A Gabriele Gorelli il primo Master of wine italiano

A Gabriele Gorelli il primo Master of wine italiano

A Firenze nell’ambito della manifestazione Eccellenza di Toscana è stato consegnato da parte del Presidente di AIS Toscana Cristiano Cini il Premio Osvaldo Baroncelli a Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano, per il forte legame intercorrente tra questo e lo storico Presidente di AIS Toscana, recentemente scomparso.

Nato e cresciuto a Montalcino 37 anni fa, Gabriele Gorelli – sommelier AIS dal 2011 – è stato il primo italiano a ottenere il prestigioso titolo di Master of Wine, rilasciato dall’omonimo istituto nato in Gran Bretagna nel 1955. Dopo sei anni di preparazione particolarmente intensa – circa 40 ore di studio alla settimana e una media di 48 voli presi all’anno – nel 2021 è arrivato ad ottenere quel riconoscimento di cui fino ad oggi possono fregiarsi in pochissimi in tutto il mondo: circa 420 persone. Il che ne fa un perfetto ambasciatore della toscanità.

“Mi ha sempre affascinato la conoscenza del vino – ha raccontato Gabriele Gorelli – l’essere un collettore tra chi il vino lo fa e chi lo consuma. Mi sono avvicinato a questo mondo proprio grazie ad AIS Toscana, per la quale provo un fortissimo senso di appartenenza, che mi ha dato tutto quello che serviva e che ancora oggi serve per diventare Master of Wine, a partire dall’aspetto relazionale ed associativo che mi ha fatto crescere in ambito professionale e personale. Per me è infatti doppiamente bello poter parlare di come lo sono diventato, accoppiando quest’esperienza con l’Istituto dei Master Of Wine al mio percorso in AIS Toscana, di come proprio grazie a questa mi sono appassionato sempre più e creato una base formativa eccellente soprattutto dal punto di vista della sensibilità alla degustazione – ha aggiunto – perché acquisire la terminologia appropriata e la capacità di categorizzare specifici vini è stato fondamentale. Per me è stato un atto di incoscienza cercare la scalata al Master of Wine perché non si conosceva abbastanza quanto questo titolo fosse difficile da ottenere: essere arrivato è quindi un sogno, ma credo che sia proprio questo lo spirito giusto, ovvero viverla come un’esperienza che ti carica perché nessun altro prima di te ha raggiunto questo obiettivo. Il mio oggi è che sempre più persone ce la facciano ad ottenerlo e questo è uno degli elementi che accomuna AIS con Master of Wine: la volontà di aggregare e portare dentro le persone. Oggi – ha concluso – ci sono dei progetti molto contemporanei di commistione e volontà di intrecciare enoturismo, vino, passione, formazione ed educazione. Vedo in questa commistione di intenti un bel futuro per la Toscana, soprattutto perché questa regione ha veramente tanto da offrire al mondo”.

Al via “Chianina in tavola in tour”: 4 cene per conoscere la Chianina e il marchio Vitellone Bianco dell’Appennino IGP

Al via “Chianina in tavola in tour”: 4 cene per conoscere la Chianina e il marchio Vitellone Bianco dell’Appennino IGP

Valorizzare la carne di razza Chianina, il suo legame con il territorio di origine e far conoscere al consumatore il corretto utilizzo in cucina. Con questi obiettivi il Consorzio tutela Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP e l’associazione ‘Amici della Chianina’ hanno organizzato ‘Chianina in tavola in tour’ – edizione speciale del progetto ‘La Valle del Gigante Bianco’ nato nel 2005 – che proporrà un’iniziativa itinerante con quattro cene-incontro in programma da dicembre 2021 a marzo 2022 e aperte a operatori di settore, allevatori, gastronauti e a tutti coloro che amano la carne Chianina a marchio Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP. Gli appuntamenti si svolgeranno in quattro ristoranti toscani della Valdichiana, tra le province di Siena e Arezzo, con l’obiettivo di valorizzare la zona di origine della razza Chianina e vedranno protagonisti quattro chef dell’Unione Regionale Cuochi Toscani – Katia Maccari, Emiliano Rossi, Walter Redaelli e Lorenzo Pisini – che, in ogni serata, lavoreranno fianco a fianco per preparare portate a base di Chianina.

