E’ tornata la stagione degli asparagi nella Foresta Nera

E’ tornata la stagione degli asparagi nella Foresta Nera

Incastonata tra la pianura del Reno, i vigneti e la Foresta Nera, la stagione degli asparagi, da metà marzo circa fino al giorno di San Giovanni, il 24 giugno, offre una ricchezza di delizie culinarie: che si tratti di un tour gastronomico in bicicletta nella valle del Rench, dell’acquisto di asparagi freschi dalle aziende agricole lungo la “Strada degli asparagi del Baden” o raccogliere gli asparagi nella bellissima regione del Kaiserstuhl.
Ecco alcuni suggerimenti che coniugano la regionalità e i piaceri sensoriali, dimostrando come le condizioni geologiche e climatiche rendano questa regione turistica una zona di produzione di prim’ordine.  

Itinerario degli asparagi di Baden 

La “Strada degli Asparagi del Baden” si estende per 136 chilometri da Schwetzingen a Scherzheim, vicino a Lichtenau, e nella sua parte meridionale tocca anche la Foresta Nera: attraversa Karlsruhe, Bietigheim e Rastatt fino alla pianura del Reno.
Una pista ciclabile parallela e segnalata rende il percorso, attraverso la regione settentrionale del Baden, rinomata per la coltivazione degli asparagi, ideale anche per i ciclisti.
Durante la stagione, i visitatori possono assistere alla raccolta, acquistare asparagi freschi direttamente dalle aziende agricole e gustare questa specialità in occasione delle numerose sagre dedicate agli asparagi.
Molte locande e ristoranti propongono menù speciali a base di asparagi appena raccolti. Itinerari turistici | Turismo della Foresta Nera GmbH 

© Dimitri Dell

Taverne del vino lungo la “Strada del Vino di Baden” 

Due volte l’anno, in primavera e in autunno, i viticoltori del Baden appendono all’esterno scope decorate dai colori vivaci come caloroso invito a visitare le loro osterie, chiamate “Besenwirtschaft”, ubicate nella parte settentrionale della Strada del Vino del Baden.
Qui si serve vino prodotto nei propri vigneti e si gustano le specialità della cucina, della cantina e dell’affumicatoio. In primavera, gli asparagi sono spesso presenti nel menù.
Un quarto di litro di vino si abbina perfettamente alle specialità regionali. Chi ama i piatti sostanziosi può ordinare tarte flambée o Bibbiliskäs (un tipo di formaggio), Brägele (patate fritte) e Schäufele (spalla di maiale arrosto). Taverne del vino | Strada del vino del Baden 

Raccogliere gli asparagi nella bellissima regione del Kaiserstuhl

Villaggi pittoreschi, un clima quasi mediterraneo, vigneti e frutteti: il paesaggio vulcanico della regione del Kaiserstuhl è incantevole.
Gli asparagi prosperano nel terreno fertile e chiunque desideri cimentarsi nelle laboriose e faticose tecniche di raccolta può farlo su richiesta presso il negozio della fattoria Rudmann a Ihringen-Wasenweiler.
Dopo una breve introduzione del proprietario della fattoria, vengono forniti attrezzi come coltelli e scavatori per asparagi e si può subito iniziare: con due dita si individuano gli asparagi che vengono dissotterrati con cura a una profondità di 20-30 centimetri, tagliati e si termina chiudendo la buca.
Negozio della fattoria di Rudmann 

Kur und Bäder GmbH

Crociera gastronomica sul Reno 

La “città europea” di Breisach offre anche un’altra attrazione: una crociera di due ore sul Reno con degustazione di asparagi prenotabile sul sito  https://bfs-linie.de/kulinarische-mittagsfahrt/,  dal martedì alla domenica, dal 7 aprile al 21 giugno.  

