Firenze: “Lusso ed eleganza” al Museo degli Argenti, una bellezza che rischia di scomparire. Florence: “Luxury and elegance” to the Museo degli Argenti, a beauty that is likely to disappear.

di Nicoletta Curradi – La Manifattura Ginori fu fondata nel 1737 dal marchese Carlo Ginori a Doccia, presso Sesto Fiorentino era allora modernissima.
Come afferma Cristina Acidini, Soprintendente al Polo Museale Fiorentino, la fabbrica fu impiantata in singolare e certo non programmata coincidenza con l’anno della morte di Gian Gastone de’ Medici, ultimo granduca della sua stirpe, quasi a segnare l’inaugurazione simbolica di una nuova era che sotto i Lorena, e specialmente sotto Pietro Leopoldo, avrebbe visto affermarsi in Toscana la crescita imprenditoriale e tecnologica.

Se i Medici dal tempo del principe Francesco, in pieno XVI secolo, erano riusciti a produrre una sperimentale pseudo-porcellana, sarebbe toccato ai Ginori importare in Toscana, nella scia delle più avanzate manifatture europee, la tecnica dell’autentica porcellana orientale.

Il cambiamento che l’avvento di Napoleone portò nel governo della Toscana ebbe i suoi riflessi nelle discipline artistiche fin dal regno di Etruria (1801-1807) con Luisa di Borbone Parma, ma soprattutto negli anni della presenza di Elisa Baciocchi, la quale, sorella di Napoleone, dapprima principessa di Lucca e Piombino dal 1805 al 1809 e poi granduchessa di Toscana dal 1809al 1814, promosse un rinnovato interesse per le arti di cui da tempo si sentiva la mancanza.

Il suo mecenatismo non soltanto richiamò a Firenze scultori, pittori e musicisti, ma sostenne anche le industrie artigiane toscane, incentivando la lavorazione della seta, della mobilia e della porcellana. In questo rinnovato fervore artistico, la Manifattura di Doccia occupò un posto di rilievo, accogliendo importanti influssi francesi sia nella ricerca delle forme che nei moduli decorativi.

In particolare, la Manifattura, sotto l’illuminata direzione di Carlo Leopoldo Ginori Lisci (1792-1838) fu partecipe di importanti innovazioni tecniche e stilistiche provenienti dalla Francia, creando una tipologia decorativa che rimase in voga fino a tutto il terzo decennio del XIX secolo.L’influenza dello stile impero francese continuò infatti con il ritorno a Firenze di Ferdinando III di Asburgo Lorena che, rientrato dal suo esilio a Würzburg, ebbe modo di integrare le raccolte granducali con le porcellane di Sèvres donategli da Napoleone Bonaparte.

L’arrivo di queste importanti donazioni di porcellana influenzò molto lo sviluppo artistico della manifattura Ginori, che, durante la prima Restaurazione lorenese, non solo copiò alcuni di questi modelli, ma perfezionò la sua produzione grazie all’intenso scambio con le manifatture francesi, in particolare con Sèvres diretta da Alexandre Brongniart.

Artisti stranieri, come Jean David, Joseph de Germain e Abraham Constantin, abilissimi nella riproduzione su porcellana delle opere delle antiche Gallerie Fiorentine e chiamati a formare giovani pittori della manifattura come Giuseppe Baldassini e Giovanni Fanciullacci, contribuirono ad un ulteriore innalzamento della qualità della manifattura.

Ricorrono nel 2013 i 40 anni del Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti e il Polo Museale Fiorentino ha allestito fino al 23 giugno prossimo, nel Museo degli Argenti a Firenze, la mostra “Lusso ed eleganza. La porcellana francese a Palazzo Pitti e la Manifattura Ginori (1800-1830)”, in cui si possono ammirare per la prima volta quasi tutte le sorprendenti placche dipinte dal ginevrino Abraham Constantin (1785-1855).
Su queste lastre di porcellana l’artista propose copie di opere di antichi e pregevoli maestri quali Raffaello, Tiziano, Carlo Dolci, Andrea del Sarto, Ludovico Cigoli.