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 10 dicembre presso il ristorante ‘I Salotti del Patriarca’ a Chiusi, in provincia di Siena, mentre venerdì 14 gennaio ‘Chianina in tavola in tour’ farà tappa all’Osteria ‘Il Teatro” di Cortona, in provincia di Arezzo. Venerdì 4 febbraio la manifestazione si sposterà a Bettolle, nel comune di Sinalunga, in provincia di Siena, ospite del ‘Ristorante Walter Redaelli’, mentre la chiusura è fissata per venerdì 4 marzo al ristorante ‘Logge Vasari’ di Arezzo. Ogni appuntamento vedrà la partecipazione di Andrea Petrini, direttore del Consorzio tutela Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP e l’abbinamento con vini d’eccellenza di produzione locale. Tutte le cene-incontro inizieranno alle ore 20. Per informazioni, è possibile chiamare il numero 333-7892392 oppure scrivere a info@chianinavalley.eu.

Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale ha ottenuto la certificazione IGP nel 1998, primo marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dall’Unione Europea per l’Italia, indirizzato a qualificare la carne prodotta dalle razze bovine tipiche dei territori dell’Appennino centrale: Chianina, Marchigiana e Romagnola. I bovini devono essere nati e allevati nell’area tipica e in aziende assoggettate ai controlli per la verifica del rispetto del disciplinare di produzione. La carne certificata con il marchio “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP” può essere venduta esclusivamente nei punti vendita autorizzati e controllati. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito www.vitellonebianco.it.

L’Associazione “Amici della Chianina” ha sede a Bettolle, nel comune di Sinalunga, in provincia di Siena, ed è nata nel 2005 con l’obiettivo di valorizzare la razza Chianina, il suo legame con la zona d’origine e l’utilizzo gastronomico.

“Chianina in tavola in tour” è organizzata con il patrocinio del Comune di Sinalunga, in collaborazione con l’Unione Regionale Cuochi Toscani, l’Associazione Cuochi Senesi, l’Associazione Cuochi Arezzo, la delegazione Valdichiana di FISAR, Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori e la delegazione di Arezzo di AIS, Associazione Italiana Sommelier Toscana.

Vino, Baragli (Fedagripesca Toscana): “In Toscana perdita media del 30%”

Vino, Baragli (Fedagripesca Toscana): “In Toscana perdita media del 30%”

In Toscana, a causa dei cambiamenti climatici, sono stati conferiti meno di 300mila quintali di uve, con una perdita media intorno al 30%: il problema è che pochi agricoltori erano assicurati per le gelate.
Va fatta poi una distinzione: le cantine con un territorio ristretto e pochi ettari hanno perso anche il 50% della produzione, mentre la perdita è inferiore per coloro che hanno più ettari di vigneti e magari una posizione migliore a livello di altezza. Leggo di preoccupazioni da parte dei consumatori, ma vorrei precisare: gli agricoltori hanno già sostenuto aumenti, hanno prodotto molto meno rispetto al passato e quindi i ricavi saranno inferiori. Ci scuseranno se ci sarà un piccolo incremento, di 20-30 centesimi in più sulla bottiglia di vino”. A dirlo è Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana e presidente della Cantina sociale Colli Fiorentini, in riferimento all’annata 2021 del vino toscano.

I problemi sono legati ai continui cambi climatici: “
Le gelate hanno portato criticità – ha aggiunto Baragli -. A questo poi è seguita la siccità, logico che dunque c’è stata una perdita grave di produzione. Abbiamo più volte incontrato l’assessore regionale Stefania Saccardi ma va detto che in questo caso la Regione può fare poco perché tutte queste calamità naturali erano appunto assicurabili. Certo, se verrà dichiarato lo stato di calamità naturale potranno scattare degli interventi, certamente utili anche se non risolutivi al 100%”.

Baragli è intervenuto anche sulla questione relativa al Parlamento europeo e alla Commissione speciale sulla lotta contro il cancro (Beca), Commissione che dovrà approvare entro i primi di dicembre un rapporto proprio sul vino. Il report non considera che bere vino con moderazione non sembra aumentare l’incidenza del rischio di cancro. “Il messaggio che lanciamo – ha concluso il vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana – è che bere un bicchiere di vino a pasto non può che fare bene. Ha un sacco di benefici a livello di salute. E mette di buonumore!”. 

