Mag 9, 2025 | Enogastronomia
Si cammina per curiosità, per devozione, per scoprire sé stessi attraverso la scoperta del paesaggio e chi si mette in cammino, alla fine del percorso, anche se di qualche giorno, dice di aver vissuto una trasformazione profonda.
Forse è proprio per questo che il desiderio di fare un cammino almeno una volta nella vita o di ripetere l’esperienza sta conoscendo una popolarità che non accenna a diminuire.
Mentre si cammina, con lo zaino sulle spalle e la testa che diventa sempre più leggera, il paesaggio si rivela in tutta la sua bellezza, si colgono dettagli che altrimenti sfuggirebbero, ci si connette con la natura, e il beneficio è immediato. In questa connessione ci si sente potenti e ci si muove con la soddisfazione di trattare con gentilezza l’ambiente e di entrare in contatto con territori poco battuti. E con oltre 100 cammini da fare a piedi e un patrimonio unico di tesori storici, culturali e artistici, l’Italia è uno dei Paesi più amati da chi vuol mettersi in cammino*.

“Cammini Aperti”, il weekend sostenibile per scoprire l’Italia a piedi
Di cammini e le sensazioni che si prova in esse vi abbiamo già parlato mote volte su queste pagine.
Vi abbiamo descritto il sentiero Italia che attraversa tutto il paese, del cammino di San Nilo, del cammino di San Jacopo e della via di Francesco, della transfrontaliera Alpe Adria, del cammino della Setteponti, della via degli Dei, del cammino dei banditi, della via del sale fra Liguria e Lombardia, del cammino dei Sanniti, della siciliana Magna via Francigena, ma dato che il 10 e 11 maggio ci sarà un intero fine settimana dedicato ai cammini con “cammini aperti” edizione Speciale 2025, seconda edizione dell’iniziativa di grande successo lanciata lo scorso anno, con la Regione Umbria capofila, e fortemente voluta dal Ministero del Turismo.
Unendo dati statistici e il crescente desiderio di mettersi in viaggio (il 37% degli italiani dichiara di voler vivere almeno una volta un’esperienza legata al turismo lento*), il progetto Cammini Aperti ha saputo rispondere alla crescente voglia di esperienze autentiche e rigenerative, creando una nuova opportunità gratuita per viverle: un weekend in cui chiunque abbia la curiosità di provare un cammino possa fare un assaggio, percorrendo un itinerario lungo al massimo 12 chilometri, ideale per una prima volta, in compagnia di una guida professionista che illustra i territori e condivide consigli preziosi sulla preparazione e l’attrezzatura necessarie.
Le Regioni coinvolte nel 2025 saranno Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria, nuovamente in veste di capofila, e le escursioni si svolgeranno lungo le Vie e i Cammini di San Francesco, le Vie e Cammini Lauretani e il Cammino di San Benedetto, percorsi tra i più suggestivi e significativi d’Italia. La scelta è stata fatta anche in relazione a un avvenimento straordinario come il Giubileo e un importante anniversario francescano quale l’ottavo centenario del Cantico delle Creature,nonché nell’attesa di quello della morte del Santo nel 2026. Obiettivo dell’iniziativa è anche favorire la conoscenza su larga scala dei cammini proposti per il 2025 e “Cammini aperti” è uno degli strumenti creati per promuoverli, che si inserisce in un articolato piano strategico, declinato attraverso un ampio ventaglio di azioni su scala nazionale e internazionale.

Valori di riferimento: accessibilità, sostenibilità e spiritualità
Indissolubilmente legati all’approccio lento del mettersi in cammino e dell’iniziativa, valori come accessibilità, sostenibilità e spiritualità. Questi principi guideranno le diverse attività grazie anche all’apporto di realtà come Fish (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), il Club Alpino Italiano e Federtrek.Fish, attiva nella divulgazione dei valori legati all’iniziativa, ha offerto un prezioso supporto metodologico per la definizione dei requisiti di accessibilità con cui identificare escursioni adatte a persone con esigenze specifiche. Fondamentale anche l’erogazione di una formazione di base per le guide ambientali escursionistiche coinvolte nella conduzione dei cammini, fornendo strumenti utili per l’accoglienza e il supporto dei camminatori con disabilità.
Il Club Alpino Italiano, da sempre impegnato nella promozione degli sport in natura e nella salvaguardia dell’ambiente montano, ha sostenuto Cammini Aperti anche quest’anno valorizzando la frequentazione dell’ambiente naturale attraverso escursioni in contesti lontani da strade trafficate e immersi nel verde.
Molto importante per i valori della manifestazione anche l’apporto di FederTrek, che si occuperà di garantire un’esperienzarispettosa delle diverse necessità dei partecipanti con disabilità, per poter condividere con loro la bellezza e il senso profondo di prendere parte a un cammino.