In mostra vi sono circa 150 opere, 20 delle quali inedite, prestate da musei di tutta Europa, come la serie di piatti destinati al Kedivé d’Egitto e commissionati alla Ginori negli anni 1822-1824 dal granduca Leopoldo II per ringraziare il Kedivé per il suo dono di una giraffa, tutt’ora conservata alla Specola di Firenze; la teiera e il vassoio donati da Napoleone a Elisa Bonaparte nel 1813, oggi riuniti; il tavolo del Re Ludovico I di Borbone, re di Etruria, inviato da Napoleone per la nuova coppia regnante che al suo arrivo a Firenze trovò la Reggia di Palazzo Pitti, disadorna e carente di arredi, suppellettili e stoviglie.

E’ senza dubbio una mostra celebrativa della Manifattura di Doccia, l’unico contributo che il mondo dell’arte può offrire, in questo momento di grave crisi dell’azienda, della quale è stato dichiarato il fallimento il 7 gennaio scorso.

La prima sala, quella di Giovanni da San Giovanni , come ci ricorda Maria Sframeli, Direttrice del Museo degli Argenti, è la stessa che aveva accolto, il 3 ottobre 1809, il pranzo offerto in occasione della premiazione dell’Accademia, cui parteciparono Canova, Benvenuti e i giovani premiati, che non poterono però essere serviti nei magnifici piatti blu e oro di Sèvres che giunsero in dono solo l’anno dopo.

Dal 2003 esiste l’Associazione Amici di Doccia, presieduta da Lionardo Lorenzo Ginori Lisci: senza fini di lucro essa ha cercato di creare un centro di ricerca sull’antica porcellana della Manifattura di Doccia, per approfondirne gli studi e promuoverne la conoscenza in Italia e all’estero, tramite mostre, incontri e scambi culturali tra musei ed associazioni affini. Il suo intento è quello di creare un filo diretto tra i soci dando vita ad una rete di conoscenze che arricchisca l’approfondimento dei molteplici aspetti della produzione di Doccia.

E’ notizia recente il fatto che l’asta per la vendita della Manifattura, che ha un disavanzo di 30 milioni di Euro. è andata sfortunatamente deserta. Si addensano quindi nubi oscure sul futuro dell’azienda e sui suoi 314 dipendenti che hanno esposto sotto la pioggia battente lenzuoli bianchi con centinaia di firme di solidarietà. L’allungamento dei tempi della vendita porterà alla perdita di quote di mercato e all’impoverimento del marchio. I lavoratori chiedono di riaccendere il forno principale e di riprendere al più presto la produzione. “La Ginori deve vivere!”by Nicoletta Curradi – The Ginori Manufactory was founded in how effective generic cialis journal 1737 by the Marquis Carlo Ginori in Bath, near Sesto Fiorentino was then modern.
As stated Cristina Acidini, Superintendent of the State Museums of Florence, the factory was established at an unusual and certainly not planned to coincide with the year of the death of Gian Gastone de ‘Medici, Grand Duke last of his race, as if to mark the inauguration of a symbolic new era under the Lorraine, and especially under Pietro Leopoldo in Tuscany have witnessed the emergence of entrepreneurial growth and technological innovation.

If the Doctors from the time of Prince Francesco, in the middle of the sixteenth century, were able to produce a pseudo-experimental porcelain, would have had to import Ginori in Tuscany, in the wake of the most advanced European manufacturers, the technique of authentic Oriental porcelain.

The change that the advent of Napoleon led the government of Tuscany had its reflections in the arts since the kingdom of Etruria (1801-1807) with Luisa of Bourbon-Parma, but above all in the presence of Elisa Baciocchi, which, sister Napoleon’s first Princess of Lucca and Piombino from 1805 to 1809 and later Grand Duchess of Tuscany from 1809al 1814, promoted a renewed interest in the arts by which time he missed.

His patronage not only called to Florence sculptors, painters and musicians, but also supported the Tuscan craft industries, encouraging the production of silk, furniture and porcelain. In this renewed artistic fervor, the Doccia occupied a prominent place, welcoming French influences is important in the search for shapes in decorative forms.

In particular, the Manufacture, under the enlightened direction of Carlo Ginori Lisci Leopold (1792-1838) was partaker of important technical and styling innovations from France, creating a type of decoration that remained in vogue until the third decade of the nineteenth century . The influence of the French Empire style continued in fact to return to Florence by Ferdinand III of Habsburg-Lorraine who returned from exile in Würzburg, he was able to integrate the ducal collections with Sèvres porcelain given to him by Napoleon Bonaparte.
The arrival of these important donations porcelain greatly influenced the artistic development of the Ginori factory, which, during the first Restoration Lorraine, not only copied some of these models, but perfected his production through intensive exchange with the French factories, in particular Sèvres directed by Alexandre Brongniart.

Foreign artists, such as Jean David, Joseph and Abraham Germain de Constantin, skilled at playing on porcelain works of the ancient Florentine Galleries and called to train young painters manufacturing as Joseph and John Baldassini Fanciullacci, contributed to a further increase in the quality of workmanship.

Occur in 2013, the 40th anniversary of the Porcelain Museum of Palazzo Pitti and the Museums of Florence has set up until 23 June, the Museo degli Argenti in Florence, the exhibition “Luxury and elegance. Porcelain French Pitti Palace and the Manufacture Ginori (1800-1830) “, in which you can see for the first time almost all the amazing plates painted by Abraham Constantin Geneva (1785-1855).
On these plates porcelain artist suggested copies of works of ancient and valuable masters such as Raphael, Titian, Carlo Dolci, Andrea del Sarto, Ludovico Cigoli.

On display there are over 150 works, 20 of which are new, provided by museums all over Europe, such as the series of food for the Khedive of Egypt, commissioned the Ginori in the years 1822-1824 by Grand Duke Leopold II to thank for the Khedive His gift of a giraffe, which is still preserved at the Observatory of Florence, the teapot and tray donated by Napoleon Bonaparte in 1813 to Elisa, met today and the table of King Ludwig I of Bourbon, king of Etruria, sent by Napoleon to the new royal couple that he found on his arrival in Florence, the Palace of the Pitti Palace, plain and lacking in furnishings and crockery.

And ‘no doubt an exhibition celebrating the Doccia, the only contribution that the art world has to offer, in this moment of crisis the company, which was declared bankrupt on January 7.

The first room, the one by Giovanni da San Giovanni, as we are reminded Maria Sframeli, Director of the Museo degli Argenti, is the same that had accepted October 3, 1809, the lunch offered at the Academy Awards, which was attended by Canova, Welcome and young winners, but who could not be served in the magnificent blue and gold plates of Sevres, which came as a gift only a year later.

Since 2003 there is the Friends of Bath, chaired by Lionardo Lorenzo Ginori Lisci: non-profit, it sought to create a research center on the ancient porcelain Doccia in order to deepen their studies and promote knowledge in Italy and abroad through exhibitions, meetings and cultural exchanges between museums and similar associations. His aim is to create a direct link between members, creating a network of knowledge that enriches the study of the many aspects of the production of Shower.

It ‘recent news that the auction for the sale of the factory, which has a deficit of 30 million euros. unfortunately has been deserted. Then dark clouds are gathering on the future of the company and its 314 employees who have exhibited in the pouring rain white sheets with hundreds of signatures of solidarity. The lengthening of the time of the sale will result in the loss of market share and the impoverishment of the brand. The workers are demanding to turn the main oven and resume production as soon as possible. “The Ginori must live!”

Al buffet con bon ton!At buffet with bon ton

Maestro di cerimonie Alberto Presutti – L’aperitivo, detto anche, oggi, “Happy Hour”, costituisce un piacevole momento d’incontro e di nuove conoscenze tanto che il buffet è divenuto, sempre più, punto di attrazione mondano e sociale, a principiare dai business networking fino ai vernissage nelle gallerie d’arte, il cocktail citato in calce ai cartoncini di invito, è ragione in più, spesso, per presenziare.
Il problema è che una volta che si apre il buffet, gli invitati all’evento, come uno sciame impazzito, si producono in un assalto inverecondo alle tartine, ai bignè, alle fette delle torte salate e dei dolci e, bevendo, anzi, taluni sbevazzando, senza ritegno alcuno, come nessuno di loro mai farebbe a casa propria o già di semplici conoscenti, danno spettacolo di Mal Ton!
L’educazione di ognuno degli invitati diviene pallido ricordo, così che taluni si piazzano davanti al tavolo del buffet, ancorandovisi e ingollandosi senza freno, altri sgomitano con forza per giungere nelle vicinanze di qualcosa di commestibile, magari infilando, a mò di serpente guizzante, il proprio braccio tra gomiti e ulne altrui.
La mancanza di Bon Ton si evidenzia dal fatto che dall’apertura del buffet, tutti ignorino tutti, non esiste più amico o collega, solamente una fame che pare atavica, sotto lo sguardo rassegnato dei camerieri che disperatamente tentano di metter ordine a far fronte a tanta voracità.
Abbuffarsi, invece di mangiare. Rispettare gli altri, invece di prevaricarli. Riempirsi il piatto con poco, per dare a tutti la possibilità di scegliere e non doversi contentare del poco che resta nei vassoi. Bere con misura e non credersi all’osteria.
Il buffet, come un afrodisiaco eccita un desiderio compulsivo che si traduce nella morte delle Buone maniere e del buon senso, e soprattutto, è irriverente un tale abbuffarsi per i tanti che muoiono davvero fame!
by Alberto Presutti – The price of cialis drink, also called today “Happy Hour” is a pleasant meeting point and new knowledge so that the buffet has become more and more worldly point of attraction and social principiare to the business networking to the vernissage art galleries, cocktail mentioned at the bottom of the cards of invitation is all the more reason, often to attend.

