Mantova celebra Tazio Nuvolari: tra motori, eventi glamour e passione senza tempo

Mantova celebra Tazio Nuvolari: tra motori, eventi glamour e passione senza tempo

Considerato uno degli appuntamenti più glamour e attesi della stagione, il Gran Premio Nuvolari è nel pieno dell’organizzazione.
L’evento internazionale di regolarità
riservato alle auto storiche, arrivato alla sua 35esima edizione, si terrà dal 18 al 21 settembre 2025  con l’iconica partenza dal centro di Mantova, terra natale del “Grande Tazio”.


Un itinerario nel cuore dell’Italia

Il Gran Premio Nuvolari è stato recentemente insignito dalla Federation Internationale Vehicules
Anciens del premio “Spirit of F.I.V.A., World Motoring Heritage”, assegnato ogni anno ai dieci migliori
eventi di automobilismo storico al mondo.
Questo prestigioso riconoscimento ha indotto gli
organizzatori ad allestire un’edizione 2025 ancora più importante.
Numerose sono le novità di questa
35esima edizione: un itinerario rinnovato permetterà ai concorrenti di godere dei paesaggi più affascinanti di Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Marche Umbria e Repubblica di San Marino.
I tre giorni di gara scandiranno le diverse fasi della competizione che prevedono un totale di 1.075 km
di percorso e la partecipazione di 250/300 equipaggi provenienti dai 5 continenti.
Durante il Gran Premio Nuvolari le meravigliose auto storiche, icone della cultura industriale del XX
secolo, renderanno omaggio al leggendario pilota, esibendo alcuni dei più famosi capolavori
dell’ingegneria automobilistica mondiale.
L’evento offre un’esperienza straordinaria con l’obiettivo di
promuovere un nuovo concetto di turismo lifestyle, strettamente legato al mondo dei motori e del collezionismo, unendo la sana competizione sportiva con il piacere di scoprire luoghi pittoreschi e unici.


Una 35ma edizione ricca di novità

Come da tradizione, Mantova Corse ha selezionato per ogni tappa hotel e strutture esclusive per
offrire agli equipaggi il piacere di vivere l’esperienza di giorni indimenticabili.
Il 1991 ha segnato il Centenario della nascita di Tazio Nuvolari e la prima rievocazione del Gran Premio Nuvolari; quest’anno la 35esima edizione organizzata da Mantova Corse farà confluire a Mantova equipaggi provenienti da tutti il mondo, che arriveranno con i loro gioielli d’epoca e mossi da un unico comune intento: celebrare la figura del più grande pilota di tutti i tempi.
La manifestazione si svolgerà
nel rispetto delle normative F.I.A, F.I.V.A. e A.C.I. Sport, con una particolare attenzione ai protocolli di sicurezza della federazione sportiva nazionale.
Anche quest’anno l’evento può contare sul supporto di importanti aziende, quali Red Bull, Finservice
Group, Morbio Costruzioni, Penske Cars, Locman, Zero Time e MC Stone con il proprio integratore
Cognizant, grazie ai quali il Gran Premio Nuvolari proporrà ai concorrenti un’esperienza unica, con
l’obiettivo di unire il piacere della guida tra luoghi unici all’adrenalina della competizione sportiva di
altissimo livello.


Il percorso 2025

Venerdì 19 settembre, come da tradizione, gli equipaggi partiranno dalla storica Piazza Sordello, il
cuore della città di Mantova.
Attraverseranno le strade della Pianura Padana, con i controlli a timbro,
presso lo stabilimento Iveco di Suzzara, Reggiolo e Campagnola Emilia, fino ad arrivare all’Autodromo di Modena.
Si continuerà poi sulle colline emiliano-romagnole verso il Mare Adriatico con il circuito
cittadino di Forlì e l’arrivo a Cesenatico, dove si terrà la prima serata, presso il Grand Hotel da Vinci.
Seguirà il pernottamento a Rimini.
Sabato 20 settembre, la seconda tappa, vedrà il percorso snodarsi da Rimini verso la Toscana,
l’Umbria e le Marche.
Previsti i passaggi da Sant’Angelo in Vado, Sansepolcro, Monte San Savino,
Piazza del Campo a Siena e il break a Borgo Scopeto, tra gli “alti e schietti” cipressi delle colline senesi.
Nel pomeriggio gli equipaggi percorreranno le strade del Chianti, transiteranno sul Ponte a

Buriano, immortalato da Leonardo Da Vinci nel suo più celebre capolavoro: la “Monna Lisa”, poi le
prove di Pieve Santo Stefano, verso il passo di Viamaggio.
La Repubblica di San Marino accoglierà la
manifestazione con l’ultimo gruppo di prove cronometrate della giornata e il controllo a timbro in Piazza della Libertà, all’apice del Monte Titano. L’arrivo della seconda tappa sarà a Rimini, con prima la passerella di Piazza Tre Martiri ed infine il passaggio presso il Parco Fellini dove le vetture sosteranno per la notte.
In serata, il tradizionale Gala Dinner in onore di Tazio Nuvolari nella meravigliosa cornice

Felliniana del Grand Hotel Rimini.
Domenica 21 settembre gli equipaggi si dirigeranno verso Nord. Il percorso riserverà loro le ultime
sfide, decisive per decretare il vincitore finale. Partendo da Rimini, si confronteranno con le temutissime prove cronometrate di Meldola, passando poi da Faenza, ospiti della Scuderia di Formula 1 “Racing Bulls”. Il Castello Estense sarà la sede del controllo orario che Ferrara riserverà ai concorrenti, subito dopo nell’ovale della Piazza Ariostea si disputerà la “Power Stage”, la prova spettacolo in diretta televisiva.
Sarà poi la volta del rientro in terra mantovana, attraverso i controlli a timbro di Poggio
Rusco, San Giacomo delle Segnate e Bondanello. Il pranzo, nella cornice dell’abbazia del Polirone a San Benedetto Po, sarà l’ultimo atto prima del trionfale arrivo a Mantova, tra le ospitali mura di Piazza
Sordello.


