I magredi friulani: il deserto verde d’Italia che (ancora) pochi conoscono

I magredi friulani: il deserto verde d’Italia che (ancora) pochi conoscono

Immaginate un luogo dove il paesaggio sembra un mosaico tra steppa e prateria, dove il terreno è arido ma la biodiversità esplode, e dove la natura si mostra ruvida, sincera, sorprendente.
Benvenuti nei magredi friulani, una delle aree più insolite e affascinanti del Nordest italiano, tra il Tagliamento e il Cellina, nel cuore del Friuli Venezia Giulia.
Questo è il regno della natura che resiste. Del silenzio pieno. Delle storie che si intrecciano tra i sassi.

Cosa sono i magredi

Un territorio particolare, per un’escursione unica, a contatto con la natura più selvaggia del Nord-Est. Magredi in friulano locale significa “terre magre” ed è proprio il tipo di paesaggio che possiamo ammirare in questi territori: terre aride e asciutte che ricordano le ambientazioni dei film western americani.
“Terre povere”
per via del terreno povero di humus, ghiaioso, drenante, dove l’acqua scivola via veloce e la vegetazione deve lottare per crescere.
E’ questa una delle steppe più rare d’Europa, un ecosistema unico nel suo genere, chiamato anche il “deserto verde” d’Italia.
Formatisi circa 23 milioni di anni fa, i magredi rappresentano un fenomeno particolarmente sorprendente se si pensa che il regime delle precipitazioni rende il Friuli Venezia Giulia la regione più piovosa d’Italia.
E’ questa caratteristica a distinguere i nagredi dalle steppe dell’Europa centro orientale che sono invece legate a un clima poco piovoso.


Cosa sono i magredi

Ai piedi delle Dolomiti Friulane si trova questo terreno detritico, altamente permeabile, generato dai materiali trasportati a valle dai corsi d’acqua in un periodo di grandi movimenti tettonici, alluvioni e glaciazioni.
In queste praterie l’acqua non viene trattenuta in superficie, ma filtra nel sottosuolo per riaffiorare poi nell’area delle risorgive, dando così vita ad un territorio che potremo definire “la steppa pordenonese”.
Possiamo ammirare questi paesaggi unici nel loro genere nella zona dell’alta pianura pordenonese dove le acque del Cellina, del Meduna e del Colvera sprofondano nel sottosuolo.
Quest’area si estende per circa 500 kmq tra il Livenza e il grande alveo del Tagliamento, da Montereale Valcellina a Maniago fino a Cordenons e Pordenone.
È qui che si trovano i ghiareti: vaste distese di ciottoli bianchi, come se un antico fiume si fosse addormentato lasciando le sue ossa in vista.
Si possono distinguere tre fasce di vegetazione: quella delle grave (le pietraie), caratterizzata da licheni, arbusti nani, muschi ed erbe a chiazze; il magredo primitivo, con prati stepposi più estesi, l’erica, i fiordalisi e le splendide orchidee selvatiche; e il magredo evoluto, dove la presenza dell’erba si fa più costante.
Il territorio brullo è inaspettatamente popolato da uccelli – tra cui anche alcune specie predatorie, come gheppi e poiane – rettili e piccoli mammiferi, tipici di questo habitat, come lepri, volpi, tassi e caprioli.
La Direttiva Habitat, al centro della politica comunitaria europea in materia di conservazione della biodiversità, ha accolto i “Magredi del Cellina” tra i “Siti di Importanza Comunitaria” (S.I.C.) riconosciuti dall’Unione Europea.

Il Cellina

Uno scenario perfetto per il cicloturismo

Il territorio si presta perfettamente al cicloturismo per la semplicità della percorrenza, pianeggiante, abbinata alla possibilità di apprezzare lo splendido panorama che permette allo sguardo di estendersi per molti chilometri fino a scorgere le vette dei monti in lontananza.
Magnifici sono gli stacchi di colore tra le distese sassose, abbracciate dalle macchie verdi e rossastre della vegetazione ad arbusto.

Per scoprire da vicino la bellezza dei magredi il nostro consiglio è di perlustrare con una bella passeggiata – o in bicicletta – la zona che circonda il centro urbano di Cordenons, comune delimitato dal torrente Cellina, ad est, e dal fiume Meduna, a sud.
Dalla zona dei Magredi è possibile proseguire fino alla spettacolare zona confinante, quella delle risorgive del Vinchiaruzzo. In quest’area, caratterizzata da un terreno meno permeabile, le acque filtrate nei Magredi sgorgano a tratti in superficie, sfiorando il suolo nelle olle per poi esplodere in fontanai a  pressione. La vegetazione si arricchisce di zone boschive a salici, pioppi e frassini.


