Giornata Mondiale dell’hamburger: un viaggio tra storia, curiosità e sapori gourmet

Giornata Mondiale dell’hamburger: un viaggio tra storia, curiosità e sapori gourmet

Chi avrebbe mai pensato che un semplice panino potesse diventare un’icona globale?
Il 28 maggio si celebra la Giornata Mondiale dell’hamburger, un’occasione perfetta per rendere omaggio a uno dei cibi più amati e riconoscibili al mondo.
Ma dietro a questo piatto da fast food si nasconde una storia affascinante, ricca di viaggi, contaminazioni culturali e continui rifacimenti gourmet.

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Le origini: da Amburgo all’America

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’hamburger non nasce tra i grattacieli americani.
Le sue radici affondano nel porto di Amburgo, in Germania, dove nel XIX secolo veniva servita una pietanza a base di carne macinata chiamata Hamburg steak.
Quando i migranti tedeschi sbarcarono negli Stati Uniti, portarono con sé questa specialità, che nel tempo si sarebbe evoluta nella versione attuale.
La prima testimonianza documentata dell’hamburger moderno servito in un panino risale alla fine dell’Ottocento.
Tra i vari pretendenti al titolo di inventore c’è Louis Lassen, ristoratore di New Haven, Connecticut, che nel 1900 servì la carne tra due fette di pane a un cliente frettoloso. Era nato il mito.

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Da fast food a gourmet: l’hamburger si reinventa

Negli anni, l’hamburger ha attraversato tutte le fasi della gastronomia: da simbolo del fast food americano a protagonista delle cucine stellate.
Oggi lo troviamo nelle versioni più disparate:
veggie e vegan burger a base di legumi, soia o barbabietola
fusion burger con ingredienti asiatici, messicani o mediterranei
burger gourmet con carni pregiate, pane artigianale, salse home made e verdure a km zero
Anche l’Italia ha messo del suo: basta pensare all’hamburger con caciocavallo e friarielli, alla versione con tartufo dell’Umbria o al burger con pane al nero di seppia sulle coste siciliane.

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Curiosità succulente

Il più costoso è un hamburger realizzato in Olanda in laboratorio (coltivato da cellule staminali) che è costato ben 250.000 euro nel 2013.
Il più grande mai cucinato è stato invece realizzato negli Usa. 1.164 kg di carne, con tanto di pane, pomodori e formaggio (e griglia gigante).
Il burger perfetto secondo la scienza deve avere un rapporto 80/20 tra carne e grasso, un diametro di circa 12 cm e un tempo di cottura inferiore a 10 minuti per mantenere succosità.


Italian style

Solo in Italia si stima che se ne consumino oltre 250 milioni all’anno. Per la gustosa ricorrenza in Italia è stata creata una guida d’autore insieme a Nicola Longanesi, chef rivelazione della 12ª edizione di MasterChef Italia.
“La differenza nell’hamburger la fa la materia prima, è lei la vera protagonista” dice Longanesi. Per un hamburger succoso e saporito serve una carne eccellente che abbia una buona presenza di grasso: “La proporzione ideale tra parte magra e parte grassa è 80/20 – spiega lo chef – questo assicurerà sapore e succulenza al vostro panino”.
Chi pensa che gli intingoli non concorrano alla creazione dell’hamburger perfetto sbaglia, parola di Longanesi. “Le salse sono un elemento fondamentale del nostro panino: si assaporano ad ogni morso, con l’obiettivo di esaltare la carne senza sovrastarne il gusto.”
Il suggerimento dello chef è quello di aromatizzare la maionese con lime o basilico, ottimi in abbinamento con il pomodoro del panino, per un “morso sorprendente” ricco di freschezza.
“Nessuna paura di osare – raccomanda Longanesi per quello che riguarda il pane – si può scegliere tra le mille varietà di pane italiano (buonissima la rosetta bruschettata), oppure preferire qualcosa di più classico, più vicino al tradizionale bun americano, magari in versione gourmet”.
Il consiglio dell’esperto?
Il potato bun, nell’impasto del panino si aggiungono patate e una buona percentuale di burro per un boccone ancora più gustoso. Del resto, come dice lo chef, “L’hamburger deve essere puro gusto”.
In un hamburger che si rispetti non può mancare la croccantezza. Ma come ricrearla a ogni morso?
“C’è solo l’imbarazzo della scelta – dice lo chef – si può provare con verdure come il cavolo cappuccio e l’insalata di stagione, oppure con qualche fetta di buon bacon o un’italianissima pancetta arrotolata resa più crunchy sulla piastra o in padella”. Ma non solo, “Si può anche provare una variante meno tradizionale, sostituendo la classica “svizzera” con una sovracoscia di pollo lasciata marinare nel latticello, paprika e spezie e poi fritta in olio caldo con una pastella di farina, lievito e birra”.
“Non ci sono mezze misure: l’hamburger non si mangia al sangue. La sua carne deve essere ben rosa, segno che il calore è penetrato all’interno” dice Longanesi per quel che riguarda la cottura.
Un consiglio prezioso per preparare un panino buono e sicuro: la carne con un equilibrato contenuto di grassi, ideale per questa preparazione, regge bene la cottura. La carne tritata o macinata, infatti, va trattata in modo diverso rispetto alle classiche bistecche e richiede una cottura completa.
E come contorno lo chef consiglia un’insalatina golosa di cavolo cappuccio e carote condite con una maionese leggera, il coleslaw. Oppure patatine, ovviamente fritte: “A me piace abbinare il mio hamburger alle patate dolci cotte con una doppia frittura: un procedimento che serve per mantenere il sapore e renderle croccanti fuori e morbide all’interno”

