Giu 12, 2023 | Enogastronomia, Territori
Con l’apertura della stagione estiva il ristorante di Robecco sul Naviglio (Milano), “casa” di Carlo Cracco si veste di estate e si prepara ai “Weekend del Gusto”.

I “saranno famosi” dei fornelli e la sostenibilità a mezz’ora da Milano
La kermesse eno-gastronimica raccoglie quattro appuntamenti pensati per sostenere le nuove leve della ristorazione italiana, promuovere la filiera agroalimentare fondata su piccoli produttori e sostenibilità, e valorizzare l’estate lombarda in una meravigliosa location che dista solo mezz’ora da Milano.
L’ex dimora di caccia settecentesca immersa nel verde del Parco del Ticino, sede dell’Associazione Maestro Martino con un ristorante didattico aperto al pubblico, sarà la protagonista di una serie di iniziative di ristorazione legate alla cultura enogastronomica, che avranno luogo nei fine settimana che vanno dal 17 giugno al 16 luglio.
Esperienze uniche nel loro genere, dove realtà innovative del food saranno protagoniste dell’offerta che verrà narrata, non solo attraverso i nuovi piatti, ma anche con masterclass, show-cooking, degustazioni e appuntamenti culturali.

17 e 24 giugno, 8 e 18 luglio. Sabato con pizze gourmet
Si partirà il sabato a pranzo quando il Resident Chef di Villa Terzaghi Federico Urbani, insieme alle brigate di cucina, proporrà una degustazione di pizze gourmet preparate live con prodotti stagionali e del territorio.
La magia del lievito madre, la lievitazione, gli abbinamenti con ingredienti di eccellenza del territorio per una cottura perfetta, sono solo alcuni dei segreti per ottenere delle vere e proprie pizza d’autore con un’innovativa rivisitazione del caposaldo della cucina italiana per eccellenza.
Il sabato a cenagli ospiti di Villa Terzaghi potranno gustare le proposte del menù pensato ad hoc per la stagione estiva.

Le domeniche: 18 e 25 giugno e 8 e 16 luglio fra percorsi sensoriali e masterclass
Nella fascia del mattino e del pomeriggio gli ospiti del ristorante potranno partecipare a percorsi sensoriali su tematiche che spazieranno dall’aceto ai vini, passando per le spezie e gli oli essenziali. Un viaggio alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche locali e italiane presidiate da importanti ospiti del settore.
Sempre nel pomeriggio, nel dehors di Villa Terzaghi, i migliori esperti in materia sveleranno tutti i segreti sul rito del barbecue e della brace con masterclass aperte al pubblico con granfi esperti del settore.
In orario pre-serale Villa Terzaghi proporrà una versione innovativa dell’irrinunciabile rito milanese, l’Aperitivo. La proposta del ristorante verterà su ricercati finger food da abbinare ad esclusivi cocktail d’autore.
Le due domeniche di luglio ilbartender Fabrizio Molteni racconterà come preparare un cocktail sostenibile in totale rispetto per natura e ambiente attraverso due masterclass su mixology, natura e ambiente.
Per prenotazioni Ristorante:e info:
info@villaterzaghi.it +39 351 6286499 – https://ecommerce.maestromartino.it/
Giu 6, 2023 | Enogastronomia, Territori
A pochi passi dal Duomo e in una location di rara bellezza storica, tra le seicentesche mura di un palazzo e le sue bianche colonne doriche, in Corso Monforte, al civico 16, apre il Valentino Vintage Restaurant con il suo menù a cura dello chef Emanuele Menna, un viaggio a metà tra i sapori autentici della cucina toscana e di quella milanese.

Il doppio omaggio a Valentino
Il nome “Valentino” è contemporaneamente un omaggio all’attore italiano, Rodolfo Valentino, e una rievocazione dell’omonimo ristorante che già occupava le medesime sale all’inizio degli anni 2000 e che ha voluto essere mantenuto anche dalla nuova gestione.
