Giu 23, 2025 | Territori
Spettinato dalla Bora, il litorale sloveno è una vera e propria perla dellâAdriatico. Conoscerlo significa avere accesso allâaspetto piĂš inclusivo e cosmopolita dellâanimo sloveno, nel luogo in cui il Cuore Verde dâEuropa si fa Blu.

Dove il cuore verde d’Europa si fa blu
Il vino buono sta nella botte piccola. Se per quanto riguarda i vini di qualità , una piccola Repubblica come la Slovenia può serenamente annoverare alcune delle piÚ pregiate regioni vitivinicole a livello mondiale, il detto è valido anche per la fascia costiera del Paese, vero bijoux della costa adriatica. Dalla verdeggiante penisola di Ancarano, dove le correnti del golfo di Trieste riportano innumerevoli specie di conchiglie e uccelli, alle serenissime architetture di Koper (Capodistria), il cui entroterra è un delizioso alternarsi di olivi e viti, fino alla grazia della città di Pirano, che si delinea con eleganza su una lingua di terra e sale, quello stesso sale che ne ha fatto da piÚ di mille anni la ricchezza.
E come non menzionare, quindi, Sicciole, con le sue saline incendiate dai raggi del tramonto, Isola (che non câè, ma che câè stata!) con i suoi pescatori, le spiagge di Strugnano e Portorose, tra stabilimenti termali e talasso-terapeutici.

Un mare soffiato dalla bora
Câè spazio per tutto questo e molto altro, negli appena 46 km di fascia costiera della Slovenia, che possono sembrare pochi.
Ma poi câè il mare, con le sue infinite strade e possibilitĂ . Un mare che non conosce confini, da cui è difficile distinguere un Paese dallâaltro, sulle cui onde, a regnare, è soltanto il vento.
La Bora, vento che arriva dal nord-est, temuto e amato da velisti, windsurfisti, o anche soltanto da chi il mare ama guardarlo con i piedi ben saldi a terra, mentre il cielo si terge sotto il suo sibilo.
La Bora, sul litorale sloveno, disegna strade invisibili agli occhi, ma che si sentono sulla pelle, nellâudito, nellâaria che sa di salsedine e cultura.
E si intuisce guardando le barche con il vento in poppa. Lasciarsi accarezzare dal vento, qui, è come sfogliare un libro di Storia.

Avventure a vela
Una sensazione di libertĂ sconfinata.
La brezza giusta che manda avanti, sul letto blu infinito del mare e la costa in vista, che propone per le soste i suoi punti piÚ invitanti. Il litorale sloveno, per quanto piccolo, è ricco di porticcioli turistici da cui imbarcarsi per la propria avventura a vela.
Non mancano, da queste parti, velisti di alto livello, regate molto popolari ed esperienze che portano faccia a faccia con il mondo marino sloveno: è uno sport che vanta una lunga tradizione su questo tratto di costa, dove venti favorevoli ed efficienti infrastrutture turistiche e sportive offrono condizioni ottimali per tutti i livelli.
Dalle lezioni per bambini della Pirat Sailing School, a Portorose, alle tante regate che animano il litorale in estate (ma non solo), fino allâassoluta libertĂ di prendere a noleggio la propria barca nelle baie di Portorose, Isola o Capodistria.

Windsurf, kitesurf oppure Sup? Il litorale sloveno, di braccia ed equilibrio
Qualunque sia la tavola che si sceglie, lâimportante è restare a galla sotto il soffio del vento. Câè tutto il tempo del mondo, in Slovenia.
Le giornate ventose, ad esempio, attirano ogni giorno a Isola gli amanti del windsurf e kitesurf, che si ritrovano sulla spiaggia Svetilnik mentre la potente Bora schiarisce il cielo, rivelando la maestosa vista delle Alpi Giulie in lontananza.
Quando il mare è calmo, invece, una tavola SUP è il modo migliore per esplorare il litorale. Questa attivitĂ sportiva non è troppo complessa ed è adatta proprio a tutti, con tavole SUP specifiche per ciascun profilo. Per i meno abituati, la scelta migliore è quella di una tavola piĂš grande, sulla quale trovare l’equilibrio non è troppo difficile. Anche se è altrettanto divertente anche cadere, tornare in sella e ricominciare.
Il Triglav sottomarino e gli altri siti diving della Slovenia
Le acque dellâAdriatico settentrionale offrono ai subacquei unâampia varietĂ di siti dâimmersione, adatti tanto ai neofiti quanto ai piĂš esperti, capaci di coniugare la bellezza naturale dei fondali con suggestioni storiche e culturali.
Un unicum simbolico e geografico è rappresentato dal sito denominato âTriglav sottomarinoâ, il punto piĂš profondo del mare sloveno, situato a circa 38 metri sotto il livello del mare.
Qui è stato collocato un pilastro commemorativo che reca lâeffigie del Monte Triglav, vetta sacra alla nazione slovena, raffigurata peraltro nella stessa bandiera del paese.
Le immersioni a questa profonditĂ richiedono condizioni meteorologiche ottimali e un’adeguata preparazione tecnica, data anche la presenza di correnti e traffico navale.
Decisamente piÚ semplice è la discesa che parte da Fiesa, località situata tra Pirano e Portorose. Qui si estende un reef accessibile direttamente da riva, che degrada dolcemente dai 4 ai 16 metri di profondità .
Questo sito, assai frequentato da scuole subacquee, si distingue per la straordinaria biodiversitĂ : cavallucci marini, aragoste, anguille e numerose specie di pesci trovano rifugio tra le rocce e i prati di posidonia. Le immersioni notturne a Fiesa sono particolarmente apprezzate per lâatmosfera silenziosa e la possibilitĂ di osservare specie elusive. Per maggiori informazioni sulle immersioni in Slovenia, fare click qui.

