Ott 4, 2012 | Eventi, Val d'Elsa | Empolese
All’orizzonte c’è Boccaccesca. L’edizione 2012 si presenta più dinamica, con un nuovo allestimento e un maggior coinvolgimento del borgo medievale di Certaldo Alto (FI) dove saranno presenti stand enogastronomici, artigiani e spettacoli culinari nei week end del 6-7 e 13-14 ottobre con orario dalle 11 alle 20. Boccaccesca si conferma luogo ideale dove ritrovarsi per scambiarsi opinioni, per discutere del futuro della cucina italiana, dell’ultimo vino sorseggiato. Ma è anche un’occasione per assaggiare, comprare e degustare i migliori prodotti presenti sul mercato Un luogo dove non mancheranno spazi dedicati alla gastronomia, alle produzioni vitivinicole, ai prodotti della filiera corta, all’editoria specializzata. Boccaccesca come punto di riferimento per appassionati, gourmet, buongustai e ospiti attenti alle materie prime e alla genuinità dei cibi. Un’edizione che vede nel borgo la sua anima pulsante, in un itinerario che congiungerà le vie alle maggiori piazze dove scoprire qualità e nuove proposte gastronomiche. Coccolare gli ospiti, coinvolgere gli invitati per farli divertire o anche stupire, la manifestazione parla oggi un linguaggio nuovo, che “ragiona” con tutti i sensi, dagli occhi al tatto ma soprattutto al cuore: Boccaccesca 2012 è l’immediatezza di una sensazione.
Il primo sabato sarà dedicato ai bambini che giocheranno con cuochi e pasticceri, potranno vivere esperienze uniche seguiti da chef che insegneranno loro le prime nozioni di cucina.
Il secondo sabato invece sarà rivolto ai giovani che vivranno una Boccaccesca “alla moda” con barman che presenteranno aperitivi da degustare a ritmo di musica.
Questa edizione vedrà inoltre l’11° Concorso Chichibio, dedicato alle scuole alberghiere della Toscana e la presenza del Consorzio della Vernaccia di San Gimignano. Come appuntamento biennale torna invece il 3° Concorso dei Vini della Valdelsa. Grazie alla lettura di questo premio, Boccaccesca diventa il contesto appropriato di un concorso che intende promuovere il territorio della Val d’Elsa, valorizzando la produzione enologica e premiando quelle aziende impegnate nella produzione di vini di qualità. Vini che parlano di passione, di cultura e che raccontano l’identità di un territorio. Per un pubblico di appassionati, sommelier, addetti del settore l’appuntamento è per sabato 13 e domenica 14 per un’esperienza dettata al confronto e all’incontro. Nella Chiesa dei SS Tommaso e Prospero il sommelier Giacomo Lippi presenterà i vini in concorso che potranno essere degustati. La premiazione si svolgerà domenica 14 ottobre.
Chiude in bellezza la manifestazione il “Premio Boccaccesca” che quest’anno viene assegnato a Ciro Vestita, dietologo e fitoterapeuta, il medico che ha messo la sua professionalità a disposizione del grande pubblico insegnando come il cibo può diventare una immensa risorsa per la salute.
Boccaccesca is on the horizon. The 2012 edition is more dynamic, with a volume pills vs semenax new layout and a greater involvement of the medieval village of Certaldo (FI) where there will be food stands, crafts and culinary shows on the weekends of 6-7 and 13-14 October with time from 11 to 20.
Boccaccesca confirms ideal place to meet to exchange views, to discuss the future of Italian cuisine, wine sipped the last. But it is also an opportunity to taste, buy and taste the best products on the market A place where there will be areas dedicated to food, the wine production, products of the short chain, specialized publishing. Boccaccio as a reference point for enthusiasts, gourmet, gourmets and attentive hosts to raw materials and authenticity of the food. Edition which sees the village its pulsating soul, a journey which will connect the streets to find out more squares where quality and new culinary delights. Pamper guests, involve the guests to keep them entertained or even surprise, the event now speaks a new language, that “reasoning” with all your senses, from the eyes to the touch but also to the heart: Boccaccesca 2012 is the immediacy of feeling.
