Vini Sicilia, individuati 131 nuovi presunti cloni varietali

Vini Sicilia, individuati 131 nuovi presunti cloni varietali

Il Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia è fortemente impegnato in un’azione di tutela e conservazione della biodiversità generata dagli oltre 3.000 anni di storia della viticoltura siciliana.
Un impegno mosso non solo dall’intento di proteggere e valorizzare la ricchezza ampelografica dell’isola, ma anche volto a sviluppare un approccio all’enologia siciliana capace di coniugare tradizione e alta qualità in uno scenario in continua trasformazione.


Vino siciliano: un mondo di biodiversità

È proprio in questo contesto che ha trovato grande entusiasmo la notizia che a fronte dei test condotti sia in laboratorio che sul campo sono stati individuati 131 nuovi presunti cloni delle diverse varietà oggi in fase di omologazione.
Si tratta di uno straordinario passo in avanti – racconta il Presidente del Consorzio Antonio Rallo – di un percorso che parte da lontano”.
Dal 2003, infatti, l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Sicilia ha affidato alle Università di Palermo e di Milano ed all’Istituto Sperimentale per la Patologia Vegetale di Roma il coordinamento scientifico ed il monitoraggio delle azioni operative del Progetto di selezione clonale e di recupero dei vitigni antichi dell’Isola.
Numerose le tappe – continua – di questo progetto così sfidante e complesso che ha portato nel 2018 al grande traguardo di iscrivere nuove varietà nel Registro Nazionale delle Varietà della Vite. Si è trattato di un nuovo punto di partenza da cui sono sfociati due importanti progetti, che hanno come comun denominatore lo scopo di fornire, nel tempo, alle aziende siciliane, la possibilità di acquistare presso i vivaisti locali materiale certificato, per poter poi utilizzarlo nell’impianto dei nuovi vigneti.” Un valore immenso dal punto di vista biologico, dunque, ma anche una risorsa culturale ed economica importante quella che attraverso questi filoni progettuali la Sicilia del vino sta portando avanti.


Nero d’Avola, Grillo e Lucido sugli scudi

È“Data la sua ricchezza e la sua importanza, è utile e doveroso studiare, valorizzare e salvaguardare la biodiversità viticola siciliana. – sottolinea Rosario Di Lorenzo, Presidente Accademia Italiana della Vite e del Vino – Per questo l’obiettivo del progetto “Valorizzazione del germoplasma viticolo” è quello di produrre viti siciliane dotate di certificazione che ne attesti l’integrità sanitaria e l’identità varietale, dare valore e sostegno alla qualità dei vini siciliani.
Ebbene, i risultati del 2023 individuano rispettivamente 73 per il Nero D’Avola, 29 per il Grillo e 26 per il Lucido, i “cloni candidati” in attesa di una valutazione agronomica, enologica e sanitaria nel corso dei prossimi anni
”.

lI risultato di oggi è infatti uno step di un processo che per sua stessa natura si sviluppa per cicli lunghi e a volte complessi. “Ricordiamo infatti – conclude Antonio Rallo – che la diversità biologica della vite è il risultato di migliaia di anni di selezione ed è determinata dalle mutazioni, dalla ricombinazione genica e dall’effetto delle pressioni selettive operate dal clima e dall’uomo. Si tratta dunque di un’eredità che la natura ed i nostri antenati ci hanno lasciato e che una volta distrutta non potrà essere ricostituita. Da qui il nostro impegno per la tutela ma anche il recupero del ricchissimo patrimonio viticolo siciliano, così come della grande ricchezza intravarietale e genetica dell’isola

4 esperienze indimenticabili da fare sul Garda

4 esperienze indimenticabili da fare sul Garda

Da novembre a gennaio ritorna sul Garda il variegato programma di iniziative per grandi e piccini, per addentrarsi anche in questa stagione tra laghi, montagne, borghi e tradizioni enogastronomiche del territorio.
L’inverno nel Garda Trentino racconta di serenità e riservatezza. Il particolare clima temperato, che
caratterizza le sponde settentrionali del Lago di Garda, regala un piacevole abbraccio e concilia il
desiderio di rilassarsi e distendere la mente, alla voglia di esplorare il territorio. Anche in questa stagione, infatti, si possono fare escursioni a piedi, in bicicletta… o con le ciaspole ai piedi! E una volta calata la sera, tra i vicoli di borghi storici, piccole cittadine e deliziosi mercatini di Natale, bar e ristoranti invitano ad assaporare le specialità della cucina trentina, a cominciare dall’olio EVO con la produzione tradizionale più a nord del mondo.