Pirano
Di sale, bellezza e benessere. Pirano e Portorose
Pirano è considerata la cittĂ piĂš bella dellâIstria slovena, con il suo profilo che si staglia sullâomonima penisola, saturando ogni spazio con architetture che si affollano lâuna sullâaltra in un insieme che ci appare organico.
A dominarla, la chiesa di San Giorgio, posta in cima al promontorio, gode di una vista straordinaria dalla terrazza antistante. E allâorizzonte si vedono le alpi Giulie, nei giorni tersi e pettinati dalla Bora. Quel che non tutti sanno, è che questa città è costruita sul sale.
Letteralmente, giĂ in un documento redatto alla presenza di Carlo Magno nellâanno 804, si menziona il circondario di Pirano come una terra di produzione di un sale unico, ancora oggi considerato lâoro bianco della costa slovena. E sono proprio i profitti derivanti dalla produzione e dalla vendita del sale ad aver permesso la costruzione delle audaci architetture della cittĂ .
La produzione maggiore di sale è concentrata nella localitĂ di Portorose, dove non mancano le opportunitĂ per fare unâesperienza a tema: questa lunghissima tradizione, infatti, viene oggi tramandata ai piĂš piccoli nelle saline di Santa Lucia, appena fuori Portorose, con attivitĂ che permettono ai ragazzi di divertirsi e imparare mettendo le mani in pasta, anzi, proprio nel sale. Tariffe: 33⏠a bambino. Durata: 3 ore
Ago 11, 2024 | Territori
L’Isola di Capri è un gioiello italiano di natura e storia incastonata nel prpfondo blu del Mar Tirreno. Celebre per la bellezza, le acque cristalline e l’atmosfera elegante è da secoli ambita da viaggiatori che provengono da ogni angolo del globo.
Ha affascinato poeti, artisti, cantori e celebritĂ di ogni dove e quest’anno è piĂš splendida che mai dopo il recupero di via Krupp.

Via Krupp. Foto Twitter
La rinascita di via Krupp
Ă una notizia attesa da nove anni e finalmente a fine giugno, ha riaperto ufficialmente via Krupp lâiconica strada panoramica, unica nel suo genere che serpeggia fra le scogliere e la macchia mediterranea di Capri. Un percorso suggestivo oggi messo in sicurezza scavato nella roccia che profuma di salmastro che per un chilometro circa conduce il viandante dai Giardini di Augusto, che si trovano vicini alla celebre âPiazzettaâ di Capri, fino a Marina Piccola. Percorrerla è unâesperienza che si ricorda per tutta la vita.
Fatta costruire tra il 1900 e il 1902 dallâimprenditore tedesco di cui porta il nome, Friedrich Alfred Krupp e realizzata dallâarchitetto Emilio Mayer, la strada è un capolavoro di ingegneria.

I Faraglioni. Foto di falco da Pixabay
Paesaggi incantevoli e vedute mozzafiato
Il primo motivo che rende Capri una destinazione irresistibile, un’isola che tutti almeno una volta nella vita dovrebbero visitare è la straordinaria bellezza dei suoi paesaggi.
Ogni angolo, ogni curva, ogni affaccio è una cartolina vivente che si apre davanti allo sguardo.
Una cartolina che pare quasi come quelle antiche in banco e nero dove poi il pennello dell’artista dipingeva ogni dettaglio con colori intensi, vivaci e contrasti di azzurri incredibili fra mare e scogliere.
La vista per eccellenza di Capri è ovviamente quella dei “Faraglioni”; tre imponenti rocce emergenti dal mare che formano uno degli scenari piĂš celebri e celebrati a livello mondiale.
Oltre a questo, l’isola offre molti altri scorci panoramici indimenticabili come quello dal Monte Solaro raggiungibile con la seggiovia panoramica e dalla cui vetta lo sguardo si perde a 360 gradi in un mare blu profondo e bellissimo.
Passeggiare per il borgo di Anacapri, traboccante di stradine acciottolate e casette colorate offre l’opportunitĂ di immergersi nella tradizione e nell’autenticitĂ locale.
Ogni scorcio diventa una foto perfetta, ogni istante vissuto in questa atmosfera sarĂ un ricordo da custodire.

Grotta azzurra- Foto Isola di Capri portal
Grotte e spiagge uniche
Il secondo motivo che rende Capri una meta da non perdere è la straordinaria varietà di grotte e spiagge che punteggiano la sua costa lungo tutto il periplo. Da secoli, queste meraviglie naturali hanno attratto e affascinato i visitatori con la loro bellezza e mistero.
La grotta per eccellenza è ovviamente la celebre Grotta Azzurra vero spettacolo della natura dove l’acqua al suo interno risplende di un blu intenso e luminoso grazie alla luce del sole che filtrando attraverso la sua stretta apertura regala visioni incredibili e diverse a seconda dell’ora del giorno in cui la visitiamo.
Ma la Grotta Azzurra è solo la piÚ famoso fra le tante meraviglie sotterranee di Capri.
La Grotta Verde, la Grotta Bianca e la Grotta del Sangue sono solo alcune delle altre grotte meno celebri ma altrettanto incredibili che attendono solo di essere scoperte.
Per gli amanti del mare e del sole Capri saprĂ stupirvi con alcune delle spiagge piĂš affascinanti dell’intero Mediterraneo.
Le spiaggia di Marina Piccola e di Marina Grande sono mete perfette per rilassarsi e godersi il caldo e il sole estivo.
Chi è alla ricerca invece di una spiaggia piÚ appartata il consiglio è di scegliere la spiaggia del Faro, incorniciata da alte scogliere, circondata da natura incontaminata e sferzata dal vento salmastro..

