Apr 3, 2013 | Eventi, Monti Pisani, Pisa, Val di Cecina, Valdarno | Valdera | Colline Pisane
di redazione – Ancora un appuntamento primaverile in Toscana con le Camelie. Dalla Lucchesia ci spostiamo nel Pisano e precisamente a Nicosia, frazione di Calci dove sabato 6 e domenica 7 aprile si svolgerà la settimana edizione di “Le camelie del chiostro”.
A piedi del convento di Nicosia, tra vicoli e giardini una due giorni alla scoperta di questo meraviglioso fiore..
Questo il programma:
sabato 6 aprile, alle ore 15.00
Itinerari alla scoperta del territorio nei dintorni di Nicosia: “Riconoscere e usare le erbe spontanee alimentari”, a cura di Maurizio Gioli “Passeggiata attraverso la rinascita di un bosco distrutto dal fuoco”, a cura di Adolfo Cappelli.
Laboratori e chiacchierate che ci invitano ad approfondire il forte legame tra il mondo dell’uomo e madre Natura: “Le camelie: come coltivarle e come propagarle”, a cura di Guido Cattolica “Fiori di zucchero”, a cura di Elisabetta Macchi e Mara Pardossi “Camelie e altri fiori di pirkka”, a cura di Maria Teresa Bisogni
alle ore 18.00 – merenda
per tutto il pomeriggio esposizione di camelie presenti nel territorio, esposizione “Non esiste solo la japonica”, a cura di Pierluigi Micheli e Gianpiero Galantuomini, gioco per tutti “Una camelia tira l’altra”, 3° concorso fotografico, musica popolare con la cantastorie Pamela Larese, laboratorio creativo per bambini a cura de “La bottega della fantasia”
Si prosegue domenica 7 aprile
ore 9.00 Itinerario alla scoperta del territorio calcesano: “Dalla Pieve per vicoli e giardini”, a cura di Ferruccio Bertolini, Enzo Pietrini, Elisa Renieri partenza dalla piazza della Pieve, Calci
ore 15.00 Itinerari alla scoperta del territorio nei dintorni di Nicosia: “C’era una volta Nicosia”, itinerario fiabesco a cura di “Le Storie di City Grand Tour” “Passeggiata attraverso la rinascita di un bosco distrutto dal fuoco”, a cura di Adolfo Cappelli
Laboratori e chiacchierate che ci invitano ad approfondire il forte legame tra il mondo dell’uomo e madre Natura: “L’arte dell’ikebana: come realizzare alcune composizioni”, a cura di Miyuki Kira “Camelie e altri fiori di pirkka”, a cura di Maria Teresa Bisogni
ore 18.00 – merenda
per tutto il pomeriggio esposizione di camelie presenti nel territorio, esposizione “Non esiste solo la japonica”, a cura di Pierluigi Micheli e Gianpiero Galantuomini, gioco per tutti “Una camelia tira l’altra”, 3° concorso fotografico, musica popolare con la cantastorie Pamela Larese, laboratorio creativo per bambini a cura de “La bottega della fantasia”
Per tutti gli itinerari si prega di essere puntuali e di indossare un abbigliamento idoneo alle passeggiate. Tutti gli itinerari hanno una durata di circa 1 ora e mezzo, tranne “Dalla Pieve per vicoli e giardini”, che ha una durata di circa 2 ore e “Passeggiata attraverso la rinascita di un bosco distrutto dal fuoco”, che ha una durata di circa 2 ore e mezzo e prevede un’unica partenza. L’itinerario “Dalla Pieve per vicoli e giardini”, che parte dalla piazza della Pieve di Calci, prevede tre partenze: 9.00 – 9.30 – 10.00.
Per informazioni: Associazione Nicosia nostra: tel. 050937770 – 3483156206
nicosianostra@gmail.com – nicosianostra.blogspot.com
by redaction – Still a spring meeting in Tuscany with the Camellias. From Lucca we move into Pisano and precisely in Nicosia, where fraction of Calci Saturday 6 and Sunday, April 7 will be held the week’s edition of “The camellias of the cloister.” At the foot of the convent of Nicosia, lanes and gardens two days to discover this wonderful flower .
This is the program:
Saturday, April 6, at 15:00
Discovering the territory around Nicosia: “Recognize and use the herbs food”, curated by Maurizio Gioli “Walk through the rebirth of a forest destroyed by fire”, edited by Adolfo Hats.
