Champagne day 2025: 6 vignerons da provare

Champagne day 2025: 6 vignerons da provare

Il 24 ottobre si celebra la giornata dedicata allo Champagne, icona indiscussa del mondo del vino. Capaci di suscitare emozioni e ricordi indelebili, le bollicine francesi trasmettono a ogni sorso la passione, la fatica, l’entusiasmo e soprattutto il carattere di chi le produce.
Ve ne suggeriamo sei: autentiche, uniche e non convenzionali, per brindare nelle occasioni speciali e celebrare i successi di ogni giorno,

Dourdon Vieillard Brut Tradition

Blend di uve Pinot Noir (35%), Pinot Meunier (55%) e Chardonnay (10%) coltivate sui terreni argilloso-calcarei tipici della Vallée de la Marna nel territorio di Reuil, il Brut Tradition prodotto in modo artigianale dall’azienda guidata da Fabienne Dourdon-Vieillard (erede di una famiglia di viticoltori dal 1812) è uno champagne morbido, armonico e fruttato che conquista non solo la bocca con la sua rotondità ma anche il naso con aromi di agrumi, cera d’api, tiglio e mela cotogna.
Adatto per ogni occasione, si sposa bene con carpacci di pesce e frutti di mare, carni bianche e formaggi.

Prezzo: da 45 euro.

Champagne Virginie T. brut Transmission

Transmission è un inno all’assemblaggio, nel senso nobile del termine: una bollicina prodotta dalla Maison Virginie T. solo con le annate più pregiate e che incarna le qualità più nobili dello champagne che il tempo, la pazienza e il rigore rivelano.
Una cuvée di uve Pinot Nero (70%), Chardonnay (20%) e Pinot Meunier (10%) di tre annate diverse (2012, 2013 e 2014), provenienti dai migliori vigneti Premier e Grand Cru della Montagne de Reims, della Côte des Blancs e della Valle della Marna, affinate sui lieviti per oltre otto anni: una firma rara, fuori dagli schemi, per un vino di grande emozione e profondità.
Un assemblaggio unico, come una riserva perpetua, che conferisce a questo champagne maturità, freschezza e complessità.
Il lungo processo di invecchiamento dona a Transmission una consistenza cremosa, una fine effervescenza e un’eccezionale profondità aromatica con note di brioche calda, pan di zenzero, scorza candita, pesca bianca, frutta secca, gesso e una mineralità persistente quasi salina, espressione del terroir d’origine.

Uno Champagne versatile, perfetto per un aperitivo raffinato o per accompagnare piatti delicati come tartare di pesce, capesante, crostacei, risotti cremosi e formaggi a pasta molle.
Prezzo: da 60 euro.

Champagne Larnaudie Hirault pinoot Meunier

Una bollicina che esalta la maturità e l’eleganza del Pinot Meunier: prodotto dalla piccola maison di Récoltants-Manipulants e Vignerons Indépendants Larnaudie-Hirault a Trois-Puits, villaggio classe Premier Cru de la Montagne de Reims, questo champagne è fresco e intenso, con aromi di frutta esotica e pasticceria e un sorso dinamico, vivace e generoso.
L’abbinamento perfetto con ostriche, crudità di pesce, piatti vegetariani saporiti e formaggi leggermente piccanti.

Prezzo: da 65 euro.

Georges Vesselle extra brut blanc de noirs

Nasce da uve Pinot Nero in purezza coltivate nei vigneti Grand Cru di Bouzy l’Extra Brut Blanc de Noirs di Georges Vesselle: 36 mesi di affinamento sui lieviti, con perlage fine e abbondante, questo champagne regala aromi intensi e accattivanti, con un bouquet ampio in cui i profumi di mirabelle, mirtilli e prugne vengono esaltati da un tocco discreto di cumino e noce moscata.
In bocca l’attacco morbido e cremoso lascia spazio in modo equilibrato a una leggera presenza tannica sul finale.
Da stappare subito per la freschezza e vivacità dei suoi aromi e da provare con tartare di manzo, spaghetti all’astice, tortelli di zucca e torte salate.

Prezzo: da 75 euro.


Champagne Mallol extra brut grand cru les gouttes d’or 84 mesi

Grégory Mallol, viticoltore appassionato e talentuoso, ha scelto la famosa parcella “Gouttes d’Or” e le sue uve Chardonnay di qualità eccezionale, che esprimono appieno il carattere dell’area di Cramant, per produrre uno champagne che regala una finezza ed eleganza aromatica espressiva rara, pervasa dalla mineralità che contraddistingue questo terroir.
Dopo un affinamento di 84 mesi in cantina, il naso si apre con un bouquet intenso e complesso, in cui note di pesca e pera si fondono con la freschezza degli agrumi, limone e pompelmo su tutti. Seguono delicati accenni di fiori bianchi e acacia che lasciano spazio via via a note più sottili di brioche, nocciola tostata e all’elegante mineralità del gesso.
Al palato, l’attacco è fresco con una spiccata acidità che dona allo champagne una bella dinamicità. Frutti bianchi, agrumi, fiori bianchi, note di brioche e tostato, mineralità gessosa: ogni sfumatura emerge e si armonizza in una partitura gustativa perfettamente bilanciata.
Il finale è lungo e persistente, con note minerali e un’impressione di freschezza salina. Con la sua corposità e struttura moderata, si abbina perfettamente a piatti dai sapori delicati, come pesce e frutti di mare, pollame e formaggi freschi.

Prezzo: da 115 euro,

La toscanissima invidia del prosecco

La toscanissima invidia del prosecco

A.A.A. cercasi un bianco per la Toscana centrale. Quando il vino nasce in provetta e non dalle zolle della terra.
È stato presentato in estate il progetto per la creazione, a tavolino, di un nuovo vino bianco per la Toscana centrale.
Ma dietro la patina dell’innovazione e della ricerca si nasconde la grande crisi dei rossi  e il rischio di snaturare l’anima enologica della regione.


