Le ville-fattorie del Chianti Classico verso il riconoscimento Unesco

Le ville-fattorie del Chianti Classico verso il riconoscimento Unesco

L’unicità del paesaggio culturale delle colline tra Firenze e Siena è ufficialmente tra i siti candidati a divenire patrimonio Unesco.
Presentato a Firenze un Comitato scientifico internazionale di altissima levatura accademica


Il paesaggio del Chianti Classico sotto studio

“Il Sistema delle Ville-fattoria nel Chianti Classico” è stato ufficialmente inserito nell’elenco della Lista propositiva italiana dei siti candidati a Patrimonio dell’Umanità: un primo importante passo per un progetto condiviso dall’intero territorio coinvolto.
La proposta è stata ideata e curata dalla Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico E.T.S. con unanime condivisione di tutte le amministrazioni comunali del territorio interessato e con il fondamentale supporto della Regione Toscana in qualità di soggetto proponente.


Dal Rinascimento a oggi un paesaggio intonso

Il sistema delle ville – fattoria nel Chianti Classico  è fra  le testimonianze più significative  dei processi  che  a partire dal Rinascimento hanno investito i territori  agricoli  compresi fra le città di Firenze e di Siena, contrassegnando l’evoluzione del loro assetto insediativo e produttivo.
Questi territori sono stati infatti interessati dalle costanti attenzioni da parte delle due città dominanti che ne hanno fatto luoghi elettivi  della loro politica di renovatio culturale,  sociale e produttiva , dopo  il  gravissimo declino  intervenuto con la peste nera  ed  il susseguirsi  di epidemie e carestie che hanno flagellato l’Europa  nella seconda metà del XIV secolo.
In questa politica di rilancio hanno trovato introduzione, accanto a  nuove forme insediative, anche nuovi modelli e di organizzazione fondiaria, espressi dal sistema  della villa -fattoria, superando le forme di epoca medievale con modelli aziendali mirati alla gestione  dell’intera filiera economica.
In questo quadro si è delineata una  riformulazione complessiva della struttura  territoriale medievale, che ha visto il riuso delle  preesistenze insediative in ville- fattoria  capaci  di assolvere le  funzioni strategiche  richieste dalla nuova economia territoriale rinascimentale.
Questa azione di  renovatio  del sistema  storico insediativo e produttivo delle ville-fattoria  ha interessato il territorio candidato soprattutto a partire  dalla seconda metà del XVI secolo, quando  con la fine delle  lunghe  guerre fra Firenze e Siena questo non è più luogo di frontiera e teatro di scontro e l’iniziativa di rilancio condotta dalle due città,  si  diffonde sull’intera area  chiantigiana determinandone i caratteri salienti, ancora oggi riconoscibili,  storici, strutturali ed identitari.


Chi sono i componenti del gruppo di studio

Questi caratteri sono quindi oggetto di studio da parte di un gruppo di  consulenti scientifici, diretti e coordinati dalla prof.ssa Paola Eugenia Falini, a cui si affianca un comitato scientifico internazionale di recentissima nomina composto da: Cristina Castel-Branco, Prof. Università di Lisbona (Portogallo); Monica Luengo, Architetto del paesaggio, Membro onorario del Comitato scientifico internazionale dei Paesaggi Culturali ICOMOS-IFLA ; Hidenobu Jinnai, Prof. Ing. Università Hosei di Tokyo (Giappone); Jukka Jokilehto, Prof. Arch. Università Nova Gorica (Slovenia); Alessandro Pacciani, Prof. Università degli Studi di Firenze, Accademico dei Georgofili (Italia); Luigi Zangheri, Prof. Arch. Università degli Studi Di Firenze e Presidente Emerito dell’Accademia delle Arti del Disegno (Italia).


Il ruolo fondamentale della Fondazione Tutela del Chianti Classico

“La Fondazione  – commenta la Presidente Tessa Capponi Borawska ha organizzato scrupolosamente tutta l’analisi preliminare alla presentazione della richiesta formale di inserimento nella lista propositiva italiana. Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta la Regione Toscana, i Sindaci del territorio e tutti gli altri soggetti coinvolti, che con il loro sostegno hanno reso possibile il raggiungimento di questo primo ambito traguardo. È con grande entusiasmo, infine, che oggi presentiamo i membri di un comitato scientifico internazionale, che affiancherà i nostri illustri consulenti scientifici nella realizzazione del dossier finalizzato all’ottenimento del prestigioso riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità”.

Idee vacanza dell’ultimo minuto per luglio. Ecco le 11 mete ideali

Idee vacanza dell’ultimo minuto per luglio. Ecco le 11 mete ideali

I luoghi italiani più ambiti dagli italiani per le vacanze di luglio 2023, secondo Jetcost sono Sicilia, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Puglia, Sardegna e Toscana. Queste le regioni con il maggior numero di città tra le 40 destinazioni più ricercate
Roma, Milano, Jesolo, Gallipoli, Capri, Lampedusa, Lignano Sabbiadoro, Reggio Emilia, Riccione e San Vito lo Capo le dieci destinazioni preferite dagli italiani
La Sicilia con sette città, seguita dall’Emilia-Romagna con cinque e da Lazio, Campania e Puglia con quattro sono le regioni con il maggior numero di città scelte tra le 40 più ricercate per il mese di luglio 2023.


Le città più ricercate per luglio 2023

Ecco  la top 40 delle città più ricercate per luglio 2023.
1. Roma (Lazio)
2. Milano (Lombardia)
3. Jesolo (Veneto)
4. Gallipoli (Puglia)
5. Capri (Campania)
6. Lampedusa (Sicilia)
7. Lignano Sabbiadoro (Friuli-Venezia Giulia)
8. Reggio Emilia (Emilia-Romagna)
9. Riccione (Emilia-Romagna)
10. San Vito lo Capo (Sicilia)
11. Alghero (Sardegna)
12. Napoli (Campania)
13. Bari (Puglia)
14. Rimini (Emilia-Romagna)
15. Favignana (Sicilia)
16. Lucca (Toscana)
17. Ponza (Lazio)
18. Firenze (Toscana)
19. Bologna (Emilia-Romagna)
20. Catania (Sicilia)
21. Gaeta (Lazio)
22. San Teodoro (Sardegna)
23. Tropea (Calabria)
24. Olbia (Sardegna)
25. Palermo (Sicilia)
26. Cesenatico (Emilia-Romagna)
27. Isola del Giglio (Toscana)
28. Genova (Liguria)
29. Taormina (Sicilia)
30. Senigallia (Marche)
31. Porto Cesareo (Puglia)
32. Messina (Sicilia)
33. Caorle (Veneto)
34. Livigno (Lombardia)
35. Sorrento (Campania)
36. Ischia (Campania)
37. Alassio (Liguria)
38. Sperlonga (Lazio)
39. Vieste (Puglia)
40. San Benedetto del Tronto (Marche)

Le idee dell’ultimo minuto

Ma se la vacanza si decide, causa lavoro o famiglia, solo all’ultimo minuto e il budget a disposizione è poco niente panico! Quali sono le mete più economiche possibili?  Ecco la nostra selezione di luoghi per andare in vacanza a luglio con un budget ridotto. 


Bellaria – Igea Marittima

Spiagge lunghe e  sabbiose, strutture ricettive dotate di ogni comfort, divertimento assicurato e prezzi accessibili sono le caratteristiche attrattive che fanno da sempre della riviera romagnola una meta cult capace di richiamare un gran numero di turisti di ogni età e possibilità economiche da oltre 60 anni!
Una delle località che meglio tiene insieme queste caratteristiche è Bellaria Igea Marina situata sulla costa tra le più note Cesenatico e Rimini.
Stabilimenti attrezzati e moderni, qualità dei servizi eccellenti, parchi urbani, zone pedonali, ristorantini e locali inclusi sono il pacchetto per la tipica vacanza romagnola all’insegna dello svago e della comodità, da sfruttare quest’anno grazie ad offerte vantaggiose e competitive rispetto alle altre località della riviera.
Ricordate che il mare di Bellaria-Igea Marina è tra i più puliti della regione ed è stato sovente insignito del riconoscimento della Bandiera Blu.


Rodi Garganico

Tra le infinite e suggestive mete estive che costellano l’intero territorio dellaPuglia c’è n’è una che spicca come mix di bellezza paesaggistica e prezzi contenuti: E’ Rodi Garganico, una delle località turistiche più gettonate e accessibili della regione e cuore del Gargano.
Posizionata nel cuore del meraviglioso Parco Nazionale del Gargano  è un borgo marinaro ideale base per una vacanza a basso costo e alto tasso di fascino grazie alle sue spiagge bianche sia libere che attrezzate bagnate da un mare limpido e invitante e a un centro storico dominato dal Castello Aragonese.
Dopo un po’ di relax sulle belle spiagge di Levante e Ponente si può partire da Rodi Garganico alla scoperta delle altre perle che costellano questa parte di Puglia come Peschici o salpare verso le magnifiche Isole Tremiti.


