L’autunno a Lignano Sabbiadoro fra trekking, laguna e assaggi in cantina

L’autunno a Lignano Sabbiadoro fra trekking, laguna e assaggi in cantina

Nella località friulana di Lignano Sabbiadoro, l’autunno è stagione di autentica immersione nella natura, con camminate a ritmo lento, degustazioni vitivinicole ed escursioni tra i casoni.
Anche quando sono chiusi gli ombrelloni Lignano Sabbiadoro è una festa per gli occhi, per la mente e per il palato.
Grazie all’aria frizzante, ai colori caldi del paesaggio e al tepore
avvolgente dei tramonti, la località friulana in questa stagione diventa il posto giusto per chi cerca ritmi lenti e sapori autentici. Tra le esperienze che si possono vivere, spiccano le passeggiate tematiche come La Via dell’Alba e Nei Colori del Tramonto, e il trekking in pineta con Nel Profumo di Resina.
A queste si aggiungono poi le minicrociere tra i Casoni
e i momenti di degustazione tra le cantine del territorio.

foto A. Castiglioni

Rigenerarsi lungo la Via dell’Alba

Scortati dalle prime luci del giorno, il percorso La Via dell’alba ha inizio dal porto che collega il mare alla laguna. Il tracciato si snoda nei pressi dell’iconico faro, nelle vicinanze di Villa Zuzzi, detta anche Villino Zuzzi – la più raffinata costruzione liberty della località – e, pochi passi più avanti, di Piazza Fontana, uno dei punti focali della località che si apre tra il mare e le vie dello shopping. Proseguendo lungo la riva, si può ammirare il luccichio del mare sotto il sole e giungere all’Ufficio 16, dove si incontra il locale in cui il maestro del noir italiano Giorgio Scerbanenco cercava ispirazione per i suoi racconti. Il percorso termina poi all’ufficio 19 dove il lungomare si
collega alla Pineta.


Camminare nei colori del tramonto

Per chi invece ama i colori e le sfumature che solo il tramonto sa regalare, soprattutto in questa stagione, il cammino più suggestivo è Nei Colori del Tramonto.
Si parte dalla Darsena
“Porto Vecchio” per poi seguire l’argine della laguna, regno indiscusso di cigni, anatre, germani e dell’airone cinerino.
In
questo cammino ci si può rigenerare e godere dei panorami tipici di questo luogo, scorgendo in lontananza le sagome di qualche Casone, le antiche dimore dei pescatori, che rendono ancora più incantevole il momento che precede il calare della sera. Il colpo d’occhio arriva fino
ai monti del Friuli Venezia Giulia, che appaiono all’orizzonte come in un dipinto.


Un trekking nel profumo di resina

Per chi invece vuole camminare immergendosi totalmente nel verde, il percorso Nel Profumo di Resina fa al caso suo: un tracciato che inizia nella parte finale del lungomare Sabbiadoro,
costeggiando da una parte le dune di sabbia e dall’altra la torre dell’orologio della vecchia colonia marina.
Si procede poi a
passo di trekking verso la pineta, tra i pini maestosi, con l’aria frizzante che amplifica l’intenso profumo di resina e terriccio tipico dell’autunno. In questa oasi verde, dove le felci
mantengono un verde intenso e gli arbusti si tingono di rosso e bruno, è facile scorgere diverse specie di volatili come gazze, colombacci e tortore.
Si procede
poi verso Lignano Pineta, dove si possono ammirare le prestigiose ville degli architetti che hanno reso famoso l’esperimento urbanistico di Lignano per poi concludere il trekking a
Lignano Riviera.


Una minicrociera tra gli affascinanti Casoni

Grazie ai servizi di imbarcazione presenti sul territorio, è possibile vivere l’esperienza di una minicrociera alla scoperta dei tradizionali Casoni anche nel periodo autunnale.
Partendo dal p
orto, in prossimità del Faro Rosso di Lignano, si può compiere un viaggio indietro nella storia di queste dimore, un tempo utilizzate dai pescatori, che sembrano vere e proprie palafitte sospese sulle acque lagunari.
Costruite utilizzando il materiale a
disposizione, come le canne palustri, utili per isolare l’interno dal
freddo e dal vento di bora, al loro interno i pescatori erano soliti accendere un focolare per
scaldare le fredde notti invernali.


