Giu 29, 2024 | Arte e cultura, Territori
Un arcipelago di 700 isole dominate dalla natura, di cui 16 meta turistica, implicano un immenso impegno da parte del Governo nella protezione e nella tutela della bellezza incontaminata di questo prezioso ecosistema; un impegno che si allarga all’attivazione di misure atte a sostenere l’economia delle comunità a garanzia di un adeguato stile di vita.
In tutto questo, c’è spazio anche per il nostro intervento in qualità di turista consapevole; farne parte è possibile

Dai coralli alle mangrovie, le Bahamas a tutela della propria biodiversità
Le Bahamas sono da tempo impegnate nella conservazione del delicato ecosistema che le caratterizza: se ne occupa il Bahamas National Trust, impegnato nella protezione di 33 aree designate parco nazionale.
Per terra, per mare, diverse sono le specie animali e vegetali in via d’estinzione o che stanno subendo danni per cause diverse: l’iguana delle rocce delle Bahamas per esempio, il corallo, il fenicottero delle Indie occidentali diventato uccello nazionale, ma anche le mangrovie e le zone umide, le grotte e il sistema reticolare sottomarino che creano.

Azioni concreti a contrasto dell’over tourism
Con quasi 10 milioni di arrivi turistici nel 2023, le Bahamas non possono che sentirsi in dovere di tutelare un patrimonio così importante, che attrae visitatori da tutto il mondo, e per questo si sono date 4 importanti obiettivi generali in altrettante macroaree d’intervento:
La vita sottomarina – Proteggere la biodiversità e la vita marina attraverso l’uso sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine.
Consumo e produzione responsabili – Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili nelle 16 isole e nelle migliaia di isolotti della nazione.
Azione per il clima – Intraprendere azioni urgenti per contrastare il cambiamento climatico e i suoi impatti.
Vita sulla Terra – Proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri: gestione sostenibile delle foreste, arginamento di desertificazione, degrado del territorio e perdita di biodiversità.

Vacanza di volontariato ambientale: il vivaio di coralli
Diventare parte di tutto di questo è possibile: che stiate cercando un’eco-esperienza di un giorno o pianificando una vacanza di volontariato incentrata sull’ambiente, le Bahamas offrono decine di opportunità ai viaggiatori per fare la differenza in 16 isole uniche.
Questo viaggio all’insegna della conservazione degli ecosistemi della Bahamas parte dall’Oceano e in particolare, dai coralli: a Freeport sull’isola di Grand Bahama esiste un vivaio che, grazie a metodi innovativi, riesce a far crescere il corallo fino a 50 volte più velocemente di quanto cresca in natura, aumentandone al contempo la resistenza all’acidificazione e al riscaldamento degli oceani.
Il progetto si chiama Coral Vita, premiato nel 2021 Earthshot Prize nella categoria “Revive Our Oceans”.
Il vivaio attualmente propone un tour guidato da esperti membri di Coral Vita, durante il quale i visitatori imparano a conoscere i coralli e le barriere coralline, il perché della loro importanza, cosa sta succedendo loro e l’attività del centro.

Vacanza di volontariato ambientale: lo snorkeling per migliorare le barriere coralline
Restiamo sempre a Grand Bahama per partecipare a una delle diverse esperienze organizzate da West End Ecology Tours: si tratta di un’attività di snorkeling in collaborazione con Reef Rescue Network , un network di organizzazioni non profit e imprese a scopo di lucro impegnate a migliorare le condizioni delle barriere coralline e nel ripristino delle popolazioni di coralli e altre specie che ne rafforzino la resilienza.
La Reef Rescue Snorkel Experience comprende cinque incredibili barriere coralline per lo snorkeling, ottimi punti di vista per osservare la varietà di pesci che popolano queste acque tra barriere coralline e relitti di barche: squali nutrice, razze, murene, tartarughe e migliaia di altri pesci.
Vacanza di volontariato ambientale: la mangrovia salva oceano

