Apr 12, 2026 | Enogastronomia
Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei vini dolci d’Italia e dopo avervi parlato del moscato di Scanzo
del Recioto della Valpolicella del Nosiola e dello Schiachetrà e l’Albana passito c’è un vino che sa di sole, vento e pietra bianca.
Non è tra i più chiacchierati, non domina le carte dei vini internazionali, e proprio per questo conserva un fascino raro. Si chiama Moscato di Trani Doc ed è una di quelle scoperte che ti fanno chiedere: “Com’è possibile non averlo assaggiato prima?”.
Siamo in Puglia, sulla costa adriatica, tra Trani, Bisceglie e Corato: un territorio dove il mare entra nei vigneti e il sole fa il resto.

Un vino antico, sorprendentemente contemporaneo
Il Moscato di Trani ha radici profonde. Già in epoca romana si parlava di vini aromatici prodotti in queste zone. Oggi, questo passito pugliese è una piccola eccellenza che resiste al tempo, lontano dalle mode ma perfettamente in linea con i gusti contemporanei.
È un vino dolce, sì, ma con carattere. Niente stucchevolezza: qui c’è equilibrio, freschezza e una personalità ben definita.
Il segreto è nell’appassimento
Le uve Moscato vengono lasciate appassire, spesso direttamente sulla pianta o in ambienti controllati. È qui che avviene la magia: l’acqua evapora, gli zuccheri si concentrano e gli aromi si intensificano.
Nel calice si presenta con un colore dorato intenso, quasi ambrato.
Al naso sprigiona note di fiori d’arancio, miele, albicocca secca e agrumi canditi. Al palato è morbido, avvolgente, ma sempre sostenuto da una vena fresca che lo rende incredibilmente bevibile.
Non solo dessert
Dimentica l’idea del “vino da fine pasto e basta”. Il Moscato di Trani Doc è molto più versatile di quanto pensi: perfetto con pasticceria secca e dolci alle mandorle, sorprendente con formaggi stagionati o erborinati e intrigante con piatti speziati o della cucina orientale. Un vino che gioca sui contrasti e li vince.

Un’esperienza da vivere sul territorio
Bere Moscato di Trani è bello. Farlo lì, lo è ancora di più.
Trani, con la sua cattedrale affacciata sul mare, è una delle perle più eleganti del Sud. Le vigne si estendono tra muretti a secco e ulivi, in un paesaggio che sembra immobile nel tempo.
Qui il vino è parte della cultura quotidiana. Non è solo degustazione, è racconto, è ospitalità, è identità.
Perché cercarlo
In un mondo del vino sempre più omologato, il Moscato di Trani oc è una piccola ribellione. È raro, autentico, profondamente legato al suo territorio. Non lo trovi ovunque, e forse è proprio questo il suo punto di forza: chi lo scopre, difficilmente lo dimentica.
È il vino perfetto per chi ama viaggiare anche attraverso un calice. E per chi sa che, a volte, le storie migliori sono quelle meno raccontate.
Apr 11, 2026 | Enogastronomia
Non è il solito nome che compare nelle liste dei weekend perfetti. Non è una cartolina già vista mille volte sui social. Eppure Cingoli, nel 2026, si prende tutto: è lui il Borgo dei Borghi.
E la verità è semplice — ma rara. Qui non si viene per spuntare una destinazione. Si viene per rallentare davvero.
Un borgo che guarda lontano (e dentro)
Lo chiamano il “balcone delle Marche”, e basta arrivare per capire perché. Cingoli si allunga su un crinale, sospeso tra colline morbide e orizzonti larghi, con lo sguardo che arriva fino al mare nelle giornate più limpide.
Ma il punto non è solo il panorama. È la sensazione. Quella di essere in un luogo che non ha bisogno di stupire a tutti i costi, perché è già pieno di sé.
Perché ha vinto (e perché andarci ora)
Nel mare di borghi italiani, Cingoli ha convinto per un mix difficile da replicare: autenticità, equilibrio, bellezza non costruita.
Mentre altrove il turismo accelera, qui resta umano. Niente file infinite, niente esperienze “preconfezionate”. Solo vicoli, piazze e una quotidianità che continua a scorrere senza adattarsi troppo a chi arriva. Ed è proprio questo il momento giusto per scoprirlo: prima che diventi una tappa obbligata.