Policoro

La Basilicata è garanzia di paesaggi naturali di grande impatto e costi contenuti per una vacanza estiva piena di attrattive nelle sue bellissime località marine.
Protesa verso la costa ionica al centro del Golfo di Taranto, Policoro si caratterizza per un felice matrimonio tra mare, natura, storia e prezzi contenuti.
In una cornice di natura intonsa si alternano spiagge selvagge, lidi attrezzati e un lungomare mondano e vivace al cospetto di un mare cristallino.
Oltre alla vita da spiaggia Policoro, località capitale della costa ionica lucana, è al centro dell’interesse degli amanti di natura e storia grazie alla Riserva naturale regionale del Bosco Pantano da scoprire con escursioni e attività all’aria aperta e ai resti dell’antica città di Siris-Heraclea, raccolte nel Parco Archeologico o il Santuario di Demetra e il Tempio Arcaico dedicato a Dionisio.

Petacciato Marina

Localitè quasi sconosciuta ai grandi flussi come tutto il Molise è fra le mete economiche per eccellenza la migliore dove trascorrere le vacanze estive di juglio e non solo..,
Il Molise non finirà mai di stupirvi con glu affascinanti borghi arroccati in montagna e le suggestive località marine.
Per restare sulla costa e fare un bagno nel Mar Adriatico ci dirigiamo verso la Marina di Petacciato, un villaggio di mare da scoprire lontano dai grandi flussi turistici. L’antico borgo medioevale di Petacciato sorge in cima ad una collina affacciata sul mare non distante da Termoli e vanta un caratteristico centro storico, mentre scendendo verso la Marina si incontra un litorale lambito da acque azzurre, più volte bandiera blu, con spiagge libere o attrezzate, relax e paesaggi incontaminati e suggestivi come quelli delle sue grandi pinete e delle grandi dune sabbiose.


Roccella ionica

Statistiche alla mano la Calabria è una delle destinazioni turistiche migliori per le vacanze low cost in Italia. Una terra tutta fa scoprire con tante mete possibili e tutte con un ricco patrimonio di paesaggi, arte e tradizioni da scoprire.
Per le vacanze dell’ultimo minuto di luglio il suggerimento è di dirigersi sulla bella Costa dei Gelsomini affacciata sul Mar Ionio dove sorge Roccella Ionica localitò che spicca per la qualità del suo mare cristallino e la sua vita culturale.
Grazie alla sua magnifica spiaggia di sabbia bianca e fina, all’azzurro del suo mare, alle colline che la incorniciano e alle sue antiche origini di colonia greca, Roccella rappresenta una delle mete ideali per conoscere un angolo di Calabria a portata di ogni budget.


Sciacca

Un salto nella Sicilia più autentica stracolma di mete vacanziere, paesaggi incredibili, spiagge tra le più belle d’Italia, città d’arte e cibo delizioso ed ecco, se si escludono le località più rinomate e battute dai turisti, incantevoli luoghi meno conosciuti e molto meno cari. Fra questi segnaliamo Sciacca in provincia di Agrigento uno di questi, un vivace borgo marinaro pieno di colori affacciato su uno spettacolare mare blu con una particolare forma ad anfiteatro.
L’atmosfera resa suggestiva da pescherecci, case ammassate e un caratteristico centro storico dal sapore arabo normanno è resa ancora più speciale dalla terrazza vista mare che regala una romantica vista sullo sperone di Coda di Volpe.
Intorno a Sciacca non mancano splendide spiagge come quelle di Capo San Marco, quella Torre del Barone ai piedi di una scogliera bianca e la spiaggia della Tonnara più prossima al centro.

Per delle memorabili vacanze low cost in Italia a Luglio, ci si può anche spostare lontano dalla costa e dalle località marine per immergersi nel contesto di natura verde e borghi antichi dell’Umbria.


Valnerina

Una delle zone dove è possibile trascorre una vacanza rigenerante al riparo dal caldo afoso e da costi proibitivi è la magnifica Valnerina nella zona sud orientale dell’Umbria che si sta riprendendo dal recente terremoto.
Alloggiando in uno degli agriturismi o antichi casali di zona si può esplorare un’area ricca di borghi medioevali, natura incontaminata e paesaggi verdi lontani dal caos e dalle folle turistiche.
La Valnerina non è solo uno dei polmoni verdi dell’Umbria ma anche il territorio che ospita le spettacolari cascate delle Marmore, tra le più alte d’Europa.
In questo suggestivo contesto paesaggistico si torna a contatto con la natura, grazie a luoghi autentici ed escursioni nel verde come quelle nell’imperdibile Parco Fluviale del Nera.


