Ott 1, 2023 | Enogastronomia
Torna a Firenze il “Sake Days”, oramai giunto alla sua terza edizione, l’evento che porta in Italia tutta la storia e la cultura del bere giapponese.
Degustare il bere giapponese
Il viaggio tra cantine e distillerie della Terra del Sol Levante Organizzato dalla Scuola Italiana Sake, un’esperienza aperta ad appassionati e professionisti.
Oltre agli stand dei migliori importatori, dove potrete assaggiare ed acquistare le più importanti selezioni di Sake, Shochu, Awamori, Whisky e tutte le bevande giapponesi, la giornata sarà ricca di tasting, masterclass e talk con relatori del calibro di come Daniele Cancellara (Bar Manager di Rasputin, Firenze, e autore e conduttore di Whisky for Breakfast), Gaetano Cataldo (premiato Sommelier dell’anno 2022 al Merano Wine Festival), Giovanni Baldini (Sake Scouting e fondatore Scuola Italiana Sake), Luca Rendina (importatore di distillati con Bere Giapponese) e molti altri.

Nasce la scuola italiana Sake
La Scuola Italiana Sake si pone l’obbiettivo di far conoscere in Italia tutta la cultura legata ai fermentati e ai distillati nipponici, con corsi ed eventi aperti a tutti, appassionati, addetti al settore ma anche semplicemente curiosi.
Questa edizione del Sake Days sarà la prima dopo la fondazione della scuola, e all’evento ci saranno ospiti produttori di Awamori direttamente da Okinawa, e distributori di prodotti mai importati in Europa.
Tra gli eventi speciali di questa seconda edizione immancabili saranno la prima degustazione di Vino Giapponese e di Umeshu mai realizzate in Italia!

Cos’è il Sake?
Il sake è una bevanda alcolica prodotta principalmente da riso, acqua, lievito e koji (un fungo che aiuta nella fermentazione).
Viene spesso chiamato “vino di riso”, ma la sua produzione e il suo sapore sono molto diversi da quelli del vino poichè il sake ha una gamma di sapori che possono essere da dolci e morbidi a secchi e complessi.
La sua produzione è un processo complesso che coinvolge diverse fasi. Il riso viene prima pulito, ammorbidito e poi fermentato con il lievito per produrre alcol e aromi; questo processo di fermentazione è diverso da quello del vino, perché avviene contemporaneamente alla conversione degli amidi del riso in zuccheri.
La fermentazione avviene in vasche di acciaio o botti di legno, e il prodotto finale viene filtrato e talvolta diluito con acqua prima dell’imbottigliamento.
Il sake è un’icona della cultura giapponese. Le regioni centrali del Giappone, come Niigata, Hiroshima, e Kyoto, sono famose per la produzione di sake di alta qualità ma ogni regione può produrre sake con caratteristiche di sapore uniche a causa delle differenze nella varietà di riso utilizzata, nelle fonti d’acqua e nei metodi di produzione; un terroir e non solo che determina il gusto.
Profondamente radicato nella tradizione nipponica è spesso associato a celebrazioni religiose e culturali e viene consumato in una varietà di occasioni, dall’accompagnamento a pasti tradizionali giapponesi a cerimonie speciali come matrimoni e rituali religiosi.
Bevanda versatile che può essere gustata in modi diversi, a temperatura ambiente, freddo o riscaldato, a seconda della preferenza personale e del tipo di sake.
Parte integrante della cultura orientale il sake continua a guadagnare popolarità in tutto il mondo grazie alla sua varietà di sapori e al suo legame con la tradizionee il Sake Days di Firenze ne è un esempio.