The first Saturday will be dedicated to the children who play with chefs and pastry chefs, will live unique experiences followed by chefs who will teach them the basics of cooking.
The second Saturday instead be aimed at young people who will live a Boccaccesca “fashionable” with bartender presenting appetizers to taste to the rhythm of music.
This year will also see the 11 th Chichibio dedicated to hotel schools in Tuscany and the presence of the Consortium of Vernaccia di San Gimignano,. How biennial instead returns the 3rd Competition of Wines of Valdelsa. Thanks for reading this award, Boccaccesca becomes the appropriate context of a contest that aims to promote the territory of the Val d’Elsa, enhancing the wine production and rewarding those companies engaged in the production of quality wines. Wines that speak of passion, culture and tell the identity of an area. To an audience of fans, sommeliers, industry insiders, the appointment is for Saturday 13 and Sunday 14 to experience dictated to confrontation and encounter. In the Church of St. Thomas and the sommelier James Prospero Lippi will present the competing wines that can be tasted. The award ceremony will take place Sunday, October 14.
Closes in beauty the event the “Prize Boccaccesca” which this year is assigned to Cyrus Dressed, dietician and phytotherapist, the doctor who put his professionalism available to the general public teaching how food can be a great resource for health.
Ott 3, 2012 | Chianti Classico, Eventi
Domenica 7 ottobre nuovo appuntamento con “Domenica in Chianti”, manifestazione alla scoperta del territorio che dopo la pauusa estiva è tornata ad appassionare i Chianti lovers.
Il ritrovo è previsto alle ore 9.15, ai giardini pubblici in via del Chianti a Castelnuovo Berardenga da dove si partirà alla scoperta delle bellezze dei borghi chiantigiani, del Castello di Montalto e della Cappella di San Liberato a Curina.
Un minitour che si concluderà presso Poggio Bonelli per la degustazione dei vini prodotti dall’Azienda agricola.
Per partecipare all’iniziativa, promossa dal Comune di Castelnuovo Berardenga in collaborazione con la società cooperativa “Biancane”, è necessario iscriversi entro le ore 12 del venerdì precedente la visita.
La quota d’iscrizione è di 8 euro con inclusa la degustazione.
Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio turistico al numero 0577 351335 o all’indirizzo email a turismocastelnuovo@libero.it.
Il calendario completo delle escursioni è consultabile sul sito internet del Comune o sul profilo Facebook dell’Ufficio Turistico – Ufficio Turistico Castelnuovo Berardenga.
Sunday, October 7 new appointment with “Sunday in Chianti”, an event to discover the area after the summer is back for the Chianti lovers.
The meeting point is at 9.15 am, at the public gardens in the Chianti Castelnuovo Berardenga from where you start to discover the beauty Chianti villages, the Castle of Montalto and the Chapel of San Liberato to Curina.
A mini-tour that will end at Poggio Bonelli for tasting wines and typical products.
To participate in the initiative, promoted by the Castelnuovo Berardenga comune in collaboration with the cooperative “Biancane”, you must register by 12 noon on the Friday prior to the visit.
The entry fee is 8 euro, including wine tasting.
For information and reservations please contact the Tourist Office at 0577 351335 or email to turismocastelnuovo@libero.it.
The complete schedule of excursions is available on the website of the Municipality or Facebook profile Tourist Office – Tourist Office Castelnuovo Berardenga.
Ott 3, 2012 | Chianti Classico, Da non perdere, Eventi
E’ un vero e proprio evento da non perdere! Una gara spettacolare ed originalissima, creata ed organizzata dall’Associazione Parco Ciclistico del Chianti.
Un vero e proprio show del pedale che appassionerà anche coloro che hanno poca dimestichezza con i nomi di Bartali e Coppi.