Workshops and talks that invite us to examine the strong link between the world of man and Mother Nature, “Camellias: how to grow them and how to propagate them,” edited by Guido Cattolica “Sugar flowers”, edited by Elizabeth Macchi and Mara Pardossi “Camellias and other flowers pirkka”, edited by Maria Teresa Needs
18.00 – snack
throughout the afternoon exhibition of camellias in the area, exposure “There is only the japonica”, edited by Pierluigi Micheli and Gianpiero Galantuomini, play for all “A camellia leads to another”, 3rd photo contest, with the popular music Pamela Larese storyteller, a creative workshop for children in care of “The workshop of the imagination”
It continues Sunday, April 7
9.00 itinerary to discover the territory calcesano: “From Pieve lanes and gardens”, edited by Ferruccio Bertolini, Enzo Pietrini, Elisa Renieri starting from the square of the Parish, Calci
15.00 Discovering the territory around Nicosia: “Nicosia Once upon a time” fairy-tale route by “The City Stories Grand Tour” “Walk through the rebirth of a forest destroyed by fire”, edited by Adolfo Hats
Workshops and talks that invite us to examine the strong link between the world of man and Mother Nature: “The art of ikebana: how to make some compositions”, edited by Miyuki Kira “Camellias and other flowers pirkka”, in by Maria Teresa Needs
18.00 – snack
throughout the afternoon exhibition of camellias in the area, exposure “There is only the japonica”, edited by Pierluigi Micheli and Gianpiero Galantuomini, play for all “A camellia leads to another”, 3rd photo contest, with the popular music Pamela Larese storyteller, a creative workshop for children in care of “The workshop of the imagination”
For all tours please be punctual and to wear suitable clothing for walking. All tours last about 1 hour and a half, except for “From Pieve lanes and gardens”, which has a duration of about 2 hours and “Walk through the rebirth of a forest destroyed by fire,” which has a duration of about 2 hours and a half, and provides for a single departure. The route “From Pieve lanes and gardens,” which starts from the square of the Pieve di Calci, includes three departures: 9:00 am – 9:30 to 10:00.
For more information: Nicosia our Association: tel. 050937770-3483156206
nicosianostra@gmail.com – nicosianostra.blogspot.com
Apr 3, 2013 | Eventi, Lucca
di redazione – Dal 5 al 7 aprile Lucca torna ad essere una delle capitali del giardinaggio italiano grazie a Verdemura 2013: mostra mercato delle piante e del vivere all’aria aperta, organizzata dal Comune di Lucca e dall’Opera delle Mura di Lucca.
Verdemura apre la lunga stagione delle grandi mostre di giardinaggio italiane: Lucca festeggia così la primavera invitando tutti a visitare uno dei luoghi più verdi e suggestivi della Toscana, il parco delle Mura, un luogo unico nel suo genere in tutto il mondo.
Il parco delle Mura di Lucca con i suoi 96 ettari a verde, totalmente pedonale, rappresenta una realtà unica nel panorama del verde pubblico europeo.
Un parco unitario conformato ad anello, con una passeggiata alberata di oltre quattro chilometri, totalmente alberata che avvolge il centro storico con il suo abbraccio.
Verdemura si sviluppa nell’atmosfera unica e suggestiva del baluardo di San Martino, sulla cortina della vicina Porta Santa Maria, nelle cannoniere, sugli spalti prospicienti, dove troveranno posto circa 150 espositori: vivaisti di piante e specie orticole, arbusti, bulbi, attrezzi e arredi per il giardinaggio e per l’orto.
Uno spazio aricolato e ricco di panorami sulla città e sul paesaggio circostante. Ranuncoli, Camelie, Bungaville, saranno protagonisti mostre e conferenze ed eventi completeranno l’offerta culturale della manifestazione.
Orario di apertura al pubblico: dalle ore 10,30 alle 12,30
Info: www.verdemura.it
by redaction – From April 5 can clonidine pills and ativan injection and labetalol injection given to 7 Lucca back to being one of the capitals of Italian gardening thanks to Verdemura, 2013: exhibition market of plants and outdoor living, organized by the city of Lucca and the Opera of the Walls of Lucca.
Verdemura opens the long season of major exhibitions of Italian gardening: Lucca celebrates the spring so inviting everyone to visit one of the greenest and most beautiful in Tuscany, the park of the Walls, a unique place of its kind in the world.
The park of the Walls of Lucca with its 96 hectares of greenery, fully pedestrian street, is a unique reality in the panorama of European public green.
A park unitary ring-shaped, with a tree-lined promenade of over four kilometers, fully lined with trees that surrounds the old town with its embrace.
Verdemura develops unique and charming atmosphere of the bastion of San Martino, the curtain of the nearby Porta Santa Maria, in the gunner on the ramparts overlooking and will feature about 150 exhibitors nurseries and horticultural species of plants, shrubs, bulbs, tools and furnishings for the garden and the orchard.