Un aperitivo tra le cantine del territorio

Infine, è possibile rilassarsi con un aperitivo in una delle tante cantine vitivinicole della zona e gustare i vini locali: dal Friulano alla Ribolla Gialla, disponibile sia ferma che spumantizzata, dalla Malvasia al Refosco del Peduncolo rosso, solo per citarne qualcuno.
Durante le degustazioni, i vini sono serviti con
piatti tipici del territorio come il Frico con la polenta, una pietanza a base di patate e Montasio servito con la polenta, che ben esalta il sapore dei vini locali, racchiudendo tutto l’incanto e le tante anime di questo territorio.
Un altro abbinamento proposto è con il Prosciutto San Daniele,
simbolo del Friuli Venezia Giulia nel mondo, noto per la sua dolcezza. Da provare poi sempre nella zona le sarde in saor, alici marinate in un condimento di cipolle in agrodolce, i sievoli sotto sal, o la zuppa di pesce alla maranese, piatto autentico della storia di questa zona.

Ein Prosit nel cuore di Udine con la mostra assaggio “Io sono Friuli Venezia Giulia-Blancs”

Ein Prosit nel cuore di Udine con la mostra assaggio “Io sono Friuli Venezia Giulia-Blancs”

I sapori del territorio, ma soprattutto i profumi e i gusti dei grandi vini bianchi del Friuli Venezia
Giulia saranno protagonisti a Ein Prosit con la mostra assaggio “Io sono Friuli Venezia Giulia-Blancs”.

L’ingresso di Ein prosit. Annibali@Fabrice Gallina

Un appuntamento atteso 

Dal 18 al 20 ottobre la Regione Friuli Venezia Giulia, tramite PromoTurismoFVG e in collaborazione con il Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, organizzatore dell’evento, sarà presente alla manifestazione dedicata alla cucina stellata, giunta alla 26° edizione,
riproponendo un format che mancava dal 2019, quello della mostra assaggio che porterà in via Mercatovecchio 70 aziende del territorio – 50 vitivinicole e 20 agroalimentari, le selezioni sono ancora aperte – per offrire un assaggio delle eccellenze dell’enogastronomia regionale, a partire dai vini.
Un’esperienza immersiva non solo alla scoperta di grandi prodotti, ma anche
dei produttori che avranno la possibilità di narrare le proprie storie illustrando le specialità e facendole assaggiare al pubblico presente, in uno spazio funzionale, moderno e innovativo, riutilizzando gli arredi realizzati per lo stand del Friuli Venezia Giulia alla scorsa edizione di Vinitaly, vincitore del Red Dot Award: Brands & Communication Design 2025, tra i massimi riconoscimenti internazionali del settore con il progetto “The Power of Contrasts – the immersive concept of FVG Italian Region at Vinitaly
2025”, ideato dallo studio udinese Visual Display sotto la direzione di PromoTurismoFVG. Appassionati, estimatori, turisti ed esperti acquistando il biglietto da 20 euro avranno così modo di intraprendere un viaggio nelle tipicità del Friuli Venezia Giulia in particolare apprezzandone i suoi vini bianchi, riconosciuti a livello internazionale per la loro qualità, nonché le produzioni a marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.

Degustazione. Foto Simone Di Luca

In via Mercatovecchio, la tensostruttura e gli arredi di Vinitaly

Ben 900 metri quadrati dedicati alla promozione enogastronomica del Friuli Venezia Giulia attraverso alcuni dei prodotti più caratteristici del territorio.
Una mostra, al coperto, che accanto alla possibilità di far assaggiare le eccellenze
dell’enogastronomia offrirà anche gli spazi adatti per il racconto delle produzioni: la tensostruttura trasparente allestita in via Mercatovecchio regalerà un colpo d’occhio con un effetto di grande impatto, accogliendo le 70 postazioni dei produttori.
Per
l’allestimento verranno utilizzati gli arredi del nuovo stand regionale inaugurato all’ultima edizione di Vinitaly, riadattati alla location per garantire continuità e portare sulla piazza di Udine il grande successo riscontrato alla fiera veronese.
Al centro
dello spazio sarà anche presente un infopoint con materiale promozionale e personale dedicato, saranno installati pannelli informativi e distribuite brochure illustrative.
Apertura, biglietti, orari
Il pubblico potrà accedere all’area espositiva da sabato 18 a lunedì 20 ottobre, dalle 10.00 alle 18.00, e il biglietto si potrà acquistare a breve sia online oppure direttamente all’ingresso dello spazio espositivo nei giorni della manifestazione.
Il
visitatore riceverà un braccialetto che consentirà di accedere liberamente alla mostra durante la giornata.