“Tour in bicicletta nella valle di Rench” – in bicicletta verso gli asparagi 

Il “Rench Valley Gourmet Bike Tour”, un percorso di 28 chilometri intorno a Oberkirch, nella Foresta Nera centrale, offre un modo delizioso per scoprire la varietà di prodotti coltivati nella valle del Rench, oltre agli asparagi: ciliegie, prugne, mele e numerosi frutti di bosco, in particolare le fragole.
Lungo il percorso circolare, che si snoda tra vigneti, frutteti e campi, si trovano graziosi negozi con prodotti locali e ristoranti.
Tra questi, ad esempio, l’azienda agricola Wurth, dove è possibile acquistare asparagi freschi, e i ristoranti e hotel “Rose Herztal”, “Pflugwirts Gasthaus” e “Gasthof Pfauen”, che propongono deliziosi piatti stagionali a base di asparagi. Per chi preferisce non esplorare in autonomia, il Gourmet Pass – disponibile ogni giovedì e venerdì da aprile a ottobre – offre l’accesso a specialità regionali e bevande in sei tappe. Renchtal gourmet bike tours 

Spargel-Gericht des Hotels Traube Tonbach in Baiersbronn

Aziende agricole di asparagi del Baden 

Nella regione turistica della Foresta Nera, numerosi punti vendita di prodotti agricoli offrono il “re degli ortaggi” durante la stagione degli asparagi.
Di seguito una piccola selezione di aziende agricole più grandi del Baden con vendita diretta, prodotti regionali ed esperienze speciali incentrate su questo ortaggio a stelo:
Immersa tra i vigneti di Freiburg-Opfingen, la Fattoria Walter vanta vasti campi di asparagi sulla collina di Tuniberg, offrendo viste panoramiche sulla Foresta Nera, i Monti Vosgi e la regione del Kaiserstuhl. Il negozio della fattoria vende asparagi e molti altri prodotti locali.
Sono disponibili anche appartamenti per vacanze. Un’attrazione speciale è il buffet di asparagi a volontà all’aperto che comprende zuppa, insalata, tarte flambée, asparagi, prosciutto, patate e salsa olandese. Il chiosco della fattoria offre anche deliziosi piatti come insalata di asparagi, zuppa di asparagi, tarte flambée di asparagi e crostini di asparagi (tutti i giorni tranne il lunedì e il martedì, giorni di chiusura della fattoria). Il chiosco aprirà il 25 marzo e i piatti a base di asparagi saranno disponibili dalla fine di aprile. 
Home – Walter Hoch 5
L’azienda agricola Bohrerhof a Hartheim-Feldkirch, nella regione del Markgräflerland, è un’azienda a conduzione familiare gestita dalla famiglia Bohrer, che coltiva numerosi ortaggi come gli asparagi su un terreno di 200 ettari. Il negozio e il ristorante dell’azienda agricola abbracciano il principio “dal campo alla tavola”. I menù a base di asparagi includono piatti come asparagi con prosciutto e salsa olandese, risotto agli asparagi con gamberi, zuppe e menù degustazione di asparagi. Gli ospiti possono vedere la preparazione dei piatti nella cucina a vista. L’hotel di campagna, con le sue 64 camere, utilizza materiali da costruzione locali come abete e pino della vicina Foresta Nera, lavorati da artigiani locali. Home – Bohrerhof
L’azienda agricola di asparagi di Martin Waßmer a Bad Krozingen/Schlatt offre asparagi freschi di campo, accompagnati da fragole e altri prodotti regionali, con punti vendita da Weil am Rhein a Offenburg.  www.spargelhof-wassmer.de e Bad Krozingen
L’azienda agricola Wurth di Oberkirch, specializzata nella coltivazione di frutta e asparagi e giunta alla terza generazione, è diventata uno dei maggiori produttori della valle del Rench. Il clima mite ai margini della bassa catena montuosa garantisce la massima freschezza dei prodotti; il negozio aziendale vende asparagi e frutta di stagione. La sua posizione è ideale come tappa di sosta lungo il “Tour ciclabile enogastronomico della valle del Rench”. www.obst-spargelhof-wurth.de
Nell’azienda agricola Huber di Iffezheim, vicino a Baden-Baden, gli asparagi vengono raccolti freschi due volte al giorno, al mattino presto e alla sera. Vengono immediatamente raffreddati con acqua ghiacciata e poi accuratamente selezionati. Sono disponibili fino a dodici diverse qualità; L’azienda agricola dispone anche di un ristorante dove vengono preparate specialità a base di asparagi con prodotti regionali. www.huberhof-iffezheim.de 