Vacanza di volontariato ambientale: salvare le mangrovie
Dal mare alla terra, c’è una pianta che letteralmente tiene ‘il piede in due scarpe’: è la mangrovia che, ancorata al litorale, affonda le radici nel mare; una componente essenziale degli ecosistemi tropicali perché una foresta di mangrovie assorbe il carbonio 4 volte di più di una foresta pluviale delle stesse dimensioni, previene l’erosione della terra e funziona come barriera contro onde e tempeste, proteggendo le coste e le persone che le abitano.
Inoltre, gli intricati sistemi di radici fungono da santuari per una miriade di organismi marini, rendendoli vitali per l’equilibrio ecologico dei nostri oceani
Ma la sua caratteristica più sorprendente, è quella di essere l’unica specie di alberi capace di prosperare nell’acqua salata, perché in grado di desalinizzarla.
In occasione della Giornata della Terra il governo delle Bahamas ha varato il lancio di due iniziative, nell’ambito della campagna “For The Love of Mangrove”, volte a rafforzare la salute e il ripristino degli alberi di mangrovie devastati dall’uragano Dorian nel 2019.
La prima, ‘Magia delle mangrovie’ consiste in una competizione tra Team Tourism e partner come il Bahamas National Trust, Waterkeepers e Friends of the Environment; vince chi pianta il maggior numero di propaguli di mangrovie per far crescere nuovi alberi. La seconda iniziativa, ‘Adopt-a-Mangrove’ incoraggia a contribuire finanziariamente al sostentamento del progetto di ripristino delle mangrovie in collaborazione con le organizzazioni partner. È possibile visitare la nursery delle mangrovie e partecipare attivamente alla loro piantagione

Vacanza di volontariato ambientale: i parchi nazionali
Fatto salvo per queste e altre iniziative più particolari, la tutela della bellezza incontaminata delle isole e degli ecosistemi unici e delicati che le caratterizzano, fa capo al Bahamas National Trust, già citato precedentemente.
Numerosi i parchi nazionali e le aree protette (33 in tutto) con ruolo cruciale nella conservazione degli ecosistemi naturali delle Bahamas e che garantiscono il privilegio di poter conoscere tesori di biodiversità e la possibilità di fare turismo in luoghi preservati e autentici: dalla scoperta di sistemi di grotte sottomarine e di tracce dei nativi Lucayan (Lucayan National Park – Grand Bahama), ai blue holes di Andros protetti all’interno del Blue Holes National Park, dalle passeggiate tra piante e fiori autoctoni ed endemici presso il Leon Levy Native Plant Preserve di Eleuthera, alla vergine e intoccata bellezza di Conception Island – Rum Cay, raramente visitata, rigogliosa di ecosistemi intatti tra spiagge di sabbia rosa, splendide scogliere di arenaria, mangrovie e una straordinaria abbondanza di fauna selvatica sulla terraferma e nel mare.
Giu 28, 2024 | Arte e cultura, Territori
I siti patrimonio Unesco giocano un ruolo fondamentale nel preservare e promuovere la cultura di un luogo.
Questi siti rappresentano le radici storiche, artistiche e naturali di una nazione, custodendo le tradizioni e le storie che hanno plasmato le comunità nel corso dei secoli.
Attraverso la sua ricerca, Preply ha focalizzato l’attenzione su scala mondiale e nazionale, individuando i paesi e le regioni italiane con il maggior numero di siti Unesco.

La Grande Muraglia, Cina
Tutte le curiosità
Cina unica nazione extraeuropea tra le prime 5, sorpresa per la Germania.
L’Italia, con il suo vasto patrimonio, si conferma al primo posto per numero di siti Unesco, totalizzando ben 59 riconoscimenti.
Il Paese detiene due primati: è sia la nazione con il maggior numero di siti Unesco in assoluto sia quella con il maggior numero di patrimoni culturali.
È interessante notare che nonostante la Cina sia solo di due siti dietro l’Italia, la sua estensione territoriale è oltre trenta volte più grande.
Questo contrasto sottolinea in modo ancora più netto l’incredibile ricchezza e diversità del patrimonio italiano.
Non se la cava per niente male la Germania, che supera, anche se di poco, con la maestosa Cattedrale di Colonia e tanti altri luoghi di interesse, Francia e Spagna, dimostrando la sua notevole presenza nella classifica Unesco.