Il “Red Dot Award 2025” allo stand del Vinitaly

Il progetto “The Power of Contrasts – the immersive concept of FVG Italian Region at Vinitaly 2025”, ideato dallo studio udinese Visual Display, ha ottenuto il Red Dot Award: Brands & Communication Design 2025, tra i massimi riconoscimenti internazionali del settore.
Valutato da una giuria di trenta esperti che hanno selezionato i vincitori tra progetti di 58 Paesi in 18 categorie, lo
stand del Friuli Venezia Giulia ha conquistato per la sua capacità di intrecciare vino, cultura, territorio ed economia in una narrazione immersiva e modulare, per rappresentare la regione anche oltre i confini nazionali.
Realizzato con materiali
sostenibili e il contributo di artigiani locali, l’allestimento ha trasformato la presenza regionale a Vinitaly 2025 in una vera e propria “piazza del vino” di 1.400 metri quadrati: uno spazio sensoriale, replicabile e accogliente.
Lo stesso concept sarà
utilizzato dal 18 al 20 ottobre in via Mercatovecchio a Udine in occasione della mostra assaggio “Io sono Friuli Venezia Giulia Blancs”.


Le cene di Ein Prosit

Ein Prosit, è una prestigiosa manifestazione enogastronomica che da oltre venticinque anni celebra le eccellenze culinarie e vitivinicole del territorio friulano.
Evento unico per gli amanti del fine dining e tra i più apprezzati dal pubblico di appassionati
a livello italiano e internazionale, torna quest’anno con una nuova, ricchissima edizione a Udine da giovedì 16 a domenica 19 ottobre.
Nel corso del tempo, la rassegna ha visto la partecipazione di alcune delle più importanti figure del panorama
gastronomico contemporaneo, e anche quest’anno non mancano le grandi firme: Alain Ducasse (chef simbolo della cucina d’oltralpe, per la prima volta in assoluto a Ein Prosit), Himanshu Saini (unico tre stelle Michelin di Dubai) e il sushi master Karashima Hiroshi (direttamente dal Giappone); senza dimenticare le star della cucina nostrana Massimo Bottura, Niko Romito,
Massimiliano Alaimo, Franco Pepe, Diego Rossi, Gabriele Bonci, Norbert Niederkofler.
Il cuore dell’evento si svolge nei migliori
ristoranti di Udine e provincia, dove oltre 100 tra i più importanti chef da tutto il mondo si alterneranno ai fornelli in cene a più mani: il risultato sono menu inediti e irripetibili, figli di incontri e scontri di visione e culture. Ogni serata è un viaggio tra sapori
e tecniche d’alta cucina durante le quali, la creatività degli chef combinata con materie prime di eccellenza, dà vita a piatti in grado di sorprendere e affascinare.

Storie, pietre e sapori: il Friuli Venezia Giulia si racconta con nuove visite guidate

Storie, pietre e sapori: il Friuli Venezia Giulia si racconta con nuove visite guidate

Il Friuli Venezia Giulia si conferma una terra capace di sorprendere in ogni stagione, offrendo
esperienze uniche che accompagnano il visitatore alla scoperta di un patrimonio storico e artistico straordinario.
Dalle vestigia
romane di Aquileia ai palazzi storici di Trieste, passando per le fortezze rinascimentali e i borghi medievali, le visite guidate attive in regione, oltre venti quelle disponibili, rappresentano un’occasione imperdibile per vivere la storia in prima persona, grazie a percorsi tematici condotti da guide esperte, sotto il coordinamento di PromoTurismoFVG.
Tutte le esperienze, individuali o di gruppo, costano tra i 10 e i 15 euro, prevedono la gratuità fino ai 12 anni, agevolazioni per gli under18, over 65, studenti fino a 25 anni, per i possessori di FVGcard e, ove indicato, tariffe ridotte per famiglie, scuole e abbonati.
Molte visite sono disponibili anche in formato buono regalo con validità dodici mesi. Per sapere la disponibilità delle
date in cui poter prenotare per tempo la propria visita guidata, l’invito è a collegarsi al sito internet https://www.turismofvg.it/it/acquista-la-tua-esperienza quindi selezionare la categoria, la meta e il giorno prescelto.
Oltre alle
visite guidate, la FVGcard offre ora anche un viaggio nei sapori più autentici della tradizione regionale con “Dolci à la card”: i possessori della discovery card potranno infatti assaporare gratuitamente un dolce tipico in un itinerario che, da Trieste a Gemona, attraversa gran parte del Friuli Venezia Giulia

