Nov 23, 2014 | Eventi, Firenze
di Nadia Fondelli – Una kermesse imperdibile per conoscere, scoprire e capire le persone con una diversa identità di genere. Non solo allegria e intrattenimento, ma anche problemi comuni della vita quotidiana come salute, invecchiamento e convivenza. E’ ormai un appuntamento fisso della cultura fiorentina il Queer Festival che, come da tradizione, porta a Firenze in novembre un cartellone densissimo e vario di cinema e non solo.
Dal 21 al 27 novembre al cinema Odeon nell’ambito della “Cinquanta giorni di cinema internazionale a Firenze” ecco l’evento dedicato al cinema – ma anche teatro, arte e letteratura – “Lgbtiq” (acronimo per “lesbo, gay, bisexual, transgender, intersex e questioning”) diretta da Bruno Casini e Roberta Vannucci con Silvia Minnelli.
Lunghissima la lista degli ospiti fra cui spicca il nome del regista israeliano Eytan Fox, ma anche Ernst Ostertag e Robi Rapp, protagonisti della vera storia raccontata da “Der Kreis” di Stefan Haupt, film vincitore nella sezione documentari all’ultima Berlinale che ricostruisce l’epopea del primo club gay di Zurigo, nonché precursore del genere in Europa.
Da non perdere Cybersissy, artista e performer drag olandese con le sue incredibili parrucche e non solo in un singolare connubio tra moda, cultura pop e arte contemporanea in mostra allo Ied e poi i cineasti Tim Lienhard, Thérèse Clerc, Sara Basilone, Luigi Caiffa.
Più di trenta di cui quindici in concorso i titoli presenti nel variegato programma della rassegna che ha al suo interno anche due contest per corti (“Videoqueer” e “Se hai la testa fai il test” che parla di prevenzione dell’hiv) e una prospettiva dedicata alla special guest Eytan Fox che arriva a Firenze col suo ultimo lavoro, “Cupcakes” un esilarante commedia musicale, ma di lui saranno proiettati anche “Yossi”, “Yossi and Jagger”, “Mary Lou”, “Walk on Water”, tutti mai o poco visti in Italia.
Tra i titoli da non perdere “Pierrot Lunaire” del visionario regista canadese Bruce LaBruce, fra musiche di Schönberg e versi di Albert Giraud, il documentario “Global Gay: the next frontier in human rights” di Frédéric Martel e Rémi Lainé, sul movimento globale per i diritti degli omosessuali, “One Zero One” di Tim Lienhard, ibrido fra documentario e performance dal vivo sulla vita delle drag Cybersissy e BayBjane, “Giò Stajano. Siamo tutti figli di Dio” di Luigi Caiffa, sulla vita del primo omosessuale dichiarato in Italia, scomparsa nel 2011, “Violette Leduc” di Esther Hoffenbnerg, sulla scrittrice iconoclasta degli anni Cinquanta e come film di chiusura, in anteprima europea, “Helicopter Mum” di Salomé Breziner, storia di una mamma amorevole ma invadente, interpretata da Nia Vardalos (attrice e sceneggiatrice de “Il mio grosso grasso matrimonio greco”) e del figlio diciassettenne Lloyd, ancora indeciso sulla propria identità.
Il 20 novembre In occasione della Giornata mondiale contro la transfobia sono stati presentati tre film dedicati al tema: il documentario “Purple Skies” di Sridhar Rangayan, sull’emarginazione e la violenza subite in India dalle donne lesbiche, bisessuali o transessuali; “Boy meets girl” di Eric Schaeffer, commedia struggente e romantica interpretata da Michael Welch (già protagonista di “Twilight”) che affronta il passaggio all’età adulta e “Favolose: storie in passerella!” di Luca Oliviero, con le voci e i racconti delle protagoniste di un concorso di bellezza sui generis.
In programma anche un focus sui diritti umani in collaborazione col Robert F. Kennedy Center, mostre e presentazioni di libri.