Perché l’Eroica è qualcosa di diverso davvero. In epoca di bici ipertecnologiche e doping veri e presunti ecco un’autentica macchina del tempo che ci riporterà indietro di molti anni…
L’Eroica è una gara cicloturistica d’ epoca su strade prevalentemente sterrate.
E’ speciale da ogni punto di vista. Ripropone ambienti e scenografie del ciclismo anteguerra, polvere e fango, nessuna assistenza tecnica, ristori d’ epoca, strade stupende, ma difficili, grande spirito di sacrificio e d’ adattamento.
Si ricercano le radici autentiche di questa straordinaria passione popolare chè è il ciclismo della strada, quella che ha alimentato tante leggende…
Domenica 7 ottobre
Info: Piazza Ricasoli, 50 – Gaiole in Chianti – e-mail: eroica@parcociclisticodelchianti.it
It’s a real and proper event that is not payday loans teletrack to be missed! A spectacular and highly original competition, created and organised by the Chianti Cycling Park Association.
It’s a real and proper show of pedals that will also involve those who are not very familiar with the names of Bartali and Coppi.
The Heroic is really something different. In times of hypertechnological bikes and real and presumed doping, here is an authentic time machine that will take us back many years…
The Heroic is a period bike race run on mainly unmade-up roads.
It is special from all points of view. It proposes settings and scenographies of pre-War cycling, dust and mud, no technical assistance, period restorations, wonderful but difficult roads, a great spirit of sacrifice and adaptation.
A search is made for the authentic roots of this extraordinary popular passion for cycling, one that has given rise to so many legends…
7 October – Info: Piazza Ricasoli, 50 – Gaiole in Chianti – e-mail: eroica@parcociclisticodelchianti.it
Set 23, 2012 | Chianti Classico, Shopping
Con 12 Vini Slow e 2 Quotidiani, più altri riconoscimenti molto importanti che vanno anche ad alcuni IGT prodotti nel territorio, il Chianti Classico viene eletto Territorio Slow dell’anno dalla guida Slow Wine 2013, edita da Slow Food.
Successo confermato anche nella guida “Vini Buoni d’Italia” di Touring editore che premia 13 Chianti Classico.
Dopo il successo ottenuto nell’edizione 2013 della guida “Vini d’Italia” edita dal Gambero Rosso, dove il Chianti Classico ha collezionato ben 13 “tre bicchieri” e in attesa di conoscere i risultati della guida del Vini de “l’Espresso”, un altro grande successo decretato dalla critica del nostro paese conferma quanto il lavoro e la passione dei produttori del Gallo Nero si trasformino ogni anno di più in risultati vincenti.
“Una delle ragioni della nostra inclinazione è sicuramente l’attenzione verso un approccio sostenibile alla viticoltura di questa denominazione, favorita da un territorio fortemente vocato dove la biodiversità ha ancora un ruolo di primo piano” dichiara Giancarlo Gariglio, curatore della guida.
“Ma oltre all’approccio sostenibile e all’ eccellenza produttiva, il Gallo Nero ha il merito di presentare sul mercato
splendidi vini a prezzi giusti”.
Ecco le etichette più Slow d’Italia: Badia a Coltibuono; Bibbiano; Buondonno; Vallone di Cecione; Villa Pomona con il Chianti Classico 2010. Le Cinciole; Riecine; Val delle Corti con il Chianti Classico 2009.
E poi Ormanni (Chianti Classico Borro del Diavolo Riserva 2009); Caparsa (Chianti Classico Caparsino Riserva 2009); Monteraponi (Chianti Classico Il Campitello Riserva 2009) e Castello della Paneretta (Terrine 2006). Tra i “Vini quotidiani” segnalati il Chianti Classico Olinto 2010 dell’azienda I Fabbri e il Chianti Classico 2009 di Villa Montepaldi.