The problem is that once you open the buffet, the guests at the event, like a swarm crazy, are produced in a shameful assault on canapés, to puff, to slices of pies and cakes and drinking, indeed, some sbevazzando, without any restraint, as none of them ever would at home or of mere acquaintances, put on a show of Mal Ton!

The education of each of the guests becomes dim memory, so that some are placed in front of the buffet table, and ancorandovisi ingollandosi without brake, others jostle with force to get close to something edible, maybe threading, a kind of snake wriggling, his arm between elbow and ulne others.

The lack of Bon Ton is highlighted by the fact that the opening of the buffet, ignore all, there is no longer a friend or colleague, just a hunger that seems atavistic, under the resigned look of the waiters who desperately try to put order to cope with such voracity.

Binge, instead of eating. Respect others, instead of prevaricarli. Fill the pot with little, to give everyone the possibility to choose and not have to satisfy the little that remains in the trays. Drink with moderation and do not believe the tavern.
The buffet, as an aphrodisiac excites a craving that results in the death of good manners and common sense, and above all, is irreverent such a binge for the many who die really hungry!

Alla scoperta della Toscana meno notaDiscover Tuscany lesser-known

di Nadia Fondelli –  Con la primavera torna un appuntamento speciale per conoscere luoghi insoliti del nostro paese. Per persone curiose che amano farsi coinvolgere con cuore e mente ecco l’edizione 2013 delle Giornate Fai di Primavera in programma sabato 23 e domenica 24 marzo.

Vita, storie e leggende. Scrigni d’arte preziosi, opere d’arte che si svelano, giardini incantati… Sono oltre 700 i luoghi italiani, spesso inacessibili e per l’occasione eccezionalmente a disposizione del pubblico, con visite a contributo libero: chiese, palazzi, aree archeologiche, ville, borghi, giardini; persino caserme, centrali idroelettriche e un osservatorio astronomico.

Anche in Toscana basta scegliere: a Firenze ad esempio sarà possibile scoprire la Cappella Ruccellai, l’Istituto di scienze militari aereonautiche delle Cascine, il palazzo Portinai Salviati, il giardino di Villa Corsini a Castello e villa La Quiete alle Montalve.
Il Forte delle Rocchette a Castiglion della Pescaia in Maremma solitamente chiuso al pubblico è imperdibile così come i sotterranei delle mura di Lucca e lo splendido teatrino di Vetriano.
In provincia di Pisa toglierà il fiato la visita alla rocca della Verruca e a Pistoia la gipsoteca Libero Andreotti. Infine, in provincia di Siena bellissimo il tuffo nel passato proposto da Poggibonsi con la fortezza del Poggio Imperiale, il cassero, i bastioni e gli scavi archeologici e Staggia senese con la sua rocca.

Tutti i luoghi sono visitabili con viste guidate ed alcuni anche in lingue stranieri. Per l’elenco completo dei luoghi e per sostenere il Fai www.giornatafai.it

by Nadia Fondelli – With the spring valium for dogs back a special event to learn about unusual places of our country. For curious people who like to get involved with heart and mind, here is the 2013 edition of the Days Make Spring on Saturday 23 and Sunday 24 March.

Life, stories and legends. Precious art treasures, works of art that are revealed, enchanted gardens … There are more than 700 places Italians, often inaccessible and for the occasion exceptionally available to the public, with visits to free contribution: churches, palaces, archaeological sites, villas, villages, gardens, even barracks, hydroelectric and an astronomical observatory.