La ricetta di Nicola Longanesi

Ingredienti:
1 burger di scottona
1 pane michetta
1 pomodoro ramato
olio di semi di girasole 120 ml
tuorlo pastorizzato 10 ml
2 fette di bacon
aceto q.b.
sale q.b.
scamorza dolce 10 gr
cavolo cappuccio 10 gr
rucola qualche foglia
1 uovo
pepe q.b.

Procedimento:
Per prima cosa dedicatevi al taglio di tutti gli ingredienti: pomodoro, scamorza, cavolo cappuccio, pane.
Condite quindi il cavolo con olio, aceto, sale e pepe.
Fate la maionese, montando i tuorli con olio a filo. Una volta pronta aggiustate di sale, pepe, aceto. Cuocete l’hamburger su una griglia ben calda, fino a che entrambi i lati avranno raggiunto un’ottima caramellizzazione.
A due minuti dal termine della cottura, posizionate, sopra la carne, qualche fetta di scamorza affumicata, che con il calore si scioglierà.
Mentre la carne cuoce, prendete un padellino e piastrate il bacon. Di fianco, sempre nella stessa padella, con l’aiuto di un coppapasta rotondo, create un uovo all’occhio di bue.
Piastrate il pane e componete il panino. Alla base la carne, sopra i pomodori, il cavolo cappuccio, il bacon, la mayo e qualche foglia di rucola a concludere.
Servire ben caldo, accompagnato dal contorno preferito.

L’estate di Tirolo si anima con eventi imperdibili

L’estate di Tirolo si anima con eventi imperdibili

Tirolo, lo splendido borgo medievale sopra Merano, si prepara a vivere un’estate ricca di appuntamenti tra divertimento e tradizione. Ecco alcune delle iniziative che renderanno questa stagione speciale per residenti e visitatori.

Wandertag, la giornata escursionistica

Lunedì 2 giugno, dalle 9.00 alle 16.00, Tirolo offrirà a ospiti e residenti un’occasione unica per muoversi all’aperto, partecipando alla giornata escursionistica che prevede due percorsi: uno più piccolo e uno più ampio, adatti a tutti i livelli.
Al momento dell’iscrizione – obbligatoria, dalle 9.00 alle 10.00, al costo di 10,00€ (bambini fino a 6 anni gratis) – sarà consegnata ai partecipanti una scheda, sulla quale raccogliere dei timbri; chi ne raccoglierà 3, sarà premiato con un regalo.
Lungo i percorsi gli escursionisti potranno rifocillarsi con deliziosi spuntini.
Alle 11.00 è prevista una grande festa nel parco manifestazioni di Tirolo, con un programma per bambini. Il ricavato dell’evento sarà devoluto in beneficenza a L’Alto Adige aiuta, associazione umanitaria che sostiene persone in gravi difficoltà economiche o di salute.

