasia che lo scorso anno ha visto in gara ben 273 campioni di Malvasia proveniente da 10 Paesi: Croazia, Italia, Slovenia, Grecia, Spagna, Germania, Usa, Portogallo, Montenegro e Serbia.

Alla scoperta della Malvasia
La Malvasia è indubbiamente la stella incontrastata fra le uve autoctone del nord est e del litorale adriatico opposto al nostro.
Diffusissima nel Carso e sul litorale istriano è una pianta nata vicino al mare, sulle coste assolate del Peloponneso che si è poi diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo grazie ai commerci della Repubblica di Venezia. E’ un vitigno dalle origini molto antiche dato che si ritiene che il suo nome derivi dalla parola greca “malakos”, che significa “molto profumato”.
Una caratteristica insita già nel nome per questo vitigno originario dell’area del Mediterraneo orientale che si è diffuso in molte regioni vinicole del mondo, ma decisamente in quasi tutti i paesi che sul Mediterraneo si affacciano come l’Italia, la Spagna, la Grecia, il Portogallo e la Francia.
Secondo gli scrittori greci Krimbas (1943) e Logothetis (1963), il nome Malvasia deriva dalla città greca di Monemvasia nel Peloponneso.
Nel XIV secolo a Venezia tutti i vini provenienti dalla Grecia venivano venduti sotto il nome Malvagia, e le taverne dove veniva venduto questo vino si chiamavano Malvasia.
Oggi esistono diverse varietà di Malvasia, ognuna con caratteristiche distintive. Alcune delle varietà più conosciute sono la Malvasia Bianca, una delle più diffuse e conosciuta per i suoi aromi floreali e fruttati; la Malvasia Nera utilizzata principalmente per la produzione di vini rossi e rosati, con note di frutta nera e spezie; la Malvasia di Candia coltivata principalmente in Italia e che produce vini bianchi aromatici con note di agrumi e fiori; la Malvasia Istriana coltivata principalmente nella regione dell’Istria in Croazia e in Italia nord-orientale che produce vini bianchi secchi e aromatici e infine la Malvasia Fina diffusa in Portogallo e Spagna che produce anch’essa vini bianchi secchi ma dolci con note di agrumi e miele.
I vini prodotti con la Malvasia sono noti, come accennato e come già si evice dall’origine greca del suo nome per la loro aromaticità, freschezza e complessità.
Possono variare da secchi e freschi a vini dolci e ricchi, a seconda della varietà e dello stile di produzione. I vini Malvasia spesso mostrano aromi e sapori di fiori, frutta matura, agrumi e spezie.

Malvasia: stella del vino istriano
La Malvasia è a tutti gli effetti la stella del vino istriano ed è presente in questa regione da molto tempo, ma fu menzionata ufficialmente per la prima volta all’Esposizione del vino di Zagabria nel 1891.
Nella storia veniva spesso etichettato come Malvasia bianca o semplicemente come Malvasia, mentre dalla metà del XX secolo viene etichettato anche come Malvasia istriana e da allora ha ricevuto molta più attenzione sulla scena vinicola istriana.
La Malvasia istriana appartiene alle varietà più antiche, come il Pinot o il Gamay. Ricerche ampelografiche e genetiche hanno stabilito che la Malvasia istriana si differenzia dalle altre varietà che portano il nome Malvasia, il che la rende una varietà autoctona istriana.
Si ritiene che la Malvasia in Istria abbia origini molto antiche dato che questa regione che era crocevia di culture e tradizioni vinicole che hanno contribuito allo sviluppo e alla diversificazione della Malvasia Istriana nel corso dei secoli.
Il clima mediterraneo, con l’influenza del Mar Adriatico e delle Alpi Dinariche, offre condizioni ottimali per la sua coltivazione. I suoli calcarei e argillosi della regione conferiscono ai vini una mineralità distintiva e complessità aromatica.
Le Malvasie d’Istria sono note per i loro aromi floreali, fruttati e speziati. Possono mostrare note di fiori bianchi, pesca, mela, ananas, agrumi, erbe aromatiche e spezie, con una freschezza e una vivacità che li rendono piacevoli da bere
Un vitigno che può anche essere utilizzata per produrre una varietà di vini, compresi quelli secchi, leggermente frizzanti, dolci e da dessert. I vini secchi sono particolarmente apprezzati per la loro vivacità e freschezza, mentre i vini dolci e passiti possono mostrare una complessità e una ricchezza aromatica eccezionali.
Negli ultimi decenni, la Malvasia Istriana ha vissuto una sorta di rinascita, con una maggiore attenzione da parte dei produttori locali e una crescente popolarità sui mercati internazionali. Hanno ricevuto peraltro riconoscimenti e premi da parte di critici ed esperti del settore.
Mar 13, 2024 | Territori
Richiamo delle acque, sempre con il vento a favore; territori visti da “altRe” prospettive, con uscite di
un’intera giornata o brevi salite; pedalate lungolago, fra borghi storici, vigneti e oliveti.
La natura stessa del Garda Trentino – che comprende gli ambiti di Riva del Garda, Arco, Nago-Torbole, Tenno, Dro-Drena, la Valle di Ledro, Comano, la Valle dei Laghi e la Val di Gresta – celebra lo spirito sportivo e le avventure all’aria aperta.
Con l’atmosfera elettrizzante della primavera, il territorio si trasforma in un palcoscenico di emozioni non
solo per le innumerevoli possibilità, che il dolce clima mite risveglia, ma perché si prepara a essere il
cuore pulsante di competizioni nazionali e internazionali dedicate ad ogni specialità sportiva.
Per chi è pronto a gareggiare ma anche per chi ama fare il tifo, ecco gli imperdibili appuntamenti della
stagione.