Sushi. Foto drawsandcooks
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Con cosa abbinare il sake a tavola? Alcuni consigli
Il sake è una bevanda molto versatile anche quando si tratta di abbinamenti culinari. Può essere esaltato con una vasta gamma di piatti giapponesi e internazionali.
Di seguito ci permettiamo di darvi alcune idee su quali cibi possono essere abbinati al meglio.
Ovviamente non possiamo che iniziare dalla cucina giapponese. Abbinamento perfetto per sushi e sashimi grazie alla leggera acidità e freschezza che completano bene il pesce crudo e i sapori delicati del sushi. Perfetto compagno a tavola anche per la tempura dato che la sua croccantezza e la pastella leggero si sposa benissimo con il sake che bilancia anche l’olio della frittura e migliora il sapore dei gamberetti o delle verdure immerse nell’impasto.
Ottimo da bersi anche con l’yakitori un piatto giapponese meno noto in occidente. Trattasi di spiedini di carne alla griglia (solitamente pollo) perfetti con il sake poiché il suo sapore leggermente affumicato e il dolce della salsa teriyaki si armonizzano bene con il gusto complessivo del sake.
Perfetto anche con piatti a base di frutti di mare, come zuppe di vongole o piatti di pesce alla griglia. Il sapore pulito e fresco del sake può esaltare i sapori dei frutti di mare.
Tutto da provare e sicuramente sorprendente l’abbinamento con formaggi cremosi, come il formaggio di capra o il formaggio brie. L’acidità della bevanda può contrastare il grasso del formaggio. Ottimo compagno anche per piatti piccanti come quelli della cucina thailandese o messicana dato che la sua freschezza può lenire il calore dei cibi piccanti. Perfetto ovviamente con tutta la gamma di dolci nipponici fra cui il mochi (pasta di riso glutinoso) o i dorayaki (pancake ripieni).
Set 15, 2023 | Enogastronomia
I migliori Bartender nazionali e internazionali ospiti sotto la Mole, e non solo. Dal 15 al 25 settembre, dieci giorni di degustazioni e divertimento aperti al pubblico di appassionati del settore e non, vedrà protagonisti i migliori locali e cocktail bar di Torino e – per la prima volta – anche del Piemonte.

I numeri importanti di un grande evento
Sfide fra bartender, masterclass, degustazioni di cocktail innovativi, spirits nights ed eventi all’interno di oltre 40 cocktail bar della città insieme ai bartender di fama internazionale in arrivo. Alla sua sesta edizione Torino Cocktail Week coinvolge oltre 30 brand di spirits e per la prima volta si estende anche al Piemonte, con la partecipazione di 10 cocktail bar scelti, tra cui Radici di Asti, Green Beach, Officine Pulp e tanti altri.
Dopo il grande successo della quinta edizione, durante la quale sono stati serviti un totale di 19mila cocktail con la presenza di oltre 25mila partecipanti, Torino Cocktail Week diventa anche Piemonte Cocktail Week, pronta ad inebriare il pubblico dell’intera regione e puntando a inserirsi nel palinsesto di appuntamenti nazionali dedicati al mondo del bere bene e di qualità.

Un programma sontuoso
Un ricco calendario di eventi, degustazioni, masterclass e night esclusive, in aggiunta alla creazione di nuovi cocktail dedicati e creati per l’occasione.
Da Quadrilatero a Vanchiglia, fino a Sansalvario ogni locale proporrà il suo personalissimo e distinto signature cocktail, trasformandosi per una settimana nella location di guest bartending, con masterclass e degustazioni di prodotti promossi dai brand partecipanti all’evento, con una vera e propria competizione dove verrà premiato il miglior cocktail di Torino, fra gli oltre 40 locali della Città coinvolti.
Un’occasione unica per scoprire gli ultimi trend del settore con momenti dedicati alla scoperta delle nuove frontiere del gusto, fra Spirits&Beverage e della Liquoristica, come della sostenibilità e alla ricerca di idee sempre più internazionali e innovative.
L’unica regola è lasciarsi sorprendere dal gusto dei cocktail più iconici e insoliti come quelli proposti da alcune delle migliori firme in arrivo a Torino, come Federico Mastellari, Andrea Dracos, Giuseppe Mancini, Livio Buscaglia, fra i principali formatori sul tema del bartending e delle professioni legate alla bar industry.

Le novità 2023
Non solo spirits.
Novità di quest’anno rispetto alle passate edizioni è anche il food pairing con i principali ristoranti di Torino: uno spirit in abbinamento a un piatto nei tantissimi ristoranti della città come Osteria Rabezzana, San Giors e Cubique.
Torino Cocktail Week cambia e si rinnova infatti, anno dopo anno, presentando un format in continuo divenire per andare incontro alle esigenze dei brand e del pubblico.
Un intinerario che coinvolge quindi l’intera città, anche attraverso un contest.
Il percorso ‘mixology’ si snoda attraverso i migliori cocktail bar della città con il ‘Cocktail Grand Tour’, il contest diffuso creato dalla Torino Cocktail Week. Durante tutta la settimana il pubblico potrà quindi votare – attraverso un QR Code – le originali creazioni dei locali aderenti ed eleggere il vincitore della gara di miscelazione.