La mensione di “Grandi Vini” invece è stata tributata a Castello San Sano Borro al Fumo 2008 di Rocca di Castagnoli, il Cepparello 2009 di Isole e Olena, il Fontalloro 2009 di Felsina.
Ma gli ottimi risultati del Chianti Classico si riscontrano anche in un’altra testata di riferimento del settore, la guida “Vini Buoni d’Italia” edita da Touring, l’unica in Italia dedicata ai soli vini provenienti da vitigni autoctoni (presenti in Italia da almeno 300 anni): 7 Corone e 6 Golden Star per i vini a DOCG + 2 Corone e 2 Golden Star tra vini a IGT e un Vin Santo. Crescita che, per il distretto del Gallo Nero, trova conferma anche nel numero dei produttori recensiti con scheda piena o tra i vini da non perdere. Le “Corone”, il massimo riconoscimento attribuito dalla guida, sono state conferite a: Badia a Coltibuono (Chianti Classico Docg Riserva 2008); Castello di Monsanto (Chianti Classico DOCG Cinquantenario 2008); Fattoria di Lamole (Chianti Classico Docg Vigna Grospoli 2009); Fattoria San Giusto a Rentennano (Chianti Classico Docg 2010); Monte Bernardi (Chianti Classico Docg Riserva Sa’etta 2008); Monteraponi (Chianti Classico Docg Riserva Il Campitello 2009); Villa Calcinaia (Chianti Classico Docg Riserva Vigna Bastignano 2009) e agli IGT prodotti nel territorio
da Fattoria San Giusto a Rentennano (Percarlo 2008); Isole e Olena (Cepparello 2009).
Altre 8 “Golden Star” i vini che in finale hanno ottenuto una particolare mensione, sono state assegnate a Badia a Coltibuono (Chianti Classico Docg 2010 e Chianti Classico Docg Riserva 2008); Fèlsina (Chianti Classico Docg Riserva Rancia 2009); Ormanni (Chianti Classico Docg Riserva Borro del Diavolo 2008); Podere Castellinuzza (Chianti Classico Docg 2010); Riecine (Chianti Classico Docg 2009); Rocca di Castagnoli (Chianti Classico Docg Riserva Poggio a’Frati 2009) e agli IGT prodotti nel territorio da Capannelle (Solare 2008); Fontodi (Flaccianello della Pieve 2009).
Non solo, il numero complessivo dei produttori recensiti del “Gallo Nero” è pari a 53, massimo storico per la guida edita da Touring. Gli “Euro Che Ride”, simbolo dei migliori vini per rapporto qualità/prezzo salgono a 23 e fra questi Fattoria San Giusto a Rentennano con il Chianti Classico Docg 2010 viene segnalato come miglior acquisto regionale dell’anno nella classifica del “value for money”.
With 12 “Slow Wine” and 2 “daily”, plus other awards that are very important to some IGT products in the territory, Chianti Classico is elected from the territory of the Slow Slow Wine Guide 2013, published by Slow Food.
Success also confirmed in the guide “Good Wines of Italy” Touring publisher that rewards 13 Chianti Classico.
After the success of 2013 edition of the guide “Wines of Italy”, published by Gambero Rosso, where Chianti Classico has collected 13 “three glasses” and waiting to hear the results of the leadership of the Wines of “L’Espresso” , another great success decreed by the critics of our country confirms the work and passion of the producers of the Gallo Nero is transformed each year more successful results.
“One of the reasons for our inclination is definitely the focus on a sustainable approach to viticulture of that designation favored by an area heavily suited where biodiversity still has a major role,” said Giancarlo Gariglio, editor of the guide. “But beyond sustainable approach and excellent production, the Gallo Nero has the merit of presenting the market splendid wines at fair prices.”
Here are the labels Slow Italy: Badia a Coltibuono; Bibbiano; Buondonno; Vallone Cecione; Villa Pomona with Chianti Classico 2010. The Cinciole; Riecine; Val delle Corti with the Chianti Classico 2009.