Una corsa molto green

L’organizzazione del Gran Premio Nuvolari si è sempre dimostrata sensibile alla sostenibilità
ambientale, intraprendendo da anni un percorso finalizzato alla salvaguardia delle persone e del
territorio.
La prima iniziativa “Gran Premio Nuvolari Green” è stata sviluppata nel 2020 con la

piantumazione di alberi per compensare la quantità di CO2 emessa dalla circolazione delle auto
storiche.
È inoltre prevista un’ulteriore attività per limitare l’uso di bottigliette di plastica: ad ogni

equipaggio, a tutto lo staff organizzativo ed ai media verranno distribuite borracce ecologiche in tritan.
Durante le fasi della partenza di tappa di Mantova e Rimini verranno posizionati erogatori di acqua
potabile ad uso di tutti i partecipanti.


Come iscriversi, c’è tempo fino a luglio

Le richieste di iscrizione, da effettuarsi esclusivamente sul sito www.gpnuvolari.it potranno essere
inviate fino al 31 luglio 2025.
Al Gran Premio Nuvolari sono ammesse vetture fabbricate dal 1919 al
1981 munite di passaporto F.I.V.A., o fiche F.I.A. Heritage, o omologazione A.S.I., o fiche ACI Sport /ACI Storico. o certificato d’iscrizione al registro storico A.A.V.S.
Verrà inoltre organizzata una speciale appendice denominata “Coppa Nuvolari GT 2025”, riservata ad
un numero massimo di 35 Gran Turismo costruite dal 2001 al 2025 e suddivise in tre categorie: “M1”
(2000 – 2010) – “M2” (2011-2020) – “M3” (2021-2025). Le vetture dovranno essere regolarmente targate e revisionate, equipaggiate esclusivamente con pneumatici omologati per la circolazione stradale.
Sono
escluse le vetture in allestimento corsa. Nella redazione delle classifiche, non verrà applicato alcun coefficiente basato sull’anzianità della vettura.
Ai partecipanti verranno assegnati i numeri di gara dal n.
401 in poi, in base all’anzianità delle vetture stesse.
Saranno redatte speciali classifiche di categoria ed
assoluta che porteranno all’assegnazione dei premi di Categoria e della “Coppa Nuvolari GT 2025”.
Info
Gran Premio Nuvolari – Scuderia Mantova Corse
Mail: org@gpnuvolari.it
Website: www.gpnuvolari.it
Instagram: @granpremionuvolari

Tazio Nuvolari

Chi era Tazio Nuvolari: il “mantovano volante” che ha messo il turbo alla leggenda

Prima di Valentino Rossi, prima di Schumacher, c’era lui: Tazio Nuvolari, nato nel 1892 a Castel d’Ario, piccolo paese della Bassa Mantovana.
Figlio di contadini apparentemente mingherlino, ma con nervi d’acciaio e piedi d’oro, è stato il pilota che ha cambiato per sempre la storia dei motori — su due e quattro ruote.
Debuttò nel mondo delle corse su moto, vincendo titoli italiani negli anni ’20 correndo con la Harley-Davidson e la Bianchi, spingendo i limiti in un’epoca in cui i caschi erano optional e le tute praticamente inesistenti.
Nel 1930 vinse la Mille Miglia sorpassando Enzo Ferrari (sì, proprio lui) di notte, a fari spenti, per non farsi vedere. Enzo, che poi diventò suo grande ammiratore, disse: “Quando c’è Nuvolari, c’è sempre da tremare.”
La sua stagione d’oro fu quella del 1932 in cui ottenne la seconda Targa Florio, vinse il Campionato Europeo AIACR (equivalente al mondiale di F1), e si aggiudicò grandi corse come Monaco, Italia, Francia, e la Coppa Acerbo.
Quel maggio ricevette da Gabriele D’Annunzio una tartarughina d’oro — il suo portafortuna — con la dedica “all’uomo più veloce, l’animale più lento” che Nuvolari da quel giorno portò sempre con se come portafortuna.

Fu il primo a sfidare e battere le potentissime Auto Union e Mercedes in casa loro, al Nürburgring, nel 1935. Con un’Alfa Romeo tecnicamente inferiore, umiliò i tedeschi in pieno regime nazista. Il pubblico tedesco rimase senza parole, e Hitler anche.
Dopo gli anni bui della guerra continuò a dare lezioni a piloti più giovani. Nel 1947 corse una Mille Miglia a 55 anni sotto una pioggia torrenziale, con una costola rotta, arrivando comunque a vincere la corsa. Si ritirò dalle corse nel 1950 con la vittoria alla Palermo-Monte Pellegrino e morì l’11 agosto 1953. Al suo funerale, oltre 50.000 persone riempirono le strade di Mantova.
Le sue imprese vivono ancora oggi nel cuore degli appassionati e nei motori che rombano in suo nome. Tazio Nuovllari è un’icona perché era coraggio puro, in un’epoca dove guidare significava rischiare la vita ogni curva al punto da aver ispirato generazioni di piloti, da Fangio a Senna.
È ricordato come “il più grande pilota del passato, del presente e del futuro”, secondo Ferdinand Porsche, uno che di motori se ne intendeva.


 

Calabria, una spiaggia per volta celebrata nelle etichette del vino iconico della zona

Calabria, una spiaggia per volta celebrata nelle etichette del vino iconico della zona

Librandi una delle più celebri cantine calabresi firma un omaggio speciale alla sua terra: Critone Summer Edition è un’edizione limitata di sei nuovi esclusivi design dell’etichetta di Critone, il bianco iconico della casa vitivinicola calabrese che da sempre racconta il mare e la luce del Sud.
“Quest’estate abbiamo voluto raccontare la Calabria a modo nostro. Lo facciamo con il Critone, il nostro bianco che da sempre parla del mare e della luce della nostra terra, in una veste speciale: sei etichette dedicate a sei luoghi simbolo delle nostre coste”, ha annunciato la famiglia Librandi. 

