Dic 11, 2024 | Enogastronomia
Crisi climatica, spopolamento, necessità di ripristinare gli ecosistemi e di tutelare biodiversità, saperi e tradizioni.
Di fronte a queste complesse sfide che le terre alte si trovano ad affrontare, l’edizione 2024 della Giornata internazionale della montagna, che si celebra oggi 11 dicembre, vuole evidenziare l’importanza di soluzioni innovative, promuovendo l’adattamento e valorizzando il ruolo delle nuove generazioni per garantire un futuro più sostenibile.

Sedano di Gesualdo. Foto Sloow food
Il futuro della montagna è nella sua valorizzazione
Mountain solutions for a sustainable future – innovation, adaptation, youth and beyond (Soluzioni per un futuro sostenibile per la montagna: innovazione, adattamento, giovani e non solo) è il tema scelto quest’anno dalla Fao in occasione della Giornata ed è il filo conduttore dell’evento ospitato dalla sede dell’organizzazione con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di Mountain Partnership e di Slow Food.
«La montagna e i suoi borghi non sono spazi vuoti, anzi c’è molto di prezioso da custodire. Puntare sulle terre alte e i pascoli significa tutelare i paesaggi, popolare le aree abbandonate, creare comunità ed economie diffuse locali e resilienti che guardano al futuro. Significa lavorare con e non contro la natura, a favore di suolo e biodiversità. Pascolo e bosco, prato e alberi sono strumenti efficaci contro la crisi climatica, perché sequestrano carbonio nel suolo, e fondamentali per la messa in sicurezza del territorio. Salvare i prati stabili e i pascoli, e i loro custodi (i pastori), non è un gesto nostalgico o bucolico, non è un ritorno al passato: significa essere ben calati nel presente, ma soprattutto significa avere una visione di prospettiva verso il futuro» afferma Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, che interviene nel panel di apertura dell’evento e fa parte della giuria del Mountain Future Award 2024, il premio assegnato ai progetti che contribuiscono a un futuro sostenibile per le montagne e che verranno presentati nel corso della giornata.

Mieli dell’Appennino aquilano. Foto Sloow food
Le 14 biodiversità delle aree montane
Il Mountain Day 2024 si arricchisce della presenza di 14 produttori buoni, puliti e giusti della rete della Chiocciola che rappresentano la biodiversità delle aree montane italiane, tra cui numerosi Presìdi Slow Food e due realtà aderenti alla Slow Food Coffee Coalition.
Ecco l’elenco completo delle aziende:
Apicoltura dolce lavanda (Abruzzo) – Mieli dell’Appennino aquilano, Presidio Slow Food
Panificio Eredi Fiasco (Lazio) – Giglietto di Palestrina e Castel San Pietro Romano, Presidio Slow Food
Norcineria Bianculli (Campania) – Salsiccia e soppressata del Vallo di Diano, Presidio Slow Food
Biolu (Campania) – Grano Marzellina e sedano di Gesualdo, Presìdi Slow Food
Associazione produttori lupino di Anterivo, Presidio Slow Food (Trentino-Alto Adige)
Consorzio tutela formaggio Monte Veronese Dop (Veneto) – Monte Veronese Dop d’allevo, Presidio Slow Food
Comunità di produttori della mosciarella delle casette di Capranica Prenestina, Presidio Slow Food (Lazio)
Kore (Lazio) – tisane, infusi
Malga Van della Cooperativa Pascolando (Veneto) – formaggi
Brigante Lucano (Basilicata) – salumi
TerrAmata – Mercato della Terra di Tivoli e Valle dell’Aniene (Lazio) – spremuta di melograno e confetture
Cedrone Donatella (Lazio) – formaggi
Morettino (Sicilia) – caffè della Slow Food Coffee Coalition
Torrefazione Cannaregio (Veneto) – caffè della Slow Food Coffee Coalition
Dic 10, 2024 | Enogastronomia
Nella magia che precede e attraversa il Natale un capitolo speciale meritano i presepi. Ce ne sono moltissimi e di tutti i tipi sparsi per monti, colli, pianure e coste d’Italia: dai piccoli borghi alle metropoli.
In questo panorama però un posto speciale lo merita sicuramente il presepe della marineria di Cesenatico, unico nel suo genere.

Il presepe del mare
Il presepe di Cesenatico si distingue non solo per la sua collocazione sull’acqua, ma anche per il forte legame con la cultura marinara del territorio.
Il Presepe della Marineria nasce nel 1986 da un’idea del comune di Cesenatico e del museo della marineria ed è opera degli artisti Maurizio Bertoni e Mino Savadori su progetto di Tinin Mantegazza e da un’idea di Guerrino Gardini.
L’obiettivo (riuscito) era creare un presepe che rappresentasse le radici e l’identità locale.
La prima statua, dopo la sacra Famiglia e i Re Magi è stata quella di San Giacomo, Patrono di Cesenatico. Nel corso degli anni se ne sono aggiunte altre che rappresentano personaggi e “scorci” di vita della marineria locale: il burattinaio con il suo teatrino, i pescatori, la piadinaia, il suonatore di fisarmonica, gli angeli e l’ultima, in ordine di tempo, la figura di un marinaio collocata sulla prua del trabaccolo, per un totale di oltre cinquanta soggetti.
I volti, le mani, i piedi e tutte le parti esposte delle statue sono scolpiti in legno di cirmolo. Gli abiti sono realizzati in tela e i voluminosi drappeggi (modellati su un’intricata rete di metallo), sono ottenuti grazie ad uno strato di cera pennellata a caldo. I colori sono quelli con cui venivano tinte le vele e la cera è quella che serviva per ammorbidire il sartiame. Il risultato è di grande effetto ed è reso ancora più suggestivo dalle luci che avvolgono le imbarcazioni.
Ogni anno il Presepe si arricchisce di una nuova statua e un nuovo personaggio. Dalle 7 figure con cui esordirono nel 1986 oggi il patrimonio scultoreo è di una cinquantina di statue che sono posizionate sulle antiche barche del porto canale Leonardesco.
Di notte il presepe si anima grazie a un sistema di luci che riflette sull’acqua del canale, creando un’atmosfera magica.
Questo Presepe davvero unico è un patrimonio immateriale locale ed è considerato un simbolo della cultura e delle tradizioni di Cesenatico ed è in grado di attrarre ogni anno migliaia di visitatori.
Si tratta sicuramente di uno dei presepi più fotografati d’Europa ed è spesso citato tra le rappresentazioni più originali al mondo.
Durante il periodo natalizio, il porto canale ospita anche mercatini, eventi culturali e spettacoli che rendono la visita un’esperienza completa.
Visitare il presepe della Marineria di Cesenatico significa immergersi in un’atmosfera unica, dove tradizione e arte si incontrano sulle placide acque del porto canale.
Un’esperienza da vivere almeno una volta, per riscoprire il significato autentico del Natale attraverso gli occhi del mare.
Dic 10, 2024 | Enogastronomia
Sabato 14 dicembre è una data da segnare sul calendario e in agenda per chi ama lo sci, sia per i principianti che per i più esperti. È infatti il Free Ski Day, il giorno in cui i maestri delle Scuole di sci del Trentino aderenti si mettono a disposizione degli sciatori di ogni livello per lezioni collettive gratuite di 2 ore a bambini dai 4 anni in su e anche per gli adulti nelle discipline dello sci alpino, snowboard e sci nordico. Anche attrezzature e skipass saranno gratuiti per la durata della lezione. E gli sciatori già esperti potranno in questa occasione chiedere consigli per migliorare ulteriormente la propria sciata.
Chi prenota un week end per partecipare al Free Ski Day avrà uno skipass di due giorni al prezzo del giornaliero; Per partecipare basta contattare una delle Scuole di sci del Trentino su www.trentinosci.it/it/scuole.