Festival dedicati all’asparago 

Al Kesslermühle Wellness Hotel di Hinterzarten, lo chef Helmut Winkler coccola gli ospiti da 40 anni con le “Settimane di punta degli asparagi”, dal 30 aprile al 21 giugno 2026, con un buffet di asparagi e menù gourmet a base di asparagi del Baden. www.kesslermühle.de
Il Festival degli Asparagi e delle Fragole di Grenzach-Wyhlen, che si terrà il 6 e 7 giugno 2026, è una festa per famiglie dedicata ai buongustai: piatti a base di asparagi, dessert alle fragole e alternative originali, insieme a intrattenimento per bambini e musica dal vivo di gruppi locali. www.grenzach-wyhlen.de  

I rossi aromatici del Piemonte: viaggio tra Brachetto d’Acqui e le Malvasie del Monferrato

I rossi aromatici del Piemonte: viaggio tra Brachetto d’Acqui e le Malvasie del Monferrato

Il Piemonte è celebre per i suoi grandi rossi strutturati, ma tra colline e vigneti esiste anche un’altra anima dell’enologia regionale: quella dei rossi aromatici e leggermente frizzanti, vini profumati e conviviali che raccontano una tradizione più leggera e festosa.
Tra le colline del Monferrato e dell’Astigiano nascono tre etichette affascinanti e ancora poco conosciute dal grande pubblico: il Brachetto d’Acqui Docg, la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Doc e la Malvasia di Casorzo Doc.
Tre vini diversi ma legati da un filo comune: profumi intensi, dolcezza equilibrata e territori collinari che sembrano disegnati per il turismo enogastronomico.


Brachetto d’Acqui Docg: il rosso aromatico delle colline dell’Acquese

Tra i vini rossi dolci italiani più celebri spicca il Brachetto d’Acqui, un vino aromatico che nasce nel cuore dell’Alto Monferrato.
La zona di produzione ruota attorno alla città termale di Acqui Terme, tra colline morbide ricoperte di vigneti e piccoli borghi storici. Qui si coltiva il vitigno Brachetto, da cui si ottiene un vino dal colore rosso rubino brillante e dai profumi inconfondibili.
Nel calice il Brachetto d’Acqui sprigiona aromi di rosa, fragola, lampone e spezie leggere.
È generalmente frizzante e a bassa gradazione alcolica, caratteristiche che lo rendono un vino perfetto per accompagnare dolci, frutta fresca o momenti conviviali. Non a caso viene spesso definito uno dei vini più romantici d’Italia.
Visitare questo territorio significa anche scoprire una zona ricca di fascino, con cantine storiche, vigneti panoramici e le famose terme di Acqui.


Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Doc: il vino aromatico dell’Astigiano

Spostandosi verso le colline dell’Astigiano si incontra un’altra specialità poco conosciuta ma molto amata a livello locale: la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco.
Questo vino prende il nome dal borgo di Castelnuovo Don Bosco, immerso tra vigneti e campi coltivati nel cuore del Monferrato.
Prodotto con uve Malvasia di Schierano e Malvasia Nera, è un vino rosso aromatico generalmente frizzante o leggermente spumeggiante, dal colore rosso porpora e dai profumi intensi di frutti rossi e fiori.
Le sue caratteristiche principali sono: aromi fragranti di ciliegia e fragola, note floreali delicate e dolcezza equilibrata.
È un vino che si abbina perfettamente alla pasticceria piemontese, ma anche a crostate, biscotti e dolci alle nocciole.
Il territorio in cui nasce è ideale per chi ama il turismo lento: colline dolci, cascine storiche e panorami che abbracciano Langhe e Monferrato.