27 escursioni con guide per vivere l’esperienza del cammino
Forte valore aggiunto della manifestazione è la strategia unitaria tra Regioni, Ministero del Turismo e attori locali, che ha fatto sì che, attraverso 27 escursioni accompagnate da guide ambientali escursionistiche, si possano scoprire 3 dei cammini più rilevanti d’Italia, entrando in contatto con la bellezza di aree lontane dai grandi flussi, capaci di far vivere un viaggio dentro la natura, la storia e sé stessi.
Novità del 2025, le aperture straordinarie di cinque gemme nascoste dell’immenso patrimonio culturale e spirituale italiano, solitamente non aperte al pubblico, che meritano di essere raccontate in dettaglio.
In Emilia-Romagna, territorio speciale per le Vie e i Cammini di San Francesco, poiché ricca di storia, spiritualità e tradizioni legate alla figura del Santo, si possono trovare alcuni tra i più suggestivi conventi francescani d’Italia e sarà proprio uno di questi ad aprire le proprie porte al pubblico nel corso della manifestazione per una speciale visita guidata.
Nel Lazio, lungo il Cammino di San Benedetto, l’apertura straordinaria permetterà di ammirare la Certosa di Trisulti, complesso monastico fondato agli inizi del 1200: appollaiato, in posizione isolata, su un colle ricoperto di boschi a oltre 800 metri di altitudine, custodisce beni come un’antica biblioteca con un prezioso patrimonio librario e la farmacia Settecentesca, che ha mantenuto arredi originali e antichi vasi per la conservazione delle erbe medicamentose e dei veleni estratti dai serpenti. In evidenza anche i cori lignei del 1564 e del 1688. Nelle Marche, l’apertura straordinaria porterà alla scoperta di un prezioso monumento sulle Vie e Cammini Lauretani come l’Abbazia di San Firmano: divenuto abate, il santo visse in questa chiesa fino alla sua morte, avvenuta nel 992. Edificio bizantino-romanico a tre navate, con soffitto a capriate, oltre al bel portale, ornato da candidi marmi scolpiti, presenta elementi di pregio come il magnifico affresco del 1400 “Madonna in trono con il Bambino che benedice San Firmano e a destra San Sebastiano”, attribuito a Giacomo da Recanati.
In Toscana, rappresentativa della spiritualità delle Vie e dei Cammini Lauretani, la visita guidata aprirà le porte della Pieve di Sant’Ippolito, chiesa più antica del paese di Asciano, citata in un prezioso documento dell’età longobarda, risalente all’anno 714. Di proprietà privata, grazie ai lavori di restauro ha ritrovato un affresco nascosto dall’intonaco, oggetto di studio poiché potrebbe essere stato dipinto da un giovane Raffaello che, con il suo maestro Pinturicchio, si trovava proprio nel territorio per affrescare chiese e cappelle per il Giubileo di Mezzo Millennio.
In Umbria, l’apertura straordinaria riguarderà un luogo di grande suggestione come la cripta a tre navatelle della Basilica di San Benedetto a Norcia, edificio risalente nell’impianto attuale al XIII secolo e sorto, secondo la tradizione, dove si trovava la casa natale di San Benedetto e Santa Scolastica, nati nel 480. L’accesso sarà possibile grazie alla disponibilità di ENI, che partecipa al progetto di ricostruzione della basilica di San Benedetto con un accordo di sponsorizzazione tecnica che la vede impegnata nell’esecuzione di una parte delle attività, in partnership con il Ministero della Cultura, il Commissario Straordinario per la ricostruzione dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