Durante le speciali One Night verrà inoltre proposta una drinklist selezionata di brand corrispondenti allo spirits protagonista della serata. Scopri prodotti di alta qualità, e divertiti con l’intrattenimento proposto in sinergia con i principali locali e cocktail bar della città.
Fra i nomi della giuria, un comitato tecnico composto quest’anno dal torinese Andrea Dracos, che si è aggiudicato il titolo di Campari Barman of The Year con il suo cocktail Torino – Milano Via Novara, e Branka Vukasinovic barlady con esperienza internazionale e titolare del Civico 1 di Torino, insieme al Direttore della Torino Cocktail Week e responsabile commerciale del Salone del Vino Emanuele Romagnoli.

Gli appuntamenti più attesi
Tanti gli appuntamenti attesi di questa sesta edizione, a partire dal Grand Opening da Eataly venerdi 15 settembre, con cocktail e tapas al tramonto per salutare l’estate: una grande festa in terrazza per dire arrivederci alla bella stagione, ricordando i cocktail sulla spiaggia con le fresche proposte di cocktail e le tapas ideate dall’Executive Chef Patrik Lisa.
Da non perdere anche l’evento Vanchiglietta Mixology Night sabato 16, la serata in cui tre locali Lumeria, Il Monomono e Ca’ Maìs, si uniscono per creare un’esperienza unica di intrattenimento. Mixology, dj-set e tante altre sorprese coinvolgeranno e animeranno Vanchiglietta tutta la notte.
Si prosegue domenica 17 con Spritz Sunday all’Imbarco Perosino. Fresco di riapertura, Al Pero – Imbarco sul Po aspetta il pubblico per una domenica di fine estate in riva al Po tra Select Spritz, live band, dj-set e tante altre sorprese. Ai giradischi la selezione musicale di Discomoderni per godersi il tramonto sul fiume tra bella musica, good vibes e freschi drink.
Da Porto Urbano in programma lunedi 18 una delle giornate principali della Cocktail Week: con Cocktail Academy Day una giornata dedicata agli operatori del settore e ai protagonisti della mixology, fra bartender internazionali, masterclass e competition, per svelare tutti i segreti della mixology raccontati direttamente dai protagonisti internazionali. A seguire, anche un tour dei cocktail bar e serata di networking per la bar industry. Fra gli ospiti: Federico Mastellari e la sua Drink Factory, Beppe Mancini, Flavio Esposito, Andrea Dracos e molti altri.
Martedi 19, nel cortile di Combo anche l’esclusiva Cocktail Olympic Game, una sfida a colpi di cocktail dei migliori bartender della città, per vederli all’opera nella fase di miscelazione dei drink. I cocktail bar proporranno inoltre una creazione studiata appositamente per la serata, e la presenteranno in un’autentica maratona.
Al centro del programma di Torino Cocktail Week anche il sakè, con la serata di giovedì 21 in una Sake Night da Azotea che dà il via a una speciale serata in compagnia di Sake Company insieme ad Andrea Dracos.
Gran finale, per chiudere e festeggiare insieme questa sesta edizione ricca di ospiti, giovedì 21 la Festa Stock di Fine Estate a cura di Pazza Idea al Perosino, per seguire il giorno dopo, venerdì 22, con l’apertura straordinaria del Castello di Moncalieri a cura di Ozio Intelligente insieme ai prodotti di Cocchi, e il grand closing di Una Notte a Casa Martini a cura di Club Silencio sabato 23 settembre.
Set 14, 2023 | Enogastronomia
Il Vermouth di Torino sarà protagonista dei più importanti eventi piemontesi del mese settembre, con molti momenti di convivialità e imperdibili degustazioni.
Si inizierà con la celebre manifestazione astigiana Douja d’Or. Tutti i Vermouth di Torino
tutelati dal Consorzio saranno presenti per l’intera durata della manifestazione nella rassegna dei
Vermouth che sarà realizzata in collaborazione con l’Unione Industriale di Asti in uno stand
dedicato, nella storica Piazza Roma.