L’iconico negozio Cuccurullo. Foto isola di Capri portal
Eleganza e shopping esclusivo
Il terzo motivo che rende Capri irresistibile è la sua ineguagliabile atmosfera di eleganza e raffinatezza, che si riflette anche nei negozi di alta moda e nelle boutique di lusso presenti sull’isola.
Capri è da sempre sinonimo di stile e glamour e anche per questo ha sempre attirando visitatori in cerca di un’esperienza di shopping unica nel suo genere.
Le vie dello shopping, come la celebre Via Camerelle, sono costellate da boutique di designer italiani e internazionali. Qui è possibile trovare capi di alta moda, accessori esclusivi, gioielli raffinati e oggetti d’arte in un’ elegante che permea queste strade vero status symbol della moda italiana.
Da comprare assolutamente l’unico e inimitabile sandalo caprese, famoso in tutto il mondo e giĂ ai piedi di celebri star hollywoodiane che rappresenta un’icona dell’artigianato locale e del lusso discreto di Capri.
Molte ancora oggi le botteghe artigianali che offrono la possibilitĂ di personalizzare i propri sandali, scegliendo forme, materiali e dettagli per potersi portare a casa un pezzo unico e su misura.

Palazzo di Tiberio e Villa Jovis. Foto Ministero della Cultura
Patrimonio culturale e storia millenaria
Il quarto motivo che rende Capri è che essa è un’isola che non vive solo d’estate quando il sole italiano favorisce il godersi la natura e il mare.
Capri è luogo affascinante e unico da esplorare in ogni stagione grazie al suo ricco patrimonio culturale e alla storia millenaria che permea all’isola di svelarsi attraverso una serie di luoghi storici e culturali che raccontano la sua lunga evoluzione nel corso dei secoli.
La storia è viva nella celebre e imponente Villa Jovis maestosa residenza imperiale romana costruita sotto l’imperatore Tiberio che offre una vista panoramica straordinaria sull’isola e su tutto il Golfo di Napoli rappresentando la piĂš fulgida testimonianza dell’antica grandezza di Capri.
Un altro luogo da visitare è la Certosa di San Giacomo monastero del XIV secolo che oggi ospita un museo dove si possono ammirare opere d’arte, affreschi e oggetti storici che raccontano la vita religiosa e culturale dell’isola nel corso dei secoli.
La Chiesa di San Michele a Anacapri celebre per il suo pavimento di maiolica che rappresenta l’Eden e il Peccato Originale è un capolavoro di artigianato locale che va sicuramente inserita in un ideale percorso culturale caprese.
Oltre ai monumenti storici va sottolineato che l’isola è stata spesso musa di artisti, poeti e scrittori. La bellezza di Capri ha affascinato personaggi come Axel Munthe, Pablo Neruda e Federico Fellini, ccntribuendo a consolidare la reputazione culturale dell’isola.

Rita Hayworth a Capri negli anni’ 50 del Novecento
Atmosfera magica e celebritĂ
Il quinto e ultimo motivo che rende Capri una meta affascinante da visitare è l’atmosfera magica e la lunga lista di celebritĂ che hanno scelto quest’isola come loro rifugio o luogo di ispirazione. Capri ha da sempre esercitato un fascino irresistibile su personaggi illustri provenienti da tutto il mondo, dando vita a storie, aneddoti e leggende che contribuiscono a renderla ancora piĂš affascinante.
L’isola ha ospitato personaggi storici e celebritĂ tra cui l’Imperatore Tiberio che scelse Capri come sua dimora e l’imperatrice di Francia Maria Teresa d’Austria; ma è nel Novecento con la diffusione del turismo che Capri ha attirato l’attenzione del jet set internazionale e delle stelle del cinema.
Sophia Loren, Audrey Hepburn e Brigitte Bardot, Rita Hayworth e Jaqueline Kennedy sono solo cinque delle grandi star mondiali che hanno trascorso momenti indimenticabili sull’isola. Toto è stato un frequentatore cosĂŹ assiduo di Capri,da meritarsi il nomignolo di “Principe di Capri” dai suoi abitanti. Il noto stilista italiano Giorgio Armani qui possiede una bellissima villa simbolo di eleganza e lusso e anche lo scrittore Alberto Moravia e il regista premio Oscar Jean-Luc Godard hanno trascorso del tempo qui, catturati dalla bellezza e dall’atmosfera unica.
Giu 13, 2023 | Enogastronomia
Troppo spesso, suo malgrado, è sulle pagine di cronaca. Conosciuta Lampedusa è conosciuta in Europa solo come approdo di disperati, ma lâisola è molto di piĂš. Uno splendido scoglio dâAfrica nel cuore del Mar Mediterraneo.

una spiaggia di Lampedusa
Il sud dell’Europa
Una visione mozzafiato che appare allâimprovviso dallâoblò dellâaereo in fase di avvicinamento. Con la sua forma di pesce e cosĂŹ piccola e isolata in mezzo allâimmensitĂ del blu del Mediterraneo.
Lampedusa è affascinante e musicale fin dal suo nome. Per vivere questâisola appieno togliete dalla mente la cronaca dei barconi che a malapena sfiora questâisola contrariamente da quanto raccontano i media.
Lampedusa è da godere respirando salmastro e lasciandosi baciare dal sole. Un sole mai aggressivo e un venticello sempre presente che pettina i capelli in modo gentile.
Siamo nella localitĂ geograficamente piĂš a sud dâEuropa. E gli indigeni dicono âse abbaia un cane lampedusano è piĂš facile sentirlo dalla costa della Tunisia o da Malta piuttosto che dalle spiagge della Siciliaâ.
Unâisola italiana e europea che si trova nel cuore del Mediterraneo. Unâisola dove il senso stesso della parola isola è amplificato dove la terraferma è lontanissima (servono ben otto ore di traghetto da Porto Empedocle) e la vita si svolge da sempre solo seguendo il ritmo delle onde.

