La buona cucina del Friuli Venezia Giulia sale in quota con “In rifugio c’è più gusto”

La buona cucina del Friuli Venezia Giulia sale in quota con “In rifugio c’è più gusto”

Dal 25 maggio al 26 luglio dieci tappe nei rifugi delle Dolomiti e Alpi Carniche e Giulie per assaporare il territorio tra attività, laboratori e ricette per conoscere i prodotti del Friuli Venezia Giulia tra natura e sostenibilità. Una manifestazione di successo di cui vi avevamo già parlato la scorsa stagione.

Rifugio Pussa

Uno degli eventi più attesi della bella stagione

La cucina della tradizione e i prodotti del territorio salgono in alta quota per uno degli eventi più attesi
della bella stagione: ritorna “In rifugio c’è più gusto”, un calendario di appuntamenti con i sapori tipici tra attività, laboratori e prelibatezze da assaggiare in una location d’eccezione, la montagna del Friuli Venezia Giulia.
Dalle Dolomiti friulane, patrimonio naturale dell’Unesco, alle Alpi e Prealpi Giulie e Carniche, la montagna regionale è un territorio ricchissimo di biodiversità, dove sport, natura e tradizioni si legano in modo indissolubile: un luogo incontaminato e protetto e per chi vuole vivere la natura a 360°.

Rifugio Pradut

Il calendario

Dieci le tappe anche per questa edizione dell’apprezzato format nato nel 2023 dalla collaborazione di PromoTurismoFVG, Assorifugi FVG e Fondazione Agrifood & Bioeconomy FVG, che propone un calendario di uscite dal 25 maggio al 26 luglio.
Protagonisti, ancora una volta, i rifugi, pronti ad accogliere appassionati e golosi, famiglie e bambini per un’immersione nei piatti più conosciuti della gastronomia di montagna, ma non solo. Ogni laboratorio sarà dedicato a un prodotto rappresentativo dell’azienda che ne illustrerà caratteristiche e segreti, mentre il rifugio si occuperà della preparazione del menu, in cui sarà presente un piatto realizzato con ingredienti a marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” e in particolare con il prodotto rappresentativo dell’azienda a cui è affidata la conduzione del laboratorio.

rifugio Pian dei Ciclamini

Prima tappa con una novità

La prima data, domenica 25 maggio, darà il via al calendario di appuntamenti con un’interessante novità: saranno tre le aziende coinvolte nei laboratori, così come gli ingredienti dei piatti preparati per la degustazione. Al rifugio Tita Piaz (Ampezzo) nella Val Lumiei, una delle sette valli della Carnia saranno il salumificio Zahre, Malga Losa della famiglia Petris e Guerra Albano Wines i tre ospiti della giornata per un viaggio affascinante alla scoperta di alcuni dei prodotti locali più amati.
Zahre guiderà i
partecipanti attraverso tutte le fasi della produzione del prosciutto e dello speck, dal taglio alla salatura e alla stagionatura, seguirà una dimostrazione di Malga Losa e i suoi malgari su come nasce il formaggio primo sale, esperienza unica per i bambini per scoprire un prodotto caseario, mentre Guerra Albano Wines mostrerà com’è fatta la vite, sezionandola e illustrando come potarla per ottenere un prodotto di qualità. Per i più grandi, la giornata si concluderà con la sboccatura della Ribolla e una degustazione dei vini dell’azienda. A pranzo, invece, si potranno degustare i prodotti delle aziende coinvolte nei piatti della cucina di questo rifugio circondato da paesaggi unici, utilizzando le erbe spontanee del passo Pura, su sottofondo musicale di un duo di fisarmoniche .