Malvasia di Casorzo Doc: il vino delle colline del Monferrato

Tra i vigneti del Monferrato nasce un altro rosso aromatico sorprendente: la Malvasia di Casorzo.
Il vino prende il nome dal piccolo borgo di Casorzo, un paese circondato da vigneti e noto anche per uno degli alberi più curiosi d’Italia, il celebre Bialbero di Casorzo, dove un gelso cresce sopra un ciliegio.
La Malvasia di Casorzo è un vino dal carattere festoso e immediato. Anche in questo caso si tratta di un rosso aromatico frizzante, dal colore rosso rubino intenso e dai profumi che ricordano frutti di bosco, rosa e ciliegia matura.
È un vino morbido e piacevolmente dolce, perfetto per accompagnare dolci tradizionali piemontesi o semplicemente per un brindisi tra amici.

Un itinerario tra vino e paesaggi Unesco

Questi tre vini raccontano una parte meno conosciuta del Piemonte del vino. Non parliamo dei grandi rossi da invecchiamento, ma di vini aromatici, leggeri e conviviali, profondamente legati alla tradizione locale.
Le zone in cui vengono prodotti si trovano tra Monferrato, Astigiano e Acquese, territori che fanno parte del sito Unesco Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.
Qui il viaggio diventa un’esperienza completa: cantine da visitare, borghi medievali, ristoranti di cucina piemontese e colline che cambiano colore con le stagioni.
Un itinerario perfetto per chi vuole scoprire il lato più aromatico e sorprendente dei vini piemontesi.

Pasqua: a tavola con i vini dei monasteri

Pasqua: a tavola con i vini dei monasteri

Il progetto Vini delle Abbazie di Proposta Vini nasce con l’intento di mettere in luce il prezioso lavoro vitivinicolo svolto da frati e suore. Un impegno che ha contribuito a custodire un patrimonio unico di vitigni e, al tempo stesso, a sviluppare nuove tecniche di vinificazione. Proposta Vini è stata tra le prime realtà a riconoscere il valore dei vini monastici, impegnandosi concretamente nella loro selezione e nella tutela di una produzione ricca di storia e significato. Il suo progetto è un tributo a luoghi suggestivi, dove storia, spiritualità e tradizione agricola si intrecciano armoniosamente.
In occasione della Pasqua, la ricorrenza più solenne della tradizione cristiana, il vino torna a essere protagonista quale simbolo di speranza, rinascita e condivisione. In questo contesto, i vini monastici si distinguono come espressione autentica di spiritualità e tradizione, ideali per accompagnare la tavola delle festività. Per celebrare questo momento, presentiamo una selezione di cinque etichette provenienti da alcune delle abbazie coinvolte nel progetto Vini delle Abbazie, emblema della viticoltura monastica.

Coteaux d’Aix rosè exsulta. Abbaye Notre Dame de Fidelite

I 7 ettari di questa abbazia francese si trovano sull’altopiano che domina la Valle della Durance, vicino ad Aix-en-Provence e sono coltivati da una comunità di monache benedettine insediatesi a Jouques nel 1967. 
Coteaux D’Aix Rosè Exsulta è un vino rosato provenzale prodotto a partire dalla vendemmia 2020 a base di Granache, Caladoc e Clairette.
Dal colore rosa tenue questo vino si caratterizza per le sue note agrumate, di frutta rossa e di spezie leggere e per un gusto rotondo e setoso.

Perfetto in abbinamento con piatti leggeri e aromatici, come la torta pasqualina o torte salate a base di verdure o erbe aromatiche.
Prezzo in enoteca a partire da: 20 €

Grance  Senesi Coenobium. Abbazia Monte Oliveto Maggiore

Oasi di bellezza naturale, di pace e spiritualità, l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore si trova lungo il crinale di una collina nel cuore delle “crete senesi” e, nei suoi 8 ettari vitati, è una delle poche cantine a produrre la denominazione Le Grance.
Il Grance Senesi Coenobium è un blend di Sangiovese e Merlot, affinato in botti di rovere da 27hl per circa 6 mesi. Di colore rosso rubino intenso, si caratterizza per sentori di frutta matura, per la sua struttura e il suo equilibrio, risultando un vino armonico ed elegante con un lungo finale. 
Una struttura che lo rende perfetto abbinamento per il classico agnello pasquale, sia arrosto che scottadito.
Prezzo in enoteca a partire da: 15 €