A space aricolato and rich in views of the city and the surrounding landscape. Ranunculus, camellias, bougainvillea, will be featured exhibitions and conferences and events will complete the cultural offer of the event.
Opening to the public: from 10.30 to 12.30
Info: www.verdemura.it
Apr 3, 2013 | Arte e cultura, Da non perdere, Siena
di Nadia Fondelli – E’ appena iniziata la lunga stagione d’apertura (lo sarà fino al 27 ottobre) del “cielo” del Duomo di Siena.
Salendo per gli 85 gradini di un’ardita scala a chiocciola che, dal lato della gotica facciata si arrampica su, pare davvero di toccare il cielo.
Il titolo dato all’evento di “La porta del cielo” per queste imperdibili ed uniche visite guidate è dunque più che azzeccato.
Alcuni anni fa, la nostra redazione, quando gestiva Chianti News fu invitata in anteprima a visitare il grande cantiere work in progress e, parlando con la collega che ebbe l’onore di quell’esclusiva devo dire che il durante e il dopo confermano davvero la grandiosità del restauro.
Non fosse altro che l’aver recuperato le straordinarie capriate in legno semidistrutte dalle termiti e bonificato tutti gli ambienti che altro non erano che suite esclusive per i piccioni senesi…
In effetti la nostra inviata speciale nel “cielo” senese ancora da recuperare, ai tempi rimase stupita della mole di lavoro lungo e paziente che si stava svolgendo e durante la visita odierna si è stupita ancora di più del compimento positivo di quell’immane lavoro.
Forse noi più di altri possiamo raccontare di quel cielo avendo avuto la fortuna di seguirlo “work in progress”; forse ci siamo emozionati più di altri nel salire quelle scale a chiocciola, nell’affacciarsi sull’esterno ed interno del capolavoro senese per ammirare la grandiostà della maestria dell’arte e gli affacci straordinari sulla Montagnola, sui rossi tetti senesi, sulla basilica di San Domenico e sul Campo.
Il Duomo di Siena non finisce davvero di sorprendere. Ancora incantati dalla riscoperta dello straordinario pavimento fatto di tarsie disegnate dai più grandi maestri della storia ed ammirati già in due anni da migliaia di persone dovremo, dopo aver abbassato gli occhi, alzarli verso il cielo; la dove dopo 85 scalini ci troveremo a camminare, toccando davvero il cielo in un percorso unico.
Lunghi e faticosi restauri ci restituiscno ogg la visione di una serie di locali, mai aperti al pubblico e in cui per secoli nessuno è potuto accedere.
Dopo gli 85 scalini a chiocciola, quasi segreti perché nascosti alla vista dei visitatori e che si trovano all’interno della torre di una delle due guglie della facciata, quasi all’improvviso, siamo sopra le volte stellate della navata destra e da qui ha inizio un percorso speciale, un itinerario riservato a piccoli gruppi che riserva una serie di scoperte ed emozioni.
Imperdibili ed uniche le suggestive viste “dentro” e “fuori” della cattedrale. Spettacolari le vetrate di Ulisse De Matteis con la rappresentazione degli Apostoli, la vista dall’alto del magico pavimento e dei principali monumenti scultorei, dell’interno della cupola con il ‘Pantheon’ dei santi senesi, i quattro Patroni, santa Caterina e san Bernardino, i ‘giganti’ dorati che proteggono dall’alto la comunità dei fedeli.
Si percorre poi il ballatoio della cupola dal quale si contempla l’altar maggiore, la copia della vetrata di Duccio di Buoninsegna, con al centro la mandorla di Maria Assunta, e i capolavori scultorei.
E “fuori” dalla cattedrale ecco l’ affaccio, della navata sinistra, se uno splendido panorama. L’Amiata, la Montagnola senese, le colline laggiù e, sotto la basilica di San Domenico, i tetti rossi di Siena e l’ardita torre del Mangia che domina il Campo.
Si entra infine dietro il prospetto della facciata nel terrazzino che si affaccia su Piazza del Duomo con la vista dello Spedale di S. Maria della Scala e si accede al ballatoio della controfacciata da dove si ha una vista generale sulla navata centrale e lo sguardo è accompagnato dal ritmo scandito dalle teste dei papi e degli Imperatori, attraverso le tarsie con i filosofi del mondo antico che proferiscono sentenze.
Un escursione unica da non perdere. Un’ora e mezzo di magia fra arte e cielo…
Biglietti (solo su prenotazione)
Intero € 25.00
Gruppo € 400.00 (max 17 pax)Informazioni e Prenotazioni
T. +39 0577 286300 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17)
Email: opasiena@operalaboratori.com
by Nadia Fondelli – It ‘just begun the long season opening (it will be until October 27) of “heaven” of the Cathedral of Siena.