Non solo cinema però come da tradizione al Florence Queer Festival che rinnova l’appuntamento a 360 gradi spaziando con gli eventi collaterali fra arte teatro e letteratura (Teatro di Rifredi, Ireos, libreria IBS, IED Firenze).
Programma completo su www.florencewueerfestival.it; biglietti da 5 a 10 euro.
Nov 18, 2014 | Enogastronomia, Firenze
Piccole aziende crescono. Nel mondo ampio dell’enogastronomia italiana e Toscana esistono piccoli gioielli, aziende coraggiose che in periodo di crisi aprono bottega puntando sulla qualità e su una diversa etica e filosofia.
Dopo decenni d’industrializzazione forzata, solo in tempi recenti si è capito che il tornare ai buoni usi antichi, anche in gastronomia era la scelta vincente.
Senza farsi abbagliare però dal crescente trend – difficile da credere che all’improvviso tutti si siano convertiti al biologico che richiede anni e pazienza – come da nostra ventennale abitudine vi proponiamo solo certezze che vanno oltre questa parola oggi così usata, da microaziende che magari hanno alle spalle anche storie speciali e intendono il lavoro come passione.
In questa nostra ricerca abbiamo scoperto Dolceverde piccolo laboratorio di confetture e conserve dove un ormai ex architetto ha deciso che nella vita per lavorare ed essere felici servono, appunto, le passioni.
Solo frutta e verdura attentamente selezionata da produttori locali rispettandone rigorosamente la stagionalità per valorizzare il territorio ed avere più rispetto della natura.
Tutto il processo di lavorazione viene curato in azienda: dalla scelta dei frutti, alle ricette, alla lavorazione, al confezionamento ed etichettatura.
Gli ingredienti? Solo frutta o verdura fresca, zucchero, spezie, erbe aromatiche e frutta secca. Banditi totalmente conservanti, gelificanti, additivi artificiali e glutine. Per le creme salate solo aceto e succo di limone utilizzati come acidificanti naturali.
Ricca la scelta fra confetture tipiche da colazione, confetture e composte da degustazione e creme salate per crostini o accompagnamento a bolliti di carne o pesce.
Per le confetture indice di assoluta qualità è il processo di lavorazione. La frutta viene concentrata sottovuoto al fine di estrarre l’acqua sotto forma di vapore a bassa temperatura e l’ebollizione del prodotto è fatta a bassa temperatura (circa 50°) per evitare la cristallizzazione delle parti zuccherine, l’ossidazione e la distruzione del vitaminico mantenendo inalterate le qualità organolettiche della frutta.
Non basta quindi riempirsi la bocca della parola biologico per offrire prodotti veri e naturali.
Da provare la confettura extra di pesche ala vaniglia, la composta di peperoni e peperoncini piccanti, la confettura di zucca al cardamono, la confettura extra di pere noci e pepe, la composta di cipolle rosse, la confettura di melagrane e mele, la crema di zucchine alla menta e la crema di peperoni gialli aall’origiano.
Da provare a Firenze da La bottega del cioccolato e del tè in Via Gioberti, 61 – Firenze
Nov 13, 2014 | Arcipelago | Costa degli Etruschi, Enogastronomia, Firenze
Novembre, mese di Biennale Enogastronomica Fiorentina in città. Col primo week-end nella bellissima serra del Tepidarium del giardino dell’Orticoltura che ospita la Biennale è di scena l’Isola d’Elba.
Sabato 15 novembre dalle 12 alla mezzanotte la più grande delle 7 perle dell’Arcipelago Toscano, l’Isola d’Elba, sbarca in città con le sue preziose specialità.
Un sabato speciale per scoprire le specialità enogastronomiche seguendo un percorso di degustazione fatto di show cooking, con chef elbani che portano in città alcune ricette sia tradizionali che tipiche reinterpretate. Il tutto annaffiato da ottimi nettari isolani. L’Isola d’Elba vanta infatti ottimi vini, poco noti e realizzati con uve uniche come il Sangioveto, l’Ansonica, il Procanico, il Moscato.