Martinsicuro

Un borgo marittimo che si trova nel cuore del litorale settentrionale abruzzese e come altre località della regione rappresenta un’ottima destinazione vacanziera sul mare senza spendere un capitale grazie alle tante moderne strutture ricettive presenti.
Non lontano dalla più conosciuta San Benedetto del Tronto, Martinsicuro è caratterizzato dalle dune sabbiose, dagli stabilimenti valneari dotati di ogni comodità, dal classico lungomare costellato di negozi e locali e soprattutto da un mare tra i più limpidi della costa.
Oltre a vantare un grazioso centro storico dominato da una torre cinquecentesca, Martinsicuro è ideale per praticare sport acquatici sulle sue acque limpide e poco profonde e per percorrere parte della costa con lunghe passeggiate in bicicletta vista mare.

Numana

Nella stupenda cornice paesaggistica del promontorio anconetano del Conero troviamo una delle località più apprezzate della Riviera marchigiana per bellezza e prezzi contenuti: il borgo marinaro di Numana in provincia di Ancona.
Il suo affascinante centro storico è caratterizzato da vicoli tortuosi e case di ogni colore che affacciano su un tratto di mare cristallino e ciottoloso perfetto per praticare snorkeling o per dedicarsi all’abbronzatura.


Marina di Cecina

In provincia di Livorno, tra la Maremma costiera e la Costa degli Etruschi troviamo una delle migliori località balneari in Toscana, capace di garantire vacanze marine ideali per bellezza dei paesaggi e costi di pernotto.
Marina di Cecina è un centro di antiche origini e allo stesso tempo una moderna località ricca di strutture ricettive come pensioni, case vacanza e camping a prezzi competitivi immersi nel verde di pinete secolari.
Il litorale è caratterizzato da una lunga striscia di spiaggia sabbiosa su cui si alternano stabilimenti attrezzati comodi per famiglie e tratti di spiaggia libera bagnata da un 
mare verde.

Valle di Comano

Montagna, luglio e vacanze low cost sono una combinazione possibile anche tra i paesaggi verdi del Trentino, in particolare nella tranquilla e poco conosciuta Valle di Comano.
Nelle strutture ricettive disseminate in questo territorio si possono organizzare soggiorni all’insegna dello sport all’aria aperta e salubre dei monti e del benessere per via delle rinomate acque termali che sgorgano nel borgo di Comano Terme.
Oltre a rilassarsi in un centro termale, nella Valle si possono percorrere numerosi percorsi escursionistici immersi nella natura spettacolare del posto come quella del Lago di Molveno e scoprire antichi borghi affascinanti come Stenico col suo castello medioevale, Bleggio, San Lorenzo in Banale e Canale di Tenno.

 

 

 

 

Cinque Terre. Le perle del Mar Ligure

Cinque Terre. Le perle del Mar Ligure

L’Italia paese circondato per tre quarti dal mare regala paesaggi straordinari per chi ama l’aria di salmastro. Dal nord al sud, dall’Adriatico al Tirreno la costa del Bel Paese regala meraviglie che vengono visitate da turisti di tutto il mondo. Gioielli scolpiti dall’uomo e dalla natura che meritano di essere scoperti, al ritmo del viaggiatore e non del turista.
Cinque Terre, le perle del Mar Ligure sono uno degli angoli più straordinari della costa italiana. Uno di quelli raggiunti dai turisti di tutto il mondo con la mappa in mano e la frase “cinque terre italy” in testa!


I 5 borghi marinai delle meraviglie

In realtà Cinque Terre Liguria possiamo rispondere. Siamo infatti nel levante ligure, non lontano dalla ruggente Versilia e dall’austera città di Genova, praticamente a metà strada fra i due.
Le Cinque Terre, le perle del Mar Ligure sono l’unicum di cinque piccoli borghi marinari: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.
Abbarbicati a picco sul mare in una delle aree naturalistiche di terre e di mare più belle del Mediterraneo.
Cinque piccoli paesi di rara bellezza che nel loro insieme, non a caso, dal 1997 possono fregiarsi del titolo di patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco.
Un unicum fatto di piccole baie e spiaggette riservate nascoste sotto gli scogli di una costa frastagliata. Un mare cristallino che nulla ha da invidiare a quello delle mete esotiche. Una fitta rete di sentieri che si perde fra i pini, il mirto, l’erica, il corbezzolo, le scale e i ciottolati che uniscono le cinque piccole terre.