Un paesaggio che racconta storie di terra

Nonostante l’aspetto “vuoto”, i magredi sono tutto fuorché deserti culturali.
Qui sono passati eserciti romani e contadini friulani, qui si sono intrecciati riti rurali, leggende di confine e identità resistenti.
I contadini hanno imparato a coltivare anche dove sembrava impossibile, e le comunità locali hanno sviluppato una cultura dell’adattamento e del rispetto per la terra, che oggi torna più attuale che mai.
Il paesaggio stesso è parte della Rete Natura 2000, riconosciuto come area di valore ambientale europeo per la sua biodiversità.
Dopo una pedalata o una camminata tra i ghiareti, niente di meglio di una sosta in una delle aziende agricole del territorio.
I magredi, paradossalmente, sono anche terra di buon vino: qui nascono bianchi sapidi e freschi, grazie al microclima e al suolo drenante.
Prova un Friulano Doc o una Ribolla gialla, magari con un tagliere di formaggi locali e salumi d’alpeggio.

 

Udine la città del Tiepolo, cuore del Friuli

Udine la città del Tiepolo, cuore del Friuli

Fascino discreto  varie influenze culturali. Una città che è un mix affascinante di storia, arte e tradizioni locali. Meno conosciuta di Venezia Udine è una città che offre una ricchezza culturale unica e un’accoglienza autentica.
Una città colta antica e moderna dove si parla ancora il friulano una lingua minoritaria riconosciuta ufficialmente a livello nazionale tanto che sarete incuriositi nel vedere anche i cartelli stradali e insegne in bilingue (italiano e friulano).
Una città dalle origini antiche col nome latino di “Utina”,
ma alcuni ritengono che sia ancora più antica e legata alle popolazioni celtiche e alle prime popolazioni friulane. Durante il Medioevo, la città crebbe d’importanza, divenendo il centro amministrativo e religioso della regione ma fu dal 1420, ovvero quando entrò sotto il dominio della Repubblica di Venezia, che sboccio lasciando a noi oggi una forte impronta artistica e culturale.


La città del Tiepolo

Udine è spesso chiamata la “città del Tiepolo” a testimoniare quanto forte e stretto fu il rapporto con Giambattista Tiepolo uno dei maestri dell’arte italiana. Un genio veneziano del XVIII secolo celebre per i suoi affreschi i luminosi e per la capacità di dare vita a personaggi e scene bibliche con una teatralità unica.
Il suo legame con Udine iniziò nel 1726, quando venne invitato dal Patriarca Dionisio Delfino a decorare il Palazzo Patriarcale della città. Un incarico che segnò l’inizio di una relazione duratura tra l’artista e la città che continuò a ospitarlo per diversi anni, diventando una sorta di “seconda casa” per il pittore.
Proprio per questo Udine è una delle poche città in Italia a custodire un nucleo così significativo delle sue opere.
Il cosiddetto percorso tiepolesco rappresenta un itinerario ideale per scoprire la città attraverso la sua architettura e la sua arte sacra.
L’itinerario si snoda attraverso alcuni dei luoghi simbolo della città, che conservano capolavori di arte sacra e affreschi magistrali.
Inevitabile partire dal Palazzo del Patriarcato e della sua spettacolare s
ala del Trono che rappresenta il cuore dell’opera di Tiepolo a Udine dove l’artista dipinse diversi cicli di affreschi. Questa sala è uno degli ambienti più spettacolari, decorato con scene della vita di Abramo e dei patriarchi.
Nella cappella del Palazzo, Tiepolo dipinse “L’Adorazione dei Magi”, un’opera di grande impatto, caratterizzata da una vivida rappresentazione dei personaggi e una cura meticolosa nei dettagli. Spostiamoci poi al Museo Diocesano dov’è possibile ammirare altri affreschi dell’artista, come le scene dell’Antico Testamento e quelle della “Caduta degli Angeli Ribelli”, dove il pittore unisce drammaticità e colori intensi.
Altra tappa imprescindibile è il Duomo di Udine, dove Tiepolo realizzò una serie di affreschi nella Cappella del Santissimo Sacramento. Affreschi che rappresentano scene bibliche come il “Sacrificio di Isacco” e “Davide che suona l’arpa”. Qui, Tiepolo dimostra tutta la sua maestria nella resa dei volti e nel gioco delle ombre.
 Accanto al Duomo si trova l’Oratorio della Purità, un gioiello artistico che ospita la “Madonna con Bambino” e altri affreschi commissionati al Tiepolo. La facciata sobria dell’oratorio nasconde un interno riccamente decorato, dove il pittore impiegò colori chiari e vivaci per dare alle figure un’aria angelica.
Spostiamoci infine nella chiesa di Sant’Antonio Abate dove
Tiepolo dipinse uno dei suoi primi lavori friulani: la “Pietà”, un’opera di intensa spiritualità e drammaticità. È una rappresentazione commovente della scena sacra, dove il maestro usa il chiaroscuro per creare un’atmosfera di grande pathos.