Extra Brut te Deum M.C. Abbazia di Praglia

Situata sui colli Euganei, territorio di origine vulcanica, l’Abbazia di Praglia vanta una storia millenaria di viticoltura. Oggi all’antica cantina si affiancano l’utilizzo di tecnologie avanzate e il massimo rispetto per l’ambiente. Un approccio che fa dei suoi vini prodotti di qualità e valore.
L’Extra Brut Te Deum M.C. è uno spumante a base Raboso Piave, che permane sui lieviti per 45 mesi. Di colore giallo ambrato, si caratterizza per bollicine fini e persistenti e una spuma leggerissima. Al naso è intenso, con sentori di arancia candita, in bocca morbido e particolarmente sapido.
Ottimo come aperitivo pasquale in abbinamento a antipasti a base di pesce.
Prezzo in enoteca a partire da: 23 €

Lagrein. Muri Greis

Oltre un secolo di storia caratterizza Muri-Gries, tenuta e cantina convento nel cuore di Bolzano. Qui nel 1845 un gruppo di monaci benedettini proveniente da Muri in Svizzera giunse a Gries, alle porte di Bolzano, e da allora produce vini di eccellenza prodotti dai vigneti più pregiati della tenuta.
Il Lagrein di Muri-Greis è un vino verace, perfetta simbiosi tra tradizione e modernità. Dal colore rosso rubino intenso presenta note di violetta, cioccolato, prugna matura e spezie. La sua struttura vellutata e avvolgente lo rende perfetto abbinamento per piatti di cacciagione o carne grigliata.
Da provare con l’agnello al forno alle erbe, grande classico pasquale italiano.
Prezzo in enoteca a partire da: 15 €

Furmint brut M.C – Stift Admont Jerenina

Jerenina è il Maso vocato alla viticoltura rilevato nel 1130 dall’Abbazia di Admont, in Slovenia. Da allora il monastero si dedica a questa attività, grazie anche alla riscoperta del Furmint, vitigno autoctono presente in zona da oltre mille anni.
Questo metodo classico è un’espressione elegante e precisa del Furmint. Dal coloro giallo dorato chiaro ha un perlage fine e persistente.
Note di mela verde, fiori bianchi e accenni di lievito e spezie al naso lasciano il posto a sentori di crosta di pane, brioche e nocciole tostate, in bocca.

Ideale come aperitivo pasquale abbinato a uova e verdure o alla torta pasqualina.
Prezzo in enoteca a partire da: 35 €

Treviso: eleganza veneta tra canali, storia e sapori autentici oltre il tiramisù

Treviso: eleganza veneta tra canali, storia e sapori autentici oltre il tiramisù

Nel cuore del Veneto, a pochi chilometri dalla più celebre Venezia, si trova Treviso, una città raffinata e sorprendentemente tranquilla, spesso definita “la piccola Venezia”.
Attraversata da canali d’acqua limpida e circondata da mura rinascimentali, Treviso è una destinazione perfetta per chi cerca un’esperienza autentica, lontana dalle folle ma ricca di fascino.


Un’eleganza discreta

Treviso è una città che non alza mai la voce, ma conquista chi la ascolta davvero. Qui non troverai folle incessanti, ma un ritmo lento, quasi sussurrato, fatto di acqua che scorre, biciclette che passano e profumo di caffè al mattino.
Treviso si rivela poco a poco, come un segreto custodito tra mura antiche e canali limpidi. È una città da vivere senza fretta, lasciandosi guidare dall’istinto.


Tra acqua e pietra: il cuore della città

Il viaggio può iniziare da Piazza dei Signori, elegante salotto cittadino dove storia e quotidianità si incontrano. Sedersi a un tavolino qui significa osservare la città che vive: studenti, famiglie, viaggiatori.
Da lì, basta perdersi tra le vie fino a raggiungere i Buranelli, uno degli angoli più suggestivi. Le case si specchiano nell’acqua, i vecchi mulini raccontano un passato operoso e tutto sembra sospeso nel tempo. È il luogo perfetto per rallentare, fotografare o semplicemente respirare.