foto Helmuth Rier

I fuochi del Sacro Cuore di Gesù

Come ogni anno a giugno, la serata dedicata ai Fuochi del Sacro Cuore di Gesù sarà quella di domenica 29.
A Tirolo questo momento ha un
fascino davvero unico, perché i falò e le lanterne che vengono accesi per l’occasione, vengono posizionati sulla Muta, la montagna proprio sopra Tirolo, raggiungibile attraverso la funivia che parte dal paese.
Quella dei Fuochi del Sacro Cuore di Gesù è una tradizione che ha una sua ufficialità dal 1796, quando, per invocare la protezione divina contro l’avvicinamento al Tirolo delle truppe napoleoniche provenienti da sud, vennero accesi dei fuochi sulle montagne del territorio. La vittoria contro l’esercito franco-bavarese delle truppe tirolesi, guidate da Andreas Hofer, fece della domenica del Sacro Cuore una festa solenne.
La tradizione dei fuochi, in realtà, affonda le sue radici in epoca precristiana quando, nei giorni di solstizio estivo, era consuetudine accendere falò rituali sulle montagne.
Oggi, per i Fuochi del Sacro Cuore di Gesù, noti come la Notte dei Fuochi, una volta terminati i preparativi, famiglie, amici e turisti si uniscono ai solerti organizzatori nei siti di accensione, tra grigliate e momenti conviviali. La festa culmina con l’accensione delle lanterne, prima che diventi buio: i fuochi illuminano le montagne e gli spettatori a valle, alzando lo sguardo, possono ammirare questo spettacolo straordinario. Il giorno seguente l’area viene ripulita e il materiale riportato a valle.

Il sentiero delle mele. Foto Bemjamin Pfitscher

A spasso nel “sentiero della mela”

Paolo Tezzele, sommelier ed esperto di mele, sarà l’accompagnatore ufficiale delle escursioni delle 10.00 sul sentiero della mela di Tirolo.
Tra paesaggi mozzafiato e storie affascinanti, Tezzele accompagnerà i visitatori raccontando loro quali varietà di mele crescono a Tirolo, come vengono coltivate e raccolte e diverse curiosità sulla melicoltura. Alla fine dell’escursione è prevista una deliziosa degustazione delle diverse varietà.

“Rosso di sera tirolese” e shopping serale

Dal 7 luglio al 25 agosto i lunedì estivi di Tirolo saranno dedicati allo shopping serale con Rosso di sera Tirolese dalle 20.00 alle 23.00.
I negozi, infatti, resteranno aperti per queste serate, che saranno animate anche da un ricco programma di intrattenimento per grandi e piccini, buona musica, specialità tipiche della cucina locale e ottimi vini delle cantine dei dintorni. 

foto Thomas Rötting

Summer Nights al parco Burglehen

Il 22 e 23 agosto, due serate di degustazioni di vini e birra locale, in un’atmosfera magica sotto le stelle.
Dalle 18.00 alle 23.30 il parco Burglehen si animerà con musica dal vivo e stand gastronomici con prodotti altoatesini.
Un’occasione perfetta per rilassarsi, divertirsi e scoprire i sapori del territorio.

 

Torna Vini d’Abbazia: l’evento che celebra la tradizione enologica monastica del Lazio

Torna Vini d’Abbazia: l’evento che celebra la tradizione enologica monastica del Lazio

Dal 6 all’8 giugno 2025, l’incantevole Abbazia di Fossanova, a Priverno (Latina), accoglierà la quarta edizione di Vini d’Abbazia, l’evento che celebra la tradizione enologica monastica attraverso storia, cultura e degustazioni d’eccellenza.
Parteciperanno prestigiose cantine italiane e internazionali, tra cui oltre 30 realtà provenienti da abbazie, che presenteranno vini rari e storici custoditi nei secoli da luoghi di culto e comunità monastiche.

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In degustazione i vini “sacri” di abbazie e monasteri