And then Ormanni (Chianti Classico Riserva Borro del Diavolo 2009); Caparsa (Chianti Classico Riserva Caparsino 2009); Monteraponi (Chianti Classico Riserva The Campitello 2009) and Castle Paneretta (Terrine 2006). Among the “Wines newspapers” reported the Chianti Classico Olinto 2010 The company Fabbri and Chianti Classico 2009 Villa Montepaldi.
The mention of “Great Wines” instead was tributed at Castello San Sano Borro to Fumo 2008 Rocca di Castagnoli, the Cepparello the 2009 Isole e Olena, the Fontalloro 2009 Felsina.
But the excellent results of Chianti Classico are also found in another head for the wine sector, the guide “Good Wines of Italy” published by Touring, the only one in Italy dedicated solely to wines from native grapes (in Italy at least 300 years): 7 crowns and six Golden Star for wines with a DOCG + 2 crowns and 2 Golden Star of IGT wines and Vin Santo. Growth, for the District of Gallo Nero, is also confirmed in the number of producers reviewed with full board or among the wines not to be missed.
The “Crowns”, the highest award given by the guide, have been transferred to Badia a Coltibuono (Chianti Classico Riserva DOCG 2008), Castello di Monsanto (Chianti Classico DOCG Jubilee 2008); Farm Lamole (Chianti Classico DOCG Vigna Grospoli 2009) , Fattoria San Giusto a Rentennano (Chianti Classico DOCG 2010), Monte Bernardi (Chianti Classico Riserva DOCG Sa’etta 2008); Monteraponi (Chianti Classico DOCG Riserva Campitello 2009); Villa Calcinaia (DOCG Chianti Classico Riserva Vigna Bastignano 2009) and IGT products in the territory from Fattoria San Giusto a Rentennano (Percarlo 2008); Isole e Olena (Cepparello 2009).
Other 8 “Golden Star” wines that have received final special mention, were assigned to Badia a Coltibuono (Chianti Classico DOCG Chianti Classico DOCG Riserva 2010 and 2008); Fèlsina (Chianti Classico Riserva DOCG Rancia 2009); Ormanni (Chianti Classico DOCG Riserva Borro del Diavolo 2008); Podere Castellinuzza (Chianti Classico DOCG 2010); Riecine (Chianti Classico DOCG 2009); Rocca di Castagnoli (Chianti Classico DOCG Riserva Poggio a’Frati 2009) and IGT products into the territory Capannelle (Solar 2008); Fontodi (Flaccianello della Pieve 2009).
Not only that, the total number of producers reviewed the “Gallo Nero” is equal to 53, high for the guidance published by Touring. The “Euro Laughing”, a symbol of the best wines for quality / price ratio rose to 23 and between these Fattoria San Giusto a Rentennano with the Chianti Classico DOCG 2010 is reported as regional best buy of the year in the ranking of “value for money” .
Set 3, 2012 | Arte e cultura, Mugello | Val di Sieve
“Una gara completa, selettiva e sempre aperta all’imprevisto. Questo era il vecchio Circuito del Mugello”…nasce nel 1914 come competizione di regolarità e subito interrotta dalla guerra, conobbe un periodo d’oro nel primo dopoguerra quando a sfidarsi sui 66 polverosi chilometri dell’Appennino erano i migliori conduttori di allora.
Campari, Brilli Peri, Enzo Ferrari (vincitore nel 1921 della classe 4500 su Alla Romeo), Antonio Ascari, Borzacchini, oltre, naturalmente, ad Emilio Materassi, idolo locale.
Fu la scomparsa delle Mille Miglia e l’analoga rinascita della popolarità delle gare su strada negli anni ’60, che permise di riproporre questa straordinaria gara.
Le sette edizioni svoltesi in questo periodo richiamarono nelle verdi valli del Mugello centinaia di migliaia di spettatori.