La grande crisi dei rossi

Veniamo all’attualità enologica. Non è certo un segreto di Pulcinella che i vini rossi potenti, quelli del rinascimento vinicolo che da sempre caratterizzano la nostra regione, siano usciti dalle hit parade delle preferenze delle papille gustative degli appassionati di ogni angolo del globo, soprattutto anglosassoni.
Anche qui, come in ogni altro settore, le mode,  o meglio, i trend, spesso imposti dagli algoritmi fanno la differenza.
E così la Toscana, patria dei grandi rossi che hanno reso celebre il made in Italy del vino nel mondo – dal Chianti Classico al Brunello di Montalcino, passando per il Vino Nobile di Montepulciano e il Morellino di Scansano – oggi è in sofferenza.
Una crisi profonda, nata ben prima, non facciamoci ingannare dall’ideona dei dazi di Trump, che ha riempito le cantine di invenduti.
Il vino rosso è considerato ormai “roba da intenditori veri”, da accademici, da nostalgici di tempi andati: roba vecchia insomma, poco alla moda.
Il futuro, dicono, è nel vino bianco e il Veneto insegna, con una moltiplicazione del Prosecco degna del miracolo delle nozze di Cana.
Serve un vino frizzante, leggero, poco impegnativo e sostenibile, bene anche se dealcolato da bere davanti a un sushi o a un’insalata vegana.
E allora chi meglio della Toscana, terra di grandi vini, per creare il nuovo “Prosecco italiano”?


Un vino in provetta

Così, lo scorso luglio a Siena è stato presentato un progetto “innovativo”: forse il primo vino inventato a tavolino, battezzato come “il nuovo bianco della Toscana centrale”.
Una procreazione enologicamente assistita del
vino del futuro; un segnale di rinascita produttiva capace – nelle intenzioni dei promotori – di compensare la crisi dei rossi e rispondere alla “sindrome del Prosecco”.
Nelle intenzioni, dovrebbe colmare un vuoto enologico – ma, più realisticamente, commerciale – e conquistare i palati raffinati e fighetti come alternativa moderna ai grandi rossi toscani.
Dietro la retorica del rilancio e delle “strategie di filiera” si nasconde però un interrogativo scomodo: davvero la Toscana, terra che ha fatto dei grandi rossi la propria identità culturale prima ancora che economica ha bisogno di inventarsi un bianco in provetta per restare competitiva?
Il sospetto, tutt’altro che infondato, è che il progetto nasca più dalla necessità di arginare il crollo delle vendite dei rossi penalizzati da un mercato saturo e da una concorrenza sempre più aggressiva che da un’autentica esigenza di valorizzare il territorio.
Un’operazione di marketing insomma; diciamocelo senza tanti giri di parole più che di tradizione: dove il brand viene prima del vigneto e il posizionamento commerciale prima dell’anima agricola e del terroir.


Il bianco che c’è, prima di tutti gli altri

Eppure, un bianco simbolo la Toscana ce l’ha già, da molti anni e non di poco conto.
La Vernaccia di San Gimignano è stato non a caso il primo vino in Italia a ottenere la Denominazione di Origine Controllata, nel lontano 1966.
Un’era enologica fa, quando il vino non era uno status symbol da sfoggiare nei salotti buoni in bordolese ma un semplice e spartano fiasco da condividere sul tavolo di qualche osteria di campagna in allegria.
Allora Montalcino era un borgo dimenticato e depresso, il Chianti Classico una terra da cui scappare per rifugiarsi nel grigiore delle città e delle fabbriche e la Toscana del vino non conosceva ancora la fama internazionale.
Dimenticarsi chi siamo e da dove veniamo è sempre il primo grande errore di chi ignora la propria identità.
Quella dela Toscana vinicola è una favola affascinante, nata tra fatica e visione, ma ignorare quella genesi, la rinascita di una campagna che ha saputo unire eleganza, identità e rispetto del territorio  è il sintomo di un progetto che non convince.
Inseguire l’idea di un “Prosecco toscano” rischia di apparire come un tradimento del proprio dna. Non basta cambiare il colore nel bicchiere per reinventare una tradizione millenaria.
Forse la Vernaccia di San Gimignano non ha un territorio così vasto da colmare i bilanci di troppe aziende, né è abbastanza market-oriented per i nostri nuovi innovatori enologici, ma resta il simbolo di un’autenticità che non si improvvisa.


Storia di un vino in provetta

Il vino rosso, si sa, lo ribadiamo è “troppo impegnativo”, troppo lento e meditativo per i tempi moderni. Il futuro è bianco, leggero, instagrammabile e magari frizzante.
Nel progetto del nuovo bianco toscano si intravede – neppure troppo velatamente –                            il riflesso di una Toscana che guarda al Veneto un territorio che produce, vende e conquista il mondo grazie a un prodotto standardizzato e democratico.
Ma la Toscana non è mai stata democratica nel vino: è sempre stata autentica, orgogliosa, imperfetta e adesso non può farsi prendere dalle frenesie dell’invidia del Prosecco.
La sua forza è nel carattere fiero dei suoi rossi, nel tempo che scorre lento nelle botti e nelle barriques, nel profumo di cantine che odorano di suolo e di storia.
Il rischio è perdere il legame tra vino e territorio, tra bottiglia e identità perché un vino non nasce programmandolo a tavolino — e nemmeno nei laboratori dei consorzi — ma nella nuda terra, tra i filari, con le mani sporche di chi sa che l’eccellenza non si progetta ma si coltiva. Anzi si alleva.
Il “bianco della Toscana centrale” forse avrà un suo mercato, forse piacerà ai turisti e agli scaffali omologati dei duty free, ma difficilmente entrerà nel cuore di chi ama davvero il nettare di Bacco.
Tutto il resto sa di esperimento senz’anima, di procreazione enologicamente assistita realizzata in un laboratorio asettico, di un calice senz’odore di terra e senz’identità.


Focus: la Vernaccia: storia di un bianco che non ha bisogno di rinascere

C’è un piccolo problema: come abbiamo sottolineato il vino bianco della Toscana centrale esiste già, e si chiama Vernaccia. Non un vino qualsiasi, ma la prima Doc italiana, ma evidentemente, la cultura e la tradizione non “vendono” più: e allora si inventano nuovi vini, nuovi nomi, nuovi packaging, credendo che i consumatori si bevano tutto.
Noi non ci facciamo ingannare e sappiamo bene che ci sono vini che non inseguono le mode perché sono già la storia.
La Vernaccia di San Gimignano appartiene a questa categoria ristretta: un bianco che non ha mai avuto bisogno di reinventarsi per piacere.

Nata sui colli senesi nei paraggi di San Gimignano, coltivata da secoli tra le torri medievali costruite con lo zafferano della Manhattan del medioevo in filari che respirano la brezza tirrenica, la Vernaccia è il simbolo della Toscana autentica, quella che non scende a patti con il mercato e con gli algoritmi.
Mentre si parla di nuovi progetti “strategici” e di bianchi studiati in provetta, la Vernaccia continua a parlare con la voce antica della sua terra.
È elegante, minerale, longeva — ma soprattutto vera e non ruffiana. Non cerca di imitare nessuno, non rincorre i numeri, non si piega alle logiche del marketing.
È il vino che sa di Toscana senza bisogno di dirlo, quello che resiste alla tentazione di diventare “il nuovo Prosecco” e rimane il bianco più sincero d’Italia.