Going up ativan causing palpitations the 85 steps of bold spiral staircase, on the side of the Gothic facade climbs, really seems to touch the sky.
The title given to the event of “The Gate of Heaven” for these unmissable and unique tours is therefore more than a success.
A few years ago, our staff when she kept Chianti News was invited to preview the great site to visit and work in progress, talking with a colleague who had the honor of that exclusive I must say that during and after really confirm the grandeur of the restoration.
If only that you have retrieved the extraordinary wooden trusses partially destroyed by termites and tempered all the rooms that were nothing more than exclusive suites peri seagulls Sienese …
In fact, our special correspondent in the “sky” Siena still to be recovered at the time was amazed at the amount of long and patient work that was taking place and during today’s visit was even more amazed at the successful completion of that huge work.
Maybe we can tell us more than others of the sky having had the good fortune to follow him “work in progress”, perhaps we were excited more than others in climbing the spiral staircases, nell’affacciarsi on the outside and inside of the Sienese masterpiece to admire the grandiostà of extraordinary mastery of the art he views the Montagnola red rooftops senses, the Basilica of San Domenico and the Campo.
The Cathedral of Siena does not stop to surprise really. Still enchanted by the rediscovery of the extraordinary floor made of marquetry designed by the greatest masters of history and admired already in two years by thousands of people we have, after lowering his eyes, lift them to the sky, where after the 85 steps we will walk, really touching the sky in uun unique path.
Long and exhausting restoration restituiscno ogg us the vision of a series of rooms, never open to the public and where for centuries no one has been able to access.
After 85 steps, spiral, almost secret hidden from view because of the visitors and that are located in the tower of one of the pinnacles of the façade, quite suddenly, we are above the starry vaults of the nave and the right starts here a special route, a route reserved for small groups who reserve a series of discoveries and emotions.
Guests can enjoy the scenic views and unique “inside” and “outside” of the cathedral. Spectacular stained glass windows by Ulisse De Matteis with the representation of the Apostles, the view from the top floor of the magical and the main sculptural monuments, indoor dome with the ‘Pantheon’ of the saints of Siena, the four patron, St. Catherine and St. Bernardino , the ‘giants’ gold that protect from the community of the faithful.
It then runs through the gallery of the dome from which you can admire the high altar, a copy of the window by Duccio di Buoninsegna, with the almond in the center of the Assumption, and the sculptural masterpieces.
And “out” from the cathedral here is the ‘facing, the left aisle, where a splendid view. The Amiata, the Sienese mountains, the hills over there and, under the Basilica of San Domenico, the red roofs of Siena and the bold Mangia tower that dominates the field.
It finally enters behind the table in front of the terrace that overlooks the Piazza del Duomo with the view of the Hospital of St. Maria della Scala and access to the balcony on the counter from where you have a general view of the nave and the look is accompanied by the rhythm from the heads of the popes and emperors, through the inlays with the philosophers of the ancient world who have spoken sentences.
A unique excursion not to perddere. An hour and a half of magic between art and sky …
Tickets (advance bookings only)
Full price € 25.00
Group € 400.00 (max 17 pax) Information and Bookings
T. +39 0577 286300 (from Monday to Friday from 9 to 17)
Email: opasiena@operalaboratori.com
Mar 29, 2013 | Da non perdere, Lunigiana, Massa Carrara
di Nadia Fondelli– E’ diventato il mio “buen ritiro” segreto. Quando voglio cercare il vero senso della natura mi è inevitabile salire in quest’angolo…angolare di Toscana che di toscano ha veramente poco.
Un amore il mio nato spontaneo in seguito alla curiosità di scoprire, sulla cartina della regione, un comune che non è un paese ma un insieme di paesi lipuzziani sparsi fra tre vallate quasi selvagge. Un comune che alfabeticamente e non solo… è l’ultimo della Toscana. Un luogo che la Toscana considera poco e che si sente un po’ ligure e un po’ emiliano.
Siamo nell’estremo lembo Lunigiana, al trivio di confine con Liguria e l’Emilia Romagna, nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano.
Qui sono le valli di Zeri che comprendono le vallate di Adelano, del Gordana e di Rossano. Boschi immensi di castagni, faggi e querce, si alternano a estesi prati permanenti e a un sottobosco ricchissimo di funghi nella stagione propizia. Un angolo di paradiso assoluto dal punto di vista naturalistico, intonso grazie al suo millenario isolamento e lontananza da tutto.
Siamo in un territorio ricco di sorgenti, fiumi, torrenti che hanno giocato splendidamente con la natura creando ambienti incontaminati dall’uomo.