Chiusa questa parentesi per motivi di sicurezza, nacque allora l’Autodromo Internazionale del Mugello con una gara di Formula 5.000 il 23 giugno 1974.
Acquisito dalla Ferrari alla fine degli anni ’80 e profondamente rinnovato, il circuito è oggi uno dei più affascinanti, moderni e sicuri del panorama internazionale.
In questi anni ha ospitato il Campionato Mondiale di Motociclismo, l’ITC, il Mondiale Superbike e, per la prima volta nel settembre 1997, il Fia GTI.
La pista si distende per oltre cinquemila metri nei boschi e nel verde. Tutte le strutture di supporto sono state realizzate potendo contare su tecnologie costruttive all’avanguardia. La pista si sviluppa per 5.245 metri all’interno delle colline toscane ed è divisa quasi a metà fra tratti rettilinei e curve con queste ultime che rappresentano, infatti, il 48,56% del totale: delle 15 curve presenti.
Il circuito è situato ad un’altezza di 292 slm ed ha un dislivello complessivo di 41,19 metri. Particolare attenzione viene da sempre dedicata dal management alla sicurezza sia in pista, attraverso l’utilizzo dei più moderni sistemi (TV circuito chiuso con 24 telecamere, airfence, pneumatici, ampie vie di fuga), sia all’interno con un attrezzato centro medico, sempre operativo con medici rianimatori. La pista pu˜ essere inoltre prenotata contattando il responsabile dell’Ufficio sportivo.
“A complete and selective track which always has a HGH few surprises in store. This was the old Mugello racetrack”.
It was opened in 1914 for competitions but was immediately interrupted by the war, it enjoyed a golden period immediately after the war when the best drivers of the times fought it out along the 66 dusty kilometres of the Apennines.
Campari, Brilli Peri, Enzo Ferrari (winner of the 4500 category in 1921 driving an Alfa Romeo), Antonio Ascari, Borzacchini, as well as Emilio Materassi, of course, the local idol.
It was the end of the Mille Miglia and the simultaneous rebirth of road racing in the Sixties that caused this extraordinary race to be run again: the seven editions that were held during that period attracted hundreds and thousands of spectators to the green valleys of Mugello.
After it was closed down for safety reasons, the Mugello International Motor Racing Track was built and opened with a Formula 5.000 race on 23rd June, 1974.
Purchased by Ferrari at the end of the Eighties and totally renovated, it is now one of the most fascinating, modern and safest tracks in the world.
In recent years, it has hosted the World Motorcycling Championship, the ITC, the Superbike world cup and, for the first time in September 1997, the Fia GTI.
The track covers over five thousand metres in the woods and countryside. All the supporting structures were built using leading-edge construction techniques. The track covers 5,245 metres in the Tuscan hills and almost equally divided between curves and straight stretches with the latter accounting for 48.56% of the total. There are 15 bends. The track is 292 asl and has an overall difference in height of 41.19 metres.
The management has always paid particular attention to safety both on the track, using leading-edge systems (closed circuit TV with 24 cameras, air-fences, tyres, wide escape routes), and inside, including a well-equipped permanent medical centre with emergency doctors. The track can also be booked by contacting the Sports Office manager.
Ago 30, 2012 | Arte e cultura, Firenze
E’ una delle “icone” di Piazza della Signoria, la fotografatissima bianca statua con fontana che occhieggia su un angolo della piazza e che fa stare ogni giorno a naso all’insù migliaia di turisti.
Molte storie e leggende ruotano intorno a quest’opera per la cui realizzazione, nel 1559 il Granduca Cosimo I de’ Medici bandì addirittura un concorso.
L’idea era di creare la prima fontana pubblica di Firenze e, a quel concorso, parteciparono i più importanti scultori fiorentini dell’epoca. Nomi tutti di livello mondiale che si incontravo e scontravano quotidianamente, non senza rivalità nelle loro botteghe fiorentine. Erano Benvenuto Cellini, Baccio Bandinelli, Vincenzo Danti, Bartolomeo Ammannati e il Giambologna.