Even in Tuscany Just choose: in Florence, for example, you will discover the Chapel Ruccellai, the Institute of Aeronautical Sciences Military delle Cascine, the palace caretakers Salviati, the garden of Villa Corsini at Castello and Villa La Quiete to Montalve.
The Fort Rocchette in Castiglione della Pescaia in Maremma usually chiuo to the public is a must as well as the basement walls of Lucca and the splendid theater of Vetriano.
In the province of Pisa take your breath away visit to the Verruca Pistoia and the plaster casts Libero Andreotti. Finally, in the province of Siena, the beautiful blast from the past brought to Poggibonsi with the fortress of Poggio Imperiale, the keep, the ramparts and the archaeological excavations and Staggia Siena with its fortress.

All locations can be visited with guided tours and some even in foreign languages. For a full list of the places and to support the Make www.giornatafai.it

Semproniano: alla scoperta del Castello del Templari Semproniano: discovery of the Castle of the Templars

di Nadia Fondelli -L’appuntamento è per domenica10 marzo, partendo e tornando da Piazza del Popolo di Semproniano. Un’ottima occasione per scoprire un angolo affascinate e poco noto di Toscana.
Quattro ore di passo adatto ad escursionisti di basso e medio livello per immergersi in un mondo fatto di natura, castelli e leggende.

L’itinerario organizzato e condotto dalla guida escursionistica-ambientale Carla Gae parte dal cuore del borgo medievale di Semproniano in Val d’Albegna e da qui si dirge verso l’antica pieve che si trova poco distante dal centro storico.

Una via che, attraverso una strada poderale porta ad tagliare gli oliveti del Paradisone e dopo aver attraversato la macchia saremo già alle porte del Castello dei Templari Rocchette di Fazio.
Sarà affascinante entrare fra il silenzio della natura nella porta del castello ce si presenta ancora pressoché intatto e arroccato su uno sperone roccioso che si affaccia sulle strette del Fiume Albegna con una panoramica d’eccezione su tutta l’Alta Valle dell’ Albegna fino alle Gole dell’Albegna presso Roccalbegna.

Diverse teorie suggeriscono la frequentazione stabile del Castello da parte dei Cavalieri dell’Ordine del Tempio. Oltre il supporto offerto da diverse incisioni – come la croce del Tempio della Pieve di Santa Cristina – potrebbe convalidare la tesi il fatto che il Castello delle Rocchette si trovi lungo la direttrice principale segnata dal Fiume Albegna, seguita dai pellegrini che provenivano dall’Abbazia di San Salvatore sull’Amiata diretti al porto di Talamone per imbarcarsi sulla rotta di Gerusalemme.

L’ Anello, che per la visita al borgo si arricchisce di intriganti racconti sui misteriosi Cavalieri del Tempio e interpretazione dei segni del loro passaggio presenti negli edifici ecclesiastici, è molto affascinante anche dal punto di vista naturalistico per le panoramiche e suggestivi scorci che offre lungo strade vicinali e mulattiere.
Prima di far ritorno a Semproniano – da dove parte l’itinerario – con una breve deviazione potremo affacciarci sul Fiume Albegna presso il Mulino Piccolomini, miracolosamente intatto dopo secoli di abbandono.
L’escursione può essere effettuata anche in altra data su prenotazione Il pranzo è previsto al sacco a carico dei partecipanti con possibilità di pranzo presso Osteria (Rocchette di Fazio) previa prenotazione.
Informazioni e prenotazioni: www. carlagae.comby Nadia Fondelli – The appointment is for domenica10 March, leaving and returning from Piazza buy valium no prescription del Popolo to Semproniano. A great opportunity to discover a fascinating and little-known corner of Tuscany.
Four hours of step suitable for hikers of low and medium level to immerse themselves in a world of nature, castles and legends.

The itinerary organized and conducted by the hiking guide and environmental Carla Gae from the heart of the medieval village of Semproniano in Val d’Albenga and from here you dirge to the ancient church which is located not far from the historic center.

A way that, through a private road leads to cut the olive groves of Paradisone and after passing through the bush we are already at the gates of the Castle of the Knights Templar Rocchette di Fazio.
It will be fascinating to enter among the silence of nature in the door of the castle there still appears intact and perched on a rocky outcrop overlooking the narrow River Albegna with an overview of exception of the Upper Valle dell ‘Albegna up to the Gorges dell’Albegna at Roccalbegna.

Several theories suggest attendance stable of the Castle by the Knights of the Order of the Temple. Besides the support offered by a number of recordings – such as the cross of the Temple of the Church of Santa Cristina – could substantiate the thesis that the Castle of Ronchette is along the main route marked by the River Albegna, followed by the pilgrims who came from the Abbey of San Salvatore Amiata to the port of Telamon to embark on the route of Jerusalem.