interno della basilica di Aquileia

Aquileia: 4 modi per viverla

Antica capitale della X Regio e crocevia di popoli, lingue e culture, Aquileia fu uno dei centri più importanti dell’Impero Romano e oggi è tutelata dall’Unesco come sito di eccezionale valore. L’offerta di visite guidate consente di immergersi in questo affascinante passato attraverso tre proposte diverse, adatte a ogni tipologia di visitatore.
Con “Aquileia al tramonto” si
cammina tra resti archeologici e decumano illuminato; “Viaggia con noi nella storia di Aquileia” racconta foro, basilica e testimonianze romane; “Le domus di Aquileia” svela abitazioni, arredi e vita quotidiana.
“La passeggiata con il direttore” è
un’esperienza esclusiva con il direttore della Fondazione Aquileia, alla scoperta di perle archeologiche solitamente chiuse al pubblico.

Cividale del Friuli

Cividale del Friuli, atmosfere longobarde sul Natisone

Passeggiare lungo le vie lastricate di Cividale del Friuli significa attraversare secoli di storia.
Città di confine e di incontri, vide il
passaggio di celti, romani e longobardi, questi ultimi fondatori del primo ducato longobardo in Italia.
Oggi il suo centro storico,
insignito del titolo di sito Unesco, custodisce tesori di architettura e arte altomedievale unici al mondo. Il centro storico si rivela tra vicoli medievali, la casa dell’orefice, la chiesetta dei Santi Pietro e Biagio e il celebre Tempietto Longobardo, straordinario esempio di arte altomedievale.
La visita si conclude al Ponte del Diavolo, con la leggenda che ne accompagna la costruzione.

Codroipo, Villa Manin

“Una residenza degna di un Re”: così Carlo Goldoni descrisse l’“immenso palazzo e i superbi giardini di Passariano dei conti Manin”. Con la visita guidata alla storica residenza, i partecipanti potranno vivere lo stesso stupore provato dal celebre commediografo, ammirando un capolavoro architettonico che fu dimora dell’ultimo Doge di Venezia, Lodovico Manin.
L’itinerario conduce attraverso gli eleganti saloni, la cappella e i magnifici spazi interni, raccontando la storia della villa e di coloro che vi hanno abitato. Alcuni personaggi storici rivivranno attraverso i racconti della guida, restituendo vita e aneddoti a un luogo che fu scenario di momenti significativi per la storia veneta e friulana.

Castello di Gorizia

Gorizia, per conoscere meglio la Capitale europea della cultura 2025

Nel 2025, Nova Gorica e Gorizia condividono il prestigioso titolo transfrontaliero di Capitale europea della Cultura, un’occasione unica per scoprire la città di confine dove storia, architettura e memoria si intrecciano in un racconto che attraversa i secoli.
Il racconto inizia con “Gorizia, una storia di frontiera”, un itinerario che conduce ai luoghi simbolo della separazione tra Est e Ovest, quando una sottile linea bianca tracciata nel 1947 divise famiglie, strade e persino una stalla.
La guida accompagna tra
storie di contrabbandieri, curiosi episodi e memorie ancora vive. Con “Atmosfere goriziane”, dal colle del castello lo sguardo si apre sul Collio e la Brda, fino alle alture che furono teatro di battaglie della Prima Guerra Mondiale. In città, eleganti palazzi e monumenti testimoniano il passato asburgico. Infine “Via Rastello, dove le storie prendono vita” svela la strada medievale che fu il cuore commerciale della città, tra botteghe storiche e insegne antiche, fino alla celebre ferramenta Krainer.