Fra Asti e Bra per farsi conoscere anche in maniera insolita
In particolare, il Consorzio del Vermouth di Torino, insieme a Unione Industriale di Asti e “Associazione Le Terre dei Savoia” organizza il 15 settembre alle ore 20 ad Asti, in Piazza Roma, l’evento Olfatto, con l’obiettivo di preparare il pubblico alla degustazione del Vermouth di Torino, con un’introduzione alla sensorialità e con un training olfattivo.
Ci sarà anche la partecipazione a Cheese, la rassegna di Slow Food e Comune di Bra.
In questa grande kermesse dedicata ai formaggi provenienti da tutto il mondo, tutti i Vermouth di Torino del Consorzio saranno presenti per la degustazione nella Gran Sala dei formaggi.
Il 15 settembre, alle ore 14, il Consorzio del Vermouth di Torino darà vita a un Laboratorio del
Gusto, una masterclass che vedrà specialissimi abbinamenti del Vermouth di Torino con
intriganti formaggi: il Bleu de Queyras, un formaggio a pasta erborinata prodotto con latte crudo
vaccino di razza Tarine e Abondance, proveniente dagli alpeggi della zona del Queyras, nelle
Hautes Alpes; Toma di pecora brigasca, razza diffusa in Piemonte, Liguria e Provenza; il Persillé
de Tigne, estremamente raro, che si prepara prevalentemente con latte caprino intero; il Bleu de
Termignon, un formaggio vaccino prodotto artigianalmente nel cuore del parco naturale della
Vanoise.
Il Vermouth di Torino sarà inoltre presente in accurate cene di degustazione organizzate
nell’ambito di Cheese, presso il Ristorante Garden dell’Albergo dell’Agenzia di Pollenzo.

Roberto Bava
Ad Asti nasce il museo del Vermouth
L’intenso programma continuerà ad Asti, presso Palazzo Mazzetti, dove il 16 settembre alle ore
17, curerà la presentazione del futuro Museo del Vermouth, del Vino e delle Erbe officinali.
Il museo, che sarà realizzato nel 2024, rientra nel rilancio del complesso di Palazzo Ottolenghi, da
parte del Comune di Asti.
Il progetto del Museo, realizzato dal gruppo di lavoro del Consorzio del Vermouth di Torino, approfondirà il percorso che porta a una esperienza multimediale sul Vermouth di Torino, sulle erbe e spezie che lo compongono e sui vini del Piemonte. L’iniziativa è gratuita e aperta al pubblico, ma è consigliata la prenotazione presso: vermouth@vermouthditorino.org

Un convegno internazionale per i vini aromatizzati
Un altro importante evento che vedrà in primo piano il Consorzio del Vermouth di Torino sarà il
convegno internazionale “Vermouth di Torino IGP e Barolo chinato DOP: passato, presente e
futuro dei vini aromatizzati tra denominazioni di origine e marchi collettivi” che si terrà il 23
settembre 2023 dalle 9 alle 18, al Castello di Grinzane, presso l’Enoteca regionale piemontese
Cavour.
Continuano intanto le attività di promozione e tutela del Vermouth di Torino sui mercati
internazionali.
Vermouth di Torino: l’aromatizzato amato a Corte
Il Vermouth di Torino è il più famoso vino aromatizzato italiano, già apprezzato alla corte reale dei Savoia. Il suo nome deriva dal termine tedesco wermut che definisce l’Artemisia absinthium (assenzio maggiore), base aromatica principale nella sua preparazione.
Dal 1400 i liquoristi torinesi iniziarono a distinguersi per la perizia nell’arte della distillazione
fino a ottenere, già nel Settecento, grande fama anche oltre i confini italiani. Nell’Ottocento e Novecento il Vermouth divenne famoso anche all’estero nelle sue due varianti bianco e rosso. Proprio dal capoluogo piemontese ha inizio lo sviluppo del Vermouth di Torino come lo conosciamo oggi, affascinante aperitivo conviviale. Nel corso degli anni si è assistito all’evoluzione delle tecniche di lavorazione: le nuove hanno affiancato le più antiche e la loro coesistenza continua ancora oggi a preservare e valorizzare la tradizionale produzione di questo prodotto.
Il Vermouth di Torino viene classificato in base al colore (Bianco, Ambrato, Rosato o Rosso) e alla quantità di zucchero impiegata nella sua preparazione. Il disciplinare prevede anche la tipologia Vermouth di Torino Superiore che si riferisce a prodotti con un titolo alcolometrico non inferiore a 17% vol., realizzati con almeno il 50% di vini piemontesi e aromatizzati con erbe – diverse dall’assenzio – coltivate o raccolte in Piemonte.

