Valdera: il diamante della terra alla conquista del mondo

[:it]tartufo-bianco-di-albadi redazione – Che l’estate è ormai spalle lo si capisce dalle giornate più corte, il primo fresco e la pioggia che riempie le giornate. Ottobre, il primo mese autunnale è quello dei funghi porcini, del marrone e del tartufo. In Toscana siamo ricchi di tutti questi tre meravigliosi prodotti.

Se la Garfagnana, la Lunigiana, l’Amiata e il Casentino sono il regno del porcino, il Mugello quello del marrone e la Valdera la vena tartufigena più importante non solo di Toscana, ma dell’Italia intera.

La festa del tartufo più famosa è senza ombra di dubbio quella di San Miniato che chiude la stagione e che quest’anno si celebra nei week end di novembre 12, 13, 19, 20, 26, 27 novembre e 3 e 4 dicembre.
Un’evento importante e consolidato che quest’anno attende anche il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina per parlare della sua valorizzazione e che ha oltre 120 espositori.
Ogni week end è dedicato ad un tema specifico: il primo sarà dedicato a Pinocchio il burattino più famoso del mondo, che ha i suoi “natali” proprio a San Miniato Basso, luogo al quale si ritiene che Carlo Lorenzini si sia ispirato per dare il nome al suo personaggio.

Ma la stagione del tartufo si è aperta il 24 e 25 settembre a La Serra di San Miniato e proseguita il 1 e 2 ottobre a Corrazzano.
Nel week end 9 e 10 ottobre la festa si ssposta nel comune  di Palaia dove a Forcoli è l’unico museo del tartufo a casa Savini.
Una memoria di cinque generazioni di tartufai quella della famiglia che ha creato la Savini Museum che racconta  storie antiche e presenti. Dai video ai vecchi attrezzi per la storia di una famiglia che dal 1920 è mastra dell’ arte di andar a tartufi. La superstar del museo è il tartufo da Guiness dei primati, ritrovato nei boschi intorno a Palaia nel 2007. 1.497 grami di storia.
L’occasione della visita al museo è perfetta per scoprire la Mostra Mercato che fra espositori, degustazioni ha nel food contest “a coppie” il suo momento clou.

Lo show del diamante del bosco prosegue a Balconevisi il 15 e 16 ottobre, a Ponte a Egola il 22 e 23 ottobre quando anche Volterra con la sua tradizionale Volterragusto che prosegue anche nel week end suggestivo del 29, 30 ottobre festeggerà insieme al tartufo bianco le eccellenze di toscana in uno dei luoghi più affascinanti della regione.
Spostandosi nella provincia di Firenze è da segnalareTartufesta di Montaione unica località della provincia fiorentina ricca del prezioso tubero dove le specialità culinarie a base di tartufo faranno da padrone nel week end 29 e 30 ottobre.[:en]tartufo-bianco-di-albadi redazione – Che l’estate è ormai spalle lo si capisce dalle giornate più corte, il primo fresco e la pioggia che riempie le giornate. Ottobre, il primo mese autunnale è quello dei funghi porcini, del marrone e del tartufo. In Toscana siamo ricchi di tutti questi tre meravigliosi prodotti.

Se la Garfagnana, la Lunigiana, l’Amiata e il Casentino sono il regno del porcino, il Mugello quello del marrone e la Valdera la vena tartufigena più importante non solo di Toscana, ma dell’Italia intera.

La festa del tartufo più famosa è senza ombra di dubbio quella di San Miniato che chiude la stagione e che quest’anno si celebra nei week end di novembre 12, 13, 19, 20, 26, 27 novembre e 3 e 4 dicembre.
Un’evento importante e consolidato che quest’anno attende anche il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina per parlare della sua valorizzazione e che ha oltre 120 espositori.
Ogni week end è dedicato ad un tema specifico: il primo sarà dedicato a Pinocchio il burattino più famoso del mondo, che ha i suoi “natali” proprio a San Miniato Basso, luogo al quale si ritiene che Carlo Lorenzini si sia ispirato per dare il nome al suo personaggio.

Ma la stagione del tartufo si è aperta il 24 e 25 settembre a La Serra di San Miniato e proseguita il 1 e 2 ottobre a Corrazzano.
Nel week end 9 e 10 ottobre la festa si ssposta nel comune  di Palaia dove a Forcoli è l’unico museo del tartufo a casa Savini.
Una memoria di cinque generazioni di tartufai quella della famiglia che ha creato la Savini Museum che racconta  storie antiche e presenti. Dai video ai vecchi attrezzi per la storia di una famiglia che dal 1920 è mastra dell’ arte di andar a tartufi. La superstar del museo è il tartufo da Guiness dei primati, ritrovato nei boschi intorno a Palaia nel 2007. 1.497 grami di storia.
L’occasione della visita al museo è perfetta per scoprire la Mostra Mercato che fra espositori, degustazioni ha nel food contest “a coppie” il suo momento clou.