Cantine aperte a Natale: in Toscana arrivano gli auguri di Dante Natale

Cantine aperte a Natale: in Toscana arrivano gli auguri di Dante Natale

Torna dal 4 al 12 dicembre, nelle cantine del Movimento Turismo del Vino Toscana, l’appuntamento
con Cantine Aperte a Natale, il format che porta nel periodo natalizio i tanti wine lovers alla scoperta dei vini delle feste.

Un’occasione unica per scegliere i vini da abbinare ai menu del periodo natalizio grazie ai preziosi suggerimenti del produttore in persona, ma anche per passare un pomeriggio o alcuni giorni in cantina, o soprattutto, questo per le famiglie, per far conoscere ai più piccoli il magico mondo del vino grazie a tante iniziative organizzate per i bambini.

Il tutto nel segno di Dante. «Si chiude con questo evento l’anno dedicato alla ricorrenza di Dante e dopo il successo di Cantine Aperte in Vendemmia siamo riusciti a tornare anche per Natale in presenza, aprendo le nostre cantine in un periodo magico quale quello di Natale – spiega Emanuela Tamburini, presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana – cercheremo di accogliere le famiglie non solo per degustare i nostri vini, ma anche per consigliare gli abbinamenti ideali per i menu delle feste, senza dimenticarci dei più piccoli ai quali abbiamo riservato alcune sorprese e attività da svolgere in cantina».

In cantina sotto l’albero di Natale con gli auguri di Dante. Con Cantine Aperte a Natale si chiude
l’anno di eventi targati Movimento Turismo Vino Toscana e si chiude anche concettualmente “Dante in
Vigna”, il cerchio aperto a maggio per celebrare i settecento anni della morte del Sommo Poeta. Il tema
toscano di Cantine Aperte a Natale sarà quindi “Dante Natale. Dante in Vigna vi fa un augurio speciale:
Buon Natale!”. I tanti wine lovers potranno scattarsi una foto speciale con i vini toscani e con Dante in
versione natalizia. Tanti gli appuntamenti in tutta la Toscana per scegliere l’abbinamento perfetto per
rendere ogni portata ancora più indimenticabile. Insomma la possibilità di ricevere consigli
personalizzati sul menù delle feste e sui regali da fare agli amici abbinando il vino toscano che risponde
ad ogni personalità (Brunello per un austero, un vino della Maremma per una persona solare, un
Chianti per un avventuroso per poi arrivare alle bollicine toscane che ormai sono sempre più comuni
nelle nostre cantine MTV Toscana che si abbinano perfettamente alle persone più spumeggianti). I
programmi ideati dalle cantine socie MTV Toscana sono già disponibili e in aggiornamento divisi per
territorio sul portale www.mtvtoscana.com
Cantine Aperte. Nato in Toscana quasi trent’anni fa, è oggi l’evento enoturistico più importante in Italia.
Cantine Aperte è diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino
italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle
cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Oltre al tradizionale appuntamento di fine
maggio, il marchio si lega alla vendemmia, a San Martino, al Natale. Cantine Aperte è un marchio di
proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne
qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti
distintivi delle cantine MTV.
L'Associazione Movimento Turismo del Vino Toscana è un ente non profit che raccoglie circa cento
soci fra le più prestigiose cantine del territorio, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti
quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del
vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far
conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come
si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di
qualità.

Caseificio maremmano pluripremiato al mondiale dei formaggi

Caseificio maremmano pluripremiato al mondiale dei formaggi

La stagione delle grandi rassegne internazionali dedicate al mondo lattiero caseario si chiude con “il botto” per il Caseificio Il Fiorino, che torna dal World Cheese Awards di Oviedo, in Spagna, con 14 medaglie.
L’azienda maremmana ha fatto strike di ori, conquistandone ben 6, ha ottenuto 5 argenti e 3 bronzi affermandosi come la realtà italiana produttrice di formaggi di pecora più premiata al mondo.