Tra gli espositori figurano le maggiori abbazie produttrici di vino italiane, produttori laici legati a monasteri, la rete francese Les Vins d’Abbayes e il Monastero di Alaverdi – Badagoni, simbolo della cristianità ortodossa in Georgia.
Ogni giorno, dalle 16.30 alle 22.00, i banchi d’assaggio animeranno il suggestivo Chiostro dell’Abbazia, affiancati dal Villaggio Food&Wine con le eccellenze gastronomiche del territorio. Il programma completo, già disponibile online, affianca alle degustazioni un ricco calendario di incontri, conferenze e dibattiti aperti al pubblico, che si terranno nell’Infermeria del Borgo di Fossanova e vedranno il coinvolgimento dei massimi rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, insieme a protagonisti del mondo agricolo, culturale ed enogastronomico.
Le masterclass, ospitate nel Refettorio dell’Abbazia, offriranno momenti di approfondimento guidate da autorevoli voci del vino e della cultura. Un dialogo aperto tra tradizione e contemporaneità, pensato per chi desidera vivere il vino come esperienza culturale oltre che sensoriale. L’edizione 2025 di Vini d’Abbazia è associata al progetto regionale Le Vie del Giubileo, promosso da Regione Lazio e ARSIAL in occasione dell’Anno Santo 2025, con l’obiettivo di valorizzare i luoghi della spiritualità, dell’accoglienza e dell’enogastronomia del territorio attraverso eventi diffusi e reti virtuose tra istituzioni, imprese e comunità.

Rocco Tolfa, Giancarlo Righini, Giovanni Acampora e Massimiliano Raffa

Vini d’abbazia e le vie del Giubileo. Il Lazio fra spiritualità, identità e sapori

Il progetto Le Vie del Giubileo (www.arsial-giubileo.it) è nato per promuovere cultura, fede e sapori attraverso iniziative che coinvolgono l’intero territorio regionale per tutto il 2025.
In questo scenario, l’Abbazia di Fossanova diventa tappa significativa di un percorso che mette in rete comunità monastiche, imprese, istituzioni e visitatori, con l’obiettivo di raccontare il Lazio come destinazione di eccellenza e luogo dell’anima.
Il vino e le produzioni agroalimentari di qualità diventano quindi strumenti di promozione, coesione sociale e sviluppo sostenibile, in un percorso virtuoso sintetizzato dal claim: “Coltiviamo qualità, camminiamo nella speranza”, che invita a riscoprire il valore dell’enogastronomia come espressione di identità culturale, capace di nutrire il corpo, raccontare il territorio e rafforzare il senso di comunità.  


Storie di vino dal cuore del Lazio

Vini d’Abbazia è un viaggio alla scoperta del legame millenario tra vino, spiritualità e territorio. Protagoniste dell’evento sono alcune tra le più importanti abbazie vitivinicole italiane, produttori laici legati a luoghi monastici e la rete francese Les Vins d’Abbayes.
Ideato dal giornalista Rocco Tolfa, l’evento è realizzato in partnership con Regione Lazio, ARSIAL, Camera di Commercio Frosinone Latina e il Comune di Priverno. L’organizzazione è curata dalla Strada del Vino, dell’Olio e dei Sapori della provincia di Latina, dalla cooperativa Taste Roots, da UpWell Development Consulting e dall’Associazione Polygonal. Riceve il supporto di BCC Roma, Giovani Soci BCC Roma, Polsinelli e Confagricoltura, e si svolge in collaborazione con l’Azienda Speciale Informare, Oltre Roma Wine Tour, la Direzione Regionale Musei Lazio, Slow Food Lazio e l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino. I partner tecnici sono il Vivaio Aumenta, Acqua Filette, Sabaudia Hotel & Spa 4*, Il San Francesco Charming Hotel Sabaudia 4*, l’Associazione Italiana Sommelier, Bodema, Ponza & Dintorni e Osteria Persei. Media partner ufficiali dell’evento sono Rai Radio 2 e Vinum. Vini d’Abbazia si svolge a Fossanova, frazione di Priverno, a pochi chilometri dal Parco Nazionale del Circeo, dei laghi salmastri costieri e dalle spiagge di Sabaudia. Un territorio ricco di biodiversità che custodisce antichi borghi e testimonianze millenarie. Frutto della sinergia tra istituzioni, aziende e consorzi, l’iniziativa punta a promuovere il territorio, rafforzando l’identità del Lazio come destinazione enoturistica di eccellenza. Tre giorni in cui l’Abbazia di Fossanova diventa un luogo di incontro e racconto, dove il vino si fa portavoce, simbolo di identità e motore di sviluppo culturale e turistico per il Lazio.

