Apr 19, 2025 | Enogastronomia, Territori
Ogni zona d’Italia ha le se tradizioni pasquali a tavola. Neanche la Toscana sfugge a questa regola. Tante tradizioni, una per ogni zona, tante tipicità. Andiamo alla scoperta della colazione di Pasqua.
Torna la mattina di Pasqua come da tradizione, nei bar di Chianciano Terme la tradizionale colazione pasquale con la “Ciaccia”.

Cos’è la ciaccia
Tutti i bar della famosa cittadina termale della Toscana meridionale aderenti a Confesercenti, allestiranno per residenti e turisti la tradizionale colazione di Pasqua offrendo, a partire dalle prime ore della mattina a residenti e turisti la “ciaccia”.
La “ciaccia” è un tipico impasto fatto con formaggio pecorino, servito insieme al capocollo ed al classico uovo sodo.
Una colazione pasquale per eccellenza da queste parti, forse magari un po’ pesante per i nostri palati avvezzi ad altro, ma un’occasione unica che segna anche in modo originale anche un buon auspicio per la stagione turistica, che abitualmente entra nel vivo in questa occasione
Mar 24, 2025 | Da non perdere
Esplorare nuove destinazioni offre l’opportunità di scoprire tradizioni, paesaggi e sapori unici. Tuttavia, durante i viaggi all’estero, è essenziale prestare attenzione a cibi e bevande, soprattutto in paesi dell’Africa e dell’Estremo Oriente, dove le abitudini alimentari e le condizioni igieniche possono differire significativamente da quelle occidentali.
Consumare acqua non sicura o alimenti contaminati può provocare problemi gastrointestinali, compromettendo la salute e il piacere del viaggio. Infezioni come la diarrea del viaggiatore, provocata da batteri e parassiti presenti in cibi e bevande, sono tra i disturbi più comuni per chi si sposta in determinate aree del mondo. Anche le modalità di consumo possono influire sul benessere: bere bevande troppo fredde in un clima molto caldo può causare fastidi digestivi, aumentando il rischio di crampi allo stomaco e altri disturbi.
Adottare alcune precauzioni fondamentali permette di ridurre i rischi e di godere della cucina locale senza inconvenienti. Dall’attenzione alla qualità dell’acqua alla scelta dei ristoranti e del cibo di strada, ogni dettaglio può fare la differenza per un’esperienza di viaggio sicura e piacevole.
Acqua e cibo: cosa evitare per viaggiare sicuri
La qualità dell’acqua potabile rappresenta uno degli aspetti più critici durante un viaggio in paesi dove le infrastrutture igienico-sanitarie non sono affidabili. In molte località dell’Africa e dell’Estremo Oriente, l’acqua del rubinetto può contenere batteri, virus e parassiti pericolosi per la salute. Per evitare problemi, è fondamentale bere solo acqua in bottiglia sigillata, assicurandosi che il tappo non sia stato manomesso. Anche per lavarsi i denti è consigliabile utilizzare acqua sicura, riducendo il rischio di ingestione accidentale di agenti patogeni.
Attenzione anche ai cubetti di ghiaccio, spesso prodotti con acqua non depurata. Anche se l’acqua appare limpida, il processo di congelamento non elimina i microrganismi nocivi. Lo stesso vale per succhi di frutta freschi o altre bevande diluite con acqua locale, che possono contenere agenti infettivi.
Per quanto riguarda gli alimenti, è fondamentale evitare cibi crudi, specialmente carne, pesce e frutti di mare, che possono essere contaminati da batteri o parassiti. Frutta e verdura devono essere lavate con acqua sicura e sbucciate prima del consumo. Insalate e piatti freddi venduti in strada o in mercati locali potrebbero essere stati preparati in condizioni igieniche inadeguate e rappresentare un rischio. Meglio optare per pietanze ben cotte e servite calde, poiché il calore elimina la maggior parte dei microrganismi dannosi.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la temperatura delle bevande. Bere bibite molto fredde in un clima caldo può causare problemi digestivi, favorendo crampi allo stomaco e disturbi intestinali. È preferibile scegliere bevande a temperatura ambiente o leggermente fresche, evitando sbalzi termici che possono disturbare la digestione.