Lo show del diamante del bosco prosegue a Balconevisi il 15 e 16 ottobre, a Ponte a Egola il 22 e 23 ottobre quando anche Volterra con la sua tradizionale Volterragusto che prosegue anche nel week end suggestivo del 29, 30 ottobre festeggerà insieme al tartufo bianco le eccellenze di toscana in uno dei luoghi più affascinanti della regione.
Spostandosi nella provincia di Firenze è da segnalareTartufesta di Montaione unica località della provincia fiorentina ricca del prezioso tubero dove le specialità culinarie a base di tartufo faranno da padrone nel week end 29 e 30 ottobre.[:]

Mugello: scatta l’ora del marrone

[:it]marronedi redazione – Da Marradi a Dicomano, da Palazzuolo sul Senio a Barberino. Ovunque in ottobre è tutto un festeggiare il frutto del bosco appennininico: il marrone che quest’anno festeggia il ventennale del suo IGT.
Ecco il lungo elenco di appuntamenti per scoprire il prodotto al naturale e nelle sue mille declinazioni in cucina.

La pezzatura è medio-grossa, la forma ellissoidale, è piatto da una parte e convesso dall’altra, la polpa è bianca, croccante e dal dolce sapore.
Così è il prelibato Marrone del Mugello Igp che come ogni anno d’autunno è celebrato in Mugello con numerose iniziative e manifestazioni.

Tutta la bontà del marrone in tante varianti per deliziare i palati: tortelli, marmellate, torte e dolci, castagnaccio, bruciate, marron glacé, biscotti, birra…
E ottobre è peraltro un mese ideale per visitare il Mugello pennellato dai colori autunnali e approfittare delle occasioni golose che riserva.
La zona di produzione comprende per intero il territorio dei comuni di Marradi, Palazzuolo sul Senio e Dicomano e parte del territorio dei comuni di Borgo Lorenzo, Firenzuola, Londa, Rufina, San Godenzo, Scarperia e San Piero, Vicchio.

La certificazione europea Igp garantisce al consumatore origine, qualità del prodotto e confor­mità ai parametri stabiliti dal disciplinare di produzione. Anche per il pro­dotto secco, la farina e i derivati. L’intera filiera deve rispondere a precisi requisiti ed è controllata: dalle marronete fino al prodotto confezionato e pronto per la vendita.
Paese che vai… marrone che trovi

Fiera di ottobre
Dicomano – 8 e 9 ottobre
sabato 8 ottobre- Fiera del bestiame e delle merci
domenica 9 ottobre- Fiera dei marroni e antichi mestieri, sfilata del corteo storico con carro dell’uva.
Info: 055 8385426 – www.comune.dicomano.fi.it

53° Sagra delle Castagne e del Marron Buono
Marradi  – 9, 16, 23 e 30 ottobre
Anche quest’anno a Marradi si svolgerà la tradizionale manifestazione che giunge alla sua
53° edizione. Stand gastronomici con tradizionali con leccornie del famoso frutto “il marrone di Marradi” quali: i tortelli di marroni, la torta di marroni, il castagnaccio, le marmellate di marroni, i marrons glacés, le “bruciate” (caldarroste). E ancora: prodotti del bosco e sottobosco, prodotti artigianali e commerciali. Animazione e intrattenimento, mostre e visite al Centro culturale Dino Campana. Annullo filatelico.
Info: l’Ufficio Turistico di Marradi: 055 8045170, info@pro-marradi.it, www.pro-marradi.it.
Come sempre, in occasione della sagra si può raggiungere Marradi facendo un tuffo nel passato a bordo di un treno a vapore sulla ferrovia Faentina:
9 ottobre : Pistoia, Prato, Firenze, Marradi
23 ottobre. Rimini, Cesena, Forlì, Faenza, Marradi
Info: tel. 0573 367158

Sagra del Marrone e dei frutti del sottobosco
Palazzuolo sul Senio  – 9, 16, 23 e 30 ottobre
Ogni domenica di ottobre, a partire dal 9 ottobre, a Palazzuolo sul Senio, si terrà la tradizionale mostra mercato del Marrone Igp fresco e lavorato, dei frutti dimenticati, e poi funghi porcini, le marmellate di lampone, mirtillo e more, prodotti tipici gastronomici e artigiani. Intrattenimento.
Info: http://www.palazzuoloturismo.it

Festa dei Marroni
Vicchio – 9 e 16 ottobre
Tre domeniche all’insegna del marrone e dei prodotti tipici mugellani. I produttori locali di marrone IGP  Mugello avranno uno spazio tutto per loro sotto il loggiato di piazza della Vittoria mentre attorno ai giardini sarà disposto il mercato degli ambulanti.
Info:  055 8439225 – www.comune.vicchio.fi.it 

Festa del Marrone e dei prodotti tipici                                                                                                                      San Piero a Sieve  (Area Feste ) – 9 e 16 ottobre                            
Marroni, prodotti tipici, mercatino dell’artigianato nelle due domeniche centrali del mese di Ottobre, domenica 9 e 16, per  la tradizionale Festa del Marrone e dei Prodotti Tipici, all’8° edizione. L’Area Feste sarà uno spazio dedicato al gusto, all’artigianato e al divertimento.
Info: www.prolocosanpieroasieve.it

