Dic 23, 2024 | Enogastronomia
L’Italia spicca nella classifica di TasteAtlas coi suoi piatti tradizionali, che hanno conquistato la classifica dedicata alle pietanze più buone del mondo.
Paese che vai, cucina che trovi e nel mondo c’è tantissima varietà sul fronte culinario.
Ogni nazione vanta tradizioni secolari, piatti tipici unici, con una storia alle spalle che dice tanto di quel posto, della sua cultura, delle sue tradizioni, dei suoi prodotti e della sua gente.
Le ricette vengono custodite gelosamente nelle famiglie, tramandate di generazione in generazione affinché non si perdano e continuino ad esistere.
Quando viaggiamo è conoscere la cultura locale assaporare questi sapori, in alcuni casi strani e curiosi per i nostri palati.
Ecco così che TasteAtlas, direi quasi per gioco perché è davvero complesso mettere a confronto piatti diversissimi, ha deciso di stilare la classifica dei 100 migliori piatti del mondo. Quelli da provare assolutamente quando si visita un Paese nuovo.
La lista è stata stilata sulla base di 335.106 valutazioni per ben 11.258 piatti presenti nel database della guida sulla base di 395.205 valutazioni di utenti world wide di cui 271.819 valide.
Da tutto ciò Taste Atlas che ricordiamo essere una guida online di viaggi esperienziali sulle rotte del cibo, ha stilato la classifica delle 100 pietanze più apprezzate a ogni latitudine.
C’è anche l’Italia che brilla in diverse categoria ma che, nonostante tutto, non è sul podio.
I 100 cibi migliori del mondo
TasteAtlas ha detto la sua come accennato sulla base della scelta degli utenti di ogni età e latitudine proponendo i 100 migliori piatti del mondo, mettendo in evidenza quelli meritevoli di essere assaggiati almeno una volta nella vita.
Ci sono pietanze sia dolci che salate, zuppe e piatti a base di carne, insomma: ce n’è davvero per tutti i gusti.
E l’Italia, notoriamente patria di tante prelibatezze, ha fatto una bellissima figura in classifica, comparendo in ben tre volte, di cui una addirittura sul podio.

Le top 20
Al primo posto spicca, non senza sorpresa, un piatto tipico colombiano: la lechona. Trattasi di un piatto a base di carne bianca e piselli che è stato dunque incoronato come il piatto migliore del mondo.
Al secondo posto c’è un’icona italiana, famosa in tutto il mondo: sua maestà la pizza napoletana.
Al terzo posto sale sul podio la picanha brasiliana, taglio di manzo brasiliano usato per il churrasco. Sorprende al quarto posto la rechta pasta di semolino algerino servito con stufato e a seguire il piccantissimo phanaeng Curry tailandese.
In linea di massima possiamo dire che c’è molto oriente e molta Africa soprattutto del nord mentre la cara vecchia Europa lascia nella top 20 spazio ai sapori per noi nuovi.
Sul fronte italiano spiccano in top 50 le tagliatelle con ragù alla bolognese (al 24esimo posto) e le pappardelle al cinghiale (in posizione numero 27).

La classifica dei primi 20 posti
Lechona, Colombia
Pizza napoletana, Italia
Picanha, Brasile
Rechta, Algeria
Phanaeng Curry, Thailandia
Asado, Argentina
Çökertme kebab, Turchia
Rawon, Indonesia
Cağ kebab, Turchia
Tibs, Etiopia
Biang Biang noodles, Cina
Cochinita pibil, Messico
Châteaubriand, Francia
Pernil, Puerto Rico
Unadon, Giappone
Païdakia, Grecia
Khao soi, Thailandia
Amêijoas à Bulhão Pato, Portogallo
Mechouia Salad, Tunisia
Chakhchoukha, Algeria
Dic 22, 2024 | Enogastronomia
Una coltre candida ricopre i prati, gli abeti, i tetti dei masi e traccia i contorni di un paesaggio incantato, completamente trasformato dall’inverno. Trentino, un richiamo irresistibile per chi ama camminare sulla neve, respirare l’aria pura e frizzante, passeggiare senza fretta.
Gli itinerari che suggeriamo alternano ampi tratti soleggiati a romantici sentieri nel bosco.
Sono percorsi tematici nel bosco oppure hanno come meta una malga o un rifugio per una pausa gustosa prima del ritorno.
Potete percorrere questi itinerari a piedi, oppure, se la neve è soffice e appena caduta, indossando le ciaspole. Un consiglio in più: portatevi anche un paio di ramponcini. Adattabili a tutte le scarpe, consentono una camminata sicura, nel caso in cui la neve fosse ghiacciata o dura.

1 – Il respiro degli alberi
Partendo da Lavarone, nel cuore dell’Alpe Cimbra, in inverno, visitate un monumento vivente, “il Respiro degli Alberi”.
Questo incantevole sentiero tematico immerso nel bosco è ricco di opere d’arte il cui elemento conduttore è l’albero, elemento di vita. La vista è dalla Valsugana al lago di Caldonazzo.
La formula è quella dell’arte nella natura, dell’arte proposta con gli elementi della natura come il legno, la corteccia, le pietre… il tutto in un superbo contesto ambientale.
Il percorso è un invito a scoprire, in maniera nuova e originale, il tratto dell’altopiano lavaronese che si affaccia sulla profonda valle del Centa e l’Alta Valsugana percorrendo un itinerario facile, in cui le suggestioni dell’ambiente si sposano con le suggestioni dell’arte. E’ un percorso adatto a tutte le stagioni, anche con le ciaspole ai piedi.

2 – Alla ricerca del silenzio e della pace a Pociace
E’ questa un’escursione di media difficoltà che richiede il tempo di una giornata per la lunghezza del percorso, ma che saprà premiarti con una delle più belle vedute sul Catinaccio-Rosengarten e la sua Roda de Vael.
Lontana da ogni rumore, Pociace è la meta per chi sa concedersi di perdere la bussola del tempo.
Potete anche fare una pausa nella baita forestale con bivacco sempre aperto, acqua freschissima di fonte e un caminetto esterno per scaldarsi e cucinare

3 – Dal Rifugio Dosson al Rifugio Meriz
Facile escursione adatta anche a famiglie con bambini che, in poco più di 4 km, porta al Rifugio Meriz attraverso i boschi della Paganella.
Da località Dosson s’imbocca la strada forestale immersa nel bosco, ai piedi della famosa “pista dei campioni” Olimpionica 2.
A metà strada circa si trova il punto panoramico Croz del Rasar, da cui è possibile dominare dall’alto Andalo e godere di un panorama unico sulle Dolomiti di Brenta.

