Nov 1, 2023 | Territori
Ad inizio novembre l’Alta Badia si presenta nella sua colorata veste autunnale. Un’occasione unica per visitare i suggestivi paesaggi delle Dolomiti e addentrarvi nel mondo ricco di tradizioni della valle.
Per un’immersione a tutto tondo nella cultura ladina da non perdere la cavalcata di San Leonardo delle vallate ladine e dell’Alto Adige.
La festa del patrono di cavalli e cavalieri, che si tiene a Badia ogni prima domenica di novembre, vi permetterà di ammirare i costumi tipici delle nostre valli, i carri ed i superbi cavalli.

Uno spettacolo unico per due giorni speciali
Quando ancora la neve non ha coperto le strade dei paesi vale davvero la pena spingersi in zona per vivere la tradizione locali.
Il 4 novembre prende il via l’edizione annuale della Cavalcata di San Leonardo della valli ladine e dell’Alto Adige con una serata musicale indimenticabile che vedrà protagonisti gruppi musicali ladini. Lasciatevi incantare dai suoni unici e dalla bellezza della musica ladina. A seguire gli orari di esibizione dei gruppi musicali. Un occasione per scoprire la musica e le specialità gastronomiche locali.

La grande parata
La giornata dedicata a San Leonardo inizia con la Santa Messa solenne che precede la grande parata di cavalli e cavalieri che parte dalla zona artigianale di Pedraces e seguendo la statale arriva fino a San Leonardo centro.
Il corteo viene aperto dal carro del Santo Patrono seguito da cavalli di razza avelignese e norica, da costumi tradizionali e da carri addobbati a festa.
Da non perdere lo spettacolo equestre di Oswald von Wolkenstein alle 13.00, mentre vi delizierete con le specialità gastronomiche. Godetevi uno spettacolo accattivante, ricco di emozioni e di impressionante abilità equestre.
La festa prosegue presso la sala manifestazioni e nel tendone con specialità gastronomiche locali accompagnato e da musica tradizionale suonata dal gruppo di Vierschach e di Auta Fascia.
Ott 30, 2023 | Enogastronomia, Territori
Da veri insiders, non ci stancheremo mai di ribadirlo: le Ville Venete non sono solo musei ma anche preziosi scrigni di mille segreti, tra di questi il loro forte legame con la produzione vitivinicola del territorio.
Per questo motivo il Consorzio Vini Venezia insieme all’Associazione Ville Venete ha deciso di dare vita all’evento “La Villa, il Vino e Venezia: un viaggio alla scoperta dei territori della Serenissima”.

Giardino di villa Tiepolo Rossi. Foto Alberto Barosco,
Viaggio nei territori di Venezia
Una kermesse che si ripeterà per tre domeniche di novembre in tre differenti Ville Venete dove i partecipanti avranno modo di scoprire il file rouge che unisce da sempre il vino alla Villa.
Gli appuntamenti si svolgeranno domenica 5 novembre presso Villa Tiepolo Passi a Carbonera (Treviso), domenica 12 novembre prezzo Villa Widmann Rezzonico Foscari a Mira (Venezia) e domenica 19 novembre presso Villa Reichsteiner a Piavon di Oderzo (Treviso).
La manifestazione nella sua totalità nasce per far conoscere il vino e il suo legame con le ville a giornalisti, operatori del settore, consumatori ma anche ad appassionati diventando quindi un momento d’incontro privilegiato per approfondire diverse tematiche.

Villa Reichsteiner. Foto Alberto Barosco
Tre appuntamenti nelle Ville Venete per conoscere cultura e vino del territorio
Tre appuntamenti autunnali che coniugheranno con grande eleganza l’eterna bellezza delle Ville Venete, con degustazioni guidate dei vini delle denominazioni Doc Piave, Doc Lison Pramaggiore, Doc Venezia, Docg Malanotte e Docg Lison e ai vini provenienti dai vitigni autoctoni quali Lison, Raboso, Refosco dal penducolo rosso e l’Incrocio Manzoni. Winetasting che si svolgeranno in collaborazione con Ais Veneto, alla scoperta della grande arte del passato finalmente vissuta in chiave di convivialità e cultura contemporanea.
Durante la kermesse sarà possibile partecipare a visite guidate all’interno delle Ville dalla durata di un’ora per poi proseguire con le degustazioni guidate, una vera e propria rassegna che abbraccia tematiche culturali ed enologiche.
“L’evento la Villa, il Vino e Venezia, rappresenta un’occasione di valorizzazione sia per le denominazioni tutelate dal nostro Consorzio sia per esaltare il patrimonio artistico-culturale delle Ville Venete. – dichiara Giorgio Piazza, Presidente del Consorzio Vini Venezia – Gli appuntamenti saranno infatti dedicati a delle degustazioni guidate che si svolgeranno in seguito alle visite in villa, questo perché vogliamo consentire al pubblico sempre numeroso di vivere un’esperienza davvero unica e più completa possibile con un focus sulla tradizione enologica del territorio e sull’ importanza storico-artistica delle Ville Venete”.