Da scovare (quasi priva di segnaletica) la grotta della Colombara “nascosta” nella vallata di Rossano, la più lontana e inaccessibile delle vallate, dove tra pietre gigantesche e tronchi portati dalla furia dell’acqua, una cascata imperiosa forma una stupenda piscina naturale dove d’estate si può anche fare il bagno sempre che non si sia intimoriti dal clima appenninico di un bosco in cui il sole filtra appena.
Non da meno sono gli stretti di Giaredo, poco dopo Pontremoli salendo verso Noce di Zeri. Un canyon scavato dal fiume Gordana nella roccia, lungo alcune centinaia di metri che niente ha da invidiare al più celebre e affollato Orrido di Botri in Lucchesia. Gli stretti si possono percorrere a piedi, camminando a tratti nell’acqua e a seconda della stagione anche con l’ausilio di un gommone per alcuni brevissimi tratti oppure nuotando un po’.
Il Gordana così come gli altri torrenti della zona hanno acque cristalline, ma freddissime, per cui se volete avventurarvi a visitare gli stretti tenete di conto che, in acqua ci dovete andare per forza e che le condizioni del terreno e del clima vi permettono di percorrere gli stretti solo in piena estate.
Da non perdere la visita ad almeno uno dei tanti alpeggi abbandonati. Villaggi fantasma che testimoniano la vita che qui svolgeva quando in estate si trasferivano gli abitanti del fondovalle per pascolare il bestiame; luoghi dall’energia incredibile che si svelano quasi come miraggi nascosti dentro a boschi in cui si arriva camminando accanto ad agnelli al pascolo e cavalli bradi. La Formentara, a quota 1000 metri e situata su una deviazione della strada che conduce al Passo del Rastrello è il più famoso e più facilmente accessibile di questi luoghi.
Grazie all’ Associazione Culturale Valli di Zeri che organizza gratuitamente dei trekking alla scoperta di questo territorio ho conosciuto Oscar Bandini oggi un amico e non solo la mia “guida” e a luui potete rivolgervi anche voi. Con la sua piacevole compagnia ho camminato nei boschi guardando in faccia il Mar Ligure da una parte l’Appennino emiliano dall’altra e le Apuane su un altro angolo.
Qui è possibile vivere nei boschi, sentire il rumore delle acque, visitare alpeggi, vecchi mulini, essiccatoi, ponti romani… tutti spesso in luoghi inaccessibili.
Zeri aspetta silenziosamente chi sappia capire la sua bellezza.
Info:
Associazione Culturale Valli di Zeri – www.vallidizeri,it
by redaction – Lunigiana: E ‘became my “buen ritirol” secret. When I want is levitra better than virga to find the true meaning of my nature is inevitable rise in this corner … corner of Tuscany that has very little of Tuscany.
A love my born spontaneously as a result of curiosity to discover, on the map of the region, a municipality that is not a country but a group of countries lipuzziani scattered among three valleys almost wild. A common alphabetically and not only … is the last of Tuscany. A place that Tuscany considered little and it feels a bit ‘Ligurian and a little’ Emilia.
We are in the far Lunigiana, at the crossroads of the border with Liguria and Emilia Romagna, in the heart of the Tuscan-Emilian Apennines.
Here are the valleys of Zeri including the valleys of Adelano of Gordana and Rossano. Immense woods of chestnut, beech and oak trees, alternating with extensive permanent grassland and undergrowth full of mushrooms in the appropriate season. A corner of paradise from the absolute point of view of nature, untouched due to its age-old isolation and distance from everything.
We are in an area rich in springs, rivers, streams played beautifully with nature creating an uncontaminated by man. To find (almost devoid of signs) the cave of Colombara “hidden” in the valley of Rossano, the most distant and inaccessible valleys, where among gigantic stones and logs carried by the fury of the water, a waterfall imperious form a beautiful natural pool where in summer you can also swim unless it is intimidated by the Apennine climate of a wood where the sun filters soon.
Not least are the Straits of Giaredo, shortly after ascending to Pontremoli Walnut Zeri. A canyon carved by the river Gordana in the rock along a few hundred meters that has nothing to envy to the most famous and crowded Orrido di Botri in Lucca.
The close you can walk, walking in the water at times and depending on the season with the help of a boat for a few short stretches or swim a little. The Gordana as well as other streams in the area have crystal clear, but very cold, so if you want to venture to visit the close to keep in mind that, in the water we have to go for strength and that the conditions of soil and climate allow you to go the narrow only in summer.