Dal bosco e dalla pietra
Firenzuola – 16 e 23 ottobre
XXI Edizione Mostra mercato del marrone, della pietra lavorata e padiglione gastronomico. Stand dei produttori locali e mercato dell’artigianato
A cura della Pro Loco e del Comune di Firenzuola
Info: 055 8199477 – 366 3963584
proloco@comune.firenzuola.fi.it – museopietraserena@comune.firenzuola.fi.it 

Smarronando e svinando
Pietramala area sportiva (Firenzuola) – 16 e 23 Ottobre 
XXVII edizione degustazione di marroni, e specialità a base dei frutti di stagione.
a cura della Pro Loco Pietramala
Info: veragiannasi@libero.it

E dopo il marrone… il tartufo

Mostra mercato del tartufo bianco e nero
29-30 ottobre – Barberino di Mugello
Mostra mercato del tartufo e di molti altri prodotti di qualità , con vendita di prodotti alimentari tipici locali e non solo.
Info: www.comunebarberino.it

 [:en]marronedi redazione – Da Marradi a Dicomano, da Palazzuolo sul Senio a Barberino. Ovunque in ottobre è tutto un festeggiare il frutto del bosco appennininico: il marrone che quest’anno festeggia il ventennale del suo IGT.
Ecco il lungo elenco di appuntamenti per scoprire il prodotto al naturale e nelle sue mille declinazioni in cucina.

La pezzatura è medio-grossa, la forma ellissoidale, è piatto da una parte e convesso dall’altra, la polpa è bianca, croccante e dal dolce sapore.
Così è il prelibato Marrone del Mugello Igp che come ogni anno d’autunno è celebrato in Mugello con numerose iniziative e manifestazioni.

Tutta la bontà del marrone in tante varianti per deliziare i palati: tortelli, marmellate, torte e dolci, castagnaccio, bruciate, marron glacé, biscotti, birra…
E ottobre è peraltro un mese ideale per visitare il Mugello pennellato dai colori autunnali e approfittare delle occasioni golose che riserva.
La zona di produzione comprende per intero il territorio dei comuni di Marradi, Palazzuolo sul Senio e Dicomano e parte del territorio dei comuni di Borgo Lorenzo, Firenzuola, Londa, Rufina, San Godenzo, Scarperia e San Piero, Vicchio.

La certificazione europea Igp garantisce al consumatore origine, qualità del prodotto e confor­mità ai parametri stabiliti dal disciplinare di produzione. Anche per il pro­dotto secco, la farina e i derivati. L’intera filiera deve rispondere a precisi requisiti ed è controllata: dalle marronete fino al prodotto confezionato e pronto per la vendita.
Paese che vai… marrone che trovi

Fiera di ottobre
Dicomano – 8 e 9 ottobre
sabato 8 ottobre- Fiera del bestiame e delle merci
domenica 9 ottobre- Fiera dei marroni e antichi mestieri, sfilata del corteo storico con carro dell’uva.
Info: 055 8385426 – www.comune.dicomano.fi.it

53° Sagra delle Castagne e del Marron Buono
Marradi  – 9, 16, 23 e 30 ottobre
Anche quest’anno a Marradi si svolgerà la tradizionale manifestazione che giunge alla sua
53° edizione. Stand gastronomici con tradizionali con leccornie del famoso frutto “il marrone di Marradi” quali: i tortelli di marroni, la torta di marroni, il castagnaccio, le marmellate di marroni, i marrons glacés, le “bruciate” (caldarroste). E ancora: prodotti del bosco e sottobosco, prodotti artigianali e commerciali. Animazione e intrattenimento, mostre e visite al Centro culturale Dino Campana. Annullo filatelico.
Info: l’Ufficio Turistico di Marradi: 055 8045170, info@pro-marradi.it, www.pro-marradi.it.
Come sempre, in occasione della sagra si può raggiungere Marradi facendo un tuffo nel passato a bordo di un treno a vapore sulla ferrovia Faentina:
9 ottobre : Pistoia, Prato, Firenze, Marradi
23 ottobre. Rimini, Cesena, Forlì, Faenza, Marradi
Info: tel. 0573 367158

Sagra del Marrone e dei frutti del sottobosco
Palazzuolo sul Senio  – 9, 16, 23 e 30 ottobre
Ogni domenica di ottobre, a partire dal 9 ottobre, a Palazzuolo sul Senio, si terrà la tradizionale mostra mercato del Marrone Igp fresco e lavorato, dei frutti dimenticati, e poi funghi porcini, le marmellate di lampone, mirtillo e more, prodotti tipici gastronomici e artigiani. Intrattenimento.
Info: http://www.palazzuoloturismo.it

Festa dei Marroni
Vicchio – 9 e 16 ottobre
Tre domeniche all’insegna del marrone e dei prodotti tipici mugellani. I produttori locali di marrone IGP  Mugello avranno uno spazio tutto per loro sotto il loggiato di piazza della Vittoria mentre attorno ai giardini sarà disposto il mercato degli ambulanti.
Info:  055 8439225 – www.comune.vicchio.fi.it 