Alpe Lusia. Foto Giorgio De Vecchi
Una provincia, due comprensori
In Trentino ci sono due comprensori sciistici, il Dolomiti Superski e lo Skirama Dolomiti – Adamello Brenta, che garantiscono un’offerta tra le più avanzate e complete nell’arco alpino.
Il Dolomiti Superski, che quest’anno celebra 50 anni, è il più grande carosello sciistico al mondo. Un “regno della neve” per gli amanti degli sport invernali, che comprende dodici zone sciistiche tra Alto Adige, Trentino e provincia di Belluno, che spiccano per la varietà dei tracciati e sono indicate per la vacanza di tutta la famiglia. Grazie a un unico skipass, acquistabile anche online, Dolomiti Superski mette a disposizione 350 impianti e 1.200 chilometri di piste, 350 dei quali in territorio trentino (Val di Fassa, Val di Fiemme e San Martino di Castrozza-Passo Rolle) dove la sciabilità è garantita da dicembre ad aprile.
Lo Skirama Dolomiti-Adamello Brenta, con quasi 400 chilometri di piste e 150 impianti di risalita è uno dei comprensori sciistici più importanti a sud delle Alpi. Raggruppa le stazioni invernali del Trentino occidentale, tutte accessibili con un unico skipass, anche questo acquistabile online, che spalanca l’orizzonte di un tour nello scenario dei massicci dell’Adamello-Presanella, dell’Ortles-Cevedale e delle Dolomiti di Brenta, tra i panorami di alta quota più affascinanti e conosciuti a livello internazionale. Ne fanno parte le stazioni sciistiche di Madonna di Campiglio e Pinzolo in Val Rendena, Folgarida-Marilleva,
Peio, Passo del Tonale in Val di Sole, Andalo-Fai della Paganella, Monte Bondone e Folgaria-Lavarone-Luserna. L’elevata altitudine dei tracciati, che raggiungono i 2.500 metri di quota a Madonna di Campiglio e i 3.000 metri a Peio e al Passo del Tonale, garantisce la possibilità di sciare da novembre a primavera inoltrata. Info: www.ski.it .

Val di Sole-Folgarida-Bambini nel kindergarten. Foto PillowLab
Una neve amica delle famiglie
In Trentino si può imparare a sciare scoprendo l’aspetto più divertente della neve grazie a maestri e animatori specializzati, baby park super attrezzati, programmi settimanali di animazione e attività dedicate.
Il Trentino è, infatti, uno dei territori alpini meglio organizzati per trascorrere una vacanza in famiglia nel rispetto di tutte le esigenze e dello stare insieme tra hotel specializzati, programmi di animazione, attività sulla neve da condividere e molto altro. Se il bambino vuole muovere i primi passi sugli sci o perfezionare il proprio stile, nelle 47 Scuole di sci del Trentino sono a disposizione oltre 2800 maestri: 368 di loro sono specializzati nell’insegnamento ai più piccoli.
Ad attendere gli ospiti di più tenera età, in ogni località, ci sono Baby Park dove possono trascorrere ore spensierate in totale sicurezza. Organizzati per la maggior parte direttamente dalle Scuole di sci, anche i Kindergarten propongono programmi giornalieri completi.
Seguiti per l’intera giornata da personale specializzato; qui i bambini possono dedicarsi ad ogni tipo di attività, oltre ad imparare a muoversi senza timore sugli sci. Partecipare a laboratori artistici a quelli per imparare a fare lo strudel, giochi sulla neve, letture animate, ma anche esperienze nella natura invernale e passeggiate con le ciaspole, mentre i genitori possono dedicarsi alle discese lungo le piste del comprensorio.
I 16 My Family Hotel del Trentino sono strutture che dispongono di camere dotate di culle, fasciatoi, sponde, scalda biberon, sterilizzatori, vaschette per il bagnetto e seggioline. A pranzo e a cena, invece, propongono menù pensati per i più piccoli e non mancano l’animazione e le attività per scoprire il territorio.

Madonna di Campiglio. Foto Paolo Bisti
Tante proposte originali
Dolomiti Family Adventures è un ampio catalogo online di attività e servizi esclusivamente dedicati alla famiglia, che saranno ospiti di San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi.
Offre un corollario di opportunità a completamento, o in alternativa, alla vacanza sugli sci, pensando sia ai bambini più piccoli (a partire dai 3 anni) sia ai ragazzi dai 13 anni in su, da prenotare e pagare direttamente online.
Si potrà imparare a conoscere gli animali del bosco dalle loro impronte sulla neve lungo il sentiero Marciò nella foresta di Paneveggio; scoprire la magia dei borghi di Primiero e Vanoi con il trekking in compagnia dei lama; a Passo Rolle incontrare i mitici cani da ricerca in valanga del gruppo cinofilo della Scuola Alpina della Guardia di Finanza e assistere alle loro esercitazioni sulla neve. E ancora, i curiosi laboratori con le erbe officinali di Elisa dell’Azienda agricola Erborì a Villa Welsperg, diventare piccoli casari per un giorno al Caseificio di Primiero.
Scegliendo invece “Pranza e divertiti con noi in Alpe Tognola”, i bambini a conclusione del corso di sci possono pranzare in compagnia di simpatici animatori mentre mamma e papà si godono ancora qualche pista in libertà. A disposizione dei genitori per i piccolissimi anche un servizio baby-sitting in paese (a partire dai 2 anni) e l’accoglienza del Kinderland Alpe delle marmotte direttamente in pista (a partire dai 3 anni). www.sanmartino.com/IT/dolomiti-family-adventures-inverno/ .