laboratori in quota

Gli appuntamenti di giugno

Cinque le date di giugno, a partire da domenica 1° giugno al rifugio Pussa Claut, nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, tra gli abeti e i faggi della Val Settimana, dove l’azienda agricola Saliet di Claut condurrà il laboratorio con oli essenziali e sale aromatizzato, scoprendo l’arte della distillazione e della degustazione olfattiva degli olii, un’esperienza adatta anche ai bambini più piccoli che potranno avvicinarsi alla produzione del sale aromatizzato.
Sabato 7 giugno ci si sposta in Val Pesarina
e protagonisti saranno i dolci. Il rifugio De Gasperi Prato Carnico, punto di partenza per emozionanti escursioni che offre cucina tipica di montagna preparata da Anna, è pronto a lavorare in sinergia con Il laboratorio del Dolce, un’occasione per scoprire il valore di un’antica tradizione storica unita alla modernità e all’innovazione. Ci saranno dei laboratori di decorazione dei dolci unite a una presentazione dell’attività, con particolare attenzione alla sostenibilità.
Sarà poi il rifugio Pian dei Ciclamini a Lusevera a ospitare l’incontro di sabato 14 giugno con Aurora Azzurra Gregorutti per scoprire le tecniche di produzione e raccolta dell’“oro rosso”, lo zafferano, in un laboratorio didattico di mosaico: i fiori da cui trae questa spezia sono coltivati a Majano seguendo le più severe regole dell’agricoltura sostenibile, utilizzati non solo per prodotti alimentari, ma anche per piccoli regali personalizzabili in cui viene inserito lo zafferano.
Ai piedi della catena dei Monti
1 Musi, in una delle valli più suggestive e selvagge, l’Alta Val Torre a Lusevera, il rifugio gestito da Simone e Rebecca sorge in un’area naturale protetta, esempio di biodiversità all’interno nel Parco delle Prealpi Giulie .
Sabato 21 giugno al rifugio Fornas Tolmezzo, nella frazione di Curiedi, in una conca incastonata fra le Alpi Carniche, tra boschi, malghe e alpeggi, Anna e Umberto accoglieranno AnnApi, l’azienda di Anna Brandolin che farà scoprire il magico mondo delle api e del miele attraverso un laboratorio in cui imparare come realizzare delle “bombe di semi” con la carta riciclata, che una volta lanciate serviranno a dare vita a nuovi fiori, utili per gli impollinatori.
A chiudere gli eventi di giugno, domenica 29, il rifugio
Tolazzi Forni Avoltri, alle pendici del monte Coglians, crocevia di sentieri che raggiungono località immerse nei boschi, in cui l’Apicoltura F.lli Comaro, che si occupa della produzione di miele con un’apicoltura sostenibile e partecipa a diversi progetti per la tutela dell’ambiente e della salute delle api, avvicinerà grandi e piccini a questo pianeta. Tra estrazione e spillatura del miele, si prepareranno anche cera per le candele e bombe di semi per contribuire all’ecosistema delle api.

Tarvisio. Foto Alessandro Michelazzi

Sui monti anche a luglio, altri 4 appuntamenti

Riprenderanno domenica 6 luglio gli appuntamenti del calendario di “In rifugio c’è più gusto” dal Fabiani Paularo, location nella parte più selvaggia delle Alpi Carniche, in cui la cordialità e l’ospitalità dei gestori Nino e Tiziana delizieranno il palato degli ospiti con piatti della tradizione locale e ingredienti freschi e genuini. Ospite della giornata sarà l’Apicoltura Rudy Screm per il laboratorio didattico “La casa delle Api”: Rudy con le sue arnie farà scoprire le api e i loro deliziosi prodotti, con assaggi ed esperienze sensoriali per conoscerle più da vicino.
Il rifugio Pradut a Claut, una vera gemma nel cuore delle Dolomiti Friulane con una spettacolare vista sulle cime circostanti e luogo perfetto per la partenza di passeggiate nella natura, è pronto invece a ospitare il Panificio Giulio Marco per un gustoso laboratorio e per offrire l’occasione di mettere direttamente le mani in pasta imparando a fare i biscotti tra uova, farina, zucchero e tanti altri ingredienti per creare dei dolci unici e buonissimi.
Saranno poi ancora il Pussa Claut e il Fornas a Tolmezzo a ospitare le ultime due tappe dell’iniziativa. Sabato 19 luglio al Pussa Claut protagonista La Gubana della Nonna per il laboratorio in cui sarà raccontata e illustrata la preparazione del dolce tipico delle Valli del Natisone, soprattutto selezionando le materie prime, tra ingredienti e segreti per rendere unica questa specialità.
Al Fornas di Tolmezzo, l’ultimo appuntamento sarà dedicato agli animali, con l’azienda La Sisile (in carnico significa rondine), per un avvicinamento in compagnia del pony Zara e l’asinella Maggie, dove si potranno pettinare le criniere di queste due simpatiche amiche, il tutto accompagnato dall’assaggio dei prodotti del La Sisile.
Per maggiori informazioni e prenotazioni https://www.turismofvg.it/it/in-rifugio-c-e-piu-gusto

Lignano Sabbiadoro non solo mare. 7 idee per amanti della bici

Lignano Sabbiadoro non solo mare. 7 idee per amanti della bici

La destinazione balneare del Friuli Venezia Giulia è perfetta da esplorare sulle due ruote, grazie a numerosi percorsi ed escursioni gratuite alla scoperta del territorio.
Col ritorno della bella stagione e in attesa dell’estate, si fa sentire più forte il desiderio di libertà e di esplorazione all’aria aperta: una ricerca di avventura che porta dritto a Lignano Sabbiadoro, da scoprire non solo sulla sua spiaggia dorata di 8 km, ma anche addentrandosi nel ricco e variegato entroterra in sella alla
bicicletta.