il lago di Cingoli
Cosa vedere (senza correre)
Il centro storico è compatto, ma pieno di dettagli che chiedono tempo. Piazza Vittorio Emanuele II è il cuore vivo, elegante e mai caotico, il Duomo di Santa Maria Assunta custodisce opere e silenzi, le stradine intorno si aprono all’improvviso su scorci panoramici che sembrano studiati — ma non lo sono. E poi c’è il fuori: il vicino lago di Cingoli, perfetto per cambiare ritmo, tra acqua e verde.
Esperienze che restano
A Cingoli non serve una lista infinita di cose da fare. Basta entrarci dentro.
Fermati in una trattoria senza insegne urlate. Ordina quello che ti consigliano. Pane, salumi, un piatto locale, un bicchiere di rosso. Nessuna fretta, nessuna scena.
Oppure cammina senza meta precisa, lasciando che siano le salite e le discese a decidere per te. Qui il lusso è tutto in ciò che non è programmato.
Mini guida per andarci davvero
Cingoli è facilmente raggiungibile in auto, ed è proprio così che dà il meglio: senza orari rigidi. Primavera e inizio autunno sono perfetti. Estate viva, ma mai ingestibile.
Resta fino al tramonto. È lì che il “balcone” diventa qualcosa di più di un soprannome.
Il borgo prima che diventi tendenza
Cingoli oggi è in quel punto perfetto: abbastanza conosciuto da essere riconosciuto, ma ancora lontano dal diventare ovvio. E forse è proprio questo il suo segreto.
Arrivarci adesso significa viverlo per quello che è — non per quello che diventerà.
Apr 9, 2026 | Enogastronomia
Dimentica i soliti laghi affollati: la primavera è il momento perfetto per scoprire angoli meno conosciuti d’Italia, dove l’acqua cambia colore, i sentieri tornano vivi e il tempo sembra rallentare.
Dalle acque turchesi del Lago di Tenno ai riflessi alpini del Lago di Anterselva, passando per i borghi affacciati sul Lago di Turano e le atmosfere quasi lunari del Lago di Venere: in Italia esistono laghi meno conosciuti che in primavera danno il meglio di sé.
È proprio in questo periodo che succede qualcosa di speciale. I colori si accendono, i sentieri tornano percorribili dopo l’inverno e il paesaggio cambia volto giorno dopo giorno. Il tutto senza il caos dell’alta stagione.
Tra marzo e maggio, questi luoghi mostrano la loro versione più autentica: l’acqua diventa più limpida, la luce più nitida e la natura riprende spazio. Qui non ci sono folle né traffico: solo silenzio, aria pulita e panorami che sembrano muoversi tra riflessi e sfumature.
Negli ultimi anni anche media internazionali come CNN hanno iniziato a segnalare questi laghi come alternative ai grandi classici. Ma la verità è che non serve seguire liste o itinerari prestabiliti: basta allontanarsi un po’ dai percorsi più battuti per trovare luoghi dove il ritmo è decisamente più lento.
Dalle Alpi fino alla Sicilia, questi sette laghi raccontano un’Italia diversa: meno conosciuta, ma incredibilmente suggestiva.
In Italia ci sono centinaia di laghi — alpini, vulcanici, artificiali — e molti restano ancora fuori dai radar del turismo di massa. Quelli che trovi qui sono perfetti per una gita primaverile: facili da raggiungere, diversi tra loro e soprattutto immersi in contesti naturali ancora intatti.
Hanno tutti qualcosa in comune: in primavera si mostrano nella loro forma migliore. Meno affollati, più intensi, più veri.
Perché visitarli in primavera
Se vuoi vedere questi luoghi davvero al meglio, questo è il momento giusto.
Nei laghi meno conosciuti la primavera si sente di più: il paesaggio cambia lentamente, l’acqua riflette meglio la luce e la natura si risveglia senza essere ancora “invasa” dal turismo.
Molti di questi laghi si trovano in parchi naturali o aree protette, dove tutto è più silenzioso e autentico. Qui il legame tra acqua, boschi e montagne è evidente, e in alcuni casi si aggiungono scenari particolari come quelli vulcanici.
In più, le temperature sono perfette: niente caldo estivo, niente folla. Solo il piacere di camminare lungo le rive, fermarsi, osservare e godersi il paesaggio con calma.
Che tu scelga un lago alpino o uno vulcanico, la sensazione è la stessa: staccare davvero.