L’aggettivo vintage, che si accosta al nome, esprime, d’altro canto, il gusto degli arredi con cui è adornato il locale, un mix di architettura neoclassica e stile belle époque, che si fondono per regalare agli ospiti una scenografia raffinata ed elegante, tra stampe alle pareti, tovaglie bianche e poltrone di velluto, in cui assaporare un pranzo o una cena dai gusti tipici della tradizione italiana.
Tradizione alla toscana
La cucina del Valentino rappresenta, infatti, i sapori tipici della tradizione enogastronomica nazionale, con una chiara deriva toscana, rivisitata in chiave gourmet dallo chef Emanuele Menna, a capo della brigata del Valentino.
In carta, quindi, piatti come la Tartare di Chianina con funghi pioppini, fonduta di pecorino toscano e tartufo nero o le Tagliatelle home made al caffè Nannini con ragù bianco di cinghiale e cacao o ancora il Piccione al cioccolato fondente, ciliegie e jus di vitello.
Tra i dolci, una selezione di pecorini toscani con confetture e una cheescake ricomposta con i cantucci Nannini e dressing al lampone.
Immancabile omaggio alla città meneghina nel menù da parte dello chef Emanuele Menna e del Valentino, la “Costoletta alla milanese con maionese allo zafferanno e bietole saltate”.
Anche la carta dei vini, affidata alla cura del sommelier e maître Raffaello Rizzi, è in gran parte costituita da bottiglie di provenienza toscana, tra cui spiccano quelli delle cantine Antinori e Piccini, ma vi si possono trovare anche pregiati champagne Francesi, vini nazionali di varia provenienza e prestigiose vecchie annate.

Chef Emanuele Menna
Classe 1998, Emanuele Menna ha origini campane, ma è stato adottato dalla città di Milano ormai da 5 anni.
Apprende l’arte della pesca grazie alla passione trasmessa da suo padre e questo lo porta ad affinare e riconoscere prodotti freschi e di qualità, che poi è riuscito a riportare nella sua cucina, combinando tradizione e modernità.
La ricerca nell’idea di cucina dello chef Menna è continua e perpetua e l’obiettivo è quello di continuare a crescere e migliorarsi sempre di più trasmettendo, attraverso i suoi piatti, tutta la sua passione.
Feb 5, 2023 | Enogastronomia
Theobroma, “Il cibo degli dèi”, è il nome che le antiche civiltà Maya e Azteche avevano dato al frutto della pianta del cacao, usato per realizzare una bevanda sacra.
Già Cristoforo Colombo se ne innamora e porta il cacao in Europa, dove fin da subito i grandi pasticceri della storia, presso le corti di re e imperatori, lo interpretano e lo trasformano per offrire al mondo meravigliose esperienze di gusto.

I grandi Maestri del cioccolato in 3 giorni tutti da gustare
È con questo senso di gratitudine verso la storia che il Master Chocolatier Davide Comaschi e i grandi Maestri Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana, guidati dal Maestro Iginio Massari, saranno sul palco di ChocoLOVE per le Masterclass e le Degustazioni al cioccolato.
Dal 10 al 12 febbraio Palazzo Bovara in corso Venezia 51 a Milano, il Circolo del Commercio di Confcommercio Milano, diventerà il luogo migliore per scoprire, conoscere e vivere tutti i segreti del cioccolato ma soprattutto per gustarne tutti gli aromi.
La migliore pasticceria italiana si riunisce per realizzare tre giorni di lezioni dedicati al cioccolato con Masterclass dei Maestri: Davide Comaschi, Domenico Di Clemente, Emanuele e Filippo Valsecchi, Denis e Andrea Buosi, Alessandro Servida, Fabrizio Galla, Guido Castagna e Maurizio Colenghi, e degustazioni sensoriali condotte da Monica Meschini di International Institute of Chocolate and Cacao Tasting, e gli esperti di Chocolate Academy Milano come Alberto Simionato, Marta Giorgetti, Ciro Fraddanno e Diego Poli.