Per affrontare eventuali problemi di salute durante il viaggio, è utile sottoscrivere un’assicurazione medica viaggio, che copra le spese per eventuali trattamenti sanitari. Avere una copertura adeguata può fare la differenza in caso di infezioni o disturbi più seri, garantendo un intervento tempestivo e sicuro.
Ristoranti e street food: come scegliere in sicurezza
Assaporare la cucina locale è una delle esperienze più affascinanti di un viaggio, ma è essenziale scegliere con attenzione i luoghi in cui mangiare per ridurre il rischio di problemi gastrointestinali.
I ristoranti più frequentati dagli abitanti del posto sono spesso una garanzia di qualità e freschezza. Un locale affollato e con un elevato turnover degli alimenti offre maggiori probabilità che il cibo sia preparato di recente e servito in condizioni igieniche migliori. Al contrario, un ristorante vuoto, con cibo esposto per lunghi periodi, potrebbe non essere una scelta sicura.
Anche il cibo di strada, tipico di molte destinazioni asiatiche e africane, può essere gustato in sicurezza adottando alcune precauzioni. È preferibile scegliere bancarelle in cui il cibo venga cotto al momento e servito caldo, poiché la cottura aiuta a eliminare gran parte dei batteri e dei parassiti. Bisogna evitare alimenti già preparati e lasciati esposti per ore senza refrigerazione, soprattutto nei climi caldi, dove la proliferazione batterica è più rapida.
L’igiene di chi prepara il cibo è un altro elemento da valutare. Se il venditore utilizza guanti usa e getta o si lava frequentemente le mani, è un buon segnale di attenzione alla pulizia. Al contrario, se tocca denaro e cibo senza alcuna precauzione, il rischio di contaminazione aumenta.
Per quanto riguarda i latticini freschi, è consigliabile evitarli nei paesi dove la pastorizzazione non è sempre garantita. Formaggi artigianali, latte crudo o yogurt non confezionato possono contenere batteri pericolosi, causando disturbi intestinali anche gravi. Lo stesso discorso vale per i frutti di mare crudi, che possono veicolare infezioni particolarmente aggressive, soprattutto in aree dove il controllo sanitario è limitato.
Prendere queste precauzioni consente di assaporare i piatti tipici del luogo in tutta sicurezza, evitando spiacevoli inconvenienti che potrebbero compromettere il viaggio.
Cosa portare in viaggio per gestire eventuali problemi
Anche con tutte le precauzioni, può capitare di incorrere in disturbi gastrointestinali a causa di cibi o bevande contaminati. Avere con sé alcuni farmaci essenziali permette di affrontare rapidamente eventuali problemi, evitando disagi prolungati e complicazioni più serie.
I fermenti lattici rappresentano un valido supporto per rinforzare la flora intestinale, soprattutto se assunti nei giorni precedenti alla partenza e durante il viaggio. In caso di diarrea del viaggiatore, un problema comune in molte destinazioni, può essere utile avere a disposizione farmaci a base di loperamide, che aiutano a ridurre la frequenza delle scariche, permettendo di affrontare gli spostamenti con maggiore tranquillità. Tuttavia, è importante utilizzarli solo se necessario e sotto consiglio medico.
Le soluzioni reidratanti orali sono fondamentali per prevenire la disidratazione, specialmente se il clima è caldo e si perdono molti liquidi. Ripristinare rapidamente i sali minerali aiuta a recuperare le energie e ad accelerare la guarigione. In caso di mal di stomaco, acidità o reflusso, un antiacido può essere utile per alleviare il disagio causato da cibi particolarmente speziati o grassi.