Le etichette da collezione

Il bianco che racconta il mare e la luce di Calabria

Un viaggio visivo e sensoriale che inizia da Punta Alice, cuore pulsante di Cirò Marina, dove ha sede l’azienda: un promontorio baciato dal sole che guarda l’orizzonte ionico, simbolo del legame originario tra il vino Librandi e il suo territorio.
Si prosegue verso sud con la maestosa Le Castella, fortezza aragonese sospesa tra cielo e mare, icona indiscussa della costa calabrese.
Poco oltre, lo scenario cambia ma resta altrettanto suggestivo: Pietragrande, lo scoglio imponente che emerge dalle acque turchesi è omaggiato in un’etichetta dal respiro deciso e mediterraneo.
Attraversato idealmente l’istmo, il racconto si sposta sul Tirreno, dove le coste si fanno frastagliate e verticali.
A dominare la scena è l’intramontabile fascino di Tropea, con la sua rupe a picco sul mare e l’inconfondibile profilo del Santuario di Santa Maria dell’Isola.
Poi Chianalea di Scilla, il borgo di pescatori che sembra emergere direttamente dal mare, fatto di vicoli, barche ormeggiate e case adagiate sugli scogli.
Infine, la collezione si chiude con la più intima delle sei mete: l’Arcomagno, una baia nascosta tra le rocce nei pressi di San Nicola Arcella, dove l’arco naturale di pietra incornicia uno dei luoghi più magici della regione.
Con Critone Summer Edition, Librandi celebra la Calabria che conosce da sempre e che vuole continuare a raccontare: una bellezza vera, solare, accogliente, da vivere a piedi nudi e con lo sguardo rivolto al mare. Le sei grafiche, illustrate con uno stile essenziale ma evocativo, uniscono estetica e racconto con immagini dal forte impatto visivo, pensate per catturare l’occhio e la memoria, trasformando ogni bottiglia in una cartolina d’autore.
La collezione sarà disponibile da giugno 2025, esclusivamente in una selezione di lidi e stabilimenti balneari calabresi. Con questo progetto, Librandi rinnova il suo impegno nel valorizzare il territorio calabrese attraverso il vino, l’arte e la narrazione visiva. 

Moncrivello celebra il mirtillo: mostra di eccellenze nel cuore del Vercellese

Moncrivello celebra il mirtillo: mostra di eccellenze nel cuore del Vercellese

I mirtilli, che normalmente crescono a temperature più fredde e su terreni acidi, hanno trovato casa a Moncrivello, un paese in provincia di Vercelli, incastonato tra le dolci colline del Canavese e affacciato sull’imponente Anfiteatro Morenico d’Ivrea, che risponde bene alle caratteristiche e alle esigenze di questo frutto. Ma non hanno solo trovato casa: sono divenuti il simbolo del territorio, che ne ospita tantissime varietà! 

Un borgo in festa

Quattro giorni di gusto e sapori

Si potranno gustare e conoscere da giovedì 12 domenica 15 giugno, nel corso della “Sagra del Mirtillo e delle eccellenze moncrivellesi”, undicesima edizione di una longeva manifestazione che si svolge nel paese tra la provincia di Torino e quella di Vercelli, e che offrirà al pubblico il “frutto blu” in diverse versioni per degustazioni e cene a tema in tutta l’aera pedonale del paese che ospiterà un programma ricchissimo, vario e “colorato”, con il fulcro delle degustazioni in Piazza Castello, eletta per l’occasione “Piazza del Gusto”. Quest’anno lo spazio per i laboratori sarà ancora più ampio, permettendo ai visitatori di conoscere la versatilità e i vari utilizzi dei mirtilli in cucina!
La rassegna inaugura giovedì 12 giugno alle ore 18,30 con la 4° Edizione della “Corsa del Mirtillo”, gara di preminente interesse nazionale UISP di circa 7 kmDurante la premiazione della gara, saranno sparsi per il paese stand gastronomici, street food e musica. Alle ore 21 ci sarà, su prenotazione, una gara di briscola a coppie fisse presso il Club66.

Una bella marmellata. Foto Ufficio Stampa Duepunti

Il ricco programma

Venerdì 13 giugno alle ore 18 al Castello di Moncrivello convegno e consegna MIRTILLO D’ORO ai SOdC Silenziosi Operai della Croce per il 75º anniversario della loro fondazione, a testimonianza della meritoria opera svolta a servizio della sofferenza, della promozione umana e della dignità della persona, con spirito silenzioso ma instancabile.
Alle ore 20 ci sarà un rinfresco per i partecipanti al convegno.
Alle 19,30, camminata del Mirtillo di 6 km per grandi e piccini a cura del gruppo #Andumaapè.
Chiusura alle ore 22, con djset con M-Squad Djs in via Martiri e cocktail tutta la sera.
Sabato 14 giugno alle 08:30, YOTES: Yoga & Pilates – Dott.ssa Fisioterapista Irene Zatti presso l’azienda Mirbì. Il progetto Yotes nasce nel 2017 ad opera di Irene Zatti, fisioterapista e insegnante di Yoga e Pilates terapia con lo scopo di unire queste due pratiche alla luce del percorso di studio e della propria esperienza nel campo della riabilitazione.
Alle ore 9 apre il Mercato del mirtillo con prodotti tipici locali, artigianato e associazioni.
Dalle 10 alle 12, visite guidate con degustazione in vigna (max 20 persone con prenotazione obbligatoria), mentre alle ore 11 ci sarà la sfilata degli alpini con l’alzabandiera. Alle ore 12 pranzo del mirtillo, con un menù tematico.
Chiude la giornata, alle ore 22, lo spettacolo musicale Royal Party Band con bar e cocktail tutta la sera.
Domenica 15 giugno alle ore 10, presso il Castello di Moncrivello, ci sarà il convegno “L’acqua funzionale in agricoltura”, presentato dal gruppo di Referenti Territoriali per il Benessere di Origini Chivasso.
Alle 11, si prosegue con “Api Gourmet”, seminario esperienziale con degustazione di mieli d’eccellenza, presso l’azienda Mirbì dal 1990.
Dalle ore 15:00, altro seminario esperienziale,  “Esperienza amaro”, con visita al Giardino delle api dell’azienda Mirbì dal 1990. Un giardino pensato per preservare le api, preziose alleate della biodiversità.
Il percorso dei seminari esperienziali si chiude alle 18 con “Esperienza Vermouth” e visita al Giardino delle api: qui verrà illustrato ai visitatori il processo di lavorazione per fare il Vermouth aromatizzato con i mirtilli, dando vita a un liquore speciale.
Per l’intera giornata di sabato e domenica saranno disponibili una zona bar al centro del mercato del mirtillo, Street food, la “Pesca Mirtillo Solidale” organizzata dall’Unione Salesiana di Moncrivello (l’incasso sarà devoluto alla scuola dell’infanzia di Moncrivello), visite al castello e alle mirtillaie di Moncrivello con bus a orari programmati, attività cinofile dalle 9 alle 17 con Puccio Center Farm, cantine aperte (San Martin e Erbalù) dalle 10,30 alle 17 con degustazione libera e tornei di tennis e beach volley presso il Centro Sportivo Probasso.