Sapori che raccontano una storia

Treviso è anche una destinazione da gustare.
È qui che, secondo la tradizione, nasce il celebre tiramisù: cremoso, avvolgente, capace di evocare casa al primo assaggio.
Ma la cucina locale va ben oltre. Il protagonista indiscusso è il radicchio rosso di Treviso, elegante e leggermente amarognolo, perfetto nei risotti o alla griglia. E poi c’è il vino: un calice di Prosecco, fresco e profumato, racconta le colline che circondano la città, patrimonio di bellezza e tradizione.
Entrare in un’osteria qui significa fare un viaggio nella convivialità: piccoli piatti, cicchetti e chiacchiere che scorrono leggere.


Itinerario slow: un giorno a Treviso

Mattina: inizia con una passeggiata lungo il fiume Sile, quando la città si sveglia lentamente. Fermati per una colazione in centro e poi esplora le vie intorno a Piazza dei Signori, tra botteghe e scorci nascosti.
Pranzo: scegli un’osteria tipica e lasciati guidare dai sapori locali: un risotto al radicchio accompagnato da un buon Prosecco è quasi un rito.
Pomeriggio: perditi senza meta tra canali e vicoli, fino a raggiungere i Buranelli. Se ami l’arte, entra in una chiesa o in un piccolo museo: Treviso sorprende anche così, senza preavviso.
Sera: concludi la giornata con un aperitivo e, naturalmente, una fetta di tiramisù. Seduto all’aperto, con le luci che si riflettono sull’acqua, capirai perché questa città resta nel cuore.

Il fascino di ciò che resta

Treviso non è una città che si impone. Non ha bisogno di stupire con eccessi. È fatta di dettagli: un riflesso nell’acqua, una ricetta tramandata, una piazza vissuta.
Ed è proprio questo il suo segreto: chi la visita non la consuma, ma la scopre. Lentamente, profondamente, lasciandosi cambiare un po’.

Curiosità che (forse) non conosci

Tra le chicche più insolite di Treviso c’è la Fontana delle Tette, da cui in passato sgorgava vino durante le feste della Repubblica Veneta. Un simbolo curioso e sorprendente.
La città
 è chiamata anche “urbs picta”, città dipinta: molti edifici erano decorati con affreschi, alcuni dei quali ancora visibili passeggiando con attenzione.
I celebri canali non sono solo scenografici: erano fondamentali per l’economia cittadina, alimentando mulini e attività commerciali.
Il radicchio rosso di Treviso viene lavorato con un processo unico chiamato “imbiancamento”, che gli dona il suo caratteristico colore e sapore.

Le 9 migliori località italiane dove vivere le emozioni della Settimana Santa

Le 9 migliori località italiane dove vivere le emozioni della Settimana Santa

Si avvicina la Pasqua ed è fuori di dubbio che le feste di matrice religiosa rappresentino buona parte del patrimonio tradizionale italiano.
Un’espressione di fede, certo, ma anche eventi dal forte significato sociale e tradizionale, vincolo di appartenenza alla comunità, specialmente nel Meridione: Leonardo Sciascia, nella “Corda pazza”, a proposito delle feste religiose scriveva che in Sicilia erano “tutto”, un’esplosione esistenziale collettiva il cui confine “non poteva essere segnato in alcun modo dal perimetro religioso”.
Tra le feste religiose, le più numerose e sentite sono appunto quelle che celebrano il periodo pasquale, ancor più che il Natale o l’Epifania. Da nord a sud, soprattutto la Passione del Venerdì Santo ha ispirato riti e rituali che prevedono processioni, rievocazioni, messe in scena la cui origine spesso si perde nella notte dei tempi. Se in Italia non si raggiunge il livello di teatralità, passione e socialità della Semana Santa spagnola poco  ci manca.
Ecco il nostro viaggio nella tradizione.