Laguna di Marano. Foto archivio PTFVG

Laguna: uno scrigno di biodiversità fra acqua dolce e salata

La città balneare del Friuli Venezia Giulia, cuore pulsante della penisola incastonata tra la Laguna di Marano, il fiume Tagliamento e l’Adriatico, è ideale per i viaggiatori più attivi che non sanno rinunciare alle due ruote neanche in vacanza: Lignano offre, infatti, diversi itinerari che si potranno percorrere partecipando ad escursioni in bicicletta gratuite, accompagnate da guide che racconteranno gli scorci e i panorami attraversati. Le escursioni sono disponibili da giugno a settembre e partono dal Bike Point, quest’anno posizionato nella sua nuova location, il Beach Village presso l’ufficio spiaggia 7 di Sabbiadoro, dove si potrà anche noleggiare gratuitamente la bicicletta.
Dalla Pedalata tra i due fiumi all’escursione in bici alla scoperta di Lignano, da Lignano- Caorle in bici e barca alla Lignano Bike&Hike, le proposte sono tante e adatte a tutti, grazie alle numerose piste ciclabili e ai sentieri pianeggianti da percorrere in tutta tranquillità.

La laguna. Foto Ph Li.Sa.Gest.

Bibione Bike&Hike

Un unico percorso, due regioni attraversate: dopo una breve pedalata per raggiungere il fiume Tagliamento, infatti, si attraverserà il confine naturale tra Friuli Venezia Giulia e Veneto a bordo del passo barca X-River.
Una volta raggiunta la sponda veneta, attraverso un percorso
ciclabile, si arriva all’area della riserva naturale del faro di Bibione, per percorrere poi a piedi i sentieri che tra bosco, fiume e mare permettono di scoprire questo sorprendente ambiente costiero ancora perfettamente conservato.
Una passeggiata rigenerante per
connettersi con la natura seguendone il ritmo lento, prima di invertire la rotta e tornare a Lignano.
Quando: ogni lunedì dalle 8.30 alle 13.00
Percorso: 25km in bicicletta e 2km a piedi

La laguna. Ph Li.Sa.Gest

Lignano-Caorle in bici e barca

Ancora una volta, un’escursione che va a coinvolgere il territorio veneto, più precisamente Caorle, col suo lungomare e il centro storico, dove passeggiare per calli e campielli ammirando le case dei pescatori rimesse a nuovo e il campanile di mattoni dell’antico Duomo.
Per raggiungere la città veneta, saliti in sella della propria e-bike a Lignano, bisognerà imbarcarsi due volte: sull’X-River sul Tagliamento e una seconda volta, dopo aver raggiunto Porto Baseleghe, sulla barca X-Lagoon che attraversa la laguna tra Bibione e Caorle.
Quando: ogni lunedì dalle 8.00 alle 18.00
Percorso: 45km in e-bike

In bici nella laguna. Ph Li.Sa.Gest

Pedalata tra i due fiumi

Per scoprire la vera essenza di Lignano, non si può non avventurarsi lungo i fiumi che ne disegnano la penisola: il Tagliamento, con le sue dolci anse che segnano il confine occidentale della città e del Friuli Venezia Giulia, e lo Stella, che sfocia nelle acque della laguna attraversando l’omonima riserva naturale.
L’itinerario di questa escursione percorre la ciclabile
che porta a Lignano Riviera, per costeggiare poi il Tagliamento sulla nuova ciclovia che raggiunge Gorgo di Latisana; da qui, attraversando una campagna rigogliosa, si arriva alla chiesetta di Santa Maria della Neve. Per il rientro, invece, il percorso segue il fiume Stella dalle sue foci su una ciclovia sopraelevata vista laguna, per arrivare ad Aprilia Marittima e
infine a Lignano.
Quando: ogni martedì dalle 8.00 alle 13.00
Percorso: 45km

Ph Li.Sa.Gest

Escursione in bici alla scoperta di Lignano

Un iconico e rilassante tour che porta in esplorazione di Lignano e dei suoi angoli nascosti, imprescindibile per assaporarne appieno ogni sfumatura. Si parte percorrendo la pista ciclabile fino all’inconfondibile Faro rosso, da dove si può apprezzare uno scorcio mozzafiato sul cordone di isole che separa l’Adriatico dalla laguna, come l’isola delle Conchiglie, base ideale per il kitesurf.
Ci si inoltrerà poi tra i vicoletti della zona darsena per imboccare la ciclabile
rialzata che costeggia la Laguna di Marano, ammirandola in tutto il suo splendore, e approdare infine a Lignano Pineta, per scoprirne le bellezze artistiche e architettoniche all’ombra dei pini.
Quando: Da maggio a metà settembre, ogni mercoledì, dalle 10:00 alle 12:30
Percorso: 17km