Un evento per ridare valore a cibo e territorio

L’obiettivo della Sagra del Mirtillo e delle Eccellenze Moncrivellesi è quello di ridare valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali.
La manifestazione esiste e riscuote ogni anno un successo sempre più ampio anche grazie alla passione e all’impegno che hanno investito nel progetto, sin dai suoi esordi, ben undici anni fa, l’ex Sindaco Massimo Pissinis e l’attuale Sindaco Luca Lisco. Un ringraziamento speciale è doveroso all’azienda “Mirbì dal 1990” che quest’anno, oltre a proporre le diverse varietà di mirtilli e prodotti che esporta in tutto il mondo propone anche laboratori esperienziali dedicati a grandi e piccini per raccontare come il mirtillo può essere un grande alleato della biodiversità, dell’agricoltura rispettosa dell’ambiente e come la sua versatilità gli permetta di trasformarsi continuamente per dare vita a nuovi prodotti.
Oltre a tutti gli eventi che permetteranno un incontro diretto tra il consumatore e il produttore, ci saranno percorsi di degustazione guidati, spazi espositivi allestiti per l’occasione sui luoghi di interesse naturale del territorio moncrivellese e dintorni, didattica nei vivai e presso le aziende agricole produttrici del mirtillo, laboratori per scoprire tutte le virtù e proprietà del frutto in cucina e la sua trasformazione in gustose pietanze e aree allestite per gli spettacoli itineranti.
Per ogni informazione consultare il sito https://www.sagramirtillomoncrivello.it/

Mar Morto: viaggio nel punto più basso della Terra tra benessere e misteri naturali

Mar Morto: viaggio nel punto più basso della Terra tra benessere e misteri naturali

C’è un luogo al confine tra Giordania, Israele e Palestina dove la geografia si piega alla meraviglia: il Mar Morto.
Nonostante il nome, è tutt’altro che morto. È un luogo vivo di storia, scienza e bellezza, dove si galleggia senza sforzo, si respira aria più densa e ci si ricopre di fanghi curativi come in una spa naturale a cielo aperto.


Dove la Terra tocca il cielo… sott’acqua

Siamo nel punto più basso della Terra, a oltre 430 metri sotto il livello del mare e candidato alla lista delle 7 meraviglie naturali del mondo.
Una combinazione avvincente ed evocativa di splendore naturale, avvincente storia antica e lussi moderni.in un paesaggio che sembra alieno: acqua salatissima che brilla come vetro liquido, montagne aride all’orizzonte, silenzio quasi mistico.
Eppure, qui l’uomo è sempre passato: dai Romani ai Nabatei, fino ai moderni viaggiatori in cerca di benessere.
Visitare il Mar Morto non è solo turismo, è quasi un pellegrinaggio verso l’estremo.
Estremo come la salinità, il silenzio, la luce. Un luogo che sembra fuori dal tempo, dove il corpo si solleva e la mente si lascia andare.
Dai poteri curativi delle acque blu cobalto del Mar Morto, attraverso l’impressionante bellezza del paesaggio circostante fino alla miriade di luoghi affascinanti che questa zona ha da offrire, il Mar Morto è un luogo di tranquillità, salute e ispirazione per il corpo e l’anima.


Perché il Mar Morto è così salato?

Galleggiare sulle acque, fare un bagno di fango o esplorare: con 330 giorni di sole all’anno, l’area del Mar Morto è ricca di superbe attrazioni, tra cui terme curative naturali, magnifici sentieri escursionistici, ristoranti gourmet e fast food e attrazioni cariche di adrenalina.
Lungo la maggior parte del tratto di 75 chilometri costellato di bellissime spiagge, troverete anche hotel di classe mondiale e strutture termali per garantirvi un’esperienza davvero golosa.
Le acque del mar Morto sono davvero salatissime? Si, qui sono dieci volte più salate del mare tradizionale.
Questo perché l’acqua che arriva da fiumi e sorgenti evapora rapidamente sotto il sole desertico, lasciando dietro di sé minerali e sali. Il risultato?
Nessun pesce può viverci, ma tu viaggiatore puoi galleggiare senza muovere un muscolo. Un’esperienza che fa sorridere anche i più scettici.


Le magiche spiagge del Mar Morto

Le spiagge del Mar Morto sono come nient’altro al mondo ha da offrire.
Ci sono molti chilometri di luoghi ben sviluppati e ben tenuti dove puoi prendere il sole durante la tua vacanza da sogno.
Scegli il tuo posto sulla sabbia rocciosa e ammira il paesaggio mozzafiato con le incredibili catene montuose che circondano il mare.
Le calde acque del Mar Morto sono sempre calme e offrono un relax superiore dal momento in cui si entra.