4 – Alla ricerca dei draghi del Latemar
Ad ogni passo, una sorpresa: è la Foresta dei Draghi, in Val di Fiemme, un percorso-gioco fiabesco di mezz’ora che trasforma una passeggiata sulla neve battuta in un’avventura costellata di “prove” divertenti. All’arrivo, sul Latemar, ci si diverte anche con slittini e tubing. Ideale per le famiglie.

5 – In gita a Malga Ritorto
Il profumo degli abeti avvolge chi si dirige verso Malga Ritorto: il semplice sentiero è raggiungibile con la cabinovia Colarin-Patascoss con la quale si raggiunge località Patascoss.
La strada innevata, pianeggiante, prosegue nel bosco e giunge la radura davanti alla malga, dove potrai gustare un piatto di polenta con vista sulle Dolomiti di Brenta

6 – Verso i Laghi di Colbricon
Facile escursione che parte da Malga Rolle e si inoltra nella parte alta della foresta di Paneveggio, con secolari abeti rossi, larici e pini cembri.
Giunti ai laghi di Colbricon si possono ammirare degli stupendi scorci sulle cime teatro della Grande Guerra e sui gruppi dolomitici delle Pale di San Martino, Marmolada, Catinaccio e Latemar.

7 – Ponte sospeso – Malga Fratte
Questo facile itinerario nel Parco Nazionale dello Stelvio ti porterà verso una delle attrazioni più conosciute della Val di Rabbi: il ponte sospeso a circa 60 metri di altezza sulle cascate Ragaiolo.
Quando ti troverai al centro del ponte fermati, guarda le cascate e poi chiudi gli occhi.
Lassù, immobile tra il fragore dell’acqua che infrange il silenzio della neve e gli zampilli che ti sfiorano il viso, ti sembrerà di essere un tutt’uno con la natura e con il tempo che scorre.

8 – Passeggiata sulla neve alle Regole di Malosco
Un bel percorso nel bosco che collega la località Paradiso, nei pressi del paese di Ruffrè, alla famosa località Regole di Malosco.
L’itinerario è adatto a tutti e non presenta particolari pendenze. I prati delle Regole di Malosco, poi, sono molto soleggiati e panoramici e sono l’ideale per fare anche una bella slittata!

9 – Passeggiata in Panarotta – Valsugana
Facile itinerario di 9 km, da fare a piedi o con le ciaspole, che parte poco sopra Vetriolo e scorre tranquillo ai piedi della Panarotta.
Lungo il percorso puoi ammirare il panorama su tutta la sottostante Valsugana e, poco dopo la partenza, incontrerai anche la maestosa Lupa del Lagorai.
10 – Sentiero del Sinel – Trincerone – Sentiero della Pace
Facile passeggiata ad anello che si snoda attraverso i boschi di faggi e pini dello Zugna, tra i ricordi della Grande Guerra e gli ampi panorami sulla Vallagarina,
Valle dell’Adige e Piccole Dolomiti. Il punto di partenza e di arrivo è il Rifugio Malga Zugna e, non distante, si trova anche l’Osservatorio astronomico.
Dic 21, 2024 | Enogastronomia
Il Dolomiti Superski permette di attraversare 15 aree sciistiche percorrendo oltre 1200 km di piste, la metà delle quali senza mai togliere gli sci. È ciò che lo rende tra i più estesi al mondo, il luogo ideale per quel mix di adrenalina, avventura e sport che sono gli skitour.
In val di Fassa si possono così scegliere ben 4 skitour: Sellaronda, Giro della Grande Guerra, Panorama Skitour e Sass Becé Tour, con piste adatte a tutti. Il Dolomites Ski Safari è l’ultima frontiera degli skitour tra le Dolomiti ladine.
Senza pensieri e tutto incluso, trasforma il Sellaronda in una Top Experience, sul format più che consolidato del Dolomiti Trek-King estivo, molto più di un semplice tour sciistico, un viaggio vero e proprio attraverso la “grande bellezza” delle Dolomiti, un’avventura che porta lo sciatore da una vallata all’altra, scoprendo paesaggi sempre nuovi e affascinanti, insieme ai professionisti della montagna, con un unico skipass.
Lungo il percorso, inoltre, ogni sosta nei vari rifugi del gusto segnalati diventa l’occasione per deliziare il palato con le specialità locali e di sperimentare il calore e l’eccezionalità dell’accoglienza ladina anche in quota. La proposta prevede sei giorni di tour nelle Dolomiti con base in val di Fassa, 6 giorni di skipass Dolomiti Superski, aperitivo al tramonto, pernottamento in rifugio e Skisunrise, lo sci all’alba, esperienza benessere alle Terme Dolomia e QC Terme Dolomiti.

Val di Fassa-Col Rodella – ph Pietro Masturzo
Scialpinismo e freeride, cascate di ghiaccio, parapendio e fat-bike
Quando si prova l’esperienza dello scialpinismo le sensazioni e le emozioni di stare nella natura si amplificano nell’ambiente spesso severo dell’alta montagna. Per viverlo al meglio è necessario affrontarlo con un’adeguata preparazione fisica, accompagnata da una indispensabile conoscenza della montagna in inverno, sapendo interpretare le indicazioni fornite dal bollettino valanghe, indossando l’Artva e portando sempre nello zaino gli altri strumenti per l’autosoccorso, pala e sonda.
In Trentino la scelta degli itinerari è delle più ampie, in ogni gruppo montuoso, ma in particolare nel Lagorai, sulle cime attorno alle Valli Giudicarie, e a stagione avanzata nei gruppi dell’Adamello, della Presanella e del Cevedale.