Foto di Catalin Stefan da Pixabay
Il Consorzio del Vermouth di Torino
Il Consorzio ha per scopo principale la tutela, la promozione, la valorizzazione della denominazione, tutelandone l’informazione al consumatore finale e fornendo assistenza tecnica e formazione professionale alle aziende e ai produttori.
Tra i principali compiti, anche l’attività di vigilanza per garantire la corretta applicazione della denominazione Indicazione Geografica ai prodotti consorziati. Tra gli obiettivi c’è anche la collaborazione con istituti e scuole per promuovere iniziative legate alla valorizzazione, all’educazione alimentare e al consumo corretto e responsabile del vermouth. Dopo oltre vent’anni di lavori, il Consorzio si costituisce nel 2019 per volontà dei produttori di Vermouth di Torino che, consapevoli della necessità di una regolamentazione, definiscono insieme un disciplinare di produzione approvato dal Decreto del 22 marzo 2017 con cui il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha regolamentato l’indicazione geografica Vermouth di Torino/Vermut di Torino.
Attualmente il Consorzio, presieduto da Roberto Bava, comprende 35 aziende storiche che producono e distribuiscono in tutto il mondo il Vermouth di Torino: Antica Cantina di Calosso, Antica Distilleria Quaglia – Bèrto, Antica Torino, Arudi, Bosca, Cav. Pietro Bordiga, Calissano – Gruppo Italiano Vini, Carlo Alberto, Carpano – Fratelli Branca Distillerie, Chazalettes, Cinzano – Davide Campari–Milano, Giulio Cocchi, Coop. Erbe Aromatiche Pancalieri, D.co Ulrich, Del Professore, Drapò – Turin Vermouth, Ducato, Franco Cavallero Spirits, Gancia & C., Karminia, Isolabella
della Croce, La Canellese, Luigi Vico, Mainardi, Mancino, Martini & Rossi, Antonio Parigi, Peliti’s, Distilleria Revel Chion, Scarpa, Sibona, Sperone, Starlino, Tosti1820, Vergnano.
Ago 16, 2023 | Territori
L’Italia è piena di luoghi meravigliosi che raccontano storie e leggende interessanti sul loro passato. Dai siti archeologici che ricordano la grande storia antica degli Etruschi, dei Greci e dei Romani passando per i tesori naturali, le gallerie d’arte e i musei più famosi del mondo, e molto altro ancora.
Ogni angolo d’Italia è degno di una foto quando le parole non bastano ad esprimere quanto sia affascinante questo Paese e oggi grazie ai social le foto di ogni luogo girano velocemente per il mondo e così non sorprende che la nostra sia una delle nazioni più popolari per le vacanze e uno dei luoghi più instagrammati del mondo.

Venezia
Come nasce questa classifica
La classifica che segue, eseguita da un noto tour operator, non nasce prendendo in riferimento le località ma i siti specifici.
Per definire le località più popolari, sono state utilizzate le recensioni di Google considerando però solo le attrazioni con più di 5.000 recensioni per avere una visione più realistica delle destinazioni più popolari. Ne è nato un elenco di 219 località a cui poi è stato aggiunto il numero di menzioni di Instagram sia in lingua italiana che inglese. Alla fine sono stati ordinati i luoghi per ottenere la lista finale dei 50 luoghi più instagrammati e quindi più popolari nella rete d’Italia.
Accanto al nome di ogni località troverete oltre al numero delle menzioni anche la posizione della classifica 2022.