 

Venice Cocktail Week torna a Venezia dal 22 al 26 ottobre 2025

Venice Cocktail Week torna a Venezia dal 22 al 26 ottobre 2025

Torna a Venezia Venice Cocktail Week. La quarta edizione della kermesse ideata e diretta da Paola Mencarelli con il patrocinio del Comune di Venezia e il sostegno di Vela si terrà nella Serenissima da mercoledì 22 a domenica 26 ottobre 2025 in 28 cocktail bar della città selezionati per l’occasione.
Venice Cocktail Week 2025 segue lo schema degli anni precedenti e delle altre Italian Cocktail Weeks by Paola Mencarelli. Far conoscere i principali cocktail bar della città tramite Cocktail List esclusive, mettendo in risalto la figura del resident bartender grazie anche all’introduzione dell’iniziativa Barkeeper.

Paola Mencarelli. Foto Michele Tama

Il tutto accompagnato da un ricco calendario con più di 100 eventi diffusi, masterclass e tasting di prodotti, presentazioni e guest shift con ospiti italiani e internazionali. Declinato in diversi momenti della giornata, dalle visite culturali passando per i brunch, gli aperitivi e le night shift.
VCW è un evento sartoriale, con diversi punti in comune con le altre ICW che nel 2025 si focalizza sulle peculiarità della community locale e il talento dei bartender della stessa Venezia, scoprendo i cocktail creati ad hoc per la manifestazione attraverso un itinerario che comprende le 28 insegne partecipanti.
Numerose le novità della quarta edizione, in cui gli elementi del passato sono stati rielaborati per dar vita a un progetto collegato alle precedenti edizioni ma diverso e unico nel suo genere. Fra tutte: la durata di VCW25, che da 7 giorni passa a 5, l’introduzione dell’iniziativa Barkeeper VCW25  per dare risalto ai resident bartender di ogni struttura VCW25, e l’arrivo dei Pop-Up Bar ICW, con lo scopo di rafforzare e comunicare il patrimonio locale e nazionale della bar industry tricolore.
Appuntamenti anche presso una selezione di  Event Partner: Bar d’Hotel e Cocktail Bar che non presentano la Cocktail List VCW25 ma che ospiteranno eventi culturali e ricreativi, insieme ad altre location  esclusive. Tutti gli eventi VCW sono aperti al pubblico. Per la parte educazionale e culturale l’accesso é a titolo gratuito su prenotazione, tutti gli altri appuntamenti sono a pagamento o su invito.
Le informazioni su Venice Cocktail Week saranno comunicate sui canali social della manifestazione. Le Cocktail List, il Calendario Eventi e tutte le altre informazioni sono consultabili sul sito www.venicecocktailweek.it.

Blu Drop Risveglio di Sensi

Cinque giorni di eventi e una drink list esclusiva

La prima novità di questa edizione di Venice Cocktail Week è la durata.
Nel 2025 sono state ridotte le giornate di VCW,
passando da 7 a 5. Un modo per concentrare gli appuntamenti e rendere la kermesse meno dispersiva, non solo per i partecipanti e per le aziende partner ma anche per il grande pubblico che arriva in Laguna per godersi l’esperienza in toto.
5 giorni per scoprire 28 tra i migliori cocktail bar di Venezia – con 9 new entry rispetto all’ultima edizione – suddivisi in Bar d’Hotel e Cocktail Bar, con Cocktail List realizzate ad hoc per VCW25 dai resident bartender che per l’occasione hanno dato libero sfogo alla propria creatività, dimostrando talento e inventiva.
E poi un calendario con più di 100 appuntamenti ricco di contenuti per appassionati, conoscitori e professionisti del settore. Cocktail List dedicate, Masterclass, Tasting, Presentazioni di libri, Brunch, Aperitivi, Pop-Up Bar e Guest Shift con Ospiti Locali, Nazionali e Internazionali; ma anche iniziative culturali, attività ricreative ed experience indirizzate ad un pubblico di neofiti e pensate per avvicinare il grande pubblico alla mixology attenta e di qualità. 

Grancaffè Quadri Rubeet

Risalto alla figura del resident bartender e l’iniziativa barkeepper VCW25

Novità assoluta di VCW25 l’introduzione dell’iniziativa “Barkeeper VCW” per dare risalto ai resident Bartender di ogni Cocktail Bar. Forte dell’esperienza di FCW25, Paola Mencarelli ha deciso di portare questa iniziativa anche a Venezia per la quarta edizione di VCW.
In giorni e orari specifici sarà possibile incontrare i protagonisti della mixology cittadina dietro al proprio bancone, per scoprire i segreti delle creazioni VCW25 e poter vivere un’esperienza più intima con l’anima del bar.
Venice Cocktail Week va così ad accendere i riflettori sulle insegne del luogo, dando a tutti la possibilità di conoscere le diverse strutture e l’expertise degli stessi barman, che attraverso le loro creazioni promuovono la cultura del bere responsabile e di qualità e l’interazione fra cliente e operatore.
L’importanza ai resident Bartender veneziani è stata data anche a livello di comunicazione con i consueti ritratti della fotografa ritrattista Veronica Gaido. Fotografie uniche e dal forte impatto espressivo di una delle artiste contemporanee più apprezzate a livello nazionale e non solo nel mondo della fotografia.
Nella stessa ottica, grande attenzione viene data, come negli anni precedenti, ai Signature Cocktail dei singoli cocktail bar VCW25, con le foto dei drink ambientati di Michele Tamasco, noto Fotografo e Videomaker Food & Drink.