lago Sitc
In slittino alla Paganella
Scivolare con lo slittino tra i boschi innevati della Paganella e lungo una delle tre piste dedicate è un’esperienza adatta a tutta la famiglia.
La pista Meriz, raggiungibile comodamente in seggiovia da Fai della Paganella, si sviluppa per quasi un chilometro in mezzo al bosco e, con una pendenza media del 10%, è perfetta anche per i più piccoli.
La pista Scoiattolo e la pista Bambi, invece, si possono raggiungere da Molveno: la prima si snoda per un chilometro e mezzo fino alla località Pradel, seguendo un percorso panoramico con vista Dolomiti di Brenta e lago di Molveno. Per muovere i primi passi sugli sci non c’è località migliore: tutte le 8 Scuole di sci prevedono percorsi dedicati e personalizzati per bambini, mentre nei 4 Baby Park il divertimento per i più piccoli è assicurato. E dal 12 al 19 gennaio sull’Altopiano della Paganella è in programma la 15a edizione invernale del Dolomiti Paganella Family Festival. www.visitdolomitipaganella.it
Emozioni in famiglia all’Alpe Cimbra e arte in Valsugana
Family Emotion, la proposta in Alpe Cimbra dedicata alle famiglie con bambini, riunisce 12 strutture che offrono servizi molto performanti: oltre alla scuola di sci, nel pacchetto vacanza, attività in albergo tutto il giorno per bambini, attività sci e non sci, baby park sulla neve, animazione, laboratori, lanternata nel bosco, slittinovia, tubing, uscite accompagnate per dare tempo libero a papà e mamma. www.alpecimbra.it .
Rami di varie forme, radici spezzate e un’dea: creare delle sculture con il legno recuperato della tempesta Vaia, che ha colpito il Trentino nel 2018. Questa l’intuizione che ha ispirato le opere realizzate nel corso degli ultimi anni dall’artista veneto Marco Martalar in diversi luoghi della Valsugana, uno dei territori più colpiti dalla violenza di quell’evento. La Lupa del Lagorai si ammira in Panarotta e si raggiunge con una facile passeggiata di circa 1 km che parte dal parcheggio del ristorante Al Nif Alpin taste a Vetriolo Terme. L’Aquila di Marcesina, la più grande aquila in legno d’Europa, si trova in località Barricata sull’Altopiano della Marcesina in territorio del Comune di Grigno. Si raggiunge in circa 5 minuti di cammino dal rifugio Barricata. Il Grifone del Tesino è l’ultima delle opere realizzate dall’artista. Inaugurata lo scorso settembre campeggia sui pascoli dell’Altopiano
di Celado. Si raggiunge da Castello Tesino con una passeggiata di circa 1 h e 20’ oppure in 10 minuti dai parcheggi in località Celado. www.visitvalsugana.it .

MadonnadiCampiglio-Famiglia gioca sulla neve con gli sci. Foto Raffaele Petralla
Babbo Natale in Val di Non
In Val di Non, per calarsi nello spirito natalizio, c’è un’esperienza davvero speciale: “Babbo Natale a Castel Valer” con tutta la famiglia. I piccoli ospiti, accompagnati dai genitori e da una guida, parteciperanno a un’;esclusiva visita al castello, che svetta sulla valle con la sua torre ottagonale, dove saranno raggiunti da Babbo Natale in persona che distribuirà loro dei doni. Davanti al caminetto del grande Salone Ulrico si potranno scattare selfie e foto con Babbo Natale e consegnargli la propria letterina.
Per concludere poi in dolcezza, con un caldo tè e deliziosi biscotti. Domenica 1, 8, 15, 22 dicembre ore 10:00 e ore 15:30 | 29 dicembre ore 10:00. Euro 42,00 a nucleo famigliare. Info e prenotazioni on line o contattando l’ApT Val di Non entro le 17.00 del giorno precedente: 0463 830133 | info@visitvaldinon.it. Da Trento e dalla Val di Sole si può raggiungere il castello anche con
il trenino della Trento – Malè. La stazione di Tassullo dista 2 km dal castello (30’ a piedi).

Pampeago. Foto di Alex Moling
Ore spensierate sulla neve al Baby Park
Val di Sole. Gli otto Family Park presenti nelle tre skiarea sono spazi sicuri per imparare a sciare o divertirsi tra gonfiabili e discese in slittino. Fondamentale l’esperienza dei maestri di sci che, aiutati da tappeti mobili e giochi gonfiabili, si improvvisano anche animatori per far vivere al bambino giornate divertenti ed educative.
Come al Fantaski a Passo Tonale, un parco del divertimento sulla neve con un’area giochi che offre due facili piste da sci complete di tapis roulant. Tra le esperienze più emozionanti c’è “Come in una favola”, un’escursione sulla neve tra i boschi in slitta trainati da Jenny e Gelo, una coppia di cavalli avelignesi, e che si conclude con una cena in agritur. www.visitvaldisole.it .

Val di Fassa. Scuola di sci. Foto Giulio Di Sturco
Un Distretto Famiglia in Trentino
L’alta Val Rendena, con le località di Pinzolo e Madonna di Campiglio è diventato il primo Distretto Famiglia del Trentino, un riconoscimento che premia la vocazione naturale di questo territorio per le vacanze delle famiglie in montagna. Un obiettivo perseguito dalle Funivie Pinzolo che hanno creato a Prà Rodont, sul Dos Sabiòn, un’area dedicata alle famiglie con bambini e, in generale, a chi comincia a sciare grazie a due facili piste, ad uno snowpark primi salti per chi vuole cimentarsi nel freestyle e al Family Park Rendy.
A Madonna di Campiglio è invece disponibile il Mini Ursus Snowpark a Pradalago. Sempre per i più piccoli, le Guide Alpine campigliane propongono escursioni con le racchette da neve al mattino, nel pomeriggio e anche di sera con cena in rifugio. (informazioni 0465 502111, 345 3858648 – info@mountainfriends.it).

Agriturismo Maso Santa Romina. Foto Pierluigi Orler
Bob su monorotaia in Val di Fiemme
Tra le attrazioni più ambite da bambini e famiglie nello Ski Center Latemar della Val di Fiemme c’è l’Alpine Coaster Gardoné, situato a pochi passi dalla stazione a monte della cabinovia che sale da Predazzo.
Basta sedersi ed allacciarsi le cinture per divertirsi sui 980 metri del bob su monorotaia disegnato tra salti, dossi e paraboliche. Quassù a poca distanza dalla telecabina si può poi percorrere La foresta dei draghi, un sentiero tematico panoramico per bambini e famiglie.
Una passeggiata di un’ora (1,4 km) tra opere di land art di fronte ai campanili del Latemar. Fra gli incantevoli panorami innevati della Val di Fiemme si incontrano quattro Ski-Kindergarten con giochi fantasiosi e attività creative per muovere in allegria i primi passi sulla neve. Sono Cermislandia sull’Alpe Cermis a Cavalese, Bip Club a Pampeago, Il Regno dei Draghi a Gardonè e la Tana degli Gnomi-Laricino Park a Bellamonte.
All’Alpe Cermis, in località Doss dei Laresi, il regno dei bambini si chiama Cermislandia. Un parco giochi sulla neve con ingresso libero dedicato ai personaggi fantastici delle nostre montagne, dove i bambini dai 3 ai 10 anni possono divertirsi, fare pupazzi di neve, scivolare con gommoni e slittini.
A Bellamonte, nella skiarea Alpe Lusia, accanto alla partenza della cabinovia Bellamonte 3.0 c’è un luogo magico, fatto a misura di bambino. È la Tana degli Gnomi, una struttura moderna ed accogliente dove i bambini dai 18 mesi in su possono divertirsi, imparare, giocare, ascoltare racconti, cucinare e partecipare a originali laboratori creativi, sempre e costantemente seguito da personale qualificato. www.visitfiemme.it .

San Martino di Castrozza Alpe Tognola battipista
Le baby fiaccolate della Val di Fassa
Tapis roulant, mini-escursioni con le ciaspole in boschi incantati, giri in motoslitta, baby fiaccolate, pupazzi colorati, igloo, battaglie di palle di neve. In Val di Fassa tutto è a misura di famiglia, dall’ospitalità nei family hotel, alle cinque scuole di sci che si fregiano del Sigillo d’Oro, riconoscimento per l’eccellenza nell’insegnamento ai bambini, e di tante tipologie di corsi e strutture per l’animazione. Non da ultimi, Baby Park e asili sulla neve, regno di giochi per i più piccoli, un grande parco giochi al’aria aperta, dove i bambini insieme alla neve sono gli assoluti protagonisti.
A Moena il Fiabilandia – Prato di Sorte divertimento assicurato tra igloo di ghiaccio, mega gonfiabili, scivoli e casette. E poi si sgambetta per raggiungere rifugi, agriturismi e malghe, alla scoperta degli animali e delle mitiche leggende ladine grazie a facili gite pensate per trascorrere una giornata all’aria aperta, in mezzo alla natura, tutti insieme. www.fassa.com/it/cosa-fare/vacanza-family-inverno.
A Bedollo sull’Altopiano di Pinè, nei pressi del Lago delle Piazze è possibile divertirsi con tutta la famiglia presso il Winter Park Pradis-Ci. Un parco innevato dove sciare e slittare, dotato di numerosi servizi tra cui la pista da snow tubing, per bob e
slittino con impianti di risalita e tapis rulant. www.winterparkpradis-ci.it .
Dic 8, 2024 | Enogastronomia
Il Natale si avvicina e siamo già tutti presi dal menù delle feste. Idee di menù semplici, innovativi, tradizionali oppure creativi per stupire familiari ed amici.
Ecco che così abbiamo selezionato per voi cinque ricette da grandi ristoranti italiani per fare un figurone da … masterchef.

Seppie in zimino
Dalla Versilia e per la precisione dal ristorante La Risacca ospitato all’interno del bel bagno La Perla di Lido di Camaiore arriva un antipasto ittico, di origine ligure e di tradizione toscana, ideale soprattutto per inaugurare i tradizionali menu della vigilia a base di pesce proposto dallo chef Alfredo D’Adamo in versione contemporanea e raffinata, senza perdere il gusto!
Per 4 persone
Seppie n°5-6 da 300-400 g (intere)
Per la seppia:
2 seppie intere
olio all’aglio q.b.
olio piccante q.b.
Per il velo:
3 seppie (solo corpo)
2 albumi
Per la salsa:
gli scarti e le teste avanzate
400 g di pomodori pelati
2 spicchi d’aglio
1 peperoncino rosso
20 g di capperi dissalati
100 ml di vino bianco.
Per i crostini:
300 g di mollica di pane
sale q.b.
olio q.b.
pepe q.b.
Per i pomodorini canditi:
400 g di pomodori datterino
3 spicchi di aglio
3 rametti di basilico (interi)
sale q.b.
pepe q.b.
zucchero a velo
Preparazione
Seppie: Pulire le seppie, compresi i tentacoli, accuratamente. Condire con olio all’aglio, olio al peperoncino e sale. Cuocere sottovuoto a 65 gradi per 2 ore 30 minuti. Raffreddare e mettere da parte.
Velo di seppia: Frullare 100 g di seppia pulita (solo il corpo) con 1 albume fino a ottenere una pomata liscia e omogenea. Riporne 70 g in sottovuoto in un sacchetto 20×30 al 100% e stendere in maniera uniforme aiutandosi con un mattarell Cuocere a vapore a 55 gradi per 10 minuti. Raffreddare e mettere da parte.
Salsa di seppia: Preparare un soffritto di aglio e peperoncino, unire i capperi dissalati. Aggiungere le teste di seppia avanzate dalla preparazione dei veli e soffriggere per 5-6 minuti, sfumare con il vino bianco. Aggiungere 1/2 kg di pomodori pelati e cuocere per 3 ore a fiamma bassa. All’occorrenza aggiungere brodo vegetale o acqua. A fine cottura filtrare tutto e aggiustare di sale. Verificare che il composto finale sia cremoso, altrimenti ridurlo o diluirlo.
Biete: Sbollentare in acqua salata le biete per 1 minuto e raffreddare in acqua fredda o con ghiaccio.
Pomodori canditi: Tagliare i pomodori datterino a metà, riporli in teglia con il taglio rivolto verso l’alto. Condire con sale, aglio, pepe, basilico, e spolverare con zucchero a velo. Cuocere a 100 gradi per 3 ore finché non saranno disidratati.
Crostini: Tagliare la mollica del pane a cubetti da 1×1 cm. Condire con olio, sale e pepe e infornare a 160 gradi per 20 minuti fino ad ottenere una mollica dorata.
Impiattamento: Scaldare la salsa di seppia e adagiarne 2-3 cucchiai abbondanti sul fondo di un piatto.
Rigenerare le seppie in acqua calda e tagliarle a cubetti. Successivamente, posizionarle sulla salsa.
Scaldare leggermente le biete in padella, condirle con l’olio all’aglio e il peperoncino. Posizionare le biete sopra le seppie insieme a crostini e pomodori canditi.
Concludere tagliando un quadrato di velo di seppia da appoggiarlo sul resto fino a coprire completamente il piatto.

