Giu 14, 2018 | Chianti Classico, Enogastronomia
[:it]
Tutto pronto a Mercatale Val di Pesa per un evento imperdibile. Un evento assolutamente vietato a vegani e vegetariani che celebra la regina di Firenze: l’inimitabile bistecca alla fiorentina.
Maestri braciaioli, cuochi, macellai e soprattutto insaziabili buone forchette si sfideranno a Mercatale fra una folla di appassionati ed estimatori del
succulento taglio alla toscana.
E’ la settima edizione quella in arrivo per il Campionato toscano della Bistecca, promosso dal Comune di San Casciano e dalla Pro Loco con il contributo di ChiantiBanca.
Una due giorni che promette scintille e non solo dalle braci quella in programma nella piazza Vittorio Veneto venerdì 15 e sabato 16 giugno con un programma di performances culinarie a colpi di
cooking show e non solo.
Tanto spazio, e non potrebbe essere altrimenti, per le dimostrazioni di preparazione e cottura della carne a cura dei mastri braciaioli che sveleranno ad aspiranti e appassionati l’arte e i segreti della cottura sulla griglia.
Il momento clou del campionato sarà poi ovviamente la disfida fra i più grandi mangiatori di bistecca provenienti da ogni parte della Toscana.
“La manifestazione – spiega l’assessore all’Associazionismo Roberto Ciappi – è caratterizzata da un’ampia partecipazione della cittadinanza e dalla collaborazione dei macellai, dei commercianti e delle aziende locali; per l’occasione abbiamo messo a punto una ricetta inedita, la “mercatalina”, che presenta la bistecca sotto forma di corposo involtino tenuto fermo da rami di cipresso, disteso su crosta di pane e insaporito da pepe nero e noci; anche in questo caso il segreto è la cottura e l’altezza della bistecca che non deve superare i due centimetri”.
Il alto le forchette e l’invito a “carnivori” e appassionati della regina toscana della tavola è di correre a Mercatale per imparare vizi (pochi), virtù (tante) e segreti (alcuni) dell’inimitabile bistecca alla fiorentina.[:en]
Tutto pronto a Mercatale Val di Pesa per un evento imperdibile. Un evento assolutamente vietato a vegani e vegetariani che celebra la regina di Firenze: l’inimitabile bistecca alla fiorentina.
Maestri braciaioli, cuochi, macellai e soprattutto insaziabili buone forchette si sfideranno a Mercatale fra una folla di appassionati ed estimatori del
succulento taglio alla toscana.
E’ la settima edizione quella in arrivo per il Campionato toscano della Bistecca, promosso dal Comune di San Casciano e dalla Pro Loco con il contributo di ChiantiBanca.
Una due giorni che promette scintille e non solo dalle braci quella in programma nella piazza Vittorio Veneto venerdì 15 e sabato 16 giugno con un programma di performances culinarie a colpi di
cooking show e non solo.
Tanto spazio, e non potrebbe essere altrimenti, per le dimostrazioni di preparazione e cottura della carne a cura dei mastri braciaioli che sveleranno ad aspiranti e appassionati l’arte e i segreti della cottura sulla griglia.
Il momento clou del campionato sarà poi ovviamente la disfida fra i più grandi mangiatori di bistecca provenienti da ogni parte della Toscana.
“La manifestazione – spiega l’assessore all’Associazionismo Roberto Ciappi – è caratterizzata da un’ampia partecipazione della cittadinanza e dalla collaborazione dei macellai, dei commercianti e delle aziende locali; per l’occasione abbiamo messo a punto una ricetta inedita, la “mercatalina”, che presenta la bistecca sotto forma di corposo involtino tenuto fermo da rami di cipresso, disteso su crosta di pane e insaporito da pepe nero e noci; anche in questo caso il segreto è la cottura e l’altezza della bistecca che non deve superare i due centimetri”.
Il alto le forchette e l’invito a “carnivori” e appassionati della regina toscana della tavola è di correre a Mercatale per imparare vizi (pochi), virtù (tante) e segreti (alcuni) dell’inimitabile bistecca alla fiorentina.[:]
Giu 3, 2018 | Enogastronomia, Eventi, Firenze
[:it]
Una settimana intera per scoprire un pezzo di Perù.
Una settimana che, non a caso, arriva poco dopo l’ormai internazionale Firenze Cocktail Week che ha portato nella città del conte Negroni i big della mixology mondiale.
La
Pisco Week ha invece puntato il faro su questo prodotto poco conosciuto alle nostre

latitudini ma che sugli altipiani delle Ande viene considerato qualcosa che sfiora il sacro.
Da associata de le donne del vino avevo già familiarizzato con questo distillato peruviano e i suoi produttori in occasione di un tour in Italia fatto da Le Damas del Pisco e attraverso loro ho scoperto un mondo di passione e amore per la propria terra e il proprio prodotto; “non un vino – puntualizzavano – ma più simile alla vostra grappa. Un bicchiere non per tutti, ma speciale, adatto ai preti.”
Una definizione che con semplicità e schiettezza ha spiegato cosa sia il Pisco per i peruviani.
La settimana dedicata, s
voltasi dal 17 al 27 maggio, ha coinvolto
23 locali. Il meglio che la mixology offra oggi nel panorama fiorentino

ma non solo.
Il Pisco oggi, sulla spinta della grande gastronomia peruviana (unico paese al mondo a piazzare 3 suoi chef nel top 50 del pianeta) sta conquistando un pubblico sempre più ampio di appassionati e l’ufficio commerciale del Perù in Italia dopo il successo della prima edizione milanese non si è fatto sfuggire l’occasione di sbarcare nella capitale del Rinascimento.