Per affrontare infezioni intestinali più serie, un disinfettante intestinale può rivelarsi utile nel contrastare la proliferazione batterica. Se i sintomi persistono per più giorni o si presentano segnali preoccupanti, come febbre alta o diarrea con sangue, è fondamentale rivolgersi a un medico ed evitare l’uso di antibiotici senza prescrizione.
Portare con sé un piccolo kit di emergenza con questi farmaci, insieme a bustine di camomilla o tisane digestive, può aiutare a gestire rapidamente eventuali disturbi senza dover ricorrere immediatamente a strutture sanitarie locali. Adottare queste precauzioni consente di viaggiare in sicurezza e di godersi l’esperienza senza inutili disagi.
Gen 19, 2020 | Enogastronomia, Pisa, Valdarno | Valdera | Colline Pisane
[:it]Di Roberta Capanni – San Miniato è la città del tartufo. Dopo il periodo (ristretto e regolamentato dalla Regione Toscana) della raccolta del bianco pregiato il tartufo resta comunque il re della cucina di queste colline. Se negli anni nel centro del paese (anzi città!) proprio il tartufo ha portato ad una crescita smisurata di ristoranti, fuori dal paese qualcuno esiste e resiste da anni.
Scendendo dalla collina di San Miniato verso la zona pianeggiante de La Serra un piccolo cartello indica, alla fine dei tornanti, “Il Convio”. La curva è stretta e non viene fatto di vedere la stradina che sulla sinistra di chi scende si presenta.
Molti “tirano dritto” e incontrano così il famoso “Papaveri e Papere” di Paolo Fiaschi ristorante perfetto per chi ama la cucina gourmet. Ma noi amiamo molto quelle domeniche al ristorante con il calore dell’accoglienza “campagnola” senza rinunciare alla cortesia, con un camino, le finestre con gli infissi un po’ provenzali, le vecchie foto di paese appese e una “bilanciatamente” casalinga.
Il Convio si trova sul fondo di una strada chiusa in mezzo alla campagna, alle pendici del paese. Il verde intorno e l’assoluta mancanza di traffico ne fanno un posto ideale per stare in pace, per chi li ha per far scorrazzare i bambini.
Se d’estate ci si gode il fresco all’ombra del verde sotto al pergolato, in inverno i raggi del sole riscaldano attraverso le vetrate che chiudono il portico. L’interno è caldo, accogliente e il servizio non è invadente ma curato.
Necci, pici, bistecca, formaggi, salumi un menù classico con qualche spunto che la stagione cambia e naturalmente il tartufo. Tagliolini, uova, carni tutto ciò che ben si abbina con il re del bosco.
In inverno il ristorante, non essendo di passaggio, apre nel fine settimana per poi riprendere a pieno ritmo nella bella stagione. Luogo adatto anche a pranzi per cerimonie visto che le “solite ville” iniziano a diventar noiose….
Roberta Capanni[:]
Gen 4, 2020 | Eventi, Firenze
[:it]
di redazione – Anche quest’anno per celebrare il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, l’Opera di Santa Maria del Fiore organizza a Firenze la rievocazione storica della Cavalcata dei Magi. La manifestazione si rifà ad un’antica e gloriosa tradizione fiorentina del XV secolo quando a Firenze una compagnia di laici intitolata ai Santi Re Magi, che seguiva determinate regole di carattere religioso, organizzava un fastoso corteo detto “Festa de’ Magi”.
Recuperata dall’Opera di Santa Maria del Fiore a partire dal 1996, in occasione dei festeggiamenti per i 700 anni dalla posa della prima pietra della Cattedrale e della fondazione dell’Opera (1296), la manifestazione si svolge, sotto gli auspici dell’Arcidiocesi e del Capitolo del Duomo, in collaborazione con il Comune di Firenze e la partecipazione dei comuni della provincia.
Il solenne corteo con in testa i Re Magi a cavallo, in sontuosi abiti di seta ispirati a quelli dell’affresco di Benozzo Gozzoli, è composto da circa 700 figuranti, tra cui quelli della Repubblica fiorentina.