Lampedusa: Italia o Africa
Unâisola da vivere appieno nei mesi di maggio, giugno e settembre. Ă piccolissima: solo 20 kmq. di superficie e venti minuti di tempo per percorre il suo periplo in scooter e quindi da evitare in alta stagione per lâaffollamento che impedisce di coglierne appieno le sfumature.
In questi mesi il clima è perfetto; la lieve brezza marina che sa di bonaccia spolvera nellâaria mille profumi di pollini, il mare placido è giĂ invitante e lâaria abbraccia ma non stordisce.
Cosa serve per vivere lâisola? Solo il costume da bagno per tuffarvi nel mare cristallino e uno scooter, un quad o una mitica mehari a noleggio.
Il mezzo migliore è però sicuramente il quad ideale per arrivare ovunque, anche la dove non osano le auto e gli scooter, financo in vetta alle scogliere piÚ spettacolari.
Munitevi poi di una mappa e partite alla scoperta delle spiagge; tutte splendide e tutte ubicate su un solo versante dellâisola. Quello opposto è praticamente inaccessibile murato comâè da altissime pareti di falesia spazzate costantemente dal vento.

Isola dei conigli
Lampedusa tra vip e sbarchi

cala Creta
Partite dal paese (lipuzziano con le sue casette basse e bianche) e costeggiando il porto, salite verso la Guitgia la spiaggia piĂš famosa e affollata dove sono i grandi alberghi e dove Claudio Baglioni â lampedusiano dâadozione âalla fine di ogni settembre fa il suo grande concertone proprio sulla spiaggia.
Andate oltre seguendo lâunica strada presente sulla vostra mappa è sarĂ tutto uno spalancarsi alla vista di spiaggette mozzafiato: Cala Croce, Cala Madonna, la celebre Isola dei Conigli e Cala Pulcino. Da lĂŹ in poi avvicinandosi a Capo Ponente e al parco naturale diventa difficile per le molte grotte e falesie.
Se invece dal centro del paese prendete la direzione opposta, praticamente seguendo la strada per lâaeroporto e circumnavigandolo, eccovi in rapidissima successione a Cala Pisana, Cala Uccello e Cala Maluk.
Le spiagge di Lampedusa sono tutte minuscole anche se in alcuni casi ben attrezzate, ecco perchĂŠ lâelenco cosĂŹ lungo per unâisola cosĂŹ piccola potrebbe stupirvi.
La spiaggia piĂš famosa è senzâaltro quella dellâIsola dei Conigli; lĂ dove aveva casa Domenico Modugno e dove normalmente nidificano le tartarughe Caretta Caretta.
Una spiaggia dove tutti i tuffi in mare sanno di Caraibi che occupa stabilmente posizioni altissime nelle classifiche annuali delle spiagge piĂš belle del mondo e che si lascia sempre alle spalle mete ambite dei Caraibi, del Brasile, di Cuba, delle Baleari, della Grecie e della Thailandia.

Tabaccara
Cosa mangiare
Un pranzo leggero â alla siciliana â per potersi dedicare alla vita di mare anche il pomeriggio. Focacce, panini, ma soprattutto parmigiana di melanzane, bucatini al tonno pinoli e finocchietto; arancini e panzerotti nella rosticceria piĂš famosa dellâisola.
Per lâaperitivo difficile scegliere su quale sofĂ dei tantissimi bar allâaperto dal sapore mediorientale è meglio sedersi per gustare buffet abbondanti anche con pesce crudo, cozze e insalata di gamberi.
Per cena potete sedetevi ovunque e vi troverete sicuramente bene senza spendere una follia.
Non avrete che lâimbarazzo della scelta fra tutti i ristoranti lungo mare che luccicano a sera riflettendosi sulla baia, ma non disdegnate di andare anche allâinterno a cercare un poâ di atmosfera speciale nei ristoranti defilati celati nei caratteristici dammusi.
Sulla tavola lampedusana sua maestà è il pesce, ovviamente.
Bouillabaisse lampedusana, zuppa con diversi tipi di pesce locale, ravioli con ripieno bianco di merluzzo, pregiatissimo lattume, polpo bollito, seppie al pomodoro e piselli, enormi calamari ripieni e soprattutto il tipico cous cous di cernia.
E come souvenir di questo paradiso terrestre cosa scegliere se non i prodotti ittici tipici dellâisola. Famularo â la cui piccola industria è oltre il marciapiede del porto e disponibile per visite â è una firma a livello nazionale e internazionale per la conservazione e commercializzazione di pesce.
Famosi i suoi sughi di pesce, i tradizionali filetti di sgombro, di tonno, di pesce spada; la ventresca e bottarga e molto altro tutti con certificata e riconosciuta naturalitĂ e qualitĂ . I prodotti Famularo sono prodotti solo con pesce fresco âpescato in nottata e lavorato in mattinataâ da mani esperte con punta di coltello e senza uso di prodotti artificiali.