Cinque Terre: il parco di terra e di mare

Un paesaggio che non può che fare innamorare qualsiasi visitatore con la sua straordinaria bellezza in parte figlia della natura e in parte frutto della mano dell’uomo. Un territorio “protetto” e preservato dal parco nazionale e dalla riserva marina. Una zona fatta di piccoli paesi di antica cultura marinara, mestieri antichi, profumi intensi e vini rari.
Le Cinque Terre, le perle del Mar Ligure sono uno di quei luoghi che meritano di essere visitate almeno una volta nella vita. Sono un monumento alla natura e alla bellezza da scoprire perla dopo perla le cinqueterre. Da Monterosso, a Vernazza, da Corniglia a Manarola per finire a Riomaggiore. Con le loro piccole case colorate abbarbicate l’una all’altra a rincorrersi fra l’azzurro del cielo quello del mare. Con quelle barche antiche di remi, lampara e fatica che raccontano leggende di lupi di mare.


Il sentiero dell’amore

E poi quella fitta rete incredibile di sentieri meravigliosi. Nati non per essere percorsi da turisti frettolosi della domenica d’estate. In realtà questi erano una volta le uniche vie di comunicazione possibili per collegare i borghi. Sentieri spericolati abbarbicati fra scogli e onde che regalano scorsi incredibili, specie al tramonto.
Fa tutti i sentieri il più famoso è indubbiamente la “Via dell’Amore”, oggi purtroppo interdetta per 800 metri del suo chilometro di percorso. Una piccola via che ha fatto sospirare e battere il cuore di tanti innamorati nata per caso dall’esigenza di trovare una via “breve” per collegare Manarola a Riomaggiore.


Nascita della strada degli innamorati

Non c’era infatti niente di romantico nelle intenzioni dei cavatori che la costruirono alla fine degli anni venti del Novecento.
Unica esigenza loro era quella di abbreviare il percorso fra le due località mentre erano impegnati nella costruzione della ferrovia La Spezia-Genova.
Il risultato incredibile è stata questa via ricavata nella roccia che addirittura per un breve tratto corre sulla volta della galleria ferroviaria.
Non avrebbero certo pensato di creare un mito che sopravvive e che attrae ogni anno migliaia di innamorati da tutto il mondo, specialmente nel giorno di San Valentino.


Assaggiando lo sciacchetrà

E poi è impossibile lasciare le Cinque Terre senza aver assaggiato le mitiche acciughe delle Cinque Terre e lo Sciacchetrà.
Il vino degli “angeli matti” come definì Luigi Veronelli questi produttori eroici. Forse anche voi percorrendo questi sentieri vi chiederete chi può essere così folle da impiantare e allevare vigneti terrazzati qui, sfidando la forza di gravità.

Il risultato di questa sfida ala natura è un vino passito dolce molto particolare e tipico della zona. Una rarità da provare col suo colore giallo intenso e i sentori di mela e albicocca. Un vino peraltro dal nome insolito di cui vi racconteremo in un altro articolo.

 

La “verde”estate della Val Gardena

La “verde”estate della Val Gardena

L’estate in Val Gardena sarà sempre più “green”, sia perché verde è il colore dominante dei prati e dei boschi, sia perché sempre maggiore è la consapevolezza di scegliere di vivere rispettando la natura che ci circonda. Seguendo questo principio sono tante le iniziative che invitano a passare belle giornate di vacanza, adottando piccoli accorgimenti che contribuiscono a preservare l’ambiente.


La montagna certificata 

La Val Gardena è Patrimonio Mondiale Unesco e questo comporta delle responsabilità. A coronamento del proprio impegno verso la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, ha ricevuto un importante riconoscimento che ne testimonia l’impegno per un turismo sostenibile.
Il Global Sustainable Tourism Council (GSTC) è un’organizzazione fondata nel 2007 dall’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, per promuovere la sostenibilità e la responsabilità sociale nel turismo. Il marchio GSTC si ottiene attraverso un processo di verifica da parte di Vireo, l’unico organismo di certificazione accreditato da GSTC in Italia. Ciò significa che il servizio di certificazione è svolto e gestito in conformità alla normativa che definisce i metodi, le procedure e i tempi degli audit di verifica, garantendo l’indipendenza e la credibilità dell’intero sistema.


“Rispetto per le Dolomiti”

Diversi anni fa è stato creato un gruppo di lavoro, che sviluppa attività di sensibilizzazione e manifestazioni per promuovere la sostenibilità in Val Gardena.
Rientrano nel progetto eventi sportivi come Sellaronda Bike Day, la valorizzazione dell’artigianato locale con il marchio Made in – Dolomites Val Gardena – with love, la gestione dei rifiuti, l’acqua di fonte con il progetto “Ega dla Dolomites”, la cura dell’alpeggio, dei sentieri e del bestiame al pascolo, l’uso di energia pulita da fonti idroelettriche, e, in generale la mobilità, con la tessera Val Gardena Mobile Card, le stazioni di ricarica per veicoli elettrici e l’utilizzo delle e-bike.