Dopo la partenza da Piazza Pitti, alle ore 14.00, il corteo si snoderà lungo le strade del centro di Firenze fino ad arrivare in piazza Duomo, alle ore 15.30. Qui, dopo il saluto dei figuranti e lo scoppio della colubrina, i Re Magi deporranno i loro doni ai piedi del Presepe vivente. All’intervento di Franco Lucchesi, Presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, seguirà la lettura del brano del Santo Vangelo dei Magi e il saluto del Cardinale Giuseppe Betori che parlerà del significato dell’Epifania. Infine, sempre il Cardinale Betori accoglierà i bambini di alcune parrocchie della Diocesi fiorentina, donando loro la calza della Befana con i dolcetti.
La “Cavalcata dei Magi”, inizialmente realizzata nel XV secolo con periodicità triennale e dal 1447 ogni cinque anni, era composta da tre diversi cortei che si riunivano davanti al Battistero e proseguivano uniti fino alla Basilica di San Marco, dove con canti e preghiere adoravano Gesù Bambino. Della Compagnia dei Santi Re Magi, detta anche “La Stella”, fecero parte i maggiori componenti della famiglia dei Medici e per questo con la loro cacciata da Firenze, nel 1494, l’iniziativa fu soppressa. Da quel momento la Cavalcata dei Magi subì trasformazioni che nel tempo la resero sempre meno di carattere religioso fino a estinguersi.
[:en]
by redaction – Anche quest’anno per celebrare il giorno dell’Epifania, lunedì 6 gennaio, l’Opera di Santa Maria del Fiore organizza a Firenze la rievocazione storica della Cavalcata dei Magi. Giunta alla XVIII edizione dell’epoca “moderna”, la manifestazione si rifà ad un’antica e gloriosa tradizione fiorentina del XV secolo quando a Firenze una compagnia di laici intitolata ai Santi Re Magi, che seguiva determinate regole di carattere religioso, organizzava un fastoso corteo detto “Festa de’ Magi”.
Recuperata dall’Opera di Santa Maria del Fiore a partire dal 1996, in occasione dei festeggiamenti per i 700 anni dalla posa della prima pietra della Cattedrale e della fondazione dell’Opera (1296), la manifestazione si svolge, sotto gli auspici dell’Arcidiocesi e del Capitolo del Duomo, in collaborazione con il Comune di Firenze e la partecipazione dei comuni della provincia.
Il solenne corteo con in testa i Re Magi a cavallo, in sontuosi abiti di seta ispirati a quelli dell’affresco di Benozzo Gozzoli, è composto da circa 700 figuranti, tra cui quelli della Repubblica fiorentina.
Per il terzo anno consecutivo, prenderanno parte al corteo i rappresentanti di alcune comunità etniche presenti a Firenze (Albania, Camerun, Eritrea, Filippine, Nigeria, Perù, Repubblica Democratica del Congo, Sri Lanka) che sfileranno nei loro abiti tradizionali.
Dopo la partenza da Piazza Pitti, alle ore 14.00, il corteo si snoderà lungo le strade del centro di Firenze fino ad arrivare in piazza Duomo, alle ore 15.30. Qui, dopo il saluto dei figuranti e lo scoppio della colubrina, i Re Magi deporranno i loro doni ai piedi del Presepe vivente. All’intervento di Franco Lucchesi, Presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, seguirà la lettura del brano del Santo Vangelo dei Magi e il saluto del Cardinale Giuseppe Betori che parlerà del significato dell’Epifania. Infine, sempre il Cardinale Betori accoglierà i bambini di alcune parrocchie della Diocesi fiorentina, donando loro la calza della Befana con i dolcetti.