Duomo di Milano
La classifica dei primi 20
1 – Colosseo, Roma – Menzioni: 4.309.108 – Posizione classifica 2022 : uguale
2 – Parco Nazionale delle Cinque Terre – Menzioni: 2.779.151 – Posizione classifica 2022 : uguale
3 – Fontana di Trevi, Roma – Menzioni: 1.751.583 – Posizione classifica 2022 : uguale
4 – Duomo di Milano – Menzioni: 1.633.383 – Posizione classifica 2022 : uguale
5 – Piazza San Marco, Venezia – Menzioni: 1.395.199 – Posizione classifica 2022 : 9 posto (+4)
6 – Burano – Menzioni: 1.309.599 – Posizione classifica 2022 : 5 posto (-1)
7 – Pantheon, Roma – Menzioni: 1.205.462 – Posizione classifica 2022 : 6 posto (-1)
8 – Ponte Vecchio, Firenze – Menzioni: 1.051.949 – Posizione classifica 2022 : 7 posto (-1)
9 – Torre di Pisa – Menzioni: 906.983 – Posizione classifica 2022 : 8 posto (-1)
10 – Lago di Braies – Menzioni: 674.389 – Posizione classifica 2022 : uguale
11 – Duomo di Firenze – Menzioni: 596.571 – Posizione classifica 2022 : uguale
12 – Galleria degli Uffizi, Firenze – Menzioni: 568.861 – Posizione classifica 2022 : 13 posto (+1)
13 – Piazza Navona, Roma – Menzioni: 551.264 – Posizione classifica 2022 : 12 posto (-1)
14 – Arena di Verona – Menzioni: 520.159 – Posizione classifica 2022 : uguale
15 – Gardaland – Menzioni: 509.425 – Posizione classifica 2022 : uguale
16 – Galleria Vittorio Emanuele II, Milano – Menzioni: 452.015 – Posizione classifica 2022 : uguale
17 – Foro romano, Roma– Menzioni: 452.015 – Posizione classifica 2022 : uguale
18 – Villa Borghese, Roma– Menzioni: 391.684 – Posizione classifica 2022 : uguale
19 – Castel Sant’Angelo, Roma– Menzioni: 379.265 – Posizione classifica 2022 : uguale
20 – Castello Sforzesco, Milano– Menzioni: 361.321 – Posizione classifica 2022 : uguale

Burano
La classifica dal 21mo la 50mo posto
21 – Piazza del Popolo, Roma – Menzioni: 334.760 – Posizione classifica 2022 : uguale
22 – Palazzo Ducale, Venezia – Menzioni: 300.833 – Posizione classifica 2022 : nuovo nella lista
23 – Reggia di Caserta – Menzioni: 295.912 – Posizione classifica 2022 : 22 posto (-1)
24 – Scalinata di Trinità dei Monti, Roma – Menzioni: 294.623 – Posizione classifica 2022 : uguale
25 – Mole Antonelliana, Torino – Menzioni: 288.449 – Posizione classifica 2022 :23 posto (-2)
26 – Valle dei Templi, Agrigento – Menzioni: 287.439 – Posizione classifica 2022 : 25 posto (-1)
27 – Piazzale Michelangelo, Firenze – Menzioni: 246.706 – Posizione classifica 2022 : 28 posto (+1)
28 – Piazza del Campo, Siena – Menzioni: 238.795 – Posizione classifica 2022 : 26 posto (-2)
29 – Palazzo Vecchio, Firenze – Menzioni: 230.674 – Posizione classifica 2022 : 27 posto (-2)
30 – Ponte di Rialto, Venezia – Menzioni: 224.818 – Posizione classifica 2022 : 29 posto (-1)
31 – Parco Nazionale del Pollino – Menzioni: 216.834 – Posizione classifica 2022 : uguale
32 – Parco Nazionale dello Stelvio – Menzioni: 205.039 – Posizione classifica 2022 : 37 posto (+5)
33 – Villa d’Este, Tivoli – Menzioni: 204.094 – Posizione classifica 2022 : 30 posto (-3)
34 – Castel dell’Ovo, Napoli – Menzioni: 199.182 – Posizione classifica 2022 : 32 posto (-2)