Villa Widmann. Foto Alberto Barosco Proprietà della Villa: Città Metropolitana di Venezia.
Gestione: Sans Servolo Servizi Metropolitani di Venezia.
Le tre ville protagoniste
Villa Tiepolo Passi
Alle porte di Treviso, è un magnifico esempio di Villa Veneta seicentesca post-palladianain stile primo barocco veneziano, secondo la moda e gli stilemi di Vincenzo Scamozzi.
Il primo insediamento risale agli inizi del ‘500, quando la potente famiglia dei Tiepolo, acquistando terre in terraferma, occupa il Casteo di Carbonera, un antico castelliere paleoveneto.
Come sovente i castellieri, semplici terrapieni sopraelevati di tre metri sul piano campagna, anche questo è orientato con gli astri (solstizi ed equinozi) fungendo da orologio solare. In epoca romana, divenne un castrum, strategico, equidistante com’era dal fiume Sile, da Treviso e dalla via Claudia Augusta.
Quando vi giunsero i Tiepolo mantennero intatte le caratteristiche del luogo e vi costruirono la Villa: prima magazzini, granai e stalle, poi, ai primi del ‘600, su commissione di Ermolao Tiepolo, Casa padronale e barchesse.
Nel corso dei secoli la casa venne impreziosita da artisti di fama: i Torretti scultori, Giuseppe Bernardi e il nipote Ferrari, nella cui bottega lavorava il giovane Canova; Pietro Antonio Cerva detto il Bolognese, quadraturista barocco, che affrescò completamente i piani nobili della casa dominicale e delle barchesse tra il 1674 e 1675; Giovanbattista Canal, che affrescò la Cappella Gentilizia secondo i canoni della scuola dei Tiepolo pittori (1775); Francesco Frigimelica il Vecchio la cui quadreria si ammira nel Portego della Villa. In epoca napoleonica la Villa passò in eredità alla nobile famiglia veneziana dei Valier e poco dopo, sempre per vie parentali, ai Conti Passi de Preposulo, antica famiglia bergamasca, che tuttora vi abita.
Durante la Grande Guerra la Villa divenne ospedale chirurgico della Croce Rossa Italiana. Vi soggiornarono il re Vittorio Emanuele, i generali Diaz e Cadorna. Oggi la Villa è sede di un’azienda agricola, meta di turismo culturale ed eventi esclusivi
Villa Widmann Rezzonico Foscari
Gioiello tra i gioielli architettonici costruiti dai nobili veneziani per la loro villeggiatura che hanno reso famosa questa verde località, Villa Widmann Rezzonico Foscari è uno splendido esempio di Villa in stile rococò di gusto francese in posizione strategica quasi a metà strada tra Venezia e Padova.
Il complesso è formato dalla Casa dominicale aperta per visite turistiche, servizi fotografici, esposizioni e mostre, dalla Barchessa e dalle Serre che offrono spazi polifunzionali per attività business & leisure, dall’Oratorio, dal Giardino storico e dal Parco monumentale
Villa Rechsteiner
Già Villa Bonamico, è una villa veneta seicentesca inserita nel prestigioso contesto dell’azienda agricola Rechsteiner, a pochi chilometri da Treviso.
Le prime testimonianze su questa dimora risalgono alla fine del Seicento, ma la prima rilevazione certa finora rinvenuta è il Catasto Otthoboni del 1728.
Dopo diversi passaggi di proprietà che hanno coinvolto le nobili famiglie Serbelloni, Bonamico e Revedin, la villa è stata acquistata nel 1881 da Friedrich Rechsteiner, fondatore dell’Azienda Agricola che porta il suo nome.
Ancor’oggi è diretta da un suo discendente, il barone Florian von Stepski Doliwa.
Il piano terra della villa, oggi dimora dei proprietari, è aperta al pubblico e disponibile per l’organizzazione di eventi culturali e workshop. Oltre alla Villa, la tenuta include la Cantina Rechsteiner, ospitata dallo storico edificio che in origine fungeva da magazzino e un Parco Secolare che si snoda su 3 ettari di verde.
A pochi chilometri dalla Villa, sempre di proprietà dell’Azienda Agricola, troviamo l’Agriturismo, dotato di camere ed appartamenti e due sale ristorante.