Con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano, Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi e il prezioso supporto di Confcommercio Milano, ChocoLOVE sarà anche l’occasione per scoprire le migliori proposte di praline e dolci confezionati delle pasticcerie milanesi studiate ad hoc per la festa di San Valentino, e ammirare le creazioni dei dieci finalisti del contest “ChocoLOVE: un dolce per San Valentino”. Il vincitore sarà premiato il 14 febbraio dal Maestro Iginio Massari.

Promuovere la cultura del cioccolato
ChocoLOVE è il primo evento dedicato alla cultura del cioccolato, firmato da BeeBest Consultancy e Chocolate Culture, brand guidato dal Master Chocolatier Davide Comaschi, che si terrà a Milano a Palazzo Bovara, presso il Circolo del Commercio di Confcommercio Milano in Corso Venezia 51, in occasione della Festa di San Valentino, con apertura al pubblico dal 10 al 12 febbraio (ore 10:30-18:30), e con un contest digitale dall’8 al 14 febbraio.
L’ingresso a Palazzo Bovara sarà consentito fino a esaurimento posti.
Il tema centrale di ChocoLOVE è quello di promuovere la cultura del cioccolato, dai Paesi in cui si coltiva la pianta del Cacao alla produzione del cioccolato, fino alle pasticcerie e al cuore dei consumatori.
Con il lancio di ChocoLOVE, Milano diventerà la città del cioccolato, alimento gustoso, sano e creativo. Milano è la città italiana palcoscenico ideale per eventi internazionali come i Giochi Olimpici: ChocoLOVE comincia il suo percorso oggi, si svilupperà per tutto il 2024 e 2025 e avrà il suo momento culminante nel 2026.
ChocoLOVE è un punto di incontro per gli addetti ai lavori ma soprattutto un evento aperto al grande pubblico che regalerà un momento dolcissimo alla città di Milano. Per parlare di cioccolato in tutte le sue forme occorrono voci autorevoli e grazie al supporto prezioso di APEI (Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana), presieduta dal Maestro Iginio Massari, parteciperanno all’evento Maestri della pasticceria di rilievo in Italia e nel mondo.
ChocoLOVE è anche un’occasione per raccontare ai viaggiatori le culture e i paesaggi del mondo attraverso il cioccolato.
La materia prima del cioccolato parte dalla famosa «Cocoa Belt» per essere lavorata in un altro paese e consumata in un altro ancora. Per questo il viaggio è centrale nel racconto della cultura del cioccolato. Durante l’evento sarà possibile scoprire i paesi della «Cocoa Belt»: Africa Occidentale, America Latina e Asia.
Grazie alla collaborazione con Confcommercio Milano, sono state coinvolte pasticcerie e panetterie di Milano per partecipare al primo contest ChocoLOVE che premierà il miglior dolce a base di cioccolato in occasione della festa di San Valentino. Il contest è online e i dolci verranno presentati sulle piattaforme social dal 7 di febbraio. I dieci finalisti saranno esposti nella ChocoGallery di Palazzo Bovara. La giuria guidata dal Maestro Iginio Massari premierà il 14 febbraio la creazione più fedele al concept del contest: innovazione, design e sostenibilità.
Con gli hashtag #cioccolatoamoremio e #chocolovemilano sarà possibile condividere sui social i selfie nell’ Instagrammable Set SanValentino dedicato all’amore e al cioccolato allestito nel cortile di Palazzo Bovara.
Il programma
ChocoLOVE inizierà il 10 febbraio alle ore 10.30 con una conferenza stampa di lancio che sarà l’opportunità per scoprire il concept dell’edizione 2024 e delle future manifestazioni fino al 2026. I relatori saranno gli Ambassador, le figure strategiche e gli stakeholder del progetto.