la Guitgia
Da sapere. da non perdere a Lampedusa
â Le cronache parlano di Lampedusa solo per lo sbarco dei migranti. Ebbene, non ne vedrete uno in giro per lâisola, qui tutto è molto ordinato
– Gli isolani sono cosĂŹ ospitali e abituati a fare i conti con le intemperie del mare che se, non trovate un qualche genere alimentare nei negozi perchĂŠ il mare grosso ha impedito al traghetto di attraccare, loro senza pensarci su, vi faranno salire in casa e vi offriranno ciò che a voi manca.
â Noleggiate una barca e vivete lâisola dal mare. Esistono posti splendidi dove fare il bagno che dalla terra non potete raggiungere: su tutte la splendida piscina naturale della Tabaccara.
â Se non vi spaventa un poâ di fatica fisica andate alla scoperta di Cala Galera, affascinante spiaggia ignorata dai turisti perchĂŠ difficile raggiungibile. Ă possibile arrivarci o da un sentiero difficilmente individuabile che attraversa due alte pareti di roccia (un poâ lunghetto e vi consigliamo di portarvi dietro un zaino per acqua e generi di conforto) oppure lâalternativa e raggiungerla dallâalto da un sentiero sconnesso (ma con il quad ci arrivate) e poi scendere lungo un ripidissimo sentiero quasi a picco sul mare.
Ne vale la pena: il fondale marino è sassoso e basso per alcuni metri dalla rive e quasi in solitario farete il bagno giocherellando con qualche polpo o i molti pesci che curiosi si avvicinano.

– Da non perdere una visita al Centro di Recupero delle tartarughe marine Caretta Caretta (in Via Grecale, vicino al supermercato). Una volta a settimana, quelle guarite vengono liberate in mare al tramonto dai volontari. Saprete le date e seguite in silenzio dalla spiaggia lâemozionante ritorno in mare delle tartarughe.
â Attenzione quando chiedete informazioni agli indigeni: qui il punto piĂš lontano da ogni parte è a circa 10 minuti di distanza!.
Il giro di Lampedusa si fa in meno di un ora a piedi. Le concezioni della distanza sono quindi diverse dalle nostre continentali: lontano è 300 metri, tanto tempo per arrivarci è mezzâoraâŚ
Â
Â
Â
Â
Â
Â
Mag 24, 2023 | Arcipelago | Costa degli Etruschi, Territori
Ben 147 chilometri di costa su acque limpide che custodiscono una biodiversitĂ ricca e
variegata a diverse profonditĂ : lâisola dâElba è un vero e proprio paradiso per il diving con
tantissimi punti per le immersioni, dove ci si può lasciare avvolgere dallâacqua concentrandosi
sul respiro e sulle emozioni che solo il mare sa regalare.

Murena, foto Riccardo Buralli, diving elba
Isola d’Elba, un paradiso dentro il mare
Le acque dellâElba sono particolarmente ricche di flora e di fauna giĂ a basse profonditĂ e
per questo è affascinante anche per i neofiti che si approcciano a questo sport.
Si possono veder nuotare pesci come barracuda, dentici, ricciole, in scenari come le praterie di posidonia, franate rocciose e scogliere granitiche, punteggiate dai colori intensi di coralli e spugne.
Ă possibile vedere anche cetacei, maestosi frequentatori di queste acque: lâElba ha infatti una
grossa presenza di colonie stanziali e di migratori, tra delfini e balenottere.
Ad esempio, a SantâAndrea, la migrazione avviene a ridosso della scogliera, ad appena 50 metri dalla costa.

Gorgonie, foto di Riccardo Buralli, diving Elba
30 diving per scoprire il profondo blu
âTutte queste meraviglie – spiega Niccolò Censi, coordinatore della GAT Gestione Associata
del Turismo e del marchio Visit Elba – si possono scoprire grazie alle oltre 30 realtĂ diving
che punteggiano lâisola e che sono attrezzate per far provare una varietĂ di attivitĂ per tutti
i livelli: dal battesimo dellâacqua per i neofiti, primissimo approccio col mondo delle immersioni,
ai corsi di scuba diver di avvicinamento al diving, che portano a esplorare le acque fino a una
profonditĂ di 12 metri, proseguendo con i corsi open fino ai 18 metri e ai corsi di livello
avanzato.
Non solo per tutti i livelli, ma anche per diverse fasce dâetĂ , con unâattenzione
particolare per le attivitĂ di avvicinamento dei piĂš giovani, fin dagli 8 anni, per trasmettere
questa passione per il mare e per ciò che regalaâ.
Impossibile, quindi, non tuffarsi alla scoperta della biodiversità sotto la superficie del mare elbano. Ma se è difficile navigare nella scelta, tra i numerosi punti per le immersioni, ecco una
selezione della top 10 per il diving allâElba.

Murena, foto Riccardo Buralli, diving elba
1 – Scoglietto, Portoferraio
Allâinterno di una zona di tutela biologica istituita negli anni â70, lo Scoglietto è un punto di
immersione adatto a tutti e dal grande impatto visivo, grazie alla ricca fauna che popola questo
vero e proprio acquario a cielo aperto.
Gli scenari sono vari, dalle franate rocciose alle praterie di posidonia, e si può ammirare il passaggio di cernie, dentici, barracuda e corvine che qui sono stanziali.
Sul lato nord si trova la statua di Cristo, valorizzata dalla presenza alle sue spalle da una parete di spugne marine.

Flabellina, Foto di Riccardo Burallli, Diving in Elba
2 – Punta Cannelle, Portoazzurro
Lâimmersione inizia percorrendo un canale di sabbia, per raggiungere poi un maestoso monolite roccioso a forma di panettone completamente coperto da gorgonie rosse.
Si può girare attorno a questo promontorio sommerso, scoprendo gli anfratti nella roccia e la fauna
che vi abita; dopo aver girato attorno al cappello a circa 30 metri, per i sommozzatori piĂš
esperti è possibile scendere lungo i fianchi per raggiungere i 45 metri di profondità .

una bella cernia con sub, foto di Riccardo Buralli, Diving Elba
3 – Secca di Fonza, Marina di Campo
Quasi di fronte al Golfo di Marina di Campo si trova la secca di Fonza, chiamata anche “Corallina” perchĂŠ è uno dei punti all’Elba dove la presenza del corallo rosso è abbondante.
Questâarea è ricchissima di ogni forma di vita, in particolare di pesce pelagico come barracuda e ricciole, ma di grande interesse sono soprattutto i canyon che si trovano tra lunghi rami di corallo rosso.
Si tratta di una secca a volte caratterizzata da correnti sostenute, per cui piÚ adatta a subacquei di livello avanzato. Tuttavia, la parte superiore può essere accessibile anche ai meno esperti.