Villa Tiepolo Passi. Foto Alberto Barosco
Tutto quello che c’è da sapere per partecipare
Per partecipare all’evento sarà necessario iscriversi tramite la piattaforma Eventbrite. Ricordiamo che durante la prenotazione all’evento sarà necessario un pagamento di 15 €, quota comprensiva per la visita guidata in Villa a cui seguirà a titolo gratuito una degustazione guidata delle denominazioni del Consorzio Vini Venezia.
La quota sarà devoluta alla singola Villa Veneta.
Gli orari delle tre visite guidate alla Villa a cui seguirà degustazione guidata dei vini appartenenti al territorio sono i seguenti:
Domenica 5 novembre Villa Tiepolo Passi a Carbonera (TV)
Dalle 9:30 alle 11:30 (60’ visita guidata, 60’ degustazione guidata)
Dalle 11:30 alle 13:30 (60’ visita guidata, 60’ degustazione guidata)
Dalle 15:00 alle 17:00 (60’ visita guidata, 60’ degustazione guidata)
Domenica 12 novembre Villa Widmann Rezzonico Foscari a Mira (VE)
Dalle 9:30 alle 11:30 (60’ visita guidata, 60’ degustazione guidata)
Dalle 11:30 alle 13:30 (60’ visita guidata, 60’ degustazione guidata)
Dalle 15:00 alle 17:00 (60’ visita guidata, 60’ degustazione guidata)
Domenica 19 novembre Villa Rechsteiner a Piavon d’Oderzo (TV)
Dalle 9:30 alle 11:30 (60’ visita guidata, 60’ degustazione guidata)
Dalle 11:30 alle 13:30 (60’ visita guidata, 60’ degustazione guidata)
Dalle 15:00 alle 17:00 (60’ visita guidata, 60’ degustazione guidata)
Ott 29, 2023 | Territori
Il Ponte di Ognissanti è una delle occasioni più gettonate per staccare dalla routine quotidiana e visitare nuovi o vecchi posti per un fine settimana lungo: ma quali sono le località europee più gettonate?
Un noto portale di prenotazione di case e appartamenti vacanza tra i più noti d’Europa, ha realizzato la classifica delle top 30 destinazioni più amate.

Lucca. Foto Mikalu86 by Pixabay
Gli italiani preferiscono l’Italia
Molte conferme e qualche sorpresa. In testa alla classifica c’è Roma che precede Lucca (trainata dal Lucca Comics), Parigi terza Firenze e Milano a completare la top 5.
Tra le regioni italiane prevale la Lombardia con ben 6 località in classifica che precede la Toscana con 5, segue il Veneto con 3, mentre Sicilia, Lazio ed Emilia-Romagna ne piazzano 2 ognuna. Predilette le località italiane:su 30 destinazioni solo 6 sono estere.
Gli italiani prediligono le località italiane, ma alcuni non rinunciano all’estero! Come in altri periodi dell’anno, si conferma la tendenza dei vacanzieri nostri connazionali a preferire le località nostrane rispetto a quelle oltre confine: ben 24 destinazioni su 30 sono italiane (una in meno rispetto ad un anno fa) e solo 6 estere; oltre a Parigi, prima delle straniere in terza posizione, anche le tre principali città spagnole Barcellona, Valencia e Madrid, rispettivamente sesta, 15ma e 28ma, Londra nona, Dublino 11ma.

Dublino. Foto Claire Tardy da Pixabay
Roma è la località più gettonata. Lucca e Parigi a completare il podio
Oltre alle grandi città estere appena menzionate, anche tra quelle nostrane prevalgono i grandi centri, come dimostrato da Roma che vince questa classifica grazie al suo irresistibile fascino da città eterna che è in grado di emanare in qualsiasi periodo dell’anno.
È invece un piccolo centro la città seconda classificata ossia Lucca, forte dell’evento dedicato al mondo dei fumetti che l’ha resa nota ed amata negli anni dagli appassionati del genere e non solo.
Sul terzo gradino del podio c’è la prima località estera ossia Parigi che precede Firenze, Milano e Barcellona. Napoli si piazza settima davanti a Livigno e Londra rispettivamente ottava e nona. Bergamo chiude la top 10.