Grado, l’isola del sole fra mare e bella epoque

Dopo il tramonto, Grado si veste di fascino, anche a fine estate, nel mese di settembre. La passeggiata si snoda tra calli, campielli e piazze del borgo, intrecciando storie di pescatori e ricordi della Belle époque, quando la città ospitò figure come Adele Bloch Bauer e fu definita “perla dell’Adriatico” dall’imperatore Francesco Giuseppe.
Un’ottima occasione per conoscere la località
anche fuori stagione, lasciandosi sorprendere dalla sua atmosfera autentica e senza tempo.

Muggia

Muggia, due esperienze tra arte e mare

La città situata nell’ultimo lembo del Friuli Venezia Giulia che richiama il fascino delle località legate alla Serenissima Repubblica di Venezia, propone due visite guidate: “Muggia e lo spirito della Serenissima” conduce tra calli, piazze e il porticciolo del Mandracchio, in un’atmosfera veneziana autentica. “Beethoven abita a Muggia” apre le porte della Casa Museo Carrino, riconosciuta dalla Beethoven Haus di Bonn, che custodisce la più grande collezione privata dedicata al compositore.

Palmanova

Palmanova, la fortezza perfetta della Serenissima

La città stellata, patrimonio mondiale Unesco e gioiello architettonico del Friuli Venezia Giulia, è stata progettata dalla Repubblica di Venezia nel 1593 per essere una fortezza inespugnabile e al tempo stesso un capolavoro di ingegneria militare.
Accoglie i visitatori con le Gallerie di Contromina e il Baluardo Donato, bastione meglio conservato della fortezza. La passeggiata prosegue fino all’antico acquedotto e alla maestosa piazza Grande, centro della vita cittadina, dove le “macchine artificiose” raccontano la costruzione della città. Il percorso si chiude davanti al Duomo barocco, svelando l’ingegno della stella a nove
punte.

Pordenonese: Spilimbergo e Sacile

Nei territori del Pordenonese, tra acque, pianure e centri storici, sono due le perle da poter scoprire. A Spilimbergo, borgo medievale arroccato sul Tagliamento, la visita conduce al Duomo, tra vie e palazzi dalle facciate affrescate, fino alla Scuola Mosaicisti del Friuli, eccellenza internazionale che da oltre un secolo tramanda un’arte antica e sempre attuale.
A Sacile, “il giardino della Serenissima”, le architetture veneziane si specchiano nelle acque del Livenza. Il percorso tocca il borgo San Gregorio, piazza del Popolo, la Loggia Municipale, il Duomo di San Nicolò, la chiesetta della Pietà e il cinquecentesco palazzo Ragazzoni, celebre per i suoi affreschi.


Udine, due esperienze per scoprirla

Discreta ed elegante, ma anche vivace, conviviale e dall’indole sportiva: così si presenta Udine a chi la scopre passo dopo passo.
Nel Tour Classico la visita guidata parte da Piazza Primo Maggio, cuore verde della città, per proseguire lungo via Manin fino a raggiungere Piazza Libertà, considerata la più bella piazza in stile veneziano in terraferma con la Loggia del Lionello e la Torre dell’Orologio, lungo vie che custodiscono scorci eleganti e calde atmosfere.
Il Tour dello Stadio dell’Udinese Calcio apre le porte
di un impianto moderno, riconosciuto e apprezzato a livello internazionale, da poco teatro della sfida per la Uefa Super Cup 2025: zona interviste, spogliatoi, aree VIP e il tunnel dei giocatori che porta sul campo, per vivere le emozioni di una grande partita.

Trieste, tre esperienze per viverla

Affacciata sull’azzurro dell’Adriatico e dominata da una delle piazze più scenografiche d’Europa, Trieste seduce con i suoi palazzi neoclassici, liberty ed eclettici, e con il profumo di caffè che invade le vie del centro.
Con “Quattro passi a Trieste” si
attraversa una città dai mille volti: origini romane, fasto asburgico, atmosfere mitteleuropee e il rito del rebechin nei caffè storici.
“Le luci di Trieste” è una passeggiata serale dal Borgo Teresiano a piazza Unità, passando per San Spiridione, la Chiesa
Luterana e il Teatro Romano, fino al mare illuminato. “Born to Create” è un percorso narrativo che intreccia arte, moda e creatività contemporanea: da ITS Arcademy alle case e ai luoghi di Anita Pittoni, Miela Reina, le sorelle Wulz, James Joyce e Leonor Fini, con ritorno alle mostre di moda emergente.