Distillato dal cuore antico con una storia che affonda le radici ai tempi dei Conquistadores – condivisa e divisa coi vicini cileni – é il frutto dell’incontro della cultura locale con quella spagnola che introdusse la coltivazione della vite fra gli altipiani.
Oggi è
un prodotto in forte crescita la cui

denominazione è riconosciuta anche in Europa che sta diventando nei cocktail una valida alternativa al gin e al rum.
È in effetti la Pisco Week secondo la direttrice dell’ufficio commerciale del Perù in Italia è occasione unica per consacrare il Pisco come ingrediente da cocktail.
I migliori bar del mondo – prosegue – usano da tempo il nostro distillato facendolo protagonista di bevute di successo e sbarcare a Firenze per noi è stata un occasione unica”.
I locali protagonisti sono stati: Atrium Bar del Four Seasons Hotel, Bitter Bar, Caffe Gilli, Ditta Artigianale, Divina Terrazza dell’Hotel Cavour, Eataly, El Gallito, El Inca, Filippo Mud, Grand Hotel Minerva, Harry’s Bar, Inferno, Joshua Tree Pub, La Menagere, La Vaka Loka, Locale Firenze, Mad, Mistura, Pint of View, Rasputin, Santa Rosa Bistrot, Sesto, The Fusion Bar.

Non è stato solo il mitico
Pisco Sour da provare ma anche altri cocktail dai nomi più o meno accattivanti come
Machu Pichu Collins ispirato alla mitica città o il
Piña Emoliente ispirato alla bevanda tradizionale curativa.
Ma la fantasia dei bartender non ha avuto limiti anche se troppo spesso, almeno nel nostro speciale Pisco tour in cui eravamo accompagnati dalla gentilissima Olga attraversando Firenze al tramonto, l’ananas più o meno al naturale è stato protagonista quasi più del Pisco.
A noi è rimasto il piacere di vedere (finalmente) la meritocrazia nella scelta. Non solo locali trendy, modaioli o fighetti, ma anche excursus fuori dal quadrilatero della città rinascimento-fake per esplorare le periferie, quelle dove davvero vanno i fiorentini e i locali tradizionali e innovativi peruviani della città.
Meno convinti dai cocktail assaggiati dove l’interpretazione era facile e banalotta con la sensazione forte che molto ci sia ancora da fare per far conoscere bene il prodotto nel vecchio continente.
Noi su tutti scegliamo, anche per l’accompagnamento culinario il Pisco Viola del miglior ristorante peruviano di Firenze.
La proposta di Pablo di El Inca ci è parsa la più azzeccata. Il suo Pisco viola che ha fatto battere il cuore dei tifosi della città è realizzato con una delle oltre 800 varietà di mais del Perù lavorato e macerato come solo un andino vero col viso scolpito dagli oltre 2000 metri di altitudine della sua città natale poteva dare conoscendone ogni segreto.
Pisco e mais una perfetta interpretazione del Perù più vero e autentico, non una ruffianata modaiola come invece ahimè da tanti è stata interpretata la settimana.
Il consiglio che diamo è di ripetere l’iniziativa facendolo dive tare un appuntamento fisso in citta, magari aggiungendo anche un po’ di giusta divulgazione e conoscenza del prodotto che ci pare essere stata carente al di là delle mode di un prodotto che “tira”.
Nadia Fondelli
[:en]
Una settimana intera per scoprire un pezzo di Perù.
Una settimana che, non a caso, arriva poco dopo l’ormai internazionale Firenze Cocktail Week che ha portato nella città del conte Negroni i big della mixology mondiale.
La
Pisco Week ha invece puntato il faro su questo prodotto poco conosciuto alle nostre

latitudini ma che sugli altipiani delle Ande viene considerato qualcosa che sfiora il sacro.
Da associata de le donne del vino avevo già familiarizzato con questo distillato peruviano e i suoi produttori in occasione di un tour in Italia fatto da Le Damas del Pisco e attraverso loro ho scoperto un mondo di passione e amore per la propria terra e il proprio prodotto; “non un vino – puntualizzavano – ma più simile alla vostra grappa. Un bicchiere non per tutti, ma speciale, adatto ai preti.”
Una definizione che con semplicità e schiettezza ha spiegato cosa sia il Pisco per i peruviani.
La settimana dedicata, s
voltasi dal 17 al 27 maggio, ha coinvolto
23 locali. Il meglio che la mixology offra oggi nel panorama fiorentino

ma non solo.
Il Pisco oggi, sulla spinta della grande gastronomia peruviana (unico paese al mondo a piazzare 3 suoi chef nel top 50 del pianeta) sta conquistando un pubblico sempre più ampio di appassionati e l’ufficio commerciale del Perù in Italia dopo il successo della prima edizione milanese non si è fatto sfuggire l’occasione di sbarcare nella capitale del Rinascimento.
Distillato dal cuore antico con una storia che affonda le radici ai tempi dei Conquistadores – condivisa e divisa coi vicini cileni – é il frutto dell’incontro della cultura locale con quella spagnola che introdusse la coltivazione della vite fra gli altipiani.
Oggi è
un prodotto in forte crescita la cui

denominazione è riconosciuta anche in Europa che sta diventando nei cocktail una valida alternativa al gin e al rum.
È in effetti la Pisco Week secondo la direttrice dell’ufficio commerciale del Perù in Italia è occasione unica per consacrare il Pisco come ingrediente da cocktail.
I migliori bar del mondo – prosegue – usano da tempo il nostro distillato facendolo protagonista di bevute di successo e sbarcare a Firenze per noi è stata un occasione unica”.