Scatto di Busacca Marco lungo il tracciato di sci alpinismo di notte e con tappa al rifugio Boch
Anche di notte
Grazie alla collaborazione di Funivie Madonna di Campiglio, da dicembre ad aprile, tre sere a settimana dalle 18.30 alle 22.00 (22.30 orario massimo di rientro a valle), sarà garantita l’apertura notturna e riservata agli appassionati dello sci alpinismo di alcune piste che saranno liberamente accessibili con la garanzia di non essere percorse da mezzi battipista.
Sabato sarà interessata la zona di Pradalago (salita: partenza da località Fortini, pista Pradalago facile fino al rifugio Viviani o al rifugio Pradalago 2100. Discesa: pista Pradalago facile fino a località Fortini); martedì e giovedì la zona Grostè (salita: partenza da località Fortini, piste Pozza Vecia e Graffer fino al rifugio Graffer. Discesa: piste Graffer e Pozza Vecia fino a località Fortini).
Quest’inverno la novità è la partenza direttamente dal centro del paese lungo la pista Belvedere e l’installazione di un semaforo per indicare eventuali chiusure. Il personale del Soccorso alpino del Trentino sarà sempre presente a
supporto delle aperture. Info: www.campigliodolomiti.it/topexperience .
In Paganella si può salire più volte in settimana, sia dal versante di Fai della Paganella che da Andalo. Partendo dal parcheggio di Santél sopra Fai della Paganella, la pista La Rocca e parte della pista Dosso Larici fino all’omonimo rifugio, è praticabile nelle serate di lunedì e giovedì, dall’ora di chiusura impianti fino alle 21.00.
Da Andalo, invece, si può seguire la pista di rientro per i primi 500 metri, con successiva deviazione sulla pista Olimpionica I fino al rifugio Dosson, nelle serate di martedì e venerdì dalle ore 19.30 alle ore 22.30.

Free ride_Pale di San Martino-foto Alessandro Galvagni
Freeride, tracce bianche in libertà
Le esperienze invernali, che scatenano emozioni e mettono in circolo l’adrenalina, sono di casa in Trentino dove si può provare tutto questo immersi in ambienti davvero unici per la loro bellezza.
Sulla neve in piena libertà, per lasciare la propria traccia sui pendii, ma in modo responsabile e consapevole: ecco l’essenza dell’esperienza del freeride. Una volta usciti dai tracciati il contatto con la natura raggiunge i massimi livelli e il silenzio della neve fresca e polverosa viene interrotto solo dal rumore leggero della propria scia.
Vera e propria capitale del freeride nelle Dolomiti è San Martino di Castrozza.
Le Pale di San Martino sono un luogo ancora selvaggio, dove è facile trovare condizioni di neve ideale. Qui, per vivere il freeride in sicurezza, è nato il progetto #weridesafe che segnala le zone più adatte per spingersi fuori pista e assaporare, in sicurezza, il brivido della powder. Tra i percorsi consigliati dalle Guide Alpine locali c’è il Boschetto Tognola,
un’esperienza facile e alla portata di tutti in una zona che offre diverse possibilità grazie alla variabilità dei pendii; la Val Cigolera è per chi ama le discese divertenti, ma non troppo impegnative, mentre la discesa della Rosetta è riservata ai più esperti alla ricerca di emozioni forti.
Tra le discese più interessanti anche alcune classiche nel Gruppo del Sella, in Val di Fassa, come la Val Lasties e la Val Mesdì.
Il Ghiacciaio Presena e le montagne maestose che lo circondano a corona (Mandrone, Maroccaro, Cima Venezia, Pisgana), sono tra le più note e apprezzate dai freerider di tutta Europa. L’itinerario più noto è la Discesa del Cantiere: oltre un chilometro di dislivello che dall’arrivo della cabinovia Presena a 3.000 metri porta nella parte alta della Val Presena e, con vari cambi di pendenza, alcuni ripidi ed entusiasmanti, riporta verso il Passo Tonale.
Anche il Canale del Diavolo o il Canale del Dito, sono discese tra le più gettonate e tutte comodamente raggiungibili con la telecabina e brevi dislivelli da superare utilizzando le pelli di foca.

ph Mathaus Gartner. San Martino di Castrozza, passo Rolle
Sopra e dentro il ghiaccio
In inverno, le cascate di ghiaccio non sono solo uno spettacolo da ammirare e fotografare. Attrezzati di tutto punto, queste pareti di cristallo si possono infatti scalare. Nel variegato panorama di piccozze, viti da ghiaccio e ramponi, gli appassionati dell’ice climbing trovano in Val Daone la meta ideale per le loro salite.
Con le sue 140 cascate di ghiaccio, che si formano sugli innumerevoli rii e torrenti, questa valle si conferma tra i poli di maggior richiamo per gli amanti dell’arrampicata su ghiaccio. Scoperta dagli appassionati nella metà degli anni Ottanta, da allora la valle è stata soprannominata “piccolo Canada” essendo di fatto uno dei più suggestivi siti per l’arrampicata su ghiaccio tradizionale e dry tooling.
Le più famose delle cascate hanno nomi davvero originali: Sogno del Gran Scozzese; Machu Picchu; Regina del Lago; Excalibur. Per tutte l’accesso è dal Lago di Malga Boazzo.
Le cascate di ghiaccio si scalano anche in Val Rendena: nella zona di Pinzolo ecco quelle di Nardis in Val Genova e di Vallesinella; in Val di Rabbi, sulle celebri cascate formate dal Rio Valorz e in Val Noana in Primiero, un ottimo terreno anche per iniziare. In volo sopra l’inverno con il parapendio tandem Si plana dolcemente sopra i boschi innevati, le piste da sci e i rifugi di montagna, si ammira l’incantevole scenario delle Dolomiti in una giornata di cielo terso da una prospettiva davvero unica. Il parapendio tandem d’inverno è un’esperienza davvero particolare, che garantisce emozioni forti e fa scorrere l’adrenalina in tutto il corpo.
L’istruttore al quale si è agganciati spiegherà tutte le manovre da eseguire, dal momento del decollo fino all’atterraggio nella massima sicurezza. È un’esperienza che tutti possono provare: non servono una predisposizione o una preparazione particolare, ma piuttosto curiosità nel vivere emozioni nuove e spirito d’avventura. I più esperti potranno decollare e
atterrare anche con gli sci ai piedi.
Sull’Altopiano della Paganella l’esperienza “snow eagle” viene proposta dagli istruttori della Scuola I fly tandem per l’intera stagione invernale. Si decolla dalla vetta della Paganella per atterrare sulle rive del Lago di Molveno. Info e prenotazioni: www.iflytandem.it – 339 1669777.
A San Martino di Castrozza si può terminare la giornata sulle piste scendendo a valle in parapendio, anche sci ai piedi, decollando all’ora del tramonto da Punta Ces, oppure Cima Tognola o Cima Rosetta e sorvolando la skiarea. Info e prenotazioni: primierodolomitifly@gmail.com – 340 5208359.