La classifica italiana
E a livello regionale?
Lombardia e Valle d’Aosta-Molise: testa e coda della classifica italiana
La Lombardia, con 10 patrimoni Unesco, dei quali 6 condivisi con altre regioni e Stati, si colloca al primo posto nella classifica delle regioni con più siti Unesco.
Proprio questa regione annovera il primo sito italiano ad aver ottenuto tale riconoscimento nel 1979: le Incisioni Rupestri della Val Camonica, con oltre 140.000 segni preistorici conosciuti come tra i quali la celebre Rosa Camuna, simbolo della regione inciso su centinaia di rocce.
Al secondo posto un’altra regione del nord Italia, il Veneto, che cattura l’immaginazione con le sue città iconiche Venezia e Verona, ma anche con paesaggi maestosi come le Dolomiti, condivise ovviamente con Trentino e Friuli, che offrono scenari naturali di incomparabile bellezza, arricchendo il patrimonio della regione.
La Toscana segue subito dopo nella classifica con 8 siti Unesco. Una regione che incanta con la sua fusione di cultura e paesaggio, con città come Firenze, Siena, Pisa, insieme alla suggestiva Val d’Orcia, riconosciuta per la sua bellezza naturale e il suo influsso sulla cultura agricola e vitivinicola.
A chiudere la classifica, al quarto posto, un’altra regione del sud, rinomata per le sue ricchezze culturali e naturali e in ultima posizione al quinto, a pari merito, si collocano un’altra regione del nord e una del sud, entrambe con 6 siti. Al di fuori della classifica rimangono la Valle d’Aosta e il Molise, che non hanno ricevuto alcun riconoscimento Unesco.
Mag 11, 2024 | Arte e cultura, Territori
Apenera, il gin siciliano prodotto solo con ingredienti e botaniche dell’isola, ha conquistato la giuria di “The Gin Guide Awards” la più autorevole competizione mondiale dedicata al gin e porta a casa il miglior risultato per la categoria “Contemporary Gin”.

Dalla Sicilia con furore
Tra i migliori gin del mondo ce n’è uno siciliano, è Apenera, il gin distillato in Sicilia che utilizza esclusivamente ingredienti e botaniche dell’isola. Un gin che ha conquistato la giuria della rigorosa competizione internazionale indipendente “The Gin Guide Awards”.
Apenera Gin ha superato tre batterie di test alla cieca ed è stato decretato vincitore per la categoria “Contemporary Gin”, conquistando i giudici provenienti da tutto il mondo per la qualità delle sue straordinarie botaniche, i profumi e gli aromi che raccontano di Sicilia, la grande morbidezza e la sua spiccata eleganza.
Protagoniste di Apenera, gin prodotto esclusivamente con botaniche del territorio siciliano seguendo processi volti alla sostenibilità, sono le bacche di ginepro dell’Etna a cui si accompagnano: la scorza dell’arancia di Ribera IGP, il limone e il pompelmo rosa di Siracusa e il miele di api nere, che dona delle note agrumate e speziate alla struttura del liquore.
E poi ancora entrano nel ricchissimo bouquet: il basilico, i semi di finocchietto selvatico, il timo capocchiuto, la menta di agrigento e la salvia di Ragusa, note vegetali che bilanciano i picchi agrumati e lasciano al palato la freschezza di un gin unico nella complessità dei suoi profumi.
Le mandorle e le noci della Val di Noto completano la struttura e conferiscono morbidezza, mentre le mele Lappedde del messinese e i mirtilli neri dell’Etna donano densità, unendo tutti gli aromi in una sinfonia elegante e ricercata.

Due giovani imprenditori, cervelli di ritorno
“Una gioia immensa e tanta soddisfazione che ci ripaga da tutti gli sforzi condotti negli ultimi due anni per portare avanti il nostro progetto – affermano Jerry Prestigiacomo e Giusy Cipolla, i due giovani fondatori e creatori di Apenera Gin, tornati ad investire in Sicilia dopo un lungo periodo all’estero. “La nostra idea – continuano – è quella di associare l’immagine dell’Ape Nera Mellifera Siciliana alla storia dei Siciliani. Un popolo che, come le Api Nere, ha resistito e resiste tutt’ora alle migrazioni e alle tante contraddizioni che caratterizzano la nostra isola, e che adesso con tanto sforzo e coraggio vuole tornare a vivere le città e raccontare della bellezza delle proprie origini da protagonista. Questo premio ci da la forza necessaria per continuare a credere nei nostri sogni.”
Apenera, nasce nel 2021 ad Aragona, paesino a 10 km dalla Valle dei Templi di Agrigento e dalla Scala dei turchi, entrambi Patrimonio UNESCO. Qui un vecchio deposito di frutta secca è stato sapientemente ristrutturato e adesso ospita un distillatore in rame realizzato in maniera artigianale dalla famiglia tedesca Müller, leader nel mondo della produzione di alambicchi dal 1929. Il distillatore chiamato affettuosamente “Mimì” è stato progettato con un cestello a sospensione per le botaniche più delicate e un pre-condensatore, che estraendo gli oli essenziali con delicatezza e nel massimo rispetto della materia prima, permette la produzione di un gin dal gusto complesso ed elegante, che ha conquistato i giudici dell’autorevole competizione internazionale.
Con la vittoria del “The Gin Guide Awards” un gin 100% siciliano entra ufficialmente nell’olimpo degli spirits internazionali.
Gen 28, 2024 | Arte e cultura, Territori
Il 26 gennaio Tartu e l’Estonia meridionale hanno iniziato il loro anno come Capitale europea della cultura. Dopo Bad Ischl-Saltzkammergut in Austria e prima di Bodø in Norvegia, la seconda città più grande dell’Estonia ha inaugurato un anno dai mille eventi con il grande spettacolo di apertura “All Is One!”.