Do not miss a visit to at least one of the many abandoned pastures. Ghost towns that bear witness to that place here in the summer when they moved the inhabitants of the valley to graze cattle; places incredible energy that unfold almost as mirages hidden in a forest where you get walking next to sheep grazing and horses brady. The Formentara, at an altitude of 1000 meters and situated on a detour road that leads to Passo del Rake is the most famous and most easily accessible of these places.
Thanks to ‘Cultural Association Valleys Zeri that organizes free trekking to explore this territory I met Oscar Bandini today a friend and not just my “guide” and luui you may also contact you. With its pleasant company I walked in the woods looking into the face of the Ligurian Sea on one side the other Emilian Apennines and the Apuan Alps on another corner.
Here you can live in the woods, hear the noise of waters, visit pastures, old mills, dryers, Roman bridges … all often in inaccessible places.
Zeros waiting silently those who can understand its beauty.
Info:
Cultural Association Valleys Zeri – www.vallidizeri, it zeros in untouched nature
Mar 29, 2013 | Argentario, Da non perdere, Grosseto, Maremma
di redazione – Della serie le belle notizie che non fanno notizia. La splendida abbazia di San Rabano, uno dei simboli di Maremma, torna fruibile e visitabile dopo un decennale isolamento.
Tagliati gli arbusti e la fitta vegetazione che invadeva completamente l’area ed eliminata la recinzione che circondava l’abbazia non permettendone l’accesso, San Rabano torna ad essere accessibile. Si può percorrere un breve itinerario all’interno delle murature del monastero, con l’assistenza di pannelli informativi e depliant.
L’itinerario che proponiamo per entrare nel cuore del Parco dela Maremma è a cura della guida turistica-ambientale Michele Colombini è la combinazione tra i due itinerari che meglio rappresentano il parco.
Giunti a Pratini con il bus navetta messo a disposizione dal Parco, ci immergiamo nei boschi della macchia dell’Uccellina. Risalendo l’erto pendio raggiungiamo in breve tempo alcune radure dove il sentiero incomincia ad addolcirsi e ci manterrà in quota offrendoci, di tanto in tanto, stupendi panorami sulla costa, sulle torri di Castel Marino e Collelungo, sull’Argentario fino al Monte Amiata. Raggiunta la sommità di Poggio Lecci (417 m), sarà possibile osservare l’Isola del Giglio e di Montecristo, l’Isola d’Elba e la splendida Cala di Forno e sentire in faccia il vento salmastro del Tirreno.
Scendendo nel fitto bosco, apparirà all’improvviso tra le chiome degli alberi, la chiara e possente torre campanaria dell’Abbazia Benedettina di San Rabano con il suo complesso architettonico composto da una chiesa, dal relativo monastero e da una torre d’avvistamento detta “dell’Uccellina” (del XIV sec.).
L’itinerario prosegue tra il fitto bosco dove delle altane ci permetteranno di svettare oltre le chiome degli alberi consentendoci di godere di uno dei paesaggi più selvaggi e suggestivi che offra la costa toscana. Giunti alla “Strada degli Olivi” ed attraverso un sentiero, che si snoda prima nella folta macchia e successivamente in ambiente più arido e aperto, raggiungiamo la Torre di Castel Marino. Dalla rupe su cui si erge la torre avremo l’occasione di godere di uno dei panorami più belli del Parco con vedute indimenticabili! Al di sotto, la vasta Pineta Granducale impiantata agli inizi dell’Ottocento da Leopoldo II di Lorena che si estende verso nord fino al fiume Ombrone.
Lungo la costa non esiste alcun insediamento oltre le torri di avvistamento che furono poste sui punti più elevati dei Monti dell’Uccellina per far fronte alla incursioni dei pirati. Queste suggestive fortificazioni, costruite tra l’XI e XII sec. formavano un sofisticato sistema di segnalazione collegato alle rocche di Castiglione della Pescaia e Talamone.
Scendendo un ripido sentiero raggiungiamo la pineta fino ad arrivare al mare attraverso un bell’ ambiente dunale. Dopo una meritata sosta su questa ampia e selvaggia spiaggia, ci dirigiamo verso il promontorio su cui si trova la Torre di Collelungo. Raggiunta la “Strada degli Olivi”, tra splendide piante secolari di olivo, rientriamo a Pratini.
Quella descritta è un escursione di un giorno senza difficoltà e su circuito ad anello. Se volete viverla con Michele Colombini www.vadoevedo.it oppure contattate direttamente il centro visite del parco Centro Visite di AlbereseTel. +39 0564 407098 – e-mail. centrovisite@parco-maremma.it.
Aperto tutti i giorni, inclusi i festivi dalle 8.30 alle 17.00.
by plaintiffs who won their viagra lawsuit in court in 2010 redacttion – The good news that do not make headlines… The beautiful Abbey of San Rabano, a symbol of Maremma, accessible and visitable back after a decade-long isolation.