L’apertura al pubblico sarà nel pomeriggio del venerdì con Masterclass e Degustazioni sensoriali in cui si scopriranno i paesi d’origine del cacao. Nel weekend il programma sarà un susseguirsi di showcooking, degustazioni e viaggi sensoriali dal mattino fino alla sera.
La sera di domenica 12 febbraio l’evento si chiuderà al pubblico per riaprirsi solo per la stampa il 14 febbraio, alle ore 11, con la premiazione della migliore ricetta di San Valentino (che verrà degustata alla fine della premiazione).
Gen 24, 2023 | Protagonisti
Una cucina autentica che vuole essere uno strumento per introdurre le persone alla cultura del cibo in un ambiente genuino e di fiducia, dove la sperimentazione culinaria viene arricchita dalla consapevolezza del proprio impatto sul mondo.
A Milano in via Moscova è il progetto Hosteria da due giovani under 35, Giorgia Codato, classe 1988 e Mauro Salerno, classe 1990.
Horteria nasce nel 2017 dal desiderio di Giorgia di creare un luogo in cui “poter stare bene” insieme al cibo.
È proprio a Milano che avviene il fatidico incontro tra lei e Mauro che, in viaggio per lavoro, rimane incantato dal progetto e dalla passione di Giorgia. Da qui nasce la decisione di aprire una nuova sede di Horteria nella città metropolitana di Milano.
Green senza essere vegani o vegetariani, la selezione dei prodotti viene fatta a filiera cortissima come Domus Salerno, azienda agricola di proprietà di Mauro Salerno, a conduzione familiare ospitata nel cuore più verde del Parco Nazionale del Cilento, a Vallo di Diano e Alburni, come il prezioso olio extravergine di oliva che si può degustare in accompagnamento ai piatti. Il nome stesso del locale, Horteria, è un chiaro richiamo alla genuinità dei prodotti dell’orto di casa. Ma non si tratta di un locale per vegetariani, ma per chi ama un’alimentazione corretta e ragionata, ma allo stesso tempo gourmet: proteine come carne e pesce non mancano, ma il vegetale e la sua trasformazione vengono esaltate al medesimo livello. Ricerca della materia prima, filiera corta e creatività non mancano in cucina. Passione ed estro la completano. Il design del locale segue questa filosofia, pulito, piante come decorazione e come protagoniste in tanti piatti. La sala vive di un’atmosfera propria: piante, legno, argilla, corten emergono in un contesto dalla forte espressività. La sala è intima e raccolta, come il servizio, attento, premuroso e gestito direttamente da Giorgia e Mauro.
L’attenzione per la sostenibilità e lo spiccato senso creativo che li contraddistinguono sono espressi non solo attraverso i piatti, ma anche esaltati dalla carta dei vini e dal menù, realizzati saggiamente con il riutilizzo di scarti alimentari. La prima è creata a partire dalla buccia dell’uva, mentre il secondo da quella d’arancia.
Giorgia Codato e Mauro Salerno
Figlia d’arte, Giorgia Codato seguiva spesso il padre a Venezia dove lavorava come chef e nel poco tempo libero che aveva curava l’orto di casa, che usava come test per i suoi piatti. Laureata in psicologia, approfondisce in particolare il campo dei disturbi dell’alimentazione; il progetto Horteria nasce dopo un tirocinio post laurea a Londra dove, dopo aver lavorato in diversi ristoranti, si rende conto quanto intimo e forte possa essere il legame tra il cibo e la mente e quanto abbia da dire di ognuno di noi. Questa consapevolezza nasce anche, e soprattutto, dalla sua esperienza personale con i disturbi alimentari da giovane. Dopo questo periodo negativo nasce in lei il profondo desiderio di aiutare gli altri ad avere un rapporto sano con il cibo. Cucinare per le persone prestando attenzione alla materia prima, vedere nei loro occhi soddisfazione e gratitudine la fanno sentire viva e fiera di compiere questo mestiere e perseguire la sua missione personale.