The ‘Ring, which for the visit to the village is enriched with intriguing stories about the mysterious Knights Templar and interpretation of the signs of their passage in the present church building is very attractive from the point of view of nature for scenic and picturesque spots offering long local roads and trails.
Before returning to Semproniano – where part of the route – a short detour, we can lean out at the Mill on the River Albegna Piccolomini, miraculously intact after centuries of neglect.
The trip can also be done at a later date on book packed lunch is provided by the participants with lunch at Osteria (Rocchette di Fazio) upon reservation.
Information and reservations: www. carlagae.com

Firenze: gli spagnoli sbarcano agli UffiziFlorence: the Spanish landed in the Uffizi

di Fabrizo Del Bimbo – I più importanti musei del Polo Museale Fiorentino sono i protagonisti del progetto “Firenze 2013. Un anno ad arte” che intende accrescere la già ricca offerta culturale della città con 8 mostre di natura temporanea. Il programma di mostre partirà questa primavera 2013 per concludersi a fine anno.

Il primo evento espositivo s’intitola “Norma e Capriccio. Spagnoli in Italia agi esordi della maniera moderna”, e sarà visitabile alla Galleria degli Uffizi. È dedicato agli artisti spagnoli giunti in Italia nel ‘500 per respirare un nuovo e fervente clima artistico.
“così pure dichiaro che nessuna nazione e nessun popolo (ad eccezione di uno o due spagnoli) può assimilare perfettamente né imitare la maniera di dipingere italiana (che è quella della Grecia antica), senza essere subito riconosciuto facilmente per straniero, per quanto si sforzi e lavori”.
Queste le parole di Michelangelo Buonarroti raccolte nei Dialoghi romani di Francisco de Hollanda (Lisbona, 1548), che sono state d’ispirazione al primo evento espositivo dedicato all’attività degli artisti spagnoli approdati in Italia fra l’inizio del Cinquecento e gli anni venti del secolo, partecipi del fervido clima culturale animato a Firenze, a Roma e a Napoli.  Nel numero di queste personalità, spinte al viaggio da un vorace desiderio di confronto con i testi fondamentali dell’arte moderna, si contano figure come quelle di Alonso Berruguete, di Pedro Machuca, di Pedro Fernández (meglio noto come lo “Pseudo-Bramantino”), di Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe, provenienti da diverse località della penisola iberica – Palencia, Toledo, Murcia e Burgos – e capaci di imporsi come protagonisti del ‘manierismo’ europeo.  Sono le fonti storico-artistiche italiane a riconoscer loro una posizione preminente sulla scena internazionale del Cinquecento. Giorgio Vasari, ad esempio, nelle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori ed architettori ricorda il Berruguete accanto a Rosso e Pontormo nello studio delle opere di Michelangelo e Leonardo; ma anche Pietro Summonte, celebre letterato campano, cita i lavori di Ordóñez e De Silóe in una lettera del 1524 sui più importanti monumenti di Napoli.  La mostra si articola pertanto in quattro sezioni che, nel rispetto di una scansione geografica, intendono accostare prestigiosi capolavori creati da simili artisti a straordinarie testimonianze della produzione italiana fra Quattro e Cinquecento.
In quella d’apertura, dedicata a Firenze, si ricostruirà l’attività italiana di Alonso Berruguete, studiata da Roberto Longhi e Federico Zeri: si avrà così l’inedita possibilità di confrontare direttamente le opere riferite all’artista – oggi per lo più conservate agli Uffizi e in altri importanti musei italiani e stranieri (la Collezione Loeser in Palazzo Vecchio e la Galleria Borghese a Roma) – valutandone allo stesso tempo la modernità nell’accostamento a risultati significativi di pittori e scultori a lui contemporanei, fra cui Andrea del Sarto, Rosso, Pontormo, Baccio Bandinelli e Jacopo Sansovino. Si potrà giudicare il peso che la tradizione cittadina ebbe sull’arte di Alonso anche grazie ad autografi di Donatello, Leonardo, Michelangelo, Filippino Lippi e Piero di Cosimo, tutti presenti in mostra.
Nella seconda sezione, attorno alle tavole di Pedro Machuca, si rifletterà invece sul contributo di questo pittore alla bottega di Raffaello a Roma fra gli anni dieci e venti, verificando l’influenza che la lezione del Sanzio ebbe sull’Italia del Sud attraverso i dipinti di Pedro Fernández, attivo nella penisola fra Milano, il Lazio e la Campania.
La terza sezione proporrà al pubblico alcune eccezionali sculture eseguite da Bartolomé Ordóñez e Diego de Silóe durante la loro residenza partenopea nel secondo decennio del secolo, vertici assoluti della statuaria ‘manierista’: di esse si illustreranno i riflessi sulla cultura campana, grazie alle opere di Girolamo Santacroce e di Domenico Napolitano.
Nell’ultima sezione della mostra si presenteranno invece creazioni realizzate da questi stessi artisti iberici al loro rientro in patria, fra Valladolid, Granada e Toledo, così da permettere ai visitatori di valutare l’eredità della lezione italiana sul loro stile e sul loro linguaggio figurativo.