 

Le 5 migliori mete estive in Friuli Venezia Giulia: luoghi autentici e lontani dal turismo di massa

Le 5 migliori mete estive in Friuli Venezia Giulia: luoghi autentici e lontani dal turismo di massa

Scopri 5 mete estive nascoste del Friuli Venezia Giulia: borghi, valli e altopiani autentici, lontani dal turismo di massa..
Esiste un Friuli Venezia Giulia lontano dalle rotte battute, fatto di borghi silenziosi, valli segrete e colline punteggiate di vigneti. Un viaggio in questa regione può trasformarsi in un’esperienza di connessione profonda con la natura e con le radici autentiche del territorio.

Perfetto per chi cerca un’estate alternativa: non la corsa al selfie perfetto, ma la meraviglia della scoperta lenta, dietro una curva di strada o tra i vicoli di un borgo medievale.
In questo articolo ti portiamo alla scoperta di 5 mete estive del Friuli Venezia Giulia fuori dalle rotte turistiche: luoghi autentici, capaci di regalare esperienze intense e memorabili.
Non ci fermiamo nell’elegante Udine, nell’atmosfera mitteleuropea di Trieste e nemmeno nella città capitale europea della cultura ovvero Gorizia/Nova Gorica e nemmeno nella montagna più celebre quella del tarvisiano.
Facciamo un viaggio diverso, dalle valli boscose del nord ai colli friulani, passando per suggestivi altopiani e borghi medievali, ogni meta racconta una parte dell’anima nascosta della regione. 

Un borgo della Val Resia. Depostphotos

1 – Val Resia, la valle delle lingue perdute

Incastonata tra le montagne delle Prealpi Giulie, la Val Resia è una delle valli più affascinanti e meno conosciute dell’intera regione.
La sua peculiarità? Qui si parla ancora una lingua slava arcaica, il resiano, sopravvissuto nei secoli grazie all’isolamento geografico e alla tenacia degli abitanti.
Visitare la Val Resia in estate significa immergersi in un paesaggio rigoglioso, fatto di boschi fittissimi, torrenti cristallini e vette imponenti. Il Parco Naturale delle Prealpi Giulie offre numerosi sentieri, tra cui il celebre anello del Monte Sart, il percorso verso il Fontanone Barman o la suggestiva Gola di Rosanda.
Non perdete una visita al Museo della Gente della Val Resia, che racconta usi, costumi e storie di questa comunità unica. Tra luglio e agosto potreste assistere a una delle feste tradizionali locali, con musiche, danze e piatti tipici come la žlikrofi, una sorta di gnocco ripieno.

Topolovl, it:user:Sacrabolt – Wikipedia IT

2 – Topolò, il borgo dove l’arte incontra il silenzio

Topolò, frazione del comune di Grimacco, è un minuscolo borgo della Slavia Friulana, a pochi passi dal confine sloveno.
Sembra uscito da un’altra epoca: case di pietra, viuzze acciottolate, una manciata di abitanti. Ma ogni estate, per un mese, Topolò si trasforma in un laboratorio artistico a cielo aperto grazie alla manifestazione “Stazione di Topolò / Postaja Topolove”.
Artisti da tutto il mondo si danno appuntamento qui per creare, esporre, suonare, scrivere e dialogare con il paesaggio e la comunità.
Non si tratta di un festival tradizionale, ma di un’esperienza immersiva in cui arte e natura si fondono in una poetica silenziosa.
Fuori dai giorni della manifestazione, Topolò resta un rifugio ideale per chi cerca pace e autenticità. È il luogo perfetto per rallentare, leggere, camminare nei boschi e ascoltare il suono del vento tra le foglie.