Fanghi, relax e pelle di seta

Le sponde del Mar Morto sono un paradiso per la pelle: fanghi neri ricchi di minerali, trattamenti naturali, spa affacciate su un panorama che cambia colore con la luce.
La pelle ringrazia, i sensi si rigenerano.
Sulle rive meridionali, nel punto più basso della terra, troverete una serie di hotel dove potrete godervi un’alba magica sul lago, lasciando una serie di colori sui piccoli stagni con le formazioni di sale sparse dappertutto.
Per completare l’esperienza di essere al Mar Morto, prendi un po’ di fango scuro e setoso e insaponalo permettendo alla tua pelle di assorbire i minerali utili. Il fango del Mar Morto si è dimostrato benefico per la pelle e il corpo ricordando che anche la celebre regina dell’Egitto Cleopatra veniva qui per i suoi trattamenti di bellezza conscia anche del fatto che qui l’aria ha un’alta concentrazione di ossigeno ed è quindi più facile respirare.
Ti sentirai rinfrescato con una pelle che sembra e si sente più giovane. Concediti le coccole che meriti e sporcati con il fango del Mar Morto: è salutare!
Ma cosa vedere nei dintorni di questo luogo magico?
Ecco per voi qualche idea. 
Ein Gedi: un’oasi verde con cascate, sentieri e animali selvatici.Masada: l’antica fortezza arroccata su una montagna, Patrimonio Unesco. Qumran: dove furono scoperti i celebri Rotoli del Mar Morto e infine non potete rinunciare a una passeggiata sospesa sull’acqua dato che in alcune zone, i cristalli di sale affiorano come sculture naturali.


Alla scoperta dell’area desertica dei dintorni

C’è molto di più da fare che rilassarsi nelle terme e galleggiare nel Mar Morto.
Se stai viaggiando a sud di Gerusalemme, completa la tua esperienza nel deserto fermandoti al kibbutz Ein Gedi, un’oasi naturale sulle pendici del deserto della Giudea, e fai un’escursione attraverso una riserva naturale dove vedrai animali selvatici come lo stambecco (una specie di capra di montagna) e godrai delle cascate e delle piscine che scendono a cascata sulla formazione rocciosa.
Ein Gedi offre anche sistemazioni alberghiere e centri benessere che ospitano piscine sulfuree calde e hanno anche diversi tipi di massaggi curativi e terapeutici. Da qui prosegui verso sud fino a Masada, un punto di riferimento nazionale con un forte legame storico, situato in cima a un’enorme montagna che gli amanti dell’avventura possono percorrere a piedi, oppure può essere raggiunto comodamente con la funivia.

Taranto, capitale del Mediterraneo dal 13 al 15 giugno: eventi, cultura e sapori

Taranto, capitale del Mediterraneo dal 13 al 15 giugno: eventi, cultura e sapori

Dalla cucina di casa ai mestieri del mare, dai grani al pesce povero, fino alle esperienze tra spiagge, riserve naturali e Mar Piccolo: ricette, tradizioni e itinerari che raccontano la cultura mediterranea.
Dal 13 al 15 giugno, Taranto si trasforma nel cuore pulsante di sapori, saperi e tradizioni del Mare Nostrum grazie a Mediterraneo Slow, la manifestazione di Slow Food Italia che celebra l’unicità della cultura mediterranea a partire dal cibo.


Appuntamenti, conferenze e tanto altro…

Realizzato con il sostegno e la co-organizzazione di Regione Puglia – Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA), Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e Comune di Taranto, in collaborazione con Slow Food Puglia e l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, l’evento anima il centro della città con numerosi appuntamenti: oltre alle conferenze, al grande Mercato della Terra e del Mare con oltre 80 espositori, e alle curiose attività dell’Area Gioca e impara, i giardini di Piazza Garibaldi ospitano un ricco programma di Show Cooking in compagnia di cuoche e cuochi dell’Alleanza Slow Food e laboratori per imparare Come si fa, tutti a fruizione libera e gratuita. Completano l’offerta culturale e gastronomica gli eventi off, un palinsesto di escursioni, attività ambientali e percorsi naturalistici tra mare, spiagge e riserve del territorio tarantino, per vivere Mediterraneo Slow anche fuori città.
Scopriamoli nel dettaglio!


Gli show cooking con cuoche e cuochi dell’alleanza Slow Food 

Tre serate, otto appuntamenti, decine di ingredienti e una sola regola: celebrare la cucina mediterranea attraverso sostenibilità, tradizione e creatività.
La rassegna degli Show Cooking prende il via venerdì 13 giugno alle 19,30 con uno dei piatti più iconici della tradizione pugliese: riso, patate e cozze. La classica tiella barese viene interpretata dai cuochi dell’Alleanza Paola Ortesta (La Cuccagna, Crispiano, Ta) e Salvatore Riontino (Riontino dal 1964, Margherita di Savoia, Bt), che ne propongono una versione ricca e accogliente con cipolle, zucchine, pomodori, prezzemolo, pecorino e olio evo da varietà Coratina.
A seguire, alle 21, spazio alla gransumanza, piatto contadino a base di grano decorticato, olio extravergine di oliva e ricotta dura, presentato dalle cuoche dell’Alleanza Cinzia Piccarreta (Bottega dell’Allegria, Corato, Ba) e Mariolina Errico (La Locanda di Nonna Mena, San Vito dei Normanni, Br). Una ricetta semplice e profonda, legata ai ritmi della transumanza e al patrimonio cerealicolo della regione.
La giornata di sabato 14 giugno si apre alle 18,30 con un omaggio al Salento: la tradizionale scapece di pesce azzurro, preparata secondo l’antico metodo gallipolino con aceto e zafferano, arricchita per l’occasione da erbe aromatiche mediterranee. A raccontarla in cucina ci sono Maria Carmela D’Acunto (La Luna nel Pozzo, Grottaglie, Ta) e Raffaele Murani (Terra Arsa, Foggia).
Alle 20,30, si passa alla pizza: il pizzaiolo dell’Alleanza Tiziano Saracino (Saracino Pizza e Passione, Crispiano, Ta) presenta una pizza alla marinara impreziosita dalle cozze nere del Mar Piccolo, Presidio Slow Food. Un incontro tra gusto e sostenibilità che celebra i sapori tarantini.
Chiude la serata, alle 22, una raffinata genovese di pesce povero, profumata con menta e agrumi di Palagiano, altro Presidio Slow Food. Ancora una volta ai fornelli Maria Carmela D’Acunto e Raffaele Murani, per una rivisitazione marina di un grande classico della cucina lenta.
Domenica 15 giugno, alle 18,30, si riparte con la focaccia mediterranea, preparata con ingredienti semplici – semola rimacinata, olio evo, origano – e grande maestria da Tiziano Saracino, in una proposta fragrante e conviviale.
Alle 20,30, il cuoco dell’Alleanza Marco Morello (Collettivo Gastronomico Testaccio, Roma) presenta la sua amatriciana di mare, versione marina del celebre piatto romano, dove il guanciale e il pecorino incontrano il pescato in un dialogo tra terra e mare.
Gran finale alle 22 con Oltre il confine del gusto – Il couscous unisce, un piatto che racconta l’incontro tra culture, storie e sapori del Mediterraneo. A prepararlo, le cuoche dell’Alleanza Mareme Cisse (Ginger people&food, Agrigento) e Maria Carmela D’Acunto, in un intreccio di aromi, spezie e racconti che unisce le sponde del mare.