Alla fine, venne scelto per la fontana il Nettuno, il progetto ideato dell’Ammanati, giudicato il più significativo nell’esaltare i gloriosi traguardi marinari raggiunti in quegli anni dal Granducato di Toscana, con la presa di Pisa, la progettazione di Livorno e la fondazione dell’Ordine di Santo Stefano deputato a combattere i turchi nel Mediterraneo per la sicurezza dei traffici di persone e merci.
Il punto scelto per la realizzazione era l’angolo di Palazzo Vecchio, il punto focale delle due ali di piazza della Signoria.
Per far arrivare l’acqua alla fontana venne appositamente costruito un ingegnoso acquedotto, che dalla Fonte alla Ginevra, presso la porta San Giorgio in Oltrarno, scendeva a valle attraversando poi l’Arno sul ponte di Rubaconte (oggi alle Grazie), arrivando in piazza Peruzzi e scorrendo verso piazza della Signoria in Borgo dei Greci.
L’intero apparato scultoreo venne eseguito tra il 1560 e il 1565 ed inaugurato, in pompa magna, per le nozze tra Francesco I de’ Medici e la granduchessa Giovanna d’Austria il 10 dicembre 1565, anche se venne completato solo dieci anni dopo.
Come si diceva tante storie e leggende intorno a questa opera.
Numerosi ad esempio, i danni subiti nel corso dei secoli. Fu addirittura usata come lavatoio nel XVI secolo e fu oggetto di vandalismi dal 1580 ai giorni nostri. E’ di questi giorni infatti ad esempio la notizia che è stata usata come toilette…da una turista un po’ su di giri…
E pensare che una targa (posta sulla parete di Palazzo Vecchio nel 1720) si vieta espressamente di “fare sporchezze di sorta alcuna, lavare in essa calamai, panni o altro né buttarvi legnami o altre sporcizie” !
Durante il Carnevale del 1830 fu clamorosamente rubata da essa un satiro del Giambologna da un gruppo di mascherati pagliacci che fecero ben presto perdere le loro tracce e quelle del satiro…
Danneggiata dai bombardamenti dei Borboni nel 1848, deturpata nell’ agosto 2005 da un vandalo che vi si arrampicò sù a tarda notte, e che poi, cadendo rovinosamente nella vasca sottostante, nel tentativo di aggrapparsi alla mano destra col bastone, la scheggiò. Infine usata spesso per fare bagni refrigeranti estivi da balordi di passaggio o da combriccole festaiole.
Ma andiamo a vedere l’opera da vicino. La figura di Nettuno, realizzata in marmo di Carrara riprende i tratti di Cosimo I de’ Medici ed è un’allusione al dominio marittimo di Firenze. Si erge su un piedistallo decorato con le statue di Scilla e Cariddi al centro della vasca ottagonale. Ai piedi del Nettuno stanno tre tritoni intenti a suonare. La vasca è invece ottagonale e contiene i quattro cavalli con cocchio di Nettuno le cui ruote sono ruote celesti coi segni zodiacali e simboleggiano il trascorrere del tempo. I gruppi di divinità marine posti agli angoli della vasca (Teti, Doride, Oceano e Nereo), sono capolavori in bronzo del Giambologna.
Una statua famosissima e fotografata da tutti coloro che sostano anche solo per un minuto in Piazza della Signoria come detto all’inizio anche se non, da tradizione, particolarmente apprezzata dai fiorentini di ogni generazione.
Tutto è nato il giorno stesso della inaugurazione notturna. Allo scoprire dell’opera, il maestoso bianco candore prevalse su tutto e i fiorentini battezzarono subito quel Nettuno “Il Biancone”.
Poi a guardar bene la statua storsero la bocca: forse l’opinione era stata diffusa in città dagli altri celebri artisti che avevano perso il concorso, ma fatto sta che si incominciò a dire a Firenze:
“Oh Ammanato, Ammanato, che bel marmo hai rovinato!”