Mobilità a basso impatto, semplice e utile

In Val Gardena l’auto può restare in garage. Val Gardena Mobil Card, riservata esclusivamente agli ospiti degli esercizi membri di un’Associazione turistica locale, permette di utilizzare gratuitamente tutti gli autobus. La Mobil Card è consegnata senza ulteriori spese all’arrivo nella struttura scelta (se fa parte di un’Associazione turistica della Val Gardena).
La mobilità diventa senza limiti se alla Card si abbina un pass Gardena Card o Dolomiti SuperSummer, per gli impianti di risalita. Gardena Card prevede l’uso illimitato di tutti gli impianti di risalita della Val Gardena (18 impianti) in funzione in estate. E’ disponibile per gli adulti al prezzo di 103 euro (3 giorni consecutivi) o 135 euro (6 giorni consecutivi), per i ragazzi dagli 8 ai 16 anni a 72 euro (3 giorni) o 93 euro (6 giorni). Per i bambini fino agli 8 anni la carta costa solo 5 euro.

Dolomiti SuperSummer offre la possibilità di utilizzare 120 impianti di risalita in 10 regioni dolomitiche fino al 05.11.2023. Il pass è disponibile per la durata di un giorno a 56 euro o per più giorni. Il vantaggio del pass plurigiornaliero è che gli ospiti possono utilizzarlo per tre giorni su quattro (prezzo: 120 euro) o cinque giorni su sette (prezzo: 160 euro) Il trasporto delle biciclette è incluso nel prezzo. Le e-bike sono disponibili anche in diverse stazioni di noleggio.

Centro di mobilità della Val Gardena

Il Centro di Mobilità della Val Gardena è una struttura organizzata per gestire al meglio tutte le problematiche inerenti alla mobilità e la gestione dei servizi dei mezzi pubblici, sia nei paesi che sulle montagne (impianti di risalita). L’obiettivo è riuscire a monitorare e a gestire al meglio il flusso del traffico, individuando il trasporto pubblico come migliore scelta possibile di spostamento. Il Centro di Mobilità ha anche il compito di studiare progetti a lungo termine, in particolare per assicurare una mobilità adeguata anche in vista della possibile assegnazione dei Campionati Mondiali di Sci del 2029.

Obiettivi futuri

La Val Gardena si è anche prefissata degli obiettivi concreti da raggiungere entro il 2026, tra cui: realizzare un Centro per la mobilità allo scopo di elaborare progetti per collegamenti senz’auto né barriere; ridurre del 20% il traffico sulle strade dei passi (Gardena e Sella); aumentare del 20% i percorsi ciclabili sulle strade dei passi; conseguire un incremento dal 10% al 15% degli arrivi con i mezzi di trasporto pubblici; aumentare del 100% il numero delle stazioni di ricarica elettrica; incrementare del 25% le fonti di energia rinnovabili per gli esercizi; ridurre del 20% la produzione di stampati e il consumo di plastica. La missione è la formazione di concetti climatici verificabili e la loro attuazione. La Val Gardena vuole così contribuire all’impegno globale e a sostenere la Provincia Alto Adige con l’iniziativa Klimaland Südtirol e il KlimaPlan Energie – Südtirol 2050, per ridurre significativamente le emissioni di gas serra e raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi.

Successo per i treni storici in tutta Italia. Sabato 9 luglio riparte la Porrettana Express

Successo per i treni storici in tutta Italia. Sabato 9 luglio riparte la Porrettana Express

Tutti in carrozza, purché sia d’epoca: è già un successo il nuovo ciclo di viaggi su treni storici lungo l’Appennino Tosco-Emiliano.
Si va verso il sold-out per il primo viaggio di Porrettana Express, dedicato ai più piccoli, in programma sabato 9 luglio.
Centinaia le prenotazioni, numerose le famiglie con bambini per il primo dei treni Kids, con laboratori e attività dedicate.


Grande successo per la Porrettana Express

“Le richieste arrivano da tutta Italia – dichiara Enzo Ciano, presidente di Germina Impresa Sociale, promotrice dell’iniziativa – per la riscoperta di un turismo slow, a conferma delle potenzialità turistiche del progetto che necessita di una programmazione pluriennale che vada incontro alle richieste del mercato e sia in grado di rispondere alle manifestazioni di interesse di tour operator nazionali e internazionali, desiderosi di inserire Porrettana Express nei programmi delle stagioni future”.