Arts Bar St. Regis Venice

Una cocktail list VCW25 e tutti gli appuntamenti

La cocktail list VCW25 di ognuno dei 28 cocktail bar partecipanti presenta 2 drink esclusivi realizzati con prodotti delle aziende Main Sponsor e Sponsor:
SIGNATURE COCKTAIL, un drink di libera creazione rappresentativo del cocktail bar.
APERITIVO DI MEZZOGIORNO, un drink fresco e leggero, ideale per l’aperitivo di mezzogiorno, grande tradizione veneziana
Come per le altre ICW, l’anima di Venice Cocktail Week è vivere la città attraverso un itinerario tra i Bar d’Hotel e Cocktail Bar partecipanti, alla scoperta dei cocktail creati ad hoc per la manifestazione.
Negli orari di apertura i cocktail bar partecipanti aprono le loro porte a curiosi e appassionati che desiderano conoscere più da vicino l’operato di chi sta dietro al bancone. Alcune insegne vedranno inoltre i bartender e i loro team cimentarsi nell’iniziativa “Barkeeper”: Marco Vecchiato, Alchemia Bar, Ca di Dio, Francesco Adragna, Il Piccolo Bar, Violino d’Oro, Fabiano Milan e Vincenzo Della Puppa, ⁠Il Porto Lounge Bar, Palazzo Veneziano, ⁠Antonio Ferrara, The Bar at Aman Venice, Aman Venice, Gennaro Florio, The “G” Lounge & Garden Bar, Hotel Nani Mocenigo Palace, Mauro Varagnolo e Michele Bronzin, Caffé Florian, Matteo Gambaro, Mirai, Christian Caimmi e Sofia Dalvit, Rivoire, Alessandro Beggio, Time Social Bar.

Il Porto Lounge Bar, Palazzo

Pop-up bar ICW (italian cocktail weeks)

Dopo il successo riscosso a Settembre 2024 in Campania durante Amalfi Coast Cocktail Week e a Firenze per Florence Cocktail Week 2025, arriva anche a Venezia la formula dei Pop-Up Bar ICW.
I Cocktail Bar e i Bar d’Hotel VCW25 ospiteranno i Pop-Up Bar dei più importanti Cocktail Bar e Bar d’Hotel che negli ultimi 9 anni hanno partecipato alle Italian Cocktail Weeks.
Tra le aziende che condividono i valori della manifestazione, Baldoria Vermouth, Cachaça Blu e Yerbito portano a Venezia ben undici ICW Pop-Up Bar da Florence e Tuscany Cocktail Week.

Skyline Rooftop Bar, Hilton

Opening e closing party. Due grandi eventi all’inizio e alla fine della kermesse

Ad aprire le danze mercoledì 22 ottobre l’esclusivo Opening Party presso Aman Venice  “Riflessi di Eleganza”.
Un evento unico e su invito diventato ormai un appuntamento imperdibile, organizzato sotto la sapiente guida di
Antonio Ferrara, bar manager di The Bar at Aman Venice che per l’occasione ospita importanti figure delle altre ICW per una vera e propria ICW Reunion.
Lucio D’Orsi di Dry Martini Sorrento, Majestic Palace Hotel, Sant’Agnello, Sorrento, Napoli per Amalfi Coast Cocktail Week, Martina Bonci di Gucci Giardino e Edoardo Sandri di Atrium Bar, Four Seasons Hotel Florence per Florence Cocktail Week e Mirko Ferrari di Ancora Cortina per Cortina Cocktail Weekend.
In collaborazione con: Altamura Distilleries, Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, Nonino, Polot 1882, Select, Sospiri Botaniche Veneziane, Velier, InJob.
Novità assoluta di VCW25 il Closing Party di domenica 26 ottobre presso Arts Bar, The St Regis Venice. Un appuntamento su invito che andrà a segnare la conclusione della kermesse in uno degli hotel iconici della Serenissima, con protagonista il team di Arts Bar: Ludwig Negri, Alessandro Pellegrini, Francesco Rossetto, Riccardo Lodovichi, Nicola Giacomazzo, Nicola Pini.
In collaborazione con: Altamura Distilleries, Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, Lucano 1894, Nonino, Aqva Alta Venezia.

The G_ Lounge Garden Bar,

Guest italiani e internazionali

Tanti gli ospiti locali, italiani e internazionali che prendono parte agli appuntamenti della manifestazione, grazie anche al supporto delle aziende sponsor.
In nome dello spirito di community e sharing, e per rafforzare il concetto di identità nazionale della miscelazione, arrivano anche collaborazioni con frizzanti cocktail week italiane come Lecce Cocktail Week, Perugia Cocktail Week, Sardinia Cocktail Week e Trieste Cocktail Week, i cui barman di riferimento saranno protagonisti di guest shift nei locali veneziani.
Da Lecce Diego Melorio & Giuseppe Vicinanza del Quanto Basta e Marco Fabbiano del Laurus by Lucano 1894; da Perugia Alessio Balestra del Collins’, Sina Brufani by Select; da Cagliari Cristian Mura del Matilde Cocktails by Altamura Distilleries; da Trieste Davide Gasparotto del Mor Cocktail by Nonino.
A sostegno della community locale si conferma la collaborazione con Craft ‘N’ Co., che in questa edizione, oltre a supportare la comunicazione di VCW, nella giornata di giovedì 23 ottobre ospita presso l’affascinante Maison Random la registrazione live di una puntata inedita di Craft ‘n’ Talks, il format che porta al centro del dibattito i protagonisti, e i nuovi volti, della bar industry del territorio.
Non solo mixology, per la 5 giorni di VCW25 torna Atelier Aperti nelle botteghe artigiane e negli spazi dell’arte della Serenissima in collaborazione con Venice Fashion Week. Domenica 26 ottobre, Lunardelli ospita la Maison Valmont e Venice Cocktail Week per presentare  “L’alchimia dei sensi”, la collezione di profumi Laguna Verde, un estratto floreale-legnoso con tappo in legno firmato Lunardelli. Per l’occasione Lino Marchese proporrà un cocktail che andrà a mettere in risalto il connubio fra arte olfattiva, convivialità e artigianato veneziano. 

Bar Biblioteca, Nolinski Vene

Il contest “Reverso Martini”

A seguito del successo della prima edizione svoltasi durante FCW25, arriva anche a Venezia “Reverso Martini”.
Giovedì 23 ottobre ospiterà l’inedita sfida presentata da Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia l’Hotel Nani Mocenigo Palace. Il contest vuole ribaltare il concetto del classico Martini Cocktail: non più l’oliva nel cocktail, ma il cocktail nell’oliva.
L’obbiettivo é trasformare un elemento solitamente considerato una semplice garnish nel vero protagonista. Supportato da Gintastico, rivista specializzata in spirits e cocktail, e Media Partner di VCW25. Con Nicolas Di Maria dal Move On di Firenze, vincitore della prima edizione fiorentina.