Le emozioni iniziano con una novità: Sail&Ski
Dal 14 al 17 marzo 2024 sci e vela si uniscono per creare una forte sinergia non solo fra atleti, ma anche tra due territori, il Garda Trentino e Madonna di Campiglio.
Da sempre, infatti, velisti e windsurfisti disegnano coreografie sulle acque blu cobalto del lago di Garda
spinti dal Pelèr, il vento mattutino proveniente da nord, e al pomeriggio dall’Ora, la brezza da sud; è
proprio la loro regolarità ad aver fatto guadagnare al Garda Trentino il primato, a livello internazionale, non
solo per gli amanti della vela e di tutte le discipline water, ma anche per campioni e atleti di tutto il mondo.
Allo stesso modo, Madonna di Campiglio, è considerata la regina delle nevi, con più di 150 chilometri di
piste perfettamente innevate, nonché una delle località più chic, glamour e alla moda delle Dolomiti.
Grazie a questo evento, appassionati ed esperti del settore potranno assistere a uno scenario sportivo
mondiale, nell’alternarsi di regate e gare di sci, che mostrerà uno spettacolo competitivo di alta qualità e
professionalità, così come la vocazione multidisciplinare dei due territori.

Lake Garda 42
Dal 12 al 14 aprile 2024 immancabile la Maratona del Lago di Garda, Lake Garda 42, gara podistica con una vista mozzafiato sul lago e sui pendii montuosi, che attraversa Limone, Riva del Garda, Arco, Torbole per arrivare a Malcesine.
L’alternarsi del rumore dell’acqua del lago, della brezza fresca, della vista spettacolare sulle montagne, passando tra i centri storici, fra vigneti e frutteti, daranno l’energia giusta per uscire dal torpore
invernale e raggiungere il traguardo.
A scelta, si potranno percorrere anche 21 chilometri della mezza maratona partendo da Arco. Quando?
Domenica 14 aprile: due tracciati, un paesaggio unico e un programma entusiasmante, che prevede
anche un’area Expo, un’area gastronomica, side events e la cheering zone.
E non è tutto! Per i più piccoli si svolgerà la Lake Garda Kids Run, un percorso di 1,3 chilometri a Riva del
Garda, sabato 13 aprile.

30esima edizione del Bike Festival
Dal 2 al 5 maggio 2024 appuntamento fisso per i rider di tutto il mondo, il Bike Festival 2024 si presenta con un’edizione senza precedenti.
Riva del Garda continuerà ad essere la cornice per i quattro giorni del Festival, con tutte le ultime novità e tecnologie del mercato, entusiasmanti gare e molto altro ancora.
Il fulcro del Festival sarà l’area espositiva, in cui tutti i grandi marchi della scena ciclistica porteranno le
loro innovazioni e attireranno gli appassionati con presentazioni, test di prodotto e nuove tendenze.
Parallelamente, si svolgerà un ampio e variegato programma di appuntamenti e competizioni sportive,
dedicati alla MTB, all’eMTB e alla Gravel, a sua volta con importanti new entry… A breve il programma
ufficiale dell’evento sul Sito dedicato.