Gorgonie e cernia, foto di Riccardo Buralli, Diving Elba
4 – Capo d’Enfola, Portoferraio
A Capo dâ Enfola è situato, a poca distanza dalla costa, il grosso Scoglio della Nave, una sorta di
prolungamento roccioso del promontorio.
A nord dello scoglio si segue allâinizio un fondale che degrada abbastanza dolcemente fino a 22 metri di profonditĂ , per poi continuare lâesplorazione lungo una ripida parete che termina a 47 metri. La cigliata presenta numerose spaccature e anfratti che offrono riparo ad aragoste, murene e polpi. Molto interessanti anche i Cerianthus, fra gli esacoralli piĂš belli del Mediterraneo, che si sviluppano soprattutto nelle zone dove il fondo diventa piĂš detritico e che allargano nel blu le loro corone di lunghi e colorati tentacoli.

branco di barracuda, foto di Riccardo Buralli, Diving Elba
5 – Punta Galera, Miniere di Calamita
Punta Galera è una lingua di roccia proprio sotto le miniere del Monte Calamita e si sviluppa lungo due dorsali.
Si possono scegliere due percorsi: il primo per subacquei anche principianti, che scende fino a circa 25 metri, dove si possono ammirare spugne e margherite di mare; il secondo, lungo lâaltra dorsale, che scende fino ai 50 metri di profonditĂ , dove si possono avvistare pesci pelagici e aquile di mare.

cernia, foto di Riccardo Buealli, Diving Elba
6 – Formiche di Zanca, Marciana
Le Formiche della Zanca sono un gruppo di scogli affioranti al largo della costa nord-occidentale dellâElba.
Ă possibile effettuare due immersioni diverse a seconda del proprio livello: si può seguire un itinerario facile col brevetto base di primo livello, ma câè unâopzione anche per esperti in mare aperto. Ci sono colonie di gorgonie rosse e a seconda della stagione si trovano polpi, margherite di mare e rane pescatrici in primavera; dâestate si può ammirare il passaggio di dentici, barracuda, ricciole e
di tonni fino ad autunno inoltrato.

scorfano, foto di Riccardo Buralli, Diving Elba
7- Sant’Andrea, Marciana
Il punto forte di questa immersione è la partenza: si inizia infatti direttamente dalla spiaggia,
per dirigersi verso Capo SantâAndrea.
Ă possibile ripercorrere le rotte dei mercantili che fin dallâantichitĂ raggiungevano la costa occidentale per il commercio e seguire un itinerario di interesse anche archeologico.
Poco al largo di SantâAndrea sono infatti presenti due relitti di epoca romana, noti come relitto A e B (rispettivamente a 12 e 40 metri di profonditĂ ), circondati da tappeti di frammenti di anfore e resti di oggetti utilizzati per il commercio dispersi durante i naufragi.

relitto di Pomonte, foto di Riccardo Buralli
8- Relitto dell’Elviscott, Pomonte
Raggiungibile dalla costa, a circa 150 metri dalla spiaggia dellâOgliera a Pomonte, lâElviscot è uno dei relitti piĂš noti e piĂš visitati dâItalia.
Si tratta di un mercantile affondato a soli 12 metri di profonditĂ : la vicinanza alla costa e la bassa profonditĂ rendono lâimmersione adatta sia ai sub neofiti sia a chi vuole fare snorkeling.

donzella, foto di Riccardo Buralli, Diving Elba
9- Secca del Careno, Marciana
Una grande secca che sale fino a 15-20 metri dalla superficie, non lontano dalla costa di
SantâAndrea.
Il lato verso la costa digrada gradualmente a profondità piÚ basse, mentre quello verso il mare aperto forma una franata che scende fino a 50 metri. Il fondale è composto da praterie di posidonia e da grossi massi sovrapposti che formano tane e cunicoli. Immancabile il passaggio di pesci, dentici e barracuda, soprattutto nei mesi estivi.

cernia, foto di Riccardo Buralli
10- Picchi di Pablo, Portoazzurro
A circa 40 minuti di navigazione da Porto Azzurro, questo punto di immersione deve il suo nome ai due pinnacoli di roccia che si innalzano su una parete verticale, che va dagli 8 metri ai 38 metri di profonditĂ .
Adatto a tutti i livelli di abilità , è molto apprezzato dai fotografi per la ricca fauna e per la presenza di una fitta colonia di gorgonia rossa.