Sauris, depositphotos

3 – Sauris, l’altipiano incantato tra leggende e prosciutti

Raggiungere Sauris significa inerpicarsi lungo strade sinuose che si aprono, all’improvviso, su un altipiano mozzafiato incastonato tra le Dolomiti Friulane.
Questo borgo, che vanta uno dei dialetti tedeschi più arcaici d’Europa, è famoso per la sua architettura in legno, il suo prosciutto affumicato e il suo spirito fiabesco.
In estate, Sauris è un paradiso per escursionisti e ciclisti: il lago artificiale dalle acque turchesi, i sentieri panoramici e l’aria tersa la rendono una meta ideale per chi vuole godersi la montagna senza la folla delle Dolomiti blasonate.
Ogni estate, Sauris ospita anche la Festa del Prosciutto, un’occasione perfetta per scoprire i sapori locali. Da non perdere una visita al piccolo birrificio artigianale Zahre Beer e un’escursione alla casera Malins, dove si produce ancora formaggio secondo metodi antichi.

Clauiano. Fai

4 – Clauiano, il borgo delle pietre gentili

A pochi chilometri da Palmanova e Cividale, Clauiano è uno dei “Borghi più belli d’Italia”, eppure rimane sorprendentemente fuori dai radar turistici.
Questo minuscolo centro del comune di Trivignano Udinese colpisce per la bellezza discreta delle sue case in pietra, decorate con archi, portali e dettagli architettonici che testimoniano una ricchezza antica.
Passeggiare per le vie di Clauiano è un viaggio nella storia rurale del Friuli: tutto è silenzioso, curato, armonioso. D’estate, i cortili si aprono per accogliere eventi culturali e degustazioni enogastronomiche.
Il borgo è anche un ottimo punto di partenza per esplorare la Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Colli Orientali. Un itinerario tra cantine, trattorie e paesaggi collinari che nulla hanno da invidiare alla Toscana.

Veduta aerea di Muggia. Depositphotos

5 – Muggia Vecchia, il balcone segreto sul Golfo di Trieste

A pochi chilometri dalla frenesia di Trieste, il colle di Muggia Vecchia conserva le tracce di un antico insediamento romano e medievale, oggi ridotto a un pugno di case e alla splendida basilica di Santa Maria Assunta, risalente al IX secolo.
Muggia Vecchia offre una vista spettacolare sul Golfo di Trieste, un’atmosfera rarefatta e sentieri che scendono dolcemente verso il mare. È il luogo ideale per una passeggiata al tramonto, per un picnic tra gli ulivi o per una sosta contemplativa.
Nei dintorni, le colline carsiche offrono percorsi naturalistici e ciclovie poco frequentate, che attraversano una natura calda e profumata d’estate, tra muretti a secco, vigneti e grotte nascoste.

Il Friuli Venezia Giulia è una terra di confine che nasconde tesori lontani dal turismo di massa.
Dalla Val Resia a Sauris, passando per borghi medievali e panorami mozzafiato, queste 5 mete estive ti porteranno alla scoperta di un Friuli autentico, fatto di silenzi, sapori e incontri veri.

 

I magredi friulani: il deserto verde d’Italia che (ancora) pochi conoscono

I magredi friulani: il deserto verde d’Italia che (ancora) pochi conoscono

Immaginate un luogo dove il paesaggio sembra un mosaico tra steppa e prateria, dove il terreno è arido ma la biodiversità esplode, e dove la natura si mostra ruvida, sincera, sorprendente.
Benvenuti nei magredi friulani, una delle aree più insolite e affascinanti del Nordest italiano, tra il Tagliamento e il Cellina, nel cuore del Friuli Venezia Giulia.
Questo è il regno della natura che resiste. Del silenzio pieno. Delle storie che si intrecciano tra i sassi.

Cosa sono i magredi

Un territorio particolare, per un’escursione unica, a contatto con la natura più selvaggia del Nord-Est. Magredi in friulano locale significa “terre magre” ed è proprio il tipo di paesaggio che possiamo ammirare in questi territori: terre aride e asciutte che ricordano le ambientazioni dei film western americani.
“Terre povere”
per via del terreno povero di humus, ghiaioso, drenante, dove l’acqua scivola via veloce e la vegetazione deve lottare per crescere.
E’ questa una delle steppe più rare d’Europa, un ecosistema unico nel suo genere, chiamato anche il “deserto verde” d’Italia.
Formatisi circa 23 milioni di anni fa, i magredi rappresentano un fenomeno particolarmente sorprendente se si pensa che il regime delle precipitazioni rende il Friuli Venezia Giulia la regione più piovosa d’Italia.
E’ questa caratteristica a distinguere i nagredi dalle steppe dell’Europa centro orientale che sono invece legate a un clima poco piovoso.