I locali protagonisti sono stati: Atrium Bar del Four Seasons Hotel, Bitter Bar, Caffe Gilli, Ditta Artigianale, Divina Terrazza dell’Hotel Cavour, Eataly, El Gallito, El Inca, Filippo Mud, Grand Hotel Minerva, Harry’s Bar, Inferno, Joshua Tree Pub, La Menagere, La Vaka Loka, Locale Firenze, Mad, Mistura, Pint of View, Rasputin, Santa Rosa Bistrot, Sesto, The Fusion Bar.
Non

è stato solo il mitico
Pisco Sour da provare ma anche altri cocktail dai nomi più o meno accattivanti come
Machu Pichu Collins ispirato alla mitica città o il
Piña Emoliente ispirato alla bevanda tradizionale curativa.
Ma la fantasia dei bartender non ha avuto limiti anche se troppo spesso, almeno nel nostro speciale Pisco tour in cui eravamo accompagnati dalla gentilissima Olga attraversando Firenze al tramonto, l’ananas più o meno al naturale è stato protagonista quasi più del Pisco.
A noi è rimasto il piacere di vedere (finalmente) la meritocrazia nella scelta. Non solo locali trendy, modaioli o fighetti, ma anche excursus fuori dal quadrilatero della città rinascimento-fake per esplorare le periferie, quelle dove davvero vanno i fiorentini e i locali tradizionali e innovativi peruviani della città.
Meno convinti dai cocktail assaggiati dove l’interpretazione era facile e banalotta con la sensazione forte che molto ci sia ancora da fare per far conoscere bene il prodotto nel vecchio continente.
Noi su tutti scegliamo, anche per l’accompagnamento culinario il Pisco Viola del miglior ristorante peruviano di Firenze.
La proposta di Pablo di El Inca ci è parsa la più azzeccata. Il suo Pisco viola che ha fatto battere il cuore dei tifosi della città è realizzato con una delle oltre 800 varietà di mais del Perù lavorato e macerato come solo un andino vero col viso scolpito dagli oltre 2000 metri di altitudine della sua città natale poteva dare conoscendone ogni segreto.
Pisco e mais una perfetta interpretazione del Perù più vero e autentico, non una ruffianata modaiola come invece ahimè da tanti è stata interpretata la settimana.
Il consiglio che diamo è di ripetere l’iniziativa facendolo dive tare un appuntamento fisso in citta, magari aggiungendo anche un po’ di giusta divulgazione e conoscenza del prodotto che ci pare essere stata carente al di là delle mode di un prodotto che “tira”.
Nadia Fondelli
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Mag 23, 2018 | Enogastronomia, Eventi, Firenze
[:it]
Compie due anni il Fulin, il ristorante cinese dedicato alla cucina di lusso. In questo tempo il Fulin, vera Luxury Chinese Experience, ha portato a Firenze il concetto di cucina cinese di alto livello allontanando dalla mente di molte persone l’idea di una cucina cinese non reale.
Abbandonati rosso, oro e draghi, il Fulin ha portato la Cina del nuovo Millennio a Firenze con una cucina dove tradizione e materie prime di qualità si incontrano.
Il 24 maggio il Fulin festeggerà i due anni dall’apertura, un periodo che ha portato il ristorante a far conoscere la cucina cinese moderna nel nome di
cotture tradizionali e prodotti tipici.
Fuori dagli stereotipi dei ristoranti cinesi dell’immaginario collettivo Fulin si è distinto da subito per l’eleganza degli arredi, la raffinata proposta di piatti e la voglia di far conoscere la cultura cinese a quella italiana.
Per questo nel locale si è parlato di arte della scrittura, ascoltato e visto un musicista all’opera con il guzheng tipico strumento a corde cinese, si è assistito ad esibizioni tratte dall’Opera di Pechino, si è festeggiato il Capodanno cinese 2018 con l’esibizione di una tipica danza dell’etnia Uygur e molto altro.
I festeggiamenti per l’anniversario 2018 si apriranno nel tardo pomeriggio con un aperitivo cinese che si svolgerà al piano inferiore con i Fulin cocktails serviti all’uso cinese con sfiziosi stuzzichini dove non mancherà una bella varietà di involtini serviti al tavolo.
La festa proseguirà nelle sale del piano superiore con una cena alla carta che riserverà alcune piacevoli sorprese anche nel conto finale e conclusione con l’after dinner con Gutyerrezz Shancez Dj vocalist che proporrà la musica più amata dai cinesi mentre ai tavoli sarà possibile assaggiare alette di pollo fritte e manzo piccante.
Per l’occasione la proprietà del Fulin Stefano Dai e Francesco Han ha deciso di dividere la serata in tre momenti distinti per dare a tutti la possibilità di partecipare alla festa nel modo più gradito e secondo le proprie possibilità.
Aperitivo dalle 18.00 alle 20
Cena alla carta dalle 20.30
DjSet per tutta la serata fino alle 2.00[:en]
Compie due anni il Fulin, il ristorante cinese dedicato alla cucina di lusso. In questo tempo il Fulin, vera Luxury Chinese Experience, ha portato a Firenze il concetto di cucina cinese di alto livello allontanando dalla mente di molte persone l’idea di una cucina cinese non reale.
Abbandonati rosso, oro e draghi, il Fulin ha portato la Cina del nuovo Millennio a Firenze con una cucina dove tradizione e materie prime di qualità si incontrano.
Il 24 maggio il Fulin festeggerà i due anni dall’apertura, un periodo che ha portato il ristorante a far conoscere la cucina cinese moderna nel nome di
cotture tradizionali e prodotti tipici.
Fuori dagli stereotipi dei ristoranti cinesi dell’immaginario collettivo Fulin si è distinto da subito per l’eleganza degli arredi, la raffinata proposta di piatti e la voglia di far conoscere la cultura cinese a quella italiana.
Per questo nel locale si è parlato di arte della scrittura, ascoltato e visto un musicista all’opera con il guzheng tipico strumento a corde cinese, si è assistito ad esibizioni tratte dall’Opera di Pechino, si è festeggiato il Capodanno cinese 2018 con l’esibizione di una tipica danza dell’etnia Uygur e molto altro.
I festeggiamenti per l’anniversario 2018 si apriranno nel tardo pomeriggio con un aperitivo cinese che si svolgerà al piano inferiore con i Fulin cocktails serviti all’uso cinese con sfiziosi stuzzichini dove non mancherà una bella varietà di involtini serviti al tavolo.
La festa proseguirà nelle sale del piano superiore con una cena alla carta che riserverà alcune piacevoli sorprese anche nel conto finale e conclusione con l’after dinner con Gutyerrezz Shancez Dj vocalist che proporrà la musica più amata dai cinesi mentre ai tavoli sarà possibile assaggiare alette di pollo fritte e manzo piccante.
Per l’occasione la proprietà del Fulin Stefano Dai e Francesco Han ha deciso di dividere la serata in tre momenti distinti per dare a tutti la possibilità di partecipare alla festa nel modo più gradito e secondo le proprie possibilità.
Aperitivo dalle 18.00 alle 20
Cena alla carta dalle 20.30
DjSet per tutta la serata fino alle 2.00[:]
Mag 16, 2018 | Arezzo, Arte e cultura, Firenze, Pisa
[:it]
Torna sabato 19 e domenica 20 maggio la “Festa dei Musei” giunta alla sua terza edizione proprio nell’anno europeo del patrimonio culturale.
L’apertura straordinaria serale si terrà il sabato 19 maggio e sarà di 3 ore. Il biglietto di ingresso sarà al costo simbolico di 1 euro.
Nell’ottica di favorire una reale partecipazione e divulgazione dell’evento si invita ad utilizzare degli hashtag e a divulgarli attraverso tutti i canali social anche per raccontare poi la vostra personale esperienza.
#FestaDeiMusei2018 #FDM18 #NotteDeiMusei2018 #NDM18 #museitaliani #hyperconnectedmuseums #MuseiIperconnessi #EuropeForCulture #EYCH2018
La festa coinvolge tutta la rete nazionale dei musei dalla Valle d’Aosta alla Sicilia con un calendario ricchissimo adatto ad ogni pubblico.
Di seguito il calendario toscano diviso per ogni provincia.
Arezzo
19 maggio, 20,00 – 23,00
Museo di Casa Vasari. Visita guidata – Il 19 maggio 2018 Orario: 20.00-23.00 (La biglietteria chiude 30 minuti prima). Visite guidate in notturna alla dimora aretina di Giorgio Vasari.
19 maggio, 19,30 – 22,30
Museo archeologico nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” e Anfiteatro romano. Una notte con Kastalia.Concerto. Una notte con Kastalia. Percorso storico-musicale attraverso i secoli con Kastalia – Ensemble Vocale Femminile.
20 maggio, 16,30 – 17,30
Museo archeologico nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” e Anfiteatro romano. I racconti della Chimera. Attività didattica. Percorso teatralizzato a cura della Sezione Didattica della Fraternita dei Laici con la partecipazione di Samuele Boncompagni.
19 maggio, 20,00 – 23,00
Museo nazionale d’arte medievale e moderna. Roberto Assagioli: lo scienzato dello spirito. Proiezione.
Anghiari
19 maggio, 19,00 – 22,00
Museo delle arti e tradizioni popolari dell’Alta Valle del Tevere. Palazzo Taglieschi. Una serata a Palazzo. Apertura straordinaria serale, con visita guidata, in continuità con l’orario ordinario del Museo, in occasione della “Notte Europea dei Musei”
Firenze
19 maggio, 21,00
Cenacolo di Ognissanti. La memoria musicale di Dante nel “De vulgari eloquentia” e nella “Commedia”. Concerto del Quintetto Polifonico “Clemente Terni” condotto da Guglielmo Visibelli
19 maggio, 10,00 – 12,00
Museo dell’Opificio delle Pietre Dure. Alla scoperta del tesoro nel cuore di Firenze. Attività didattica. Laboratorio didattico rivolto ai bambini tra i 5 e gli 8 anni. Sono previsti due turni, alle ore 10 e alle ore 12
19 maggio, 19,00 – 22,00
Galleria dell’Accademia di Firenze. Apertura straordinaria
19 maggio, 8,15 – 20,00
Museo Nazionale del Bargello. Apertura straordinaria
Pisa
19 maggio, 20,00 – 21,00
Museo nazionale della Certosa monumentale di Calci. Visita guidata. La visita alla Certosa si è recentemente arricchita con la riapertura al pubblico delle sala della Quadreria del Priore e con l’esposizione di una selezione di opere del Maestro Igor Mitoraj .
[:en]
Torna sabato 19 e domenica 20 maggio la “Festa dei Musei” giunta alla sua terza edizione proprio nell’anno europeo del patrimonio culturale.
L’apertura straordinaria serale si terrà il sabato 19 maggio e sarà di 3 ore. Il biglietto di ingresso sarà al costo simbolico di 1 euro.
Nell’ottica di favorire una reale partecipazione e divulgazione dell’evento si invita ad utilizzare degli hashtag e a divulgarli attraverso tutti i canali social anche per raccontare poi la vostra personale esperienza.
#FestaDeiMusei2018 #FDM18 #NotteDeiMusei2018 #NDM18 #museitaliani #hyperconnectedmuseums #MuseiIperconnessi #EuropeForCulture #EYCH2018
La festa coinvolge tutta la rete nazionale dei musei dalla Valle d’Aosta alla Sicilia con un calendario ricchissimo adatto ad ogni pubblico.
Di seguito il calendario toscano diviso per ogni provincia.
Arezzo
19 maggio, 20,00 – 23,00
Museo di Casa Vasari. Visita guidata – Il 19 maggio 2018 Orario: 20.00-23.00 (La biglietteria chiude 30 minuti prima). Visite guidate in notturna alla dimora aretina di Giorgio Vasari.
19 maggio, 19,30 – 22,30
Museo archeologico nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” e Anfiteatro romano. Una notte con Kastalia.Concerto. Una notte con Kastalia. Percorso storico-musicale attraverso i secoli con Kastalia – Ensemble Vocale Femminile.
20 maggio, 16,30 – 17,30
Museo archeologico nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” e Anfiteatro romano. I racconti della Chimera. Attività didattica. Percorso teatralizzato a cura della Sezione Didattica della Fraternita dei Laici con la partecipazione di Samuele Boncompagni.
19 maggio, 20,00 – 23,00
Museo nazionale d’arte medievale e moderna. Roberto Assagioli: lo scienzato dello spirito. Proiezione.
Anghiari
19 maggio, 19,00 – 22,00
Museo delle arti e tradizioni popolari dell’Alta Valle del Tevere. Palazzo Taglieschi. Una serata a Palazzo. Apertura straordinaria serale, con visita guidata, in continuità con l’orario ordinario del Museo, in occasione della “Notte Europea dei Musei”
Firenze
19 maggio, 21,00
Cenacolo di Ognissanti. La memoria musicale di Dante nel “De vulgari eloquentia” e nella “Commedia”. Concerto del Quintetto Polifonico “Clemente Terni” condotto da Guglielmo Visibelli
19 maggio, 10,00 – 12,00
Museo dell’Opificio delle Pietre Dure. Alla scoperta del tesoro nel cuore di Firenze. Attività didattica. Laboratorio didattico rivolto ai bambini tra i 5 e gli 8 anni. Sono previsti due turni, alle ore 10 e alle ore 12
19 maggio, 19,00 – 22,00
Galleria dell’Accademia di Firenze. Apertura straordinaria
19 maggio, 8,15 – 20,00
Museo Nazionale del Bargello. Apertura straordinaria
Pisa
19 maggio, 20,00 – 21,00
Museo nazionale della Certosa monumentale di Calci. Visita guidata. La visita alla Certosa si è recentemente arricchita con la riapertura al pubblico delle sala della Quadreria del Priore e con l’esposizione di una selezione di opere del Maestro Igor Mitoraj .
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Mag 15, 2018 | Enogastronomia, Firenze
[:it]
Gli studenti del V anno dell’istituto alberghiero Vasari di Figline Valdarno saranno il futuro della miscelazione italiana.
Un augurio di futuro radioso, quasi una certezza per i tredici studenti, tante ragazze quanti ragazzi, che si sono messi in gioco a forza di bicchieri e shaker.
Chi con più emozione e chi con più malizia hanno tutti saputo affrontare bene il loro debutto, peraltro davanti a una giuria.
Il primo premio della prima edizione del Premio Ronchi Pichi va a Giulia Rossi con il cocktail Red Moon, il secondo classificato è Alessio Artini con il suo Ronchi Pepper e il terzo arrivato sul podio è Davide Del Balso
con Eau de vie.
E’ stato davvero difficile scegliere fra questi ragazzi, tutti meritevoli, i tre vincitori. Chi vi scrive ha avuto l’onore di far parte della qualificata giuria insieme ai giornalisti enogastronomici Roberta Capanni e Leonardo Romanelli, il blogger Marco Bechi, l’organizzatrice del Festival del Vermouth Sabrina Somigli, il Presidente fiorentino dell’ANAG Marcello Vecchio e il barman e insegnante Massimo Maietto.
Un premio fortemente voluto dell’imprenditore Alessandro Cicali che con la sua “Giglio di Sparla e Gerardi” ha ridato giovinezza al Ronchi Pichi, un vino liquoroso toscano di antica tradizione. Ed è proprio il sapore vintage, quello che oggi è più cool fra i più famosi bartender del mondo, tipico del Ronchi Pichi, una base perfetta per la miscelazione italiana.
Un liquore che non mancava mai insieme ai rosoli, alle anisette, alle sambuche e ai vermouth negli armadietti di salotto dei nonni; un prodotto che, come gli altri, rivive oggi una seconda giovinezza in nome dell’esaltazione del prodotto naturale e territoriale.
Per questo personalmente ho molto gradito le proposte dei ragazzi che hanno voluto mettere nello shaker tanto territorio e antiche tradizioni, anche se non sempre il Ronchi Pichi è stato al centro dei sapori come era logico attendersi da un premio che porta il suo nome.
“Oggi è stata una giornata straordinaria per la nostra azienda per la grande partecipazione di invitati, giornalisti operatori di settore e Istituzioni – ha dichiarato un emozionatissimo Alessandro Cicali – “Il Ronchi Pichi è un prodotto che si presta bene ad essere valorizzato anche nei cocktails oltre a vino da dessert. Esalta la tendenza attuale di usare prodotti con radici storiche come vermouth e similari nella nuova tendenza del mixology.
Ed è con l’idea di mettere alla prova i barman di domani che è nato il Premio Ronchi Pichi come disfida tra gli studenti del V anno della Scuola Alberghiera, per la realizzazione del miglior cocktail a base Ronchi Pichi.
In questa prima edizione i protagonisti assoluti sono gli studenti del quinto anno Sala-Bar dell’Istituto Vasari di Figline Valdarno, località vicinissima a Firenze a cui sono fortemente legato per le radici della mia famiglia.
I ragazzi hanno reagito con grande entusiasmo e tantissime sono state le ricette pervenute da parte di questi studenti e per questo contest ne sono state selezionate 13.
Questo nostro evento che si è svolto a Villa Viviani mi ha dato molta soddisfazione per la pronta e sostanziale risposta ottenuta e vorrei ringraziare di cuore tutti i partecipanti. Un caloroso ringraziamento alle Istituzioni che mi sono state vicine, alla Giuria e naturalmente a tutto il corpo insegnante dell’Istituto Vasari e agli studenti che hanno partecipato con passione. Siamo già al lavoro per la seconda edizione del Premio Ronchi Pichi.”
[:en]
Gli studenti del V anno dell’istituto alberghiero Vasari di Figline Valdarno saranno il futuro della miscelazione italiana.
Un augurio di futuro radioso, quasi una certezza per i tredici studenti, tante ragazze quanti ragazzi, che si sono messi in gioco a forza di bicchieri e shaker.
Chi con più emozione e chi con più malizia hanno tutti saputo affrontare bene il loro debutto, peraltro davanti a una giuria.
Il primo premio della prima edizione del Premio Ronchi Pichi va a Giulia Rossi con il cocktail Red Moon, il secondo classificato è Alessio Artini con il suo Ronchi Pepper e il terzo arrivato sul podio è Davide Del Balso
con Eau de vie.
E’ stato davvero difficile scegliere fra questi ragazzi, tutti meritevoli, i tre vincitori. Chi vi scrive ha avuto l’onore di far parte della qualificata giuria insieme ai giornalisti enogastronomici Roberta Capanni e Leonardo Romanelli, il blogger Marco Bechi, l’organizzatrice del Festival del Vermouth Sabrina Somigli, il Presidente fiorentino dell’ANAG Marcello Vecchio e il barman e insegnante Massimo Maietto.
Un premio fortemente voluto dell’imprenditore Alessandro Cicali che con la sua “Giglio di Sparla e Gerardi” ha ridato giovinezza al Ronchi Pichi, un vino liquoroso toscano di antica tradizione. Ed è proprio il sapore vintage, quello che oggi è più cool fra i più famosi bartender del mondo, tipico del Ronchi Pichi, una base perfetta per la miscelazione italiana.
Un liquore che non mancava mai insieme ai rosoli, alle anisette, alle sambuche e ai vermouth negli armadietti di salotto dei nonni; un prodotto che, come gli altri, rivive oggi una seconda giovinezza in nome dell’esaltazione del prodotto naturale e territoriale.
Per questo personalmente ho molto gradito le proposte dei ragazzi che hanno voluto mettere nello shaker tanto territorio e antiche tradizioni, anche se non sempre il Ronchi Pichi è stato al centro dei sapori come era logico attendersi da un premio che porta il suo nome.
“Oggi è stata una giornata straordinaria per la nostra azienda per la grande partecipazione di invitati, giornalisti operatori di settore e Istituzioni – ha dichiarato un emozionatissimo Alessandro Cicali – “Il Ronchi Pichi è un prodotto che si presta bene ad essere valorizzato anche nei cocktails oltre a vino da dessert. Esalta la tendenza attuale di usare prodotti con radici storiche come vermouth e similari nella nuova tendenza del mixology.
Ed è con l’idea di mettere alla prova i barman di domani che è nato il Premio Ronchi Pichi come disfida tra gli studenti del V anno della Scuola Alberghiera, per la realizzazione del miglior cocktail a base Ronchi Pichi.
In questa prima edizione i protagonisti assoluti sono gli studenti del quinto anno Sala-Bar dell’Istituto Vasari di Figline Valdarno, località vicinissima a Firenze a cui sono fortemente legato per le radici della mia famiglia.
I ragazzi hanno reagito con grande entusiasmo e tantissime sono state le ricette pervenute da parte di questi studenti e per questo contest ne sono state selezionate 13.
Questo nostro evento che si è svolto a Villa Viviani mi ha dato molta soddisfazione per la pronta e sostanziale risposta ottenuta e vorrei ringraziare di cuore tutti i partecipanti. Un caloroso ringraziamento alle Istituzioni che mi sono state vicine, alla Giuria e naturalmente a tutto il corpo insegnante dell’Istituto Vasari e agli studenti che hanno partecipato con passione. Siamo già al lavoro per la seconda edizione del Premio Ronchi Pichi.”
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Apr 23, 2018 | Eventi, Firenze
[:it]
Torna a Firenze dal 30 aprile al 6 maggio, ricca di eventi e novità la terza edizione della kermesse dedicata al bere responsabile e di qualità.
Un evento necessario che cerca, anno dopo anno, di far capire al popolo degli shottini chimici a basso prezzo che bere è altro.
In una Firenze dove regna lo sballo alcolico a basso costo, dove l’immoralità di chi sbronza i nostri figli per riempire i pronto soccorso vince su chi cerca di far rispettare le regole la Florence Cocktail Week la consideriamo fondamentale perché, senza la pretesa di salire in cattedra cerca, con disincanto e profonda conoscenza del settore della miscelazione, di far capire che anche bere è possibile.
Bere è un momento ricreativo sì, ma anche culturale di conoscenza di prodotti e territori. Bere è possibile purché si sappia cosa e come.
