Dal Friuli-Venezia Giulia ecco due nuovi Presìdi Slow Food: il malon e la bianchera

Dal Friuli-Venezia Giulia ecco due nuovi Presìdi Slow Food: il malon e la bianchera

Si allarga la famiglia dei Presìdi Slow Food in Friuli-Venezia Giulia: gli ultimi due, in ordine di tempo, a venire presentati sono l’oliva Bianchera, nella zona di Trieste e del Carso, e il malon, una zucca a pasta bianca da lungo tempo coltivata nelle valli del Natisone. 

Fulvio E. Bullo

L’olio pirotecnico del Carso

«L’olio di Bianchera io lo definisco pirotecnico, nel senso che in bocca restituisce una sensazione piccante e amara molto importante. Un olio acceso, che scalda il cuore».
Con queste parole Stelio Smotlak, referente Slow Food del neonato Presidio dell’oliva Bianchera, ci introduce alla scoperta di quest’angolo d’Italia a due passi dalla Slovenia e alla cultivar originaria della zona di San Dorligo della Valle e di Muggia.
«Si tratta di una pianta rustica e vigorosa – spiega Smotlak – perfettamente adattata al clima rigido e ai terreni calcarei e maroso-arenaici. Una zona sferzata dal vento di bora, caratterizzata da una forte escursione termica e da inverni freddi.

Fulvio E. Bullo

L’adattamento naturale ha fatto sì che la pianta sviluppasse polifenoli per proteggersi e sostenersi: sostanze che, per noi che godiamo dei suoi frutti, rendono l’olio estremamente interessante».
Gli olivi di varietà Bianchera sono caratterizzati da lunghi rami fruttiferi, con foglie di media grandezza, strette, lunghe e lanceolate.
«E il peduncolo è veramente robusto – prosegue Smotlak – tanto che la raccolta, fatta a mano, richiede una certa forza». In tutta la regione Friuli-Venezia Giulia, la superficie destinata all’olivicoltura si aggira intorno ai 300 ettari, di cui circa 45 nella provincia di Trieste.
Numeri ridotti, oltre che per le dimensioni contenute del territorio, anche a causa di due annate particolarmente rigide, il 1929 e il 1985, nelle quali le gelate danneggiarono molte piante. «Abbiamo piccoli appezzamenti, che amo definire veri e propri orti di famiglia – conclude il referente Slow Food del Presidio –, perché vengono curati e coccolati proprio come fossero degli orti. Ho amici che vanno nel proprio oliveto ogni giorno e conoscono ogni pianta: qualcosa che, in aziende da cento ettari, naturalmente non si potrebbe fare».
In cucina, la Bianchera si abbina bene ai piatti tipici della tradizione gastronomica locale: dalla carne al pesce, fino ai piatti a base di funghi e le zuppe. L’unica accortezza è usarlo con parsimonia sulle pietanze dal sapore particolarmente delicato, per evitare che la forza dell’olio ne sovrasti il gusto. 

Fulvio E. Bullo

La zucca della valle del Natisone

Cinquanta chilometri più a nord di Trieste è tutto un altro mondo: le valli del Natisone, che da Cividale del Friuli si sviluppano a ventaglio in direzione nord-est, sono un assaggio delle Alpi.
È da qui che arriva il malon, una zucca a pasta bianca dalla forma cilindrica-tondeggiante e la buccia liscia, può raggiungere una lunghezza di circa 40-50 centimetri e un diametro di 30-40.
Un alimento che, da queste parti, è da sempre una risorsa per tutti, non solo gli esseri umani: «Storicamente il malon veniva coltivato prevalentemente per l’alimentazione degli animali» racconta Caterina Dugaro, referente dei produttori del Presidio Slow Food.
«Veniva data da mangiare ai maiali e ai bovini, oppure tagliata in pezzi e lasciata a disposizione delle galline e delle anatre affinché la beccassero». Ma il malon sa rivelarsi prezioso anche in cucina: «Per l’alimentazione umana, il frutto si utilizza quando la buccia è ancora verde e la polpa tenera» aggiunge.
Le ricette della tradizione vedono il malon utilizzato in una minestra chiamata briza o zupa malonova, nella quale la polpa viene grattugiata e messa a macerare nella batuda (cioè il latticello, il latte vaccino appena munto lasciato inacidire) con l’aggiunta di fagioli e, a seconda delle varianti, patate e farina di mais abbrustolita nello strutto o nel burro.
Lo si può trovare anche grattuggiato e stufato in un tegame con aglio, alloro e una base grassa, per accompagnare la carne, oppure come ingrediente dello stakanje, un pestato a base di verdure e patate.