The Bar at Aman Venice, Aman

La valorizzazione del made in Italy

#BeBraveMixGrappa é il movimento creato nel 2007 dalle sorelle Nonino, quinta generazione di distillatori della Famiglia Nonino, per la valorizzazione del distillato italiano per eccellenza, facendo conoscere la grappa nei cocktail ai mixologist di tutto il mondo e aprendo una nuova strada per l’intera categoria. “Nonino from Cinderella to Queen of Cocktails” porta per l’occasione a Venezia Davide Segat, director of bars del NoMad Hotel di Londra e Mirco Giummelli, N/5 Grace La Marna da St.Moritz, che esalteranno attraverso i loro cocktail la versatilità della grappa in miscelazione.

Skyline Rooftop Bar, Hilton

Wellness e low alcol

L’attenzione del 2025 è sulle tendenze della mixology contemporanea, con un grande e importante focus sul benessere.
Per la prima volta nelle Cocktail List VCW25 è stata inserita l’indicazione sulla gradazione alcolica, un modo per stabilire da subito la tipologia di drink, un aiuto importante per il consumatore che in questo modo può andare ad effettuare con maggiore consapevolezza la propria scelta.
Svariati gli appuntamenti wellness in programma che vedono protagonista Legend Kombucha, la “leggendaria” bevanda a base di tè fermentato con innumerevoli proprietà benefiche: giovedì 23 ottobre l’Aperitivo di Mezzogiorno presso Aman Venice in collaborazione con Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia e alla sera la cena “Pizza&Kombucha” in collaborazione con Molini Fagioli con un pairing ideato ad hoc per le pizze del celebre maestro pizzaiolo Marco Manzi, consulente della nuova sede veneziana della storica insegna fiorentina.
Venerdì 24 ottobre l’Aperitivo di Mezzogiorno é al Lord Byron di Palazzo Keller in collaborazione con Venice Fashion Week; infine sabato 25 ottobre al Gheni Restaurant l’aperitivo “Da Zero a 28” a cui farà seguito “Una cena da 30 e lode” in collaborazione con Lucano 1894, per celebrare l’incontro tra Legend Kombucha e l’amaro che ha fatto la storia d’Italia.
Sabato 25 la miscelazione low alcol é protagonista anche del “Brunch in Laguna” presso il Moro Venice by Polot 1882.
“Unconventionl Tea”, l’evento ospitato giovedì 23 ottobre al Piccolo Bar del Violino d’Oro, farà viaggiare gli ospiti attraverso tre continenti. Con Martina Scalzo, tea sommelier, e Francesco Adragna, bar manager del Piccolo Bar, il rito dell’english afternoon tea si fonde con la mixology contemporanea, attraverso i sapori ed i profumi di Europa, Asia e Sud America. Una degustazione unica nel suo genere, con due tipologie di tè e due cocktail realizzati con Yerbito.


Food & drink

Non mancano gli appuntamenti che vedono protagonista il food in abbinamento a cocktail e spirits: Mercoledì 22 ottobre la Trattoria del Local ospita un viaggio nei sapori della tradizione veneziana accompagnati dai cocktail firmati da Emanuele Primavera di Cinquanta Spirito Italiano by Ferro Beverage&co.
Giovedì 23 ottobre “Tacos Y Mezcal” al Mercante e “A dine with Nikka” al Moro Venice con lo chef Davide Bisetto, entrambi by Velier; da Rivoire “Pizza&Kombucha” con il maestro della pizza napoletana Marco Manzi by Legend Kombucha e Molini Fagioli.
Venerdì 24 ottobre il “Brunch Veneziano” al Moro Venice by Sospiri Botaniche Veneziane; il brunch a buffet ”Incontri di Sapori” da Rivoire by Yerbito. L’Aperitivo di Mezzogiorno by Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia e Legend Kombucha di Aman Venice é accompagnato dai cicchetti; in “Dialoghi di Gusto” by Polot 1882 Arva con lo chef Matteo Panfilo e The Bar con il bar manager Antonio Ferrara di Aman Venice ospitano Le Sirenuse di Positano con lo chef Gennaro Russo da La Sponda e i cocktail di Alessio Lupo del Don’t Worry Music Bar.
Sabato 25 ottobre “Assaggiando Sant’Erasmo” é l’Aperitivo di Mezzogiorno by Sospiri Botaniche Veneziane dove il Bitter Soda é accompagnato da salumi e verdure; il “Brunch in Laguna” al Moro Venice con i cocktail low alcol by Polot 1882. I cicchetti del Ristorante Da Lorenzo presso NH Collection Grand Hotel Palazzo dei Dogi accompagnano gli spirits by Velier nella degustazione di sigari toscani con il Club Amici del Toscano; per finire con “Una cena da 30 e lode” con i piatti dello chef Raimondo Squero by Lucano 1894 e Legend Kombucha.
Domenica 26 ottobre il brunch “L’oliva nel piatto e il bitter nel bicchiere” da Gheni Resturant unisce i sapori della Liguria con quelli della laguna veneziana con i piatti dello chef Raimondo Squero e i cocktail di Niccolò Libralesso by Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia e Sospiri Botaniche Veneziane, per concludere con “Dry Milano goes to Venice” al Santa Cocktail Club con i cocktail di Edris Al Malat e le pizze di Lorenzo Sirabella.
Infine, per i tiratardi, ogni sera al Tappa Bistrot “Food until late – Post events food bar”: tapas e piatti fusion con cocktail artigianali by Sospiri Botaniche Veneziane e vini naturali, serviti fino a tarda notte. 