I PROTAGONISTI DELLA QUARTA EDIZIONE
Trai partecipanti alla quarta edizione di Vini d’Abbazia figurano Abbazia di Novacella, Abbazia di Praglia, Abbazia di Santa Maria di Propezzano, Abbazia di Busco – Liasora, Arnaldo Caprai – Viticoltore in Montefalco, Badia a Passignano – Marchesi Antinori, Cantina dei Monaci, Cascina del Monastero – Opera Pia Barolo, Castello di Magione, Abbazia del Goleto – Feudi di San Gregorio, Monastero dei Frati Bianchi di Fivizzano, Monastero di Bose Fraternità di Assisi San Masseo, Monastero dei Santi Gervasio e Protasio, Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, Cantina Convento Muri-Gries, Abbazia di Rosazzo – Livio Felluga, San Francesco della Vigna, Abbazia di Santa Maria della Matina, Convento dell’Annunciata di Rovato – Bellavista, Monastero di Santo Stefano Belbo – Beppe Marino, Tenuta Santa Cecilia Croara, Monastero delle Suore Trappiste di Vitorchiano e Monastero di Sabiona – Cantina Valle Isarco. A questi si aggiunge il Monastero di Alaverdi – Badagoni, cuore della cristianità ortodossa in Georgia, custode di una delle più antiche tradizioni vitivinicole del mondo. 

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Una cornice millenaria: l’abbazia di Fossanova

La manifestazione si svolge all’interno del complesso monumentale dell’Abbazia di Fossanova, tra i più significativi esempi di architettura gotico-cistercense in Italia.
Edificata tra il XII e il XIII secolo sui resti di un antico monastero benedettino, l’abbazia fu affidata ai monaci cistercensi nel 1135 divenendo in pochi decenni un centro spirituale e culturale di grande rilievo.
Luogo di straordinaria suggestione, Fossanova è conosciuta anche per aver accolto, nel 1274, gli ultimi giorni di vita di San Tommaso d’Aquino, uno dei massimi filosofi e teologi del Medioevo. Oggi, il chiostro medievale è il cuore pulsante dell’evento, accogliendo i banchi d’assaggio, mentre il refettorio e gli spazi del borgo restaurato ospitano masterclass, conferenze e momenti di confronto. In questo contesto dove il tempo sembra essersi fermato, l’esperienza del vino si intreccia con la bellezza e la profondità del luogo.

 

Friuli, a Sutrio la festa dei Cjarsòns, il piatto simbolo della Carnia

Friuli, a Sutrio la festa dei Cjarsòns, il piatto simbolo della Carnia

Domenica 1 giugno 2025 fra i monti del Friuli Venezia Giulia a Sutrio la Festa dei Cjarsòns,
il piatto simbolo della Carnia: 10 ricette, 10 paesi, 10 modi di interpretarli.


Scoprendo Sutrio, il cuore di legno della Carnia

Incorniciato dalle montagne friulane, Sutrio è un piccolo gioiello dove il tempo si misura a colpi di scalpello e profuma di legno lavorato.
Famoso per i suoi maestri artigiani, questo borgo racconta, tra viuzze lastricate e case in pietra, una storia di tradizione e creatività.
Passeggiare a Sutrio è come entrare in un laboratorio a cielo aperto: intagli, sculture e dettagli artistici decorano ogni angolo. Non a caso è sede di eventi come “Magia del Legno”, che trasforma il paese in una galleria d’arte viva.
Non solo arte: Sutrio è anche natura incontaminata, sapori autentici e ospitalità sincera.
Da qui partono sentieri che si inerpicano verso il Monte Zoncolan, regno di escursioni estive e leggendarie tappe del Giro d’Italia.
Se cercate un luogo dove bellezza, artigianato e natura si intrecciano in perfetta armonia, Sutrio vi aspetta, soprattutto il 1 giugno!


I Cjarsons, l’anima della Carnia in un piatto

Non è solo un piatto: i cjarsons sono un viaggio nella tradizione, nei sapori e nelle storie della Carnia. Questi ravioli rustici, fatti a mano con pasta fresca e ripieni sorprendenti, raccontano l’anima creativa e generosa della montagna friulana.
Ogni famiglia custodisce una propria ricetta, ma il segreto dei cjarsons sta nell’armonia di contrasti: dolce e salato si incontrano in un ripieno che può mescolare patate, uvetta, erbe aromatiche, ricotta affumicata e spezie. Il tutto condito semplicemente con burro fuso e una spolverata di ricotta affumicata grattugiata.
Assaggiare i cjarsons significa assaporare un pezzo di storia viva, tramandata da generazioni.
Li troverete nelle sagre di paese, nei ristoranti tipici ma soprattutto durante “la Festa dei Cjarsons”, dove ogni variante racconta un diverso angolo della Carnia.
Un piatto che non si dimentica: come la terra che l’ha creato.
L’origine dei Cjarsòns si perde nella notte dai tempi dei tempi ed è legata ai cramârs, i venditori ambulanti di spezie carnici che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella crassigne, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle.
Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i Cjarsòns, ravioli con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche…tutto quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della crassigne, perché nulla doveva andare sprecato.