Cut shrubs and dense vegetation that completely invaded the area and removed the fence that surrounded the abbey not allowing access, San Rabano back to being accessible. You can take a short tour in the walls of the monastery, with the assistance of information boards and leaflets.
The route that I propose to enter the heart of the Maremma Park is by the guide-environmental Michael Colombini is a combination of the two routes that best represent the park.
Once in Pratini with the shuttle bus provided by the park, we immerse ourselves in the woods of scrub Uccellina. Going up the steep slope we reach in a short time a few clearings where the trail begins to soften and keep us in share offering, from time to time, wonderful views of the coast, the towers of Castel Marino and Collelungo Argentario to Monte Amiata. Reached the summit of Poggio Lecci (417 m), you can see the island of Giglio and Montecristo, Elba and the beautiful Cala di Forno and feel the salty wind in the face of the Tyrrhenian Sea.
Going into dense forest, appear suddenly among the trees, the clear and powerful bell tower of the Benedictine Abbey of San Rabano with its architectural complex consists of a church, a monastery and a watchtower called ” Uccellina “(XIV sec.).
The route continues through the dense forest where the turrets will allow us to soar over the treetops allowing us to enjoy one of the wildest and most beautiful landscapes that offers the Tuscan coast. When you reach the “Road of Olives” and through a path that winds first in thick scrub and then in a more arid and open, we reach the Tower of Castel Marino. From the rock on which stands the tower will have the opportunity to enjoy one of the most beautiful in the Park with unforgettable views! Below, the vast Pineta Granducale implanted in the early nineteenth century by Leopold II of Lorraine, which extends north to the river Ombrone.
Along the coast there is no settlement over the towers that were placed on the highest points of the Uccellina to deal with the pirates. These evocative fortifications, built between the eleventh and twelfth century. formed a sophisticated alarm system connected to the fortresses of Castiglione and enjoyed.
Going down a steep path we reach the pine forest up to the sea through a bell ‘dune environment. After a well-deserved break on this wide and wild beach, we head towards the headland on which stands the Tower of Collelungo. Reached the “Road of Olives”, surrounded by marvelous ancient olive trees, we return to Pratini.
One described is a day trip without difficulty and on the ring circuit. If you want to live with Michael Colombini www.vadoevedo.it or directly contact the park visitor center Visitor Center AlbereseTel. +39 0564 407098 – e-mail. centrovisite@parco-maremma.it.
Open every day, including holidays from 8.30 to 17.00.
Mar 27, 2013 | Da non perdere, Firenze
di Nadia Fondelli – Lasciando il centro città e salendo al Piazzale Michelangelo senza usare i mezzi pubblici è una conquista per l’occhio e lo spirito la veduta spettacolare sulla culla del Rinascimento da questa terrazza speciale.
La fatica, il sudore e il fiatore per i meno allenati saranno ampiamente ripagati e in base al vostro livello di allenamento potrete scegliere fra più opzioni per “conquistare” il Piazzale.
Dal centro città e attraversato l’Arno vi ritroverete nel quartiere di San Niccolò e da qui scegliere fra varie opzioni.
La via classica, segnalata anche dai cartelli turistici, è quella che vi fa tagliare il quartiere di San Niccolò e vi porta ad arrampicarvi al piazzale per una scalinata suggestiva fatta di ampi gradoni in pietra; in alternativa percorrere al fianco della scalinata sulla destra una strada erta che vi conduce in salita e si chiude con due tornanti sul viale ei Colli subito sotto alla Basilica di San Miniato.
Un’altra via classica da San Niccolò è arrivare sotto alla Porta San Niccolò (facilmente riconoscibile con la sua merlatura) e da lì salire attraverso le “Rampe” realizzate dall’architetto Poggi sul finire dell’ottocento. Un sistema di fontane vi accompagna sul cammino e dopo le due ampie terrazze potrete scegliere se proseguire tagliando per il parco (con sentieri e scale) oppure aggirare più morbidamente la salita dalla strada asfaltata da cui, su un tornante, troverete anche l’ingresso del Giardino delle Rose.
C’è una terza via che definirei “veloce” come le due precedenti (un chilometro scarso, ma un ampio dislivello) poco conosciuta e frequentata e per questo ricca di gran fascino. Dalla torre San Niccolò si sale solo fino alla prima terrazza, si gira a sinistra e al bivio si prende la strada più a sinistra che è via dei Bastioni; da qui percorsi circa 200 metri imboccate la strada selciata in ripida salita che si apre a destra. Poca strada in ripida salita antichissima e menzionata da Dante come la via che dalla città saliva a San Miniato al Monte. Vi ritroverete col fiatone di fianco al campeggio, ma con la certezza di aver percorso una strada prima di voi percorsa dai grandi fiorentini del passato.