Trekking nel Garda

Un inverno mite e tante esperienze da vivere

Fino a gennaio, questa stimolante diversità è racchiusa nelle Garda Trentino Winter Experience: iniziative differenti per tipologia, ambito e durata, che mescolano attività soft sulla neve, come la ciaspolata a Tremalzo, alle escursioni tra gli oliveti, con successiva degustazione; momenti dedicati alle specialità DOP, De.Co., IGD, Slow Food del Garda Trentino, come il Merry Picnic, ad entusiasmanti attività per i più piccoli, come la speciale colazione in compagnia degli animali della fattoria.


Trekking tra gli ulivi vista lago

Un’escursione alla scoperta della tradizione centenaria dell’olio del Garda, in compagnia di una guida esperta, partendo dall’Olivaia di Arco fino all’agritur Maso Bòtes, dove sarà possibile assaggiare l’autentico olio extravergine d’oliva del Garda e recuperare le energie con uno spuntino a base di prodotti tipici.
Un trekking adatto a tutti, che permette di apprezzare storia e sapore di quest’oro verde, tra le specialità più note e pregiate del Garda Trentino.


Con le ciaspole ai piedi, a Tremalzo

Gli ampi prati della conca di Tremalzo in inverno si vestono di bianco e diventano il teatro perfetto per chi ama le uscite con ciaspole e bastoncini, lasciandosi alle spalle il via vai del fondovalle e immergendosi nella quiete della natura.
L’escursione avviene con una guida alpina; è indicata in particolare a persone attive, che non temono l’aria frizzante dei mesi invernali.


Merry picnic, apericena con vista

Chi l’ha detto che il pic nic si può fare solo durante la primavera o l’estate? A Maso Maserac gli ospiti sono attesi in un angolino speciale, con un panorama senza pari e, soprattutto, un cestino colmo di delizie rigorosamente a km 0, come il fragrante pane di montagna, formaggi e salumi tipici, lamponada, miele millefiori e deliziose confetture, biscotti artigianali…


Colazione in fattoria: prima a tavola, poi in stalla!

Iniziare la giornata con una bella colazione genuina, tutta a base di prodotti della fattoria e del Garda Trentino, e poi l’incontro con gli animali che vivono nella stalla, nella porcilaia, nel pollaio…
Una proposta pensata per i più piccoli,
disponibile a partire dalle 8.00, mentre l’attività in fattoria comincia alle 10.30. Gli adulti possono scegliere se trasformare la colazione in un brunch o seguire i bambini alla scoperta della fattoria.

Slovenia: la festa dell’autunno fertile nel giorno di San Martino

Slovenia: la festa dell’autunno fertile nel giorno di San Martino

La festa più diffusa in Slovenia, legata al vino e alla cultura del vino, è la festa di San Martino. Viene festeggiata l’11 di novembre e ancora per tutta le due settimane successive.
Dalle altre parti d’Europa non si possono sperimentare festeggiamenti autunnali così intensi conne in Slovenia e, per questo motivo vi consigliamo di visitare una delle grandi feste di San Martino.
Queste feste non si svolgono soltanto nelle regioni vinicole, ma dappertutto, dal Mediterraneo fino alle pianure pannoniche.

Ente Turismo Slovenia

San Martino profuma di vino e altre bontà

Oltre alla festa per la nuova annata del vino, alla festa di San Martino in Slovenia si preparano anche i piatti tipici.
Fra i più caratteristici e diffusi sono l’oca o l’anatra arrosto con tagliatelle non lievitate (mlinci) e cavolo rosso stufato.
Troverete i menù di San Martino nella gran parte dei ristoranti in Slovenia.
Tra i piatti immancabili potrete assaggiare anche le focacce, le potizze e le altre bontà dolci.