Fulvio E. Bullo

Un ingrediente povero ma versatile, il malon, ma con una lunga storia contadina alle spalle.
«Un tempo era di uso comune: ricordo bene che, a casa mia, la nonna e la mamma lo usavano abitualmente» aggiunge Gianfranco Topatigh, referente Slow Food del Presidio del malon.
«Ai tempi non c’era niente di eroico nell’usare il malon in cucina. Poi, lo spopolamento e il depauperamento del tessuto sociale di questa zona, come è successo in molte altre aree interne del nostro Paese, hanno fatto sì che la coltivazione andasse perdendosi. La logica di avviare un Presidio Slow Food è quella di ridare dignità a qualcosa che stava scomparendo, ma non come puro e semplice ricordo dei bei tempi andati: significa riconoscerne le potenzialità economiche, benché piccole, ad esempio nella filiera della ristorazione».
Una potenzialità concreta, conferma Dugaro: «Nella cucina del nostro agriturismo, in una stagione utilizziamo quasi una ventina di maloni. Siamo molto contenti della nascita del Presidio Slow Food e di contribuire a stimolare la ristorazione a non dimenticarsi di prodotti che rappresentano un valore aggiunto: quello di portare in tavola pietanze che altrove non si possono gustare. E, da quando abbiamo cominciato a parlare di Presidio, abbiamo già notato più interesse».

 

Friuli Venezia Giulia: lo sci punta sui giovani

Friuli Venezia Giulia: lo sci punta sui giovani

Stagione invernale alle porte e in Friuli Venezia Giulia lo sci sarà a misura di giovani e famiglie: per i bambini nati dal 2017 al 2021 skipass gratuiti, dagli 8 ai 19 anni (2005-2016 compresi) sulle piste con dieci euro al giorno e nuove proposte per chi vuole trascorrere la propria vacanza sulla neve in compagnia di bambini e ragazzi.
Sono queste alcune delle principali novità dell’offerta sciistica della regione, che si presenta ancora una volta con tariffe tra le più competitive dell’intero arco alpino e attenzione alle nuove generazioni.

Sella Nevea

Sei poli sciistici per tutti i gusti

Nei sei poli della regione gestiti da PromoTurismoFVG (Piancavallo, Sappada/Forni Avoltri, Forni di Sopra/Sauris, Ravascletto/Zoncolan, Tarvisio e Sella Nevea) la stagione, da calendario, prenderà il via ufficialmente venerdì 8 dicembre e si concluderà il giorno di Pasquetta, lunedì 1° aprile, a eccezione del polo di Sella Nevea che aprirà anticipatamente il weekend del 2 e 3 dicembre, solo per la parte alta, e chiuderà gli impianti il 14 aprile.
Lo skipass giornaliero costerà 44 euro – in bassa stagione, dall’8 al 17 dicembre e dal 18 marzo a chiusura impianti, scende a 31 euro-, è valido su tutti i sei poli montani, mentre chi desidera sciare solo sulle piste di Sauris o di Pradibosco potrà usufruire di tariffe ulteriormente ridotte.
Tra le principali innovazioni l’installazione delle casse automatiche nei comprensori di Piancavallo, Tarvisio, Ravascletto/Zoncolan e Sella Nevea, che permetteranno di raggiungere le piste senza il rischio di rimanere in coda agli sportelli, così come l’installazione di pannelli informativi.