Verso Grado, Foto Aldo Sodoma

Escursione Lignano Bike&Hike

Una proposta 100% sostenibile, che alla bicicletta unisce un secondo tratto a piedi per uno slow tour all’insegna dell’esplorazione dell’ambiente naturale della penisola lignanese, tra pinete, dune fossili e la foce del fiume Tagliamento. Dopo la partenza, questo Bike&Hike prevede una sosta sulla ciclabile BellaItalia per ammirare le dune lungo la costa; da lì, si procede verso Lignano Riviera passando per la Pineta e immergendosi nel suo profumo di resina.
Si lasciano poi le biciclette verso il Tagliamento, per un breve trekking nel bosco dunale
di Pineda Sinistra, un’area verde di grande valore paesaggistico e floristico con dune che raggiungono i 6 metri di altezza, prima di rimettersi in sella per tornare al Beach Village.
Quando: ogni mercoledì, dalle 15:00 alle 18:00
Percorso: 12km in bicicletta e 3km a piedi

Lignano Sabbiadoro. Foto Francesco Marongiu

Escursione Lignano – Marano in bici e barca

Antico borgo di pescatori affacciato sulla laguna, con un affascinante centro storico con una forte influenza architettonica veneziana, Marano lagunare è un vero gioiello in cui il tempo sembra essersi fermato.
Per raggiungerlo, questa escursione da Lignano costeggia l’argine del
Tagliamento fino a Gorgo, per procedere verso il fiume Stella attraversandolo su un ponte ciclabile e inoltrandosi poi nel bosco di Muzzana, raggiungendo infine Marano.
Dato il percorso
sfidante da affrontarsi in city bike, con lunghi tratti di sterrato, questa escursione è adatta ai ciclisti più preparati, ma l’approdo finale a Marano ripagherà ogni sforzo grazie alla sua bellezza e alla possibilità di gustare gli ottimi piatti a base di pesce pescato in laguna, prima di ritornare a Lignano in tutta tranquillità in barca.
Quando: ogni giovedì, dalle 8.00 alle 15:00
Percorso: 40km

Escursione Lignano – Grado in bici e barca

Per chiudere al meglio il programma della settimana, Lignano propone un’esperienza unica alla scoperta della laguna di Grado e di alcuni gioielli della bassa friulana, strettamente legati alla storia della regione.
Partendo dal Beach Village, si pedala fino alla Darsena di Porto
Vecchio di Lignano per imbarcarsi alla volta di Grado, da dove si prosegue in bicicletta fino a Marano.
Lungo la strada, si passerà per centri di notevole interesse storico, architettonico e
culturale: Aquileia, città di epoca romana con un’area archeologica di eccezionale importanza che le è valso il titolo di Patrimonio UNESCO, Strassoldo con il suo Castello di Sopra e Castello di Sotto, tra i più antichi manieri della regione, e infine Torviscosa, piccolo comune dall’architettura di inizio ‘900 costruito come paese-fabbrica. Una volta arrivati a Marano, si tornerà a Lignano in barca godendosi in totale relax.
Quando: ogni venerdì, dalle 8.00 alle 19:00
Percorso: 40km

Come prenotare le escursioni
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione entro le 17.00 del giorno precedente
chiamando il numero +39 3488734734 oppure direttamente al bike point di Lignano
Sabbiadoro Gestioni presso il Beach Village (ufficio spiaggia 7 – Sabbiadoro). Le escursioni
accompagnate sono gratuite, ma, dove previsto, il viaggio in barca è da pagare a parte a chi
fornisce il servizio.
Qui il link per scoprire tutti i servizi: hlignanosabbiadoro.it/it/scopri-lignano/idee-di-
vacanza/escursioni-gratuite-in-bicicletta/

Friuli Venezia Giulia: ripartono i treni storici estivi del Friuli nelle vie dell’acqua di mare, di fiume e laguna

Friuli Venezia Giulia: ripartono i treni storici estivi del Friuli nelle vie dell’acqua di mare, di fiume e laguna

Dopo il successo dell’anno scorso, è ripartita la programmazione 2024 per viaggiare a bordo dei treni storici in Friuli Venezia Giulia: dopo le prime quattro date di aprile andate sold out, ancora 24 appuntamenti fino al 15 dicembre per raggiungere eventi e località in regione e provare l’emozione di un viaggio di altri tempi su carrozze anni ’30, le cosiddette “Centoporte”, con i salottini in legno e le tendine al finestrino, perfettamente conservate, munite di bagagliaio e cappelliere e trainate da locomotive a vapore, elettriche o diesel.
Il successo della proposta, che ha registrato la scorsa stagione il tutto esaurito e un alto tasso di gradimento da parte dell’utenza che si è dichiarata soddisfatta per la quasi totalità dei passeggeri (98%), composta per lo più da famiglie e piccoli gruppi, si inquadra – secondo l’indagine svolta da PromoTurismoFVG –  nella più generale tendenza all’undertourism, una forma di  turismo emerso nel periodo post pandemico  che vede sempre più visitatori prediligere mete nazionali o regionali, luoghi poco conosciuti e la possibilità di vivere l’esperienza del viaggio a ritmo più lento, riducendo al contempo l’inquinamento e l’impatto ambientale.
Dai siti Unesco ai “Borghi più belli di Italia”, dai villaggi marinari alle rievocazioni storiche, dagli itinerari guidati alle sagre ma anche manifestazioni enogastronomiche e ancora i grandi eventi sportivi: tante saranno le occasioni per scoprire un territorio ricco di proposte all’insegna di storia, bellezze naturali, tradizione ed enogastronomia viaggiando in un modo originale.