Ente Turismo Slovenia

Un brindisi alla varietà vinicola

I vini selezionati delle tre regioni vinicole slovene con i nove distretti vinicoli sono tra i migliori al mondo per qualità.
A causa delle differenze di luogo, clima e metodi di invecchiamento, ciascuna regione vinicola ha la propria selezione di varietà.
I vigneti sloveni sono situati proprio al centro della fascia viticola europea. Una fascia, che corrisponde alla posizione ideale per la vite, è la stessa dove si trovano, ad esempio i vigneti della Borgogna in Francia.
Gli influssi combinati del clima e del suolo permettono alla Slovenia una maggiore varietà di offerta di vini. Qui crescono ottimamente ben 52 tipi di viti!

La zona della Primorska. Ente Turismo Slovenia

La regione vinicola della Primorska. Vini accarezzati dal clima mediterraneo

La regione vinicola della Primorska (Litorale) con i suoi quattro distretti vinicoli è la regione vinicola più varia. Ogni distretto ha il suo carattere e i suoi vini distintivi.
Grazie all’influenza del caldo clima mediterraneo, sono qui di casa i vini rossi sloveni più famosi anche se ci sono anche vini bianchi riconosciuti e i sempre più apprezzati vini arancione.
Sebbene non sia la più grande in termini di superficie, la Primorska è la prima in Slovenia in termini di produzione di vino e ha anche i vini e i produttori di vino più premiati.
La regione è attraversata dalle strade del vino di Brda, Vipava, del Carso e dell’Istria.
I vini più caratteristici che evocano immediatamente le immagini dei singoli distretti della Primorska sono Terrano, Ribolla, Malvasia, Refosco e Pinela

Podravje. Ente Turismo Slovenia

La regione vinicola del Podravje. Vini coccolati dal sole

Nella più grande regione vinicola slovena, suddivisa in due distretti vinicoli, le viti crescono già dall’epoca romana.
La favorevole composizione del suolo e il clima continentale danno vita a vini bianchi eleganti di varietà internazionali e alcuni autoctoni.
I vitigni bianchi più diffusi sono il Laški rizling (Riesling italico), il Sauvignon, il Riesling Renano, lo Chardonnay, la specialità regionale Šipon e il Rumeni muškat (Moscato Giallo).
I vitigni rossi sono rappresentati maggiormente dal franconia, dal pinot nero e dalla žametna črnina.
Nella zona di Radgona e delle colline di Kapela si producono spumanti, mentre nel Prekmurje sono di casa ottimi vini con predicato. Alla base ci sono anche varietà autoctone come ad esempio la ranina.
I vini che vi faranno pensare subito al Podravje sono: Šipon, Laški rizling, Ranina, Traminec, Modra frankinja (Franconia blu).

Posavie- Ente Turismo Slovenia

La regione vinicola del Posavje. La terra della specialità enologica slovena

Quando si parla della regione vinicola del Posavje, non si può ignorare lo Cviček che rappresenta un’eccentricità nel panorama della viticoltura slovena.
Per molti anni il Posavje ha avuto la reputazione di produttore di vini bianchi e rossi piuttosto leggeri, anche se nella regione si coltivano sia varietà internazionali che specialità locali.
Qui c’è il maggior numero di vini con l’indicazione IGP – vino con indicazione geografica protetta. Tra le peculiarità della regione non ci sono solo i vini ma anche le “zidanice”, piccole casette in mattoni tra i vigneti dove si può anche pernottare, o le “repnice”, particolari cantine, scavate direttamente nel terreno.
I vini tipici di questa regione sono:
Cviček, Metliška črnina, Belokranjec, Bizeljčan.

 

Saboris Antigus: fino al 23 dicembre per scoprire la Sardegna autentica

Saboris Antigus: fino al 23 dicembre per scoprire la Sardegna autentica

Saboris Antigus è giunta al suo decimo appuntamento, un traguardo che sottolinea la profonda connessione tra le tradizioni secolari e le delizie culinarie di due sub-regioni storiche della Sardegna centro-meridionale.
Il fulcro dell’iniziativa è proprio quello di valorizzare l’intera area geografica e le sue ricchezze, tangibili e intangibili. Durante questo straordinario evento, dimore storiche e siti archeologici apriranno le loro porte al pubblico, animando i centri storici con degustazioni dei prodotti tipici locali, dimostrazioni e vendita di creazioni, mettendo in risalto la bellezza e l’unicità del territorio.