La Farinata
Dalla cucina lucchese di chef Damiano Donati della Fattoria Sardi arriva, in linea con la filosofia del Ristoro, una ricetta che esalta il vegetale e la stagionalità: la Farinata.
Un piatto confortevole, che fa dell’essenzialità il suo punto forte. Da mangiare durante le feste, oppure da prediligere, per via della sua leggerezza, proprio durante i giorni che intercorrono tra una festività e l’altra.
Per 4 persone
Per la farinata:
500 g di zuppa frantoiana
120 g di farina di Mais Formenton 8 File
Per l’acqua di cavolo nero:
500 g di cavolo nero
50 ml di acqua gassata fredda
sale q.b.
Per l’olio alle spezie:
200 ml di olio di arachide
20-30 g di mix spezie Baharat
1 cucchiaio d’acqua
Per l’olio al cavolo nero:
300 g di cavolo nero
300 ml di olio arachide
300 ml di olio extravergine
200 g di bietole bollite
Farinata:
Il giorno prima dell’esecuzione del piatto, portare a ebollizione la zuppa frantoiana e inserire la farina di mais, mescolare bene, abbassare il fuoco e far cuocere per 25-30 minuti con il coperchio, così da limitare l’evaporazione di liquidi. In cottura mescolare ogni 7-8 minuti.
Una volta cotta la Farinata, aggiustare di sale e versare il contenuto in un contenitore quadrato o rettangolare. Far stiepidire e successivamente riporre in frigo per almeno una notte.
Acqua di cavolo nero:
Privare le foglie dall’anima costoluta, sbollentarle per un minuto in acqua salata e freddarle velocemente in acqua fredda; una volta raffreddate, scolarle, strizzarle, e tagliarle grossolanamente.
Successivamente, riporle in un frullatore con l’acqua gassata fredda, frullarle e filtrarle, anche aiutandosi con un panno di cotone, in modo da togliere del tutto l’eccesso d’acqua.
Olio al cavolo nero:
Sarà necessario un thermomix – frullatore bimby – dove andranno inseriti tutti gli ingredienti. Frullare alla massima potenza per 10 minuti a 70 gradi.
In seguito, filtrare tutto con un colino fine.
Olio alle spezie:
Riporre le spezie in una bastardella d’acciaio e con un cucchiaio d’acqua e mescolare bene. Scaldare l’olio di arachide in un pentolino, portarlo a 160 gradi e versare l’olio nelle spezie, mescolando energicamente.
Preparazione finale:
Tagliare la farinata in rettangoli, friggerli per 3 minuti e successivamente passarli in forno a 200 gradi per 5 minuti.
Impiattamento:
In un piatto fondo, adagiare le bietole bollite, precedentemente condite con sale e olio extravergine. Terminare versando il concentrato di acqua di cavolo nero, leggermente scaldato e corretto di sale, adagiare poi sulle bietole il lingotto di farinata, e condire con l’olio di cavolo nero e l’olio alle spezie.

Tortelli di carrube, mele secche, faraona e noci
Dalla trattoria al Cacciatore de La Subida accogliente country-resort e ristorante stellato a Cormons nel cuore del Collio, per le festività natalizie viene proposto un piatto in perfetto stile della famiglia Sirk, che vede la pasta fresca e la selvaggina come protagoniste.
A San Nicolò, o Babbo Natale, chiedete un’eccellente materia prima, tutto il resto verrà da sé e dalla mani dello chef Alessandro Gavagna!
Per 4 persone
Per la pasta:
400 g di farina 00
100 g di farina di carrube
125 g di burro
155 g di acqua
Per il ripieno:
2 petti di faraona
50 g di pane raffermo ammollato nell’acqua
50 g di patate lesse
30 g di uvetta di Corinto
50 g di mele secche
qualche foglia di maggiorana tritata
Per il condimento:
burro fuso
noci tritate
formaggio Montasio stravecchio grattugiato
Tortelli:
Impasto
Mescolare le due farine, creare una fontana.
Tagliare il burro a piccoli pezzi, aggiungere l’acqua e cominciare ad amalgamare prima con l’aiuto di una forchetta e poi impastando a mano. Una volta ottenuto un impasto omogeneo e compatto, avvolgere la pasta con la pellicola e lasciare riposare, per almeno mezzora. Pronta la pasta, stenderla con la sfogliatrice fino ad ottenere una sfoglia molto sottile.
Ripieno
Insaporire i petti di faraona con pepe, trito di maggiorana e aglio; rosolarli in padella con una noce di burro. Successivamente, togliere la pelle, passare al tritacarne con il pane ammollato e le patate lesse.
Aggiungere all’impasto l’uvetta, la maggiorana tritata e le mele secche tagliate a piccoli pezzetti.
Regolare di sale e pepe, mescolare energicamente.
Mettere il ripieno in una sacca da pasticceria. Tagliare la pasta stesa a quadrati e mettere al centro il ripieno. Chiudere come un classico tortello.
Cucinare i tortelli in acqua bollente e salata. Nel frattempo, far spumeggiare il burro in un tegamino.
Impiattamento:
Adagiare i tortelli sul piatto di portata, condire con il burro e guarnire con i gherigli di noce tritati e il Montasio stravecchio.

Mazzancolle, musetto e cren
Agli Amici 1887, la casa della famiglia Scarello nel cuore di Udine, per le festività si propone mazzancolle, musetto e cren, un secondo piatto che – nonostante la sua complessità e grassezza – esalta il sapore delicato della materia prima ittica.
La ricetta di chef Emanuele Scarello riprende in parte la tradizione: al posto di lenticchie e cotechino, sperimentate il connubio crostacei e musetto, un tipico insaccato friulano, molto simile a quello consumato l’ultimo dell’anno.
Per il musetto:
400 g di musetto cotto in precedenza
Per la tartare:
350 g di mazzancolle
4 g di sale
pepe q.b.
olio extravergine d’oliva
Per la salsa al cren:
500 g di panna
300 g di latte
2 radici di cren
Per le meringhe di polenta:
100 g di farina di mais
500 g di acqua
4 g di sale
Meringhe:
Far bollire l’acqua e il sale, aggiungere la farina di mais e cuocere per soli 2 minuti, coprire immediatamente con una pellicola a contatto per evitare che la superficie si secchi. Quando il composto sarà raffreddato, metterlo all’interno di una sac à poche con bocchetta del 6 e iniziare a formare delle piccole palline sopra un silpat.
Cuocere in forno secco a 150 gradi per 50 minuti, fino alla completa essicazione. Conservare in scatola ermetica fino all’uso.
Mazzancolle:
Pulire le mazzancolle e scottarle su un solo lato a fiamma viva, lasciandole mezze crude. Raffreddarle in acqua e ghiaccio. Successivamente tritarle e condirle con olio, sale e pepe.
Salsa al cren:
Pelare il cren, grattugiarlo finemente e farlo bollire insieme alla panna. Filtrare, aggiungere il latte, riportare a bollore e aggiustarlo di sale.
Impiattamento:
Porre al centro del piatto, in strati alternati, sottili fettine di musetto e la tartare di mazzancolle, alcune meringhe di polenta, la salsa cren e alcune gocce d’olio extravergine d’oliva. Completare con germogli di aneto, cerfoglio e schiuma di latte.