Cosa fare e come partecipare
Ogni regione proporrà 3 percorsi per cammino che le attraversa (27 in totale) e ci si potrà iscrivere gratuitamente attraverso il portale dedicato https://www.italia.it/it/viaggio-italiano/cammini-aperti, dove si potranno vedere in dettaglio tutte le escursioni disponibili dei giorni 10 e 11 maggio, con tracciati prevalentemente ad anello tra i 7 e i 12 chilometri e un dislivello massimo di 300 metri (difficoltà dei percorsi Turistica o Escursionistica, seguendo la classificazione del CAI) e tutte le aperture straordinarie.
Osservare alcuni esempi di escursione permette di comprendere meglio le esperienze che si potranno vivere e l’unicità di percorsi pensati per scoprire la particolarità dei 3 cammini protagonisti di Cammini Aperti: Edizione Speciale 2025 e un’Italia lontana dalle grandi folle, fatta di piccoli borghi, gioielli artistici di grande valore e aree verdi incontaminate.
Qualche esempio di escursione
Lungo il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna, in Emilia Romagna, è previsto, per esempio, un percorso ad anello intorno a Balze di Verghereto, nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo e in prossimità delle sorgenti del fiume Tevere, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla spiritualità.
Nel Lazio, sempre nell’ambito dei luoghi francescani, l’escursione lungo l’anello della Valle Santa, attraverso i suoi 9 chilometri, condurrà i partecipanti in località piene di fascino come Contigliano, con la barocca Collegiata di San Michele, e il Santuario di Greccio, dove Francesco realizzò la prima rievocazione della Natività nel 1223.
Nelle Marche, l’escursione di 11,5 chilometri, sulle Vie e Cammini Lauretani, che tocca il piccolo borgo di Muccia e Camerino, città universitaria dal 1336 tra le più antiche d’Italia, attraverserà anche tratti selvaggi e incontaminati di grande interesse naturalistico.
Una delle esperienze in Toscana legate a San Francesco porterà a Cortona mettendo insieme, lungo un tracciato di 9 chilometri, aree verdi collinari e luoghi intrisi di spiritualità quali l’incantevole Eremo delle Celle e la chiesa cortonese di San Francesco dove si trovano alcune importantissime reliquie del Santo.
In Umbria, non potrà mancare un percorso che tocchi il territorio di Assisi, cuore dei cammini della Regione, e nell’ambito delle esperienze legate a Via di Francesco, un’escursione offrirà una splendida panoramica su Città di Castello, visitando luoghi particolari come l’orto botanico di Alice Hallgarten, attraversando boschi di castagneti fino all’Eremo del Buonriposo, situato a ridosso del colle di Sant’Angiolino, dove, secondo la tradizione, nel 1213 San Francesco ottenne una cappellina con un piccolo orto, dove si stabilirono i frati Minori