Garda Trentino Trail e Ledro Sky
Alto valore tecnico e splendida cornice territoriale dal 17 – 19 maggio 2024 e il 16 giugno 2024 per il Ledro Sky. Trail running e natura, corsa e paesaggi spettacolari sulle rive del Lago di Garda, del Lago di Ledro e del Lago di Tenno, la Garda Trentino Trail è l’evento internazionale che riunisce quattro percorsi di
lunghezza diversa e tutta la magia dell’Alto Garda e della vicina Val di Ledro.
La Garda Trentino Trail, 62 km con partenza da Riva del Garda; la Ledro Trail, 44 km con partenza da Molina di Ledro; la Tenno Trail, 30 km con partenza da Arco; Garda Trentino Run, 11 km con partenza da Arco.
Dopo l’esordio dello scorso anno, l’edizione 2024 riproporrà anche la Garda Trentino Trail “Extra”, gara
adatta ai più esperti, con una distanza di 150 chilometri e 10.000 metri di dislivello.
Appena un mese dopo, l’azzurro del cielo, il blu del lago, il verde dei prati faranno da sfondo anche alla Ledro Sky, emozionante gara di Trail running in montagna.
Il percorso prenderà il via da Mezzolago e raggiungerà velocemente il paese di Pieve di Ledro, per
inerpicarsi poi sul Monte Cocca fino a Bocca Saval. Da lì parte il Senter dele Greste, un tratto mozzafiato
sul crinale che collega Cima Parì, Cima Sclapa e Cima d’Oro, sospeso tra i due fianchi della montagna
che scendono ripidi fino a valle. Sarà come correre a fil di cielo con i piedi nella storia.
La discesa verso Mezzolago, infatti, attraversa i prati di Droma è e mostra le trincee costruite dai soldati austro-ungarici durante la Grande Guerra.