i quadri viventi di Frassinoro


I quadri viventi di Frassinoro nel cuore dell’Emilia

In Emilia Romagna fra le tante feste legate alla tradizione di Pasqua degna di segnalazione è la “Via Crucis” vivente di Frassinoro in provincia di Modena.
La cerimonia che è una delle più importanti della regione coinvolge gli abitanti del borgo che compongono quadri viventi che raffigurano i vari episodi della Passione di Cristo. Uno spettacolo di grande suggestione che risale ai tempi della Controriforma. Un occasione da non perdere dato che la Via Crusis si svolge ogni tre anni e questo è l’anno giusto!

Il “film” della passione di Grassina

La sera del Venerdì Santo a Grassina in provincia di Firenze andrà in scena per il quarantesimo anno un autentica rappresentazione teatrale della Passione di Cristo. Accanto al corteo storico con centinaia di figuranti vestiti in abiti d’epoca, ci sono alcune suggestive scene recitate fra le vie del paese e sulla collina del Calvario.

Il Calvario, Grassina

Fra i penitenti scalzi e incatenati di Orte

La processione del Venerdì Santo di Orte in provincia di Viterbo è senza dubbio una delle più antiche d’Italia. Fra il suggestivo borgo arroccato sulla collina i gruppi delle confraternite sfilano di sera portando con se croci e simboli della Passione, seguiti da penitenti scalzi con catene alle caviglie.
Tutti seguono la bara con il Cristo morto e le piangenti, le Marie di nerovestite, e la statua dell’Addolorata.
Al termine della suggestiva processione i confratelli distribuiscono tantissimi fiori, che vengono conservati dai fedeli.


A Chieti per il Venerdi Santo più antico d’Italia

Spostandosi in Abruzzo fermata d’obbligo a Chieti dove si svolge la processione che contende a Orte il primato di più antica d’Italia. La processione del Cristo morto avviene il Venerdì Santo e risale all’842. Vi partecipano centinaia di figuranti e 13 congregazioni dei fedeli.
Seicentesca è la confraternita del Sacro Monte dei Monti che organizza l’evento; settecentesca la tradizione dei 150 cantori e altrettanti suonatori che accompagna la processione degli incappucciati; e ottocenteschi i gruppi scultorei della Passione, i cui portatori si tramandano l’incarico di generazione in generazione.

Gli incappucciati coronati di spine d’Isernia

I penitenti incappucciati con il capo cinto di corone di spine caratterizzano la rappresentazione più sentita dell’intero Molise, ovvero quella d’Isernia.
Qui il Venerdì Santo va in scena per le strade della città la lunga processione dei seguiti dai fedeli che trasportanopesanti croci e statue.

Vicino ad Avellino fra i penitenti che tramandano la tradizione di un crociato

Tantissime le processioni ricche di fervore che animano la Campania ma fra tutte abbiamo scelto quella di Calitri, piccolo paese in provincia di Avellino dove la processione del Venerdì Santo, detta dei Misteri, è particolarmente solenne.
I membri dell’arciconfraternita dell’Immacolata Concezione sono vestiti di bianco e con capo incappucciato e coronato di spine, e portano a spalla una croce fino alla collina del Calvario.
Si racconta che il rito risalga al periodo della prima crociata, quando un cavaliere portò un pezzo della Croce dalla Terrasanta.


Patos e solennità in Calabria fra i flagellanti di Nocera Terinese

In Calabria la Settimana Santa per eccellenza è quella di Nocera Terinese in provincia di Catanzaro. Il giorno più importante qui è il Sabato Santo quando per le strade dei paese sfilano in corteo i flagellanti o vattienti, ovvero uomini che si battono a sangue le cosce e i polpacci in momenti intensi e di grande potenza scenica.
Ma fin dalla domenica delle Palme tutto il paese è coinvolto in una serie di rituali: dalla benedizione delle palme alla cerimonia del Cireneo, fino al mercoledì, quando la frenesia raggiunge punte elevatissime per che si rinnovano di anno in anno: ché “caccianu a Madonna”, ovvero viene esposta la statua dell’Addolorata per un anno nascosta in una nicchia velata. Solo al venerdì uscirà dalla chiesa per la processione serale che finisce a mezzanotte.