Giugno il mese della acque

Sono quattro gli appuntamenti del mese di giugno con i treni storici del Friuli Venezia Giulia.
Il primo, domenica 9 giugno, vedrà operativo il Treno “Ottavio Bottecchia” e il ”Treno “Trota in Festa”, che da Pordenone arriverà a Trasaghis e condurrà i passeggeri lungo i percorsi del grande ciclista in occasione del centenario della sua prima vittoria al Tour de France.
Per informazioni: Sportland, Tel. +39 0432 1504271, info@sportland.fvg.it
Il 16 giugno partirà invece da Portogruaro il Treno tra laguna e mare con una prima tappa a Marano Lagunare e arrivo in seguito a Miramare: la mattina sarà dedicata alla scoperta del borgo marinaro e antica fortezza in occasione della manifestazione di San Vio dove saranno presenti numerosi stand enogastronomici, mentre il pomeriggio i passeggeri potranno continuare il viaggio giungendo a Miramare dove li attenderà una visita guidata gratuita all’interno del parco del castello dedicata ai suoi punti più iconici (Infopoint Marano Tel.+ 39 3346835248; info.marano@promoturismo.fvg.it ).


Il 23 giugno 
l’appuntamento è con il Treno delle Risorgive e dello Stella che partirà da Trieste alla volta di Palazzolo dello Stella per una gita tra storia e natura, visitando il centro storico di Palazzolo dello Stella e la biodiversità della laguna (Infopoint Lignno +39 0431 71821; +39 335 7697304; info.lignano@promoturismo.fvg.it ).

Chiude il mese il 30 giugno il Treno Terre dell’Altolivenza con partenza da Sacile e arrivo a Budoia-Polcenigo per scoprire l’Altolivenza, una terra a cavallo dell’alto corso della Livenza, il suggestivo fiume che nasce in Friuli nel territorio di Polcenigo, bagna Sacile e sfocia nel Veneto (nfopoint  Pordenone Tel. +39 0434 520381; info.pordenone@promoturismo.fvg.it ).

Dal Friuli-Venezia Giulia ecco due nuovi Presìdi Slow Food: il malon e la bianchera

Dal Friuli-Venezia Giulia ecco due nuovi Presìdi Slow Food: il malon e la bianchera

Si allarga la famiglia dei Presìdi Slow Food in Friuli-Venezia Giulia: gli ultimi due, in ordine di tempo, a venire presentati sono l’oliva Bianchera, nella zona di Trieste e del Carso, e il malon, una zucca a pasta bianca da lungo tempo coltivata nelle valli del Natisone. 

Fulvio E. Bullo

L’olio pirotecnico del Carso

«L’olio di Bianchera io lo definisco pirotecnico, nel senso che in bocca restituisce una sensazione piccante e amara molto importante. Un olio acceso, che scalda il cuore».
Con queste parole Stelio Smotlak, referente Slow Food del neonato Presidio dell’oliva Bianchera, ci introduce alla scoperta di quest’angolo d’Italia a due passi dalla Slovenia e alla cultivar originaria della zona di San Dorligo della Valle e di Muggia.
«Si tratta di una pianta rustica e vigorosa – spiega Smotlak – perfettamente adattata al clima rigido e ai terreni calcarei e maroso-arenaici. Una zona sferzata dal vento di bora, caratterizzata da una forte escursione termica e da inverni freddi.