Presente ovviamente anche il prodotto più conosciuto e apprezzato in bicchiere: l’Aleatico, unica DOCG passita della Toscana.
Nel piatto la regina sarà invece la Palamita sott’olio, presidio Slow Food ed eccellenza che sta riscuotendo (finalmente) un grande e meritato successo.
Non mancheranno poi a disposizione dei buongustai fiorentini l’olio extravergine, il miele, i dolci della tradizione locale, le marmellate, le conserve di verdure, le erbe aromatiche.
Ingresso libero.
Giardino dell’Orticoltura – Via Bolognese 17, ingresso anche da Via Vittorio Emanuele
Ott 10, 2014 | Arte e cultura, Firenze
di Nadia Fondelli – Fino al 1° novembre nella nuova sede della Tethys Gallery di Firenze una mostra fotografica di Fabio Di Carlo.
“Refiore. Percorso moderno su una fase prodigiosa della storia dell’arte europea: quella fiamminga” questo il titolo dell’interessante mostra fotografica che vede come protagonista le opere di Fabio di Carlo, fotografo pescarese amante dello still life.
Del resto la Tethys Gallery fa proprio della fotografia la sua arte primaria. Da oltre 20 anni infatti , questa galleria è nota per essere il luogo di approfondimento della fotografia contemporanea. Aperta e attenta a quelle che sono le nuove ricerche nel settore, ai nuovi talenti ma anche ai grandi maestri che ne hanno segnato la storia.
“Refiore” attrae e incuriosisce per il suo voler recuperare la luce dei pittori fiamminghi a cavallo fra il XVII e il XVIII secolo. “Un percorso fatto di sensi (olfatto, gusto e vista) che mi hanno allontanato dalla fotografia in quanto tale, per cercare atmosfere sospese, immutate e ricche di luce – afferma Di Carlo – la luce pittorica fiamminga – che a differenza di quella italiana (Caravaggio), era più generosa, dava a tutti gli elementi della composizione un giusto valore percettivo. Quindi i particolari erano importanti, tanto quanto gli elementi principali. Ogni elemento, ogni dettaglio è stato curato nella sua ricerca iconografica e posizionato con cura e rispetto. I fiori sono quelli del periodo (peonie, anemoni, rose, lavande…), che tanto piacevano ai pittori che li dipingevano. Refiore incontra il colore, la luce, i sensi…. Questo è solo un punto di partenza, nella rappresentazione del fiore nei diversi periodi storici che mi vedrà impegnato in futuro”.
Una mostra interessante, luci, colori e composizioni che emozionano
Info:
Via dei Vellutini 17/R – 50125 Firenze
tel. +39 055 2286064 – fax +39 055 2286057 – info@tethysgallery.com – www.tethysgallery.com
Set 18, 2014 | Enogastronomia, Val d'Elsa | Empolese
di Nadia Fondelli – Due week end per due capisaldi della tradizione toscana: cibo e artigianato.
Il 20, 21, 27 e 28 settembre edizione numero sedici per Boccaccesca nello splendido borgo di Certaldo Alto.
Sono passati sedici anni anche se mi sembra ieri quando dalle pagine di Chianti News annunciai la nascita di questa nuova manifestazione.
Un po’ scettica e un po’ incuriosita, confesso. Certaldo era per me (e per molti altri) nello stereotipo la città natale del Boccaccio e per i più colti il luogo dove si svolge il festival di strada più famoso ed imitato d’Italia. Quel Mercantia che a luglio attira nel bellissimo borgo di Certaldo Alto migliaia di appassionati da ogni angolo d’Europa.
Che Certaldo si potesse aprire al nascente (all’epoca) filone degli eventi dedicati alla gastronomia mi sembrava una forzatura.