Torta massese rivisitata
Da San Martino 26, il fine-dining firmato San Gimignano, arriva una proposta per il dessert: la portata finale che ha il dolce compito di concludere con gusto, ma anche e soprattutto con leggerezza, gli impegnativi menu delle festività.
Nella rivisitazione di chef Elvis Dedi, la torta tipica del nord della Toscana richiede quel tocco in più di elaborazione e attenzione.
Per la meringa svizzera:
100 g di albume
200 g di zucchero
Per le cialde croccanti di latte:
200 ml di latte
Per la crema di riso, latte e vaniglia:
30 g di riso
200 ml di latte
1 pz di vaniglia
Per la crema riso latte al burro nocciola:
30 g di riso
200 ml di latte
1 pz di vaniglia
50 g di burro nocciola
20 g di canditi
Per la panna montata:
100 g di panna
1 bacca di vaniglia
20 g di zucchero
Per la gelatina di vermouth:
30 ml di vermouth
25 ml di acqua
5 g di zucchero
1 foglio di colla di pesce
Per il riso soffiato:
100 g di riso carnaroli
Per il sorbetto al limone:
500 g di sciroppo di limone
200 g di acqua
200 g di zucchero
95 g di glucosio
15 g di gelatina
Meringa svizzera:
Iniziare la preparazione della meringa montando a bagnomaria l’albume con lo zucchero, fino al raggiungimento della temperatura di 60-65 gradi.
Dopodiché, spegnere il fuoco e iniziare a montare con le fruste elettriche.
Spostare poi la bastardella dalla pentola con acqua e continuare a montare il composto fino al completo raffreddamento della meringa.
Stendere l’impasto su dei fogli di acetato, formare dei cilindri e metteteli in forno statico a 85 – 90 gradi per 7-8 ore.
Una volta terminata la cottura, rimuovere i fogli di acetato con attenzione.
Crema riso, latte, vaniglia e burro nocciola:
Mettere a bollire il latte in un pentolino alto con la stecca di vaniglia. Raggiunto a bollore, aggiungere il riso e lo zucchero. Lasciar cuocere a fuoco basso, rigirando spesso con un cucchiaio, per circa 20-25 minuti.
Rimuovere la vaniglia e con un mixer frullare grossolanamente.
A parte, mettere del burro in un pentolino, cuocere a fiamma viva finché non diventa color nocciola. Aggiungerlo poi al riso e frullare fino ad ottenere una crema liscia e omogenea.
Cialde croccanti di latte:
In un pentolino mettere a cuocere il latte a fuoco basso, senza mai toccarlo.
Si formerà una pellicola; rimuoverla delicatamente e stenderla con attenzione sulla carta forno. Lasciarla seccare fino a quando non sarà diventata croccante.
Gelatina al vermouth:
Mettere il vermouth in un pentolino, accendere il fuoco e sfiammarlo con un cannello fino a quando la parte alcolica non sarà evaporata.
Mettere in ammollo la colla di pesce con 15 ml di acqua e aggiungere i restanti ingredienti. Riscaldare il composto di vermouth fino a 50 gradi, dopodiché aggiungere la colla di pesce.
Travasare il composto in un contenitore e riporre in frigo per 4-5 ore.
Una volta rassodato, tagliare a piccoli quadrati.
Panna montata:
Aprire la bacca di vaniglia con un coltello e mettere i semi nella panna.
Aggiungere lo zucchero e cominciare a montare dolcemente con una frusta finché la panna non sarà semi-montata.
Riso soffiato:
Sciacquare i chicchi di riso e metterli a bollire in acqua finché non saranno cotti, dopodiché stenderli in una teglia con carta forno.
Metterli a seccare in forno a 40-50 gradi per una notte.
Una volta seccati, mettere un pentolino con olio di semi sul fuoco: quando l’olio raggiugerà i 190 gradi, con una schiumarola immergere il riso, finché non soffierà. Riporre i chicchi soffiati in una teglia con carta assorbente, così da eliminare l’olio in eccesso.
Sorbetto al limone:
Mettere in ammollo la colla di pesce in 3 volte il suo peso in acqua.
Riporre in una casseruola il resto degli ingredienti; una volta raggiunto il bollore togliere dal fuoco.
Aggiungere la colla di pesce e mettere il composto a riposare in congelatore per una notte. Una volta pronto il composto, inserirlo nel pacojet.
Preparazione finale:
Farcire la meringa con la crema di riso, latte burro e burro nocciola. Aggiungere la crema di riso latte, la gelatina al vermouth, il riso soffiato e chiudere lateralmente con la panna montata.
Impiattamento:
Adagiare la meringa su una base di crema al riso e latte, aggiungere una quenelle di sorbetto di limone sul lato e coprire con le cialde di latte.
Dic 7, 2024 | Enogastronomia
Incastonata tra le dolci colline di San Floriano del Collio, la storica cantina di Robert Princic si fa custode e interprete di una tradizione antica, riportando in vita un prodotto simbolo del legame tra il Collio e le terre illiriche: il Pelinkovac.
Un prodotto con cui Gradis’ciutta, l’azienda di Princic rende omaggio a un amaro che attraversa il tempo e le frontiere, abbracciando culture diverse, tra l’Italia e il mondo slavo.