Al termine di tutte queste sfide, ecco le conquiste anche per il palato
Tra nuove fioriture e profumi inebrianti, il territorio eclettico del Garda Trentino regala un’estesa varietà di
prodotti locali unici, per un’offerta enogastronomica di altissima qualità e un altrettanto ricco calendario di
proposte e iniziative per favorirne il più possibile la conoscenza… e l’assaggio!
Immancabile l’appuntamento di primavera con “il passito dei passiti”, DiVinNosiola, nella Valle dei Laghi.
Grazie a proposte culturali, degustazioni e momenti nella natura, l’evento celebra l’uva Nosiola e la
ricchezza di tradizioni ed eccellenze legate alla sua lavorazione, come il Vino Santo Trentino DOC
presidio Slow Food, le grappe di Nosiola e di Vino Santo.
L’evento – come i molti altri nel Garda Trentino – vuole essere l’omaggio del territorio al suo gioiello più
prezioso, a un’antichissima tradizione viticola-enologica nonché alle prelibatezze conosciute in tutto il
mondo.
Mar 10, 2024 | Enogastronomia, Territori
immacolata è una donna che a ben donde può affermare di essere sul tetto d’Europa. Non una definizione di enfasi giornalistica o meritocratica ma semplicemente geografica.
E’ infatti dal coraggio di una donna che, nel cuore del parco dell’altopiano calabrese della Sila, per la precisione nei pressi del lago Cecita in località Cava di Melis è nato a 1315 metri d’altitudine quello che è il vigneto più alto d’Europa.
Sono due ettari e mezzo quelli vitati e Immacolata e la sua famiglia quando decisero di intraprendere questa avventura furono considerati dei folli anche perché quelle 500 barbatelle iniziali dovevano superare anche una pendenza di 45 gradi! Qui la temperatura d’inverno scende abbondantemente sotto lo zero, nevica spesso e la vite – si vociferava nei paesi vicino – non attecchirà mai.
Oggi non solo sono quelle piantine sono attecchite ma producono circa 10.000 bottiglie di vino bianco, rosato e rosso, prodotto da vitigni internazionali (Chardonnay, Pinot Bianco, Gewurztraminer, Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon) e autoctoni (Magliocco e Gaglioppo).
Il coraggio d’Immacolata oggi è un fulgido esempio non solo di viticultura estrema, ma un’anticipatrice se volete di come affrontare al meglio i cambiamenti climatici.
Di certo è che ai Mondial des Vins Extremes 2023 hanno fatto incetta di premi e medaglie.
Le olimpiadi dei vini estremi hanno infatti premiato con la medaglia d’oro il rosso Lykos e con medaglia d’argento il bianco Chione e il rosato Anthea.
Lykos, Rosso Igp Calabria, è prodotto da vitigni Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.
Un nome sontuoso ricco di significato e legato alla mitologia greca che ci riporta ai fasti della Magna Grecia. Identificava nell’antichità i corsi d’acqua, tra cui Lykos appunto che era un affluente del Meandro che veniva raffigurato come un lupo. Secondo l’Enciclopedia Treccani, Lykos appare su monete di Laodicea, in Frigia, del periodo di Caracalla, in cui il fiume è raffigurato come un lupo che posa la zampa sinistra su un vaso rovesciato. Rosso rubino intenso accattivante al naso sprigiona sentori di fiori secchi, violetta, frutta rossa fresca come fragola, e ciliegia nera insieme ad alcune interessanti note fumé.
In bocca è pieno, rotondo, armonico e ben equilibrato, di buona freschezza, con tannino morbido e avvolgente. Struttura ed eleganza con un finale alla liquirizia che conduce a un finale erbaceo con note balsamiche e sentori tipici della macchia mediterranea.
Mar 6, 2024 | Territori
Celebriamo la Festa della Donna parlando di imprenditrici di successo che hanno messo la loro forza, l’arte di ricevere, l’eleganza e la personalità a servizio dell’alta ospitalità: sono le signore degli hotel, determinate, coraggiose, empatiche e visionarie, con una capacità innata di multitasking e sempre piene di iniziativa.
L’eleganza impeccabile, il buon gusto e una tenacia fuori dall’ordinario sono il loro biglietto da visita.
Dietro le quinte di eleganti alberghi e di lussuosi resort, le vere protagoniste che mantengono in movimento il cuore pulsante dell’ospitalità sono loro.
Nella progettazione degli ambienti, nella gestione della struttura e nell’offerta di esperienze indimenticabili, si ergono come pilastri fondamentali, portando con sé grazia, intuito e leadership.
Le signore dell’ospitalità sono imprenditrici di successo che sostengono carriere, famiglie e aziende e che, con determinazione e resilienza, hanno portato l’accoglienza a un nuovo livello.
Ognuna con un ruolo diverso, mettono il loro intuito e la loro empatia in ogni cosa, dallo stile degli ambienti al design degli interni, dai servizi per la tavola al restyling della struttura, dalle esperienze da far vivere agli ospiti fino ai menù dei ristoranti.
Offrono ispirazione e portano innovazione, in particolare su temi di forte attualità, come l’eco-sostenibilità, la responsabilità sociale e la cultura aziendale inclusiva. Alberghi di montagna, resort nel cuore della campagna, hotel in centro città: ecco quattro donne che sono riuscite a dimostrare capacità, intraprendenza e visione del futuro.

Martha Schultz
Martha Schultz, Kals am Großglockner – Austria
Martha Schultz e la sua famiglia sono da quattro generazioni parte integrante dello sviluppo turistico del Tirolo e dell’Austria, dove sono proprietari dell’iconico Gradonna Mountain Resort di Kals, ai piedi della spettacolare montagna del Großglockner.
Dal 2010, Martha Schultz lavora per promuovere gli interessi delle aziende austriache come vicepresidente della Camera economica federale austriaca.
Con la sua famiglia gestisce stazioni sciistiche, funivie, rifugi, hotel, imprese di costruzioni. Il Gruppo Schultz, di cui Martha Schultz è amministratrice delegata, oggi impiega 800 persone.
Cresciuta in mezzo agli ospiti del vecchio bed and breakfast gestito dalla madre in valle, ha seguito le orme del padre, visionario e pioniere nel settore dell’ospitalità e del turismo, aprendo il Gradonna nel 2013 con un investimento di 50 milioni di euro. Una scommessa che si è rivelata vincente.
La sua storia è un classico esempio del passaggio dall’ospitalità tradizionale alla nascita del turismo.
Il Gradonna Mountain Resort è oggi una avveniristica struttura di design eco sostenibile dalle linee essenziali. Martha Schultz è anche presidente della rete europea delle donne di Eurochambres e dell’associazione “Frau in der Wirtschaft” (Donne nell’economia): “Le donne devono supportarsi a vicenda. Insieme, siamo tante!”.
L’imprenditrice, infatti, si batte con tenacia per i diritti delle donne nell’economia e per un numero ancora maggiore in posizioni dirigenziali.
Nelle proprietà del Gruppo, Martha Schultz ha introdotto da diversi anni numerosi programmi per i dipendenti in modo da favorire soprattutto una migliore conciliabilità tra famiglia e lavoro.