La quarta via è quella che normalmente percorrono le automobili; il famoso Viale dei Colli che, anche se trafficato è percorribile anche a piedi grazie a due ampi ed alberati controviali che corrono paralleli alla strada e che raggiungono il Piazzale in 3 km. Selciato quello che sale a destra e asfaltato con pista ciclabile quello che sale a sinistra.
Per tornare in centro città potete percorrere le stesse vie o alternarle con percorsi ad anello, ma se avete gamba e volete proseguire non avrete, anche in questo caso, che l’imbarazzo della scelta scendendo verso Porta Romana e proseguendo sui lungarni (4.5 km circa) oppure tagliando per il Giardino di Boboli da cui poi potrete scegliere se uscire su Piazza Pitti o risalire al Forte Belvedere percorrendo gli stessi chilometri.
La mia preferita è però, all’altezza dello storico Chalet Fontana girare a destra e tornare in città per l’affascinante via di San Leonardo: selciata, sinuosa, contornata da mura antiche graffite, olivi e cipressi secolari. Ricca di storia con la villa abitata da Stravinsky e la casa studio del pittore Ottone Rosai è una perfetta via di campagna in piena città.
Tutte le vie indicate si possono percorrere facilmente a piedi; per i cicloamatori si consiglia il viale dei Colli con la sua pista ciclabile. Le strade sono buone anche se in alcuni tratti col selciato sconnesso a causa sopratutto delle radici degli alberi.
Per i tempi di percorrenza consiglio un ora di tempo ai ciclisti, un’oretta e mezzo ai runners a passo medio e almeno due ore e mezzo ai camminatori a passo turistico.
by Nadia Fondelli – Leaving the city center and going up to cheap cialis the Piazzale Michelangelo without the use of public transport is an achievement for the eye and the spirit of the spectacular view over the cradle of the Renaissance from the terrace special.
The fatigue, the sweat and fiatore for the less energetic and will be amply rewarded according to your fitness level you can choose from several options to “conquer” the Square.
From the city center and crossed the Arno you will find yourself in the neighborhood of San Niccolò and to choose from among several options.
The classical way, also reported by tourist signs, is what makes you cut the district of San Niccolò and takes you to climb to the apron for a striking staircase made of large stone steps, or alternatively go to the side of the stairs on the right road steep slope that leads uphill and ends with two bends and hills on the avenue just below the Basilica of San Miniato.
Another classic route from San Niccolò is to get under the Porta San Niccolò (easily recognizable with its battlements) and then go through the “ramp” made by the architect in the late nineteenth century. A system of fountains accompanies you along the way and after two large terraces, you can choose whether to continue cutting through the park (with paths and steps) or more softly around the hill from the road, from which, on a bend, you will find the entrance to the Rose Garden.
There is a third way that I would call “fast” as the previous two (one kilometer scarce, but a large difference) little known and popular and therefore full of great charm. From the tower of St. Nicholas climb only up to the first terrace, turn left at the junction and follow the road to the left which is the path of the ramparts, hence after about 200 meters take the paved road on a steep slope that opens on the right . Little headway in steep climb ancient and mentioned by Dante as the way that the city went up to San Miniato al Monte. You’ll find yourself gasping next to the camp, but with the certainty of having crossed a road before you traveled by the great Florentines of the past.
The fourth way is that normally run through the cars and the famous Viale dei Colli, even if busy is passable on foot with two large and lined controviali that run parallel to the road and reach the Piazzale in 3 km. Pavement that rises to the right with paved bike path that goes left.
To return to the city center you can walk the same streets or alternate them with circular paths, but if you want to continue leg and will not have, even in this case, will be spoiled for choice down to Porta Romana and continuing along the river (4.5 km away ) or cutting through the Boboli Gardens which you can then choose to exit Piazza Pitti or back to Forte Belvedere along the same miles.
My favorite is, however, at the historic Chalet Fontana turn right and return to the charming city of San Leonardo paved, sinuous, surrounded by ancient walls graphite, olive and cypress trees. Rich in history with a villa inhabited by Stravinsky and the home studio of the painter Ottone Rosai is a perfect country road in the city.
All roads listed can be covered easily on foot for cyclists we recommend the Viale dei Colli with its cycle path. The roads are good even though in some places with paving stones mainly because of tree roots.
For travel times recommend a hour of time for cyclists, runners an hour and a half to medium pitch and at least two and a half hours to walkers-by-step tour.