Lago di Toblino: il castello sull’acqua tra vigneti e montagne
Nel cuore della Valle dei Laghi, tra Trento e Riva del Garda, il Lago di Toblino è uno degli angoli più suggestivi del Trentino. Il vero protagonista è il Castello di Toblino, una costruzione medievale su una piccola penisola che sembra galleggiare sull’acqua.
In primavera il paesaggio dà il meglio di sé: l’aria è limpida, i riflessi diventano nitidi e il castello si specchia perfettamente nel lago. Qui il clima è sorprendentemente mite grazie ai venti del Garda, con una vegetazione quasi mediterranea fatta di vigneti, ulivi e piante aromatiche.
Le sponde sono in parte protette e immerse nella natura, tra canneti e fauna acquatica. Una passerella in legno permette di camminare vicino all’acqua in totale tranquillità.
Perfetto per: una passeggiata facile, un’escursione breve o una tappa panoramica tra natura e cantine locali.
2 – Lago di Tenno: il lago turchese vicino al Garda
A pochi chilometri da Riva del Garda, il Lago di Tenno è famoso per il suo incredibile colore, che varia dal turchese al verde smeraldo.
In primavera il lago diventa ancora più spettacolare: la luce aumenta e l’acqua, più limpida dopo l’inverno, crea sfumature sempre diverse durante la giornata.
Al centro si trova una piccola isola, raggiungibile a piedi nei periodi di bassa acqua. Il sentiero che circonda il lago è semplice e adatto a tutti, con tanti punti perfetti per fermarsi e godersi il panorama o fare un picnic.
A pochi minuti c’è anche Canale di Tenno, uno dei borghi più belli della zona, con case in pietra e vicoli suggestivi.
Perfetto per: relax, fotografia e gite facili nella natura.

3 – Lago di Tovel: il lago alpino che diventava rosso
Nel Parco Naturale Adamello Brenta, il Lago di Tovel è uno dei laghi alpini più affascinanti del Trentino.
È famoso per un fenomeno unico: fino agli anni ’60, l’acqua si colorava di rosso durante l’estate a causa di un’alga. Oggi non accade più, ma resta una delle curiosità più interessanti legate a questo luogo.
In primavera il paesaggio è ancora in transizione: montagne innevate, acqua limpida e colori intensi creano un contrasto spettacolare.
Il giro del lago è semplice (circa un’ora) e permette di osservare tutte le sfumature dell’acqua, dal blu al verde.
Perfetto per: escursioni facili e paesaggi alpini autentici.
4 – Lago di Anterselva: primavera tra neve e riflessi alpini
A oltre 1.600 metri di altitudine, il Lago di Anterselva è uno dei laghi alpini più suggestivi dell’Alto Adige.
Qui la primavera arriva più tardi: tra marzo e aprile si possono ancora trovare neve e ghiaccio lungo le rive, creando scenari unici.
Con il disgelo, l’acqua diventa chiarissima e il contrasto con le montagne innevate è incredibile. Il sentiero intorno al lago (circa 5 km) è pianeggiante e adatto a tutti.
Perfetto per: chi cerca paesaggi alpini autentici e meno affollati.

5 – Lago di Fiastra: acqua cristallina e canyon nelle Marche
Nel cuore del Parco dei Monti Sibillini, il Lago di Fiastra è uno dei laghi più sorprendenti dell’Appennino.
Nonostante sia artificiale, ha un aspetto naturale e acque chiarissime che in primavera si tingono di verde e turchese.
Uno dei punti più spettacolari è il sentiero verso le Lame Rosse, formazioni rocciose che ricordano un piccolo canyon.
Perfetto per: trekking, natura e panorami diversi dal solito.
6 – Lago di Turano: borghi sull’acqua a un’ora da Roma
Se cerchi un lago poco turistico vicino a Roma, il Lago di Turano è una scelta perfetta.
Immerso nella Sabina, è circondato da borghi come Castel di Tora, uno dei più belli della zona, arroccato sopra il lago.
In primavera l’atmosfera è tranquilla, le acque sono calme e il paesaggio si riflette in modo perfetto.
Perfetto per: weekend rilassanti, borghi e natura.