Livigno. Foto di Claire Tardy da Pixabay
Cosa è cambiato rispetto a un anno fa?
Nelle primissime posizioni i cambiamenti sono pochi. Il primo è l’inversione delle prime due posizioni con Lucca che era prima un anno fa e che cede il primato a Roma cui era davanti l’anno scorso.
Parigi fa un balzo di 4 posizioni e passa dalla settima alla medaglia di bronzo, mentre Firenze perde il podio e si piazza quarta. Milano sale di 3 posizioni e rientra in top 5.
La più alta nuova entrata risulta essere Dublino in 11ma posizione.
Regioni più rappresentate?
Lombardia, Toscana e Veneto spiccano sulle altre. La regione con più località in questa speciale classifica è la Lombardia che di mete ne ha ben 6 di cui Milano, Livigno e Bergamo in top 10, rispettivamente
quinta e ottava e 10ma. Le altre sono Como, Brescia e Lecco rispettivamente 14ma e 20ma e 29ma.
La Toscana piazza 5 località nella classifica di cui 2 in top 5 (Lucca seconda, Firenze quarta). Più in basso troviamo Empoli 19ma, Prato 26ma e Pisa 30ma.
Con 3 località c’è invece il Veneto. Venezia 17ma, Bardolino 21ma con Peschiera del Garda 25ma.
Sono 2 le località ciascuna per Lazio, Sicilia ed Emilia-Romagna. La prima con la Capitale capolista e Latina 22ma, l’Emilia con Bologna 18ma e Ferrara 23ma, infine la Sicilia con Palermo 16ma e Catania 24ma. Tutte le altre regioni presenti hanno solo una località in classifica. Tra di loro segnaliamo la Puglia che piazza Alberobello 13ma, a prova del fatto che una vacanza nei trulli pugliesi sia cosa sempre più gradita col passare del tempo.

Catania. Foto di Taras Lazer da Pixabay
Qual è la città più costosa?
Le prime quattro città più costose sono estere: ben 339 euro a notte in media per soggiornare a Parigi, 300 invece a Londra, 281 Dublino e 261 Barcellona.
Seguono le 7 città italiane più care tra cui 5 sopra il muro dei 200 euro a notte: Venezia con 238, Milano con 228 euro, Firenze con 224 e ancora Roma 216, e Como con 212. Tutte le altre località sono comprese tra 100 e 200 euro a notte, tutte tranne una: Catania, con i suoi 97 euro a notte, si afferma come la località più economica per il Ponte di Ognissanti.
Ott 26, 2023 | Territori
Dalle splendide città, luoghi pieni di maestosi edifici e ricchi di storia e cultura – tra cui Danzica, adagiata lungo la costa polacca, magnifica dal punto di vista naturalistico.
Per ben 770 km, la Polonia viene bagnata dalle acque del Mar Baltico che sa regalare spazi liberi e senso di libertà: spiagge e dune selvatiche, insenature profonde e tanta, tanta storia.

Rive di Danzica
Capitale della cultura polacca
Basta un weekend per innamorarsi di Danzica e qualche giorno in più per immergersi nella cultura polacca visitando la Pomerania, regione ricca di storia e tradizione ma anche impreziosita da spiagge sabbiose e una natura esuberante.
Conosciuta anche come Gdańsk in polacco, è la vera perla del nord della Polonia, situata sulle sponde del Mar Baltico.
Danzica è una città affascinante e accogliente, orgogliosa del suo passato ma allo stesso tempo moderna. Ad ogni passo si respira la libertà, quella libertà segnata da secoli di traffici marittimi, quindi dal ruolo cruciale che ebbe durante la Seconda Guerra Mondiale e dalla nascita del movimento sindacale Solidarność.
Dinamica e raffinata, ciò che attrae di questa città polacca affacciata sul Mar Baltico è il suo patrimonio storico-culturale e la bellezza architettonica degli edifici.
Passeggiando per il centro storico, caratterizzato da strade lastricate in pietra e ricco di splendidi palazzi d’epoca, salta subito all’occhio la piazza del mercato che si sviluppa lungo due larghi corsi-piazze principali, via Długa e via Długi Targ(letteralmente “mercato lungo”).
Da qui ha inizio il Tratto Reale, che costeggia il fiume Motlawa, racchiuso da ambo i lati da due imponenti porte – Porta d’Oro e Porta Verde.
Percorrendolo troverete la seicentesca fontana di Nettuno e la Corte di Artù, sede un tempo dei principali eventi della vita cittadina, la cosiddetta “colonna meteorologica”, dotata di barometro e termometro, posizionata nei pressi della casa natale di Daniel Fahrenheit e la Zuraw, caratteristica gru in legno, la più grande gru portuale dell’Europa del Medioevo, costruita nel 1444.
Via Mariacka vi condurrà alla Basilica di Santa Maria, la più grande chiesa in mattoni di Polonia (la terza del Nord Europa) con una torre alta 80 metri che offre uno spettacolare panorama dell’intera città.
Danzica è conosciuta anche per gli oggetti di ambra; non vi sarà difficile scorgere i negozietti dove poterli acquistare, ma se volete vederne la collezione più impressionante (oltre mille pezzi) dovete visitare il Museo dell’Ambra posto oggi nel Grande Mulino (è il più grande mulino dell’Europa medievale, eretto dai Cavalieri Teutonici intorno al 1350).
Per un salto nel passato, non perdetevi il Centro Europeo di Solidarietà (Europejskie Centrum Solidarności), un museo interattivo dedicato alla storia del sindacato polacco Solidarność situato all’interno di un edificio la cui costruzione recente assomiglia allo scafo di una nave e il museo dedicato alla Seconda Guerra Mondiale, la cui esposizione principale si sviluppa su un’area di 5mila metri quadrati (rendendola una delle mostre storiche più grandi al mondo).