5 viaggi d’estate dedicati ai bambini

Cinque i viaggi tematici in calendario per questo nuovo ciclo estivo: il 9, 16 e 22 luglio, 6 agosto e 10 settembre.
Due i viaggi dedicati ai bambini, tra cui il primo, in programma sabato 9 luglio: dalle ore 8.15 sarà possibile effettuare le operazioni di check-in e visitare il Deposito Officina Rotabili Storici di Pistoia, importante hub strategico recentemente restaurato, dove Fondazione FS esegue la manutenzione di vetture e locomotive di epoche diverse ancora perfettamente funzionanti.
Alle 10.15 il fischio della partenza verso il verde dell’Appennino, con sosta a Castagno per laboratori ludico-espressivi sul tema della ferrovia, a cura della cooperativa Intrecci. Nel mentre gli adulti potranno vistare il caratteristico borgo-museo. Da Pracchia si prosegue in pullman alla scoperta di alcuni poli dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese.


Trekking, mountain bike e storia. Tutto in treno

E’ invece riservato agli amanti del trekking e della mountain bike il viaggio del 16 luglio, con sosta a Piteccio e visita al museo fermodellistico presso la stazione locale e arrivo a Castagno dove è prevista la discesa dei trekkers per il rientro a Piteccio a piedi, lungo un suggestivo itinerario nel bosco alla scoperta di alcuni manufatti della ferrovia.
I bikers, invece, proseguiranno per Pracchia dove scenderanno per iniziare il loro bike tour. Ad accompagnarli guide professionistiche. Il treno storico ripartirà da Pracchia fermandosi a Piteccio per far salire i trekkers.

Sabato 22 luglio il tema è quello della musica: si parte da Pistoia in direzione “Porretta Soul festival”. Prevista una sosta alla rampa di salvamento di Valdibrana,costruita all’epoca dei treni a vapore per permettere alle vetture di prendere velocità e superare la salita. All’arrivo nella cittadina termale emiliana i viaggiatori potranno visitare il caratteristico mercatino del festival, conoscere i murales del soul e passeggiare per il centro, godendosi i concerti lungo le vie del paese. Il ritorno a Pistoia è previsto per il tardo pomeriggio.

Il 6 agosto si va alla scoperta del Museo SMI e della Linea Gotica: non tutti sanno, infatti, che sull’Appennino pistoiese si trovava un’importante fabbrica di munizioni e proprio da qui passava la Linea Gotica.
Dopo la sosta a Piteccio, per la visita al museo fermodellistico, si prosegue a Pracchia e da qui – in navetta – verso il Museo SMI di Campo Tizzoro per una visita guidata e a una rievocazione storica. Anche in questo caso il ritorno a Pistoia è previsto per il tardo pomeriggio. Il ciclo estivo 2023 si concluderà il 10 settembre con un nuovo treno Kids.


La storia del Porrettana express

Attraverso l’esperienza del viaggio su treni storici, Porrettana Express si propone di raccontare e promuovere il territorio, esaltandone le eccellenze e permettendo ai viaggiatori di immergersi nella storia delle comunità, nel patrimonio naturalistico, artistico, culturale e museale che arricchisce di qualità e contenuti un’offerta turistica sostenibile.
Lanciato nel 2019 con l’obiettivo di valorizzare la storica strada ferrata che collega Pistoia con Porretta Terme, l’Appennino Tosco Emiliano e la Montagna Pistoiese, Porrettana Express 2023 è un progetto di promozione attuato da Germina Impresa Sociale in collaborazione con l’Associazione TRANSAPP e promosso e sostenuto dai Comuni di Pistoia e San Marcello Piteglio, dalla Fondazione Caript, dalla Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica e con la preziosa partnership di Fondazione FS.

I biglietti per i cinque treni di Porrettana Express 2023 (28 euro gli adulti, 12 euro per i bambini da 4 a 12 anni, gratis da 0 a 4 anni non compiuti) sono acquistabili esclusivamente on line sul sito www.porrettanaexpress.it

La foresta millenaria di Tarvisio

La foresta millenaria di Tarvisio

Conoscete una delle foreste più antiche d’Italia?
Vi conduciamo in un viaggio fatto di colori, profumi e suoni nella millenaria foresta di Tarvisio.

Geograficamente siamo oltre lo spartiacque alpino in una terra italiana da appena un secolo. Totalmente immersi in una foresta che, come il suo nome stesso dice, ha una storia di mille anni. Qui in virtù delle sue caratteristiche uniche poco tempo fa sono stati liberati dei rari esempi di lince (leggi qui).
Una foresta di confine che si estende di fianco a Slovenia e Austria vicino all’altopiano dove si produce il famoso formaggio Montasioe che comprende le vallate dei fiumi Fella e Slizza. Con il Montasio si fanno ottime ricette in particolare il frico.