7 – Lago di Venere: il lago vulcanico più affascinante della Sicilia
Sull’isola di Pantelleria si trova il Lago di Venere, conosciuto anche come “Specchio di Venere”.
È un lago vulcanico unico nel suo genere, con acque che cambiano colore dal verde al turchese grazie ai minerali e alle sorgenti termali.
In primavera è il momento ideale per visitarlo: temperature miti, meno turisti e la possibilità di camminare lungo le rive o immergersi nelle acque termali.
Perfetto per: esperienze uniche, natura e relax termale.
Apr 8, 2026 | Enogastronomia
Se il 2026 avesse una parola chiave per i viaggi sarebbe isole. Non quelle dei grandi resort o del turismo di massa, ma luoghi dove il paesaggio resta protagonista e il ritmo è più lento.
Tra vulcani che si tuffano nell’oceano, villaggi di pescatori e borghi colorati affacciati sul mare, le nuove tendenze del turismo europeo puntano sempre più verso destinazioni autentiche, perfette per chi vuole staccare davvero la spina.
Dalle isole portoghesi in mezzo all’Atlantico alle perle del Mediterraneo, ecco alcune delle mete più interessanti da scoprire nel 2026.

Ponta do Sol, Madeira
1 – Madeira, l’isola che tutti vogliono visitare
Madeira è la destinazione che sta conquistando sempre più viaggiatori europei. Quest’isola portoghese, nota per essere la patria di Cristiano Ronaldo, sospesa in mezzo all’Atlantico, sembra uscita da un film: scogliere spettacolari, foreste subtropicali e paesaggi vulcanici che cambiano colore con la luce.
È perfetta per chi ama camminare, fare trekking lungo le celebri levadas o semplicemente perdersi tra i panorami mozzafiato dell’oceano. Questi antichi canali di irrigazione, costruiti secoli fa per portare l’acqua dalle montagne verso le coltivazioni, oggi formano una fitta rete di sentieri che attraversa tutta l’isola tra vallate profonde, cascate e foreste lussureggianti.
Ma Madeira non è solo natura spettacolare. La sua capitale, Funchal, è una città vivace affacciata sull’oceano dove si alternano giardini tropicali, mercati colorati e ristoranti di pesce che raccontano la tradizione gastronomica dell’isola. Nei piccoli villaggi costieri, invece, la vita scorre ancora lenta tra porticcioli, terrazze panoramiche e case affacciate sull’Atlantico.
Il risultato è una destinazione sorprendentemente completa: mare, montagna, natura e cultura convivono nello spazio di pochi chilometri, rendendo Madeira una delle isole europee più affascinanti da scoprire nei prossimi anni.

Baia delle Azzorre
2 – Azzorre, l’avventura nel cuore dell’Atlantico
Per chi sogna un viaggio più wild ci sono le Azzorre, un arcipelago ancora poco esplorato nel cuore dell’Atlantico dove la natura domina ogni cosa. Formato da nove isole di origine vulcanica, questo angolo remoto d’Europa offre paesaggi spettacolari e un senso di libertà difficile da trovare altrove.
Laghi vulcanici che riempiono antichi crateri, scogliere battute dal vento e pascoli verdi che si affacciano sull’oceano creano scenari di grande suggestione. Tra le immagini più iconiche ci sono le acque turchesi dei laghi di Sete Cidades e il profilo imponente del Monte Pico, la vetta più alta del Portogallo che domina l’omonima isola.
Le Azzorre sono anche uno dei luoghi migliori in Europa per il whale watching: nelle acque profonde che circondano l’arcipelago transitano numerose specie di balene e delfini, rendendo ogni uscita in mare un’esperienza unica.
Per gli amanti dell’outdoor, poi, non mancano le possibilità: trekking tra vulcani e foreste di ortensie, bagni nelle piscine naturali di lava e sentieri panoramici che seguono la linea delle scogliere. Un vero paradiso per chi cerca avventura, natura incontaminata e paesaggi intensi, lontano dalle rotte turistiche più battute.