Giorgia, Mauro e la squadra di Horteria lavorano ogni giorno con entusiasmo per offrire ai propri clienti un cibo sano, di qualità e bello sia esteticamente che qualitativamente.
Mauro Salerno nasce a Como, ma trascorre molto tempo con il papà, di origini cilentane e negli uliveti che possiedono in Campania. Crescendo, nel tempo libero, diventa parte “attiva” nell’ecosistema e fornisce un aiuto concreto alla manutenzione dell’orto: semina, innesta, raccoglie. Cresce quindi con un’idea chiara di stagionalità, filiera corta, territorio, educazione alimentare. Tematiche diventate i pilastri del suo locale e che sposa con la compagna Giorgia nella loro Horteria. Prima di approcciarsi al mondo della ristorazione, Mauro studia economia e management a Milano, lavora in una società di consulenza per svariati anni per poi decidere che le passioni devono essere coltivate con l’obiettivo di far nascere qualcosa, proprio come faceva da ragazzo con la terra dell’orto.
Lo chef e la cucina
Roberto Cogni, classe 1994 di Magenta, ha iniziato subito all’estero con un’esperienza nella gestione di un ristorante a Valencia. Tornato in Italia, ha lavorato con lo chef Antonello Colonna a Milano per poi diventare sous chef al ristorante Desco.
A fare da spalla a Roberto sono Leandro Santoli e Hisham Bendebka. Entrambi hanno collezionato importanti esperienze lavorative, Leandro come membro di Gucci Osteria e Attimi di Heinz Beck, mentre Hisham di Langosteria e Trippa.
Tra i piatti signature di Horteria, la tartare di manzo con marmellata di tuorlo, verdure pickles, pane di segale e finocchietto; Horto (tripudio green con verdure cotte, crude e fermentate); la zuppa di cipolle con formaggio fontina d’alpeggio e tuille di verdure; i ravioli ripieni di coda di toro e cioccolato amaro; come secondo il diaframma di cavallo con chimichurri e cavolo romanesco e come dolce la tatin di mela e gelato allo yogurt. Degustazione 3 portate a 60 euro, da 5 portate a 80 euro.
Horteria
via Della Moscova, 24 Milano
Telefono: 353 4419985
E-mail: moscova@horteria.it
Orari
Dal Martedì al Sabato : 12:00 > 15:00 – 19:00 > 23:30
La Domenica: 12:30 > 15:00
Chiuso il Lunedì
Dic 3, 2022 | Enogastronomia
La seconda edizione di Milano e Lombardia a Tavola vede risplendere il territorio bresciano ancor di più con le punte di diamante Stefano Zanini del ristorante MoS a Desenzano del Garda “il giovane dell’anno” e Alberto Gipponi del ristorante Dina “ricerca e innovazione”.
Una Guida, la Milat, diretta da Alberto Cauzzi e Andrea Grignaffini in collaborazione con Passione Gourmet che va a esaltare la Lombardia e il suo territorio che ad oggi (in particolar modo con Milano vista capitale economica italiana) è senza dubbio il traino per ricerca e tradizione del comparto enogastronomico italiano.
La lente d’ingrandimento non è però solo puntata su Milano, ma anche sulle province limitrofe come ad esempio Brescia e Bergamo, nel 2023 insieme anche capitale della cultura, di cui la Guida vuole esaltare prodotti, cibi e sapori locali.