La Loggia del Lionello

Non solo Tiepolo, cos’altro vedere in città

Tiepolo come abbiamo visto è uno degli artisti più rappresentativi della città, ma Udine vanta anche altre attrazioni culturali che completano l’esperienza artistica rendendola una città artisticamente e culturalmente viva. Meritevole di una visita la Pinacoteca situata all’interno del Castello di Udine. Una galleria d’arte che contiene opere d’arte moderna e contemporanea e permette di ampliare il percorso artistico iniziato con Tiepolo.
E già che siete qui visitate tutto il castello che si trova nel cuore della città su una collina ed è un autentico simbolo cittadino risalente
al XVI secolo e magnifico esempio di architettura rinascimentale. Oltre alla Pinacoteca da visitare al suo interno i Musei Civici con collezioni di arte antica e moderna  e il Museo Archeologico.
Prima di salire al Castello vi trovate nell’elegante piazza della Libertà cuore della città con le sue architetture veneziane e i suoi eleganti edifici oltre che al loggiato di San Giovanni che è considerata una delle piazze più belle del Friuli e dell’ Italia.  Piazza della Libertà è il cuore della città e ricorda le architetture veneziane con i suoi edifici eleganti e la magnifica Loggia del Lionello, splendido edificio gotico veneziano, con le sue strisce bianche e rosa, capolavoro del XV secolo e uno dei simboli di Udine. Di fronte è la torre dell’Orologio decorata con le statue di due mori che battono le ore e che ricorda il celebre orologio di Piazza San Marco a Venezia.

Lungo il canale Ledra

Lungo il canale Ledra, un percorso fra storia e natura

Per scoprire un’Udine meno conosciuta e più intima vi proponiamo un itinerario affascinante lungo il canale Ledra che offre uno scorcio autentico e tranquillo della città, con ponti e scorci suggestivi.
Una full immersion
in una parte autentica e un po’ nascosta della città, lontana dal trambusto, dai salotti dei tavolini all’aperto dei bar e delle piazze principali.
Il Canale Ledra ha un forte significato storico e culturale per Udine rappresentando un’importante via d’acqua che forniva ricchezza alla città.
Ha origini antiche ed è legato allo sviluppo economico della città. Fu realizzato nel Medioevo per portare l’acqua dal fiume Ledra, un affluente del Tagliamento, fino alla città di Udine che attraversava alimentando mulini e fornendo acqua a laboratori e officine. Le attività produttive, come la lavorazione della lana e della seta, sfruttavano il flusso dell’acqua, facendo del Ledra una risorsa vitale per l’economia cittadina. Col passare del tempo e con lo sviluppo industriale moderno, molte di queste attività sono scomparse, ma il canale è rimasto come memoria della vecchia Udine operosa che fu.
Oggi, il percorso lungo il Canale Ledra è ideale per una passeggiata o un giro in bicicletta via dai rumori e dalla folla. Attraversarlo vuol dire attraversare diversi quartieri, dare uno sguardo alla Udine più autentica e residenziale, lontana dai classici circuiti turistici. Il canale lo si può attraversare su diversi ponti; ciascuno con un carattere unico e scorci pittoreschi diversi sulla città. Ogni ponte offre un punto di osservazione privilegiato sul corso d’acqua, in cui si riflettono alberi e antichi edifici. Bellissimi alcuni edifici storici lungo il canale fra cui antichi mulini oggi in molti casi restaurati o riconvertiti in abitazioni, ma mantengono ancora dettagli architettonici che ricordano il loro passato industriale.
Il Ledra era anche un punto di ritrovo della vita sociale per molte lavandaie e artigiani che lungo le sue rive s’incontravano per lavare i panni, ma anche per scambiarsi storie, creare legami e fare comunità. Alcuni racconti di questo passato vivono ancora nella memoria collettiva degli udinesi.
Recentemente lungo il canale sono stati fatti vari interventi migliorativi con percorsi pedonali e ciclabili, illuminazione e aree di sosta per i cittadini con tanto di localini dove fermarsi a bere qualcosa sentendo lo scorrere dell’acqua in sottofondo. Vicino al canale si trovano infatti alcune osterie e bar tradizionali dove poter assaporare un buon bicchiere di vino friulano e stuzzichini locali. Fermati per una pausa per gustare un “tajut” (il tipico bicchiere di vino friulano).