Monte Lussari

Novità: giovani e casse automatiche

Un’unica categoria “junior” dagli 8 ai 19 anni (2005-2016 compresi) che potrà godersi le piste con uno skipass da 10 euro al giorno e bambini al di sotto degli 8 anni (nati dal 2017-2021 compresi) gratis anche per questa stagione.
Stop anche alle file in biglietteria per acquistare lo skipass: da quest’anno si potrà saltare la coda e andare direttamente ai tornelli grazie alle casse automatiche, posizionate nei comprensori sciistici di Piancavallo, Ravascletto/Zoncolan, Tarvisio e Sella Nevea, che consentiranno non solo di comprare alcune tipologie di biglietti (skipass giornalieri in categoria adulti e senior, 3, 4 e 5 ore in giornata e biglietti interi andata e ritorno per i pedoni), oppure convertire il qrcode di un acquisto effettuato online. PromoTurismoFVG ha avviato anche una collaborazione con hotel e strutture ricettive, per agevolare i turisti che potranno sempre usufruire delle casse automatiche per convertire il voucher in skipass. Da quest’anno parte anche la collaborazione con Telepass, che interesserà i clienti Plus e Pay, con la possibilità di spesa di skipass giornalieri in alta stagione categoria adulto.
Tra le altre novità le sette skimap interattive e consultabili online, ognuna dedicata a un polo sciistico, che permettono di visualizzare tutti i sevizi connessi agli impianti di risalita con una scheda personalizzata (apertura e chiusura di piste e impianti, dati tecnici, webcam, ristori e noleggi) e la realizzazione di bollettini invernali inviati quotidianamente a stakeholder e pubblicati sul sito per offrire un aggiornamento costante e in tempo reale delle condizioni meteo agli appassionati della montagna. Nei poli sciistici di Piancavallo, Ravascletto/Zoncolan e Tarvisio saranno infine posizionati tre pannelli informativi per garantire un miglior servizio al cliente, mentre sempre a partire da questa stagione entra a regime la Disability Card, che consente ai possessori della carta di ricevere sconti e agevolazioni.

Zoncolan

Tariffe super

Il prezzo dello skipass giornaliero “adulto” per la stagione ‘23/’24 è di 44 euro (in bassa stagione, dall’8 al 17 dicembre e dal 18 marzo a chiusura impianti scende a 31 euro), la tariffa per i “senior” (i nati tra il 1949 e il 1959) cala a 38,50 euro (27,50 in bassa stagione) mentre l’abbonamento Cartaneve viene proposto a 550 euro a prezzo intero.
“Junior” e “over75” (1948 e precedenti) pagano 10 euro, mentre i “baby” sono gratis. Per chi sceglie lo “Sci@ore” in giornata”, disponibile da 3, 4 o 5 ore, il prezzo varia a seconda dell’acquisto e la validità scatta con il primo passaggio al tornello, terminando all’esaurirsi delle ore (per sciare quattro ore il prezzo per un adulto è di 35 euro, 31 per i “senior”), o in alternativa il pacchetto “Sci@sempre”, disponibile nelle versioni da 15 o 30 ore, che permette l’utilizzo dello skipass in tutte le stazioni sciistiche del Friuli Venezia Giulia e per tutta la stagione, quest’anno scontato del 25 percento se si acquistano tre abbonamenti. In vendita anche il plurigiornaliero, da due a sette giorni, oltre alle soluzioni pensate per gli studenti universitari di tutte le nazionalità che, muniti di tesserino e fino al ventiseiesimo anno di età, potranno acquistare il giornaliero dedicato al prezzo ridotto di 33 euro e lo stagionale a 330 euro.
Gli skipass si possono acquistare in tre diverse modalità: online, attraverso il webshop FVGstore, alle casse dei poli sciistici e alle casse automatiche. Per ricevere maggiori informazioni su tariffe e agevolazioni: www.turismofvg.it/it/montagna365/tariffe/inverno-skipass-23-24-giornalieri-e-plurigiornalieri/poli-montani.