Mercatini di Natale a Danzica
La tripla Città: Danzica, Gdynia e Sopot
La visita non è completa senza una puntata a Sopot e Gdynia che, con Danzica, formano un unico agglomerato urbano (Trójmiasto, Tripla Città), facilmente raggiungibili in bicicletta percorrendo la pista ciclabile lungomare.
Con il molo in legno più lungo d’Europa, Sopot è un piccolo centro balneare, da visitare a piedi percorrendo la pittoresca strada Monciak (come viene chiamata dai suoi abitanti) fino a raggiungere – al civico 53 – una casetta storta costruita nel 2004, un particolare esempio di architettura contemporanea e uno dei posti più fotografati di Sopot.
Gdynia, invece, è la cittadina più giovane, fondata negli anni Venti del XX secolo, nota per il suo caratteristico lungomare, dove sono ormeggiate navi monumentali cariche di storia, tra cui il cacciatorpediniere degli anni trenta “Błyskawica” (il più antico nel suo genere ancora conservato) ed il famoso veliero “Dar Pomorza”, cui si aggiungono i cimeli della flotta polacca esposti del Museo della Marina Militare. Non perdetevi però una visita al Museo Oceanografico con l’Acquario di Gdynia, dove sono esposti enormi acquari, vetrine e diorami, la fauna e la flora dei mari e degli oceani del mondo.

Gdansk
Un tuffo nella storia, alla scoperta della Regione Pomerania
Se potete prolungare di qualche giorno il vostro viaggio, unite la visita della Regione Pomerania, una delle più interessanti della Polonia da un punto di vista naturalistico, per le sue bellissime spiagge sabbiose, i laghi e i fiumi, meta perfetta per gli amanti degli sport acquatici ma anche da chi ama il suo ricco patrimonio storico-culturale, dove castelli, corti e palazzi antichi raccontano di un passato di padroni e sovrani di quello che fu un tempo il Ducato di Pomerania.
Di particolare interesse il castello medievale di Malbork, il più grande del mondo costruito in mattoni, edificato nei secoli XIII-XV dall’Ordine teutonico (Patrimonio dell’Umanità UNESCO), raggiungibile da Danzica in un’ora di macchina o in mezz’ora con treno diretto ad alta velocità.
La regione dei laghi della Casciubia, abitata dalla minoranza casciuba appunto – fedelissimi alla loro cultura e al loro dialetto – è costellata da boschi verdi, terre brune, laghi e fiumi blu ed è qui che si trova Szymbark, villaggio situato nel cuore del Parco Paesaggistico della Casciubia dove potrete conoscere la storia, la cultura e la lingua casciubiana, e Wesiory, un antico insediamento della Pomerania dove si trova una sorta di Stonehenge polacco, formato da 4 cerchi di pietre (con diametro dai 10 ai 30 metri) e 20 tumuli (ndr. prima della Seconda Guerra Mondiale si potevano ammirare ben 11 cerchi e oltre 30 tumuli in questa zona, ma di essi non c’è più traccia).
Da inserire nel programma di viaggio anche una sosta al Parco Nazionale Slowinski (Riserva della Biosfera UNESCO), conosciuto per le dune mobili (la più alta è di 40 metri) che si estendono su di una superficie di alcuni chilometri quadrati, un vero e proprio spettacolo della natura, che si forma, si trasforma e si modella con il vento.
Ott 25, 2023 | Territori
Giro d’Italia nei castelli da brivido
Passare Halloween in luoghi “da brivido?
Un opzione interessante per chi ama vivere Halloween alla grande. Luoghi magici, intrisi di storie, tradizioni e leggende.
Luoghi su cui aleggiano leggende fra il mistero e il paranormale dove passare, se avete coraggio, una notte davvero speciale.
Curon
Siamo in Alto Adige e nel lago di Resia emerge un campanile dal mezzo delle acque.
Un’immagine iconica di un luogo che merita di essere visitato. Quel campanile che emerge dal lago è quello che resta del borgo di Curon antico paese che fu sommerso dalla costruzione di una diga negli anni’50 del Novecento.
La campana di quel campanile, secondo quanto narra la leggenda suonano ancora anche dal fondo del lago.