Maria Hauser
Maria Hauser, Kitzbühel – Austria
Maria Hauser, insieme alla sua famiglia, è proprietaria di una vera leggenda dell’hotellerie, una delle aziende familiari di maggior successo in Austria. Un luogo straordinario per la sua unicità e crocevia di vip internazionali, da Gwyneth Paltrow a Arnold Schwarzenegger.
Il cinque stelle Stanglwirt – primo e unico hotel dell’Austria nella lista d’oro Condé Nast Traveler’s dei 140 migliori hotel del mondo, già insignito del titolo “World’s Best Wellness Spa” da World Boutique Hotel Award, è un lussuoso Bio-hotel, certificato dal 1980, quando la sostenibilità ancora non faceva notizia. Maria Hauser ha trascorso la sua infanzia in albergo, tra ospiti di casa, cucina e sala.
Dopo un’esperienza in Australia e in California, oggi Maria Hauser fa parte del team di gestione e direzione operativa dello Stanglwirt. È inoltre responsabile del leggendario “Stanglwirt Weisswurst Party”, la iconica festa che precede la mitica gara di sci sulla Hahnenkamm di Kitzbühel.
Pilastro indispensabile dell’hotel, trova sempre nuovi campi e nuovi progetti in cui immergersi.
Per esempio, nella riprogettazione creativa di molte aree interne dello Stanglwirt. Oppure nel negozio Stangl, che non solo gestisce, ma completa anche con le sue creazioni di moda.
Qualche anno fa ha lanciato la sua linea di cosmetici super-sostenibili: The Good Conscious, amata dalle star a livello mondiale. Il suo motto di vita? “Deve venire dal cuore ciò che vuole agire sul cuore” spiega Maria Hauser citando Goethe.

Barbara Ludwig
Barbara Ludwig, Vienna – Austria
Ex casa di tolleranza in un quartiere, all’epoca, malfamato, l’Hotel Beethoven Wien è ora un incantevole boutique-hotel a 4 stelle ubicato nel pieno centro culturale e della movida di Vienna – nel 6° Distretto – ossia nel nido pulsante e bohémienne del Naschmarkt, in un edificio storico del 1902, che ha attraversato il XX secolo indenne.
L’Hotel Beethoven Wien ha riaperto i battenti nell’estate 2017 dopo una completa ristrutturazione supervisionata dalla sua proprietaria, Barbara Ludwig, anima della struttura e amante del design, della moda, dell’arte e di tutto ciò che è bello.
Ogni stanza dei sei piani dell’hotel racconta la storia di una importante personalità del passato attraverso il design interno, i materiali e gli accessori scelti.
“Le donne indipendenti e ricche d’iniziativa, qui, sono le protagoniste”. Una delle camere più amate da Barbara Ludwig è quella dedicata a Berta Zuckerkandl, una donna di gran cuore e dallo spirito libero che fu un’importante giornalista e salonnière austriaca.
“Per il suo carattere compassionevole e a volte impulsivo, per la sua gioia di vivere, la spontaneità, il modo di fare contro le regole mi ricorda mia madre” dice Barbara Ludwig.
Un’altra stanza, la 501, è dedicata a un’altra donna forte e speciale, Maria Teresa d’Austria. Oggi è impossibile immaginare l’Hotel Beethoven Wien senza la sua energica proprietaria, ed è altrettanto impossibile immaginare Barbara Ludwig senza il suo albergo.
Questa intensa simbiosi ha fatto sì che Barbara Ludwig sia conosciuta da molti come “die Ludwig vom Beethoven” (tradotto: la Ludwig del Beethoven), senza alcun intento irrispettoso, ma piuttosto come espressione di ammirazione per la sua posizione e il suo straordinario impegno nella vita culturale della capitale austriaca.
Claudia Giuliani,