Nurri

Un viaggio fra i più autentici sapori sardi

Saboris Antigus è un inno alle eccellenze locali, sia immateriali che materiali, che celebra tradizioni e antichi sapori in nove coinvolgenti eventi.
Anche grazie al supporto e alla promozione attiva, dal 2022, della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, questa manifestazione si è consolidata nel panorama culturale e enogastronomico dell’intero territorio sardo e nazionale.


Alla scoperta del Trexenta e del Sarcidano

Il programma dell’evento offre una vasta gamma di esperienze, dalle mostre e i percorsi museali agli intrattenimenti musicali e tradizionali, dalle attività all’aria aperta per esplorare le bellezze naturali ai tour storici guidati, dai laboratori di cucina o di arti tipiche alle gustose degustazioni e molto altro ancora.
Le sub-regioni in evidenza, Trexenta e Sarcidano, racchiudono paesaggi mozzafiato e una ricca varietà di prelibatezze enogastronomiche.

La Trexenta, con le sue colline fertili e il suo storico ruolo come “granaio” di Roma, offre un’esperienza culinaria unica, arricchita dai profumi del pane appena sfornato e il gusto autentico del vino novello.
Nel Sarcidano, tradizione e bellezza si mescolano in una Sardegna inedita, dove antiche tecniche agricole danno vita a prodotti di alta qualità e piatti tipici che narrano storie millenarie.


Il programma

Il ricco calendario di eventi, articolato tra i nove borghi partecipanti.
Ha iniziato Gergei, il 29 ottobre, poi il 5 novembre è stata la volta di Selegas e si proseguirà il 12 con Serri, il 19 e il 26 Siurgus Donigala e Gesico.
Dicembre si aprirà il 3 con Suelli, l’8 Guasila, il 17 Mandas e il 23 dicembre chiude la kermesse Nurri -, offre un’opportunità unica per immergersi completamente nell’atmosfera coinvolgente di Saboris Antigus.


Le novità 2023

Tra le novità dell’edizione 2023, spicca la possibilità di prenotare gli Home Restaurant presso alcuni dei comuni aderenti, offrendo ai visitatori un’opportunità unica di assaporare la più autentica ospitalità dei borghi. In diversi paesi coinvolti, inoltre, saranno allestite le accoglienti “Oasi Nonni e Famiglie“.
Per gli anziani, questi spazi rappresentano un’opportunità per vivere momenti di puro relax, seduti comodamente e immersi in un’atmosfera accogliente. Parallelamente, l’Oasi Famiglie di Saboris Antigus 2023 sarà un angolo speciale dedicato ai genitori con neonati e bambini piccoli. Un ambiente pensato per garantire il massimo comfort ai più piccini durante l’evento, offrendo ai genitori un luogo sicuro e accogliente.
Saboris Antigus è molto più di un evento gastronomico: è un’occasione per scoprire le radici storiche dei piatti più caratteristici del territorio, per vivere la vera cultura e la genuina ospitalità della Sardegna, e per celebrare le tradizioni che rendono questa terra così unica e speciale.

8 destinazioni alla scoperta del tartufo

8 destinazioni alla scoperta del tartufo

Un giro d’Italia da nord a sud e ritorno al sapor di tartufo. Quattro mete diverse fra loro per storia e cultura ma quattro mete per assaporarlo, conoscerne tutti segreti, stanarlo con il cane e imparare a cucinarlo.
In autunno e in inverno le tavole si inebriano del profumo del tartufo che dai boschi diventa il re di piatti deliziosi proviamo a conoscerlo meglio.


Umbria: alla scoperta del nero fra dicembre e gennaio

In Umbria l’inverno è il momento ideale per degustare il pregiato tartufo nero umbro che si raccoglie proprio tra dicembre e gennaio.
Un’ esperienza da scoprire in un percorso lento tra natura, storia e arte.
Vengono organizzate speciali cacce al tartufo con il cavatore e il suo fidato cane nei dintorni di Gubbio, Norcia e Città di Castello.


Molise: il bianco e il nero di Castel del Giudice

Castel del Giudice (Isernia) in Molise, circondato dai boschi dell’Appennino molisano-abruzzese noto per la produzione delle mele , è il luogo in cui il tartufo diventa emozione.
Un rituale affascinante: partire insieme al tartufaio Antonio e la cagnolina Kelly, imbattibile con il suo fiuto sopraffino, per una giornata nell’azienda agricola Le Tartufaie e un tour alla scoperta delle varianti nere e bianco del prezioso tubero, l’ambiente in cui nasce e si sviluppa, la cavatura e tante curiosità sul diamante della terra.