Mille eventi in un anno
Un pubblico di migliaia di persone si è riunito nel cuore della città universitaria sulle rive del fiume Emajõgi. Lo spettacolo, con un cast di oltre 100 attori, ballerini e musicisti, è stato aperto dal Presidente dell’Estonia Alar Karis, dalla Rappresentante della Commissione europea Kadri Simson e dal Sindaco di Tartu, Urmas Klaas.
Il presidente Alar Karis ha sottolineato nel suo discorso di apertura che Tartu è stata il centro della cultura e dello spirito estone nel corso dei secoli.
“Spero che lo spirito di coloro sulle cui spalle poggiamo porti con forza l’intero anno del riconoscimento di Capitale europea della cultura sia qui nella mia città natale che nel resto dell’Estonia”.
Il sindaco di Tartu ha fatto riferimento al presidente Lennart Meri e alla sua idea di un’Europa affermativa.
“Il Presidente Meri ha detto che un prerequisito per un’Unione europea funzionale è dire sì. Sì alle differenze, che a loro volta sono un sì alla forza. Credo e spero che l’anno di Tartu e dell’Estonia meridionale come Capitale europea della cultura sarà un anno in cui si dirà sì in tutta Europa”. Il sindaco ha sottolineato il tema di Tartu 2024, “Arts of Survival“, che sottolinea la libertà e la forza nella diversità.
Lo spettacolo di apertura “All Is One!” era incentrato sull’importanza di stare con i propri cari e di creare legami. Inoltre, ha mostrato il passato, il presente e il futuro di Tartu attraverso la danza, il canto e l’arte visiva. Gli amati gruppi estoni Trad.Attack!, Sander Mölder, Lonitseera e molti altri artisti, attori e ballerini sono saliti sul palco insieme ai bambini e agli anziani del luogo. In totale, più di cento persone sono salite sul palco.