Un approfondimento sui tre cammini protagonisti di Cammini Aperti 2025
Le Vie e i Cammini di San Francesco attraversano le regioni Emilia Romagna, Lazio, Toscana e Umbria, disegnando complessivamente una rete di centinaia di chilometri, disseminati di antichi borghi, significativi luoghi di culto e incantevoli scorci naturalistici pieni di incanto. Punti chiave dei percorsi, i luoghi simbolo di San Francesco, Santo Patrono d’Italia, con una suggestiva combinazione tra centri molto noti, come Firenze, Rimini, Roma e Assisi, e località particolarmente significative per la vita del Poverello, quali, per esempio, la Valle Santa di Rieti; La Verna, in provincia di Arezzo; l’umbra Valnerina o Balze, piccolo villaggio romagnolo ai piedi del Monte Fumaiolo.
Le Vie e Cammini Lauretani sono il cammino di antichissima tradizione mariana che unisce il Santuario della Santa Casa di Maria di Loreto nelle Marche, la Basilica di San Francesco ad Assisi in Umbria e la Basilica di San Pietro in Roma, toccando Macerata e Recanati, Camerino e Tolentino, Spoleto e Foligno, Civita Castellana e Narni, nonché intrecciandosi anche con significative vie del pellegrinaggio internazionale, quali la Via Francigena in Toscana.
Il Cammino di San Benedetto è incentrato sui territori legati alla vita del Santo, fondatore del monachesimo occidentale e Patrono d’Europa: si sviluppa tra l’Umbria e il Lazio, attraversando i monti Sibillini, la valle dell’Aniene e la valle del Liri. Il percorso copre circa 300 chilometri, toccando abbazie dalla forte spiritualità, borghi medievali nascosti e i tre punti chiave del movimento: Norcia, Subiaco e Montecassino.
Tutti i dettagli e i programmi saranno consultabili sul portale Italia.it a partire dal 7 aprile.
Per informazioni sui cammini: https://www.italia.it/it/italia/cosa-fare/spiritualita/cammini-religiosi
Per informazioni sulle iniziative del 10 e 11 maggio: https://www.italia.it/it/viaggio-italiano/cammini-aperti
Mag 8, 2025 | Enogastronomia
Un territorio vicino a Torino ricco di salite e percorsi si presta ad essere un paradiso per gli amanti delle due ruote. Ecco così che debutta a Giaveno in val Sangone la “bike adventure” sabato 17 e domenica 18 ,aggio con due giorni dedicati al cicloturismo tra expo, escursioni, attività per bambini. Un weekend dedicato al cicloturismo, co-organizzato dall’Associazione Torino Bike Experience e dalla Città di Giaveno – Assessorato al Turismo, con il contributo dell’Unione dei Comuni Valsangone e in collaborazione con Anemos Itinerari del vento. Protagoniste moutain bike, gravel ed e-bike, modelli storici, ma anche le canoniche bici con le quali le famiglie potranno prendere parte all’iniziativa.
Valsangone Bike Adventure sarà l’occasione per sviluppare la rete cicloturistica nella Val Sangone.

scorcio di Giaveno
Il festival
Si tratta di un festival, alla prima edizione, che nasce per un pubblico di appassionati, ma anche di curiosi e neofiti di cicloturismo.
L’idea è mettere al centro la Val Sangone, con i suoi sentieri e gli itinerari: un’area vicina a Torino e molto interessante perché a cavallo tra la Valle di Susa e il Pinerolese.
Amatori e neofiti possono trovare percorsi di vari livelli; da qui, poi, partono salite interessanti e territori da scoprire. A due passi, ci sono, i Laghi di Avigliana, la Via Francigena, la ciclabile del Sangone, che collega la valle a Torino, la Sacra di San Michele.
Il sito del festival è www.valsangonebikeadventure.it.

L’expo e area junior
Piazza Molines ospita domenica 18 maggio, dalle 9 alle 18, prodotti e servizi dedicati al ciclismo ed al cicloturismo: si trasforma in una vetrina dove trovare aziende produttrici di biciclette, negozi specializzati, ma anche associazioni che operano nel settore del ciclismo e del cicloturismo che sono presenti sul territorio e operano in Val Sangone e in tutto il territorio regionale e nazionale.
A corredo, una selezione degli artigiani e piccoli artisti manifatturieri della Val Sangone che proporranno le loro creazioni lungo le vie del centro storico, perché il cicloturismo non è solo pedalare ma scoprire il territorio e le sue perle. Per lo stesso motivo, visto che il cicloturismo è anche mangiare e bere in compagnia e gustando le tradizioni e i prodotti del territorio, non mancheranno i prodotti e produttori della nostra zona.
Piazza Molines ospiterà, nella giornata di domenica, anche un’area dedicata ai più piccoli: il campo allestito con vari ostacoli sarà a disposizione di chi vorrà cimentarsi con gli esercizi tipici dei percorsi mountain bike. Si tratta di uno spazio gestito dall’associazione Anemos Itinerari del vento, in collaborazione con le guide cicloturistiche qualificate: condurranno gli aspiranti biker attraverso ostacoli e passaggi tecnici e divertenti. La disponibilità di mtb e caschi di varie misure permetterà a tutti di partecipare, divertirsi e affinare qualche tecnica: all’ingresso, sarà a disposizione un istruttore per la messa in sella e le comunicazioni preliminari, mentre un secondo istruttore sarà lungo il percorso per dare i dovuti suggerimenti e nozioni di guida.
L’attività̀ destinata ai ragazzi (non è necessaria l’iscrizione, è sufficiente presentarsi all’ingresso del campo dalle 10,30 alle 18) prevede un percorso con rettilinei e curve: all’interno, verranno posizionati ostacoli con diverse difficoltà e conetti per passaggi obbligati e slalom.