10 ricette, 10 paesi, 10 modi di interpretarli

Con le erbe di primavera, con la ricotta, le uvette, la confettura di pere, con le patate ingentilite da mela e scorza di limone grattugiate e cannella, prezzemolo, menta e melissa, con i biscotti e la composta di albicocche e perfino con cacao dolce e amaro: sono una cinquantina le versioni dei Cjarsòns, il più tipico piatto della Carnia, ed ogni vallata ne ha la sua versione.
Non solo, come accennato, anche ogni ristorante e ogni famiglia ha il suo piccolo segreto per preparare questa sorta di golosi ravioli dagli innumerevoli gusti, col comune denominatore del ripieno speziato e del condimento con burro fuso, una grattugiata di ricotta affumicata e spesso anche una spolverata di cannella.
A questa golosa prelibatezza (un tempo il piatto della festa) Sutrio, antico borgo ai piedi del monte Zoncolan, dedica domenica 1 giugno la Festa dei Cjarsòns, divenuta ormai fra i più tradizionali e attesi appuntamenti primaverili del Friuli Venezia Giulia.


Cjarsòns e non solo…

Dieci paesi, in rappresentanza di tutte le vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale.
Passeggiando fra una decina di isole di degustazione allestite negli angoli più caratteristici del paese, si potranno gustare e confrontare fra loro i sapori inconsueti di questo piatto e conoscere le diverse anime che caratterizzano un cibo che, pur avendo un’origine povera e popolare, è complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione.
Si potranno così degustare cjarsòns salati o dolci, insaporiti da erbe primaverili o da piccole scaglie di cioccolato, con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, accompagnati dai più pregiati vini di grandi aziende friulane selezionati per l’occasione.
Oltre agli stand gastronomici, ci sarà un Mercatino con i prodotti del territorio, attività per bambini, musica dal vivo. La festa rientra nelle attività di animazione del territorio prevista dal Bando Borghi PNRR “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”.

 

Friuli Venezia Giulia, “Via dei Sapori” 25 anni di impegno e successi

Friuli Venezia Giulia, “Via dei Sapori” 25 anni di impegno e successi

Oltre un milione di assaggi serviti all’insegna dell’eccellenza e della valorizzazione del territorio, 185 eventi in 83 località di tutto il mondo in cui sono state promosse la cultura e l’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia, oltre 2.000 ricette create per deliziare il pubblico con piatti unici che hanno raccontato in modo inedito la storia culinaria regionale, più di 35.000 bottiglie stappate1.383 le volte in cui vignaioli, artigiani del gusto e partner sono apparsi nei menù rendendo ogni esperienza irripetibile: questa, sintetizzata in numeri, la fotografia del consorzio Friuli  Venezia Giulia Via dei Sapori che quest’anno compie 25 anni.

Cena spettacolo a Grado. ph D.Marchesi -Soplaya

Cucina+Vino+Prodotti+Cultura = Turismo

“Da 25 anni raccontiamo la storia della nostra terra attraverso la cucina e i suoi vini” dice il presidente del consorzio Walter Filiputti e proprio questo è lo slogan scelto per accompagnare un anno di eventi che avrà il suo clou il 15 settembre con la Celebrazione ufficiale nelle sale della Fondazione Friuli. 
L’equazione Cucina+Vino+Prodotti+Cultura = Turismo è alla base del progetto di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, da 25 anni portabandiera delle eccellenze enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia, straordinario melting pot di genti, culture, cibi.
Il Consorzio è un affiatatissimo gruppo composto da 72 aziende top-quality: 25 ristoratori che – dal mare Adriatico alle Alpi – sono portabandiera delle molteplici anime della cucina regionale, pensata e rielaborata da ciascuno secondo il proprio personalissimo percorso di ricerca; 24 tra vignaioli e distillatori e 16 artigiani del gusto a cui si affiancano 7 partner tecnici.