La “Cavalcata dei Magi”, inizialmente realizzata nel XV secolo con periodicità triennale e dal 1447 ogni cinque anni, era composta da tre diversi cortei che si riunivano davanti al Battistero e proseguivano uniti fino alla Basilica di San Marco, dove con canti e preghiere adoravano Gesù Bambino. Della Compagnia dei Santi Re Magi, detta anche “La Stella”, fecero parte i maggiori componenti della famiglia dei Medici e per questo con la loro cacciata da Firenze, nel 1494, l’iniziativa fu soppressa. Da quel momento la Cavalcata dei Magi subì trasformazioni che nel tempo la resero sempre meno di carattere religioso fino a estinguersi.
Il programma è consultabile su: www.operaduomo.firenze.it
Programma della CAVALCATA DEI MAGI in dettaglio
Ore 13.00, Piazza Pitti esibizione “Balletto Rinascimentale” della Associazione Contrada Alfiere
Ore 13.30, Piazza Pitti esibizione “Balletto Rinascimentale del Gruppo Storico” dell’Opera Diocesana di Assistenza di Diacceto O.D.A.
Ore 14.10, partenza del corteo dei Figuranti da Piazza Pitti
Percorso: Piazza Pitti, Via Guicciardini, Ponte Vecchio, Por Santa Maria, Via Lambertesca, Loggiato degli Uffizi.
Ore 14.25, nell’attesa che il corteggio raggiunga piazza del Duomo, il Piccolo Coro Melograno di Firenze si esibirà sul Sagrato del Duomo con canti natalizi e del repertorio dello Zecchino d’Oro
Ore 14.25, Mons. Timothy commenta i canti del Piccolo Coro del Melograno
Ore 14.30, il corteo è agli Uffizi
Ore 14.35, il corteo arriva in Piazza della Signoria dove, nell’attesa, si esibirà il Gruppo dei Bandierai degli Uffizi che con il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina si uniranno poi al corteggio
Ore 15.00, commento di Mons. Timothy al corteo storico
Ore 15.00, arrivo in Piazza del Duomo del corteo
Schierati i figuranti si effettua il Saluto alla Voce e Scoppio della Colubrina
Il Presidente dell’Opera, Franco Lucchesi, il Cardinale Giuseppe Betori, Fiorenza e i Re Magi portano i doni al presepe
Ore 15.45, saluto del Presidente dell’Opera
Lettura del brano del Santo Vangelo dei Magi
S.E. Card. Giuseppe Betori Arcivescovo di Firenze commenta il Vangelo ai bambini e li intrattiene sul significato della giornata.
Lancio dei palloncini
Consegna ai bambini delle parrocchie della Diocesi fiorentina delle calze da parte del Cardinale
Consegna delle targhe ricordo ai Comuni ed ai gruppi partecipanti
Ore 16.30/17.00, uscita dei figuranti dalla piazza[:]
Ago 4, 2017 | Eventi, Montagna Pistoiese, Pistoia
[:it]
di redazione – Partita la terza edizione di “Letterappennica”, la rassegna di cultura, arte e letteratura che da venerdì 4 a domenica 6 agosto animerà il crinale dell’Appennino tosco-emiliano.
“Letteraappennica offre tante storie da raccontare che hanno come filo rosso il cerchio – dice l’assessore regionale Cristina Grieco – E allora voglio cogliere l’idea degli organizzatori e provo a tracciare un cerchio sulle nostre montagne, sul nostro Appennino.
Dentro vedo non solo i tanti appuntamenti della manifestazione, le presentazioni di libri, gli eventi musicali, le rappresentazioni artistiche per valorizzare la nostra montagna, e una preziosa occasione, perché no, per combattere le temperature luciferine di queste giornate caldissime.
In quel cerchio stanno anche gli investimenti che la Regione ha messo in campo per la montagna pistoiese, per valorizzare un territorio prezioso per tutta la Toscana. Anche una manifestazione come questa dimostra che l’economia bianca è fondamentale ma non è tutto. Ad essa si deve affiancare un progetto culturale, che recuperi tutte le vocazioni di questi luoghi, dagli antichi mestie ri alle nuove professionalità e competenze della montagna, che alimentino a un’affluenza turistica che guardi al futuro”.