Mostra di biciclette storiche e Ciclostorica
Domenica 18 maggio, davanti alla chiesa dei Batù, nel centro storico, si potranno ammirare alcune bici delle collezioni personali di Luciano Rizzo e Mauro Alione, grandi appassionati di modelli storici e storia del ciclismo.
All’interno della chiesa, si potranno ammirare quadri dedicati al ciclismo storico ed eroico del pittore e ciclista Luciano Rizzo: sono raffigurati velocipedi che hanno fatto la storia, abbigliamento e accessori dell’epoca, momenti del ciclismo storico e vittorioso con gli eroi del passato.
È anche prevista, alle 12 di domenica, sempre nel solco della storia, la presentazione del libro “Quando Alfonsina faceva la sartina”, dedicato ad Alfonsina Strada, prima donna che ha partecipato al Giro d’Italia nel 1924, a cura di Paolo Ghiggio.
Alle 17 di domenica è, invece, in programma la Ciclostorica dimostrativa per le vie del centro storico per poter ammirare le biciclette e poter conoscere gli appassionati che pedaleranno la storia del ciclismo.

Escursioni
Quattro saranno in tutto le escursioni: tutte sono gratuite, ma vanno prenotate su www.valsangonebikeadventure.it.
Si inizia sabato 17 maggio con un’escursione (partenza alle 17 da piazza Molines): è un itinerario di 30 chilometri, con una salita impegnativa, in gran parte sterrata. Si arriverà in uno dei punti più panoramici della Val Sangone, proprio al tramonto. Dopo una buona cena alla Casa Alpina di Forno, si scenderà in notturna su strade a basso traffico.
Domenica 18 maggio saranno tre i tour guidati con diversi livelli di difficoltà e lunghezze (partenza del tour hard alle 9,15; partenza del tour intermedio alle 9,30; partenza del tour famiglie alle 10,30). L’itinerario per famiglie è facile, adatto ad ogni livello di allenamento e di abilità, pensato per i bambini. Il percorso prevede diverse soste, tra le quali la vista ad un vecchio mulino, mentre alla fine del giro è prevista una sosta per il pranzo all’agriturismo Cascina La Patuana.
Le escursioni saranno guidate dalle guide cicloturistiche della Regione Piemonte.
È prevista la possibilità di noleggio bici ed e-bike con prenotazione anticipata, contattando i negozi presenti sul sito, nella pagina dedicata alle escursioni.

Workshop
Nello spazio allestito dall’officina mobile di Anemos Itinerari del Vento, durante tutta la giornata di domenica 18 maggio, si potranno approfondire vari temi legati alla meccanica della bicicletta, dalle geometrie alla manutenzione, dalle principali registrazioni alle riparazioni d’emergenza e ai consigli utili per pedalare con soddisfazione.
Sono, inoltre, previsti due workshop d’approfondimento della durata di due ore ciascuno (uno mattutino, dalle 10,30 alle 12,30, uno pomeridiano, dalle 15,30 alle 17,30) durante i quali i tecnici di Anemos Itinerari del Vento illustreranno come mantenere efficienti le proprie biciclette e come attuare i principali controlli e manutenzioni: pulizia, lubrificazione, registrazione trasmissione e freni, ruote e coperture, serie sterzo. La partecipazione ai workshop è gratuita, aperta a tutti, fino all’esaurimento dei posti disponibili: è sufficiente iscriversi (nella pagina workshop del sito del festival) e presentarsi all’area workshop qualche minuto prima dell’inizio previsto.
L’evento è anche salutato da un annullo filatelico.