Lesbo
3 – Chios e Lesbo, le emergenti
Chi cerca la Grecia più vera dovrebbe guardare oltre le mete più famose e affollate delle Cicladi. Nel Mar Egeo esistono infatti isole che conservano ancora un ritmo lento e profondamente autentico, dove la vita quotidiana scorre tra porticcioli, taverne di famiglia e paesaggi rimasti intatti.
Le isole di Chios e Lesbo sono tra le destinazioni emergenti del Mediterraneo: meno turistiche, più genuine e ricchissime di tradizioni. Qui si trovano villaggi medievali perfettamente conservati, come i celebri mastihochoria di Chios, antichi paesi fortificati costruiti per proteggere la produzione della mastica, una resina aromatica unica al mondo.
Il paesaggio alterna spiagge tranquille, colline coltivate a ulivi e piccoli porti di pescatori, dove le barche rientrano al tramonto e la vita si concentra nelle piazze e nelle taverne. Anche la cucina è una parte fondamentale dell’esperienza: piatti semplici ma intensi, a base di pesce fresco, erbe aromatiche, olio d’oliva e specialità locali che raccontano la cultura gastronomica dell’Egeo.
Viaggiare qui significa scoprire una Grecia più intima e meno costruita per il turismo, dove la bellezza non sta solo nelle spiagge ma anche nelle storie, nei sapori e nell’ospitalità delle comunità locali. Un modo diverso di vivere il Mediterraneo, lontano dalla folla e più vicino all’anima autentica delle isole greche.

Spiaggia su Ano Koufonissi
4 – Ano Koufonissi, la Grecia più autentica
Tra le nuove mete da tenere d’occhio c’è soprattutto Ano Koufonissi, una piccola isola delle Cicladi entrata tra le destinazioni europee più interessanti per il 2026 grazie al suo mare incredibilmente trasparente.
Qui il tempo sembra scorrere più lentamente rispetto ad altre isole greche più celebri. Niente grandi resort o movida sfrenata, ma spiagge di sabbia chiara, acque turchesi e piccole taverne affacciate sul mare dove assaggiare pesce appena pescato.
Una delle particolarità dell’isola è che si gira facilmente a piedi o in bicicletta, seguendo sentieri costieri che collegano calette e baie nascoste. Tra le più belle c’è la celebre Pori Beach, dove il mare assume sfumature quasi caraibiche.
Ano Koufonissi è perfetta per chi cerca la Grecia più semplice e autentica, fatta di bagni lunghi, tramonti sull’Egeo e serate tranquille nel piccolo porto illuminato dalle luci delle barche. Un’isola minuscola, ma capace di regalare una delle esperienze mediterranee più intense degli ultimi anni.

Le caratteristiche case colorate di Burano
5 – Burano
Anche l’Italia resta protagonista tra le isole più amate. Nella Laguna di Venezia, Burano continua a conquistare viaggiatori e fotografi con le sue case colorate e l’atmosfera sospesa nel tempo.
Passeggiare tra le sue calli è come entrare in una tavolozza di colori: facciate rosse, gialle, turchesi e viola si riflettono nei canali creando uno dei paesaggi urbani più fotografati d’Italia. Secondo la tradizione, questa esplosione di colori serviva ai pescatori per riconoscere la propria casa anche nelle giornate di nebbia, quando la laguna si copriva di foschia.
Ma Burano non è solo un luogo da cartolina. L’isola conserva anche una forte identità artigianale legata alla tradizione del merletto, una lavorazione raffinata che per secoli ha reso famoso il borgo in tutta Europa. Ancora oggi è possibile visitare piccoli laboratori e il Museo del Merletto, dove viene raccontata la storia di questa antica arte.
Tra un canale e l’altro non mancano poi trattorie e pasticcerie storiche dove assaggiare le specialità locali, come i bussolà, i tipici biscotti buranelli dalla forma ad anello. Piccola, coloratissima e incredibilmente suggestiva, Burano resta una delle isole più affascinanti della laguna veneziana, perfetta per una gita lenta tra fotografia, tradizione e sapori locali.

Veduta di Procida
6 – Procida
Anche Procida continua a essere una delle isole più affascinanti del Mediterraneo, soprattutto per chi cerca un luogo autentico e lontano dal turismo più frenetico. Situata nel cuore del Golfo di Napoli, questa piccola isola ha saputo conservare un carattere genuino fatto di ritmi lenti, vicoli silenziosi e una vita quotidiana ancora legata al mare.
Il simbolo dell’isola è la Marina di Corricella, un pittoresco borgo di pescatori dove le case dai colori pastello si arrampicano una sopra l’altra affacciandosi sul porto. Qui il tempo sembra davvero fermarsi: barche che ondeggiano lentamente, ristoranti di pesce sul lungomare e tavolini all’aperto dove godersi il tramonto sul mare.
Procida è anche un’isola perfetta da esplorare con calma, magari a piedi o in bicicletta, seguendo strade che attraversano limoneti, piccole spiagge e scorci panoramici sull’arcipelago campano. Non a caso nel 2022 è stata nominata Procida Capitale Italiana della Cultura 2022, un riconoscimento che ha contribuito a far conoscere ancora di più il suo patrimonio culturale e paesaggistico.
Tra mare cristallino, tradizioni marinare e atmosfere cinematografiche, Procida resta una delle isole italiane più suggestive per chi sogna una vacanza mediterranea semplice e autentica.