Curon. Pixabay
Oleggio Castello
In provincia di Novara, non lontano da lago Maggiore si trova questo borgo ben conservato famoso per il suo carattere medievale fatto di strade strette, edifici in pietra e un’atmosfera speciale che porta a fare un viaggio indietro nel tempo. Il castello in stile neo-gotico secondo un’antica leggenda è infestato dal fantasma della bella Barbara, una giovane donna che nel 1400 morì nella torre del Castello di mal d’amore.
Landriano
Landriano è un piccolo borgo della provincia di Pavia la cui storia risale all’epoca romana. E’ famoso per una battaglia avvenuta nel 1529 tra le truppe francesi e spagnole.
Secondo un’antica leggenda, il castello di Landriano è abitato dal fantasma di Janet una nobildonna che nel XVI secolo era proprietaria del castello e conosceva il potere delle erbe medicinali. Accusata di essere una strega fu condannata al rogo e da allora il suo spirito vaga per le stanze del castello.

Triora. Foto di Rangoni-Gianluca da Pixabay
Triora
Triora è un’antico borgo ligure ben conservato noto per le sue antiche strade acciottolate, le case di pietra e l’atmosfera che sembra catapultare i visitatori indietro nel tempo.
Nel corso del 1587 una terribile carestia e il maltempo convinsero gli abitanti del paese che le streghe fossero la causa della sventura. Il paese divenne così teatro di una importante caccia alle streghe.ma è famoso soprattutto per essere stata il luogo di processi alle streghe nel XVI secolo.
Ricordato per questa oscura parte della storia europea conserva oggi nel suo centro un museo dedicato alla stregoneria e alla caccia alle streghe.
Calcata
Siamo in provincia di Viterbo e Calcata bell’esempio di borgo medievale ben conservato con edifici in pietra e stradine strette è celebre per essere stata negli anni ’60 e ’70 una meta preferita tra gli artisti e i bohémien tant’è che ancora oggi ospita molte gallerie d’arte, studi di artisti e eventi culturali.
Conosciuta come il borgo delle streghe Calcata, secondo una antica tradizione quando il vento soffia forte, fa risuonare per le stradine del paese il canto delle streghe.
Saint Marcel
Pittoresca località della Valle d’Aosta, Saint-Marcel, circondata da paesaggi alpini mozzafiato è un paese arricchito da un patrimonio culturale notevole, con antiche chiese, castelli e architetture tradizionali che riflettono la storia e la cultura della Valle d’Aosta, ma è soprattutto famosa perché il suo castello si narra sia abitato dal fantasma dell’armigero che aleggia per le stanze del maniero vestito in abiti seicenteschi tenendo in mano una spada insanguinata.