The often photographed white sculpture in the middle of the fountain that stands in a corner of Piazza della Signoria is online casino bonus offer one of the “icons” of the square and attracts the attention of thousands of tourists every day.
Many stories and legends surround this work for whose design grand duke Cosimo de’ Medici announced a competition in 1559.
The idea was to create Florence’s first public fountain, and some of the most important sculptors of the day took part in the competition: Benvenuto Cellini, Baccio Bandinelli, Vincenzo Danti, Bartolomeo Ammannati and Giambologna – all world-class artists and rivals who ran into each other daily in their respective Florentine workshops.
In the end, Ammanati’s design was chosen as that which most exalted the glorious maritime ambitions of the Grand Duke of Tuscany, which included capturing Pisa, designing a new port in Livorno and establishing the Order of Santo Stefano to fight the Turks in the Mediterranean and thus ensure the safe traffic of people and goods.
It was decided the fountain would be placed at the corner of Palazzo Vecchio, since this is the focal point of the two wings of Piazza della Signoria.
A cleverly-designed aqueduct was built to carry water to the fountain from the Fonte alle Ginevra at the Porta San Giorgio south of the river. The water ran down from there into the valley, crossing the river Arno at the Ponte Rubaconte (now Ponte alle Grazie) and passing through Piazza Peruzzi and the street of Borgo dei Greci to arrive in Piazza della Signoria.
The fountain was created in 1560-65 and inaugurated with great pomp for the wedding of Francesco I de’ Medici and Grand Duchess Johanna of Austria on 10 December 1565, though it was not fully completed until ten years later.
As mentioned earlier, many stories and legends have arisen around this work, especially as regards the various damages it has suffered over the centuries. It was used as a washbasin in the 16th century, for example, and has been vandalised many times, from 1580 until today. In fact, just recently it was used as a toilet by a tourist who had enjoyed one drink too many.
There even used to be a sign (placed on the wall of Palazzo Vecchio in 1720) expressly forbidding anyone to “dirty it in any way, to wash out inkwells, rags or anything else in it, or to throw timber or any other filthiness inside”!
During a carnival in 1830, one of Giambologna’s bronze satyrs was stolen by a group of masked pranksters who promptly disappeared without a trace, along with their loot…
It was damaged by the bombs of the Bourbons in 1848 and was defaced in August 2005 by a vandal who climbed it late one night and splintered the Neptune’s right hand and trident while trying to grab them as he fell ruinously into the basin below. Passing hoodlums or gangs of revellers have also often used the fountain to take a refreshing summertime dip.
But let’s have a look at the work up close. The guise of Cosimo de’ Medici is portrayed in the face of the Neptune figure, which was carved out of Carrara marble and is an allusion to Florence’s maritime dominance. Neptune rises from a pedestal decorated with the statues of Scylla and Charybdis in the centre of an octagonal basin. Three tritons playing music are positioned at Neptune’s feet. The octagonal basin contains four horses and Neptune’s chariot, whose celestial wheels feature signs of the zodiac to symbolise the passage of time. The sea deities at the corners of the basin (Doris, Thetis, Oceanus and Nereus) are bronze masterpieces by Giambologna.
As mentioned earlier, this famous sculpture is photographed by everyone who stops even momentarily in Piazza della Signoria. According to tradition, however, generations of Florentines have not particularly appreciated it.
It all started the day it was inaugurated. When the sculpture was unveiled, its glaring whiteness predominated and Florentines immediately baptised the Neptune figure “Il Biancone” (the White Giant).
Upon closer inspection, they liked it even less, perhaps because the other famous artists who had lost the competition had already been spreading their negative opinions around town. The fact remains that a common saying was thus born in Florence:
“Oh Ammanato, Ammanato, che bel marmo hai rovinato!” (What lovely marble you’ve ruined, Ammanato!)