L’arte del sapere: gli appuntamenti per scoprire Come si fa?

Non solo degustazioni: a Mediterraneo Slow, l’apprendimento passa anche dal saper fare. I Come si fa?, lo dice il nome, sono appuntamenti dall’anima pratica e partecipativa che invitano tutte e tutti a mettersi in gioco. Nei giardini di Piazza Garibaldi, tra un assaggio e un incontro, è possibile cimentarsi in attività guidate da esperti, artigiani del gusto, agricoltori, pescatori e cuoche che condividono conoscenze e tecniche custodite nel tempo.
Il viaggio tra i saperi del Mediterraneo comincia venerdì 13 giugno alle 20,30 con un brindisi molto speciale: Il dégorgement à la volée. Agricola Felline invita il pubblico a diventare protagonista di una pratica antica e spettacolare: la sboccatura al volo delle bottiglie di bollicine, tenute a testa in giù nel ghiaccio e pronte per essere aperte “à la volée”. Alcuni partecipanti, con l’assistenza degli esperti di Felline, possono cimentarsi direttamente nella tecnica, acquisendo una nuova abilità. Per tutti gli altri, la ricompensa è una degustazione collettiva del Vermentino Edmond Dantès!
Il giorno successivo, sabato 14 giugno alle 17,30 scopriamo come selezionare, conservare e seminare quelli dei pomodori Presìdi Slow Food, veri e propri tesori di biodiversità pugliese, come il Fiaschetto di Torre Guaceto o il Regina di Torre Canne.
Alle 19 ci si sposta tra i campi (immaginari) di grano per il laboratorio Dal chicco alla farina, che racconta la storia dei grani antichi pugliesi come il Senatore Cappelli o il Saragolla. Con un piccolo mulino si sperimenta anche la trasformazione in farina, comprendendo il valore nutrizionale e culturale di queste varietà resilienti.
Alle 21 ci si immerge invece nel mondo della pesca artigianale con A scuola di pesca e di mitilicoltura, dove i protagonisti sono i pescatori e i mitilicoltori pugliesi. Reti da riparare, cozze da allevare, attrezzi da conoscere e storie di mare da ascoltare: un’esperienza autentica e concreta per scoprire come si lavora nel rispetto dell’ecosistema marino.
Domenica 15 giugno si riparte alle 17,30 con Tutti i segreti di un couscous a regola d’arte: Mareme Cisse, cuoca dell’Alleanza e autrice del libro edito da Slow Food Editore Sogni di Zenzero, guida i partecipanti passo dopo passo nella preparazione manuale del couscous, dalla pilatura del miglio fino alla setacciatura della semola.
Alle 19 si affinano invece i sensi con il laboratorio Come degustare l’olio extravergine e individuarne pregi e difetti, in compagnia di esperti della Guida agli Extravergini di Slow Food Italia. Un percorso tra aromi, cultivar e sapori che insegna a riconoscere la qualità di uno degli alimenti simbolo della Dieta mediterranea.
Alle 21, per chi ama mettere le mani in pasta, c’è Bando agli sprechi!, appuntamento in cui Anna Rita Cotardo (63 Osteria Contemporanea, Lecce) mostra come valorizzare anche le parti meno nobili del pesce in un perfetto esempio di cucina del recupero: mezzelune ripiene di ricotta di capra jonica, con ristretto di pesce da zuppa e pasta fatta a mano con grano Capinera.
E per chiudere in bellezza, alle 22 si balla con A scuola di sirtaki e danze del Mediterraneo! La cultura mediterranea infatti non si racconta solo a tavola: è fatta anche di musica, danza, artigianato e convivialità. L’ultimo appuntamento è un coinvolgente laboratorio dedicato al sirtaki, danza simbolo della Grecia che, pur nata in tempi recenti, è ormai entrata nel cuore del Mediterraneo. Un’occasione per imparare i passi fondamentali, scoprire altri balli tradizionali e lasciarsi trasportare dal ritmo, in un momento di festa collettiva aperto a tutte e tutti.


Eventi off: alla scoperta del territorio tra natura, gusto e biodiversità

Accanto al cuore urbano di Mediterraneo Slow, il programma si arricchisce con un calendario di eventi off che invitano a esplorare la bellezza naturalistica e culturale del territorio tarantino, tra escursioni, itinerari in mare e momenti di approfondimento sul campo.
Per tutta la durata della manifestazione, venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 giugno, WWF Taranto propone Custodi della Spiaggia: un viaggio tra sabbia e mare: un’attività di sensibilizzazione ambientale che coinvolge bagnanti e visitatori lungo diversi Arenili: Viale del Tramonto, Marina di Chiatona, Litorale di Manduria – Torre Colimena e Taranto Isola amministrativa. Un’occasione per conoscere le buone pratiche da adottare in spiaggia e le azioni di tutela dell’habitat costiero e delle sue specie più delicate, dalle tartarughe marine agli uccelli di riva.
Sempre nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, i mitilicoltori del Presidio Slow Food della cozza nera di Taranto accompagnano i partecipanti in un’esperienza immersiva tra le acque del Mar Piccolo: con A scuola di Maricoltura si possono vedere da vicino le tecniche tradizionali di coltivazione dei mitili e il profondo legame tra ambiente, cultura e identità produttiva locale.
La giornata di sabato 14 giugno offre due appuntamenti per gli amanti della natura: un’attività di birdwatching in torretta presso le Riserve Naturali Regionali del Litorale Tarantino Orientale, seguita da una visita guidata nella Salina Monaci di Torre Colimena per scoprirne le peculiarità floristiche-faunistiche. Sempre sabato, l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo propone Percorsi Blu, un itinerario tra storia e biodiversità lungo i fondali e le coste del parco marino.
Domenica 15 giugno si svolgono due straordinarie escursioni naturalistiche: nel cuore verde della Murgia tarantina, si parte alla scoperta de Il segreto del Bosco delle Pianelle, con un percorso guidato nella riserva regionale tra tracce di fauna selvatica, maestosi lecci e profumi della macchia mediterranea. Sul fronte marino, appuntamento con la Nuotata a pelo d’acqua a Torre Guaceto: un’esperienza aperta anche ai meno esperti per osservare con maschera, pinne e boccaglio i fondali dell’Area Marina Protetta, da oltre vent’anni lasciati liberi di evolversi secondo natura.