Borgo a Mozzano. Photo credit: Irma Testa on Visualhunt.com
Borgo a Mozzano
Siamo in Garfagnana, in provincia di Lucca in un borgo di mezza costa famoso per il suo Ponte del Diavolo. Un antico ponte di pietra, capolavoro di ingegneria medievale e famoso per la leggenda che aleggia sulla sua costruzione.
Si narra che il capo muratore impegnato nella sua costruzione era molto preoccupato del ritardo accumulato nella stessa opera a causa delle continue ed impetuose piene del fiume. Una sera preso dalla disperazione invocò Satana. Il diavolo si offrì di completare l’opera in una sola notte in cambio della prima anima che avesse attraversato il ponte. Il capomastro però lo incastrò, fece attraversare il ponte ad un cane.
Rosazza
Torniamo in Piemonte dove in provincia di Biella c’è un borgo considerato il più misterioso d’Italia. E’ Rosazza che secondo la leggenda fu costruito dagli spiriti.
Il paese era abitato da Federico Rosazza, membro del Senato del Regno d’Italia e soprattutto dell’associazione Giovane Italia di Giuseppe Mazzini. Secondo quanto si narra era la persona di riferimento della massoneria della zona ed è per questo che la città è ricca di simboli esoterici e misteriosi.
Sermoneta
Incantevole comune laziale con un borgo medievale ben conservato su cui spicca il castello del paese noto anche col nome di castello Caetani.
Trattasi di un imponente fortezza medievale situata sulla cima della collina che rappresenta uno dei migliori esempi di architettura medievale in Italia e offre una vista panoramica spettacolare sulla campagna circostante. Si narra che al suo interno aleggi il fantasma di un bambino morto violentemente nel sotterraneo del castello: potrebbe trattarsi proprio del piccolo principe raffigurato in un quadro della sala del Cardinale.

Poveglia. Photo credit: Irma Testa on Visualhunt.com
Poveglia
Poveglia è un’isola disabitata situata nella Laguna di Venezia. Nota per una storia oscura è considerata un luogo di grande fascino e mistero.
Circondata da un superbo paesaggio lagunare divenne luogo di quarantena durante la peste ed ospitò oltre 160.000 persone infette che vennero lasciate qui a morire. Fu poi dal 1922 sede di un ospedale psichiatrico e con questo passato è giocoforza circondata da molte leggende e storie di fantasmi.
Secondo voci di popolo il 50% del suolo di quest’isola è costituito da resti umani, molti dei quali sono stati rinvenuti per caso sotto i vigneti.
Poppi
Siamo in Casentino, nel cuore della Toscana in provincia di Arezzo. Poppi e dominata dall’imponente figura del castello dei conti Guidi dove aleggia ancora oggi la presenza di Metelda, la vedova nera dei Guidi.
Metelda sposata a un uomo molto più grande di lei e sempre fuori Poppi impegnato in campagne militari si sentiva sola e così concupiva i migliori giovani del paese che però dopo aver passato una notte con lei non uscivano vivi dal castello, Il pubblico quando se ne accorse assaltò il castello è murò la donna viva in cima a una torre, La stessa da cui ancora oggi si sentono le sue grida.
Montebello
Nel castello di Montebello in provincia di Rimini aleggia quello che è il fantasma più famoso d’Italia.
Il fantasma è quello della piccola Azzurrini che intorno al 1300 abitava il castello in quanto figlia del feudatario Ugolinuccio o Uguccione. La piccola era albina, e i genitori, per evitare che venisse accusata di stregoneria a causa del suo aspetto, la tenevano rinchiusa nel castello e provarono a tingerle i capelli, ottenendo però solo dei riflessi azzurri, da cui deriverebbe appunto il soprannome Azzurrina.
Un giorno però la bambina scomparse misteriosamente senza essere mai ritrovata, ma il suo spirito pare non abbia mai lasciato il castello. Tanti dicono di averla vista e altri di aver sentito i suoi lamenti di cui pare esistano addirittura delle registrazioni.
Ott 23, 2023 | Enogastronomia, Territori
Le Isole Vergini britanniche celebrano la loro ampia offerta di esperienze culinarie uniche con un ricco calendario di eventi in occasione del BVI Food Fete, una serie di appuntamenti ideati dal BVI Tourist Board & Film Commission (BVITBFC) per evidenziare la gamma di esperienze culinarie disponibili nel piccolo territorio vera fonte d’ispirazione per i visitatori che pianificano un viaggio verso i Caraibi.

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Cos’è l’isole Vergini Britanniche food fete
Il BVI Food Fete, che dal 2014 tradizionalmente si tiene ogni novembre, offre diversi eventi culinari ed appuntamenti a tema durante tutto l’anno.
“C’è così tanta diversità e ricchezza nelle nostre esperienze culinarie, che abbiamo deciso creare un programma che si estende per tutto l’anno anziché concentrare gli eventi in un solo mese.
Ciò darà a più visitatori l’opportunità di partecipare a questi eventi e mettere ancora più in evidenza i numerosi spunti gastronomici per i viaggiatori che scelgono la nostra destinazione”, ha dichiarato Clive McCoy, Director of Tourism for British Virgin Islands.