Ignoravo la storia leggendaria della cipolla di Certaldo che stava rifiorendo da un lungo oblio, ignoravo la forza dirompente e contagiosa della vitale direttrice Claudia Palmieri che dal nulla, estrasse dal suo cilindro questa creatura.
Boccaccesca fu da subito qualcosa di diverso. Era godereccia e popolare, ma allo stesso tempo raffinata e di qualità. Era nuova e sorprendente, non un qualcosa di già visto… e a quei tempi (ed anche oggi) molti ahimè sono i format preconfezionati e tristemente replicanti.
Boccaccesca mescola con apparente casualità cucina di qualità e tradizione popolare, cibo e artigianato, musica e spettacoli . Comun denominatore il piacere di far scoprire e riscoprire i sapori e le tradizioni vere della campagna.
A Boccaccesca senti profumi dimenticati che si fanno moderni grazie al parterre di chef di grido nazionali e internazionali che si alternano ai fornelli, ma è anche tanto altro.
Difficile raccontare tutto in poche righe, ma intanto segnatevi in agenda i due week end 20-21 e 27-28 settembre e puntate dritti verso Certaldo Alto ricordando di portare cono voi anche i vostri bambini perché Boccaccesca ha pensato anche a loro con laboratori del cibo speciali.
Per i più colti e attenti non mancheranno infine, incontri e dibattiti con nutrizionisti e giornalisti specializzati. In questa edizione 2014 è anche web 2.0. Tramite la sua pagina facebook è attivo un contest che permetterà al vincitore di rendersi protagonista ai fornelli. Basta solo inviare una ricetta in posta privata entro giovedì 25 settembre ed una giuria di esperti valuterà il materiale arrivato decretando il vincitore. Il piatto più originale e fantasioso sarà presentato “live” dal suo autore domenica 28 settembre.
Ma Boccaccesca è anche riflessione e portatore di un messaggio culturale forte ed autentico contro l’omologazione e globalizzazione che tende a schiacciare le identità. E’ per questo che il “Premio Boccaccesca” ogni anno, viene assegnato ad un personaggio che ha portato la “toscanità” nel mondo. Fra i premiati delle edizioni passate: Sirio Maccioni proprietario del ristorante “Le Cirque” di New York, Marcello Lippi ex C.T. della Nazionale di calcio, Ferruccio Ferragamo dell’omonima maison, Giorgio Pinchiorri dell’ Enoteca Pinchiorri, Gianna Nannini, cantante di fama internazionale.
“Boccaccesca è alla sua XVI edizione, coinvolgendo ogni anno sempre più pubblico nelle sue numerose attività – dichiara Claudia Palmieri, direttore artistico della manifestazione -. Grandi e piccini saranno protagonisti di Boccaccesca con giochi, degustazioni, piatti preparati da loro stessi. Non mancheranno naturalmente i grandi nomi della cucina che hanno fatto dell’iniziativa un evento di rilievo – continua Palmieri -. Il mercato di Boccaccesca ha confermato essere sinonimo di qualità con gli anni, e il nostro scopo, oltre voler creare interesse e curiosità per il mondo dell’enogastronomia, è quello di regalare un sorriso al nostro pubblico”.
E sorrisi e divertimento, oltre a calore e genuinità Boccaccesca lo regala davvero!
Orario: sabato e domenica dalle ore 11.00 alle 21.00
Info: www.boccaccesca.it
Set 17, 2014 | Chianti Classico, Da non perdere
di Nadia Fondelli – Due percorsi tosti. Uno di 135 km. e uno di 79 km. Per chi ama la bicicletta è un appuntamento da non perdere quello di domenica 21 settembre con la seconda edizione della “Gran fondo del Gallo Nero” che parte dalla House of Chianti Classico a Radda in Chianti.
Talento, passione e spirito di sacrificio sono la combinazione perfetta e la garanzia di successo in campo sportivo, ma sono anche la base della creazione di ogni grande vino.
Se poi lo sport è il ciclismo, simbolo di sacrificio per antonomasia e il vino uno dei più importanti dell’enologia mondiale, il binomio diventa perfetto e vincente.