Free Ride_San Martino di Castrozza-Pale di San Martino-ph Alessandro Galvagni
Sleddog e Husky trekking in Val di Sole
La slitta trainata da cani è un’immagine molto nordica perché a quelle latitudini infatti costituiva l’unico modo per spostarsi tra un abitato e l’altro. Benché esistano altri mezzi, lo sleddog rimane nell’immaginario un’attività che ispira libertà, tranquillità e forte intesa con i cani, resistenti e fedeli.
Sensazioni da provare alla guida della slitta trainata da una muta di cani Siberian Husky e Alaskan Malamute, i più adatti a percorrere ampie distanze sulla neve di Passo Tonale in Val di Sole, dove opera la Scuola italiana di sleddog Huskyland.
In alternativa c’è l’esperienza dell’husky trekking, un’escursione guidata dai cani, in cui l’abilità è gestire il
cane guida e stare al suo passo. www.visitvaldisole.it/it/sleddog .
Lo sleddog si prova anche a Madonna di Campiglio alla Scuola di sleddog Athabaska. Se l’escursione in slitta trainata da una muta di 6-8 cani con l’istruttore lungo un percorso di quasi 4 km attraverso la piana di Nambino è il modo più facile per avvicinarsi a questa affascinante disciplina, il battesimo e i corsi sono le proposte per i più intraprendenti e avventurosi. Il battesimo dello sleddog è un’attività che dura all’incirca 1 ora durante la quale, dopo un briefing iniziale con l’istruttore, si guida la slitta con 3-4 cani, accompagnati a distanza dall’istruttore. Nei corsi dedicati si apprendono la cura dei cani, le caratteristiche e la ragione della loro posizione all’interno della “linea” (leader, swing dog, team dog, wheel dog). Informazioni: www.athabaska.info/sleddog/ .

Madonna di Campiglio- fat bike. Daniele Lira
Pedalando sulla neve
Le Fat Bike sono mountain bike con pneumatici molto larghi (da qui il nome “fat”), studiate per affrontare i percorsi innevati almeno parzialmente battuti, lungo strade in mezzo al bosco.
Oltre ai modelli tradizionali, sono disponibili anche quelli a pedalata assistita (E- Fat), per permettere anche ai meno allenati di godersi l’escursione, il panorama, lo scricchiolìo della neve sotto le ruote. Il Dolomiti Paganella Bike offre percorsi dedicati alle Fat Bike e anche un servizio di noleggio; ogni giorno, dal lunedì al venerdì, sono programmate escursioni con guide DPB Academy. Info e prenotazioni: www.dolomitipaganellabike.com .
Sull’Alpe Cimbra sono a disposizione diversi percorsi studiati appositamente per questo tipo di bici, da percorrere in autonomia o accompagnati da una guida, in particolare nella zona di Folgaria, Lavarone e Lusérn, tra Passo Coe e Malga Millegrobbe. Per i più avventurosi vi sono anche le escursioni in notturna sulla neve: si parte al tramonto con le cime illuminate dagli ultimi raggi, poi la luna diventa il faro che rischiara il percorso e accende i cristalli di neve. Accompagnati da una guida di mtb e in sella a una fat bike elettrica si raggiunge la cima del Monte Maggio sopra Passo Coe e, una volta rientrati, ad accoglierci è il calore di un braciere scoppiettante e un ottimo vin brulè.
In Val di Sole, invece, ecco le proposte di Trentino Wild a bordo di una e-bike chiodata ideale per avventurarsi su sentieri ghiacciati e di neve battuta e raggiungere malghe e rifugi. Info e prenotazioni: www.trentinowild.it .

Ski Safari ValdiFassa-Canazei-Belveder. GloriaRamirez
Prudenza in montagna in inverno
La montagna regala in ogni stagione forti emozioni e la possibilità di praticare una grande varietà di attività outdoor nella natura. In inverno sciare in pista, salire pendii innevati con gli sci d’alpinismo, passeggiare a piedi o con le ciaspole sui fondovalle e in quota e arrampicare su magnifiche cascate di ghiaccio!
L’importante è avvicinarsi a queste discipline con prudenza e con un approccio consapevole e attento. Non tutte le attività sono adatte a ognuno, occorre saper valutare bene il proprio livello di preparazione, di esperienza nell’utilizzo dell’attrezzatura e conoscenza del territorio e del manto nevoso, oltre a indossare un abbigliamento adeguato all’escursione e alle condizioni ambientali dei mesi invernali. Per questo motivo è necessario affidarsi all’esperienza e ai consigli delle guide alpine e di chi vive e lavora in montagna e per la montagna.
Dic 20, 2024 | Enogastronomia
Sono stati proclamati i vincitori della finalissima di Baritalia 2024, la prestigiosa manifestazione dedicata alla miscelazione italiana.
Durante questa nona edizione, i migliori professionisti emergenti del settore si sono sfidati presentando cocktail ispirati ai concetti di tradizione e gusto contemporaneo, seguendo il tema “Back to Basics”.
Il viaggio di Baritalia 2024 si è concluso con una vera e propria salita in vetta, quella sullo Skyway Monte Bianco di Courmayeur, uno scenoografico mountain bar a oltre duemila metri di altitudine.
Una finalissima da record, non solo di altitudine, con 68 partecipanti, selezionati nel corso delle precedenti cinque tappe fra oltre 350 iscritti, e 25 premi consegnati ai migliori interpreti del Back to basics, il ritorno ai classici della miscelazione, che ha contraddistinto il tema dell’edizione 2024 di Baritalia.
Ventidue i premi che sono stati assegnati da alcune fra le più importanti aziende produttrici e distributrici di alcolici a livello nazionale e internazionale.

Courmayeur. I giudici della finale. Foto ©Riccardo Gallini /GRPhoto
La giuria della finale
A incoronare i vincitori, una giuria composta da esperti e nomi noti della miscelazione.
Oltre ai rappresentanti delle aziende della bar industry alla finale di Courmayeur hanno partecipato in giuria i sei giudici d’onore, che quest’anno sono stati Danilo Bellucci, decano della miscelazione, che lavora da sempre sulla valorizzazione delle donne al bancone con manifestazioni come Lady Drink; Martina Bonci, bar manager di Gucci Giardino a Firenze, nel 2021 e vincitrice del premio Bartender dell’anno 2023 ai Barawards; Cristian Bugiada, imprenditore e bar manager romano (Freni e frizioni, Slap e La Punta Expendio de Agave), fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave, Bar manager dell’anno ai Barawards 2023; Giovanni Ceccarelli, formatore di Drink Factory e ideatore del progetto Cocktail Engineering; Paolo Griffa, chef e pastry chef, titolare del Caffè Nazionale di Aosta, una doppia insegna che è bar pasticceria e ristorante che vanta la stella Michelin; Vanessa Vialardi, titolare del D.One di Torino, bartender Aibes e formatrice.

Foto ©Riccardo Gallini /GRPhoto
Il viaggio di Baritalia da sud a nord
Prima di raggiungere lo Skyway Monte Bianco di Courmayeur, le cinque tappe della nona edizione sono state un viaggio a colpi di shaker che ha toccato Caserta (22 aprile), Bari (20 maggio), Verona (24 giugno), Roma (16 settembre) e Reggio Emilia (21 ottobre).
Nel corso delle tappe, per classificarsi alla finale, ai partecipanti era stato chiesto di elaborare ricette di cocktail rispettando il tema Back to Basics, ovvero che prendessero ispirazione dai classici e che avessero non più di quattro ingredienti. Da Sud a Nord, Baritalia si conferma manifestazione in grado di unire e riunire i professionisti della miscelazione di tutta Italia, desiderosi di mettersi in gioco, di scambiare esperienze, di creare legami e collaborazioni, di aggiornarsi professionalmente

Courmayeur, i premiati. Foto ©Riccardo Gallini /GRPhoto
L’elenco dei vincitori
Il podio ha premiato i talenti di:
Erick Cercado Coloma (Counter cocktail bar – Old Fashioned Srl, Roma)
Mirko Scorteccia (Drop Home Bar, Roma)
Daniele Dumitru (Piscina Oasi Club, Pianiga – Venezia)
Cosimo Neri (Salotto Negroni 1919, Certaldo – Firenze)
Marco Marchese (Radici Street Bar, Asti)
Filippo Caltagirone (The Traveler Spiriti, Vino & Passione, Verona)
Diego Di Giannantonio (Old Tom, Tagliacozzo, L’Aquila)
Gabriele Bonelli (Concreto Too Much Professional Bartender, Carpenedolo – Brescia)
Ilaria Azzalin (Ultimo cocktail bar, Varese)
Luca Goracci (La Zanzara Contemporary Italian Restaurant, Roma)
Daniele Gravagna (Delta Hotels by Marriott, Giardini Naxos – Messina)
Antonio Cresci (Wood Comfy Bar, Napoli)
Alessandro Belluschi (freelance, Seregno – Monza e Brianza)
Daiana Ballarini (Freccia Bar, Castelfranco Emilia – Modena)
Elena Rossi (freelance, Milano)
Giulia Cosentino (Cavanbah Pub, Bari)
Francesca Graglia (Spirit de Milan, Milano)
Giovanni Spagnoletti (Kat cocktail bar, Taranto)
Nicolò Mele (Spirito The Right One, Brindisi)
Dario Heluani (Ruggine Cocktail Bar, Bologna)
Ambrogio Ferraro (Bar is the name, Busto Arsizio, Varese)
Giovanni De Gaetano (Salotto Alchemico, Santa Maria Capua a Vetere, Caserta)
Dic 19, 2024 | Enogastronomia
Dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, dalle bollicine ai grandi vini rossi e bianchi: ecco 13 etichette da portare in tavola per le feste o da regalare.
Proposte enologiche per tutti i gusti e per tutte le tasche – sotto i 20, i 35 e 100 euro, e anche 3 distillati imperdibili da degustare in compagnia.
Sotto i 20 euro
Branchini 1858, Cardinala Sangiovese di Romagna Dop superiore riserva 2020, Emilia Romagna
Prodotto solo nelle annate migliori da questa storica cantina di Dozza (Bologna) che si trova sul confine tra l’Emilia e la Romagna è un Sangiovese dalla ricchezza armonica, di grande intensità narrativa e complessità compositiva.
Grandezza e semplicità sono le peculiarità del Cardinala Riserva, un vino profondo, dai tannini vellutati e dai sentori, al naso come al palato, di frutti rossi e spezie, con tocchi di erbe aromatiche e un finale persistente. Da abbinare a carni rosse alla griglia e arrosti.
I 4 ettari coltivati a Sangiovese di Branchini prosperano su un terroir autore e sigillo della tipicità dei vini firmati dalla cantina fondata 166 anni fa. L’alchimia di sabbia, argilla e limo unita al microclima di questo luogo, conferisce ai vini firmati dai fratelli Marco e Angelo Branchini (quarta generazione della famiglia), una personalità e un carattere unici.
Prezzo: da 18 euro
Cantina Valle Isarco, Kerner Aristos Alto Adige Valle Isarco Doc 2023, Trentino Alto Adige
Vino simbolo di Cantina Valle Isarco, è prodotto con uve kerner in purezza, vendemmiate a mano a completa maturazione. Aromatico, elegante, sapido, dal carattere forte e sofisticato: versandolo nel bicchiere, Aristos Kerner spicca per il suo colore giallo verdognolo tendente al paglierino.
All’olfatto presenta un frutto delicato e un carattere gradevolmente aromatico, che si sviluppa con grande eleganza su note di pesca.
Al palato è secco e pieno, con una struttura vivace e un intrigante finale di noce moscata. Molto versatile nell’accostamento con il cibo, si abbina meravigliosamente ad antipasti leggeri, speck e piatti a base di uova e funghi. Non disdegna inoltre portate a base di pesce d’acqua dolce e frutti di mare o i risotti alle erbe. Da provare come aperitivo.
Prezzo: 19,40 euro
Maley, Cidre du Saint Bernard, Valle d’Aosta
Portare la bellezza e l’armonia dei secolari alberi del Monte Bianco e del Cervino-Matterhorn in bottiglia è l’obiettivo di Maley, azienda di Brissogne (Aosta).
Cidre du Saint Bernard è un sidro dolce, ottenuto da mele Raventze, Reinetta, Madelaine, Reine de Reinetta, colte a mano da piante centenarie nella Valle d’Aosta, assemblate con le mele Croison de Boussy e Groin de Veau della Valle di Chamonix in Alta Savoia.
Di colore giallo oro, questo sidro spumantizzato con metodo ancestrale, al naso sprigiona suadenti note di mele Flamboyante, mentre in bocca le sensazioni fresche della Reinetta si sposano con delicate note tanniche della Croison de Boussy. Ideale da sorseggiare a fine pasto in accompagnamento a dolci a base di frutta.
Prezzo: 14 euro
Santa Venere, Vescovado Guardavalle Igp Calabria Bianco 2023, Calabria
Storica cantina a conduzione biologica – guidata dal 1600 dalla famiglia Scala e oggi rappresentata da Giuseppe e Francesco – punta tutto sui vitigni autoctoni calabresi e tra questi il Guardavalle con cui produce Vescovado, un vino autentico legato alla Calabria e ai suoi profumi.
Guardavalle in purezza, Vescovado fa parte della linea cru di Santa Venere. Il suo nome deriva dal lembo di terra, chiamato appunto “Vescovado”, collocato su una lieve collina della Tenuta Voltagrande a Cirò (Crotone) dove si erge il casale abitato dalla famiglia Scala da diverse generazioni e al cui interno si trova l’antica chiesetta edificata per voto da un antenato della famiglia.
Dal colore giallo paglierino, con riflessi tendenti al verde, si distingue per le complesse note fruttate di mela, frutta esotica e in parte di agrumi con sentori di erbe aromatiche e floreali. Secco, fresco e sapido, il Vescovado è armonico, equilibrato e maturo. Dopo un affinamento di 5 mesi in acciaio e 2 mesi in bottiglia, è ideale per accompagnare crostacei e frutti di mare, ottimo anche come aperitivo.
Prezzo: 15 euro
Villa Caviciana, Lorenzo Rosé, Lazio
Uno spumante rosato metodo Charmat di grande personalità ottenuto da uve Sangiovese in purezza coltivate in regime biologico nelle vigne a Gradoli (Viterbo) di Villa Caviciana, primo bene agricolo produttivo del Fai: con le sue bollicine armoniose e un’intensità vibrante, Lorenzo Rosé incanta per la sua eleganza, a partire dal suo colore rosa pesca.
Al naso sprigiona note di frutta estiva e frutti rossi, con delicate sfumature floreali. In bocca è fresco e vivace: perfetto come aperitivo e da accompagnare con salumi e crostacei.
Prezzo: 15 euro
Sotto i 35 euro
Lantieri de Paratico, Franciacorta extra brut vintage noir 2020, Lombardia
Nuovo nato nella gamma dei Franciacorta firmati da Lantieri de Paratico, il Vintage Noir raccoglie le espressioni qualitative migliori del millesimo 2020. Lanciato a novembre 2024, è un Pinot Noir in purezza, vinificato in bianco.
Le uve provengono dal vigneto di Colzano (Capriolo, Brescia), dopo una soffice pressatura fermentano in tini d’acciaio a cui segue un’operazione di bâtonnage e successivamente l’affinamento sui lieviti per almeno 36 mesi.
Dal color oro cristallino e bagliori dorati, con un perlage fine e persistente, il Vintage Noir regala estrema freschezza in un sorso avvolgente e pieno.
Morbide e ben bilanciate le note di frutta esotica e a polpa bianca, vaniglia e pan brioche ma anche di miele, note erbacee e speziate che introducono a un finale armonioso e una lunga persistenza aromatica e minerale.
Perfetto come aperitivo e con piatti a base di pesce e crostacei, risotti, paste ripiene, salumi e formaggi di media stagionatura, ma anche cucina orientale e dolci secchi.
Prezzo: 30 euro
Tenuta Campo di Sasso, Insoglio del cinghiale 2022, Toscana
L’Insoglio del Cinghiale è un vino che rappresenta il cuore pulsante della produzione di Tenuta di Biserno.
La sua etichetta caratterizzata dall’immagine del cinghiale e il nome “insoglio”, luogo di rifugio di questo animale selvatico, incapsulano l’anima selvaggia e autentica della Maremma.
Nato tra i vigneti di Tenuta Campo di Sasso, Insoglio del Cinghiale è ottenuto da un sapiente blend di uve Syrah, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot.
Un vino che si distingue per un equilibrio straordinario e una freschezza ineguagliabile. Di un rosso porpora intenso, al naso offre un ventaglio complesso di aromi, aprendosi con aromi di ciliegie e amarena arricchite di speziature pepate e sfumature di rosmarino e mirto.
In bocca è fresco e vibrante, con una bella acidità che sostiene il sorso e un finale con un’ottima persistenza.
Prezzo: 22 euro
Tenuta di Fessina, A’Puddara Etna bianco Doc, Sicilia
Dedicato alle stelle che si avvistano dal mare sulla vetta del vulcano in estate, le Pleiadi, dette in dialetto “A’ Puddara”, la chioccia, è un vino rigoroso come la cima della Montagna che si staglia nella notte.
Tra le etichette di Tenuta di Fessina, A’Puddara può essere definito il cru di Carricante. Le uve provengono da vigne vecchie (risalenti al 1950) dislocate a 980 metri, sul versante sud ovest dell’Etna.
Di colore giallo paglierino con riflessi verdi, regala sentori di ginestra, grafite, di scorza di cedro e di sale, con un leggero accenno tropicale e di macchia mediterranea, un finale citrico e tagliente. Secondo la tradizione, fermenta in grandi botti e riposa sulle fecce fini per quasi un anno, poi in bottiglia per altri dodici mesi.
Prezzo: 35 euro

Sotto i 100 euro
Arnaldo Caprai, Montefalco Sagrantino 25 anni, Umbria
Un’icona nel mondo del vino. Vinificato per la prima volta nel 1993 per celebrare il 25mo anniversario della cantina Arnaldo Caprai, il “25 anni” è un Sagrantino in purezza, che affina in barrique per 2 anni e poi in bottiglia per circa 8 mesi.
Dal colore rosso rubino profondo e impenetrabile, al naso rivela un bouquet avvolgente di frutta nera, rosa, cacao, chiodi di garofano e cannella, con una nota balsamica di resina di pino.
Al sorso la sua grande eleganza si manifesta attraverso la morbidezza dei tannini e una straordinaria persistenza.
Ideale per esaltare piatti succulenti e ricchi di sapore, come l’arrosto di manzo o un risotto ai funghi porcini, il Montefalco Sagrantino 25 anni, sul mercato con l’annata 2020, sposa grandi classici della tradizione come la crescia marchigiana, la coratella romana, la ribollita, i tordelli lucchesi.
Prezzo: da 60 euro
Le Crocine, cuvée Eva Toscana rosso Igt 2022 , Toscana
Prodotto con uva 100% Cabernet Franc, è un vino intenso e potente che si contraddistingue per le intriganti note di frutti rossi, moka e legno di Sandalo.
Nato per puro caso, questo vino deve la sua freschezza e il suo carattere unico ai terreni e all’ambiente tra Bolgheri, Bibbona e Suvereto dove le uve sono prodotte.
Sin dai primi tempi Eva si è contraddistinto in barrique per il suo equilibrio e la sua complessità. Per questa ragione è stato imbottigliato separatamente, lasciando esprimere liberamente questa sua personalità un po’ insolita e peculiare, che ricorda la persona a cui è stato dedicato: l’attrice francese Eva Green, sorella gemella di Joy Green, alla guida dell’azienda con il marito Niccolò Marzichi Lenzi.
Grazie al suo lato speziato, la Cuvée Eva si abbina alla perfezione anche a un tonno alla plancia, ma l’abbinamento preferito è indiscutibilmente con una bistecca alla fiorentina. Per stupire, provatela con il cioccolato fondente.
Prezzo: 50 euro
Letrari, Trento Doc brut riserva 2017, Trentino Alto Adige
E’ un Metodo Classico di grande freschezza e intensità aromatica, prodotto con un equilibrato assemblaggio di uve Chardonnay, che donano eleganza e finezza, e Pinot Nero, che contribuisce a conferire struttura e intensità.
Al termine della fermentazione, i vini base vengono assemblati e la seconda fermentazione si svolge in bottiglia secondo il Metodo Classico, con una sosta sui lieviti di almeno 60 mesi.
Alla vista si presenta di un colore dorato con riflessi brillanti, mentre al naso si esprime con un bouquet di aromi eleganti, con note fruttate, sfumature floreali, sentori di crosta di pane e pasticceria, cenni di frutta secca, nocciole tostate e spezie.
Al palato il perlage è molto fine e continuo, ha un attacco fresco e sapido, che si distende cremoso e fruttato, con un finale vibrante e persistente. Un’eccellenza senza compromessi.
Si abbina alla perfezione alle fritture, ai risotti ai frutti di mare, a sushi e sashimi e al pesce crudo in generale, nonché a salumi e formaggi e carni bianche pregiate, accompagnando egregiamente tutto il pasto.
Prezzo: 42 euro
Maso Martis, Madame Martis 2015, Trentino Alto Adige
Elegante, armoniosa, raffinata e seducente, è la nuova edizione di Madame Martis di Maso Martis.
Il Millesimo 2015 della “Signora” della maison trentina – rilasciata a ottobre 2024 – è una cuvée di prestigio (70% Pinot Nero, 25% Chardonnay e 5% Pinot Meunier) che affina sui lieviti per ben 8 anni.
Brillanti riflessi dorati e perlage sottile e molto persistente, al naso inebria con un bouquet di sentori di piccola pasticceria e di pane tostato, aromi di agrumi e fiori bianchi, sensazioni di frutta esotica. Il sorso è cremoso e avvolgente, il tocco minerale regala morbidezza e sapidità con un finale molto persistente e appagante.
Ideale da degustare a tutto pasto e per accompagnare ostriche, crudi di mare e in generale tutte le portate a base di pesce; perfetto anche con carni bianche pregiate, tartufo, funghi porcini, fritture, preparazioni a base di formaggio, culatello e pata negra.
Madame Martis è una delle migliori bollicine d’Italia (il millesimo 2013 è tra i 50 Vini Rari nella Guida vini d’Italia 2025 del Gambero Rosso) ed è certificata biologica.
Prezzo: 100 euro
St. Jodern Kellerei, Heida Visperterminen 2022, Svizzera
Nel territorio di Visperterminen, piccolo comune svizzero a 1.378 metri con vista mozzafiato sulle vette alpine, la cooperativa St. Jorden Kellerei si dedica con passione alla coltivazione delle viti di Heida che costellano i pendii montuosi fino a un’altitudine di 1.150 metri.
È qui che nasce Heida Visperterminen, la “Perla dei vini alpini”, come alcuni lo definiscono: un bianco dal profumo eccezionalmente fine e delicato con aromi di nocciola, miele e frutta esotica.
In bocca è corposo, con una vivacità sorprendente e una bella persistenza. Il calice ideale da servire sia all’aperitivo, con formaggi d’alpeggio, raclette o fonduta, sia come abbinamento ad antipasti a base di foie gras d’oca e salmone affumicato.
Prezzo: 65 euro
I distillati
Gerard e Cecile Raby, Francia
Un cognac di grande eleganza, ottenuto da uve Ugni blanc coltivate esclusivamente nella Grande Champagne.
Prodotto da un blend di acquaviti invecchiate in botti di rovere per 10 anni (le più giovani) e per 40 anni (le più antiche), Cognac XO colpisce per le sue note di narciso, miele millefiori, noci, arance candite, tabacco, caffè tostato, legno di cedro e vaniglia, mentre al palato è ricco, morbido, caldo e con finale lungo di estrema eleganza ed equilibrio.
Prezzo: 71,50 euro
Glep, amaro di erbe grinta
Fatto con singola infusione di radici, piante, erbe e fiori di montagna, a cui segue un mixage degli infusi e alcolati per estrarre al meglio le botaniche.
Digestivo corroborante perfetto per il dopo cena, riporta in etichetta un indomabile lupo della Tasmania così da sottolineare, subito, il suo carattere praticamente invincibile.
Botaniche principali: ginepro, genzianella, achillea, genziana, menta piperita, quassio, eucalipto, cardo, rabarbaro… Il resto è segretissimo.
Prezzo: 27,50 euro
La Cruz, ron de Panamoa 15 Yo
Invecchiato 15 anni in botti di ex bourbon, questo rum di Panama conquista per il suo carattere equilibrato e morbido, con toni leggermente speziati e tracce rinfrescanti.
Di colore ambrato dorato, avvolge il naso con aromi di caramello e cannella.
In bocca è rotondo e morbido, con note di vaniglia, cannella e agrumi e un finale di lunga durata, con sfumature fruttate.
Prezzo: da 40 euro
Dic 18, 2024 | Enogastronomia
Per chi cerca esperienze invernali uniche, lontane dai tradizionali sport sulla neve, Mammoth Lakes, affascinante destinazione californiana propone una varietà di avventure alternative perfette per ogni tipo di visitatore.
Dalle ciaspolate tra foreste tranquille all’arrampicata su ghiaccio, i mesi invernali a Mammoth Lakes sono ricchi di emozioni e scoperte. Ecco per voi le 5 migliori esperienze invernali alternative da vivere in questa celebre meta della California:

Ciaspole
Prendetevi una pausa dalla frenetica routine sciistica e scoprite la tranquilla bellezza di Mammoth Lakes con le ciaspole.
Ci sono numerosi sentieri, con diversi livelli di difficoltà, che si snodano attraverso foreste innevate, laghi ghiacciati e belvedere panoramici.
Le ciaspolate offrono ai visitatori l’opportunità di immergersi nella serenità della natura, circondati dalle maestose vette della Sierra Nevada a fare da sfondo.
I luoghi più popolari includono il Tamarack Cross Country Ski Center e il Lakes Basin, che regalano panorami mozzafiato e una pace assoluta, lontano dalla folla.

Sci di fondo
Gli appassionati di fitness sanno che lo sci di fondo è un eccellente esercizio aerobico, quindi un’ottima occasione per proseguire l’allenamento anche durante le vacanze invernali. Mammoth Lakes non è solo famosa per lo sci alpino, ma anche per le sue straordinarie piste da fondo.
Per chi cerca un’esperienza più tranquilla, la vasta rete di percorsi della regione offre opzioni che vanno da sentieri panoramici e facili a piste più impegnative.
Che sia per l’altitudine o per l’aria frizzante, scivolare lungo i sentieri con gli sci di fondo è un’attività che farà sicuramente battere il cuore. Per i principianti sono disponibili lezioni e noleggio attrezzatura.

Snow Tubing
Le piste non sono solo per provetti sciatori.
Al Woolly’s Adventure Summit, potete provare la scarica di adrenalina scivolando a tutta velocità, godendovi il vento tra i capelli.
E quando arrivate in fondo, basta risalire con il tapis roulant per rifarlo ancora e ancora. Per chi, invece, proferisse usare il proprio gommone, è possibile scivolare su qualsiasi pendio con una pendenza moderata.

Arrampicata su ghiaccio
A soli 30 minuti a nord di Mammoth Lakes, si trova una delle principali destinazioni californiane per l’arrampicata su ghiaccio: le cascate ghiacciate del Lee Vining Canyon, perfette per scalatori esperti.
Siete alle prime armi con l’arrampicata su ghiaccio e volete imparare? Partecipate a un corso introduttivo con una delle guide locali.
Corsa invernale
La corsa non è solo per l’estate: i sentieri intorno a Mammoth sono altrettanto divertenti da percorrere anche sotto la neve. Con la neve soffice e leggera, sono sufficienti un paio di scarpe da trail running, ma se il terreno è ghiacciato, considerate l’idea di usare scarpe con tacchetti o racchette da neve appositamente progettate per la corsa.

Focus su Mammoth Lakes
Mammoth Lakes è la destinazione ideale per viaggiatori indipendenti o tour guidati come hub per esplorare tutte le attrazioni che rendono così speciale la catena montuosa della Sierra Nevada in California.
Situato a un’ora dal Parco Nazionale di Yosemite, Mammoth Lakes offre ai viaggiatori la base perfetta per esplorare questo sito Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
Si trova nelle vicinanze del Mono Lake, così come del Bodie State Historic Park, la città fantasma ufficiale della California! Il Parco Nazionale della Valle della Morte si trova a tre ore da Mammoth Lakes, il che rende Mammoth Lakes un’eccellente base in cui tornare dopo aver esplorato questo ambiente unico.
Con oltre 65 ristoranti diversi, Mammoth Lakes offre un’ampia varietà di opzioni per la ristorazione ed è anche sede della Mammoth Brewing Company, uno dei birrifici artigianali più premiati dell’ovest. Le opzioni di alloggio sono abbondanti, con oltre 4.500 camere totali che offrono un ampio inventario per tutti i prezzi.
Mammoth Lakes è la destinazione ideale per i viaggiatori che cercano una vacanza esperienziale, che si tratti di escursioni, passeggiate a cavallo, mountain bike, golf, pesca, sport acquatici o sci sulla leggendaria Mammoth Mountain. Il Mammoth Lakes Basin è un paese delle meraviglie all’aperto pieno di laghi, ruscelli, ricco di fauna selvatica e una rete di piste ciclabili asfaltate accessibili a tutti.
Situato in posizione centrale, Mammoth Lakes si trova a 5 ore di macchina da Las Vegas, Los Angeles e San Francisco (solo in estate). Mammoth Lakes rappresenta anche uno dei punti di accesso allo Yosemite National Park, a 45 minuti di auto dal Tioga Pass. L’Eastern Sierra Regional Airport (BIH) offre ai viaggiatori tutto l’anno un comodo servizio di voli giornalieri.
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