Fulvio E. Bullo

L’adattamento naturale ha fatto sì che la pianta sviluppasse polifenoli per proteggersi e sostenersi: sostanze che, per noi che godiamo dei suoi frutti, rendono l’olio estremamente interessante».
Gli olivi di varietà Bianchera sono caratterizzati da lunghi rami fruttiferi, con foglie di media grandezza, strette, lunghe e lanceolate.
«E il peduncolo è veramente robusto – prosegue Smotlak – tanto che la raccolta, fatta a mano, richiede una certa forza». In tutta la regione Friuli-Venezia Giulia, la superficie destinata all’olivicoltura si aggira intorno ai 300 ettari, di cui circa 45 nella provincia di Trieste.
Numeri ridotti, oltre che per le dimensioni contenute del territorio, anche a causa di due annate particolarmente rigide, il 1929 e il 1985, nelle quali le gelate danneggiarono molte piante. «Abbiamo piccoli appezzamenti, che amo definire veri e propri orti di famiglia – conclude il referente Slow Food del Presidio –, perché vengono curati e coccolati proprio come fossero degli orti. Ho amici che vanno nel proprio oliveto ogni giorno e conoscono ogni pianta: qualcosa che, in aziende da cento ettari, naturalmente non si potrebbe fare».
In cucina, la Bianchera si abbina bene ai piatti tipici della tradizione gastronomica locale: dalla carne al pesce, fino ai piatti a base di funghi e le zuppe. L’unica accortezza è usarlo con parsimonia sulle pietanze dal sapore particolarmente delicato, per evitare che la forza dell’olio ne sovrasti il gusto. 

Fulvio E. Bullo

La zucca della valle del Natisone

Cinquanta chilometri più a nord di Trieste è tutto un altro mondo: le valli del Natisone, che da Cividale del Friuli si sviluppano a ventaglio in direzione nord-est, sono un assaggio delle Alpi.
È da qui che arriva il malon, una zucca a pasta bianca dalla forma cilindrica-tondeggiante e la buccia liscia, può raggiungere una lunghezza di circa 40-50 centimetri e un diametro di 30-40.
Un alimento che, da queste parti, è da sempre una risorsa per tutti, non solo gli esseri umani: «Storicamente il malon veniva coltivato prevalentemente per l’alimentazione degli animali» racconta Caterina Dugaro, referente dei produttori del Presidio Slow Food.
«Veniva data da mangiare ai maiali e ai bovini, oppure tagliata in pezzi e lasciata a disposizione delle galline e delle anatre affinché la beccassero». Ma il malon sa rivelarsi prezioso anche in cucina: «Per l’alimentazione umana, il frutto si utilizza quando la buccia è ancora verde e la polpa tenera» aggiunge.
Le ricette della tradizione vedono il malon utilizzato in una minestra chiamata briza o zupa malonova, nella quale la polpa viene grattugiata e messa a macerare nella batuda (cioè il latticello, il latte vaccino appena munto lasciato inacidire) con l’aggiunta di fagioli e, a seconda delle varianti, patate e farina di mais abbrustolita nello strutto o nel burro.
Lo si può trovare anche grattuggiato e stufato in un tegame con aglio, alloro e una base grassa, per accompagnare la carne, oppure come ingrediente dello stakanje, un pestato a base di verdure e patate.

Fulvio E. Bullo

Un ingrediente povero ma versatile, il malon, ma con una lunga storia contadina alle spalle.
«Un tempo era di uso comune: ricordo bene che, a casa mia, la nonna e la mamma lo usavano abitualmente» aggiunge Gianfranco Topatigh, referente Slow Food del Presidio del malon.
«Ai tempi non c’era niente di eroico nell’usare il malon in cucina. Poi, lo spopolamento e il depauperamento del tessuto sociale di questa zona, come è successo in molte altre aree interne del nostro Paese, hanno fatto sì che la coltivazione andasse perdendosi. La logica di avviare un Presidio Slow Food è quella di ridare dignità a qualcosa che stava scomparendo, ma non come puro e semplice ricordo dei bei tempi andati: significa riconoscerne le potenzialità economiche, benché piccole, ad esempio nella filiera della ristorazione».
Una potenzialità concreta, conferma Dugaro: «Nella cucina del nostro agriturismo, in una stagione utilizziamo quasi una ventina di maloni. Siamo molto contenti della nascita del Presidio Slow Food e di contribuire a stimolare la ristorazione a non dimenticarsi di prodotti che rappresentano un valore aggiunto: quello di portare in tavola pietanze che altrove non si possono gustare. E, da quando abbiamo cominciato a parlare di Presidio, abbiamo già notato più interesse».

 

Friuli Venezia Giulia: lo sci punta sui giovani

Friuli Venezia Giulia: lo sci punta sui giovani

Stagione invernale alle porte e in Friuli Venezia Giulia lo sci sarà a misura di giovani e famiglie: per i bambini nati dal 2017 al 2021 skipass gratuiti, dagli 8 ai 19 anni (2005-2016 compresi) sulle piste con dieci euro al giorno e nuove proposte per chi vuole trascorrere la propria vacanza sulla neve in compagnia di bambini e ragazzi.
Sono queste alcune delle principali novità dell’offerta sciistica della regione, che si presenta ancora una volta con tariffe tra le più competitive dell’intero arco alpino e attenzione alle nuove generazioni.