Non si può mancare questo evento,  visitabile dal 5 marzo al 26 maggio 2013.

by Fabrizio Del Bimbo – The most important museums of the Museums of Florence are the protagonists of the “Florence 2013 can you use nitrous oxide with valium. A Year in Art “, which aims to increase the already rich cultural offer of the city with eight exhibitions of a temporary nature. The exhibition program will start this spring 2013 and was completed by year end.

The first exhibition entitled “Norma and Capriccio. Italy acted in Spanish beginning of the modern manner “, and will be open to the Uffizi Gallery. It is dedicated to the artists Spaniards arrived in Italy in 500 to breathe a new and vibrant artistic climate.

“Likewise declare that no nation and no people (with the exception of one or two Spaniards) can not assimilate perfectly imitate the Italian way of painting (which is that of ancient Greece), without being immediately recognized easily by foreign matter how many efforts and work. “

These are the words of Michelangelo Buonarroti in the Dialogues Romans gathered by Francisco de Holanda (Lisbon, 1548), which were inspired by the first exhibition dedicated to the work of Spanish artists arrived in Italy from the beginning of the sixteenth century and the twenties of the century, participants in the fervent cultural climate animated in Florence, Rome and Naples. In the number of these personalities, pushed the trip by a voracious desire for confrontation with the fundamental texts of modern art, there are figures like Alonso Berruguete, Pedro Machuca, Pedro Fernández (better known as the “Pseudo-Bramantino” ) by Bartolomé Ordóñez and Diego de Siloam, from various parts of the Iberian Peninsula – Palencia, Toledo, Murcia and Burgos – and able to establish themselves as protagonists of ‘mannerism’ of Europe.

Are the sources of art history will recognize their Italian in a prominent position on the international scene of the sixteenth century. Giorgio Vasari, for example, in the Lives of ‘most eminent painters, sculptors and architects recalls Berruguete next to Pontormo and Rosso in the study of the works of Michelangelo and Leonardo, but also Peter Summerhill, celebrated author of Campania, cites the work of Ordonez and De Siloam in a letter of 1524, the most important monuments of Naples. The exhibition is divided into four sections, therefore, in compliance with a scan geographical intend to pull exquisite works of art created by such artists as extraordinary examples of Italian production between fifteenth and sixteenth centuries.

In the opening, dedicated to Florence, you will rebuild the Italian activities of Alonso Berruguete, designed by Roberto Longhi and Federico Zeri: we will have the unprecedented opportunity to directly compare the works related to the artist – now mostly preserved the Uffizi and other major Italian and foreign museums (the Loeser Collection in the Palazzo Vecchio and the Galleria Borghese in Rome) – at the same time assessing the modernity in the approach to significant results of painters and sculptors of his time, including Andrea del Sarto , Rosso, Pontormo, Baccio Bandinelli and Jacopo Sansovino. You can judge the weight that the city’s tradition had on the art of Alonso also thanks to autograph Donatello, Leonardo, Michelangelo, Filippino Lippi and Piero di Cosimo, all featured in the show.

In the second section, around the tables of Pedro Machuca, will reflect instead on the contribution of this painter from the workshop of Raphael in Rome among the ten twenty years, verifying the influence of Raphael was the lesson on Italy South through the paintings Pedro Fernández, active in the peninsula between Milan, Lazio and Campania.

The third section will offer the audience some great sculptures made by Bartolomé Ordóñez and Diego de Siloam during their residence in Naples in the second decade of the century, the absolute height of statuary ‘mannerist’: for they illustrate the effects on the culture bell, thanks to the works of Girolamo Santacroce and Dominic Napolitano.
In the last section of the exhibition will be presented instead creations made by these Iberian artists on their return home, between Valladolid, Granada and Toledo, in order to allow visitors to evaluate the legacy of Italian lesson on their style and their figurative language .
You can not miss this event, open from March 5 to May 26, 2013.