Cefalù
7 – Cefalù e Taormina
Poi c’è la grande regina del Sud: Sicilia, una terra che da sola racchiude paesaggi, culture e atmosfere capaci di raccontare tutto il Mediterraneo. Qui il mare non è mai solo mare: è lo sfondo di città millenarie, tradizioni antiche e panorami che sembrano usciti da un dipinto.
Tra le località più iconiche spicca Cefalù, con il suo borgo medievale affacciato su una lunga spiaggia dorata e dominato dalla maestosa cattedrale normanna. Passeggiare tra le sue stradine significa immergersi in un equilibrio perfetto tra mare cristallino, architettura storica e atmosfera mediterranea.
Più a est, Taormina continua a incantare viaggiatori da tutto il mondo grazie alla sua posizione spettacolare tra il blu del mare e le pendici dell’Etna. Dal celebre Teatro Antico di Taormina lo sguardo si apre su uno dei panorami più celebri del Mediterraneo, dove storia e natura si fondono in un colpo d’occhio indimenticabile.
La Sicilia, però, è molto più di queste due icone: è un mosaico di spiagge, borghi marinari, siti archeologici e tradizioni gastronomiche che rendono ogni viaggio diverso. Ed è proprio questa ricchezza a farne, ancora oggi, una delle destinazioni più affascinanti d’Europa.

Lanzarote
8 – Lanzarote
ra le mete europee che continuano a crescere c’è anche Lanzarote, una delle più affascinanti tra le Isole Canarie. I suoi paesaggi lunari, modellati dal vulcano e dall’oceano, la rendono perfetta per una fuga durante i ponti di primavera.
Gran parte dell’isola è dominata da scenari spettacolari come quelli del Parco Nazionale di Timanfaya, dove distese di lava solidificata e crateri vulcanici creano un panorama quasi surreale. Qui la natura è protagonista assoluta e regala uno dei paesaggi più originali di tutta Europa.
Lanzarote è famosa anche per il lavoro dell’artista e architetto César Manrique, che ha contribuito a preservare l’identità dell’isola integrando arte e natura in modo unico. Molti dei suoi progetti – tra giardini vulcanici, miradores panoramici e spazi culturali – sono oggi tra le attrazioni più suggestive.
Tra spiagge dorate, piccoli villaggi di pescatori e tramonti sull’Atlantico, Lanzarote è la meta ideale per chi cerca sole tutto l’anno, paesaggi spettacolari e un’atmosfera rilassata lontano dalle rotte turistiche più affollate.
9 – La costa segreta del Portogallo
Per chi invece ama scoprire luoghi meno conosciuti, una sorpresa arriva dal Portogallo: la Costa Vicentina, un tratto di costa selvaggia fatto di dune, scogliere e spiagge infinite.
Qui la natura regna incontrastata: le onde dell’Atlantico si infrangono su scogliere spettacolari, mentre piccoli sentieri si snodano tra colline ricoperte di macchia mediterranea. Non mancano villaggi di pescatori ancora autentici, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e i ristoranti servono pesce fresco appena pescato.
La Costa Vicentina è anche il paradiso degli amanti del surf e del trekking, con percorsi panoramici che collegano baie nascoste e spiagge semi-deserte. Perfetta per chi cerca vacanze all’insegna della natura e del silenzio, lontano dal turismo di massa, ma senza rinunciare a scenari mozzafiato da cartolina.
Un luogo dove respirare il vento dell’Atlantico, camminare tra dune dorate e lasciarsi sorprendere da ogni angolo, scoprendo una delle coste più autentiche e spettacolari d’Europa
Il nuovo lusso del viaggio: l’autenticità
La tendenza che accomuna tutte queste destinazioni è chiara: meno turismo di massa e più autenticità.
Le isole europee più interessanti del 2026 non promettono solo mare cristallino, ma anche esperienze vere, paesaggi intatti e il piacere di rallentare.
E forse è proprio questo il motivo per cui continuano a farci sognare.
Apr 5, 2026 | Enogastronomia
Con l’arrivo della primavera, la Valle Isarco si risveglia tra vigneti, sentieri e paesaggi alpini e, in questo contesto, l’Abbazia di Novacella apre una nuova finestra sulla propria storia con l’inaugurazione dal 28 marzo delle mostre “Tracce di luce” e “Testimoni del tempo perduto”, dedicate al patrimonio fotografico custodito nel proprio archivio, con immagini, lastre su vetro e diapositive che raccontano oltre 150 anni di vita abbaziale.
Un’occasione per accedere a una dimensione inedita del complesso e vivere una destinazione unica, ideale per una vacanza silenziosa e spirituale, lontana dai ritmi frenetici, dove natura, arte e cultura convivono da quasi nove secoli attraverso esperienze che spaziano dalle visite culturali ai percorsi tra i vigneti e alle degustazioni, pensate per famiglie, gruppi e viaggiatori individuali.