Il Porto Lounge Bar, Palazzo

Iniziative culturali in città

Durante la 5 giorni saranno proposte iniziative culturali e attività esperienziali in cui i cocktail accompagneranno gli ospiti alla scoperta della città.
A rafforzare il legame con la cultura cittadina la visita al MUNAV, un tour guidato nella mattina di giovedì 23 ottobre al Padiglione delle Navi del Museo Storico Navale di Venezia alla scoperta della gloriosa storia navale della Serenissima. La visita si conclude con il Grog dell’Arsenale firmato da Vittorio La Mantia di Quattropassi drinks & bites dell’Hotel Melia Venezia Lido in collaborazione con Cachaça Blu e con una selezione creativa di finger food ispirata ai sapori della laguna veneziana a cura di San Giorgio Cafè.
Si conferma l’importante collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia, che vede protagonista la Venice School of Management in “Cocktail Careers: Dialoghi dietro il bancone”. Giovedì 23 ottobre, presso Rivoire, un incontro che facilita il dialogo tra professionisti del settore e pubblico a partire da alcune ricerche sul turismo in città, con protagonisti alcuni giovani bartender, che raccontano i loro percorsi professionali, le trasformazioni della mixology e le prospettive future del mestiere al banco. Il confronto tocca anche il rapporto con il turismo a Venezia e con la clientela giovane, osservati dalla prospettiva diretta di chi lavora ogni giorno nell’ospitalità. L’incontro diventa così un’occasione per riflettere sulle diverse traiettorie di carriera aperte dal settore dell’hospitality, di interesse particolare anche per studenti e giovani che si avvicinano a questo ambito professionale. Intervengono: Cristian Caimmi e Sofia Dalvit, Rivoire, Fabiano Milan, Il Porto Lounge Bar, Palazzo Veneziano, Jacopo Schioppetto, The Bar at Aman Venice, Matteo Gambaro, Mirai, moderati dal Prof. Fabrizio Panozzo, Direttore centro Aiku – arte impresa cultura, Università Ca’ Foscari.
Sempre Giovedì 23 ottobre presso Arts Bar, The St. Regis Venice, si svolgerà la presentazione congiunta dei libri di tre giornalisti di spicco del mondo alcolico: “Spirits dei Luoghi” di Federico S. Bellanca, Flaccovio Editore, “La grammatica dei cocktail” di Maurizio Maestrelli, Gribaudo, “Aperitivo” di Chiara Buzzi, ItaliaSqusita, introdotti dalla giornalista Eugenia Torelli.
Tornano gli appuntamenti “Alla scoperta della città…” in collaborazione con Tell Me a Story Venice: venerdì 24 ottobre “Venezia nel bicchiere: dai Caffè Storici ai Cocktail Bar passando per i Bacari”, tour alla scoperta della tradizione del bere veneziano tramite i luoghi che ne hanno fatto la storia, che si conclude con un aperitivo presso Il Porto Lounge Bar, Palazzo Veneziano; sabato 25 ottobre “I Salotti open air di Venezia”, walking tour alla scoperta della “doppia vita” dei giardini segreti Veneziani, pubblici e privati, agricoli o ludici: luoghi di incontro, salotti culturali, teatri con la visita a Ca’ Select e aperitivo finale presso il Bar Heureka, Hotel Heureka.
Venerdì 24 ottobre Aman Venice ospita l’esclusivo appuntamento by Velier “La Ricerca della Bellezza” con lo storico Raffaele Dessì: un’esperienza immersiva tra i saloni del Palazzo, dove ogni passo rivela che ciò che circonda non è mero lusso.
Sabato 25 ottobre Sospiri Botaniche Veneziane porta all’Aman “L’evoluzione dell’alcol come strumento di convivialità”, una masterclass con Danilo Gasparini, Professore di Storia dell’Agricoltura e Storia dell’alimentazione dell’Università di Padova, che indaga sull’evoluzione dell’alcol nella storia dell’uomo: dalle prime fermentazioni governate dall’ingegno umano fino al suo ruolo come protagonista della socialità e della convivialità.
Infine sempre sabato 25 ottobre Penelope Vaglini e Chiara Degli Innocenti presentano il sesto numero del trimestrale dedicato alla mixology Coqtail for fine drinkers, in occasione dell’Aperitivo di Mezzogiorno by Altamura Distilleries presso Aman Venice.
Per tutta la durata della manifestazione presso Rivoire sarà visitabile l’esposizione fotografica “Flutti Venexiani” di Michele Tamasco, una galleria che immortala i Signature Cocktail VCW25 e gli scorci più iconici della città.

Skyline Rooftop Bar, Hilton

Le degustazioni di sigaro & spirits

Per gli appassionati di sigaro tornano gli immancabili appuntamenti fumosi con Stefano Fanticelli, Club Amici del Toscano per due degustazioni supportate in questa edizione da Velier: venerdì 24 ottobre presso NH Collection Grand Hotel Palazzo dei Dogi e sabato 25 ottobre presso Ca’ di Dio.
Infine, per una full immersion nella venezianità, imperdibile l’Esperienza in Topa, tipica imbarcazione della laguna veneziana, in collaborazione con Fie a Manetta.

 

Slow Beans 2025: Capannori capitale dei legumi e delle comunità contadine

Slow Beans 2025: Capannori capitale dei legumi e delle comunità contadine

Capannori si prepara ad accogliere Slow Beans 2025 – Meeting della Comunità Leguminosa, promosso da Slow Food Lucca, Compitese e Orti Lucchesi con il sostegno del Comune di Capannori (LU), di Vetrina Toscana e della Piana del Cibo.
Un appuntamento che mette al centro legumi e comunità agricole, celebrandone il valore ambientale, nutrizionale e culturale, e che trasforma la Lucchesia in un laboratorio diffuso di educazione alimentare, convivialità e dialogo tra chi produce, cucina e consuma.

Presidio della Piattella Canavesana di Cortereggio, regione Piemonte

Un percorso iniziato a settembre

Come sottolinea Marco Del Pistoia, portavoce di Slow Food per la Rete Slow Beans: “I legumi non sono solo alimenti dal grande valore nutrizionale: sono custodi di biodiversità, promotori di suoli sani e simboli della nostra memoria agricola. I Presìdi Slow Food restano strumenti indispensabili per difendere varietà locali e comunità che rischiano di essere dimenticate. Quando sosteniamo un Presidio leguminoso, non salviamo solo un fagiolo, una lenticchia o un cece: sosteniamo una filiera, una cultura rurale, e un futuro in cui coltivare non significhi omologarsi. In Slow Beans questo è più evidente che mai.”
Il percorso si è aperto già nel mese di settembre, con la presentazione dei progetti sui legumi nelle scuole per l’anno scolastico 2025-26 e con i laboratori di “Coltiviamo il gusto” dedicati ai più piccoli, organizzati in collaborazione con Qualità & Servizi, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni a un alimento fondamentale per il futuro del pianeta e per la salute.