La storia

Tutto è nato il 12 settembre 2000, una data che avrebbe segnato una svolta per la ristorazione del Friuli Venezia Giulia. Aldo Morassutti, trattoria Da Toni a Gradiscutta, riunì al ristorante Là di Moret una decina di colleghi, mossi da una visione comune: promuovere e valorizzare la gastronomia locale.
Invitò Walter Filiputti, esperto di enogastronomia e marketing, a presentare un programma.
Quel giorno non solo nacque l’idea del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, ma venne posta la prima pietra di un progetto che avrebbe contribuito a collocare la ristorazione di qualità nel sistema di promozione del turismo.
Le esigenze che spinsero alla creazione del Consorzio erano semplici, ma fondamentali: la necessità di dare una voce forte e unitaria alla ristorazione regionale creando una piattaforma per lanciare le eccellenze locali e di fare squadra.
L’intuizione guardava oltre, al bene del territorio, con la consapevolezza fosse il vero tesoro comune da difendere e valorizzare.
La Carta di fondazione del Consorzio, sottoscritta da 20 ristoranti, sanciva l’impegno a superare le individualità e lavorare, allo stesso tempo, per il bene collettivo. La componente territoriale fu il motore del successo del progetto, trasformando il panorama enogastronomico in un pilastro strategico per il turismo regionale, e aprendo le porte alla collaborazione con le Istituzioni locali, come la Camera di Commercio di Udine e di Pordenone-Udine, Promoturismo e i Comuni.
L’aspetto culturale faceva parte dei programmi. Nel 2003, il Consorzio edita il suo primo libro, “Friuli Via dei Sapori” tradotto in 6 lingue. Nel 2011 ecco “I Solisti del Gusto” attraverso una narrazione che intreccia sapori e cultura dell’intera regione (in 3 lingue).
A queste pubblicazioni si sono aggiunte 9 “Monografie golose” (tiratura di 20.000 copie) che sono state omaggiate ai clienti dei ristoranti, contribuendo a una diffusione capillare della conoscenza del territorio.


Gli eventi 2025

Il calendario si aprirà il 17 giugno al Castello di Spessa di Capriva con una ormai tradizionale cena spettacolo, format oggi in gran voga di cui il Consorzio è stato pioniere, che vedrà i 25 chef cucinare in contemporanea davanti al pubblico un menù primaverile, affiancati dai vignaioli e dai produttori, per raccontare la propria terra attraverso cibi e vini.
L’8 luglioil Consorzio festeggerà il 25° anniversario con grande evento al Castello di Udine, la città dove nel 2000 è stato fondato in collaborazione con la CCIAA di Udine presieduta allora da Enrico Bertossi. Ciascun ristorante presenterà il proprio piatto iconico – passato intatto fra tempi e mode – che lo rappresenta al meglio.
Il 29 luglio sarà di scena sulla spiaggia di Grado la Cena spettacolo dedicata alla cucina estiva con lo sfondo del mare al tramonto. 
Il 15 settembre sarà dedicato alla Celebrazione dei 25 anni, che sarà ospitata nelle sale della Fondazione Friuli di Udine a partire dalle 17.00. Per l’occasione saranno presentati un video e un magazine che racconteranno in maniera agile e attraente la storia del Consorzio. 

Cena spettacolo al Castello di Udine. ph Fabrice Gallina

Le 72 imprese

I ristoranti:
AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Ai Tre Merli di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, Alla Luna di Gorizia, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Casa Valcellina di Montereale Valcellina, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Alvise di Sutrio, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio,  La Torre di Spilimbergo, Le Fucine di Buttrio, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mandi Parentesi Friulana di Lignano Sabbiadoro, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine.
Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto, oltre che ai partner tecnici: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

Cena spettacolo a Grado. ph D.Marchesi -Soplaya

I vignaioli e i distillatori eccellenti:
Albino Armani, Castello di Spessa, Conte D’Attimis Maniago, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, La Viarte, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga Russiz Superiore, Nero Magis, Pascolo, Petrussa, Picech, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori.
Gli artigiani del gusto:
Consorzio per la Tutela del Formaggio MontasioConsorzio produttori Olio Extravergine di Oliva del FVG; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; La Blave di MorteanLa Compagnia del Prosciutto srlPasta Natalino; le creazioni di Raviolo Factory di Villa Santina; Fonte Corte Paradiso (San Benedetto); il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci di Rizzo Caffè Bistrot di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i gelati della Gelateria Nonno Carletto di Udine;  il caffè di Oro Caffè di Udine; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns.