Processione solenne a Valdaora di Sotto con il parroco Pfarrer Leopold Wallnöfer, 1922
150 anni di immagini: la vita dell’abbazia in mostra
All’interno del percorso museale dell’Abbazia di Novacella, tra la biblioteca barocca e le collezioni storiche, il progetto espositivo accompagna il visitatore in un racconto visivo che attraversa oltre 150 anni di vita abbaziale, restituendo uno sguardo intimo sulla comunità e sul territorio.
Come sottolinea il Prevosto Eduard Fischnaller, l’obiettivo è rendere accessibili queste immagini e aprire un dialogo con la storia e la memoria condivisa.
Fin dagli anni ’60 dell’Ottocento, fotografi professionisti e canonici hanno documentato la quotidianità dell’Abbazia e dei luoghi circostanti. Tra i primi protagonisti, Ingenuin Heubacher, autore di alcune rare fotografie a colori realizzate intorno al 1910 con la tecnica autochrome, e, successivamente, il professore Benedikt Purer, per decenni cronista visivo della comunità.
Il progetto, curato da Sandra Mutschlechner, si sviluppa in due percorsi complementari: “Tracce di luce – Fotografie dall’archivio dell’Abbazia di Novacella”, visitabile al Museo abbaziale dal 28 marzo al 2 maggio 2026 e successivamente nelle parrocchie del territorio, e “Testimoni del tempo perduto – L’archivio fotografico dell’Abbazia di Novacella”, in programma dal 28 marzo, che affianca alle immagini anche stampe, album, cartoline e macchine fotografiche d’epoca.