Ivb tourism
Il festival dell’aragosta
La serie di eventi inizierà con l’Anegada Lobster Festival, conosciuto come il più grande evento dedicato a questa specialità dei Caraibi, in programma dal 24 al 26 novembre 2023.
Migliaia di visitatori affolleranno Anegada per prendere parte a una caccia al tesoro intorno all’isola e assaggiare le ricette creative a base di aragosta nei migliori ristoranti di Anegada.
I dodici ristoranti partecipanti offrono diverse ricette a base di aragosta come involtini di aragosta, frittelle, aragosta al curry o l’eccentrico gelato all’aragosta.

Anegada Lobster Festival. Foto Jennifer Balcombe)
Jost Lime and Dine
L’evento successivo è il Jost Lime e Dine ospitato sull’isola di Jost Van Dyke.
Jost Van Dyke è una delle destinazioni più popolari tra i velisti per la cena, ma questo appuntamento è generalmente off-limits per gli ospiti che soggiornano sulla vicina isola di Tortola, poiché l’ultimo traghetto parte da Jost Van Dyke per Tortola alle 17:00 tutti i giorni.
In occasione di Jost Lime and Dine saranno disponibili traghetti ogni sabato a gennaio 2024 e ogni mercoledì e sabato a febbraio 2024.
Gli ospiti di Tortola potranno prendere un traghetto alle 18:00 dal West End e tornare con l’ultima corsa delle 22:45, avendo tutto il tempo per cenare e rilassarsi.

Ivb tourism
Taste of Virgin Gorda
L’evento principale, Taste of Virgin Gorda, tornerà il 16 marzo 2024.
Un appuntamento iconico del BVI Food Fete: il Virgin Gorda Yacht Harbour, recentemente ristrutturato, ospiterà questo evento che presenterà piatti provenienti da alcuni dei migliori resort delle isole vergini britanniche. I ristoranti partecipanti includeranno Rosewood Little Dix Bay, The Bitter End Yacht Club e Blunder Bay.
L’evento sarà caratterizzato da una configurazione a semicerchio in stile villaggio completa di un palco per l’intrattenimento.
Una delle caratteristiche principali di questo evento sarà l’intrattenimento premium, che in precedenza ha visto artisti del calibro del famoso sassofonista delle Barbados Arturo Tappin. L’evento del prossimo anno vedrà anche la partecipazione dei migliori performer locali, insieme a un artista internazionale che sarà annunciato a breve. Parte del ricavato dei fondi raccolti andrà a finanziare borse di studio nel turismo. L’attesissimo e competitivo chef cook-off sarà una particolarità di questo evento – il vincitore si aggiudicherà il prestigioso trofeo Taste of Virgin Gorda.

Ivb tourism
Taste of Tortola
The Taste of Tortola tornerà il 29 giugno 2024 presso il Greater Queen Elizabeth II Park, Road Town, Tortola.
Questo evento per famiglie, un altro momento iconico delle precedenti edizioni di BVI Food Fete, metterà in evidenza i migliori ristoranti di Tortola, fungendo da vetrina per i piatti d’autore e presentando una vasta gamma di intrattenimento locale.
Gli ospiti che parteciperanno a questo evento pagheranno una quota di iscrizione per assaggi dai ristoranti aderenti a favore di una borsa di studio nel turismo.
Il momento clou della serata sarà lo chef cook-off, che assegnerà al vincitore l’ambito trofeo Taste of Tortola.

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A proposito delle Isole Vergini Britanniche
Conosciute come una destinazione preziosa e ricca di esperienze da scoprire, le Isole Vergini Britanniche (BVI) sono un arcipelago affascinante composto da 60 isole e baie situate nella regione nord-orientale del Mar dei Caraibi.
Grazie alle numerose ville private e ai lussuosi resort boutique, non mancano le strutture dove alloggiare tra cui scegliere, sia per viaggi di piacere che per viaggi MICE (meeting, eventi e incentivi).
Le BVI sono state a lungo acclamate come la capitale mondiale della vela per la loro navigazione in linea d’aria, per la miriade di opzioni di noleggio d’imbarcazioni (a scafo nudo, con equipaggio, a motore, a vela tradizionale issata) e per l’ampia gamma di esperienze che si rivolgono in particolare ai diportisti.
Le BVI sono continuamente premiate con riconoscimenti, tra cui “Top Islands in the Caribbean, Bermuda and the Bahamas” nei World’s Best Awards 2020 di Travel + Leisure, il piazzamento al secondo posto nell’ambita lista “52 Places to Go in 2020” del New York Times e la posizione “#1 Best Place to Visit in the Caribbean” di U.S. News & World Report nel 2017, 2018 e 2019 e al secondo posto per il 2021-2022.