 

Otto italiani su dieci andranno in vacanza quest’estate

Otto italiani su dieci andranno in vacanza quest’estate

L’estate del 2025 sarà ancora una volta un record in termini di viaggi di turisti nel nostro Paese, infatti, secondo un recente studio del potente motore di ricerca di voli e hotel www.jetcost.it, il 77% degli italiani ha intenzione di viaggiare durante le vacanze di quest’estate. 

In vacanza anche solo per qualche giorno

Il motore di ricerca specializzato ha realizzato uno sondaggio con l’obiettivo di conoscere le prospettive di vacanza degli italiani per l’estate 2025.
La prima conclusione che è emersa è che, la maggior parte (il 77%) è convinta di viaggiare almeno per qualche giorno, mentre il 7% aspetterà l’ultimo minuto per decidere, in funzione soprattutto del proprio budget. Il 16%, invece, non andrà da nessuna parte.


Luglio, col bene che ti voglio…

Per quanto riguarda i mesi preferiti per viaggiare, agosto è il più gettonato per andare in vacanza, con il 46% degli italiani che sceglierà questo mese e il 33% luglio.
Giugno è un mese che sta diventando sempre più popolare: il 12% lo sceglierà, mentre solo il 9% viaggerà a settembre.

Tocca e fuggi di massimo 5 giorni

Per quanto riguarda la durata del viaggio, il 26% prevede di viaggiare per un massimo di 5 giorni, il 37% per una settimana, il 32% per un tempo compreso tra gli 8 e i 15 giorni; solo il 5% per un periodo compreso tra 15 giorni e un mese. In termini di spesa, la media per persona è stimata in circa 1.145 euro.

L’auto il mezzo preferito

In relazione al metodo di trasporto, secondo lo studio di Jetcost.it l’auto privata resta la scelta preferita (51%). Seguono l’aereo (30%), treno (10%), bus (5%), e nave (4%). Inoltre l’hotel sembra essere la sistemazione che piace di più (al 57%), meglio di affittare un appartamento (22%). Le altre opzioni sono gli aparthotel (13%) e le case rurali (5%). Solo il 3% prevede di andare in campeggio.
Poco più della metà degli intervistati ha dichiarato che viaggerà in famiglia (52%); al secondo posto cè il viaggio in coppia (23%), poi con gli amici (15%) e da soli (10%).

Italia e spiagge le mete preferite

In termini di destinazioni, le mete nazionali sembrano essere le preferite da quasi sette italiani su dieci (63%), che le scelgono prima di quelle internazionali (20%), mentre il 17% combina entrambe. Naturalmente, le mete più desiderate sono quelle con sole e spiagge (64%), seguite dalle grandi città (24%) e dalle destinazioni interne e montane (12%). Le top 5 mete italiane più ambite per questa estate sono
Le destinazioni nazionali preferite dagli italiani per le vacanze 2025:
1. Lampedusa
2. Roma
3. Jesolo
4. Napoli
5. Olbia
6. Gallipoli
7. San Vito lo Capo
8. Capri
9. Riccione
10. San Teodoro


L’Europa meta preferita per chi va all’estero

Riguardo ai viaggi internazionali, l’Europa sembra essere la preferita, con Tenerife che si dimostra la città più popolare, mentre Parigi, Zante, Barcellona e Ibiza completano la top 5. Le destinazioni esotiche a lungo raggio più in voga quest’anno tra gli italiani sono invece New York, Sharm el-Sheikh, Bangkok, Casablanca e Bali.
Le destinazioni europee preferite dagli italiani per le vacanze 2025:
1. Tenerife
2. Parigi 
3. Zante 
4. Barcellona 
5. Ibiza
6. Creta
7. Palma di Maiorca 
8. Lisbona
9. Londra
10. Malta

Le mete di chi viaggia a lungo raggio

Le destinazioni a lungo raggio preferite dagli italiani per le vacanze 2025:
1. Sharm el-Sheikh 
2. New York
3. Bangkok
4. Istanbul
5. Casablanca
6. Marrakesh 
7. Tokio
8. Zanzibar 
9. Bali 
10. L’Avana