In Alta Valle Isarco

in Alta Valle Isarco, tornano dal 17 novembre al 7 dicembre 2023 le Settimane del Tartufo, con gli esclusivi piatti firmati dallo chef 2 Stelle Michelin Peter Girtler.
Menu esclusivo a base di 5 specialità al tartufo nell’antica Gasthofstube.

Piemonte: la capitale del tartufo

Il Piemonte è rinomato per il tartufo bianco, in particolare nella zona delle Langhe e del Monferrato. Puoi partecipare a tour di caccia al tartufo con esperti locali e i loro cani addestrati. Alcuni luoghi noti per i tour di tartufo nel Piemonte includono Alba e Asti.
Se l’evento più famoso è ovviamente, la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba giunta ormai alla sua 93esima edizione che ha il suo clou nel Mercato Mondiale del tartufo, non mancano eventi diffusi specie nel territorio del Monferrato e dell’alessandrino dove si contano oltre dieci eventi dedicati.


Toscana; da San Miniato, a San Giovanni d’Asso e Volterra

La Toscana è un’altra regione famosa per i tartufi, in particolare il tartufo nero. Città come San Miniato e Volterra offrono tour di tartufo, che spesso includono la caccia al tartufo e degustazioni di piatti a base di tartufo.
San Miniato, a metà strada fra Firenze e Pisa che ospita la Fiera del Tartufo è una delle capitali nazionali. Leggenda narra che i tartufi più belli venduti alla fiera mondiale di Alba siano in realtà di San Miniato…
Ma torniamo nel borgo per darvi appuntamento nei fine settimana 11-12 / 18-19 / 25-26 novembre 2023 quando il
centro città ospiterà laboratori, banchi di degustazione e vendita del pregiato prodotto.


Marche: non solo Acqualagna

Le Marche sono un’altra regione italiana rinomata per il tartufo nero. Acqualagna è una delle città più famose per il tartufo nelle Marche e offre tour e festival del tartufo.
Se la fiera nazionale di Acqualagna quest’anno per colpa del caldo e la mancanza del fungo ipogeo è stata un po’ sottotono altre sono le occasioni per la scoperta del tartufo marchigiano.
Un’ottimameta è senz’altro la regione del Montefeltro e più nell specifico il borgo di Montefabbri provincia di Pesaro Urbino. Un paese che sembra essersi cristallizzato al 1400 dove funghi e tartufi sono di casa.


Abruzzo: neri, prelibato e poco noto

L’Abruzzo è famoso per il tartufo nero prelibato. Puoi partecipare a tour di tartufo a Rocca Calascio e nelle aree circostanti.
L’evento simbolo del tartufo d’Abruzzo è però la Fiera Internazionale dei tartufi d’Abruzzo che s
i terrà dall’1 al 3 dicembre 2023 all’Aquila, presso il Parco del Castello Cinquecentesco.

Puglia: il pregiato nero di Fasano

Anche la Puglia produce tartufi prelibati, in particolare il tartufo nero. Puoi trovare tour di tartufo nella città di Fasano e nelle aree circostanti.

Nel segno di Agitu Ideo Gudeta in Alto Adige (ri)nasce il Mercato della Terra di Slow Food

Nel segno di Agitu Ideo Gudeta in Alto Adige (ri)nasce il Mercato della Terra di Slow Food

A quattro anni di distanza dall’inaugurazione, rinasce il mercato altoatesino targato Slow Food: si chiama Mercato della Terra dell’Alto Adige Südtirol Agitu Ideo Gudeta ed è l’erede del Mercato della Terra di Bolzano lanciato nel 2019.
L’appuntamento per il taglio del nastro è a Merano, in piazza della Rena, sabato 4 novembre alle 10, alla presenza della presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini.
Il mercato verrà poi replicato ogni primo sabato del mese (gennaio escluso) ruotando in diverse località: oltre a Merano, toccherà anche Bolzano, presso la giardineria Schullian, e Campo Tures, al Centro Tubris, dove già da tempo ogni giovedì viene organizzato un piccolo mercato con un gruppo di contadine della valle Aurina.

Agitu Ideo Gudeta. Foto Matteo Croppo

Ricordando Agitu, la pastora e imprenditrice etiope che viveva in Trentino

«Il mercato rinasce con lo stesso spirito con cui era stato fondato, ma con l’ingresso di alcuni nuovi produttori – spiega Angelo Carrillo, fiduciario della Condotta Slow Food Alto Adige Südtirol –. Ma, soprattutto, riparte nel segno di Agitu, a cui il progetto è intitolato: nel 2019, il Mercato della Terra di Bolzano era nato grazie a lei per dare alla città e ai contadini altoatesini legati a Slow Food un luogo dove incontrarsi e conoscersi».
Per questo motivo, si è scelto di intitolarle il mercato: «In Alto Adige, Agitu Ideo Gudeta era molto conosciuta e apprezzata e, pur essendo basata a Frassilongo, in Trentino, veniva spesso da queste parti. Con lei c’erano un’amicizia e un legame che andavano al di là del mercato».
Inaugurato in concomitanza con i mercatini di Natale del 2019, l’esperienza bolzanina durò pochi mesi: prima la pandemia di Covid-19 e poi, a dicembre 2020, la morte della pastora e imprenditrice etiope causarono lo stop a quell’esperienza. «Riprendere è stato complicato, benché fin da subito ci sia stato il proposito di ricominciare il prima possibile – continua Carrillo –. Finalmente, in questi ultimi mesi, il nuovo progetto ha preso forma». 

Mercato della terra. Foto: Matteo Croppo

Produttori altoatesini e una cuoca etiope

Agitu, che in Etiopia aveva combattuto e denunciato il land grabbing, si era stabilita in Trentino dove aveva iniziato una nuova vita occupandosi di capre e di formaggi: grazie al suo lavoro – produceva formaggi naturali a latte crudo e si dedicava al recupero di una razza autoctona, la capra pezzata mòchena – era entrata in contatto con Slow Food.
«Abbiamo voluto riprendere il suo spirito, rendendo il mercato più accogliente e inclusivo» prosegue Carrillo. Per questo motivo, tra i produttori c’è Rahma Tesfa Ahmed, una cuoca di nazionalità etiope che preparerà piatti della tradizione culinaria del suo Paese, a cominciare dal teff, cereale alla base della dieta alimentare nel Corno d’Africa.
«Come Slow Food, da tempo sosteniamo le iniziative dei gruppi di volontari che lavorano in Etiopia e, allo stesso modo, cerchiamo di valorizzare la produzione del teff, per mantenerne il valore culturale senza snaturarlo e trasformarlo in business».
In totale, gli espositori coinvolti sono una quindicina: alle bancarelle sarà possibile acquistare il graukäse Presidio Slow Food, cioccolata, grappa e birra derivate dal lupino di Anterivo Presidio Slow Food, la carne della pecora Villnösser Brillenschaf Presidio Slow Foodla pera Pala (inclusa sull’Arca del Gusto Slow Food), e poi ortaggi, miele, vino, formaggi ovini, prodotti derivati dalla canapa coltivata in alta val Venosta e di artigianato. Non mancheranno particolarità, come formaggi locali a pasta filata o condimenti fermentati come shoyu e miso a base di cereali e legumi mediterranei.

Mercato della Terra. Foto Matteo Croppo

Il programma di novembre e dicembre

«La nostra zona è una terra che nutre una spiccata sensibilità verso il rispetto dell’ambiente – aggiunge Omar Signori, portavoce del mercato –. Il Mercato della Terra Alto Adige Südtirol Agitu Ideo Gudeta trova perciò un ambiente estremamente fertile per stimolare tutto il mondo agricolo verso una vera rivoluzione agroecologica».
Dopo l’inaugurazione del 4 novembre, a cui prenderanno parte come ospiti anche un produttore trentino del Presidio Slow Food della razza grigio alpina e una rappresentanza del Mercato della Terra – Terre alte degli Altipiani Cimbri, con l’avvicinarsi del Natale il mercato si sdoppia per alcuni appuntamenti speciali: dal 7 al 9 e dal 14 al 16 dicembre verrà organizzato presso lo Spazio Alma 9 a Bolzano.