Festa del Marrone e dei prodotti tipici                                                                                                                      San Piero a Sieve  (Area Feste ) – 9 e 16 ottobre                            
Marroni, prodotti tipici, mercatino dell’artigianato nelle due domeniche centrali del mese di Ottobre, domenica 9 e 16, per  la tradizionale Festa del Marrone e dei Prodotti Tipici, all’8° edizione. L’Area Feste sarà uno spazio dedicato al gusto, all’artigianato e al divertimento.
Info: www.prolocosanpieroasieve.it

Dal bosco e dalla pietra
Firenzuola – 16 e 23 ottobre
XXI Edizione Mostra mercato del marrone, della pietra lavorata e padiglione gastronomico. Stand dei produttori locali e mercato dell’artigianato
A cura della Pro Loco e del Comune di Firenzuola
Info: 055 8199477 – 366 3963584
proloco@comune.firenzuola.fi.it – museopietraserena@comune.firenzuola.fi.it 

Smarronando e svinando
Pietramala area sportiva (Firenzuola) – 16 e 23 Ottobre 
XXVII edizione degustazione di marroni, e specialità a base dei frutti di stagione.
a cura della Pro Loco Pietramala
Info: veragiannasi@libero.it

E dopo il marrone… il tartufo

Mostra mercato del tartufo bianco e nero
29-30 ottobre – Barberino di Mugello
Mostra mercato del tartufo e di molti altri prodotti di qualità , con vendita di prodotti alimentari tipici locali e non solo.
Info: www.comunebarberino.it

 [:]

Mugello: a Palazzuolo è già festa della castagna

[:it]20160927093938519di redazione – Sarà ancora una volta il marrone, in particolare il marrone del Mugello IGP, il re dell’autunno a Palazzuolo sul Senio per le quattro domeniche d’ottobre.

E sembra anche con buone quantità cosa che inviterà a raggiungere questa autentica perla di origine medievale nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano.
In particolare nelle domeniche 9, 16, 23 e 30 ottobre con la tradizionale e rinomata Sagra del Marrone e dei frutti del sottoboscoVivi l’Autunno, suggestiva parentesi turistica ed enogastronomica che Palazzuolo sul Senio dedica ad uno dei prodotti tipici di queste terre ma non solo: funghi, tartufi, frutti del sottobosco, grezzi e trasformati, saranno esposti, venduti e degustati in una variegata e profumatissima mostra–mercato allestita nel cuore del borgo medievale.

Occasione per soddisfare il palato e trascorrere ore di grande serenità, favorite dall’ospitalità della gente palazzuolese, dalla possibilità di raccogliere personalmente il prodotto nei castagneti, dall’atmosfera paesana rallegrata da musica, folklore e stand gastronomici e trucca bimbi per le Vie del Borgo.

Tutte le domeniche di ottobre così, a partire dalle 11, in piazza IV Novembre e Viale Ubaldini verrà allestita la mostra mercato.
Sempre in piazza sarà possibile trovare lo stand gastronomico con proposte al dettaglio di prodotti a base di marrone come la Torta, il Castagnaccio, i Tortellini, i dolci e da quest’anno anche gli gnocchi e la carne. Senza contare altre prelibatezze dell’autunno come le caldarroste fumanti e il vin brulè.

Il “Marrone del Mugello”, che si fregia del marchio IGP, rappresenta il più importante di questa infinita varietà di specialità dell’Appennino Tosco – Romagnolo.
Un frutto che ancora oggi, come dai secoli passati, viene coltivato senza l’ausilio di fitofarmaci o concimi chimici.
Non a caso, per secoli, gli abitanti delle colline hanno tenuto il marrone in grande considerazione arrivando ad identificarlo come il “pane dei poveri”.
Sapori genuini che si possono trovare e quindi degustare anche nei ristoranti e nelle aziende agrituristiche locali assieme alla cacciagione, alla polenta e ai numerosi piatti tipici della stagione autunnale.

Ma questo suggestivo appuntamento avrà già questa domenica un suggestivo e interessante prologo:
domenica 2 ottobre sarà infatti dedicata a Palazzuolo in Piazza, nuova iniziativa che permetterà alle attività locali, da quelle agricole a quelle artigianali, di esporre le proprie produzioni, in una sorta di mostra delle eccellenza locali che trasformerà il paese in un allegro mercatino.
Inoltre nello spazio gestito dalla Pro Loco, i ristoratori del paese proporranno i loro piatti, uniti sotto un unico tetto per un’esperienza assolutamente da vivere.

E l’occasione sarà propizia anche per visitare la mostra di arte contemporanea Contaminazioni. Nata in collaborazione con il Comune di Palazzuolo sul Senio, con la partecipazione degli artisti Antonio Caranti, Silvia Casavecchia, Franca Minardi, Alessandro Zuliani.
La mostra si svolgerà nella splendida cornice della Chiesa di S. Antonio a Palazzuolo sul Senio, sarà aperta dal 2 al 30 ottobre 2016, il Sabato e la Domenica, con i seguenti orari dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00.
Sarà inaugurata domenica 2 ottobre ore 16.30, alla presenza degli artisti e delle autorità cittadine, e raccontata dal critico dell’arte Loretta Zaganelli.

Per altre info www.palazzuoloturismo.it[:en]20160927093938519di redazione – Sarà ancora una volta il marrone, in particolare il marrone del Mugello IGP, il re dell’autunno a Palazzuolo sul Senio per le quattro domeniche d’ottobre.

E sembra anche con buone quantità cosa che inviterà a raggiungere questa autentica perla di origine medievale nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano.
In particolare nelle domeniche 9, 16, 23 e 30 ottobre con la tradizionale e rinomata Sagra del Marrone e dei frutti del sottoboscoVivi l’Autunno, suggestiva parentesi turistica ed enogastronomica che Palazzuolo sul Senio dedica ad uno dei prodotti tipici di queste terre ma non solo: funghi, tartufi, frutti del sottobosco, grezzi e trasformati, saranno esposti, venduti e degustati in una variegata e profumatissima mostra–mercato allestita nel cuore del borgo medievale.

Occasione per soddisfare il palato e trascorrere ore di grande serenità, favorite dall’ospitalità della gente palazzuolese, dalla possibilità di raccogliere personalmente il prodotto nei castagneti, dall’atmosfera paesana rallegrata da musica, folklore e stand gastronomici e trucca bimbi per le Vie del Borgo.

Tutte le domeniche di ottobre così, a partire dalle 11, in piazza IV Novembre e Viale Ubaldini verrà allestita la mostra mercato.
Sempre in piazza sarà possibile trovare lo stand gastronomico con proposte al dettaglio di prodotti a base di marrone come la Torta, il Castagnaccio, i Tortellini, i dolci e da quest’anno anche gli gnocchi e la carne. Senza contare altre prelibatezze dell’autunno come le caldarroste fumanti e il vin brulè.

Il “Marrone del Mugello”, che si fregia del marchio IGP, rappresenta il più importante di questa infinita varietà di specialità dell’Appennino Tosco – Romagnolo.
Un frutto che ancora oggi, come dai secoli passati, viene coltivato senza l’ausilio di fitofarmaci o concimi chimici.
Non a caso, per secoli, gli abitanti delle colline hanno tenuto il marrone in grande considerazione arrivando ad identificarlo come il “pane dei poveri”.
Sapori genuini che si possono trovare e quindi degustare anche nei ristoranti e nelle aziende agrituristiche locali assieme alla cacciagione, alla polenta e ai numerosi piatti tipici della stagione autunnale.

Ma questo suggestivo appuntamento avrà già questa domenica un suggestivo e interessante prologo:
domenica 2 ottobre sarà infatti dedicata a Palazzuolo in Piazza, nuova iniziativa che permetterà alle attività locali, da quelle agricole a quelle artigianali, di esporre le proprie produzioni, in una sorta di mostra delle eccellenza locali che trasformerà il paese in un allegro mercatino.
Inoltre nello spazio gestito dalla Pro Loco, i ristoratori del paese proporranno i loro piatti, uniti sotto un unico tetto per un’esperienza assolutamente da vivere.

E l’occasione sarà propizia anche per visitare la mostra di arte contemporanea Contaminazioni. Nata in collaborazione con il Comune di Palazzuolo sul Senio, con la partecipazione degli artisti Antonio Caranti, Silvia Casavecchia, Franca Minardi, Alessandro Zuliani.
La mostra si svolgerà nella splendida cornice della Chiesa di S. Antonio a Palazzuolo sul Senio, sarà aperta dal 2 al 30 ottobre 2016, il Sabato e la Domenica, con i seguenti orari dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 19.00.
Sarà inaugurata domenica 2 ottobre ore 16.30, alla presenza degli artisti e delle autorità cittadine, e raccontata dal critico dell’arte Loretta Zaganelli.

Per altre info www.palazzuoloturismo.it[:]

Toscana: ricco fine settimana… su tutto viva la Regina

[:it]1239730_10200595102224811_1657401652_nDa Greve in Chianti dove si sta svolgendo la 46ma Expo del Chianti Classico alla valle dell’Arno e dove Londa e Pontassieve hanno dato vita rispettivamente alla pluridecennale Festa della Pesca Regina di Londa e alla terza Cookstock mentre nel vicino Mugello a Borgo San Lorenzo è numero cinque per Via del Gusto.
Settembre ricco, anche troppo… Ma l’antica festa del Chianti Classico a Greve non si trova nella stessa situazione di quella della pesca di Londa dove non si capisce come mai e a quale pro si faccia fiorire dal cilindro due eventi mangiofili a pochi chilometri da Londa che tenta eroicamente di fare cultura e tradizione.

GREVE IN CHIANTI
46ma Expo del Chianti Classico si è aperta ieri con circa 100 aziende vitivinicole espositrici. Un successo di adesioni, tante che, come aveva ricordato il sindaco Sottani in conferenza stampa, “abbiamo dovuto rinunciare alla presenza di qualcuno”.  L’Expo 2016, anno dei festeggiamenti per i 300 anni della nascita del territorio come entità produttiva unica, ha messo in campo non solo oltre 200  vini in degustazione ma tante attività per fare cultura del vino.

Il programma è ricco e interessante con visite, lezioni come quella tenuta dal  giornalista ed enocritico Riccardo Margheri che condurrà le degustazioni (sabato 10  dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 17.30 alle ore 19). Di rilievo anche il ciclo di incontri incentrato su alcuni dei temi più attuali legati al mondo vitinicolo allestito nel Giardino Incontri (giovedì 8 alle ore 18, venerdì 9 alle ore 17). Il programma propone anche un tour alla scoperta del territorio grevigiano con escursioni a piedi e visite alle pievi, ai castelli e ai laboratori artigiani (sabato 10 ore 6, domenica 11 ore 9-12 e 11-20). Info su : www.expochianticlassico.com.

FESTA DELLA PESCA REGINA DI LONDA
A Londa si festeggia un frutto ritrovato, una varietà antica ma in realtà si festeggia un modo di vivere verde.  Un percorso di grande intensità culturale quello intrapreso dal comune della montagna fiorentina, nel parco delle Foreste Casentinesi.  Frutti ritrovati su un territorio abitato e percorso da secoli che unisce Toscana e Romagna, strade dove gli Etruschi erano ben presenti (i recenti ritrovamenti confermano ciò che già si sapeva) che oggi possono raccontare una storia nascosta ai più.

La festa della Pesca Regina si inserisce in questo contesto e lo fa  non creando un evento mediatico e confusionario ma con il suo stile, che parla di una vita che guarda al futuro e alla tecnologia senza perdere le conoscenze e i valori del passato. La Pesca regina di Londa  è una pesca per sua natura a km 0, perché non sopporta la refrigerazione ed è una varietà resistente alle malattie del pesco come molte cultivar antiche.

A festeggiare la regina anche un re che arriva dalla Romagna che ha una storia simile, un vitigno antico ritrovato, il centesi mino, che oggi ci regala il Savignone che l’azienda Poderi Morini di faenza porterà a Londa.

Quindi a Londa dall’9 all’11 si potranno trovare prodotti a km zero, divertimento, trekking, buon cibo e spettacoli, come la finale del food contest Pesca & Friends a cui hanno partecipato  i più importanti food blogger italiani. Programma su : http://www.comune.londa.fi.it/eventi-notizie/festa-della-pesca-regina-di-londa

COOKSTOCK
A Pontassieve torna Cookstock per la sua terza edizione e il centro storico si animerà di gente ed eventi. Tanti tantissimi in un clima frenetico dove si parlerà di cibo in tutte le sue declinazioni. Cooking show a go go, spettacoli, cibo e vino per chi ama condividere con tante persone il gusto del cibo. Info: http://cookstock.it/programma/

VIE DEL GUSTO
Scenario simile a Borgo San Lorenzo dove fra mercato artigianale, show cooking e tanta musica da tutta Italia il cibo e declinato in mille varianti e gusti. 1239730_10200595102224811_1657401652_n[:en]1239730_10200595102224811_1657401652_nDa Greve in Chianti dove si sta svolgendo la 46ma Expo del Chianti Classico alla valle dell’Arno e dove Londa e Pontassieve hanno dato vita rispettivamente alla pluridecennale Festa della Pesca Regina di Londa e alla terza Cookstock mentre nel vicino Mugello a Borgo San Lorenzo è numero cinque per Via del Gusto.
Settembre ricco, anche troppo… Ma l’antica festa del Chianti Classico a Greve non si trova nella stessa situazione di quella della pesca di Londa dove non si capisce come mai e a quale pro si faccia fiorire dal cilindro due eventi mangiofili a pochi chilometri da Londa che tenta eroicamente di fare cultura e tradizione.

GREVE IN CHIANTI
46ma Expo del Chianti Classico si è aperta ieri con circa 100 aziende vitivinicole espositrici. Un successo di adesioni, tante che, come aveva ricordato il sindaco Sottani in conferenza stampa, “abbiamo dovuto rinunciare alla presenza di qualcuno”.  L’Expo 2016, anno dei festeggiamenti per i 300 anni della nascita del territorio come entità produttiva unica, ha messo in campo non solo oltre 200  vini in degustazione ma tante attività per fare cultura del vino.

Il programma è ricco e interessante con visite, lezioni come quella tenuta dal  giornalista ed enocritico Riccardo Margheri che condurrà le degustazioni (sabato 10  dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 17.30 alle ore 19). Di rilievo anche il ciclo di incontri incentrato su alcuni dei temi più attuali legati al mondo vitinicolo allestito nel Giardino Incontri (giovedì 8 alle ore 18, venerdì 9 alle ore 17). Il programma propone anche un tour alla scoperta del territorio grevigiano con escursioni a piedi e visite alle pievi, ai castelli e ai laboratori artigiani (sabato 10 ore 6, domenica 11 ore 9-12 e 11-20). Info su : www.expochianticlassico.com.

 

FESTA DELLA PESCA REGINA DI LONDA
A Londa si festeggia un frutto ritrovato, una varietà antica ma in realtà si festeggia un modo di vivere verde.  Un percorso di grande intensità culturale quello intrapreso dal comune della montagna fiorentina, nel parco delle Foreste Casentinesi.  Frutti ritrovati su un territorio abitato e percorso da secoli che unisce Toscana e Romagna, strade dove gli Etruschi erano ben presenti (i recenti ritrovamenti confermano ciò che già si sapeva) che oggi possono raccontare una storia nascosta ai più.

La festa della Pesca Regina si inserisce in questo contesto e lo fa  non creando un evento mediatico e confusionario ma con il suo stile, che parla di una vita che guarda al futuro e alla tecnologia senza perdere le conoscenze e i valori del passato. La Pesca regina di Londa  è una pesca per sua natura a km 0, perché non sopporta la refrigerazione ed è una varietà resistente alle malattie del pesco come molte cultivar antiche.

A festeggiare la regina anche un re che arriva dalla Romagna che ha una storia simile, un vitigno antico ritrovato, il centesi mino, che oggi ci regala il Savignone che l’azienda Poderi Morini di faenza porterà a Londa.

Quindi a Londa dall’9 all’11 si potranno trovare prodotti a km zero, divertimento, trekking, buon cibo e spettacoli, come la finale del food contest Pesca & Friends a cui hanno partecipato  i più importanti food blogger italiani. Programma su : http://www.comune.londa.fi.it/eventi-notizie/festa-della-pesca-regina-di-londa

 

COOKSTOCK
A Pontassieve torna Cookstock per la sua terza edizione e il centro storico si animerà di gente ed eventi. Tanti tantissimi in un clima frenetico dove si parlerà di cibo in tutte le sue declinazioni. Cooking show a go go, spettacoli, cibo e vino per chi ama condividere con tante persone il gusto del cibo. Info: http://cookstock.it/programma/

VIE DEL GUSTO
Scenario simile a Borgo San Lorenzo dove fra mercato artigianale, show cooking e tanta musica da tutta Italia il cibo e declinato in mille varianti e gusti. 1239730_10200595102224811_1657401652_n[:]

Frutti dimenticati riscoperti e “specialisti” non pervenuti

[:it]Pesca-Regina-Londadi Nadia Fondelli – Ormai è assodato. Lo sanno pure i muri – anche se lo dicono sottovoce per non disturbare la cassaforte dei monopolisti della nostra salute – l’alimentazione base del presente e del futuro è nella verdura e nella frutta.

Da sempre lo dice la nostra cara e vecchia dieta mediterranea ma troppo spesso lo dimentichiamo nella rincorsa a modelli e stili di vita che danneggiano la salute, ma sono tanto comodi.
La legge della comunicazione del resto insegna che la massificazione piace e che parlare di buone regole è argomento fastidioso.

Così è stato per molti anni, gli anni della plastica, del preconfezionato e del fast salvo scoprire poi, quando i buoi sono già scappati dalla stalla, che il rovescio della medaglia c’era. Addio salute.

Facendo due conti si è compreso allora che il costo sociale di cattive politiche è un boomerang assassino. Spendere oggi uno per risparmiare e nutrire i popoli di veleni corrisponde a spendere domani dieci per garantire cure a vite a popoli avvelenati.

Malattie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative erano sconosciute pochi decenni fa quando sulla tavola la carne scarseggiava, i prodotti lavorati non esistevano, i legumi erano la bistecca dei poveri e frutta e verdura non mancava mai.

E’ stato comodo e troppo facile distruggere l’economia di micro produzioni contadine di cui nessuno si sarebbe interessato in nome della spesa da carrello.
Oggi ne paghiamo il conto ed ecco che l’economia che ha fatto risorgere l’Italia dalle macerie della guerra, quella contadina sacrificata in nome del progresso, oggi è la chiave per un futuro migliore.
Non un vero ritorno al passato, sarebbe impossibile, ma un passato rivisto in chiave moderna per curarsi e non ammalarsi mangiando.

La frutta dimenticata ritorna così ad avere un seppur piccolo (e ci auguriamo in crescita) numero di produttori e seguaci ben consci di dover trovare la chiave di volta per non essere dei Don Chisciotte qualsiasi.
E pensare che in poco più di un ventennio siamo stati capaci di azzerare un patrimonio unico fatto di: primo paese al mondo a produrre pesche, pere e kiwi; ben oltre 170.000 varietà vegetali commestibili prodottee (la Gran Bretagna seconda ne ha 2100) e oltre 120 varietà di grani quando un colosso come gli Usa ne hanno solo 6.

E di frutti dimenticati da rilanciare se n’è parlato in abbondanza in un interessante confronto fra stampa specializzata, produttori, scienziati e amministratori pochi giorni fa a Londa: paese conosciuto per la celebre e ormai introvabile pesca regina.

La regina appunto tardiva settembrina a cui il paese mugellano ha da sempre dedicato la sua festa che insieme alla cotogna che si coltivava dalle parti dell’odierna via di Villamagna a Firenze rimangono tracce, insieme a tantissime altre varietà solo nei dipinti di Bartolomeo Bimbi testimone con le sue tele di come la frutta e le sue mille varietà fossero invece conosciute e rispettate sulle tavole rinascimentali.

Peccato che fra i tantissimi (sempre più) colleghi che vantano specializzazione in enogastronomia sulle rive del lago di Londa fossimo solo una manciata.
Peccato che la buona e sana divulgazione che si può fare non abbia appeal. Peccato non aver compreso la richiesta di sostegno lanciata da un’amministrazione lungimirante che tanto sta facendo in termini di sostegno e formazione per riprendere in chiave moderna una produzione che determina un economia; peccato per non sapere e non poter raccontare ai consumatori che ci mangiamo (quando la mangiamo) frutta costruita in laboratorio con il solo scopo di essere adatta alla grande distribuzione anche se deve stare venti giorni in frigorifero e col gusto pari a zero.