Cosa sono i magredi

Ai piedi delle Dolomiti Friulane si trova questo terreno detritico, altamente permeabile, generato dai materiali trasportati a valle dai corsi d’acqua in un periodo di grandi movimenti tettonici, alluvioni e glaciazioni.
In queste praterie l’acqua non viene trattenuta in superficie, ma filtra nel sottosuolo per riaffiorare poi nell’area delle risorgive, dando così vita ad un territorio che potremo definire “la steppa pordenonese”.
Possiamo ammirare questi paesaggi unici nel loro genere nella zona dell’alta pianura pordenonese dove le acque del Cellina, del Meduna e del Colvera sprofondano nel sottosuolo.
Quest’area si estende per circa 500 kmq tra il Livenza e il grande alveo del Tagliamento, da Montereale Valcellina a Maniago fino a Cordenons e Pordenone.
È qui che si trovano i ghiareti: vaste distese di ciottoli bianchi, come se un antico fiume si fosse addormentato lasciando le sue ossa in vista.
Si possono distinguere tre fasce di vegetazione: quella delle grave (le pietraie), caratterizzata da licheni, arbusti nani, muschi ed erbe a chiazze; il magredo primitivo, con prati stepposi più estesi, l’erica, i fiordalisi e le splendide orchidee selvatiche; e il magredo evoluto, dove la presenza dell’erba si fa più costante.
Il territorio brullo è inaspettatamente popolato da uccelli – tra cui anche alcune specie predatorie, come gheppi e poiane – rettili e piccoli mammiferi, tipici di questo habitat, come lepri, volpi, tassi e caprioli.
La Direttiva Habitat, al centro della politica comunitaria europea in materia di conservazione della biodiversità, ha accolto i “Magredi del Cellina” tra i “Siti di Importanza Comunitaria” (S.I.C.) riconosciuti dall’Unione Europea.

Il Cellina

Uno scenario perfetto per il cicloturismo

Il territorio si presta perfettamente al cicloturismo per la semplicità della percorrenza, pianeggiante, abbinata alla possibilità di apprezzare lo splendido panorama che permette allo sguardo di estendersi per molti chilometri fino a scorgere le vette dei monti in lontananza.
Magnifici sono gli stacchi di colore tra le distese sassose, abbracciate dalle macchie verdi e rossastre della vegetazione ad arbusto.

Per scoprire da vicino la bellezza dei magredi il nostro consiglio è di perlustrare con una bella passeggiata – o in bicicletta – la zona che circonda il centro urbano di Cordenons, comune delimitato dal torrente Cellina, ad est, e dal fiume Meduna, a sud.
Dalla zona dei Magredi è possibile proseguire fino alla spettacolare zona confinante, quella delle risorgive del Vinchiaruzzo. In quest’area, caratterizzata da un terreno meno permeabile, le acque filtrate nei Magredi sgorgano a tratti in superficie, sfiorando il suolo nelle olle per poi esplodere in fontanai a  pressione. La vegetazione si arricchisce di zone boschive a salici, pioppi e frassini.


Un paesaggio che racconta storie di terra

Nonostante l’aspetto “vuoto”, i magredi sono tutto fuorché deserti culturali.
Qui sono passati eserciti romani e contadini friulani, qui si sono intrecciati riti rurali, leggende di confine e identità resistenti.
I contadini hanno imparato a coltivare anche dove sembrava impossibile, e le comunità locali hanno sviluppato una cultura dell’adattamento e del rispetto per la terra, che oggi torna più attuale che mai.
Il paesaggio stesso è parte della Rete Natura 2000, riconosciuto come area di valore ambientale europeo per la sua biodiversità.
Dopo una pedalata o una camminata tra i ghiareti, niente di meglio di una sosta in una delle aziende agricole del territorio.
I magredi, paradossalmente, sono anche terra di buon vino: qui nascono bianchi sapidi e freschi, grazie al microclima e al suolo drenante.
Prova un Friulano Doc o una Ribolla gialla, magari con un tagliere di formaggi locali e salumi d’alpeggio.