Sauris

Sulle piste ripartono le notturne

Il comprensorio di Ravascletto/Zoncolan “inaugurerà” la stagione con due nuove piste rosse, la Laugiane (2b) e la sua Variante (2c), a Piancavallo i lavori per i nuovi raccordi della pista da fondo Pian Mazzega sono stati ultimati, così come a Tarvisio per il rifacimento di un tratto di innevamento sulla pista B.
Nei diversi poli sono stati integrati e sostituiti alcuni generatori neve per ottimizzarne la produzione ed entro un paio d’anni saranno acquistati sei nuovi mezzi battipista a servizio dei poli a partire da quello di Ravascletto/Zoncolan.
Ritornano, infine, le sciate in notturna: a Forni di Sopra la ski-alp sarà in programma il martedì sera, a Piancavallo il mercoledì e a Sella Nevea il venerdì, mentre a Tarvisio, ogni venerdì da gennaio a marzo, si potrà provare il brivido della Di Prampero illuminata dalla luce della luna.

Piancavallo

I poli sciistici del Friuli Venezia Giulia

Dalle Dolomiti friulane, nella parte più occidentale della catena montuosa regionale, attraverso le Alpi Carniche e fino ai massicci delle Alpi e Prealpi a Giulie: i sei i poli sciistici del Friuli Venezia Giulia regalano paesaggi incontaminati e piccoli borghi, una piacevole scoperta per chi sceglie questa destinazione come meta invernale.
Forni di Sopra/Sauris: Forni di Sopra offre 13 chilometri di aree sciabili nel comprensorio del Varmost, dove si scia lungo discese impegnative – tra cui il tracciato più lungo della regione con i suoi 5,5 chilometri, che parte dai 2.073 metri del monte Crusicalas fino a fondovalle – ma anche su piste adatte a tutti. Sauris, (Zahre) è un incantato borgo alpino, nominato dalle Nazioni Unite Best Tourism Village, con due tracciati dedicati ai campi scuola e una pista da discesa azzurra, ideali per chi inizia a muovere i primi passi sugli sci, oltre a una rossa e una nera, la Zheile.
Piancavallo, con suoi 14 chilometri di aree sciabili dedicate allo sci alpino e snowboard e i moderni impianti di risalita, è un comprensorio sciistico situato su un altopiano a nord di Pordenone, ben esposto al sole e apprezzato dai giovani sciatori, dal quale nelle giornate più limpide è possibile scorgere il mare.
Sappada/Forni Avoltri: circondata dalle Dolomiti, Sappada offre 15 chilometri di piste per lo sci alpino, che spaziano da tracciati più semplici e campetti scuola alle rosse e nere più impegnative, fino anche a quota 2000 metri. Poco distante da Sappada, a Forni Avoltri, è presente l’unico centro per il biathlon e sci nordico della regione con la pista dei “Piani di Luzza” a quota 1043 metri.
Ravascletto/Zoncolan: da tutti conosciuto anche come “il Kaiser”, il monte Zoncolan è passato alla storia con il Giro d’Italia, mentre d’inverno le sue pendici innevate lo trasformano in un polo sciistico con 24 chilometri di aree sciabili, un’arena freestyle per sciatori e snowboarder, piste soleggiate e spaziose adatte a tutti i livelli a cui si aggiunge la ricca offerta di rifugi e ristoranti per un après-ski direttamente sulle piste. In località Pradibosco sono presenti altri due impianti di risalita per 1,2 chilometri di piste.
Tarvisio: con i suoi 24 chilometri di piste, a Tarvisio il divertimento per chi pratica sci alpino è assicurato, in particolare lungo i 4 chilometri di discesa della sua pista nera più famosa, la Di Prampero, che parte dal borgo sul monte Lussari – dove sorge il santuario mariano – e termina a valle, in località Camporosso. Tra i monti Florianca e Priesnig si trovano inoltre numerose discese adatte a tutti i livelli, oltre all’area del campo scuola Duca d’Aosta.
Sella Nevea: affacciata sul versante sloveno delle Alpi Giulie, Selle Nevea è una località particolarmente attrattiva e ideale, grazie all’alto livello tecnico dei suoi 10,5 chilometri di tracciati, per gli amanti dell’adrenalina e per chi pratica le specialità più veloci dello sci alpino.

 

Alla scoperta del Friuli Venezia Giulia a bordo dei treni storici

Alla scoperta del Friuli Venezia Giulia a bordo dei treni storici

Vivere l’emozione e le atmosfere delle carrozze anni ’30, le cosiddette “Centoporte”, con i salottini
in legno lucido e le tendine al finestrino, munite di bagagliaio e cappelliere e traniate da locomotive a vapore, elettriche o diesel.
In tutta Italia questo nuovo modo di viaggiare conquista sempre più appassionati (articolo qui) e
viaggiare a bordo di un treno storico per raggiungere un evento o una località è davvero “un’esperienza nell’esperienza”, che
sarà possibile testare anche per visitare il Friuli Venezia Giulia dal 5 agosto al 17 dicembre.

Interno carrozza, foto Francesco Valerio

Viaggio a bordo dei treni storici per scoprire il Friuli Venezia Giulia

Dai siti Unesco ai Borghi più belli di Italia, dagli itinerari lungo le storie di confine alle rievocazioni storiche, le sagre, le manifestazioni enogastronomiche e ancora i grandi eventi sportivi come Barcolana: tante le occasioni per scoprire un territorio ricco di proposte all’insegna di storia, bellezze naturali, tradizione ed enogastronomia viaggiando in un modo originale ma anche più sostenibile e nel segno del “turismo lento”.
Dopo il grande successo riscontrato nel 2018 e 2019, l’iniziativa è stata riproposta quest’anno grazie ad una rinnovata collaborazione tra la Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione FS e con il supporto tecnico operativo di PromoTurismoFVG, con il duplice obiettivo di promuovere il territorio ma anche di incentivare il trasporto ferroviario a favore di un modello di turismo più lento e sostenibile, grazie ad un’offerta ampia e di qualità, ad una tariffa speciale e alla possibilità di portare con sé la bicicletta.

Gemona del Friuli

Un agosto fra rievocazioni storiche, artigianato, storie di confine e natura

Lago di Comino

Ha inaugurato il mese il Tempus Express, treno storico che il 5 agosto pomeriggio ha raggiunto da Trieste la stazione di Gemona del Friuli per la rievocazione medievale Tempus est Jocundum. Ogni anno ad agosto la città friulana fa un tuffo nel passato e si ripopola di figure e ambienti medioevali come quella dei cavalieri e splendide dame, ma anche mangiafuoco, artigiani nei
loro mercati e taverne e di numerosi spettacoli di danza e di teatro in tutte le piazze.
La scorsa domenica 6 agosto il treno storico Treno Natura è partito da Sacile per arrivare alla stazione di Cornino, località sulle sponde dell’omonimo lago caratterizzato da acque trasparenti e di colore verde-azzurro, da cui, tramite un servizio bus, è stato possibile raggiungere gli 800 metri d’altezza e l’altopiano di Monte Prât dove ad attendere i partecipanti erano alcune guide specializzate che hanno accompagnato il gruppo lungo un percorso a piedi ricco di bellezze naturalistiche e caratterizzato da diversi sentieri con suggestivi scorci sul fiume alpino Tagliamento ed il torrente Arzino, mentre nel pomeriggio si è svolta la visita guidata alla Riserva Naturale del lago di Cornino, uno degli ambienti più interessanti dell’intero arco alpino per il birdwatching e per l’osservazione dei rapaci, in particolare dei grifoni.

Gradisca d’Isonzo

Domenica 20 agosto sarà invece il giorno del Treno del confine, trainato da locomotiva elettrica, che collegherà Trieste a Palmanova, città-fortezza realizzata dalla Repubblica di Venezia e conosciuta per la sua pianta a forma di stella a nove punte, poi a Gradisca d’Isonzo fino ad arrivare a Redipuglia, lungo un itinerario sul filo della storia legato alle città simbolo che hanno segnato il confine:
Palmanova, conservata in condizioni straordinarie, modello di città ideale rinascimentale e di
architettura militare e oggi sito Unesco, sarà la prima tappa in cui i passeggeri potranno partecipare gratuitamente ad una visita guidata dedicata al tema della resistenza di confine,
Il viaggio prosegue per Sagrado e da lì con navette fino a Gradisca
d’Isonzo, annoverata tra i borghi più belli d’Italia, per una visita del Museo documentario e del suo castello ripercorrendo i
camminamenti delle ronde lungo le mura quattro-cinquecentesche; infine si giunge a Redipuglia nel cuore del Carso e dei territori dove si sono scritte le pagine più intense del primo conflitto mondiale e in cui sarà organizzata una visita guidata al museo della Grande Guerra e al Sacrario. 
Sarà invece legato alla manifestazione “Coltello in festa” il Treno delle lame, che domenica 27 agosto da Treviso porterà i passeggeri a Maniago, città famosa in tutto il mondo per i suoi fabbri e la produzione di coltelli e arnesi, in occasione del grande evento annuale dedicato alla miglior arte fabbrile e della coltelleria con la possibilità di visitare botteghe e bancarelle, degustare specialità tipiche e godere di tanti momenti di intrattenimento e spettacolo. 

Polcenigo


Da settembre a dicembre tante date tra enogastronomia, borghi, cultura e grandi eventi

A settembre saranno cinque le date per viaggiare su un treno storico in Friuli Venezia Giulia.
Si comincia domenica 3 settembre con il
Treno dei borghi più belli d’Italia, con locomotiva a vapore e partenza da Gemona del Friuli verso le stazioni di Sacile-Budoia e di Meduno alla scoperta di due tra i borghi più belli d’Italia: Polcenigo, con il sito Unesco palafitticolo di Palù di Livenza e la sua storica “Sagra dei cesti”, e Toppo, nel comune di Travesio, borgo rurale che conserva i resti del suo castello medioevale.

Bellissima carrozza

A vapore saranno anche la locomotiva del treno storico per Friuli Doc che il 10 settembre collegherà Trieste a Udine per immergersi nel grande festival annuale dedicato all’enogastronomia e scoprire gli aspetti più autentici e i sapori della cultura del Friuli Venezia Giulia.
Così come quella del Treno tra abbazie, vigneti e colline, che domenica 17 settembre porterà i
passeggeri da Trieste alla Festa dell’Uva di Cormons e a Rosazzo per una visita all’Abbazia; il 24 settembre sarà la volta del Treno Gusti di Frontiera, un “Centoporte” diesel che collegherà il capoluogo regionale alla città di Gorizia dove si svolge ogni anno la manifestazione enogastronomica più grande del triveneto, “Gusti di Frontiera”, con più di 100 stand culinari
provenienti da tutto il mondo e un ricco palinsesto di iniziative culturali e di intrattenimento.
Il 30 settembre invece entrerà
in funzione il Treno dei fumetti, da Gorizia a Pordenone e da Treviso a Pordenone, occasione per visitare il “Paff! Museo internazionale del fumetto” dove saranno organizzati tour guidati gratuiti per i passeggeri del treno storico.

Il mese di ottobre si apre con un doppio appuntamento legato ad eventi agroalimentari: il 1° ottobre il Treno tra valli alpine e abbazie partirà da Trieste per arrivare a Carnia da dove i passeggeri raggiungeranno in navetta Moggio Udinese per una visita guidata all’abbazia e poi proseguire verso Resiutta, per immergersi nella Festa dell’agricoltura.
Sempre il 1° ottobre il
Treno sapori d’autunno collegherà Treviso a Cavasso Nuovo per la Festa della Cipolla Rossa di Cavasso Nuovo.
Domenica 8
ottobre sarà attivo il treno storico Treno Barcolana express con il collegamento Udine- Trieste in occasione della regata, mentre sabato 14 ottobre il Treno “Art and Food” partirà da Nova Gorica e Gorizia, così come da Treviso per raggiungere l’evento “Art and Food” di Pordenone.
Domenica 15 ottobre il Treno delle mele antiche darà il benvenuto a bordo ai passeggeri in partenza da Treviso alla volta di Frisanco, con fermata a Maniago, per la Festa delle Mele Antiche, mentre il 22 ottobre sarà possibile raggiungere la Festa della Zucca di Venzone partendo da Trieste a bordo di un Centoporte a locomotiva elettrica.
Chiude il mese il Treno autunno
in “Pedemontana del Friuli” che domenica 29 ottobre ripercorrerà da Sacile a Meduno i binari della ferrovia Pedemontana, trainato da una storica locomotiva a vapore attraverso paesaggi suggestivi.

Treni in corsa. Foto h.moreno orlandopedemontanadel
A novembre saranno ben due gli appuntamenti dedicati alle Grande Guerra, il primo sabato 4 novembre con il collegamento da Trieste
a Redipuglia, per celebrare la Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate, mentre domenica 5 novembre il Treno Grande Guerra, trainato da locomotiva a vapore, partirà da Udine in direzione Forgaria nel Friuli con fermata alla stazione di Cornino e Pinzano al Tagliamento toccando i luoghi interessati dal primo conflitto mondiale. Domenica 12 novembre chiude il mese il Treno del Formaggio da Sacile a Gemona, dove avrà luogo la storica kermesse enogastronomica dedicata ai prodotti lattiero-caseari e alle tradizioni agricole.

Le ultime due date a dicembre saranno dedicate alle tradizioni prenatalizie: martedì 5 dicembre il Treno dei Krampus partirà
da Trieste con direzione Tarvisio in occasione della festa di San Nicola e della tradizionale uscita in maschera dei Krampus per le vie della città, mentre il 17 dicembre il Treno dei presepi e dei mercatini di Natale collegherà Gemona del Friuli a Poffabro per una visita dei presepi, proseguirà fino a Polcenigo – con fermata a Maniago – e poi a Sacile – stazione di Budoia- per un itinerario focalizzato sulla scoperta dei borghi con visita ai presepi tipici e ai mercatini di Natale.
Aggiornamenti sui prossimi appuntamenti nella sezione treni storici al sito di PromoTurismoFVG
https://www.turismofvg.it/it/treni-storici

Tutte le informazioni

L’iniziativa è proposta ad un prezzo promozionale e a tariffa fissa, indipendentemente dalla lunghezza della tratta percorsa.
Il prezzo del biglietto di andata e ritorno sui treni a locomotiva elettrica o diesel è per gli adulti di 10 euro, i bambini dai 4 ai 12 anni non compiuti pagano 5 euro, mentre quelli con età inferiore ai 4 anni viaggiano gratis.
È possibile acquistare anche
solo l’andata o solo il ritorno al prezzo di 5 euro per gli adulti e a 2,50 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni non compiuti.
Per i
treni con locomotiva a vapore il prezzo a/r per adulti è 15 euro e di 7,50 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni non compiuti.
Non è possibile prenotare il posto a sedere.
I biglietti sono in vendita attraverso tutti i canali Trenitalia: online sul sito www.trenitalia.com, nelle biglietterie e ai selfservice nelle stazioni ferroviarie e nelle agenzie di viaggio abilitate.
È prevista un’assistenza da parte di Trenitalia ai clienti Fondazione FS relativa alla mail trenistorici@fondazionefs.it e al nr. di telefono +39 335 6854091

Monte Lussari: fra sacralità e ambiente

Monte Lussari: fra sacralità e ambiente

Esistono luoghi speciali e il Monte Lussari lo è. Sulle Alpi Giulie a 1700 metri d’altitudine su una delle cime più alte delle Alpi Orientali italiani spunta un piccolo campanile con la sua chiesetta.
Siamo all’estremo lembo dell’Italia, al confine con Austria e Slovenia non lontano da Tarvisio in un luogo esaltato dalla cronoscalata del Giro d’Italia 2023.
Per la sua caratteristica geografica insolita queste montagne da secoli sono confine naturale fra il mondo germanico, slavo e latino.
Siamo però in Friuli dove la natura è sacra e la si rappresenta anche nei piatti dei suoi grandi chef o la si ammira nei grandi parchi.


Quelle pecore inginocchiate sul monte

Perché quel piccolo santuario arroccato quasi in equilibrio sulla cima del monte è lì?
Tutta colpa di un gregge di pecore devote che nel 1360, narra la leggenda, furono viste dal loro pastorello compiere un gesto incredibile.
All’improvviso sospesero il pascolo per inginocchiarsi con lo sguardo verso il bosco. Stupito da ciò il giovane scorse dietro un cespuglio nella macchia una statuetta di una Madonna col Bambino. Era a lei che le sue pecore si chinavano in segno di devozione.
Il pastorello prese con se quella statuetta taumaturgica e la consegnò al parroco del paesino di Camporosso, 800 metri più a valle.
La sorpresa fu quando l’indomani, tornando col suo gregge a pascolare sul Lussari, la statuetta era nuovamente nel bosco. Con le sue pecore ancora intorno inginocchiate in devozione.
Il Vescovo di Aquileia colpito dal ripetersi del miracolo decise allora che era meglio costruire una cappella lì, sul monte.


Il piccolo presepe che tocca le nuvole

Oggi di quella cappella originaria non c’è più traccia ma è l’edificio attuale – che risale al XVI secolo – a testimoniare il miracolo del Monte Lussari.
Piccolo, linee essenziali, bianchissimo, con il piccolo campanile che nell’inverno pare spuntare solitario in una distesa di bianco. Strette intorno uno sparuto gruppo di case e locande per pellegrini è un unica stradella selciata.
Un piccolo presepe che accarezza le nuvole.


Un Santuario, una fede e la devozione di tre ceppi etnici

ll Santuario oggi rappresenta un luogo d’incontro e d’amicizia fra i paesi d’Europa grazie alla sua particolarità geografica di essere all’incrocio di tre confini.
La Madonna del Lussari è meta di pellegrinaggio dei tre ceppi europei che a lei accorrono in devozione: latino, germanico, slavo.
Assistere a una messa celebrata lì in cima al monte, a un passo dal cielo, in tre lingue in segno di unione e fratellanza è esperienza toccante.
Nella piccola chiesetta con l’aria sempre frizzante incontri l’Europa. Signore con velo in testa e abito come si conviene per l’occasione. Turisti in gita di gruppo, amanti della montagna con scarponi ai piedi e bastoncini da trekking in mano.
Tutti l’uno accanto l’uno all’altro fra le panche del Santuario a seguire il rituale sacro, pregando in tre lingue diverse. L’Europa è qui, non nelle fredde sale di Bruxelles o Strasburgo.


Il sentiero del Pellegrino

Raggiungere il santuario Monte Lussari è facile con la telecabina che parte da Camporosso ma per chi vuole vivere un’esperienza intensa sia sacra che naturalistica consigliamo di raggiungere il Lussari attraverso il Sentiero del Pellegrino che si snoda fra il bosco affiancando e scavalcando a tratti quella che d’inverno è una delle piste più amate dagli sciatori.


Pranzo in quota

Noi consigliamo la salita in quota anche agli appassionati della cucina semplice di montagna.
Le locande nate per ristorare i pellegrini che si trovano sull’unica piccola stradella selciata di fianco al santuario non offrono che l’imbarazzo della scelta fra i piatti semplici ma sostanziosi tipici della montagna, ma declinati in salsa friulana.
Fra i primi piatti le salse ai funghi o al capriolo sono obbligatorie; così come l’assaggio della locale polenta servita col frico o la luganica (tipica salsiccia friulana).

Da non perdere infine un giro d’assaggio delle grappe “fatte in casa”: difficile scegliere fra quelle ai frutti di bosco, al ginepro, al finocchio e sedano selvatico e mele.