Ecco perché la nostra redazione è e sarà sempre al fianco di questo evento che in una settimana cerca di far conoscere prodotti e protagonisti.
Dopo il successo delle passate edizioni, Florence Cocktail Week torna a Firenze. Sette giorni ideati e organizzati da Paola Mencarelli e Lorenzo Nigro per dar risalto alla qualità della miscelazione fiorentina, con incontri, appuntamenti, masterclass, night shift ed eventi rivolti ad un pubblico di professionisti ed appassionati, con il coinvolgimento di ospiti italiani ed internazionali.
Sette giorni che da questa edizione si avvalgono di un importante riconoscimento della città: il Patrocinio del
Comune di Firenze.
Tra i dati significativi del 2018 il numero di cocktail bar selezionati, che da 16 arrivano a 21, tra caffè storici, bar di lussuosi alberghi e locali di tendenza, a sottolineare la crescita qualitativa della miscelazione fiorentina, che rende la città una delle più vive nel panorama del bartending italiano.
Ogni Cocktail Bar presenterà 4 cocktail
nella Cocktail List FCW2018, studiata ad hoc per l’intera settimana ad
un prezzo speciale.
Nei 7 giorni della kermesse sarà possibile scegliere fra 1 Signature Cocktail – ovvero una creazione libera del Bartender prescelto dal Cocktail Bar che lo porterà a partecipare al Contest Finale – 1 Cocktail
RiEsco a Bere Italiano – con prodotti esclusivamente made in Italy – 1 Twist sul Cocktail Negroni e 1 Cocktail
“Abituati al Futuro”.
Alcune insegne avranno in carta anche il Cocktail Family Friendly, un drink analcolico pensato appositamente per le famiglie con bambini che non si vogliono perdere questo importante appuntamento.
Grande novità di quest’anno “RiEsco a Bere Italiano”, il Salotto dei Liquori, Amari e Distillati Italiani organizzato in collaborazione con Shaker Club, che si terrà nella giornata di venerdì 4 maggio presso la prestigiosa Fondazione Franco Zeffirelli.
In questa terza edizione FCW ha infatti scelto di valorizzare il made in Italy di qualità, coinvolgendo piccole realtà e grandi aziende in un una giornata di presentazione e degustazione dei prodotti.
Come da tradizione il Contest Finale si terrà nell’ultima giornata del festival, Domenica 6 Maggio – presso la Sala Vanni – di fronte a una giuria di professionisti ed esperti del settore.
In giuria i bartender Lucia Montanelli e Daniele Gentili, l’ospite internazionale Philip Bischoff ed il giornalista
Federico De Cesare Viola. Presenta il Contest Rachele Giglioni. Con la partecipazione di Blue Blazer.
A differenza degli altri anni però, arriveranno alla finale solo 6 bartender, preselezionati da un panel di esperti
nazionali e internazionali che effettuerà delle visite nei cocktail bar partecipanti nei giorni dell’evento, per
valutare accoglienza, servizio e qualità della miscelazione.
A selezionare I 6 nomi ci saranno i bartender Flavio Angiolillo e Diego Ferrari e la sommelier e beverage director
statunitense Kristine Bocchino.
Florence Cocktail Week nasce per istruire e per far crescere la qualità del bere miscelato. Per questo motivo nella giornata di domenica verrà replicato il Contest Giovane Talento under 25, gara formativa indirizzata a ragazzi fra i 18 e i 25 anni provenienti dagli Istituti Alberghieri e dalle Scuole di Formazione Professionale o che già esercitano la professione.
Evento speciale della terza edizione della kermesse il Convegno Spirito and Spirits; di sabato 5 maggio presso l’Auditorium di Sant’Apollonia: un dibattito singolare sul tema Religioni e Lifestyle, a cura della Sociologa delle Religioni Dott.ssa Simona Scotti. Con l’intervento dell’editore di SapereBere.com Fulvio Piccinino ed il bartender Bledar Ndoci.
Come nelle edizioni precedenti anche quest’anno è prevista la presenza di personaggi di spicco del mondo del
bere miscelato italiano ed internazionale.
Il 2019 è l’anno del centenario della nascita del Negroni e Florence Cocktail Week ne anticiperà i festeggiamenti ospitando Mauro Mahjoub, “il Re del Negroni”, direttamente dal Boulevardier Bar di Monaco di Baviera – precisa Paola Mencarelli. Per questo motivo abbiamo chiesto ai bartender partecipanti di celebrare il famoso cocktail fiorentino con un drink della Cocktail List FCW.
Venerdì 4 maggio a “RiEsco a Bere Italiano” interverranno sul tema della territorialità e dell’importanza
dell’utilizzo del prodotto locale il bartender italiano Samuele Ambrosi ed i bartender internazionali Sullivan Doh e
Aris Makris da Le Syndicat (34’ World’s 50 Best Bars) e La Commune di Parigi.
Sabato 5 maggio infine all’Atrium Bar del Four Seasons Hotel sarà possibile conoscere l’ospite d’eccezione di
quest’anno: Philip Bischoff, direttamente dal Manhattan Bar di Singapore (7’ World’s 50 Best Bars – 1’ Asia’s 50
Best Bars).
[:en]Torna a Firenze dal 30 aprile al 6 maggio, ricca di eventi e novità la terza edizione della kermesse dedicata al bere responsabile e di qualità.
Un evento necessario che cerca, anno dopo anno, di far capire al popolo degli shottini chimici a basso prezzo che bere è altro.