Peccato non sapere e non poter raccontare che il chilometro zero non è solo una bella parola da usare per riempirsi la bocca, non capire come costruire insieme una filiera, delle corrette etichettature, come sviluppare piante naturalmente resistenti ai parassiti, perché non chiedere agli chef-divi perché la frutta non esiste nei loro menù, etc…

Chi ci rimette è il consumatore perché al poutpourri del tutto si cucina a tutte le ore in tv si può rispondere solo con informazione corretta e coraggiosa. Ma forse è il coraggio che manca a questo paese per rifiorire.[:en]Pesca-Regina-Londadi Nadia Fondelli – Ormai è assodato. Lo sanno pure i muri – anche se lo dicono sottovoce per non disturbare la cassaforte dei monopolisti della nostra salute – l’alimentazione base del presente e del futuro è nella verdura e nella frutta.

Da sempre lo dice la nostra cara e vecchia dieta mediterranea ma troppo spesso lo dimentichiamo nella rincorsa a modelli e stili di vita che danneggiano la salute, ma sono tanto comodi.
La legge della comunicazione del resto insegna che la massificazione piace e che parlare di buone regole è argomento fastidioso.

Così è stato per molti anni, gli anni della plastica, del preconfezionato e del fast salvo scoprire poi, quando i buoi sono già scappati dalla stalla, che il rovescio della medaglia c’era. Addio salute.

Facendo due conti si è compreso allora che il costo sociale di cattive politiche è un boomerang assassino. Spendere oggi uno per risparmiare e nutrire i popoli di veleni corrisponde a spendere domani dieci per garantire cure a vite a popoli avvelenati.

Malattie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative erano sconosciute pochi decenni fa quando sulla tavola la carne scarseggiava, i prodotti lavorati non esistevano, i legumi erano la bistecca dei poveri e frutta e verdura non mancava mai.

E’ stato comodo e troppo facile distruggere l’economia di micro produzioni contadine di cui nessuno si sarebbe interessato in nome della spesa da carrello.
Oggi ne paghiamo il conto ed ecco che l’economia che ha fatto risorgere l’Italia dalle macerie della guerra, quella contadina sacrificata in nome del progresso, oggi è la chiave per un futuro migliore.
Non un vero ritorno al passato, sarebbe impossibile, ma un passato rivisto in chiave moderna per curarsi e non ammalarsi mangiando.

La frutta dimenticata ritorna così ad avere un seppur piccolo (e ci auguriamo in crescita) numero di produttori e seguaci ben consci di dover trovare la chiave di volta per non essere dei Don Chisciotte qualsiasi.
E pensare che in poco più di un ventennio siamo stati capaci di azzerare un patrimonio unico fatto di: primo paese al mondo a produrre pesche, pere e kiwi; ben oltre 170.000 varietà vegetali commestibili prodottee (la Gran Bretagna seconda ne ha 2100) e oltre 120 varietà di grani quando un colosso come gli Usa ne hanno solo 6.

E di frutti dimenticati da rilanciare se n’è parlato in abbondanza in un interessante confronto fra stampa specializzata, produttori, scienziati e amministratori pochi giorni fa a Londa: paese conosciuto per la celebre e ormai introvabile pesca regina.

La regina appunto tardiva settembrina a cui il paese mugellano ha da sempre dedicato la sua festa che insieme alla cotogna che si coltivava dalle parti dell’odierna via di Villamagna a Firenze rimangono tracce, insieme a tantissime altre varietà solo nei dipinti di Bartolomeo Bimbi testimone con le sue tele di come la frutta e le sue mille varietà fossero invece conosciute e rispettate sulle tavole rinascimentali.

Peccato che fra i tantissimi (sempre più) colleghi che vantano specializzazione in enogastronomia sulle rive del lago di Londa fossimo solo una manciata.
Peccato che la buona e sana divulgazione che si può fare non abbia appeal. Peccato non aver compreso la richiesta di sostegno lanciata da un’amministrazione lungimirante che tanto sta facendo in termini di sostegno e formazione per riprendere in chiave moderna una produzione che determina un economia; peccato per non sapere e non poter raccontare ai consumatori che ci mangiamo (quando la mangiamo) frutta costruita in laboratorio con il solo scopo di essere adatta alla grande distribuzione anche se deve stare venti giorni in frigorifero e col gusto pari a zero.

Peccato non sapere e non poter raccontare che il chilometro zero non è solo una bella parola da usare per riempirsi la bocca, non capire come costruire insieme una filiera, delle corrette etichettature, come sviluppare piante naturalmente resistenti ai parassiti, perché non chiedere agli chef-divi perché la frutta non esiste nei loro menù, etc…

Chi ci rimette è il consumatore perché al poutpourri del tutto si cucina a tutte le ore in tv si può rispondere solo con informazione corretta e coraggiosa. Ma forse è il coraggio che manca a questo paese per rifiorire.[:]