Quest’anno “Letterappenninica” offre 29 incontri (in genere presentazioni di libri. Ma ci sono anche danze popolari montane e una degustazione con Saverio Carmagnini) in 19 tra paesi e frazioni di 5 comuni lungo il crinale dell’Appennino tosco-emiliano (da Fiumalbo ad Alto Reno Terme, nelle province di Modena e Bologna, passando, nel pistoiese a Sambuca e ai due Comuni accorpati pochi mesi fa: Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio).
“Nei giorni di un grande caldo chiamato Lucifero – scherza Federico Pagliai – Toscana ed Emilia dovrebbero darci un premio speciale perché offriamo gratis non solo la bellezza dei libri ma anche il fresco dei nostri monti”.
Un altro “tondo” nella rassegna sarà quello (Abetone, sabato 5 agosto ore 18) dedicato al ricordo di Zeno Colò: precursore della posizione “a uovo” che lo fece salire, nel 1947, sul podio mondiale di Cervinia nel chilometro lanciato con il record di 160 km all’ora: usando sci di legno e senza indossare il casco. Colò sarà ricordato dal presidente FISI, e già allenatore di Alberto Tomba, Flavio Roda.
Ci sarà spazio, ancora nella piazza di Cutigliano, per un pomeriggio solidale con due comunità appenniniche colpite dal terremoto: con i rispettivi sindaci Serenella Clarice e Sergio Pirozzi, i Comuni di Posta e di Amatrice racconteranno ombre e luci del dopo terremoto.
“La montagna solidale”, è il titolo, domenica 6 agosto, si inquadra nell’ambito di un “gemellaggio” fra le comunità tosco-emiliane e quelle reatine.
In primavera “Letterappenninica” ha raccolto, tramite micro-donazioni fra quasi 800 montanini, una cifra consistente con la quale è stata acquistata, e montana nel territorio di Posta (Comune con neppure 700 abitanti), una casa prefabbricata utilizzata come centro socio-culturale: struttura che “Letterappenninica” ha voluto riempire anche di libri, raccolti fra la gente, sulla civiltà montana.
E’ poi previsto un premio giornalistico, intitolato a Paolo Bellucci e quest’anno assegnato a Davide Demichelis autore di documentari sulla natura e ideatore di una trasmissione cult (“Radici”, RAI3) su un fenomeno, l’emigrazione, che i monti di Pistoia hanno bene conosciuto fin dall’inizio del Novecento.La cerimonia si svolge sabato 5 agosto (ore 21) in piazza di Gavinana, accanto alla statua di Francesco Ferrucci con i bambini di Gavinana impegnati a leggere brani sulla storia del loro paese.
Distinti in cinque aree (narrativa di terre alte, montagna come stile alternativo di vita, noir, romanzo storico, buona cucina) i 29 incontri saranno animati – in boschi e crinali, aie di paese e borghi nascosti – da scrittori e giornalisti, cuochi e artisti. In una Fiumalbo dove non mancano piante secolari, Tiziano Fratus guiderà nei boschi per ascoltare “il sussurro degli alberi”.
Mario Ferraguti farà entrare nelle “case abbandonate” e Franco Arminio scoprire i paesi attraverso le “porte delle abitazioni”. Marco Pastonesi, vincitore del “Bancarella Sport”2017, racconterà un personaggio vissuto su questi monti nel secolo scorso e considerato una sorta di “pioniere della mountain bike”: Armando Manzani che con la sua “Wilma”, pesante bici in ferro, e fisarmonica, pedalava fra Apuane e Scaffaiolo.