Focus: Taranto, tra storia millenaria e sapori di mare

Affacciata sul Mar Ionio, Taranto è una città che sorprende per la sua doppia anima: antica e moderna, marinara e monumentale.
Fondata dagli Spartani, la “città dei due mari” custodisce un patrimonio archeologico unico, visibile nel Museo Archeologico Nazionale (MArTA), tra i più importanti d’Italia, famoso per gli straordinari Ori di Taranto.
Passeggiare nel centro storico significa perdersi tra vicoli che profumano di mare, scoprire chiese barocche, botteghe artigiane e ristoranti dove il pesce fresco è protagonista.
I mitili tarantini, in particolare le cozze, sono una vera eccellenza locale da gustare crudi o in zuppa.
Non mancano scorci iconici come il Ponte Girevole, il Castello Aragonese e le vedute sul Mar Piccolo e Mar Grande, dove ogni tramonto regala riflessi mozzafiato. Taranto è molto più di una meta estiva: è una città da vivere, da assaporare e da scoprire passo dopo passo.

 

“Undertourism” nella Val di Gresta, il gioiello biologico del Garda Trentino

“Undertourism” nella Val di Gresta, il gioiello biologico del Garda Trentino

Il primo distretto biologico del Garda Trentino, la Val di Gresta, è la meta ideale per chi ricerca un’alternativa alle mete più affollate, godendo di paesaggi mozzafiato e inedite attività outdoor tra natura, storia e memoria.
Imperdibile in estate, l’itinerario panoramico che da Passo Bordala porta al Monte Stivo tra boschi silenziosi e sorprendenti incontri con la fauna locale.
Allontanarsi dai circuiti più frequentati e ricercare una dimensione di viaggio attenta, consapevole e
sostenibile, in destinazioni ancora da scoprire, ma non per questo meno ricche in storia, bellezza e curiosità: tutto questo è possibile nel Garda Trentino.
Meta di paesaggi verdi di boschi e blu di laghi, dove l’aria è pura, e borghi pittoreschi accolgono i visitatori con una gastronomia rinomata, è la destinazione perfetta per riconnettersi con la natura, dedicarsi ad attività outdoor, e ricaricare le energie. Magari, scoprendo alcuni dei suoi angoli più nascosti.

Val di Gresta, Passo Bordala. Foto Apt Garda Trentino

Scoprendo la Val di Gresta

Davvero incontaminata è la Val di Gresta, cuore agricolo del Garda Trentino: un gioiello nascosto, ma non per chi sa dove guardare.
Per scoprirlo basta allontanarsi dal flusso principale del fondovalle e inoltrarsi nel cuore verde ai piedi del Monte Stivo.
Entrare nel primo distretto biologico del Trentino significa respirare aria pulita e lasciarsi incantare da un paesaggio scandito da muretti a secco, orti curati e campi ordinati, dove ogni stagione regala i suoi frutti: cavolfiori, verze, patate, pomodori, zucchine, melanzane e molto altro.
O, ancora, immergersi nel piccolo borgo di Ronzo Chienis, ideale per gli amanti delle escursioni. Tra i percorsi consigliati, quello che conduce alla Giazzera della Val di Gresta, una grotta caratterizzata da un fenomeno singolare: durante l’estate, nelle sue parti più interne, si formano accumuli di ghiaccio che si conservano fino all’arrivo dell’inverno, rendendola un vero e proprio “frigorifero naturale” utilizzato fino ai primi decenni del Novecento.

Val di Gresta. Foto Prugnola per Apt Garda Trentino

Una valle antica fra storie e paesaggi

Tra storia e paesaggi, in Val di Gresta il tempo rallenta e segue il ritmo della natura e del lavoro
di chi coltiva con passione questa terra: un angolo del Garda Trentino che invita a decelerare, ad ascoltare, e a vivere ogni istante immersi nella sua bellezza.
Come recita il nome, questa valle di origine glaciale è composta dalle creste di diversi monti: il Creino, il Biaena, o ancora il Monte Stivo, giganti di roccia che portano i segni del primo conflitto mondiale.
Quest’ultimo è protagonista di un percorso dalle viste davvero spettacolari lungo il quale, con un po’ di fortuna, si potranno incontrare camosci o galli forcelli, con le loro particolari code a forma ricurva. Si tratta del sentiero da Passo Bordala al Monte Stivo, un itinerario ad anello che parte dai dolci prati di Passo Bordala e prosegue con ripide curve fino alla cresta che separa la valle dell’Adige da quella del Sarca.
Da qui, si raggiunge il rifugio Prospero Marchetti (denominato anche rifugio Stivo) e la vicina cima del Monte Stivo, tra pini mughi e incantevoli panorami dal lago di Garda alle Dolomiti. La discesa si apre su una splendida malga che offre vedute mozzafiato del blu del lago. Da qui, il cammino si inoltra nei silenziosi boschi di faggio e abete rosso, fino a raggiungere la località di Sant’Antonio, per poi chiudere l’anello e tornare al punto di partenza.