Tutti gli appuntamenti di ottobre

Il programma entra poi nel vivo a ottobre con una serie di momenti conviviali e di confronto che coinvolgono ristoratori, famiglie e comunità.
Si comincia il 10 ottobre con “La Luna e lo Sfuso”, una serata all’Agriturismo Alle Camelie di Pieve di Compito in cui il vino sfuso di qualità torna protagonista, raccontato da Fabio Pracchia e dal progetto Sfusobuono: una serata conviviale con la presenza di sette produttori di vino e di sette aziende agricole del Mercato della Terra MercoledìBio.
Il 16 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il Centro Cottura Qualità & Servizi ospita alle 18:00 l’incontro “Dentro la dieta: i legumi nella crescita dei nostri figli”, un dialogo con esperti di alimentazione e benessere familiare, seguito da una cena con i Legumi protagonisti e all’insegna dell’antispreco e del low cost, per dimostrare come un ingrediente umile possa essere alla base di una cucina gustosa e sostenibile.
Dall’11 al 26 ottobre la rete dei ristoratori entra in gioco con l’iniziativa “Il Piatto Slow Beans”, che porta nelle sette Osterie della Lucchesia presenti sulla Guida Osterie d’Italia di Slow Food libere interpretazioni dei legumi, tra tradizione e creatività.
La riflessione continua il 21 ottobre, con un incontro online dedicato ai legumi nell’ambito di “Food to Action” di Slow Food Italia, e il 28 ottobre con un podcast che ne racconta storie e protagonisti.
Il 26 ottobre il Centro Cottura di Capannori diventa palcoscenico di un dialogo tra cuochi e territorio: alle 19:30 le sette Osterie lucchesi raccontano la loro cucina dei legumi fra tradizione e innovazione, un racconto che culmina alle 20:30 con una cena a 14 mani – “I Legumi in Tavola”, un vero tributo alla versatilità di questi preziosi ingredienti.


A novembre esplode la festa di slow beens

Il coinvolgimento della comunità prosegue anche nei mercati: il 25 ottobre al Foro Boario di Lucca, il 5 novembre in piazza San Francesco a Lucca per il Mercato MercoledìBio, e l’8 novembre al Mercato di Marlia, dove si tengono aperitivi dedicati ai legumi, con assaggi e incontri tra produttori e consumatori.
Domenica 9 novembre, in occasione di Frantoi Aperti, la Cooperativa Centro Culturale del Compitese propone il laboratorio “L’olio incontra i legumi di tutta Italia”, che unisce due pilastri della cultura gastronomica mediterranea.
Il clou di Slow Beans 2025 arriverà nel week-end del 15 e 16 novembre, quando il Mercato di Marlia si trasformerà nel cuore pulsante del festival.
Dalle 10:00 alle 19:00 di entrambe le giornate il pubblico potrà visitare la Mostra Mercato, con la presenza delle Comunità Slow Beans italiane e internazionali, scoprire le tante varietà di fagioli, ceci, lenticchie e altri legumi tradizionali, e incontrare i produttori nei banchi de “Il Mercato dei Mercati” che unisce le realtà contadine lucchesi ai Mercati della Terra toscani.
Non mancheranno le aree tematiche: l’Enoteca, curata da Fabio Pracchia e Sfusobuono, dedicata al vino quotidiano e di qualità; l’Elaioteca con gli oli Presidio Slow Food raccontati dall’agronomo e degustatore di olio Paolo Scialla; la Birreria agricola del Birrificio Radical Brewery, che porterà il racconto del “dal campo al bicchiere”.
I più piccoli troveranno nell’Area Kids laboratori e giochi proposti dalla Piana del Cibo, con “Coltiviamo il gusto” a cura di Benedetta Bernardini e la mostra didattica “Con gli occhi dei bambini: la nostra terra a fumetti” illustrata da Valerio Barchi.
L’Area Incontri ospiterà durante il week-end conversazioni e testimonianze: dal racconto della rete Slow Beans alla collaborazione tra Vetrina Toscana e Slow Food Toscana, dal tema del ritorno al vino sfuso al workshop sui legumi con Meatless Monday, fino alla presentazione del fumetto “La Zuppa di Durvere” e alle “Facce da Fagiolo 2.0”, il set fotografico che raccoglie i volti e le storie dei protagonisti.
La sera di sabato 15 novembre il festival si apre all’intrattenimento con lo spettacolo “Il Pranzo della Domenica” a Artè, un evento tra musica, cucina, filmati e racconti curato da Don Pasta, noto scrittore, artista e performer, seguito alle 21:30 da una cena buffet alla Scuola di Capannori, realizzata in collaborazione con Qualità & Servizi.
Domenica 16 novembre il pubblico potrà assistere e partecipare a uno dei momenti più attesi, le Fagioliadi, una sfida all’ultimo legume con giuria popolare che animerà la giornata dalle 12:00 alle 15:00. Il pomeriggio prosegue con la mostra “Facce da Fagiolo 2.0”, le note di “Slow Folk”, il concorso per vini naturali sfusi “La Luna e lo Sfuso” a cura di Fabio Pracchia, per chiudersi alle 17:00 con la premiazione delle Fagioliadi.

Sei itinerari tra Ferrara e il Delta del Po

Sei itinerari tra Ferrara e il Delta del Po

Cosa c’entra un banchetto cinquecentesco con una pedalata lungo il Po di Volano o un trekking tra le valli di Comacchio?
Tutto. Perché l’evento “La Cena di Gala degli Este, il Gran Banchetto Rinascimentale” con Carlo Cracco è l’occasione ideale per immergersi in un territorio, Patrimonio dell’Umanità Unesco, che ha moltissimo da raccontare.
Il 30 ottobre 2025, quando lo chef stellato indosserà i panni di Cristoforo da Messisbugo, lo scalco della corte estense che nel Rinascimento rappresentava l’incarnazione della perfezione culinaria, nel magnifico scenario del Castello Estense e poi nel Salone d’Onore del Palazzo Ducale, Ferrara diventerà la porta d’accesso privilegiata per scoprire sei itinerari straordinari che collegano la città al suo Delta, patrimoni Unesco da esplorare con calma e curiosità.
“Festina Lente” – il progetto che celebra 30 anni di Ferrara Patrimonio Unesco e 10 anni del Delta del Po come Riserva MaB – ha pensato in grande: trasformare i visitatori di passaggio in esploratori consapevoli. Chi arriva per il Gran Banchetto Rinascimentale troverà sei percorsi tematici pronti ad accoglierlo, prima o dopo l’evento, per vivere appieno le meraviglie di Ferrara, Comacchio e Ostellato. La cena con Cracco diventa così il punto di partenza di un’avventura più ampia: l’assaggio contemporaneo del mondo estense, un invito a scoprirne i luoghi più significativi, dalla corte alle campagne, dalle delizie rinascimentali alle valli lagunari.

Ferrara, Mura. Foto Pierluigi Benini per Festina-Lente

1 – Le Mura Estensi: la passeggiata prima del banchetto

Prima di accomodarsi nel Salone d’Onore, perché non dedicare qualche ora a percorrere le mura che abbracciano la città?
Nove chilometri di fortificazioni trasformate in parco urbano, dove respirare la stessa aria che respiravano gli Este. Il tratto da Porta Paola offre un’introduzione perfetta alla Ferrara rinascimentale che rivivrà durante la serata.