A proposito di Estonia
La Capitale europea della cultura Tartu 2024 è l’evento principale di quest’anno in Estonia.
Il programma annuale di Tartu e dell’Estonia meridionale presenta oltre 1.000 eventi ispirati al concetto artistico Arts of Survival o alle conoscenze, alle abilità e ai valori che aiuteranno a condurre una buona vita in futuro.
Natura, cultura, arte, storia, ma anche innovazione e modernità sono le innumerevoli esperienze racchiuse in un viaggio in Estonia, paese dalle mille sfaccettature, con una popolazione di 1.300.000 abitanti su una superfice di 45.300 kmq, che aspetta solo di essere scoperto.
Un arcobaleno di colori. Dal verde dei boschi, che occupano il 51% del paese, al blu del mare e degli innumerevoli corsi d’acqua e laghi, al rosso e viola dei tramonti infuocati, dal bianco candore delle immense distese di neve nei mesi invernali agli innumerevoli toni di giallo e marrone delle torbiere: un vero piacere per gli occhi e per la mente.
Dalle lunghe notti d’estate a una sorprendente “quinta stagione”, fino a una combinazione di profumi baltici, nordici e scandinavi, l’Estonia è un mistero che si svela ai viaggiatori curiosi, liberi di esplorare a modo proprio un luogo unico e senza tempo. Qui la natura fa da padrona, ma al contempo un rapido sviluppo tecnologico ha contribuito a rendere l’Estonia un paese digitale e uno dei più informatizzati al mondo, combinando con molta semplicità tradizione e innovazione, l’architettura del legno con gli ambienti tecnologici più innovativi. Qui tutto si può fare online, tranne sposarsi e divorziare!
Un viaggio in Estonia combina la voglia di perdersi nella natura con il desiderio di rivivere tradizioni storiche come una visita alla città di Tallinn, patrimonio mondiale dell’UNESCO, il cui centro medioevale è uno dei meglio conservati al mondo. E non si può certo dimenticare Tartu nel sud del paese, la più antica città baltica, sede della prima università del nord Europa. L’Estonia vi sorprenderà col calore dei suoi abitanti, i mille sapori della sua variegata cucina, i colori della natura, la sua storia e le sue tradizioni.
Dic 12, 2023 | Arte e cultura
Natale si avvicina e la corsa ai regali da mettere sotto l’albero si fa sempre più serrata.
Nonostante il poco tempo a disposizione e le idee che spesso possono scarseggiare, però, è importante non cadere in errori sciocchi dettati dall’ansia e dalla frenesia.
Per gli indecisi e gli ansiosi di tutto il mondo, allora, accorre in aiuto l’Accademia Italiana del Galateo che ha stilato i 9 consigli per arrivare a Natale con il pacchetto perfetto, perché “le buone maniere – spiega il presidente dell’Accademia Samuele Briatore e autore di numerosi volumi fra cui il best seller “Le regole delle buone maniere” – ci sono utili sempre e in modo particolare sotto le feste”.
1 – Mai dimenticare il biglietto. A volte sarà più gradito del regalo stesso
Una frase personale, un pensiero sincero, qualcosa che faccia sentire unico chi riceve il dono: non c’è niente di meglio che una dedica pensata per far apprezzare ancora di più un regalo
2 – Un libro è sempre una buona soluzione ma regalate qualcosa che avete già letto e che possa avere un significato per la persona che lo riceve
Un buon libro rappresenta sempre un regalo gradito, vietatissimo però sceglierlo dalla copertina, per evitare gaffe e scongiurare brutte figure è bene optare per qualcosa di conosciuto, che magari si è amato
3 – Regalare piante sì, ma solo se ne avete vista almeno una in casa di chi dovrebbe riceverle
Le piante sono belle, arredano, sono un dono sentito, ricco di significati. Insomma un bel pensiero a patto che il destinatario sappia apprezzarle e prendersene cura
4 – Con il cibo si va sul sicuro: sì al locale, no all’esotico
Un buon olio, una marmellata particolare, una bottiglia di vino: difficile sbagliarsi quando si regala qualcosa da mettere in tavola.
Un solo consiglio: non abbiate ansia da prestazione, spesso un prodotto tipico, acquistato a pochi passi da casa non ha nulla da invidiare a qualcosa di più internazionale
5 – Sì al superfluo, ma solo nei regali. Dimenticate il “dono utile”
Non è un invito al consumismo, ma Natale è un’occasione per uscire dall’ordinario.
Insomma, nessuno mette in dubbio che i calzini servano sempre, ma certo sotto l’albero non scaldano il cuore
6 – Abbiamo detto superfluo non brutto: attenzione alle suppellettili
Non si può mai star tranquilli: i soprammobili anche se superflui, non rappresentano quello che potremmo definire un “regalo azzeccato”, regola generale: adoperare parsimonia con tutto quello destinato a prendere polvere
7 – Se a caval donato non si guarda in bocca, tenete la bocca chiusa: vietati i dettagli sull’acquisto del vostro dono
Vietatissimo condire il momento dello scambio con chiacchiere inutili destinate solo a rendere esplicito quanto è pregiato, ricercato, costoso il vostro regalo
8 – “Home made” sì, ma con attenzione: una dose di autocritica non guasta
A meno che non abbiate qualità eccezionali, il “fatto con le vostre mani” sopra gli 8 anni è sconsigliato. Richiesti alti livelli di autocritica
9 – Attenzione anche al pacchetto: fa parte del regalo
No a griffe evidenti e sacchetti anonimi.
Per l’involucro vale la stessa regola del biglietto, una bella carta, un fiocco fatto bene, faranno sentire ancora più speciale il destinatario del dono
Mag 7, 2023 | Arte e cultura
L’architettura gotica rifletteva gli ideali, i gusti e la spiritualità dell’epoca. Dopo il periodo più buio del romanico, si cercarono luce e verticalità, caratteristiche essenziali dell’architettura delle chiese e delle cattedrali gotiche, con le variopinte vetrate che lluminano gli spazi interni con una miriade di colori.
L’architettura gotica nacque nel XII secolo, forse ispirata dai Goti che occupavano gran parte del continente, e divenne nota come “stile francese”; solo nel XVI secolo fu chiamata “gotica”, termine usato in modo dispregiativo, in quanto i Goti erano considerati barbari.
Le prime cattedrali gotiche risalgono alla seconda metà del XII secolo, per costruirle venivano chiamati i migliori architetti, scalpellini, carpentieri e vetrai e la loro realizzazione poteva richiedere centinaia di anni di lavoro e il contributo di intere città.
Sebbene esempi di architettura gotica siano presenti in molti palazzi, municipi e castelli dell’epoca, questo stile trova la sua massima espressione nelle splendide cattedrali e Basiliche presenti nel vecchio continente. Per questo motivo, il potente motore di ricerca di voli e hotel jetcost.it ha voluto consultare i suoi utenti su quali sono quelle che considerano più monumentali e imponenti; e dai risultati del sondaggio è emerso che due di queste sono in Italia: il Duomo di Milano e la Basilica di San Francesco d’Assisi.