Sono queste le premesse che hanno fatto avere lo scorso anno al Consorzio Vino Chianti Classico e alla Chianti Classico Company l’intuizione di creare questo evento che il 21 settembre celebra la seconda edizione con partenza e arrivo alla House of Chianti Classico di Radda in Chianti dimora dell’eccellenza enoculturale del Chianti Classico nata dopo un lungo e sapiente restauro dell’antico Convento di Santa Maria al Prato.
Un appuntamento immancabile per cicloturisti siano essi amatori o professionisti che dopo il successo della prima edizione stanno già aderendo in massa all’iniziativa che propone due percorsi fra cui scegliere: uno lungo di 135 km e uno medio di 79 km, entrambi ovviamente immersi totalmente nella cornice unica del territorio di produzione del Gallo Nero quel Chianti Classico meta ambita ogni anno di migliaia di turisti e sempre più cicloturisti che qui vengono da ogni angolo del mondo per cimentarsi nei sinuosi saliscendi fra polvere e cipressi unici al mondo.
Un percorso mozzafiato che propone una fantastica e inedita scalata conosciuta solo dagli appassionati locali. Quella conosciuta come “scalata del Morellino” che da Radda in Chianti, in soli 7.5 km., sale al Valico del Morellino posto a 750 metri d’altitudine. Pendenze dure che raggiungono anche il 17% non adatte a tutti e dove ci sarà la selezione. Un tratto bellissimo, ma dall’alta difficoltà tecnica che solo i più allenati possono affrontare. Tant’è che nel regolamento della Gran Fondo è previsto il premio speciale al miglior scalatore.
“Il Gallo Nero – afferma Sergio Zingarelli presidente del Consorzio Chianti Classico – è uno dei simboli più rappresentativi e stimati della Toscana nel mondo, regione che sempre più attira un pubblico di amanti della bicicletta che trovano nelle nostre strade la dimensione ideale per godere di questo sport. Diamo quindi il benvenuto ai professionisti, agli addetti ai lavori e al pubblico che sarà presente nella speranza che questa gara possa diventare un appuntamento fisso per il circuito nazionale e internazionale delle due ruote”.
“Il ciclismo – aggiunge Michele Zonin, Presidente della Chianti Classico Company – è uno degli sport più praticati che abbiamo voluto sostenere attraverso il merchandising e l’organizzazione di eventi dedicati che hanno come comun denominatore il Gallo Nero del Chianti Classico, simbolo non solo di eccellenza enologica in tutto il mondo ma anche di un territorio da vivere fino in fondo, godendo dei suoi paesaggi unici, anche in bicicletta, durante una pedalata in famiglia o nei metri finali di una grande volata”.
In tema grande vino anche i premi, peraltro originali. Al primo classificato ad esempio andrà, dopo una pesata pubblica, tanto vino quanto il suo peso e all’ultimo arrivato sarà invece assegnata un’autentica maglia nera… quella però del Gallo Nero, ovvero la nuova divisa da ciclista lanciata lo scorso anno dal consorzio.
Sarà gara aperta quindi anche per aggiudicarsi l’ultimo posto tant’è ambito il premio. Ed in effetti è intenzione dell’organizzazione ridare valore vero a quella storica maglia nera famosa nei giri d’Italia di molti anni fa. Un simbolo non di scherno, ma di vivere lo sport nella maniera più autentica. Non esistono solo i cronometri, i tempi ad ogni costo e magarti il doping… Esiste anche lo sport vero dov’è importante esserci, cercare di battere solo noi stessi e vivere al meglio, respirando a pieni polmoni, il territorio che si attraversa.
Per info e iscrizioni: www.granfondodelgallonero.it
Partenza, ore 9.00 dalla House of Chianti Classico in Radda in Chianti; dalle 12.30 pasta party nel chiostro del Convento di Santa Maria al Prato e dalle 15.30 premiazioni