L’incontro, domenica 6 agosto nel Parco delle Stelle sopra Gavinana, sarà preceduto (ore 9:30) da una pedalata in MB sui sentieri verso il lago cantato dal Boccaccio. Si parlerà anche di don Lorenzo Milani e del suo rapporto con la montagna, di un ingenere francese che progettò gli incredibili ponti della ferrovia verso Porretta, di una famiglia “brigidinaia” presente a San Marcello da 60 anni, di un rabdomante, di un barista amico di Gigi Riva che riforniva di necci con ricotta gli sciatori fiorentini dopo le fatiche della neve (quando la neve veniva).
Fra gli ospiti un ex professore di liceo che oggi alleva capre e una scrittrice per piccoli che ha ambientato un libro sul Ponte Sospeso (fino a pochi anni fa “primato” nel Guinnes).
E nell’incanto della piazza di Spignana, uno dei borghi nascosti e pieni di un fascino antico, una compagnia teatrale porterà “Vajont, quelli del dopo” da un lavoro di Mauro Corona, socio onorario di “Letterappenninica“. In un mulino di Pian degli Ontani dove si macinano grani antichi, Paolo Ciampi racconterà “Il cammino degli Dei”: il sentiero lento che unisce Bologna e Firenze lasciando perdere le velocità alte di treni e automobili. E Tito Barbini, già assessore regionale, parlerà (Gavinana, Fondazione Turati, venerdì 4) di un missionario (“Don Patagonia”) coraggioso difensore degli indios nelle Terre del Fuoco. Tiziano Fratus, a Rivoreta, spiegherà “l’arte di saper leggere, nella memoria degli alberi, uomini e stagioni”.
Toscana Notizie[:en]
di redazione – Partita la terza edizione di “Letterappennica”, la rassegna di cultura, arte e letteratura che da venerdì 4 a domenica 6 agosto animerà il crinale dell’Appennino tosco-emiliano.
“Letteraappennica offre tante storie da raccontare che hanno come filo rosso il cerchio – dice l’assessore regionale Cristina Grieco – E allora voglio cogliere l’idea degli organizzatori e provo a tracciare un cerchio sulle nostre montagne, sul nostro Appennino.
Dentro vedo non solo i tanti appuntamenti della manifestazione, le presentazioni di libri, gli eventi musicali, le rappresentazioni artistiche per valorizzare la nostra montagna, e una preziosa occasione, perché no, per combattere le temperature luciferine di queste giornate caldissime.
In quel cerchio stanno anche gli investimenti che la Regione ha messo in campo per la montagna pistoiese, per valorizzare un territorio prezioso per tutta la Toscana. Anche una manifestazione come questa dimostra che l’economia bianca è fondamentale ma non è tutto. Ad essa si deve affiancare un progetto culturale, che recuperi tutte le vocazioni di questi luoghi, dagli antichi mestie ri alle nuove professionalità e competenze della montagna, che alimentino a un’affluenza turistica che guardi al futuro”.
Quest’anno “Letterappenninica” offre 29 incontri (in genere presentazioni di libri. Ma ci sono anche danze popolari montane e una degustazione con Saverio Carmagnini) in 19 tra paesi e frazioni di 5 comuni lungo il crinale dell’Appennino tosco-emiliano (da Fiumalbo ad Alto Reno Terme, nelle province di Modena e Bologna, passando, nel pistoiese a Sambuca e ai due Comuni accorpati pochi mesi fa: Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio).
“Nei giorni di un grande caldo chiamato Lucifero – scherza Federico Pagliai – Toscana ed Emilia dovrebbero darci un premio speciale perché offriamo gratis non solo la bellezza dei libri ma anche il fresco dei nostri monti”.
Un altro “tondo” nella rassegna sarà quello (Abetone, sabato 5 agosto ore 18) dedicato al ricordo di Zeno Colò: precursore della posizione “a uovo” che lo fece salire, nel 1947, sul podio mondiale di Cervinia nel chilometro lanciato con il record di 160 km all’ora: usando sci di legno e senza indossare il casco. Colò sarà ricordato dal presidente FISI, e già allenatore di Alberto Tomba, Flavio Roda.