Parazoantus, foto di Riccardo Buralli, Diving Elba
Â
Gen 20, 2016 | Arcipelago | Costa degli Etruschi, Arte e cultura
[:it]
di redazione – Â Dal 20 gennaio al 17 marzo un gemellaggio tra gli chef dellâIsola dâElba e 8 ristoranti del capoluogo toscano che proporrĂ un âassaggioâ dellâisola sulla terraferma
Per chi non ha mai avuto il piacere di vivere le atmosfere uniche e magiche fra vento, mare e sole della principale isola dellâArcipelago toscano ecco lâoccasione per svelare lâElba e i suoi molti prodotti culinari e vinicoli senza dovere allontanarsi dalla cittĂ e prendere il traghetto.
Cosa ci spinge a viaggiare e a scegliere una meta? Cosa sollecita la nostra curiositĂ di visitare un luogo? Spesso sono proprio il passaparola e la capacitĂ di fascinazione dellâesperienza condivisa, lâabilitĂ di un territorio di raccontarsi.
Il nostro racconto parte dalla tavola per condurci in un viaggio che ci immerga nellâatmosfera dellâisola pur restando sulla terraferma.
Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che valorizzano i prodotti del territorio invita ad un piccolo assaggio dellâElba con lâauspicio che questa ânarrazioneâ si possa trasformare in unâesperienza diretta.
Il racconto scaturirĂ dalla viva voce e dalle mani di ristoratori e produttori elbani che per lâoccasione di sono âgemellatiâ con i colleghi dellâarea fiorentina.
Per 2 mesi il capoluogo toscano ospiterĂ delle cene con ricette, prodotti e vini elbani in cui lo chef dellâisola sarĂ protagonista nella cucina del collega fiorentino, con spazi per âinterpretazioniâ a quattro mani.
Ogni cena sarĂ incentrata su un prodotto locale e su un vino del territorio selezionati da ElbaTaste, il consorzio dâimprese che si occupa di promozione dellâenogastronomia dellâIsola dâElba e delle Isole dellâArcipelago Toscano.
Tra i piatti protagonisti non potranno mancare alcuni grandi classici del repertorio della cucina elbana come la palamita sottâolio o in umido, il polpo allâelbana, la zuppa di granchi, lo stoccafisso alla riese, la sburrita di baccalĂ , la polenta con gli zeri, le penne in barca, il cinghiale alla bracconiera, oltre alle tante preparazioni a base di erbe spontanee.
Ad accompagnarli gli emergenti vini elbani quali lâAnsonica, il Vermentino, lâElba bianco, il Sangioveto e lâElba rosso per finire con i passiti: il Moscato e il famoso Aleatico dellâElba, il vino preferito da Napoleone.
Alcune pietanze a base di pesce saranno innaffiate da un nuovo prodotto: la Birra dellâElba.
Per finire in bellezza un vasto assortimento di dolci della tradizione tornati in auge di recente grazie a un lavoro di ricerca basato su appunti e ricette storiche come la Schiaccia briaca, il Panficato, lâImbollita di fichi, la Schiacciunta.
Lâobiettivo è quello di valorizzare la cucina e i prodotti dellâenogastronomia elbana poco conosciuti al di fuori dellâisola.
Ecco il calendario di questi gustosi appuntamenti:
20 gennaio  Paolo Gori di âBurdeâ ospita Massimo Poli de âLa Taverna dei Poetiâ
27 gennaio Claudio Vicenzo de âLa Limonaia di Villa Rospigliosiâ ospita Umberto Giacomelli de âIl Gallo Neroâ
3 febbraio Filippo Saporito de âLa leggenda dei Fratiâ ospita Marco Olmetti di âPepeneroâ
11 febbraio Claudio Bianchi de âI Ghibelliniâ ospita Giuseppe Sisillo de âLâAmandoloâ
17 febbraio Barbara Guarnieri di âGustavinoâ ospita  Luigi Muti di âVento in Poppaâ
25 febbraio Claudio Catalani de il âPesce Rossoâ ospita Mirko Lanari del âBelmareâ
3 marzo Luca Cai de âIl magazzinoâ ospita Amos Rota di âEmanuelâ
9 marzo Silvia Miniera della âSosta del Rossellinoâ ospita Danilo Ferrara di âCapo Nordâ.
Il ciclo di serate dedicate allâElba si chiuderĂ il 17 marzo alle ore 15,30 allâAccademia dei Georgofili con il convegno: “Vino in anfora fra ricerca archeologica e produzione”.
Fin dallâantichitĂ , infatti, il vino è stato un elemento molto importate per lo sviluppo dellâIsola.
Tra i relatori ci sarĂ Â Franco Cambi, Professore di Metodologia della ricerca archeologica dellâUniversitĂ di Siena che ha condotto, in collaborazione con lâAssociazione âAithale – Terra mare e uomini dellâArcipelago Toscanoâ, gli scavi nella zona del Parco Archeologico della Villa Romana delle Grotte dove sono state ritrovate antiche anfore vinarie dellâepoca romana.
Un viaggio enogastronomico non di sola andata, il ritorno è previsto per il periodo che va da aprile ad ottobre quando i cuochi fiorentini saranno invitati a ricambiare la visita.
âIniziative come queste â afferma lâassessore al Turismo della Regione Toscana Stefano Ciuoffo â sono il tentativo di valorizzare sempre di piĂš lâElba e lâarcipelago toscano facendone conoscere uno degli aspetti peculiari, anche se forse meno noti, di sicuro appeal per il turista come lâenogastronomia.
Il turista vuole vivere esperienze autentiche, personalizzate, tangibili, memorabili e condivisibili. E per immergersi nellâambiente che visita la cucina è senzâaltro elemento fondamentale. Dobbiamo quindi trasmettere storie, emozioni, sapori⌠e fare dello story-telling elemento di comunicazione turistica 2.0,  insomma,  per far sĂŹ che i turisti visitino un luogo, se ne innamorino e tornino. Come ho avuto modo di dire a Portoferraio quando ho incontrato le istituzioni e le categorie elbane a dicembre, lâisola ha ancora delle potenzialitĂ inespresse e come Regione ci impegneremo a comunicarle e a svilupparleâ[:en]