 

“Terre Tagliamento Festival”: cultura ed escursioni di qua e di là dal fiume

“Terre Tagliamento Festival”: cultura ed escursioni di qua e di là dal fiume

Quattro giorni di escursioni a piedi e in bicicletta, passeggiate e spettacoli nei suggestivi centri storici e nell’ambiente naturale degli otto comuni friulani del Distretto del Commercio Terre Tagliamento, alla scoperta delle voci, dei suoni, dei sapori e delle storie di questo territorio.
Dal 3 al 6 ottobre 2024 torna il Terre Tagliamento Festival, arrivato alla seconda edizione, che anche quest’anno “saltellerà” come un anfibio tra i borghi del sanvitese sulla riva destra del Tagliamento, accompagnando il pubblico in luoghi suggestivi e significativi per la storia, la tradizione e il commercio locale.


Il festival che racconta il Friuli

Gli spettacoli vedranno la partecipazione di eccellenze del mondo culturale e teatrale friulano, come gli artisti della compagnia La Radice Selvatica, Molino Rosenkranz e il duo Nicoletta Oscuro e Matteo Sgobino. A far loro da filo conduttore grandi e piccole storie di personalità e luoghi del Friuli e del Tagliamento.
Non mancheranno proposte da fuori regione, come il nuovo spettacolo dedicato a Pier Paolo Pasolini di Massimo Zamboni, una prima nazionale al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento firmata dal celebre fondatore di CCCP e CSI.
Al Teatro di Casarsa della Delizia spazio all’intrigo di invenzioni e narrazioni dell’Orlando Furioso grazie alla viva voce di Roberto Mercadini, i monologhi del quale hanno riempito i teatri di tutta Italia e raggiunto la viralità su Youtube. Ancora l’arte della narrazione all’Auditorium di Sesto al Reghena con il racconto delle più grandi e bizzarre menti letterarie nello spettacolo La strategia dell’ostrica di Claudio Morici, grande divulgatore, tanto sul web e TV che a teatro, di biografie che spesso dal tragico sfociano nel comico. Un tocco di musica al femminile con MadEmoiselles Sarabande, duo pianistico a quattro mani che interpreta i grandi classici e composizioni contemporanee con leggerezza, semplicità̀ e piccoli aneddoti scanzonati.

Castello Valvasone Arzene

A spasso fra alcuni dei paesi più belli d’Italia

Le passeggiate a piedi permetteranno di scoprire gli angoli nascosti e le realtà economiche che tengono vivi i centri storici di borghi tra “i Più Belli d’Italia” come Cordovado, Valvasone e Sesto al Reghena, e comuni “Bandiera Arancione” del Touring Club come San Vito al Tagliamento; mentre le escursioni in bicicletta esploreranno le frazioni, i vigneti e gli argini naturali del Tagliamento, con un’attenzione anche per l’accessibilità rivolta alle disabilità nella mattinata della domenica. Non mancherà l’attenzione ai più giovani e alla famiglie con la caccia al tesoro medievale di Valvasone Arzene.
Gli eventi culturali saranno anche l’occasione per vivere le strade e le piazze degli otto comuni del Distretto del Commercio.
La novità di questa edizione è infatti l’integrazione con la rete di attività locali che, oltre ad essere interessati da passeggiate e attività cittadine, saranno parte attiva con proposte, decorazioni e promozioni. Verranno organizzati aperitivi e degustazioni in concomitanza degli eventi in programma e sarà possibile gustare menù convenzionati dedicati al festival, un evento che nei giorni della manifestazione diventa vetrina delle specialità enogastronomiche locali.
Ogni comune del distretto Terre del Tagliamento ha una storia unica, spesso legata alla viticoltura, a castelli medievali o a abbazie antiche, offrendo così una vasta gamma di esperienze autentiche lontane dai percorsi turistici più affollati.
Ad esempio, i borghi medievali come Valvasone Arzene e Cordovado sono noti per la loro architettura storica, mentre i paesaggi del fiume Tagliamento, uno degli ultimi grandi fiumi d’Europa che mantiene un corso naturale incontaminato, rappresentano una meta perfetta per chi cerca escursioni in natura.
Gli otto comuni del distretto sono: Casarsa della Delizia, Cordovado, Morsano al Tagliamento, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena e Valvasone Arzene

La rana simbolo del Tagliamento

Tagliamento: il fiume “selvaggio”

Il simbolo del progetto Terre del Tagliamento è la rana rossa di Lataste, un piccolo anfibio autoctono dal corpo snello e affusolato, con una colorazione marrone-rossiccia. L’anfibio che vive principalmente nelle aree umide e boschive, spesso in prossimità di fiumi, torrenti e zone alluvionali rappresenta l’identità dell’area del fiume dove trova rifugio tra la vegetazione e acqua.
Il Tagliamento vale la pena di essere conosciuto meglio perché è uno dei fiumi più importanti e affascinanti d’Italia, spesso considerato l’ultimo fiume alpino a regime fluviale naturale in Europa.
Questo corso d’acqua attraversa il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, con una lunghezza di circa 170 chilometri, e la sua sorgente si trova a Passo della Mauria, nelle Alpi Carniche, mentre sfocia nel Mar Adriatico vicino a Lignano Sabbiadoro.

 

Friuli Venezia Giulia: lo sci punta sui giovani

Friuli Venezia Giulia: lo sci punta sui giovani

Stagione invernale alle porte e in Friuli Venezia Giulia lo sci sarà a misura di giovani e famiglie: per i bambini nati dal 2017 al 2021 skipass gratuiti, dagli 8 ai 19 anni (2005-2016 compresi) sulle piste con dieci euro al giorno e nuove proposte per chi vuole trascorrere la propria vacanza sulla neve in compagnia di bambini e ragazzi.
Sono queste alcune delle principali novità dell’offerta sciistica della regione, che si presenta ancora una volta con tariffe tra le più competitive dell’intero arco alpino e attenzione alle nuove generazioni.

Sella Nevea

Sei poli sciistici per tutti i gusti

Nei sei poli della regione gestiti da PromoTurismoFVG (Piancavallo, Sappada/Forni Avoltri, Forni di Sopra/Sauris, Ravascletto/Zoncolan, Tarvisio e Sella Nevea) la stagione, da calendario, prenderà il via ufficialmente venerdì 8 dicembre e si concluderà il giorno di Pasquetta, lunedì 1° aprile, a eccezione del polo di Sella Nevea che aprirà anticipatamente il weekend del 2 e 3 dicembre, solo per la parte alta, e chiuderà gli impianti il 14 aprile.
Lo skipass giornaliero costerà 44 euro – in bassa stagione, dall’8 al 17 dicembre e dal 18 marzo a chiusura impianti, scende a 31 euro-, è valido su tutti i sei poli montani, mentre chi desidera sciare solo sulle piste di Sauris o di Pradibosco potrà usufruire di tariffe ulteriormente ridotte.
Tra le principali innovazioni l’installazione delle casse automatiche nei comprensori di Piancavallo, Tarvisio, Ravascletto/Zoncolan e Sella Nevea, che permetteranno di raggiungere le piste senza il rischio di rimanere in coda agli sportelli, così come l’installazione di pannelli informativi.

Monte Lussari

Novità: giovani e casse automatiche

Un’unica categoria “junior” dagli 8 ai 19 anni (2005-2016 compresi) che potrà godersi le piste con uno skipass da 10 euro al giorno e bambini al di sotto degli 8 anni (nati dal 2017-2021 compresi) gratis anche per questa stagione.
Stop anche alle file in biglietteria per acquistare lo skipass: da quest’anno si potrà saltare la coda e andare direttamente ai tornelli grazie alle casse automatiche, posizionate nei comprensori sciistici di Piancavallo, Ravascletto/Zoncolan, Tarvisio e Sella Nevea, che consentiranno non solo di comprare alcune tipologie di biglietti (skipass giornalieri in categoria adulti e senior, 3, 4 e 5 ore in giornata e biglietti interi andata e ritorno per i pedoni), oppure convertire il qrcode di un acquisto effettuato online. PromoTurismoFVG ha avviato anche una collaborazione con hotel e strutture ricettive, per agevolare i turisti che potranno sempre usufruire delle casse automatiche per convertire il voucher in skipass. Da quest’anno parte anche la collaborazione con Telepass, che interesserà i clienti Plus e Pay, con la possibilità di spesa di skipass giornalieri in alta stagione categoria adulto.
Tra le altre novità le sette skimap interattive e consultabili online, ognuna dedicata a un polo sciistico, che permettono di visualizzare tutti i sevizi connessi agli impianti di risalita con una scheda personalizzata (apertura e chiusura di piste e impianti, dati tecnici, webcam, ristori e noleggi) e la realizzazione di bollettini invernali inviati quotidianamente a stakeholder e pubblicati sul sito per offrire un aggiornamento costante e in tempo reale delle condizioni meteo agli appassionati della montagna. Nei poli sciistici di Piancavallo, Ravascletto/Zoncolan e Tarvisio saranno infine posizionati tre pannelli informativi per garantire un miglior servizio al cliente, mentre sempre a partire da questa stagione entra a regime la Disability Card, che consente ai possessori della carta di ricevere sconti e agevolazioni.

Zoncolan

Tariffe super

Il prezzo dello skipass giornaliero “adulto” per la stagione ‘23/’24 è di 44 euro (in bassa stagione, dall’8 al 17 dicembre e dal 18 marzo a chiusura impianti scende a 31 euro), la tariffa per i “senior” (i nati tra il 1949 e il 1959) cala a 38,50 euro (27,50 in bassa stagione) mentre l’abbonamento Cartaneve viene proposto a 550 euro a prezzo intero.
“Junior” e “over75” (1948 e precedenti) pagano 10 euro, mentre i “baby” sono gratis. Per chi sceglie lo “Sci@ore” in giornata”, disponibile da 3, 4 o 5 ore, il prezzo varia a seconda dell’acquisto e la validità scatta con il primo passaggio al tornello, terminando all’esaurirsi delle ore (per sciare quattro ore il prezzo per un adulto è di 35 euro, 31 per i “senior”), o in alternativa il pacchetto “Sci@sempre”, disponibile nelle versioni da 15 o 30 ore, che permette l’utilizzo dello skipass in tutte le stazioni sciistiche del Friuli Venezia Giulia e per tutta la stagione, quest’anno scontato del 25 percento se si acquistano tre abbonamenti. In vendita anche il plurigiornaliero, da due a sette giorni, oltre alle soluzioni pensate per gli studenti universitari di tutte le nazionalità che, muniti di tesserino e fino al ventiseiesimo anno di età, potranno acquistare il giornaliero dedicato al prezzo ridotto di 33 euro e lo stagionale a 330 euro.
Gli skipass si possono acquistare in tre diverse modalità: online, attraverso il webshop FVGstore, alle casse dei poli sciistici e alle casse automatiche. Per ricevere maggiori informazioni su tariffe e agevolazioni: www.turismofvg.it/it/montagna365/tariffe/inverno-skipass-23-24-giornalieri-e-plurigiornalieri/poli-montani.

Sauris

Sulle piste ripartono le notturne

Il comprensorio di Ravascletto/Zoncolan “inaugurerà” la stagione con due nuove piste rosse, la Laugiane (2b) e la sua Variante (2c), a Piancavallo i lavori per i nuovi raccordi della pista da fondo Pian Mazzega sono stati ultimati, così come a Tarvisio per il rifacimento di un tratto di innevamento sulla pista B.
Nei diversi poli sono stati integrati e sostituiti alcuni generatori neve per ottimizzarne la produzione ed entro un paio d’anni saranno acquistati sei nuovi mezzi battipista a servizio dei poli a partire da quello di Ravascletto/Zoncolan.
Ritornano, infine, le sciate in notturna: a Forni di Sopra la ski-alp sarà in programma il martedì sera, a Piancavallo il mercoledì e a Sella Nevea il venerdì, mentre a Tarvisio, ogni venerdì da gennaio a marzo, si potrà provare il brivido della Di Prampero illuminata dalla luce della luna.

Piancavallo

I poli sciistici del Friuli Venezia Giulia

Dalle Dolomiti friulane, nella parte più occidentale della catena montuosa regionale, attraverso le Alpi Carniche e fino ai massicci delle Alpi e Prealpi a Giulie: i sei i poli sciistici del Friuli Venezia Giulia regalano paesaggi incontaminati e piccoli borghi, una piacevole scoperta per chi sceglie questa destinazione come meta invernale.
Forni di Sopra/Sauris: Forni di Sopra offre 13 chilometri di aree sciabili nel comprensorio del Varmost, dove si scia lungo discese impegnative – tra cui il tracciato più lungo della regione con i suoi 5,5 chilometri, che parte dai 2.073 metri del monte Crusicalas fino a fondovalle – ma anche su piste adatte a tutti. Sauris, (Zahre) è un incantato borgo alpino, nominato dalle Nazioni Unite Best Tourism Village, con due tracciati dedicati ai campi scuola e una pista da discesa azzurra, ideali per chi inizia a muovere i primi passi sugli sci, oltre a una rossa e una nera, la Zheile.
Piancavallo, con suoi 14 chilometri di aree sciabili dedicate allo sci alpino e snowboard e i moderni impianti di risalita, è un comprensorio sciistico situato su un altopiano a nord di Pordenone, ben esposto al sole e apprezzato dai giovani sciatori, dal quale nelle giornate più limpide è possibile scorgere il mare.
Sappada/Forni Avoltri: circondata dalle Dolomiti, Sappada offre 15 chilometri di piste per lo sci alpino, che spaziano da tracciati più semplici e campetti scuola alle rosse e nere più impegnative, fino anche a quota 2000 metri. Poco distante da Sappada, a Forni Avoltri, è presente l’unico centro per il biathlon e sci nordico della regione con la pista dei “Piani di Luzza” a quota 1043 metri.
Ravascletto/Zoncolan: da tutti conosciuto anche come “il Kaiser”, il monte Zoncolan è passato alla storia con il Giro d’Italia, mentre d’inverno le sue pendici innevate lo trasformano in un polo sciistico con 24 chilometri di aree sciabili, un’arena freestyle per sciatori e snowboarder, piste soleggiate e spaziose adatte a tutti i livelli a cui si aggiunge la ricca offerta di rifugi e ristoranti per un après-ski direttamente sulle piste. In località Pradibosco sono presenti altri due impianti di risalita per 1,2 chilometri di piste.
Tarvisio: con i suoi 24 chilometri di piste, a Tarvisio il divertimento per chi pratica sci alpino è assicurato, in particolare lungo i 4 chilometri di discesa della sua pista nera più famosa, la Di Prampero, che parte dal borgo sul monte Lussari – dove sorge il santuario mariano – e termina a valle, in località Camporosso. Tra i monti Florianca e Priesnig si trovano inoltre numerose discese adatte a tutti i livelli, oltre all’area del campo scuola Duca d’Aosta.
Sella Nevea: affacciata sul versante sloveno delle Alpi Giulie, Selle Nevea è una località particolarmente attrattiva e ideale, grazie all’alto livello tecnico dei suoi 10,5 chilometri di tracciati, per gli amanti dell’adrenalina e per chi pratica le specialità più veloci dello sci alpino.

 

Friuli Doc  2023. La festa in cui si incontrano i sapori, le tradizioni e i raffinati vini di una terra generosa e ospitale

Friuli Doc 2023. La festa in cui si incontrano i sapori, le tradizioni e i raffinati vini di una terra generosa e ospitale

Torna a Udine, da giovedì 7 a domenica 10 settembre 2023, Friuli DOC, la festa di una terra orgogliosa e tranquilla, generosa e ospitale. L’incontro con i suoi sapori, le sue tradizioni e i suoi raffinati vini.

Friuli Doc, mercato vecchio. Foto comune di Udine

Un week end di gusto a Udine per Friuli Doc

Dunque, dal 7 al 10 settembre 2023 Udine sarà la culla dei sapori e delle tradizioni del Friuli Udine. Torna infatti, in grande spolvero, Friuli DOC.
Udine vi darà il benvenuto all’atteso evento enologico dell’anno, l’edizione 2023 di Friuli DOC, dove i confini della realtà si fondono con l’immaginazione e la passione per il vino si trasforma in un sogno avvolto da un’atmosfera onirica.
Questa straordinaria celebrazione enogastronomica promette di sorprendere e incantare i sensi di tutti i partecipanti.
L’edizione 2023 di Friuli DOC sarà una sinfonia di eventi dedicati agli amanti del vino, con degustazioni guidate da esperti sommelier, seminari coinvolgenti sull’arte dell’abbinamento cibo-vino, e incontri con i protagonisti del mondo enologico.
Sarà un’occasione unica per immergersi nel panorama enologico friulano, scoprendo le diverse interpretazioni dei vitigni autoctoni e lasciandosi avvolgere dai profumi avvolgenti dei vini bianchi e rossi più pregiati della regione.
L’atmosfera fiabesca dell’evento sarà ulteriormente arricchita da spettacoli artistici, installazioni suggestive e concerti di musica classica e contemporanea.
Udine, in questo periodo, si trasformerà in una scenografia magica, in cui i visitatori saranno i protagonisti di un viaggio tra terre di origine e nuove dimensioni sensoriali.
La nuova edizione di Friuli DOC a Udine è l’opportunità di immergersi in un’esperienza multisensoriale, dove l’arte dell’enologia si fonde con la creatività e la visione innovativa del territorio.
Lasciati trasportare in questo mondo incantato, in cui il vino diventa poesia e il gusto diventa un viaggio attraverso i sogni.
Non mancare l’occasione di essere parte di questa straordinaria edizione di Friuli DOC, dove l’emozione del vino si unisce all’incanto del territorio friulano.


A Friuli Doc l’aperitivo è targato Friuli Venezia Giulia

L’Aperitivo “Io sono Friuli Venezia Giulia” in piazza Primo Maggio in occasione di Friuli Doc, la rassegna enogastronomica che dal 7 al 10 settembre ritorna a Udine per una quattro giorni dedicata al gusto e alle eccellenze del territorio.
Sarà la musica, accanto ai vini, ai liquori e alle birre artigianali del territorio, a fare da sfondo nello stand di oltre 700 metri quadrati di “Io sono Friuli Venezia Giulia”, in cui accanto alla promozione del territorio, attraverso video e materiale informativo, saranno appunto proposte le bevande made in Friuli Venezia Giulia.
Christian Marchi, Tommy De Sica, Nicola Fasano, Daniele Crucil e Manuel Zolli: sono solo alcuni dei nomi che si alterneranno sul palco per i deejay set che durante la manifestazione animeranno l’ellisse di Primo Maggio per l’aperitivo e la sera.
Nel cuore di Udine, nella piazza più centrale della città, piazza San Giacomo, il mercato delle eccellenze ospiterà invece i prodotti gastronomici e artigianali a marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” nelle 14 casette in legno, in cui sarà possibile acquistare alcune tipicità dell’intero territorio regionale grazie a Fondazione Agrifood & Bioeconomy- Fab FVG.

Piazza della Libertà, Udine. Foto Fabrice Gallina

Il programma fra novità e riconferme

Oltre 700 metri quadrati, un banco riservato alla mescita dei vini del Friuli Venezia Giulia e uno dedicato ai cocktail, ai liquori e alle birre, con un grande schermo e un palco centrale per la musica. Lo stand istituzionale in piazza 1° Maggio, in cui sarà proposto l’“Aperitivo Io sono Friuli Venezia Giulia”, da giovedì a sabato proporrà diversi dj-set, mentre domenica la serata sarà dedicata al cabaret.
Cultura, mare, montagna ed enogastronomia saranno i temi scelti per ognuna delle giornate, per promuovere il territorio regionale grazie al supporto di video e il maxischermo allestito all’interno dello spazio.
Si parte giovedì 7 settembre dalle 18 alle 24 con l’Aperitivo “Io Sono Friuli Venezia Giulia” tra vini del territorio, birre, cocktail made in FVG e deejay set con Mr. Pella e Pietro Berti, e dalle 21.30 con Christian Marchi, deejay e produttore italiano tra i più apprezzati artisti a livello internazionale grazie al suo sound in cui ritmo e melodia si fondono in un’esperienza d’ascolto unica nel suo genere.
Venerdì 8 settembre lo stand aprirà alle 17 con la musica di Daniele Crucil e Manuel Zolli, per poi lasciare alle 21 la consolle a Tommy De Sica e i pezzi che hanno fatto la storia della dance e italiana commerciale.
Sabato 9 settembre alle 17 ci sarà E-Lisa, dalle 20 Steve Forest & violinista Pierpaoli Foti, mentre dalle 22 partirà il deejay set di Nicola Fasano, producer e remixer conosciuto per il suo talento eccentrico e per aver affiancato alcuni dei più grandi artisti internazionali, sempre in compagnia del violinista Pierpaoli Foti.
Infine, 
domenica 10 settembre lo stand rimarrà aperto dalle 12 alle 20, prima per l’aperitivo con musica, nel pomeriggio per due appuntamenti con La lingua friulana a Friuli Doc, a cura dell’Arlef: alle 14.30 “Ce snait cun Maman! Laboratorio e giochi per i più piccoli”, con Daria Miani, conduttrice della trasmissione TV per i bambini e alle 16 “YoupalTubo e TiceTac furlan – Vieni a conoscere i protagonisti dei canali YouTube e TikTok made in Friuli” (è consigliata la prenotazione scrivendo a info@sportelfurlan.eu). Infine, alle 18 andrà in scena lo spettacolo di cabaret con “i Papu”.
Per accogliere ospiti e turisti, da giovedì a sabato l’infopoint di piazza Primo Maggio rimarrà aperto dalle 9 alle 20 con orario continuato, mentre domenica dalle 9 alle 18.

Frico. Foto comune di Udine

In piazza San Giacomo, il mercato di qualità

In collaborazione con Fab FVG, la piazza centrale di Udine si trasforma in un mercato di eccellenze con tradizione, genuinità e qualità.
Protagonisti “Io sono Friuli Venezia Giulia” e le aziende licenziatarie del marchio che hanno deciso di partecipare e proporre i propri prodotti nella scenografica cornice di piazza San Giacomo.
Sarà possibile acquistare i prodotti di 14 aziende: Unterholzner Ivo Az. Agr., Buosi Ettore società semplice agricola, Roselli della Rovere, Agricola Gianni Carpenedo, CheLumaca!, Laboratorio del Dolce, Miele dei Roncs, Figo Moro da Caneva, Guizza del Friuli, Azienda Agricola Corte Tomasin, Piva, La Blave di Mortean, Prosciuttificio La Glacere, Latterie Friulane.
Le casette rimarranno aperte dalle 10 alle 22, mentre giovedì 8 a partire dalle 17, sempre fino alle 22. A disposizione dei visitatori in piazza San Giacomo anche uno spazio infopoint, per approfondire la conoscenza dei prodotti e dell’offerta turistica regionale.