Claudia Giuliani
Castiglione d’Orcia – Siena
Claudia Giuliani è proprietaria e general manager di Locanda in Tuscany, nel cuore della Val d’Orcia, Patrimonio dell’Umanità Unesco.
Dopo importanti esperienze nel settore dell’hospitality, nel 2016, insieme al marito Luca Bernetti, ha trasformato un antico podere nella campagna senese tra Pienza e Bagno Vignoni in un iconico Country Resort con 9 camere e suite.
Passione, costanza, sacrificio e soprattutto un continuo lavoro di crescita e di ricerca che si rispecchia anche nell’ambito professionale hanno portato l’imprenditrice a lanciare una delle più belle strutture in Toscana – trasmettendo ad ogni ospite e collaboratore l’arte dell’accoglienza e cercando sempre nuove sfide. Anche quella di mamma.
“Non ho incontrato difficoltà come donna imprenditrice nella realizzazione di Locanda in Tuscany, ne ho trovate invece moltissime come mamma nel portare avanti il mio sogno di ambiziosa donna in carriera”.
La sua intraprendenza non si limita alla gestione del resort: una delle novità a cui Claudia Giuliani ha dato vita nell’ultimo periodo, insieme al marito e a Elisa Colli, altro nome noto nella ricezione alberghiera, è il cluster Dolcevita Valdorcia, un ambizioso progetto di ospitalità diffusa luxury nel distretto della Val d’Orcia, che ha come obiettivo primario quello di valorizzare e sostenere questo magnifico territorio abbracciando tutti gli elementi dei settori dell’ospitalità, degli eventi e della ristorazione.
Con perseveranza Claudia Giuliani ha saputo mettere in Locanda in Tuscany e nella nuova sfida tutta la sua personalità e la sua visione, a conferma che le imprenditrici hanno una marcia in più.
Mar 5, 2024 | Enogastronomia, Territori
Graziana Grassini, tra i primi enologi donna d’Italia, consulente di brand icona del vino italiano nel mondo, affiancherà il team enologico di Baglio di Pianetto.
Il suo ingresso rafforzerà la visione sui nuovi vini d’altura di Contrada Pianetto, inaugurata da Grégoire Desforges, terza generazione della famiglia Marzotto alla guida della cantina.

Il siciliano vino d’altura
L’ingresso di Graziana Grassini – che, con sensibilità, determinazione e concretezza, ha saputo plasmare vini eccezionali che hanno fatto la storia del vino italiano nel mondo – si inserisce nel progetto di eccellenza vitivinicola che Baglio di Pianetto ha inaugurato sotto la nuova guida di Grégoire Desforges, terza generazione della famiglia proprietaria della cantina e nipote del fondatore Paolo Marzotto.
La grande sfida qualitativa che Baglio di Pianetto e Graziana Grassini hanno deciso di affrontare insieme è quella di reinterpretare la tradizione vitivinicola siciliana, concentrandosi in una regione caratterizzata da un’altitudine di 700 metri sopra il livello del mare e capace di esprimere l’autentica identità dei vitigni del territorio – tra Santa Cristina Gela e Piana degli Albanesi -, così come la sua vocazione.
«Il progetto Baglio di Pianetto mi è subito piaciuto. – commenta Graziana Grassini. – Santa Cristina Gela, situata a 700 metri sul livello del mare, è un territorio dotato di grandi potenzialità, soprattutto ora che il cambiamento climatico ci mette ogni anno sempre più alla prova.
Si tratta di un’altimetria inusuale per la Sicilia, se si esclude l’Etna, e a questa altitudine le potenzialità dell’area e dei vitigni si possono esprimere al massimo. L’obiettivo enologico sarà valorizzare questo patrimonio attraverso le linee In Purezza e ViaFrancia».
«Non poteva che partire dal cuore del territorio in cui Baglio di Pianetto è nata, il nuovo piano di valorizzazione della cantina e dei suoi vini, a cui si unisce la mia personale ambizione di affrontare la sfida del mercato offrendo un vino dalla forte identità, in grado di raccontare una Sicilia diversa, ancora tutta da scoprire» spiega Grégoire Desforges.