Paesaggio invernale ©fabrice_gallina

Mille anni di storia

Era l’anno 1007 quando l’Imperatore tedesco Enrico II detto “il Santo” donò questa proprietà al vescovo di Bamberga. Forse, come si conveniva ai tempi, in ringraziamento di qualche miracolo divino realizzato.
Nel 1759 l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria lo acquistò e fu in questo periodo che nacquero i diritti di servitù. Un’idea illuminata quella delle concessioni gratuite di pascolo e legnatico che il signore faceva alle popolazioni locali per garantirne la sussistenza e tenersela buona…

Fu dopo il periodo napoleonico e il ritorno sotto la corona d’Austria che con una deforestazione pesante e selvaggia si decise di regolamentare i tagli. Una saggia decisione ambientale che serviva anche a garantire la tranquillità sociale alla popolazione di una terra, storicamente di confine.

Lago superiore di Fusine

La foresta della chiesa

La curiosità è che, nonostante siano passati oltre mille anni da quella donazione, ancora oggi la foresta di Tarvisio è per molti versi legata alla Chiesa.
Come si legge nei cartelli turistici appena si entra nel territorio è oggi patrimonio del Fondo Edifici di Culto del Ministero degli Interno. Ovvero di tutte quelle ex proprietà ecclesiastiche – soprattutto edifici di culto – pervenute quasi sempre per donazione allo stato italiano.

Fusine in Valromana

La più grande d’Italia

Con i suoi oltre 24.000 ettari di territorio, di cui 15.000 di bosco produttivo, è la più grande foresta demaniale d’Italia escludendo i parchi.
É sicuramente anche una delle aree naturalistiche e ambientali più importanti del paese per un motivo preciso. Anche oggi il bosco produttivo è gestito con un piano che garantisce un riciclo naturale d’imboschimento e sfruttamento a scalare per proteggere le specie arboree autoctone.

Con tanti appostamenti e una buona dose di fortuna è possibile scorgere alcune delle molte specie che qui abitano. Oltre alle più comuni vale la pena menzionare l’orso, l’aquila reale, lo stambecco, lo sciacallo dorato, il gatto selvatico,  la donnola, l’ermellino, la martora, la faina, la puzzola, il tasso e la lontra.

@Carlo-Sapliviero

Esempio di selvicoltura ambientale

Una foresta simbolo ed esempio di come sia possibile uno sfruttamento del bosco che però possa essere sostenibile pur generando importante economia.
I tagli annui, come accennato, riguardano solo 15.000 ettari della foresta e sono regolati da appositi piani.
Si procede così ancora oggi a garantire le servitù ai valligiani con strettissime tecniche di selvicoltura naturalistica che prevede tagli moderati e scalari per mantenere sempre la naturale ciclicità della copertura verde.

L’abete musicale

Una delle ricchezza della foresta di Tarvisio è il pregiato abete rosso di cui è ricco il territorio. Molti sono quelli da ammirare sotto la cima del Mangarat e nei boschi che circondano i laghi di Fusine e il lago di Predil (LEGGI articolo: dove fare l bagno…non al  mare)
L’abete rosso, albero fondamentale per la sua “risonanza”, è materia prima d’elezione per la costruzione degli strumenti musicali a corda.
Il suo segreto è in alcune anomalie di accrescimento degli anelli annuali. Sono quelle che lo fanno risuonare e che lo rendono ricercato dai liutai per costruire violini, viole e violoncelli. L’albero che canta si trova solo in alcune poche zone europee è il Tarvisiano è una di queste.

Il fiore dell’Himalaia

Anche per quel che concerne la flora la Foresta di Tarvisio è speciale.
Faggi secolari, abeti bianchi, pini, larici, rododendri e mughi la ricoprono decretandola vero e proprio monumento della natura.

La rarissima Wulfenia

Una straordinaria rarità, unica in Europa è un particolare fiore. É possibile ammirarlo fiorito fra la metà di giugno e di luglio. Ma solo qui oltreché sull’Himalaia tibetano. É la rarissima Wulfenia carinthiaca. Fiore alpino che cresce nelle pietraie umide del Tarvisiano e della Valcanale  in cespugli, nei pascoli molto calpestati e talvolta anche nelle malghe.
La sua presenza in questo angolo di Alpi Giulie è misterioso.
Potrebbe essere un relitto della flora alpina preglaciale o forse introdotto casualmente in tempi antichi. Deve il suo nome al grande botanico e naturalista settecentesco barone Franz Xaver von Wulfen e alla regione austriaca della Carinzia di cui è il fiore simbolo.