I formaggi premiati. Il World Cheese Awards è il concorso caseario più grande al mondo. La giuria composta da circa 250 esperti, fra rivenditori, acquirenti, produttori e critici gastronomici ha assegnato le medaglie d’oro al Cacio di Caterina, al Fior di Natura, al Cacio di Afrodite, al Cacio di Venere e due al Pecorino Toscano DOP stagionato. Due medaglie d’argento sono state conferite al Caterina, una al Grotta del Fiorini, al Venere e alla Riserva del Fondatore. Tornano in Maremma con la medaglia di bronzo l’Afrodite, la Riserva del Fondatore e il formaggio erborinato Fiorin blu.

Il Concorso. Il World Cheese Awards (WCA) nasce nel 1988 e oggi che siamo giunti alla 34esima edizione, rimane uno degli eventi più prestigiosi e importanti al mondo per il riconoscimento della qualità e dell’eccellenza nella produzione casearia. Un contest che, a ogni edizione, richiama i migliori produttori ed esperti di formaggio dai cinque continenti. L’edizione 2021 si è svolta nella regione spagnola delle Asturie, a Oviedo. La Spagna è una regione che porta particolarmente bene all’azienda maremmana, visto che già nel 2016, a San Sebastian aveva ottenuto 6 medaglie. Il Fiorino è sempre stato protagonista di questo evento: dalla prima partecipazione a Londra, nel 2012, a oggi ha ottenuto oltre 50 medaglie.

“Riconoscimenti come quelli che abbiamo ottenuto a Oviedo – sottolinea Angela Fiorini, che insieme al marito Simone Sargentoni guida il Caseificio Il Fiorino – lasciano senza parole. Siamo molto felici perché i numeri e le medaglie dicono che siamo la prima azienda privata italiana come quantità e qualità di premi. Avevamo iscritto i formaggi con poca fiducia di poter portare a qualche risultato, perché credevamo non fossero all’altezza. La risposta della giuria ci fa capire che forse siamo fin troppo critici nel giudicare i nostri formaggi. Ma è questo atteggiamento che ci ha portato fino qua e ci fa ben sperare per il futuro, perché vogliamo ancora migliorare. Passo dopo passo, come facciamo ormai da più di sessant’anni. Vorrei ringraziare – conclude Fiorini – tutti coloro che in queste ore stanno condividendo con noi questa soddisfazione esprimendo vicinanza e apprezzamenti. Sono loro che, ogni giorno, ci danno carica ed energia”.

Il mondo del vino piange Lorenzo Corino

Il mondo del vino piange Lorenzo Corino

L’innovatore della rivoluzione gentile del vino secondo natura è venuto a mancare ad Asti..

E’ venuto a mancare il professor Lorenzo Corino, agronomo, ricercatore e  autore di pubblicazioni tecnico-scientifiche.
Un visionario del mondo vitivinicolo che con la sua rivoluzione gentile ha ribaltato saperi consolidati.
Un piemontese d’altri tempi curioso, pacato, gentile ma determinato che rappresenta la sesta generazione di una famiglia di vignaioli che produce in una frazione di Costigliole d’Asti che non a caso si chiama Corini dov’era nato nel 1947.

Da sempre attento alle produzioni agricole in armonia con il mondo rurale, implementa le gestioni ecosostenibili che valorizzino il “capitale terreno” e il buon uso delle risorse energetiche rinnovabili e lo fa in Maremma, tornando alla terra d’origine del nonno, divenendo nel 2013 il responsabile del progetto vitivinicolo della Fattoria La Maliosa che diventa il suo buen ritiro dopo una luna carriera cattedratica conclusa da dirigente del centro di ricerca per l’enologia di Asti.

Gli anni trascorsi a La Maliosa gli permettono di proseguire e ampliare sul campo le sue ricerche.
Il suo lavoro d’innovatore si esalta dopo l’incontro con l’imprenditrice Antonella Manuli con cui codifica un insieme di pratiche agronomiche per la produzione di uva e vino “naturale” che prenderà il suo nome: “Metodo Corino”.

E’ Antonella Manuli che commossa da l’annuncio del decesso. “Il Prof Lorenzo Corino è insieme a me il “padre fondatore” della Maliosa e sarà un mio preciso impegno portare avanti questo progetto nei valori di sostenibilità e rispetto di persone e ambiente che lo incarnano. Chiunque visiterà La Maliosa lo incontrerà nelle tracce indelebili del paesaggio che ha modellato e nella memoria delle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo”