Ott 20, 2017 | Enogastronomia, Eventi, Firenze
[:it]
Una location inedita e straordinaria che solo dallo scorso giugno ha spalancato le sue porte al gusto.
Villa Caruso ospita sabato 21 e domenica 22 ottobre i cooking show dell’Associazione Cuochi fiorentini, i vini del territorio, la mostra mercato di prodotti enogastronomici,
Un weekend da trascorrere nel verde della campagna fiorentina meno conosciuta alla scoperta dei più autentici sapori autunnali del territorio e di quello che fu il buen ritiro del grande cantante Enrico Caruso che prima di guardare in faccia il golfo di Surriento, gardò in faccia i colli toscani .
Il vino, le castagne, il miele, lo zafferano, le chiocciole: questi sono solo alcuni degli ingredienti che saranno sapientemente reinterpretati dalle mani che dei cuochi dell’associazione Cuochi fiorentini.
Essi proporranno due giorni di cooking show con innovative ricette tutte da imparare e con piatti espressi da ammirare e da assaggiare.
E ancora una mostra-mercato di prodotti enogastronomici con una straordinaria degustazione al costo promozionale di 10 euro che comprende tutti gli assaggi, la brochure con calice e tracollina e la visita inclusa al Museo Caruso, tutto da scoprire e riscoprire.
Si preannuncia imperdibile la rassegna enogastronomica Il Gusto in villa, A tavola con Caruso che si svolgerà il 21 e 22 ottobre nei meravigliosi saloni della villa Caruso Bellosguardo a Lastra a Signa, dal 2012 sede permanente del Museo Caruso.
Cooking show
Cuore dell’evento saranno appunto i cooking show a cura dell’associazione Cuochi fiorentini: i piatti realizzati saranno proposti in assaggio a tutti i visitatori. L’Associazione cuochi fiorentini è erede di un’antichissima tradizione, quella dei “liberi professionisti della cucina”, che tutt’oggi riunisce sul territorio fiorentino. Oggi l’associazione sta attraversando un periodo di grande rinnovamento alla guida del nuovo presidente Massimiliano Catizzone, con la scuola di cucina i corsi di cucina che si svolgono nella nuova sede fiorentina di Piazza Dallapiccola.
Ecco il programma dei live cooking:
Sabato 21 ottobre ore 17-22:
Si alterneranno ai fornelli i cuochi Maria Campagna, Antonio Petrucci, Nicola Schioppo, Lorenzo Rosi che realizzeranno ricette a tema utilizzando i migliori prodotti delle aziende del territorio signese. In particolare i cuochi dell’associazione Cuochi fiorentini si cimenteranno in accostamenti stagionali approfondendo le tematiche:
- Giallo zafferano e i suoi usi in cucina
- chiocciole 2.0
- l’autunno e le sue verdure
- dolci d’autore con miele e vino
Tra gli ospiti speciali che faranno assaggiare le proprie prelibatezze segnaliamo anche:
Cristian Civale del ristorante da Ginone
Jean-Michel Carasso Chef e autore del libro Cucinare Lontano
Luca Cai dell’Osteria Tripperia Il Magazzino
I Dolci dell’Acqua al 2
I gelati dei Gelatieri Artigiani Fiorentini
Special Drink: dalle 18 alle 21 cocktail del barman Massimo Maietto
Domenica 22 ottobre ore 11-22:
Si alterneranno ai fornelli i cuochi Maria Campagna, Antonio Petrucci, Nicola Schioppo, Lorenzo Rosi che realizzeranno ricette a tema utilizzando i migliori prodotti delle aziende del territorio signese.
In particolare i cuochi dell’associazione Cuochi fiorentini si cimenteranno in accostamenti stagionali approfondendo le tematiche:
- Giallo zafferano e i suoi usi in cucina
- chiocciole 2.0
- l’autunno e le sue verdure
Tra gli ospiti speciali che faranno assaggiare le proprie prelibatezze segnaliamo anche:
Edoardo Tilli Chef del ristorante Podere Belvedere
Luca Cai del Osteria Tripperia Il Magazzino
I Dolci dell’Acqua al 2
I gelati: dei Gelatieri Artigiani Fiorentini
Cibi e vini: wine e food tasting e market
Parteciperanno alla manifestazione le migliori aziende vinicole signesi accompagnate da un gruppo di aziende vinicole di eccellenza provenienti da tutta Italia. Saranno gli stessi produttori a far assaggiare i proprio vini e prodotti alimentari negli stand ubicati nella villa: inoltre è previsto anche il mercato a chilometro zero. Ogni stand, infatti, proporrà anche la vendita diretta dei vini e prodotti gastronomici in assaggio. Il pubblico potrà acquistare subito, a un prezzo vantaggioso, il vino preferito direttamente dai produttori.
Le aziende
Tra le numerose aziende vinicole partecipanti a questa manifestazione un gruppo significativo rappresenta la migliore produzione del territorio di Lastra a Signa, vicino a Villa Caruso. Segnaliamo: Piandaccoli, I Colli di Marliano, Villa Ilangi, Fattoria La Luna, La Svolta e l’azienda Sparla e Gerardi, guidata dall’imprenditore Alessandro Cicali, che ha fortemente voluto riproporre sul mercato, con l’antica ricetta originale, la produzione e la distribuzione dello storico vino aromatizzato toscano “Ronchi Pichi”.
Tra i vini ospiti ci saranno:
La Querce Impruneta -Toscana
Castello di Ripa D’Orcia Toscana
Criolin Il moscato del Piemonte
Casadei –Suvereto- Maremma-Toscana
Olianas -Sardegna
Castello del Trebbio-Pontassieve Toscana
Cantina Ricci– Bucine Toscana
Ci saranno anche i prodotti agroalimentari di Lastra a Signa:
Nesti e Cupoli, azienda agricola biologica di vino, olio e marmellate
Isola Manna, specializzata in allevamento di chiocciole e produzione di zafferano purissimo
Agrilorenzo, che produce vino rosso IGT Toscano, olio extra vergine di oliva IGP, mostarde e marmellate
Arte e natura
La manifestazione sarà inoltre un’ottima occasione per visitare il meraviglioso Parco della Villa, uno dei pochi esempi toscani di giardino tardo rinascimentale, il Museo Caruso, che raccoglie cimeli e oggetti quotidiani appartenuti al tenore napoletano.
Musica
Aperitivo in musica con il duo jazz Marco Bini al sax e Alessandro Piccini alla chitarra
Informazioni
L’evento si svolgerà (anche in caso di maltempo) sabato 21 dalle ore 17 alle 22 e domenica 22 ottobre dalle 11 alle 21.
Ingresso €10 a persona: comprende tutte le degustazioni e gli assaggi, brochure e calice con tracollina.
La cassa chiude un’ora prima del termine della manifestazione.
Villa Caruso, Via di Bellosguardo 54, Lastra a Signa (Firenze).
Come arrivare a Villa Caruso
- per coloro che provengono dall’autostrada A1,
•uscire a Firenze-Scandicci
•prendere la S.G.C. Fi-Pi-Li in direzione Pisa e uscire a Lastra a Signa.
•Procedere diritti sulla statale in direzione Empoli, oltrepassati 3 semafori (il primo situato a Lastra a Signa, il secondo nella frazione Ponte a Signa e il terzo nella frazione Porto di Mezzo)
•girare alla prima strada a sinistra (Via Pavese) e proseguire sulla strada asfaltata che conduce direttamente davanti al cancello di Villa Caruso Bellosguardo.
Se muniti di navigatore satellitare si consiglia di impostare Via Cesare Pavese e non Via di Bellosguardo.
[:en]
Una location inedita e straordinaria che solo dallo scorso giugno ha spalancato le sue porte al gusto.
Villa Caruso ospita sabato 21 e domenica 22 ottobre i cooking show dell’Associazione Cuochi fiorentini, i vini del territorio, la mostra mercato di prodotti enogastronomici,
Un weekend da trascorrere nel verde della campagna fiorentina meno conosciuta alla scoperta dei più autentici sapori autunnali del territorio e di quello che fu il buen ritiro del grande cantante Enrico Caruso che prima di guardare in faccia il golfo di Surriento, gardò in faccia i colli toscani .
Il vino, le castagne, il miele, lo zafferano, le chiocciole: questi sono solo alcuni degli ingredienti che saranno sapientemente reinterpretati dalle mani che dei cuochi dell’associazione Cuochi fiorentini.
Essi proporranno due giorni di cooking show con innovative ricette tutte da imparare e con piatti espressi da ammirare e da assaggiare.
E ancora una mostra-mercato di prodotti enogastronomici con una straordinaria degustazione al costo promozionale di 10 euro che comprende tutti gli assaggi, la brochure con calice e tracollina e la visita inclusa al Museo Caruso, tutto da scoprire e riscoprire.
Si preannuncia imperdibile la rassegna enogastronomica Il Gusto in villa, A tavola con Caruso che si svolgerà il 21 e 22 ottobre nei meravigliosi saloni della villa Caruso Bellosguardo a Lastra a Signa, dal 2012 sede permanente del Museo Caruso.
Cooking show
Cuore dell’evento saranno appunto i cooking show a cura dell’associazione Cuochi fiorentini: i piatti realizzati saranno proposti in assaggio a tutti i visitatori. L’Associazione cuochi fiorentini è erede di un’antichissima tradizione, quella dei “liberi professionisti della cucina”, che tutt’oggi riunisce sul territorio fiorentino. Oggi l’associazione sta attraversando un periodo di grande rinnovamento alla guida del nuovo presidente Massimiliano Catizzone, con la scuola di cucina i corsi di cucina che si svolgono nella nuova sede fiorentina di Piazza Dallapiccola.
Ecco il programma dei live cooking:
Sabato 21 ottobre ore 17-22:
Si alterneranno ai fornelli i cuochi Maria Campagna, Antonio Petrucci, Nicola Schioppo, Lorenzo Rosi che realizzeranno ricette a tema utilizzando i migliori prodotti delle aziende del territorio signese. In particolare i cuochi dell’associazione Cuochi fiorentini si cimenteranno in accostamenti stagionali approfondendo le tematiche:
- Giallo zafferano e i suoi usi in cucina
- chiocciole 2.0
- l’autunno e le sue verdure
- dolci d’autore con miele e vino
Tra gli ospiti speciali che faranno assaggiare le proprie prelibatezze segnaliamo anche:
Cristian Civale del ristorante da Ginone
Jean-Michel Carasso Chef e autore del libro Cucinare Lontano
Luca Cai dell’Osteria Tripperia Il Magazzino
I Dolci dell’Acqua al 2
I gelati dei Gelatieri Artigiani Fiorentini
Special Drink: dalle 18 alle 21 cocktail del barman Massimo Maietto
Domenica 22 ottobre ore 11-22:
Si alterneranno ai fornelli i cuochi Maria Campagna, Antonio Petrucci, Nicola Schioppo, Lorenzo Rosi che realizzeranno ricette a tema utilizzando i migliori prodotti delle aziende del territorio signese.
In particolare i cuochi dell’associazione Cuochi fiorentini si cimenteranno in accostamenti stagionali approfondendo le tematiche:
- Giallo zafferano e i suoi usi in cucina
- chiocciole 2.0
- l’autunno e le sue verdure
Tra gli ospiti speciali che faranno assaggiare le proprie prelibatezze segnaliamo anche:
Edoardo Tilli Chef del ristorante Podere Belvedere
Luca Cai del Osteria Tripperia Il Magazzino
I Dolci dell’Acqua al 2
I gelati: dei Gelatieri Artigiani Fiorentini
Cibi e vini: wine e food tasting e market
Parteciperanno alla manifestazione le migliori aziende vinicole signesi accompagnate da un gruppo di aziende vinicole di eccellenza provenienti da tutta Italia. Saranno gli stessi produttori a far assaggiare i proprio vini e prodotti alimentari negli stand ubicati nella villa: inoltre è previsto anche il mercato a chilometro zero. Ogni stand, infatti, proporrà anche la vendita diretta dei vini e prodotti gastronomici in assaggio. Il pubblico potrà acquistare subito, a un prezzo vantaggioso, il vino preferito direttamente dai produttori.
Le aziende
Tra le numerose aziende vinicole partecipanti a questa manifestazione un gruppo significativo rappresenta la migliore produzione del territorio di Lastra a Signa, vicino a Villa Caruso. Segnaliamo: Piandaccoli, I Colli di Marliano, Villa Ilangi, Fattoria La Luna, La Svolta e l’azienda Sparla e Gerardi, guidata dall’imprenditore Alessandro Cicali, che ha fortemente voluto riproporre sul mercato, con l’antica ricetta originale, la produzione e la distribuzione dello storico vino aromatizzato toscano “Ronchi Pichi”.
Tra i vini ospiti ci saranno:
La Querce Impruneta -Toscana
Castello di Ripa D’Orcia Toscana
Criolin Il moscato del Piemonte
Casadei –Suvereto- Maremma-Toscana
Olianas -Sardegna
Castello del Trebbio-Pontassieve Toscana
Cantina Ricci– Bucine Toscana
Ci saranno anche i prodotti agroalimentari di Lastra a Signa:
Nesti e Cupoli, azienda agricola biologica di vino, olio e marmellate
Isola Manna, specializzata in allevamento di chiocciole e produzione di zafferano purissimo
Agrilorenzo, che produce vino rosso IGT Toscano, olio extra vergine di oliva IGP, mostarde e marmellate
Arte e natura
La manifestazione sarà inoltre un’ottima occasione per visitare il meraviglioso Parco della Villa, uno dei pochi esempi toscani di giardino tardo rinascimentale, il Museo Caruso, che raccoglie cimeli e oggetti quotidiani appartenuti al tenore napoletano.
Musica
Aperitivo in musica con il duo jazz Marco Bini al sax e Alessandro Piccini alla chitarra
Informazioni
L’evento si svolgerà (anche in caso di maltempo) sabato 21 dalle ore 17 alle 22 e domenica 22 ottobre dalle 11 alle 21.
Ingresso €10 a persona: comprende tutte le degustazioni e gli assaggi, brochure e calice con tracollina.
La cassa chiude un’ora prima del termine della manifestazione.
Villa Caruso, Via di Bellosguardo 54, Lastra a Signa (Firenze).
Come arrivare a Villa Caruso
- per coloro che provengono dall’autostrada A1,
•uscire a Firenze-Scandicci
•prendere la S.G.C. Fi-Pi-Li in direzione Pisa e uscire a Lastra a Signa.
•Procedere diritti sulla statale in direzione Empoli, oltrepassati 3 semafori (il primo situato a Lastra a Signa, il secondo nella frazione Ponte a Signa e il terzo nella frazione Porto di Mezzo)
•girare alla prima strada a sinistra (Via Pavese) e proseguire sulla strada asfaltata che conduce direttamente davanti al cancello di Villa Caruso Bellosguardo.
Se muniti di navigatore satellitare si consiglia di impostare Via Cesare Pavese e non Via di Bellosguardo.
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Ott 5, 2017 | Eventi, Val d'Elsa | Empolese
di redazione – Dal 6 al 8 ottobre nella patria del grande Giovanni Boccaccio, torna la manifestazione che celebra l’arte del buon vivere.
Ormai è maggiorenne Boccaccesca e ricordo come ieri la sua nascita da un intuizione di Claudia Palmieri che, in tempi non sospetti, decise che parlare di cibo e vino aveva un senso farlo se dentro c’era la componente territoriale e culturale. Parole con cui oggi molti si riempiono solo la bocca…
Pochi ci scommettevano diciannove ani fa ma Boccaccesca è ormai un punto fermo del calendario autunnale toscano.
L’edizione di quest’anno pronta al via domani 6 ottobre è dedicata ai fiori edibili, ormai una realtà e non solo come adorno…
Riflettori quindi accesi sui fiori da mangiare a Certaldo per la 19ma edizione della kermesse che in tre giorni intensi vedrà in scena chef ed esperti che sveleranno i mille segreti dei fiori in cucina e, cosa non comune di questi tempi di foodmania, ogni appuntamento è a ingresso libero per far sì che la cultura del cibo non sia ristretta solo a una cerchia elitaria ma aperta a tutti nella certezza che la cultura e la tradizione della tavola e della cucina parte sempre dal basso.
Tante le cose da vedere, fare, assaggiare in uno dei centri medioevali più belli della Toscana. Nel suggestivo Borgo Alto sarà la grande mostra mercato dove espositori provenienti da molte regioni italiane presenteranno le loro eccellenze.
Anche qui i fiori saranno protagonisti con la novità 2017: il “Percorso del Gusto” dove i visitatori che lo vorranno potranno acquistare un biglietto e partire alla volta di una particolare degustazione itinerante che porterà loro alla scoperta di alcune “chicche”, piatti raffinati preparati proprio utilizzando fiori eduli (il biglietto avrà un costo di € 5 e darà la possibilità di effettuare 3 diverse degustazioni).
La “Limonaia” del Borgo Alto ospiterà la grande area cooking show con grandi noi della ccina che si alterneranno dando vita a “Un fiore nel piatto”, dimostrazioni di cucina che avranno come fil rouge l’utilizzo dei fiori eduli.
La Limonaia sarà anche il palcoscenico per “La madia di Boccaccesca”, simpatica competizione riservata ad appassionati di cucina che saranno chiamati a sfidarsi a colpi di “pappa di pomodoro”.
Altra novità della 19ma edizione, il primo concorso Ragazzi in Pentola dedicato agli alunni delle scuole medie e che vedrà i ragazzi cimentarsi ai fornelli seguiti da tutor d’eccezione: Stefano Pinciaroli del Ps Ristorante di Cerreto Guidi e Maria Probst, accompagnata da Cristian Santandrea della Tenda Rossa di Cerbaia.
La prima edizione del concorso vede protagonista la Scuola Media Giovanni Boccaccio che ha accolto con entusiasmo questa formula di educazione alimentare, argomento a cui Boccaccesca ha rivolto sempre un’attenzione particolare.
Spazio ai grandi vini con l’Enoteca di Boccaccesca che quest’anno omaggia la terra di Toscana, mentre Palazzo Pretorio ospita l’Osteria di Boccaccesca dove si assaggiano caldarroste a cura del Comitato Abitanti Certaldo.
Non mancheranno poi incontri e momenti di approfondimento culturale tra questi, torna anche il Premio Boccaccesca che quest’anno verrà assegnato a Mario Cardinali, direttore e fondatore del Vernacoliere, simbolo di una toscanità ironica e dissacratrice.
Per informazioni e aggiornamenti sul programma: www.boccaccesca.it, pagina Facebook Boccaccesca Certaldo.
Set 19, 2017 | Arte e cultura, Val d'Elsa | Empolese
[:it]
Una “Francigena dell’arte” che darà valore a una “rete” da 300.000 ingressi l’anno: dal Leonardiano di Vinci a Casa Boccaccio di Certaldo, passando per Gozzoli, Pontormo, musei del Vetro, della Ceramica, di arte sacra, di tradizioni e mestieri
Il MuDEV Museo diffuso Empolese Valdelsa, sistema museale che mette in rete 21 musei situati su 11 Comuni nel centro della Toscana, ha da oggi un nuovo biglietto unico come strumento di accesso e promozione: un “passaporto”, denominato “Credenziale del pellegrino dell’arte / The Art Pilgrim Passport” che, sul modello di analoghe esperienze straniere, stimolerà il visitatore del singolo museo a una sorta di “pellegrinaggio dell’arte”.
Obiettivo, promuovere i musei meno noti, consolidare l’identità culturale territoriale, prolungare la permanenza nell’area, ma anche mettere le basi per un progetto più ampio di attività culturali esperienziali.
La Credenziale del pellegrino dell’arte ha un costo di 15 euro, consente di visitare 21 musei (sarebbe 52 euro il costo dei singoli ingressi) nell’arco di tempo di 365 giorni (un anno) a partire dal primo accesso.
Il biglietto potrà essere acquistato in 17 dei 21 musei della rete (quelli dotati di vera e propria biglietteria), mentre il passaggio nel museo verrà smarcato in tutti e 21 i musei della rete, grazie ad uno smartphone.
Come spiega Cinzia Compalati, direttore del Museo diffuso Empolese Valdelsa: “Con il biglietto unico l’offerta museale del MuDEV si dota di uno strumento di accesso al sistema all’altezza di questa rete museale così articolata e ricca. Il prezzo accessibile di 15 euro per il singolo e di 35 per una famiglia fino a 5 persone, unito alla durata per un anno, e alla forma di “passaporto” da vidimare ad ogni “tappa”, sono le caratteristiche principali di questo strumento.
Con la Credenziale del pellegrino dell’arte potremo sia fare emergere musei di pregio ma meno noti, che prolungare la permanenza del visitatore nell’area a beneficio di tutti i Comuni. Il biglietto unico è inoltre la base per la creazione di alcuni “percorsi immersivi” che, grazie anche ad una app audio guida geolocalizzata, permetteranno al visitatore di coniugare alla visita museale la scoperta del territorio, del paesaggio, delle eccellenze enogastronomiche e artigianali.”
“Ci muoviamo nell’orizzonte di un rinnovamento e attualizzazione del concetto di “museo diffuso” teorizzato da Georges Henri Riviére e Hugues de Varine nel 1971 – spiega ancora Cinzia Compalati – Il MuDEV vuole valorizzare i propri beni culturali intesi come territorio (concetto che si sostituisce al museo inteso come immobile), patrimonio (che sostituisce la alla collezione), e comunità (che prende il posto del pubblico), coinvolgendo nelle pratiche museali sia i residenti che i turisti. Un coinvolgimento relazionale per parlare a pubblici diversi, anche quelli che non frequentano i musei e gli ambiti culturali. Il biglietto unico, la strategia di promozione sui social network, i prossimi percorsi esperienziali e le iniziative in programma vanno in questa direzione.”
Per Giacomo Cucini, Sindaco delegato alla Cultura e al Turismo per l’Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa: “Il biglietto unico è il primo significativo traguardo del lavoro di coordinamento Museale unitario che tutti gli 11 Comuni dell’Unione volevano da tempo e che si è concretizzato in questo mandato amministrativo, ma al tempo stesso il lancio di una nuova strategia culturale di area in parallelo al coordinamento di “Toscana nel cuore” per la promozione turistica. Obiettivi sul fonte museale sono la promozione congiunta e vicendevole dei musei e la creazione di una “comunità culturale”, composta sia dai residenti che dai turisti, che tramite i beni culturali riscopra l’appartenenza a un territorio e ne apprezzi fino in fondo la sua unicità e valore”.
L’iniziativa, che sarà in fase sperimentale per tre mesi, nasce nell’ambito del progetto Valore Museo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e in collaborazione con la professionista da esso assegnata, l’architetto Giada Cerri.
Il sistema di gestione del biglietto unico è stato realizzato dall’azienda Space di Prato del gruppo ETT Solutions specializzata nella innovazione tecnologica applicata all’arte e alla cultura.
Parallelamente all’emissione del biglietto unico sono stati anche creati i canali social del MuDEV che è presente ora su:
Facebook www.facebook.com/mudevmuseodiffuso (#MuDEV)
Instagram www.instagram.com/mudevmuseodiffuso (#MuDEV)
YouTube http://bit.ly/youtubemudev[:en]Una “Francigena dell’arte” che darà valore a una “rete” da 300.000 ingressi l’anno: dal Leonardiano di Vinci a Casa Boccaccio di Certaldo, passando per Gozzoli, Pontormo, musei del Vetro, della Ceramica, di arte sacra, di tradizioni e mestieri
Il MuDEV Museo diffuso Empolese Valdelsa, sistema museale che mette in rete 21 musei situati su 11 Comuni nel centro della Toscana, ha da oggi un nuovo biglietto unico come strumento di accesso e promozione: un “passaporto”, denominato “Credenziale del pellegrino dell’arte / The Art Pilgrim Passport” che, sul modello di analoghe esperienze straniere, stimolerà il visitatore del singolo museo a una sorta di “pellegrinaggio dell’arte”.
Obiettivo, promuovere i musei meno noti, consolidare l’identità culturale territoriale, prolungare la permanenza nell’area, ma anche mettere le basi per un progetto più ampio di attività culturali esperienziali.
La Credenziale del pellegrino dell’arte ha un costo di 15 euro, consente di visitare 21 musei (sarebbe 52 euro il costo dei singoli ingressi) nell’arco di tempo di 365 giorni (un anno) a partire dal primo accesso.
Il biglietto potrà essere acquistato in 17 dei 21 musei della rete (quelli dotati di vera e propria biglietteria), mentre il passaggio nel museo verrà smarcato in tutti e 21 i musei della rete, grazie ad uno smartphone.
Come spiega Cinzia Compalati, direttore del Museo diffuso Empolese Valdelsa: “Con il biglietto unico l’offerta museale del MuDEV si dota di uno strumento di accesso al sistema all’altezza di questa rete museale così articolata e ricca. Il prezzo accessibile di 15 euro per il singolo e di 35 per una famiglia fino a 5 persone, unito alla durata per un anno, e alla forma di “passaporto” da vidimare ad ogni “tappa”, sono le caratteristiche principali di questo strumento.
Con la Credenziale del pellegrino dell’arte potremo sia fare emergere musei di pregio ma meno noti, che prolungare la permanenza del visitatore nell’area a beneficio di tutti i Comuni. Il biglietto unico è inoltre la base per la creazione di alcuni “percorsi immersivi” che, grazie anche ad una app audio guida geolocalizzata, permetteranno al visitatore di coniugare alla visita museale la scoperta del territorio, del paesaggio, delle eccellenze enogastronomiche e artigianali.”
“Ci muoviamo nell’orizzonte di un rinnovamento e attualizzazione del concetto di “museo diffuso” teorizzato da Georges Henri Riviére e Hugues de Varine nel 1971 – spiega ancora Cinzia Compalati – Il MuDEV vuole valorizzare i propri beni culturali intesi come territorio (concetto che si sostituisce al museo inteso come immobile), patrimonio (che sostituisce la alla collezione), e comunità (che prende il posto del pubblico), coinvolgendo nelle pratiche museali sia i residenti che i turisti. Un coinvolgimento relazionale per parlare a pubblici diversi, anche quelli che non frequentano i musei e gli ambiti culturali. Il biglietto unico, la strategia di promozione sui social network, i prossimi percorsi esperienziali e le iniziative in programma vanno in questa direzione.”
Per Giacomo Cucini, Sindaco delegato alla Cultura e al Turismo per l’Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa: “Il biglietto unico è il primo significativo traguardo del lavoro di coordinamento Museale unitario che tutti gli 11 Comuni dell’Unione volevano da tempo e che si è concretizzato in questo mandato amministrativo, ma al tempo stesso il lancio di una nuova strategia culturale di area in parallelo al coordinamento di “Toscana nel cuore” per la promozione turistica. Obiettivi sul fonte museale sono la promozione congiunta e vicendevole dei musei e la creazione di una “comunità culturale”, composta sia dai residenti che dai turisti, che tramite i beni culturali riscopra l’appartenenza a un territorio e ne apprezzi fino in fondo la sua unicità e valore”.
L’iniziativa, che sarà in fase sperimentale per tre mesi, nasce nell’ambito del progetto Valore Museo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e in collaborazione con la professionista da esso assegnata, l’architetto Giada Cerri.
Il sistema di gestione del biglietto unico è stato realizzato dall’azienda Space di Prato del gruppo ETT Solutions specializzata nella innovazione tecnologica applicata all’arte e alla cultura.
Parallelamente all’emissione del biglietto unico sono stati anche creati i canali social del MuDEV che è presente ora su:
Facebook www.facebook.com/mudevmuseodiffuso (#MuDEV)
Instagram www.instagram.com/mudevmuseodiffuso (#MuDEV)
YouTube http://bit.ly/youtubemudev[:]
Ago 1, 2017 | Eventi, Firenze
[:it]
di redazione – Le Gallerie degli Uffizi celebrano anche quest’anno la “notte della memoria”, in ricordo di quella terribile tra il 3 e 4 agosto del 1944, che vide Firenze trasformata in teatro di paura e distruzione da parte delle truppe tedesche in ritirata.
Queste, per rallentare l’avanzata degli Alleati che stavano risalendo la penisola, decisero infatti di minare e distruggere tutte le vie di comunicazione dietro di loro e tra queste tutti i ponti della città, ad eccezione di Ponte Vecchio.
Per i fiorentini questo fu forse il momento più dolorosamente emblematico della Guerra, perché dovettero assistere impotenti alla distruzione dei ponti della città e dei quartieri medievali vicino a Ponte Vecchio – in particolare via Por Santa Maria – delle torri antiche e delle botteghe: si colpiva al cuore la loro città, si annientò la vita nei quartieri che vennero rasi al suolo.
Venne minato il ponte di
Santa Trinita, ideato da Michelangelo e poi realizzato da Bartolomeo Ammannati per ordine di Cosimo I de’ Medici cancellandone in una serie di esplosioni la straordinaria armonia architettonica: fu un’azione simbolicamente criminale che riuscì nell’intento di deprimere la popolazione, creando sgomento e aprendo una ferita indelebile. E poi le case: ma almeno, in quella notte d’agosto i fiorentini d’oltrarno sfollati dalle loro abitazioni ridotte a macerie poterono rifugiarsi a Palazzo Pitti e a Boboli, spazio sicuro e protetto. Vennero allestiti letti e pasti di fortuna, e gli sventurati trovarono temporaneo conforto tra le mura austere e poderose del Palazzo, che nel frattempo aveva aperto le porte per tutti i senza tetto.
La rappresentazione di quest’anno vuole evocare le presenze di quella notte, risvegliarne le immagini e le voci.
Il racconto rivive non solo attraverso le immagini – fotografiche e cinematografiche – realizzate in quel momento per documentare lo scempio della città e il dramma di tanti fiorentini, ma anche attraverso le parole di chi c’era, e ci ha lasciato materia per ricordare.
La Compagnia delle Seggiole interpreterà (per la cura di Sabrina Tinalli con Fabio Baronti, Luca Marras e la stessa Sabrina Tinalliu) testi di Anna Banti, Nello Baroni e Giulio Bencini, intellettuali e artisti che hanno lasciato un ricordo toccante di quelle ore. Insieme a frammenti del War Requiem di Benjamin Britten – realizzato per celebrare la ricostruzione della cattedrale gotica di Coventry rasa al suolo durante la seconda Guerra Mondiale – la voce di quei testimoni si alzerà di nuovo nel cortile di Palazzo Pitti, per risvegliare in tutti noi la memoria di quei fatti.
La distruzione dei ponti fiorentini e dei quartieri vicini, episodio parziale nella tragedia immane della seconda Guerra Mondiale, assume però valore simbolico universale.
A seguire avrà luogo la proiezione del documentario “Dov’era e com’era. La ricostruzione del Ponte a Santa Trinita di Firenze” di Riccardo Gizdulich, versione a cura della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana. Il documentario illustra l’impegno e l’entusiasmo profuso dall’architetto e dai fiorentini nella ricostruzione del Ponte di Santa Trinita, come a voler cancellare il grave colpo inferto alla città.
Come ricorda il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt, «(…) le ricostruzioni hanno quasi cicatrizzato le ferite inferte alla città, ma quello che non si può risarcire, quello che rimane irreparabile, è il sacrificio di tante vite umane. E dunque diventa urgente, proprio ora – quando in molte parti d’Europa risorge l’ideologia nazifascista e si registra una crescita di delitti xenofobi e antisemiti – conservare e rinnovare il ricordo degli inenarrabili abomini del nazismo.
In questo periodo critico, in cui ci troviamo ad accogliere profughi che scappano da paesi in guerra e migranti in cerca di asilo e sopravvivenza, va ricordato con più forza il ruolo di Palazzo Pitti, quando divenne rifugio per le famiglie che persero la casa nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944.
Rimanga viva la memoria di quella notte: come testimonianza della lotta dei fiorentini per i diritti umani, e come impegno di tutti noi contro il ripetersi del crimine.»
Per queste ragioni il cortile di Palazzo Pitti sarà aperto alla città, affinché tutti possano assistere gratuitamente allo spettacolo. Il palazzo sarà di nuovo un simbolo di accoglienza per coloro che vorranno testimoniare il proprio impegno nel disconoscere odio e guerra.
Cortile di Palazzo Pitti, Firenze. 4 agosto 2017 alle ore 21.15 ad ingresso gratuito[:en]di redazione – Le Gallerie degli Uffizi celebrano anche quest’anno la “notte della memoria”, in ricordo di quella terribile tra il 3 e 4 agosto del 1944, che vide Firenze trasformata in teatro di paura e distruzione da parte delle truppe tedesche in ritirata.
Queste, per rallentare l’avanzata degli Alleati che stavano risalendo la penisola, decisero infatti di minare e distruggere tutte le vie di comunicazione dietro di loro e tra queste tutti i ponti della città, ad eccezione di Ponte Vecchio.
Per i fiorentini questo fu forse il momento più dolorosamente emblematico della Guerra, perché dovettero assistere impotenti alla distruzione dei ponti della città e dei quartieri medievali vicino a Ponte Vecchio – in particolare via Por Santa Maria – delle torri antiche e delle botteghe: si colpiva al cuore la loro città, si annientò la vita nei quartieri che vennero rasi al suolo.
Venne minato il ponte di Santa Trinita, ideato da Michelangelo e poi realizzato da Bartolomeo Ammannati per ordine di Cosimo I de’ Medici cancellandone in una serie di esplosioni la straordinaria armonia architettonica: fu un’azione simbolicamente criminale che riuscì nell’intento di deprimere la popolazione, creando sgomento e aprendo una ferita indelebile. E poi le case: ma almeno, in quella notte d’agosto i fiorentini d’oltrarno sfollati dalle loro abitazioni ridotte a macerie poterono rifugiarsi a Palazzo Pitti e a Boboli, spazio sicuro e protetto. Vennero allestiti letti e pasti di fortuna, e gli sventurati trovarono temporaneo conforto tra le mura austere e poderose del Palazzo, che nel frattempo aveva aperto le porte per tutti i senza tetto.
La rappresentazione di quest’anno vuole evocare le presenze di quella notte, risvegliarne le immagini e le voci.
Il racconto rivive non solo attraverso le immagini – fotografiche e cinematografiche – realizzate in quel momento per documentare lo scempio della città e il dramma di tanti fiorentini, ma anche attraverso le parole di chi c’era, e ci ha lasciato materia per ricordare.
La Compagnia delle Seggiole interpreterà (per la cura di Sabrina Tinalli con Fabio Baronti, Luca Marras e la stessa Sabrina Tinalliu) testi di Anna Banti, Nello Baroni e Giulio Bencini, intellettuali e artisti che hanno lasciato un ricordo toccante di quelle ore. Insieme a frammenti del War Requiem di Benjamin Britten – realizzato per celebrare la ricostruzione della cattedrale gotica di Coventry rasa al suolo durante la seconda Guerra Mondiale – la voce di quei testimoni si alzerà di nuovo nel cortile di Palazzo Pitti, per risvegliare in tutti noi la memoria di quei fatti.
La distruzione dei ponti fiorentini e dei quartieri vicini, episodio parziale nella tragedia immane della seconda Guerra Mondiale, assume però valore simbolico universale.
A seguire avrà luogo la proiezione del documentario “Dov’era e com’era. La ricostruzione del Ponte a Santa Trinita di Firenze” di Riccardo Gizdulich, versione a cura della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana. Il documentario illustra l’impegno e l’entusiasmo profuso dall’architetto e dai fiorentini nella ricostruzione del Ponte di Santa Trinita, come a voler cancellare il grave colpo inferto alla città.
Come ricorda il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt, «(…) le ricostruzioni hanno quasi cicatrizzato le ferite inferte alla città, ma quello che non si può risarcire, quello che rimane irreparabile, è il sacrificio di tante vite umane. E dunque diventa urgente, proprio ora – quando in molte parti d’Europa risorge l’ideologia nazifascista e si registra una crescita di delitti xenofobi e antisemiti – conservare e rinnovare il ricordo degli inenarrabili abomini del nazismo.
In questo periodo critico, in cui ci troviamo ad accogliere profughi che scappano da paesi in guerra e migranti in cerca di asilo e sopravvivenza, va ricordato con più forza il ruolo di Palazzo Pitti, quando divenne rifugio per le famiglie che persero la casa nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1944.
Rimanga viva la memoria di quella notte: come testimonianza della lotta dei fiorentini per i diritti umani, e come impegno di tutti noi contro il ripetersi del crimine.»
Per queste ragioni il cortile di Palazzo Pitti sarà aperto alla città, affinché tutti possano assistere gratuitamente allo spettacolo. Il palazzo sarà di nuovo un simbolo di accoglienza per coloro che vorranno testimoniare il proprio impegno nel disconoscere odio e guerra.
Cortile di Palazzo Pitti, Firenze. 4 agosto 2017 alle ore 21.15 ad ingresso gratuito[:]
Giu 26, 2017 | Enogastronomia, Eventi, Firenze
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Cena/lezione sul “Il futuro antico dei vini in anfora”. Massimo Zetti crea per l’occasione un raffinato menù di pesce.
Massimo Zetti e Marta Mezzetti titolari dell’ Osteria de l’Ortolano in via degli Alfani 91r a Firenze, giovedì 29 giugno 2017, ospiteranno l’Associazione culturale La terracotta e il vino.
In occasione del quarto incontro intitolato “Il futuro antico dei vini in anfora” promosso dall’associazione presieduta da Leonardo Parisi di , l’Osteria de l’Ortolano ha studiato un menù di pesce sempre nel rispetto della tradizione ma con occhio attento all’innovazione a alla qualità che la contraddistingue.
Le cene/laboratorio organizzate da “La terracotta e il vino” mirano a sviluppare la conoscenza di questa tecnica di vinificazione antica che oggi sembra attrarre diversi produttori.
L’utilizzo della terracotta nella fabbricazione di contenitori per la conservazione e il trasporto di prodotti agroalimentari oggi è oggetto di attenti studi, con particolare attenzione ai materiali impiegati.
La terracotta di Impruneta dimostra di dar vita a manufatti con caratteristiche chimico/fisiche ottimali per l’utilizzo richiesto.
A presentare i vini agli ospiti dell’Osteria de l’Ortolano sarà l’enologo Francesco Bartoletti del Gruppo Matura consulente della Fornace Parisi che presenterà i vini scelti dall’Associazione che spaziano dal nord al centro della nostra penisola, sui quali Massimo Zetti ha creato il suo menù.
L’arte e l’innovazione, caratteristiche di Artenova–terrecotte artistiche di Leonardo Parisi ben si sposano con la filosofia della qualità che l’Osteria de l’Ortolano porta avanti dal 1960 prima come bottega di alimentari poi con il ristorante di qualità. Si incontrano così due esperienze del nostro territorio creando una importante occasione culturale.
Menù “A cena e a lezione di vini in anfora con La terracotta e il vino”
Sgombro in carpione con frittatina di porcini alla nipitella vino in abbinamento 1701 Sullerba, azienda agricola 1701, Cazzano San Martino – Lombardia Chardonnay
Tagliolini limone e menta con mazzancolle alla vodka mediterranea in abbinamento Trebbiano d’Abruzzo, az. Agr Cirelli Atri (Te) Abruzzo
Totani ripieni con pecorino e paprika fumè con salsa di patate novelle allo zafferano e cozze pepate in abbinamento Troccolone d’Orcia Sangiovese 2016, az. Agr Marco Capitoli. Pienza (SI) Toscana
Semifreddo al caffè
www.terracotta-artenova.com
Inizio ore 20.30
Costo cena e lezione 35 euro
Prenotazione obbligatoria 055 239 6466
www.osteriadellortolano.it
www.martare.it
Osteria de L’Ortolano
Via degli Alfani 91r –Firenze
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Giu 26, 2017 | Arcipelago | Costa degli Etruschi, Arezzo, Argentario, Casentino, Chianti Classico, Città del Tufo | Colline Metallifere, Crete Senesi, Enogastronomia, Firenze, Garfagnana, Grosseto, Litorale pisano, Livorno, Lucca, Lunigiana, Maremma, Massa Carrara, Montagna Pistoiese, Montalbano, Monte Amiata, Monti Pisani, Mugello | Val di Sieve, Pisa, Pistoia, Prato, San Gimignano, Siena, Val Bisenzio, Val d'Elsa | Empolese, Val d'Elsa | Val di Merse, Val d'Orcia | Val di Chiana, Val di Cecina, Val di Cornia, Val Tiberina, Valdarno, Valdarno | Valdera | Colline Pisane, Valdinievole, Valle del Serchio | Piana Lucchese, Versilia
[:it]Fino al 22 settembre nei ristoranti e osterie toscane di Slow Food che hanno aderito al progetto e che espongono la locandina serate solidali per il centro Italia terremotato a base di Marocca di Casola.
La Marocca di Casola è un presìdio Slow Food che si ottiene impastando farina di castagne setacciata fine, farina di grano e patate lesse schiacciate, olio extravergine di oliva, lievito sciolto nel latte, pasta madre e acqua. L’impasto viene poi modellato in pagnotte rotonde di circa 20 centimetri di diametro lasciate lievitare per oltre 1 ora e poi cotte sempre per 1 ora nel forno a legna a temperatura più bassa rispetto a quella del pane. I pani sono di un colore marrone scuro, emanano un intenso profumo di castagne e sono lievemente dolci.
In occasione del 7° piatto dell’Alleanza, i cuochi delle osterie e dei ristoranti aderenti hanno deciso di presentarla nei propri menu in abbinamento libero ai prodotti della Comunità terremotate della Valnerina.
Ad esempio al ristorante “L’Oste Dispensa” (Strada provinciale Giannella, 113 Orbetello, Grosseto, www.ostedispensa.it il cuoco Stefano Sorci prepara “Quando la Marocca va in Valnerina a base di Marocca di Casola con la sua
mollica tostata in insalata di pecorino fresco e stagionato di Cascia, guanciale e spalletta di Norcia con cetrioli e olive all’origano.
Tiziana Tacchi dell’Osteria “Il Grillo è Buoncantore” di Chiusi (piazza XX settembre 10, Chiusi, Siena, www.ilgrillobuoncantore.it ha scelto di servire il piatto in: insalata di melone, menta e lippia, su croccante di Marocca, prosciutto crudo di Norcia con grattugia di pecorino di Cascia 18 mesi.
Il prosciutto è realizzato dall’Antica Norcineria Fratelli Ansuini, mentre il pecorino arriva dalla Fattoria di Opagna di Cascia di Domenico Porzio.
Elena Bianciardi dell’Osteria “Grotta Follis” via Roma 125, Follonica, Grosseto prepara: Lo schiaccino della Marocca di Casola, ricotta di pura pecora di Angela Saba, mortadella di Campotosto (a Norcia denominata coglioni di mulo), sedano croccante, ciliegie e misticanza.
Al ristorante “i Diavoletti” (Stradone di Camigliano, 302, Capannori, Lucca, www.ristorantediavoletti.it la
cuoca Alda Bosi prepara: la Marocca di Casola con il pecorino della Fattoria di Opagna di Cascia di Domenico Porzio con composta di bucce di pomodoro.
La Marocca viene prodotta tutto l’anno ed ha una consistenza spugnosa grazie alla presenza di patate lesse e una buona conservabilità dovuta anche all’utilizzo della farina di castagne, oltreché delle patate. E’adatta per essere consumata con formaggi caprini morbidi e con il miele. Ottimo abbinamento con il lardo di Colonnata e con i salumi della tradizione toscana.
La sua produzione oggi è legata ad un solo forno, situato proprio a Casola in Lunigiana (via Villa di Regnano, 99 tel. 0585 983017) gestito da Fabio Bertolucci, che la prepara ancora abitualmente. Il nome della Marocca pare derivi dal termine dialettale marocat, cioè poco malleabile: questo pane, infatti, in passato aveva una consistenza molto dura.
Ristorante L’Oste Dispensa, Strada provinciale Giannella, 113 Orbetello (Gr)
Da Roberto, Taverna in Montisi, via Umberto I, 3 San Giovanni d’Asso (Si)
Antica porta di Levante
Ristorante Il Grillo è Buon Cantore, piazza XX settembre 10, Chiusi (Si)
Il Ristoro del Parco Bio Fattoria Il Duchesco, strada provinciale 59 n. 29 Alberese (Gr)
Ristorante Antico Ristoro Le Colombaie, via Montanelli 22, loc. La Catena, San Miniato (Pi)
Ristorante Grotta Follis, via Roma 125, Follonica (Gr)
Osteria Vecchio Mulino, via Vittorio Emanuele, 12 Castelnuovo Garfagnana (Lu)
Osteria I Diavoletti, via Stradone di Camigliano, 302, Capannori (Lu)
Ristorante Belvedere, Località Bano 226, Monte San Savino (Ar)
Il piatto dell’Alleanza dei cuochi di Slow Food viene servito in ristoranti e osterie toscane che hanno aderito al progetto e che espongono la locandina dell’iniziativa, e viene cambiato ogni tre mesi, in occasione di ogni solstizio ed equinozio seguendo anche le stagionalità alimentari. Il piatto a base di Marocca di Casola sarà pertanto degustabile fino al 22 settembre prossimo.
Altri piatti dell’Alleanza sono stati: Testarolo artigianale Pontremolese con Pecorino a Latte Crudo della Montagna Pistoiese, i prodotti della Pesca Tradizionale nella Laguna di Orbetello, la razza bovina Maremmana, la Tarese del Valdarno, la Cipolla di Certaldo e il Biscotto Salato di Roccalbegna.
[:en]
Fino al 22 settembre nei ristoranti e osterie toscane di Slow Food che hanno aderito al progetto e che espongono la locandina serate solidali per il centro Italia terremotato a base di Marocca di Casola.
La Marocca di Casola è un presìdio Slow Food che si ottiene impastando farina di castagne setacciata fine, farina di grano e patate lesse schiacciate, olio extravergine di oliva, lievito sciolto nel latte, pasta madre e acqua. L’impasto viene poi modellato in pagnotte rotonde di circa 20 centimetri di diametro lasciate lievitare per oltre 1 ora e poi cotte sempre per 1 ora nel forno a legna a temperatura più bassa rispetto a quella del pane. I pani sono di un colore marrone scuro, emanano un intenso profumo di castagne e sono lievemente dolci.
In occasione del 7° piatto dell’Alleanza, i cuochi delle osterie e dei ristoranti aderenti hanno deciso di presentarla nei propri menu in abbinamento libero ai prodotti della Comunità terremotate della Valnerina.
Ad esempio al ristorante “L’Oste Dispensa” (Strada provinciale Giannella, 113 Orbetello, Grosseto, www.ostedispensa.it il cuoco Stefano Sorci prepara “Quando la Marocca va in Valnerina a base di Marocca di Casola con la sua
mollica tostata in insalata di pecorino fresco e stagionato di Cascia, guanciale e spalletta di Norcia con cetrioli e olive all’origano.
Tiziana Tacchi dell’Osteria “Il Grillo è Buoncantore” di Chiusi (piazza XX settembre 10, Chiusi, Siena, www.ilgrillobuoncantore.it ha scelto di servire il piatto in: insalata di melone, menta e lippia, su croccante di Marocca, prosciutto crudo di Norcia con grattugia di pecorino di Cascia 18 mesi.
Il prosciutto è realizzato dall’Antica Norcineria Fratelli Ansuini, mentre il pecorino arriva dalla Fattoria di Opagna di Cascia di Domenico Porzio.
Elena Bianciardi dell’Osteria “Grotta Follis” via Roma 125, Follonica, Grosseto prepara: Lo schiaccino della Marocca di Casola, ricotta di pura pecora di Angela Saba, mortadella di Campotosto (a Norcia denominata coglioni di mulo), sedano croccante, ciliegie e misticanza.
Al ristorante “i Diavoletti” (Stradone di Camigliano, 302, Capannori, Lucca, www.ristorantediavoletti.it la
cuoca Alda Bosi prepara: la Marocca di Casola con il pecorino della Fattoria di Opagna di Cascia di Domenico Porzio con composta di bucce di pomodoro.
La Marocca viene prodotta tutto l’anno ed ha una consistenza spugnosa grazie alla presenza di patate lesse e una buona conservabilità dovuta anche all’utilizzo della farina di castagne, oltreché delle patate. E’adatta per essere consumata con formaggi caprini morbidi e con il miele. Ottimo abbinamento con il lardo di Colonnata e con i salumi della tradizione toscana.
La sua produzione oggi è legata ad un solo forno, situato proprio a Casola in Lunigiana (via Villa di Regnano, 99 tel. 0585 983017) gestito da Fabio Bertolucci, che la prepara ancora abitualmente. Il nome della Marocca pare derivi dal termine dialettale marocat, cioè poco malleabile: questo pane, infatti, in passato aveva una consistenza molto dura.
Ristorante L’Oste Dispensa, Strada provinciale Giannella, 113 Orbetello (Gr)
Da Roberto, Taverna in Montisi, via Umberto I, 3 San Giovanni d’Asso (Si)
Antica porta di Levante
Ristorante Il Grillo è Buon Cantore, piazza XX settembre 10, Chiusi (Si)
Il Ristoro del Parco Bio Fattoria Il Duchesco, strada provinciale 59 n. 29 Alberese (Gr)
Ristorante Antico Ristoro Le Colombaie, via Montanelli 22, loc. La Catena, San Miniato (Pi)
Ristorante Grotta Follis, via Roma 125, Follonica (Gr)
Osteria Vecchio Mulino, via Vittorio Emanuele, 12 Castelnuovo Garfagnana (Lu)
Osteria I Diavoletti, via Stradone di Camigliano, 302, Capannori (Lu)
Ristorante Belvedere, Località Bano 226, Monte San Savino (Ar)
Il piatto dell’Alleanza dei cuochi di Slow Food viene servito in ristoranti e osterie toscane che hanno aderito al progetto e che espongono la locandina dell’iniziativa, e viene cambiato ogni tre mesi, in occasione di ogni solstizio ed equinozio seguendo anche le stagionalità alimentari. Il piatto a base di Marocca di Casola sarà pertanto degustabile fino al 22 settembre prossimo.
Altri piatti dell’Alleanza sono stati: Testarolo artigianale Pontremolese con Pecorino a Latte Crudo della Montagna Pistoiese, i prodotti della Pesca Tradizionale nella Laguna di Orbetello, la razza bovina Maremmana, la Tarese del Valdarno, la Cipolla di Certaldo e il Biscotto Salato di Roccalbegna.
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