L’esplorazione, però, non termina con il paesaggio. L’incontaminata Val di Gresta offre, ai più curiosi, anche uno sguardo nella storia: lungo la rete di percorsi che si snoda tra le montagne, si possono ancora ammirare postazioni di artiglieria e trincee scavate dai soldati durante la Prima guerra mondiale, testimonianza dell’importante ruolo che la Val di Gresta ebbe durante quel periodo. Infatti, la sua posizione era estremamente strategica inquanto permetteva di controllare i traffici da e per Riva del Garda, e verso Rovereto, al confine tra i due fronti.
Nel primo distretto biologico del Garda Trentino, poi, tante sono le opportunità per degustare i prodotti locali: ortaggi biologici, coltivati secondo pratiche tradizionali, ma anche pane artigianale di alta qualità. Tutto da provare, a settembre, durante la Mostra Mercato della Val di Gresta, un evento di Mese del Gusto ricco di appuntamenti golosi che parlano di passione, tradizione e di eccellenza artigianale.

Comano. Castel Stenico. Foto Prugnola per Apt Garda Trentino

Un’oasi di benessere, tra natura e silenzio: Comano

Che si tratti di una breve fuga o di un soggiorno più lungo, Comano offre il perfetto equilibrio tra turismo dei borghi ed esperienze autentiche che rigenerano corpo e mente.
Con le nuove Garda Trentino Experience si
possono sperimentare varie attività outdoor, a piedi o in e-bike.
Tra passeggiate in vicoli antichi,
degustazioni di sapori locali e tour alla scoperta di leggende, castelli, e della natura incontaminata del Parco Naturale Adamello Brenta.
Che sia per un periodo lungo, o solo per un fine settimana, allontanarsi dalle mete affollate e scegliere un angolo nascosto, fuori dalle rotte più battute, significa concedersi il piacere di una pausa rigenerante: silenzi che rilassano, paesaggi che sorprendono, ritmi lenti che aiutano a respirare meglio.
Nel Garda Trentino, che
sia attraverso escursioni a piedi o in bicicletta, il turismo lento non è solo una filosofia, ma uno stile di vita in equilibrio con la natura e in sintonia con le persone che la abitano. E a Comano stare bene viene naturale: quiete, bellezza genuina e borghi incantati lo rendono la meta perfetta per chi ricerca luoghi ancora autentici.
Con il suo paesaggio rurale, Comano è un territorio incantato ai piedi delle Dolomiti di Brenta che fa parte della Riserva della Biosfera Unesco “Alpi Ledrensi e Judicaria”.
L’armonia che riecheggia fra i suoi boschi
invita a rallentare il passo e inspirare a fondo. Qui, è un piacere rinascere alle rinomate terme, le cui acque hanno riconosciuti benefici dermatologici; o, ancora, immergersi nella quiete della natura e perdersi tra le viuzze di pittoreschi borghi. Tra questi: Stenico, con i suoi palazzi nobiliari e le sue tante fontane, dominato da un castello da fiaba; Fiavé, che custodisce l’eco di epoche antichissime tra le sue palafitte sospese sull’acqua; Favrio, noto per la produzione di latticini, Lundo e l’area archeologica sul vicino Monte di San Martino.
O ancora, Bleggio Superiore, con il sapore inconfondibile delle sue noci, presidio slow food, e le sue
tante frazioni, come Rango, tra i Borghi più Belli d’Italia, a cui si accede attraverso un’ampia scalinata di pietra, con i caratteristici vòlt -tipiche cantine rustiche – i suggestivi balconi in legno e gli antichi fienili.
Poco
distante, il paesino alpestre di Balbido incanta con i suoi murales dipinti sulle case e le leggende che parlano di streghe.
Per immergersi nell’essenza di Comano, le Garda Trentino Experience offrono novità pensate per soddisfare ogni desiderio. Proprio tra i pittoreschi scorci del borgo contadino di Rango ha luogo l’Aperitivo nel Borgo, un’esperienza che celebra l’identità del luogo con un momento conviviale capace di appagare i sensi e rilassare lo spirito. Immersi nella quiete delle silenziose Giudicarie, i partecipanti potranno gustare l’eccellenza del Trento DOC, bollicine vivaci e vini locali selezionati, accompagnati da taglieri di affettati e formaggi tipici, salse locali, pane e focacce fragranti.

Tour in e-bike. Foto Apt Garda Trentino

Tour in e-bike o a piedi alla scoperta della natura

Per osservare il territorio con nuovi occhi, il nuovo tour in e-bike tra leggende e borghi conduce tra i
paesaggi fiabeschi di Comano alla scoperta, in compagnia di una guida esperta, delle leggende che abitano questi suggestivi boschi ed angoli nascosti, dove anche la più piccola pietra sembra prendere vita e raccontare la propria storia.
Per conoscere, invece, i tanti castelli che, come silenziosi guardiani, vegliano sul
territorio, il nuovo e-bike tour tra i castelli di Comano regala un affascinante itinerario che costeggia questi antichi manieri ricchi di storia e segreti dimenticati, per un’esplorazione senza fretta, ma ricca di avventura.
Tra i protagonisti: Castel Restor, possente roccaforte un tempo scenario di aspre battaglie; l’incantevole Castel Stenico, già dimora del capitano vescovile delle Giudicarie con la sua corte; e infine Castel Campo, straordinario esempio di unione tra arte e architettura medievale, romantica e neogotica, abbracciato da un paesaggio naturale ancora intatto.
Coloro che preferiscano esplorare il territorio a piedi, saranno guidati da un esperto del Parco Naturale Adamello Brenta alla scoperta di un ecosistema autentico e straordinariamente ricco di biodiversità.
Il
percorso, consigliato a chi ha familiarità con la montagna, si snoda sull’Alpe di Movlina: un itinerario che parte dall’omonima Malga, nel cuore della Val Algone, e si inoltra tra sentieri immersi nel verde, custodi di un patrimonio naturale di rara bellezza. Una pausa alla storica Malga Nambi regalerà l’occasione di gustare specialità locali, coronando l’esperienza con autentici sapori del territorio.