Parco Nazionale Gran Paradiso
35 – Ponte dei Sospiri, Venezia – Menzioni: 193.942 – Posizione classifica 2022 : 33 posto (-2)
36 – Basilica di Santa Croce, Firenze – Menzioni: 185.777 – Posizione classifica 2022 : 34 posto (-2)
37 – Teatro alla Scala, Milano– Menzioni: 182.591 – Posizione classifica 2022 : 36 posto (-1)
38 – Parco Sempione, Milano– Menzioni: 177.960 – Posizione classifica 2022 : 35 posto (-3)
39 – Mirabilandia, Savio– Menzioni: 173.937 – Posizione classifica 2022 : uguale
40 – Acquario di Genova– Menzioni: 169.612 – Posizione classifica 2022 :38 posto (-2)
41 – Parco Nazionale Gran Paradiso – Menzioni: 168.643 – Posizione classifica 2022 : uguale
42 – Campo de’ Fiori, Roma – Menzioni: 167.125 – Posizione classifica 2022 : 40 posto (-2)
43 – Vulcano Vesuvio – Menzioni: 159.250 – Posizione classifica 2022 : nuovo nella lista
44 – Spiaggia la Pelosa, Sardegna – Menzioni: 156.070 – Posizione classifica 2022 : 45 posto (+1)
45 – Parco Giardino Sigurtà, Valleggio sul Mincio – Menzioni: 155.441 – Posizione classifica 2022 : nuovo nella lista
46 – Castello Aragonese, Ischia – Menzioni: 155.056 – Posizione classifica 2022 : 42 posto (-4)
47 – Circo Massimo, Roma– Menzioni: 153.413 – Posizione classifica 2022 : 44 posto (-3)
48 – Teatro Massimo, Palermo– Menzioni: 152.798 – Posizione classifica 2022 :43 posto (-5)
49 – Palazzo Pitti, Firenze– Menzioni: 147.276 – Posizione classifica 2022 : 46 posto (-3)
50 – Piazza della Signoria, Firenze– Menzioni: 144.243 – Posizione classifica 2022 : 47 posto (-3)

Il parvo Sigurtà di Valleggio del Mincio, new entry in classifica
Roma pigliatutto
Alcune osservazioni sulla classifica per dire che i primi 20 luoghi sono esattamente gli stessi dell’anno scorso, anche se con alcuni scambi in classifica.
Dalla 21ema alla 50ma posizione ci sono alcune modifiche e per la precisione tre 3 nuove località, il che significa anche che ci sono tre che erano fra le preferite dell’anno scorso che quest’anno sono fuori dall’elenco.
Vale la pensa però menzionarli. Esce l’altare della patria di Roma, la Pinacoteca Brera di Milano e il Misano World Circuit Marco Simoncelli che sono sostituiti da Palazzo Ducale di Venezia che entra in classifica al 22mo posto, il Vesuvio che entra al 43mo posto e infine il Parco Giardino Sigurtà, Valleggio sul Mincio che entra al 45mo posto.
Roma pigliatutto in popolarità piazzando ben 11 attrazioni nella classifica delle prime 50 con addirittura 3 località nelle prime dieci. Al secondo posto fra le città popolari è Firenze con 8 siti, segue Milano con 6 e Venezia con 5.
In ambito regionale ancora dominio per il Lazio col 24%, seguito dalla Toscana con 20%, Veneto 16%, Lombardia 10%, Campania 8%, Liguria, Piemonte, Sicilia, Trentino Alto Adige 4%, Sardegna, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Calabria e Basilicata 2%.
Castelli e palazzi le attrazioni preferite
Per quello che riguarda le attrazioni domina la storia e la tradizione dato che castelli e palazzi sono preferiti al 16% e le piazze al 14%.
Seguono a ruota le bellezze naturalistiche con i parchi che raggiungono l’8% insieme all’arte sacra delle chiese sempre all’8%.
Arene, parchi, monumenti, ponti e parchi si fermano al 6% mentre teatri dell’opera musei e parchi tematici sono al 4%
Feb 12, 2023 | Protagonisti
Terminato con successo il primo grande appuntamento del 2023 con i grandi vini italiani. La due giorni di Grandi Langhe 2023 alle OGR di Torino è stato un grande successo di pubblico: 3300 operatori da più di 30 paesi del mondo.
240 cantine hanno presentato più di 1500 etichette, tra cui Barolo 2019 e Barbaresco 2020 tra le altre, durante la due giorni di Grandi Langhe che si è confermata un appuntamento importante per il nostro territorio e una vetrina sempre più internazionale, complice la collaborazione con la città di Torino e Regione Piemonte.
Le novità di questa edizione, la collaborazione con Coalvi e il Consorzio Nebbioli Alto Piemonte hanno dimostrano la sinergia auspicata con il territorio piemontese.