1 – Duomo di Milano (Italia)
Milano è una città vibrante e vivace e la sua storica cattedrale è considerata il cuore della città.
È dedicata a Santa Maria e la figura dorata della Madonna, appollaiata sulla guglia più alta, è un emblema della città. È la chiesa più grande d’Italia dopo San Pietro in Vaticano e può ospitare fino a 40.000 persone.
È riccamente ornata di sculture gotiche, figure e gargoyles. Tra queste, la “Nuova Legge” (1810), che potrebbe aver ispirato Auguste Bartholdi per la sua Statua della Libertà a New York.
La costruzione del Duomo di Milano è durata più di 600 anni ed è ancora incompiuta.
La sua facciata fu inaugurata nel 1418, ma rimase incompleta per secoli fino all’intervento di Napoleone. È ancora in fase di restauro e pulizia per preservare i suoi marmi bianchi e rosa.

2 – Basilica di San Francesco d’Assisi (Italia)
La Basilica di San Francesco d’Assisi è una popolare meta di pellegrinaggio per i cattolici di tutto il mondo.
La sua architettura sorprende i visitatori, è un vero e proprio mix di elementi gotici e romanici.
Simboleggia l’inizio di un nuovo periodo creativo. Infatti, la basilica appare come una vera e propria chiesa doppia, con edifici e funzioni distinte.
La Basilica Superiore, di stile prettamente gotico, destinata agli eventi e alla predicazione, mentre la Basilica Inferiore, con la cripta di San Francesco, destinata alla riflessione e alla devozione privata. Il progetto della chiesa raggiunge un insieme raffinato ed equilibrato; sono presenti elementi legati alla tradizione romanica umbra, come la facciata a capanna e le robuste torri quadrangolari, e parti ispirate allo stile gotico più contemporaneo. Gli archi a sesto acuto della navata, i contrafforti e le volte a crociera sono esempi di questa influenza.

3 – Cattedrale di Burgos (Spagna)
La Cattedrale di Burgos è una chiesa dedicata alla Vergine Maria, come molte altre, famosa per le sue grandi dimensioni e la sua singolare architettura gotica; è stata la prima cattedrale gotica della penisola iberica e il suo nome originale è Santa Iglesia Catedral Basílica Metropolitana de Santa María.
La costruzione della Cattedrale di Burgos iniziò nel 1221 secondo gli schemi del gotico francese, anche se subì importanti modifiche nell’XI e nel XVI secolo e, dopo una lunga pausa di quasi due secoli, fu completata nel 1567.
Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1984, è l’unica cattedrale spagnola a detenere questo riconoscimento.
È senza dubbio uno dei gioielli dell’arte gotica universale, anche se il suo interno presenta anche elementi decorativi rinascimentali e barocchi.
Nel 1919 la cattedrale divenne il luogo di sepoltura di Rodrigo Díaz de Vivar, “El Cid”, e di sua moglie Doña Jimena.
Un elemento curioso all’interno della cattedrale è il cosiddetto El Papamoscas, un automa che suona una campana ogni ora, aprendo e chiudendo la bocca mentre muove il braccio destro per azionare il batacchio di una campana.
A causa del distacco di una figura dalla facciata, nel 1994 si decise di restaurare la cattedrale.
In totale sono stati investiti più di 30 milioni di euro, il che la rende il monumento europeo che ha ricevuto più fondi per il suo restauro, che è durato più a lungo.

4 – Notre Dame de Paris (Francia)
È probabilmente la più riconoscibile e conosciuta di tutte le chiese gotiche medievali.
È anche la più tristemente attuale a causa del devastante incendio del 15 aprile 2019 da cui non si è ancora “ripresa”; la cattedrale non aprirà fino al 2024, in concomitanza con i Giochi Olimpici di Parigi.
La sua facciata, circondata da due torri gotiche, è uno dei monumenti più emblematici della Francia.
Fino alla costruzione della Torre Eiffel nel XIX secolo, le torri della cattedrale erano le più alte dello skyline parigino.
È una cattedrale a croce latina a cinque navate e a doppio corridoio.
Notre Dame è stata anche una delle prime strutture a incorporare contrafforti volanti, rendendola una spettacolare realizzazione dell’ambizioso stile gotico Rayonnant.
La cattedrale fu progettata per essere una sorta di “libro per i poveri”, con sculture che raccontavano storie religiose attraverso immagini per le masse di fedeli analfabeti.

5 – Cattedrale di Siviglia (Spagna)
La Cattedrale di Siviglia, concepita in grande stile dai Canonici di Siviglia nel 1401, rimane la più grande cattedrale gotica e la terza chiesa più grande del mondo.
Non delude i visitatori, e non solo per le sue enormi dimensioni: la navata principale raggiunge l’impressionante altezza di 42 metri.
Tra le opere d’arte all’interno c’è il magnifico Altare Maggiore e, sebbene l’architettura sia prevalentemente gotica, vi sono alcuni aspetti architettonici islamici, poiché fu costruita sopra la principale moschea almohade e alcune caratteristiche sono sopravvissute; in particolare la torre Giralda o il cortile degli aranci che faceva parte della moschea.

6 – Cattedrale di Colonia (Germania)
La Germania non è nota solo per i suoi castelli e le sue fortificazioni medievali, anche le chiese gotiche ebbero un ruolo di primo piano durante tutto il Medioevo.
La Cattedrale di Colonia, ad esempio, è la più grande chiesa gotica del Nord Europa.
Le sue due torri con enormi capitelli sono alte più di 150 metri e fino al 1884 erano la struttura più alta del mondo.
Come meta di pellegrinaggio, è anche tra i luoghi più visitati della Germania, poiché ospita le reliquie dei Magi del Medioevo, che furono rimosse da un’altra cattedrale di Milano da Federico Barbarossa, il Sacro Romano Imperatore.
Questa sacra reliquia, incredibilmente importante per la devozione cristiana, è ora custodita in uno scrigno d’oro progettato dal famoso orafo Nicolas de Verdun.
Durante la Seconda Guerra Mondiale fu bombardata 14 volte e una delle sue bellissime vetrate fu distrutta.
Gerhard Richter, un artista visivo moderno, l’ha ricreata nel 2007, realizzando una vetrata moderna e un nuovo tipo di vetrata gotica.

7 – Cattedrale di Lincoln (Inghilterra)
La Cattedrale di Lincoln è considerata da molti uno dei grandi tesori dell’Inghilterra.
La sua costruzione iniziò per fasi nel 1072 e, come le altre cattedrali europee di quel periodo, il suo stile copia il primo gotico, un progetto rivoluzionario alla fine del periodo romanico.
Un incendio e uno dei più forti terremoti nel Regno Unito costrinsero a cambiare il progetto della cattedrale e gli architetti utilizzarono lo stile gotico inglese antico per le strutture.
Con il progredire dell’architettura, si utilizzarono anche metodi appropriati all’epoca, come l’arco a sesto acuto, i contrafforti volanti e le volte a crociera per sostenere le pareti esterne della cattedrale gotica.
Questi cambiamenti permisero di incorporare grandi finestre per far entrare ancora più luce.
Nel XIV secolo, la torre della cattedrale gotica fu innalzata a 83 metri di altezza e furono aggiunti due grandi rosoni in vetro colorato.
Una curiosità: è il luogo di sepoltura di Eleonora di Castiglia.

8 – Cattedrale di Chartres (Francia)
La Cattedrale di Chartres, dedicata alla devozione della Vergine Maria, è una pietra miliare dell’architettura gotica.
I suoi portali, le vetrate, gli ornamenti e le statue scolpite sono in ottime condizioni.
Essi rendono la chiesa uno degli esempi meglio conservati per lo studio del periodo. La facciata occidentale è racchiusa tra due torri, come tipico del gotico francese.
È una grande rappresentazione del gotico stravagante. La Portail Royal ha tre ingressi con una moltitudine di rilievi, sculture e colonne statuarie.
La sua iconografia, che rappresenta i cicli delle stagioni, le costellazioni e persino un bizzarro bestiario, in alcuni casi è ancora legata a influenze romaniche.
Tuttavia, è il famoso labirinto di Chartres ad aver attratto i simbolisti. Si trova sul pavimento della navata principale e rappresenta un percorso di santificazione che i viaggiatori devono seguire per poter discernere tra bene e male.

9 – Cattedrale di San Vito a Praga (Repubblica Ceca)
La Cattedrale di San Vito è una chiesa gotica situata nel parco del famoso Castello di Praga, che domina la Città Piccola di Praga.
È senza dubbio uno dei monumenti più notevoli e riconoscibili della capitale ceca e dell’intero Paese.
La cattedrale gotica è molto più di una meravigliosa destinazione per la devozione cristiana e il ritiro religioso, è un’opera d’arte eccezionale e offre una vista mozzafiato sulla città.
È considerata uno dei monumenti più importanti del Paese e un’icona spirituale della Repubblica Ceca. Ospita il vescovo della diocesi di Praga dal X secolo.
Oltre a tenersi qui un numero inconcepibile di funzioni e altri eventi cattolici, vi sono stati incoronati diversi monarchi e regine cechi. È l’ultima dimora di molti monarchi, santi, signori e arcivescovi.

10 – Cattedrale di Santa Maria di Toledo (Spagna)
La Cattedrale di Toledo è considerata da molti la massima espressione dell’architettura gotica in Spagna.
La sua costruzione iniziò nel 1226, durante il regno di Ferdinando III il Santo, e le sue cupole furono chiuse nel 1493, durante il regno dei Re Cattolici.
Questa cattedrale ha cinque navate, un transetto e un doppio deambulatorio con l’anomalia che le navate esterne sono leggermente più larghe delle altre.
La parte più antica conserva i trifori originali. Tuttavia, durante il periodo gotico, questi furono sostituiti da grandi finestre. Quelle che rimangono oggi hanno una chiara influenza mudéjar.
La collezione conservata nella Sacrestia è meravigliosa, con El Expolio e Apostolado di El Greco, dipinti di Caravaggio, Tiziano, Van Dyck, Goya, Morales, Rubens, Bassano e molti altri.
Una menzione speciale va fatta per Giovanni di Borgogna e Luca Giordano, i cui dipinti più importanti sono gli affreschi che ricoprono rispettivamente le pareti della Sala Capitolare e il soffitto della Sacrestia.

11 – Cattedrale di Santo Stefano (Vienna)
La Cattedrale di Santo Stefano (Stephansdom), situata nel cuore di Vienna, è sopravvissuta a molte guerre e oggi è un simbolo della libertà della città.
La cattedrale gotica sorge sulle rovine di due chiese precedenti e fu in gran parte iniziata da Rodolfo IV, duca d’Austria, nel XIV secolo.
La sua caratteristica più riconoscibile è il tetto di tegole, oltre 250.000 a rombi, che ha avuto bisogno di restauro dopo essere stato gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale.
Sul lato destro della cattedrale si trova un ingresso chiamato Porta dei Cantanti, che non poteva essere utilizzato dalle donne. L’interno della Cattedrale di Vienna ospita le spoglie di molti membri della famiglia d’Asburgo ed è stato il luogo del matrimonio e del successivo funerale del magnifico Mozart.

12 – Monastero dos Jerónimos a Lisbona (Portogallo)
È forse il monumento più imponente di Lisbona, anche se si trova alla periferia della città.
Questo imponente monastero del XVI secolo è il luogo di riposo di luminari come il poeta Luís de Camões, autore del poema epico “I Lusiadi”, e Vasco da Gama, il comandante in capo dell’armata che salpò per l’India nel 1497.
Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, anche se non è di per sé una cattedrale, il Monastero dos Jerônimos è uno dei più importanti esempi di architettura tardo-gotica manuelina in Portogallo ed è intrinsecamente legato all’epopea delle Scoperte.
Le facciate, la chiesa e i chiostri sono particolarmente degni di nota. All’interno si può apprezzare la sala della chiesa, un capolavoro dello stile manuelino, realizzato da João de Castillo. Vale la pena notare come, in un’audace impresa architettonica, la bella volta del transetto non sia sostenuta da alcuna colonna.
Nelle cappelle laterali sono sepolti i re, i principi e le principesse dei discendenti di Manuele I. Nella cappella principale, ricostruita successivamente da Jerónimo de Ruão, si trovano le tombe del re Manuele I, di suo figlio Juan III e delle loro mogli. Merita una menzione speciale il tabernacolo in argento massiccio, opera dell’oreficeria portoghese della metà del XVII secolo.