In una Firenze dove regna lo sballo alcolico a basso costo, dove l’immoralità di chi sbronza i nostri figli per riempire i pronto soccorso vince su chi cerca di far rispettare le regole la Florence Cocktail Week la consideriamo fondamentale perché, senza la pretesa di salire in cattedra cerca, con disincanto e profonda conoscenza del settore della miscelazione, di far capire che anche bere è possibile.
Bere è un momento ricreativo sì, ma anche culturale di conoscenza di prodotti e territori. Bere è possibile purché si sappia cosa e come.
Ecco perché la nostra redazione è e sarà sempre al fianco di questo evento che in una settimana cerca di far conoscere prodotti e protagonisti.
Dopo il successo delle passate edizioni, Florence Cocktail Week torna a Firenze. Sette giorni ideati e organizzati da Paola Mencarelli e Lorenzo Nigro per dar risalto alla qualità della miscelazione fiorentina, con incontri, appuntamenti, masterclass, night shift ed eventi rivolti ad un pubblico di professionisti ed appassionati, con il coinvolgimento di ospiti italiani ed internazionali.
Sette giorni che da questa edizione si avvalgono di un importante riconoscimento della città: il Patrocinio del
Comune di Firenze.
Tra i dati significativi del 2018 il numero di cocktail bar selezionati, che da 16 arrivano a 21, tra caffè storici, bar di lussuosi alberghi e locali di tendenza, a sottolineare la crescita qualitativa della miscelazione fiorentina, che rende la città una delle più vive nel panorama del bartending italiano.
Ogni Cocktail Bar presenterà 4 cocktail
nella Cocktail List FCW2018, studiata ad hoc per l’intera settimana ad
un prezzo speciale.
Nei 7 giorni della kermesse sarà possibile scegliere fra 1 Signature Cocktail – ovvero una creazione libera del Bartender prescelto dal Cocktail Bar che lo porterà a partecipare al Contest Finale – 1 Cocktail
RiEsco a Bere Italiano – con prodotti esclusivamente made in Italy – 1 Twist sul Cocktail Negroni e 1 Cocktail
“Abituati al Futuro”.
Alcune insegne avranno in carta anche il Cocktail Family Friendly, un drink analcolico pensato appositamente per le famiglie con bambini che non si vogliono perdere questo importante appuntamento.
Grande novità di quest’anno “RiEsco a Bere Italiano”, il Salotto dei Liquori, Amari e Distillati Italiani organizzato in collaborazione con Shaker Club, che si terrà nella giornata di venerdì 4 maggio presso la prestigiosa Fondazione Franco Zeffirelli.
In questa terza edizione FCW ha infatti scelto di valorizzare il made in Italy di qualità, coinvolgendo piccole realtà e grandi aziende in un una giornata di presentazione e degustazione dei prodotti.
Come da tradizione il Contest Finale si terrà nell’ultima giornata del festival, Domenica 6 Maggio – presso la Sala Vanni – di fronte a una giuria di professionisti ed esperti del settore.
In giuria i bartender Lucia Montanelli e Daniele Gentili, l’ospite internazionale Philip Bischoff ed il giornalista
Federico De Cesare Viola. Presenta il Contest Rachele Giglioni. Con la partecipazione di Blue Blazer.
A differenza degli altri anni però, arriveranno alla finale solo 6 bartender, preselezionati da un panel di esperti
nazionali e internazionali che effettuerà delle visite nei cocktail bar partecipanti nei giorni dell’evento, per
valutare accoglienza, servizio e qualità della miscelazione.
A selezionare I 6 nomi ci saranno i bartender Flavio Angiolillo e Diego Ferrari e la sommelier e beverage director
statunitense Kristine Bocchino.
Florence Cocktail Week nasce per istruire e per far crescere la qualità del bere miscelato. Per questo motivo nella giornata di domenica verrà replicato il Contest Giovane Talento under 25, gara formativa indirizzata a ragazzi fra i 18 e i 25 anni provenienti dagli Istituti Alberghieri e dalle Scuole di Formazione Professionale o che già esercitano la professione.
Evento speciale della terza edizione della kermesse il Convegno Spirito and Spirits; di sabato 5 maggio presso l’Auditorium di Sant’Apollonia: un dibattito singolare sul tema Religioni e Lifestyle, a cura della Sociologa delle Religioni Dott.ssa Simona Scotti. Con l’intervento dell’editore di SapereBere.com Fulvio Piccinino ed il bartender Bledar Ndoci.
Come nelle edizioni precedenti anche quest’anno è prevista la presenza di personaggi di spicco del mondo del
bere miscelato italiano ed internazionale.
Il 2019 è l’anno del centenario della nascita del Negroni e Florence Cocktail Week ne anticiperà i festeggiamenti ospitando Mauro Mahjoub, “il Re del Negroni”, direttamente dal Boulevardier Bar di Monaco di Baviera – precisa Paola Mencarelli. Per questo motivo abbiamo chiesto ai bartender partecipanti di celebrare il famoso cocktail fiorentino con un drink della Cocktail List FCW.
Venerdì 4 maggio a “RiEsco a Bere Italiano” interverranno sul tema della territorialità e dell’importanza
dell’utilizzo del prodotto locale il bartender italiano Samuele Ambrosi ed i bartender internazionali Sullivan Doh e
Aris Makris da Le Syndicat (34’ World’s 50 Best Bars) e La Commune di Parigi.
Sabato 5 maggio infine all’Atrium Bar del Four Seasons Hotel sarà possibile conoscere l’ospite d’eccezione di
quest’anno: Philip Bischoff, direttamente dal Manhattan Bar di Singapore (7’ World’s 50 Best Bars – 1’ Asia’s 50
Best Bars).[:]