In ricordo della dominazione spagnola la processione di Enna

Anche la Sicilia, regione molto legata alle tradizioni spagnole è difficile scegliere in quale località andare per vivere una Settimana Santa speciale ma abbiamo scelto Enna, cuore della Sicilia dove la settimana santa deriva direttamente da antiche tradizioni di origine spagnola.
La processione del venerdì santo ad Enna rappresenta uno degli eventi più importanti della città, arrivando ad attirare ogni anno migliaia di turisti.
Sfilano per questa occasione circa 2.500 confrati incappucciati, che portano i fercoli di Gesù morto e della Madonna Addolorata. Tutto è iniziato dalle antiche confraternite, la prima delle quali è datata addirittura 1261.
Nel corso dei secoli le confraternite si sono moltiplicate, in concomitanza con la dominazione spagnola, che governò l’Isola dal XV secolo fino al 1700.
Il corteo è accompagnato dalle note didiverse marce funebri, il che rende tutto molto intenso dal punto di vista emotivo.

Il funerale barocco di Iglesias

Concludiamo con la Sardegna dove la Settimana Santa si sublima a Iglesias dove nella processione notturna della sera del Venerdì Santo, va in scena addirittura un pomposo corteo funebre di derivazione spagnola e barocca, che pare quello di un re.

Sulle orme di San Francesco: un viaggio moderno tra storia, spiritualità e natura

Sulle orme di San Francesco: un viaggio moderno tra storia, spiritualità e natura

L’anno 2026 segna gli 800 anni dalla vita di Francesco d’Assisi, il santo patrono d’Italia e simbolo universale di pace, amore per la natura e semplicità. Ma questo non è solo un anniversario religioso: è un’occasione perfetta per scoprire i luoghi che hanno segnato la sua vita, tra borghi medievali, colline umbre e scorci naturali da sogno.

Santa Maria degli Angeli

Assisi: il cuore pulsante

Tappa obbligata è Assisi, dove tutto ebbe inizio. Passeggiando tra le vie lastricate del centro storico, il passato medievale si mescola alla spiritualità senza tempo. La Basilica di San Francesco domina la città con le sue imponenti facciate affrescate e custodisce capolavori di Giotto e Cimabue che raccontano la vita del santo.
Ma Assisi non è solo arte e storia: è anche natura. Le colline umbre intorno alla città offrono panorami rilassanti e percorsi di trekking che permettono di sentirsi davvero sulle orme di Francesco, tra uliveti, campi fioriti e il silenzio interrotto solo dal vento tra gli alberi.

Eremo delle Carceri, Monte Subasio

I luoghi della vita di Francesco

Oltre alla città, numerosi altri luoghi narrano la storia del santo: l’Eremo delle Carceri: immerso nel bosco del Monte Subasio, un rifugio che ancora oggi trasmette pace e raccoglimento, la porziuncola di Santa Maria degli Angeli: la piccola chiesa dove Francesco fondò l’ordine dei Frati Minori e che rappresenta uno dei cuori spirituali più importanti dell’Umbria e il borgo di Greccio: dove Francesco realizzò il primo presepe vivente, trasformando la tradizione natalizia per sempre.

Un viaggio a passo lento

Seguire le orme di Francesco significa viaggiare a ritmo lento, osservare i dettagli della natura, sedersi su un muretto a guardare le vallate umbre e respirare l’atmosfera dei borghi antichi. Qui ogni passo racconta una storia, ogni panorama invita a riflettere sul legame tra uomo e ambiente.
L’anno degli 800 anni di Francesco d’Assisi non è solo un momento per i devoti, ma un’occasione unica per chi ama viaggiare con curiosità: una miscela perfetta di arte, storia, natura e spiritualità, raccontata attraverso i luoghi e i gesti di uno dei personaggi più influenti del Medioevo, capace ancora oggi di ispirare pace e meraviglia.