Ci sarà spazio, ancora nella piazza di Cutigliano, per un pomeriggio solidale con due comunità appenniniche colpite dal terremoto: con i rispettivi sindaci Serenella Clarice e Sergio Pirozzi, i Comuni di Posta e di Amatrice racconteranno ombre e luci del dopo terremoto.
“La montagna solidale”, è il titolo, domenica 6 agosto, si inquadra nell’ambito di un “gemellaggio” fra le comunità tosco-emiliane e quelle reatine.
In primavera “Letterappenninica” ha raccolto, tramite micro-donazioni fra quasi 800 montanini, una cifra consistente con la quale è stata acquistata, e montana nel territorio di Posta (Comune con neppure 700 abitanti), una casa prefabbricata utilizzata come centro socio-culturale: struttura che “Letterappenninica” ha voluto riempire anche di libri, raccolti fra la gente, sulla civiltà montana.
E’ poi previsto un premio giornalistico, intitolato a Paolo Bellucci e quest’anno assegnato a Davide Demichelis autore di documentari sulla natura e ideatore di una trasmissione cult (“Radici”, RAI3) su un fenomeno, l’emigrazione, che i monti di Pistoia hanno bene conosciuto fin dall’inizio del Novecento.La cerimonia si svolge sabato 5 agosto (ore 21) in piazza di Gavinana, accanto alla statua di Francesco Ferrucci con i bambini di Gavinana impegnati a leggere brani sulla storia del loro paese.
Distinti in cinque aree (narrativa di terre alte, montagna come stile alternativo di vita, noir, romanzo storico, buona cucina) i 29 incontri saranno animati – in boschi e crinali, aie di paese e borghi nascosti – da scrittori e giornalisti, cuochi e artisti. In una Fiumalbo dove non mancano piante secolari, Tiziano Fratus guiderà nei boschi per ascoltare “il sussurro degli alberi”.
Mario Ferraguti farà entrare nelle “case abbandonate” e Franco Arminio scoprire i paesi attraverso le “porte delle abitazioni”. Marco Pastonesi, vincitore del “Bancarella Sport”2017, racconterà un personaggio vissuto su questi monti nel secolo scorso e considerato una sorta di “pioniere della mountain bike”: Armando Manzani che con la sua “Wilma”, pesante bici in ferro, e fisarmonica, pedalava fra Apuane e Scaffaiolo.
L’incontro, domenica 6 agosto nel Parco delle Stelle sopra Gavinana, sarà preceduto (ore 9:30) da una pedalata in MB sui sentieri verso il lago cantato dal Boccaccio. Si parlerà anche di don Lorenzo Milani e del suo rapporto con la montagna, di un ingenere francese che progettò gli incredibili ponti della ferrovia verso Porretta, di una famiglia “brigidinaia” presente a San Marcello da 60 anni, di un rabdomante, di un barista amico di Gigi Riva che riforniva di necci con ricotta gli sciatori fiorentini dopo le fatiche della neve (quando la neve veniva).
Fra gli ospiti un ex professore di liceo che oggi alleva capre e una scrittrice per piccoli che ha ambientato un libro sul Ponte Sospeso (fino a pochi anni fa “primato” nel Guinnes).
E nell’incanto della piazza di Spignana, uno dei borghi nascosti e pieni di un fascino antico, una compagnia teatrale porterà “Vajont, quelli del dopo” da un lavoro di Mauro Corona, socio onorario di “Letterappenninica“. In un mulino di Pian degli Ontani dove si macinano grani antichi, Paolo Ciampi racconterà “Il cammino degli Dei”: il sentiero lento che unisce Bologna e Firenze lasciando perdere le velocità alte di treni e automobili. E Tito Barbini, già assessore regionale, parlerà (Gavinana, Fondazione Turati, venerdì 4) di un missionario (“Don Patagonia”) coraggioso difensore degli indios nelle Terre del Fuoco. Tiziano Fratus, a Rivoreta, spiegherà “l’arte di saper leggere, nella memoria degli alberi, uomini e stagioni”.
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