Un prodotto che attraversa il tempo e le frontiere
“Il Pelinkovac è sempre stato un ponte tra culture e storie diverse, e per me era importante riportare in vita questa tradizione che da secoli fa parte del nostro territorio,” afferma Robert Princic.
“Un amaro che è una vera e propria celebrazione del legame antico tra Gorizia e l’Illiria, un liquore che racchiude i profumi delle erbe che crescono sulle nostre colline, ma che è anche memoria delle nostre radici. Volevo creare un prodotto autentico, capace di raccontare il territorio e il suo passato, ma che allo stesso tempo potesse essere apprezzato nel presente, non solo come amaro, ma anche come ingrediente prezioso nella mixology contemporanea.“

La prova d’assaggio
“Produrre Pelinkovac artigianale è infatti un atto di devozione alla qualità e alla tradizione. Con i suoi 32 gradi alcolici, il Pelinkovac Illirico si presta non solo come amaro da degustare lentamente, ma anche come ingrediente per creazioni di mixology, regalando ai bartender la possibilità di esplorare nuove sfumature creative.
Il Pelinkovac Illirico di Gradis’ciutta nasce da una raffinata selezione di erbe locali, lavorate con una cura che rispetta la natura di ogni essenza.
L’assenzio, protagonista indiscusso, si intreccia a note di bergamotto e arancia, creando un equilibrio aromatico che cattura e incanta.
La base alcolica, ottenuta dalle vinacce, conferisce a questo amaro una profondità unica, mentre la totale assenza di coloranti, conservanti e caramello ne esalta la purezza, regalando una bevanda autentica, fedele alle sue origini.
All’olfatto, il Pelinkovac Illirico si rivela come un giardino fiorito, con sentori di artemisia che si fondono ai profumi freschi del bergamotto, accarezzando i sensi.
Al palato, l’amaro si apre in una sinfonia di sapori erbacei, dove il rabarbaro e la scorza d’arancia candita si fondono in una danza armoniosa e persistente.
Alle origini di un prodotto che sposa la cultura latina a quella slava
La storia di questo liquore è profondamente legata al territorio e tra le vie di Gorizia, è sinonimo di tradizione e distillazione.
Oggi, con il Pelinkovac Illirico, Gradis’ciutta riprende quel filo antico e lo intreccia al presente, rendendo omaggio a una cultura che vive nel cuore di ogni sorso.
Il Pelinkovac Illirico non è soltanto un liquore. È un racconto di radici profonde, un viaggio attraverso la storia e la cultura di una terra che sa ancora parlare al cuore.
Gradis’ciutta invita a riscoprire questa prelibatezza antica, dove ogni sorso diventa un omaggio a un patrimonio che continua a vivere, rinnovato e reso eterno nel bicchiere.
Esattamente cos’è? Dobbiamo rispondere a questa domanda per chi non vive in queste terre di confine ma è affascinato da un prodotto che i confini li valica e abbracciando e unendo la cultura slava a quella latina.
Il Pelinkvac è un liquore a base di assenzio noto per il suo gusto aromatico e amaro. Originario dei Balcani è un simbolo della tradizione erboristica della regione, in particolare di Croazia, Bosnia-Erzegovina e Serbia. L’Illirico, versione prodotta in Italia che si ispira a questa tradizione balcanica aggiunge un tocco unico grazie alla qualità delle erbe utilizzate.
Il nome deriva da “pelin”, termine slavo per l’assenzio (Artemisia absinthium) e le sue radici risalgono al XIX secolo, quando fu creato come digestivo. Storicamente veniva infatti utilizzato come rimedio naturale per favorire la digestione e alleviare i disturbi di stomaco.
Tradizionalmente lo si serve liscio come digestivo, anche se è molto apprezzato come accennato anche come ingrediente della moderna mixology.
Nelle terre d’origine è considerato un simbolo di ospitalità e viene spesso offerto agli ospiti in occasione di eventi importanti.
Dic 6, 2024 | Enogastronomia
Prezzi degli skipass invariati rispetto alla precedente stagione, tariffe a vantaggio delle famiglie e lavori di ammodernamento e manutenzioni per rendere sempre più attrattive ed efficienti le stazioni sciistiche.
Prende il via così la stagione dello sci in Friuli Venezia Giulia: nel weekend del 7 e 8 dicembre apriranno infatti alcuni degli impianti nei comprensori sciistici della regione, in attesa di entrare a regime già nelle prossime settimane, meteo permettendo.
Un altro inverno sulla neve, dunque, per i sei poli sciistici del Friuli Venezia Giulia (Piancavallo, Sappada-Forni Avoltri, Forni di Sopra-Sauris, Ravascletto-Zoncolan, Tarvisio, Sella Nevea), dove da lunedì 16 dicembre si entrerà in alta stagione fino a domenica 16 marzo, mentre dal 17 al 30 marzo, giorno di chiusura degli impianti, con l’eccezione del polo di Sella Nevea che chiuderà domenica 13 aprile, saranno applicate le tariffe di bassa stagione.

Monte Lussari, FVG Turismo
Tariffe competitive
Tariffe identiche rispetto all’anno scorso, compresi tutti i vantaggi per le famiglie, come lo skipass a 10 euro per gli under 20 e la gratuità per la categoria “baby”.
Il costo del ticket giornaliero per gli adulti è di 44 euro, che diventano 31 in bassa stagione (38,50 euro per i senior, 10 euro per junior e over 75 in alta stagione, mentre 27,50 euro per i senior, 10 per junior e over 75 in bassa), a rappresentare una delle proposte tra le più competitive dell’intero arco alpino.
Riconfermata anche l’istituzione di un’unica categoria junior, valida dagli 8 ai 19 anni d’età (anni di nascita 2006-2017 compresi), che dà diritto al 75 per cento di sconto su tutte le tipologie di skipass, così come la gratuità per i bambini nati tra il 2018 e il 2022.
Diverse le soluzioni per chi vuole godersi le discese del Friuli Venezia Giulia immerso nelle bellezze dei paesaggi montani: in alta stagione sette giorni costeranno 237 euro a un adulto, 207,50 a un senior, 70 euro a un junior e a un over 75. Chi vorrà sciare solo qualche ora e non tutto la giornata potrà optare per Sci@ore, per tre ore pagherà 31 euro, per quattro ore 35 euro, per cinque 38,50 euro, con riduzioni sempre per senior, junior e over 75. Oltre alla CartaNeve, abbonamento annuale in vendita a 550 euro (adulto), Sci@sempre è valido per l’intera stagione invernale in tutte le stazioni sciistiche del Friuli Venezia Giulia, a cui viene applicato lo sconto famiglia con una riduzione del 25 per cento, riconosciuto ad adulti e senior che acquistano assieme ai figli.
Gli skipass si possono acquistare alle casse dei sei poli sciistici, alle casse automatiche nei comprensori di Sella Nevea, Tarvisio, Zoncolan, Piancavallo, Sappada e sullo shop online di PromoTurismoFVG (fvg.axess.shop/it/Home). Tutte le tariffe sono illustrate qui: www.turismofvg.it/it/montagna365/tariffe/inverno-skipass-giornalieri-e-plurigiornalieri/poli-montani).