Sella Nevea

Sei poli sciistici per tutti i gusti

Nei sei poli della regione gestiti da PromoTurismoFVG (Piancavallo, Sappada/Forni Avoltri, Forni di Sopra/Sauris, Ravascletto/Zoncolan, Tarvisio e Sella Nevea) la stagione, da calendario, prenderà il via ufficialmente venerdì 8 dicembre e si concluderà il giorno di Pasquetta, lunedì 1° aprile, a eccezione del polo di Sella Nevea che aprirà anticipatamente il weekend del 2 e 3 dicembre, solo per la parte alta, e chiuderà gli impianti il 14 aprile.
Lo skipass giornaliero costerà 44 euro – in bassa stagione, dall’8 al 17 dicembre e dal 18 marzo a chiusura impianti, scende a 31 euro-, è valido su tutti i sei poli montani, mentre chi desidera sciare solo sulle piste di Sauris o di Pradibosco potrà usufruire di tariffe ulteriormente ridotte.
Tra le principali innovazioni l’installazione delle casse automatiche nei comprensori di Piancavallo, Tarvisio, Ravascletto/Zoncolan e Sella Nevea, che permetteranno di raggiungere le piste senza il rischio di rimanere in coda agli sportelli, così come l’installazione di pannelli informativi.

Monte Lussari

Novità: giovani e casse automatiche

Un’unica categoria “junior” dagli 8 ai 19 anni (2005-2016 compresi) che potrà godersi le piste con uno skipass da 10 euro al giorno e bambini al di sotto degli 8 anni (nati dal 2017-2021 compresi) gratis anche per questa stagione.
Stop anche alle file in biglietteria per acquistare lo skipass: da quest’anno si potrà saltare la coda e andare direttamente ai tornelli grazie alle casse automatiche, posizionate nei comprensori sciistici di Piancavallo, Ravascletto/Zoncolan, Tarvisio e Sella Nevea, che consentiranno non solo di comprare alcune tipologie di biglietti (skipass giornalieri in categoria adulti e senior, 3, 4 e 5 ore in giornata e biglietti interi andata e ritorno per i pedoni), oppure convertire il qrcode di un acquisto effettuato online. PromoTurismoFVG ha avviato anche una collaborazione con hotel e strutture ricettive, per agevolare i turisti che potranno sempre usufruire delle casse automatiche per convertire il voucher in skipass. Da quest’anno parte anche la collaborazione con Telepass, che interesserà i clienti Plus e Pay, con la possibilità di spesa di skipass giornalieri in alta stagione categoria adulto.
Tra le altre novità le sette skimap interattive e consultabili online, ognuna dedicata a un polo sciistico, che permettono di visualizzare tutti i sevizi connessi agli impianti di risalita con una scheda personalizzata (apertura e chiusura di piste e impianti, dati tecnici, webcam, ristori e noleggi) e la realizzazione di bollettini invernali inviati quotidianamente a stakeholder e pubblicati sul sito per offrire un aggiornamento costante e in tempo reale delle condizioni meteo agli appassionati della montagna. Nei poli sciistici di Piancavallo, Ravascletto/Zoncolan e Tarvisio saranno infine posizionati tre pannelli informativi per garantire un miglior servizio al cliente, mentre sempre a partire da questa stagione entra a regime la Disability Card, che consente ai possessori della carta di ricevere sconti e agevolazioni.

Zoncolan

Tariffe super

Il prezzo dello skipass giornaliero “adulto” per la stagione ‘23/’24 è di 44 euro (in bassa stagione, dall’8 al 17 dicembre e dal 18 marzo a chiusura impianti scende a 31 euro), la tariffa per i “senior” (i nati tra il 1949 e il 1959) cala a 38,50 euro (27,50 in bassa stagione) mentre l’abbonamento Cartaneve viene proposto a 550 euro a prezzo intero.
“Junior” e “over75” (1948 e precedenti) pagano 10 euro, mentre i “baby” sono gratis. Per chi sceglie lo “Sci@ore” in giornata”, disponibile da 3, 4 o 5 ore, il prezzo varia a seconda dell’acquisto e la validità scatta con il primo passaggio al tornello, terminando all’esaurirsi delle ore (per sciare quattro ore il prezzo per un adulto è di 35 euro, 31 per i “senior”), o in alternativa il pacchetto “Sci@sempre”, disponibile nelle versioni da 15 o 30 ore, che permette l’utilizzo dello skipass in tutte le stazioni sciistiche del Friuli Venezia Giulia e per tutta la stagione, quest’anno scontato del 25 percento se si acquistano tre abbonamenti. In vendita anche il plurigiornaliero, da due a sette giorni, oltre alle soluzioni pensate per gli studenti universitari di tutte le nazionalità che, muniti di tesserino e fino al ventiseiesimo anno di età, potranno acquistare il giornaliero dedicato al prezzo ridotto di 33 euro e lo stagionale a 330 euro.
Gli skipass si possono acquistare in tre diverse modalità: online, attraverso il webshop FVGstore, alle casse dei poli sciistici e alle casse automatiche. Per ricevere maggiori informazioni su tariffe e agevolazioni: www.turismofvg.it/it/montagna365/tariffe/inverno-skipass-23-24-giornalieri-e-plurigiornalieri/poli-montani.