Lucchesia: nei borghi delle Camelie

di Nadia Fondelli – Piccoli cortili, antichi portali, il verde tra le case, le ville dei dintorni e sopratutto gli splendidi alberi di camelie.

Tanti motivi con un comune denominatore per scoprire, magari gironzolando a piedi, Pieve e S. Andrea di Compito, piccoli e quasi sconosciuti borghi della provincia di Lucca famosi per essere i borghi delle Camelie che durante i fine settimana di marzo e a partire dal 9 e 10 marzo ospiteranno la mostra “Le antiche camelie della Lucchesia”.

Fermatevi a scoprire i borghi, ad osservare le caratteristiche case, addensate attorno a cortili quadrati e percorrete i vicoli secondari, dove non passano le auto e che alternano case a orticelli.

L’idea della valorizzazione di un patrimonio così originale, così unico, è nata oltre venti anni fa. E gli organizzatori, i promotori che idearono questa mostra non si aspettavano certo il successo che essa ha riscosso, in un continuo crescendo. Sarà il bisogno di natura, che si risveglia in noi a primavera, sarà il bisogno di rifarsi gli occhi con cose belle, fatto sta che migliaia di persone ogni anno visitano la mostra e quei giardini delle ville che sono scrigno di splendide camelie storiche, antiche, forse le più antiche di Italia.

Testimonianze di una cura straordinaria per i giardini da parte dei signori delle fastose dimore, ma anche di una gara singolare di botanica tra gli appassionati proprietari, per l’invenzione di cultivar sempre nuove.

Anche l’edizione di quest’anno della mostra Antiche Camelie della Lucchesia valorizzerà il patrimonio artistico e paesaggistico del Capannorese ed affiancherà agli occhi degli innumerevoli visitatori , anche stranieri, il territorio del Compitese ad una pianta elegante come la camelia che ne è diventato il simbolo.

Tante opportunità e tante cose da vedere, odorare e scoprire. Dal ricco programma su segnala le visite guidate al camelieto, le visite alle villee, mostre fotografiche e tanto altro ancora….
Da non perdere…

Info:
www.cameliedellalucchesia.it

by buy klonopin online  Nadia Fondelli – Piccoli cortili, antichi portali, il verde tra le case, le ville dei dintorni e sopratutto gli splendidi alberi di camelie.

Tanti motivi con un comune denominatore per scoprire, magari gironzolando a piedi, Pieve e S. Andrea di Compito, piccoli e quasi sconosciuti borghi della provincia di Lucca famosi per essere i borghi delle Camelie che durante i fine settimana di marzo e a partire dal 9 e 10 marzo ospiteranno la mostra “Le antiche camelie della Lucchesia”.

Fermatevi a scoprire i borghi, ad osservare le caratteristiche case, addensate attorno a cortili quadrati e percorrete i vicoli secondari, dove non passano le auto e che alternano case a orticelli.

L’idea della valorizzazione di un patrimonio così originale, così unico, è nata oltre venti anni fa. E gli organizzatori, i promotori che idearono questa mostra non si aspettavano certo il successo che essa ha riscosso, in un continuo crescendo. Sarà il bisogno di natura, che si risveglia in noi a primavera, sarà il bisogno di rifarsi gli occhi con cose belle, fatto sta che migliaia di persone ogni anno visitano la mostra e quei giardini delle ville che sono scrigno di splendide camelie storiche, antiche, forse le più antiche di Italia.

Testimonianze di una cura straordinaria per i giardini da parte dei signori delle fastose dimore, ma anche di una gara singolare di botanica tra gli appassionati proprietari, per l’invenzione di cultivar sempre nuove.

Anche l’edizione di quest’anno della mostra Antiche Camelie della Lucchesia valorizzerà il patrimonio artistico e paesaggistico del Capannorese ed affiancherà agli occhi degli innumerevoli visitatori , anche stranieri, il territorio del Compitese ad una pianta elegante come la camelia che ne è diventato il simbolo.

Tante opportunità e tante cose da vedere, odorare e scoprire. Dal ricco programma su segnala le visite guidate al camelieto, le visite alle villee, mostre fotografiche e tanto altro ancora….
Da non perdere…

Info:
www.cameliedellalucchesia.it