Dal 20 gennaio al 17 marzo un gemellaggio tra gli chef dellâIsola dâElba e 8 ristoranti del capoluogo toscano che proporrĂ un âassaggioâ dellâisola sulla terraferma
Per chi non ha mai avuto il piacere di vivere le atmosfere uniche e magiche fra vento, mare e sole della principale isola dellâArcipelago toscano ecco lâoccasione per svelare lâElba e i suoi molti prodotti culinari e vinicoli senza dovere allontanarsi dalla cittĂ e prendere il traghetto.
Cosa ci spinge a viaggiare e a scegliere una meta? Cosa sollecita la nostra curiositĂ di visitare un luogo? Spesso sono proprio il passaparola e la capacitĂ di fascinazione dellâesperienza condivisa, lâabilitĂ di un territorio di raccontarsi.
Il nostro racconto parte dalla tavola per condurci in un viaggio che ci immerga nellâatmosfera dellâisola pur restando sulla terraferma.
Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che valorizzano i prodotti del territorio invita ad un piccolo assaggio dellâElba con lâauspicio che questa ânarrazioneâ si possa trasformare in unâesperienza diretta.
Il racconto scaturirĂ dalla viva voce e dalle mani di ristoratori e produttori elbani che per lâoccasione di sono âgemellatiâ con i colleghi dellâarea fiorentina.
Per 2 mesi il capoluogo toscano ospiterĂ delle cene con ricette, prodotti e vini elbani in cui lo chef dellâisola sarĂ protagonista nella cucina del collega fiorentino, con spazi per âinterpretazioniâ a quattro mani.
Ogni cena sarĂ incentrata su un prodotto locale e su un vino del territorio selezionati da ElbaTaste, il consorzio dâimprese che si occupa di promozione dellâenogastronomia dellâIsola dâElba e delle Isole dellâArcipelago Toscano.
Tra i piatti protagonisti non potranno mancare alcuni grandi classici del repertorio della cucina elbana come la palamita sottâolio o in umido, il polpo allâelbana, la zuppa di granchi, lo stoccafisso alla riese, la sburrita di baccalĂ , la polenta con gli zeri, le penne in barca, il cinghiale alla bracconiera, oltre alle tante preparazioni a base di erbe spontanee.
Ad accompagnarli gli emergenti vini elbani quali lâAnsonica, il Vermentino, lâElba bianco, il Sangioveto e lâElba rosso per finire con i passiti: il Moscato e il famoso Aleatico dellâElba, il vino preferito da Napoleone.
Alcune pietanze a base di pesce saranno innaffiate da un nuovo prodotto: la Birra dellâElba.
Per finire in bellezza un vasto assortimento di dolci della tradizione tornati in auge di recente grazie a un lavoro di ricerca basato su appunti e ricette storiche come la Schiaccia briaca, il Panficato, lâImbollita di fichi, la Schiacciunta.
Lâobiettivo è quello di valorizzare la cucina e i prodotti dellâenogastronomia elbana poco conosciuti al di fuori dellâisola.
Ecco il calendario di questi gustosi appuntamenti:
20 gennaio  Paolo Gori di âBurdeâ ospita Massimo Poli de âLa Taverna dei Poetiâ
27 gennaio Claudio Vicenzo de âLa Limonaia di Villa Rospigliosiâ ospita Umberto Giacomelli de âIl Gallo Neroâ
3 febbraio Filippo Saporito de âLa leggenda dei Fratiâ ospita Marco Olmetti di âPepeneroâ
11 febbraio Claudio Bianchi de âI Ghibelliniâ ospita Giuseppe Sisillo de âLâAmandoloâ
17 febbraio Barbara Guarnieri di âGustavinoâ ospita  Luigi Muti di âVento in Poppaâ
25 febbraio Claudio Catalani de il âPesce Rossoâ ospita Mirko Lanari del âBelmareâ
3 marzo Luca Cai de âIl magazzinoâ ospita Amos Rota di âEmanuelâ
9 marzo Silvia Miniera della âSosta del Rossellinoâ ospita Danilo Ferrara di âCapo Nordâ.
Il ciclo di serate dedicate allâElba si chiuderĂ il 17 marzo alle ore 15,30 allâAccademia dei Georgofili con il convegno: “Vino in anfora fra ricerca archeologica e produzione”.
Fin dallâantichitĂ , infatti, il vino è stato un elemento molto importate per lo sviluppo dellâIsola.
Tra i relatori ci sarĂ Â Franco Cambi, Professore di Metodologia della ricerca archeologica dellâUniversitĂ di Siena che ha condotto, in collaborazione con lâAssociazione âAithale – Terra mare e uomini dellâArcipelago Toscanoâ, gli scavi nella zona del Parco Archeologico della Villa Romana delle Grotte dove sono state ritrovate antiche anfore vinarie dellâepoca romana.
Un viaggio enogastronomico non di sola andata, il ritorno è previsto per il periodo che va da aprile ad ottobre quando i cuochi fiorentini saranno invitati a ricambiare la visita.
âIniziative come queste â afferma lâassessore al Turismo della Regione Toscana Stefano Ciuoffo â sono il tentativo di valorizzare sempre di piĂš lâElba e lâarcipelago toscano facendone conoscere uno degli aspetti peculiari, anche se forse meno noti, di sicuro appeal per il turista come lâenogastronomia. Il turista vuole vivere esperienze autentiche, personalizzate, tangibili, memorabili e condivisibili. E per immergersi nellâambiente che visita la cucina è senzâaltro elemento fondamentale. Dobbiamo quindi trasmettere storie, emozioni, sapori⌠e fare dello story-telling elemento di comunicazione turistica 2.0,  insomma,  per far sĂŹ che i turisti visitino un luogo, se ne innamorino e tornino. Come ho avuto modo di dire a Portoferraio quando ho incontrato le istituzioni e le categorie elbane a dicembre, lâisola ha ancora delle potenzialitĂ inespresse e come Regione ci impegneremo a comunicarle e a svilupparleâ[:]