Una vacanza spirituale per rallentare e rigenerarsi
Oltre alla proposta culturale, l’Abbazia di Novacella si configura come una destinazione enoturistica perfetta per una vacanza primaverile all’insegna della quiete e dell’equilibrio.
Un luogo in cui ritrovare serenità, immersi nel silenzio e nella natura, con la presenza viva dei Canonici Agostiniani che ancora oggi abitano e custodiscono questo luogo. Il percorso di visita si sviluppa tra architettura, arte e spiritualità: dalla chiesa abbaziale, con impianto romanico e rielaborazioni gotiche e barocche – ancora oggi cuore della vita religiosa, con la messa domenicale aperta anche ai visitatori – al chiostro gotico affrescato, fino al Museo, che custodisce collezioni dal Medioevo all’età barocca, e alla suggestiva sala barocca della Biblioteca.
Le esperienze sono pensate per un pubblico ampio e trasversale. La visita guidata accompagna il visitatore attraverso quasi 900 anni di storia, intrecciando arte, spiritualità e vita monastica.
Per le famiglie, l’audioguida dedicata ai più piccoli trasforma il percorso in un’esperienza educativa e coinvolgente. Per i gruppi sono disponibili percorsi dedicati, con itinerari tra arte e storia affiancati da esperienze che uniscono cultura e vino, tra visite ai vigneti, degustazioni guidate e momenti conviviali come la merenda con tagliere tirolese in abbinamento ai vini dell’Abbazia.
Completano l’esperienza la struttura ricettiva, con camere in stile monastico, l’enoteca – con i vini della cantina e una selezione di produttori regionali – e l’Osteria, dove la cucina alpina si esprime in abbinamento alle produzioni del territorio e della cantina.
Valle Isarco fra natura, cammini e paesaggi da vivere
Inserita in uno dei contesti più affascinanti dell’Alto Adige, l’Abbazia di Novacella è il punto di partenza ideale per esplorare la Valle Isarco, tra Bressanone e i paesaggi alpini circostanti.
La primavera è il momento perfetto per scoprire il territorio attraverso percorsi a piedi e itinerari: dalla passeggiata lungo il fiume Isarco che collega Bressanone all’Abbazia, fino ai sentieri che si snodano tra vigneti terrazzati, masi storici e boschi. Tra questi, il suggestivo percorso del Keschtnweg o il sentiero del Törggelesteig offrono panorami aperti e un contatto diretto con la natura e la tradizione locale.
In questo equilibrio tra paesaggio, cultura e spiritualità, l’Abbazia di Novacella si propone come una meta autentica per chi cerca un viaggio diverso: non solo una destinazione, ma un luogo in cui rallentare, ritrovare sé stessi e lasciarsi guidare da un ritmo più consapevole.
Apr 4, 2026 | Enogastronomia
’anno degli 800 anni di Francesco d’Assisi è l’occasione perfetta per partire alla scoperta dei luoghi che hanno segnato la vita del santo. Tra borghi medievali, eremi immersi nella natura e scorci spettacolari, ecco la guida ai 10 posti da non perdere.
1. Assisi e la Basilica di San Francesco
Il punto di partenza è la città natale del santo: Assisi. La Basilica di San Francesco, patrimonio UNESCO, custodisce affreschi di Giotto e Cimabue che raccontano la vita del santo. Non solo arte: da qui partono sentieri panoramici verso le colline umbre, perfetti per iniziare a camminare sulle sue orme.
2. Porziuncola di Santa Maria degli Angeli
Piccola, suggestiva e ricca di storia, questa chiesetta è il cuore spirituale dei Frati Minori. Qui Francesco iniziò la sua opera, fondando l’ordine e trasformando la spiritualità in azione concreta.
3. Eremo delle Carceri
Immerso nel bosco del Monte Subasio, questo eremo offre un’esperienza di pace e raccoglimento. Camminare tra le grotte e i sentieri del bosco è un vero tuffo nella natura, come faceva Francesco.

Greccio
4. Greccio e il primo presepe vivente
Nel borgo di Greccio Francesco creò il primo presepe vivente, dando vita a una tradizione che oggi è imitata in tutto il mondo. L’atmosfera natalizia qui è speciale, con scorci di borgo medievale e panorami sulle vallate.
5. Spello
Un borgo fiabesco alle pendici del Subasio. Passeggiando tra vicoli fioriti, archi medievali e botteghe artigiane, si respira l’Umbria autentica. Ogni angolo racconta la storia della regione e della sua spiritualità.
6. Bevagna
Conserva uno dei centri medievali meglio preservati d’Italia. Mercati, piazze e chiese fanno da cornice a un’esperienza che mescola storia, cultura e vita quotidiana dei piccoli borghi umbri.
7. Rivotorto
Questo piccolo borgo ospita il convento dove Francesco visse con i primi frati. Perfetto per chi vuole capire la dimensione comunitaria del santo e visitare luoghi meno turistici ma ricchi di fascino.
8. Montefalco
La “Ringhiera dell’Umbria” offre panorami spettacolari sulla valle del Sagrantino. Qui arte, natura e vino si fondono in un’esperienza slow che ricorda il legame di Francesco con la terra.
9. Cannara
Paese immerso tra campi e fiumi, celebre per la tradizione agricola e per eventi legati alla cultura locale. Una tappa perfetta per vivere l’Umbria come faceva Francesco: tra natura, lavoro e comunità.

lago Trasimeno
10. Lago Trasimeno
Non lontano da Assisi, questo lago offre percorsi naturali e panorami da sogno, ideali per chi ama camminare in tranquillità, immergendosi in scenari dove storia e natura si incontrano.
Consigli per il viaggio
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Muoversi a piedi: molti luoghi sono raggiungibili solo a piedi o con brevi passeggiate, quindi scarpe comode obbligatorie.
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Itinerari slow: prendetevi il tempo per fermarvi nei borghi, assaggiare prodotti tipici e respirare l’atmosfera locale.
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Periodo migliore: primavera e autunno offrono clima ideale, meno affollamento e colori straordinari dei paesaggi umbri.
Seguire le orme di Francesco significa unire storia, spiritualità e natura in un viaggio che rigenera corpo e mente, perfetto anche per chi cerca esperienze slow e autentiche.