Stefano Zanini e il suo ristorante MoS
Stefano Zanini, classe 1991, forgiato da esperienze stellate e illuminanti come Alain Ducasse a Le Meurice, Norbert Neiderkofler al St Hubertuss in Alta Badia, Christian Puglisi al Relae di Copenaghen e Martina Caruso al Signum a Salina, decide di tornare in terra natìa per sviluppare il suo concetto di cucina complementare, MOS. “Cerco di portare avanti una radice, valorizzandola”: così Stefano comincia il suo racconto di quello che è ad oggi il suo pensiero gastronomico profondamente radicato nel territorio del Lago di Garda.Una terra che, ad ogni piatto, si infila più o meno prepotentemente con ingredienti di Mare e di Terra. Nobilitare il Lago e la sua ricchezza è uno dei moti ispiratori dei piatti in Carta come lo Spaghetto ragout e bottarga oppure la Trota Marmorea, carciofo laccato e verdure invernali. Mattia Moro, 25 anni dirige la sala portando avanti con naturalezza e passione il pensiero gastronomico di Stefano, cercando di metterne in luce tutte le sfaccettature. Artefice di una Carta dei Vini snella, con forte accento sul territorio e sul mondo del vino naturale biodinamico. Ristorante con forte richiamo alla “Bell’Italia” degli anni 50, dove architettura e design erano in fermento idilliaco e colori accesi, geometrie e linee sinuose erano i tratti distintivi di un momento culturale indimenticabile. Ceramiche maioliche alle pareti e un bancone in legno intrecciato accolgono il cliente in un’atmosfera retro vintage.
I vincitori MoS e Dina nel Bresciano di Milano e Lombardia a Tavola3
La Guida che contiene 200 ristoranti, 40 pizzerie e 80 tra prodotti e vini di qualità. Sono ben 13 i premi consegnati, di cui due in provincia di Brescia: Stefano Zanini del Ristorante MoS di Desenzano del Garda (BS) ha conseguito da Distilleria Caffo il titolo Il giovane dell’anno, mentre è stato Alberto Gipponi del Ristorante Dina di Gussago (BS) a ricevere il premio Ricerca e innovazione da Barilla. Anche nel resto della Lombardia sono stati assegnati diversi premi. Partendo da Carlo Cracco, il celeberrimo chef di Cracco in Galleria a Milano, insignito del premio Chef dell’anno che è stato consegnato da Enrico Berto, presidente Berto’s. Riso Scotti ha premiato Davide Caranchini del ristorante Materia di Cernobbio (CO) per il Piatto dell’anno, premio assegnatogli per il piatto Insalata di mare, mentre Bassano Vailati della locanda Da Bassano Trattoria di Madignano (CR) ha ricevuto da Igor il premio La cucina che onora il territorio. Il premio Cantina dell’anno è andato al ristorante Da Vittorio della famiglia Cerea, a Brusaporto (BG), premiata sempre da Enrico Berto di Berto’s, mentre a Manuele Pirovano del ristorante D’O di Cornaredo (MI) è stato consegnato il premio di Sommelier dell’anno da Villa Sandi. Diego Pomponi, area manager Milano di Sagna, ha premiato Valentina Bertini del ristorante Langosteria Cucina di Milano per La migliore carta delle bollicine, mentre Michele Lazzarini del ristorante Contrada Bricconi di Oltressenda alta (BG) ha conseguito il premio come Novità dell’anno consegnato da Cristiana Genta, marketing director Acqua Sant’Anna. Manuel Tempesta del ristorante Seta di Milano è stato premiato da Astoria Wines come Maitre dell’anno, mentre Stefano Guerin, presidente SG Diet, ha consegnato il premio La migliore cucina etnica dell’anno a Yoji Tokuyoshi del ristorante Bentoteca di Milano; il premio Dolce dell’anno è stato vinto da Federico Rottigni del ristorante Sensorium di Milano, con consegna da parte di Pasticceria Loison, per il dolce Sorbetto di foglie di vite, mosto alchemico, rose e terra di vinaccia. Per il premio di Pizzerie dell’anno, consegnato da Antimo Caputo, presidente Mulino Caputo, abbiamo ben tre vincitori: Simone Lombardi della pizzeria Crosta di Milano, Paolo de Simone della pizzeria Modus di Milano e Daniele Possi di Pizzeria P di Lissone (MB).