Sciare a Piancavallo. Foto Brollo FVG Turismo
Tutte le novità dei poli sciistici
Molte le novità con cui si aprirà la stagione della neve 2024-25 nei poli sciistici del Friuli Venezia Giulia, grazie a importanti interventi di manutenzione, restyling e ammodernamento portati avanti da PromoTurismoFVG per garantire l’efficienza e l’attrattività delle piste.
Il polo dello Zoncolan è stato interessato da manutenzioni degli impianti di innevamento e della funivia, oltre che l’approntamento delle nuove piste Laugiane e variante Val di Nuf e i lavori per il parco giochi di Ravascletto.
Per i poli di Tarvisio e Sella Nevea sono state investite risorse per la manutenzione della telecabina e degli impianti di innevamento della pista B a Tarvisio e della pista Canin a Sella Nevea.
Per il polo di Forni di Sopra-Sauris la manutenzione dell’impianto di innevamento Davost e degli uffici Varmost, oltre che per la sicurezza di chi scia, grazie alla definizione del sistema di distacco controllato delle valanghe a Sauris di Sotto.
Piancavallo aprirà la stagione con un restyling, con la nuova e iconica scritta “Pianca” e la realizzazione e illuminazione della nuova pista sintetica, mentre a Sappada si è provveduto all’adeguamento delle seggiovie Sappada 2000 e all’acquisto di mezzi battipista e di un parcheggio interrato in località Kratten.

Sciare a Tarvisio. Foto Gaudenzio FVG Turismo
Dove sciare il 7 e 8 dicembre
In considerazione delle condizioni meteo e a seguito dell’incontro che ha visto in questi giorni riunire i tecnici dei diversi poli, PromoTurismoFVG ha indicato le prossime aperture previste.
Nel primo fine settimana apriranno solo alcuni dei comprensori, Piancavallo, Sappada, sullo Zoncolan e a Tarvisio, nei quali si potrà sciare a prezzo ridotto, mentre la stagione 2024-2025 per Sella Nevea e Forni di Sopra-Sauris dovrà attendere ancora qualche giorno.
Considerate le aperture parziali previste per questi primi giorni di sci, PromoTurismoFVG applicherà tariffe promozionali: il giornaliero adulti costerà 21,50 euro, 19,50 euro lo skipass per la categoria senior (1950-1960 compresi), 7 euro per junior (2006-2017 compresi) e over 75 (1949 e precedenti), mentre i baby sciano sempre gratis. Disponibili anche Sci@ore, da 3, 4 o 5 ore sempre a prezzo ridotto che saranno disponibili, come i giornalieri, alle casse dei poli sciistici (tutte le informazioni sulle tariffe qui: www.turismofvg.it/it/montagna365/tariffe/inverno-skipass-giornalieri-e-plurigiornalieri/poli-montani).
Per tenersi aggiornati sulla situazione di apertura di piste e impianti è sempre possibile consultare la sezione Infoneve del sito (www.turismofvg.it/montagna/infoneve) e sono consultabili le skimap interattive, per rimanere aggiornati in tempo reale sugli stati di apertura e chiusura di piste e impianti, con dati tecnici, webcam, ristori sulle piste, sport, divertimento e infrastrutture (a questo link è possibile trovare e scaricare le mappe di ogni polo: www.turismofvg.it/montagna/infoneve).

Sella Nevea. Foto Gaudenzio, FVG Turismo
Alla scoperta dei poli del Friuli Venezia Giulia
Le montagne del Friuli Venezia Giulia offrono occasioni di divertimento adatte a tutti, a seconda delle proprie passioni e del livello di preparazione.
Piancavallo
14 chilometri di aree sciabili con tre fiori all’occhiello.
Un ampio snow park che offre ai freestyler la possibilità di cimentarsi tra jump e rail, la pista di boardercross e skicross per snowborder e sciatori.
Anche i fondisti si possono divertire con 12 chilometri di piste di cui un anello illuminato di 1,5 chilometri.
Sappada – Forni Avoltri
La perla in cui nasce il Piave, Sappada, assicura divertimento ed emozioni per tutti i suoi 15 chilometri di piste di sci alpino adatte sia a principianti sia a sciatori più esperti, i 14 chilometri ad anello con tratti di altissimo livello tecnico per lo sci di fondo e possibilità di praticare lo sci alpinismo.
Forni Avoltri ospita uno dei tre centri Fisi italiani di biathlon: il Centro Carnia Arena “Piani di Luzza” a quota 1043 metri è specializzato per la pratica del biathlon e, durante l’estate, una parte della pista viene utilizzata per lo skiroll.

Seggiovia Zoncolan. Foto Fabrice FVG Turismo
Forni Avoltri – Sauris
La stazione di Forni di Sopra offre 13 chilometri di piste nel comprensorio del Varmost, dove si scia lungo discese impegnative – tra cui il tracciato più lungo della regione con i suoi 5,5 chilometri, che parte dai 2.073 metri del monte Crusicalas fino a fondovalle – ma anche su tracciati adatti a tutti.
Alcuni percorsi di sci alpinismo collegano le casere in quota, dove si possono degustare piatti tipici.
Sauris è un incantato borgo alpino, nominato dalle Nazioni Unite Best tourism village, con due tracciati dedicati ai campi scuola e una pista da discesa blu, ideali per chi inizia a muovere i primi passi sugli sci, oltre a una rossa e una nera, la Zheile.
Ravascletto – Zoncolan
Incastonato nel meraviglioso scenario delle Alpi Carniche, lo Zoncolan è conosciuto da tutti gli appassionati di ciclismo con il soprannome di “Kaiser”, ma in inverno la conca dorata diventa il polo del divertimento: 23 chilometri di area sciabile con piste alte e soleggiate che toccano quasi i 2mila metri, un’arena freestyle per sciatori e snowboarder e un anello in quota dedicato allo sci di fondo a cui si aggiunge la ricca offerta di rifugi e ristoranti per un après-ski direttamente sulle piste.
Tarvisio
Situata all’angolo di tre confini, Italia, Austria e Slovenia, Tarvisio offre 24 chilometri di aree sciabili tra cui i quasi 4 chilometri della pista Di Prampero, palcoscenico di diverse edizioni della Coppa del Mondo di sci femminile e aperta su una vista mozzafiato; l’Arena Paruzzi, le piste della Val Saisera e di Pontebba sono il paradiso dei fondisti.
Dal 24 febbraio al 6 marzo 2025 è pronta a ospitare il Fis Junior world ski championship JWSC Tarvisio 2025, la 44ma edizione dei Campionati mondiali junior di sci alpino.
Sella Nevea
Le piste in quota tra i 1100 e gli oltre 2100 metri d’altitudine la rendono ideale per lo sci fino a primavera.
È un autentico paradiso naturale, sede di numerosi eventi di Coppa Europa, Fis e delle discipline veloci. Affacciata sul versante sloveno delle Alpi Giulie, è una località attrattiva grazie all’alto livello tecnico dei suoi 10,5 chilometri di tracciati, per gli amanti dell’adrenalina e per chi pratica le specialità più veloci dello sci alpino.