Voghiera (Fe), Delizia Belriguardo. Foto Pierluigi Benini per Festina-Lente

2 – Anello del Rinascimento: bici e barca sulle tracce degli Este

Sessantacinque chilometri che uniscono l’eleganza urbana di Ferrara alla natura del Delta: 45 in bicicletta attraverso le Delizie Estensi di Belriguardo e del Verginese, poi 20 cullati dalle acque del Po di Volano sul Battello Nena.
È il modo ideale per capire come la corte estense vivesse tra città e campagna, tra banchetti e villeggiature.

Voghenza (Fe) Necropoli Romana. Foto Pierluigi-Benini per Festina-Lente

3 – Nel Ducato degli Estensi: tre giorni da veri pellegrini

Per chi vuole davvero comprendere il mondo che ha prodotto Messisbugo e i suoi banchetti leggendari, ecco un cammino di 70 chilometri in tre tappe.
Da Ferrara a Comacchio passando per le residenze estensi, la Necropoli Romana di Voghenza, le oasi naturalistiche di Ostellato e l’antica città etrusca di Spina.
Un viaggio completo nella stratificazione storica di questo territorio.

Comacchio (Fe). Foto Pierluigi-Benini per Festina-Lente


4 – Birding Tour: la natura che nutre

Due ore nelle Valli di Comacchio per osservare aironi, fenicotteri e sterne.
Perché la ricchezza gastronomica ferrarese nasce anche da qui, da questo ecosistema dove l’anguilla e il pesce di valle hanno nutrito principi e popolani.
Il Casone Pegoraro e il “lavoriero” raccontano una tradizione alimentare antica quanto i banchetti della corte.

Casone Donnabona (Fe). Foto Pierluigi-Benini per Festina-Lente


5 – Hike & Boat tra i Casoni: mestieri di ieri, emozioni di oggi

Quasi dieci chilometri alternando barca elettrica e cammino a piedi, visitando i Casoni Pegoraro, Donnabona e Serilla.
Un’esperienza accessibile a tutti che completa la comprensione della cultura del cibo ferrarese: non solo quella nobiliare del banchetto, ma anche quella popolare delle valli e della pesca.

6 – In sella con il vallante: il sapore autentico

Quattro chilometri in bicicletta fino al Casone Donnabona, dove un vallante autentico svela i segreti di questo territorio anfibio.
Due ore che mostrano il volto più genuino di una terra che ha saputo trasformare acqua e fango in ricchezza culturale e gastronomica.

Un territorio da scoprire lentamente

L’intuizione della Strada dei Vini e dei Sapori della Provincia di Ferrara e del Comune di Ferrara che hanno organizzato la Cena di Gala degli Este con Carlo Cracco è chiara: accendere i riflettori su un patrimonio che merita ben più di una visita mordi e fuggi.
Chi arriva per il Gran Banchetto Rinascimentale scoprirà che la serata del 30 ottobre, per quanto straordinaria con i suoi sbandieratori, i musici, gli abiti d’epoca e le performance teatrali, è solo l’antipasto di un banchetto molto più ricco offerto dal territorio stesso, con i suoi percorsi da vivere in bicicletta, a piedi, in barca, con la lentezza che il motto “Festina Lente” suggerisce.
Perché la vera grandezza della cucina di Messisbugo non stava solo nei piatti che componeva, ma nella 
capacità di trasformare l’atto del mangiare in un’esperienza totale.
Esattamente ciò che questi sei itinerari propongono: non semplici escursioni, ma viaggi nell’identità profonda di un territorio che ha fatto della bellezza – naturale, artistica, gastronomica – la sua firma distintiva.
“Festina Lente” è un progetto finanziato dal Ministero del Turismo, volto alla valorizzazione dei comuni a vocazione turistico-culturale nei cui territori siano ubicati siti riconosciuti dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e dei comuni appartenenti alla rete delle città creative dell’Unesco. Per il territorio ferrarese il finanziamento è stato concesso al sito Unesco “Ferrara città del Rinascimento e il suo Delta del Po”, nello specifico ai Comuni di Ferrara, Comacchio e Ostellato.

Arriva il panettone di Halloween

Arriva il panettone di Halloween

Quest’anno Halloween e l’autunno diventano ancora più golosi grazie a Pasticceria Fraccaro – dal 1932 sinonimo di dolci di alta qualità – che presenta il suo innovativo  Panettone alla Zucca, perfetto per celebrare la stagione con un tocco raffinato e inaspettato!

Ottobre: il mese della zucca

Un panettone speciale… due mesi prima

Caratterizzato da un impasto soffice e aromatico, il Panettone alla Zucca è arricchito con zucca candita e farina di mandorle, senza uvetta né scorze di agrumi. Una combinazione che valorizza i sapori autunnali con equilibrio e delicatezza, offrendo un’esperienza gustativa che ben si combina con l’eccellenza della tradizione Fraccaro.
Perfetto per accompagnare cene in famiglia o momenti conviviali, il Panettone alla Zucca di Pasticceria Fraccaro si presenta come un’alternativa raffinata ai classici dolci stagionali, un invito a riscoprire le tradizioni con un tocco di originalità, celebrando il territorio, la stagione e i rituali autunnali.
A rendere unico questo prodotto è, inoltre, l’impasto, realizzato con il lievito madre Fraccaro impastato a mano, il vero cuore pulsante della produzione dolciaria dell’Azienda. Utilizzato sin dal 1932 e custodito con cura da generazioni, il lievito madre (o pasta madre) è un impasto vivo, ricco di microrganismi naturali che favoriscono una fermentazione lenta e armoniosa.
Grazie a questo processo i sapori si sviluppano in modo equilibrato e la freschezza si conserva più a lungo. Ciò dona al 
panettone una sofficità inconfondibile, una fragranza autentica e una maggiore digeribilità, caratteristiche che distinguono i prodotti di Pasticceria Fraccaro per qualità e genuinità.
Realizzato con ingredienti naturali e selezionati, il Panettone alla Zucca di Pasticceria Fraccaro è pensato per chi desidera portare in tavola un dolce diverso dal solito, ma senza rinunciare alla qualità e alla tradizione. Il gusto avvolgente, la dolcezza vellutata della polpa di zucca, il profumo delicato della mandorla e la leggerezza dell’impasto lo rendono il protagonista ideale di tutto il periodo autunnale.
Il Panettone alla Zucca è disponibile anche sull’e-shop Pasticceria Fraccaro:www.pasticceriafraccaro.shop