Sauris

Sulle piste ripartono le notturne

Il comprensorio di Ravascletto/Zoncolan “inaugurerà” la stagione con due nuove piste rosse, la Laugiane (2b) e la sua Variante (2c), a Piancavallo i lavori per i nuovi raccordi della pista da fondo Pian Mazzega sono stati ultimati, così come a Tarvisio per il rifacimento di un tratto di innevamento sulla pista B.
Nei diversi poli sono stati integrati e sostituiti alcuni generatori neve per ottimizzarne la produzione ed entro un paio d’anni saranno acquistati sei nuovi mezzi battipista a servizio dei poli a partire da quello di Ravascletto/Zoncolan.
Ritornano, infine, le sciate in notturna: a Forni di Sopra la ski-alp sarà in programma il martedì sera, a Piancavallo il mercoledì e a Sella Nevea il venerdì, mentre a Tarvisio, ogni venerdì da gennaio a marzo, si potrà provare il brivido della Di Prampero illuminata dalla luce della luna.

Piancavallo

I poli sciistici del Friuli Venezia Giulia

Dalle Dolomiti friulane, nella parte più occidentale della catena montuosa regionale, attraverso le Alpi Carniche e fino ai massicci delle Alpi e Prealpi a Giulie: i sei i poli sciistici del Friuli Venezia Giulia regalano paesaggi incontaminati e piccoli borghi, una piacevole scoperta per chi sceglie questa destinazione come meta invernale.
Forni di Sopra/Sauris: Forni di Sopra offre 13 chilometri di aree sciabili nel comprensorio del Varmost, dove si scia lungo discese impegnative – tra cui il tracciato più lungo della regione con i suoi 5,5 chilometri, che parte dai 2.073 metri del monte Crusicalas fino a fondovalle – ma anche su piste adatte a tutti. Sauris, (Zahre) è un incantato borgo alpino, nominato dalle Nazioni Unite Best Tourism Village, con due tracciati dedicati ai campi scuola e una pista da discesa azzurra, ideali per chi inizia a muovere i primi passi sugli sci, oltre a una rossa e una nera, la Zheile.
Piancavallo, con suoi 14 chilometri di aree sciabili dedicate allo sci alpino e snowboard e i moderni impianti di risalita, è un comprensorio sciistico situato su un altopiano a nord di Pordenone, ben esposto al sole e apprezzato dai giovani sciatori, dal quale nelle giornate più limpide è possibile scorgere il mare.
Sappada/Forni Avoltri: circondata dalle Dolomiti, Sappada offre 15 chilometri di piste per lo sci alpino, che spaziano da tracciati più semplici e campetti scuola alle rosse e nere più impegnative, fino anche a quota 2000 metri. Poco distante da Sappada, a Forni Avoltri, è presente l’unico centro per il biathlon e sci nordico della regione con la pista dei “Piani di Luzza” a quota 1043 metri.
Ravascletto/Zoncolan: da tutti conosciuto anche come “il Kaiser”, il monte Zoncolan è passato alla storia con il Giro d’Italia, mentre d’inverno le sue pendici innevate lo trasformano in un polo sciistico con 24 chilometri di aree sciabili, un’arena freestyle per sciatori e snowboarder, piste soleggiate e spaziose adatte a tutti i livelli a cui si aggiunge la ricca offerta di rifugi e ristoranti per un après-ski direttamente sulle piste. In località Pradibosco sono presenti altri due impianti di risalita per 1,2 chilometri di piste.
Tarvisio: con i suoi 24 chilometri di piste, a Tarvisio il divertimento per chi pratica sci alpino è assicurato, in particolare lungo i 4 chilometri di discesa della sua pista nera più famosa, la Di Prampero, che parte dal borgo sul monte Lussari – dove sorge il santuario mariano – e termina a valle, in località Camporosso. Tra i monti Florianca e Priesnig si trovano inoltre numerose discese adatte a tutti i livelli, oltre all’area del campo scuola Duca d’Aosta.
Sella Nevea: affacciata sul versante sloveno delle Alpi Giulie, Selle Nevea è una località particolarmente attrattiva e ideale, grazie all’alto livello tecnico dei suoi 10,5 chilometri di tracciati, per gli amanti dell’adrenalina e per chi pratica le specialità più veloci dello sci alpino.