Il programma
sabato 17 maggio
Ore 16 – Inaugurazione con autorità in piazza Mautino.
Ore 17 – Partenza del tour: Descrizione: Itinerario di 30 km con una salita impegnativa in gran parte sterrata. Si arriverá in uno dei punti piú panoramici della Val Sangone al tramonto per apprezzare la luce migliore della giornata. Dopo una buona cena alla Casa Alpina di Forno si scenderá in notturna su strade a basso traffico.
Ore 17,30 – Presentazione in piazza Mautino Valsangone Bike Adventure e progetto Giaveno Pedala
Ore 18 – In piazza Mautino presentazione del docufilm ” Fit For 2030 by bike Rotta climatica dalle alpi a Capo Nord” di Davide Longo.
A seguire, talk su come il nostro agire quotidiano può intervenire sulla crisi climatica. Ospite Marco Ghiberti.
Ore 19 – “Bike Party” in piazza Mautino.
Giochi in bicicletta per giovani e biker esperti con gadget per tutti. Intrattenimento artistico con Barbiebubu e Artstudiodragqueen. Musica con dj Steve. Possibilità di cenare con carne tipica piemontese e birra artigianale.
domenica 18 maggio
Ore 9 – Apertura Expo in piazza Molines.
Ore 9,15 – Partenza Tour Hard da piazza Molines.
Ore 9,30 – Partenza Tour Intermedio da piazza Molines.
Ore 10,30 – Partenza Tour Famiglie da piazza Molines. Lunghezza 11 Km, dislivello 170 metri.
Casco obbligatorio. Descrizione: itinerario facile dalle superfici per lo più asfaltate con tratti di strade banche, adatto ad ogni livello di allenamento e di abilità, pensato per le famiglie e i bambini. Il percorso prevede diverse soste, tra le quali la vista ad un vecchio mulino della Val Sangone. Alla fine del giro, è prevista una sosta per il pranzo all’Agriturismo Cascina La Patuana. Dopo il pranzo, rientro a Giaveno in piazza Molines.
Ore 10,30 – Workshop di meccanica (sessione 10,30-12,30).
Ore 11 – Presentazione dell’annullo filatelico intitolato a Valsangone Bike Adventure.
Ore 12 – Presentazione del libro “Quando Alfonsina faceva la sartina”, dedicato ad Alfosina Strada, prima donna a partecipare al Giro d’Italia. Con l’autore Paolo Ghiggio.
Ore 15,30 – Workshop di meccanica (sessione 15,30-17,30).
Ore 16 – Presentazione in piazza Mautino Valsangone Bike Adventure e progetto Giaveno Pedala.
Ore 17 – Ciclostorica per le vie del centro storico. Partenza da piazza Molines.
Ore 18 – Saluti finali in piazza Mautino.
Mag 6, 2025 | Enogastronomia
Il 10 e 11 maggio torna Valdichiana Eating – Mercato dei produttori a km0, la manifestazione che ogni anno celebra i sapori, le tradizioni e la cultura della Valdichiana Senese spostandosi, edizione dopo edizione, da un borgo all’altro.
Stavolta sarà Chiusi ad accogliere la settima edizione dell’evento, trasformandosi per un intero weekend in un grande palcoscenico del gusto e dell’identità toscana. Piazza Duomo e le vie del centro storico ospiteranno un mercato straordinario, fatto di mani operose, volti veri e prodotti che raccontano il cuore di un territorio generoso e ancora autentico.

La cattedrale di Chiusi
Dalla terra alla tavola
Organizzato da Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese in collaborazione con il Comune di Chiusi, l’evento punta quest’anno a un coinvolgimento ancora più ampio e partecipato, con un’offerta pensata non solo per gli amanti del buon cibo, ma anche per le famiglie in cerca di esperienze genuine da condividere.
Passeggiando tra gli stand si potranno scoprire tanti artigiani del gusto della Valdichiana e Val d’Orcia. Dietro ogni banco c’è una storia, un sapere, una scelta quotidiana a favore della qualità e della sostenibilità. I prodotti sono quelli che fanno grande la Valdichiana: dall’ortofrutta fresca e stagionale, al miele, passando per la birra artigianale, lo zafferano, il formaggio pecorino, l’olio extravergine di oliva (con particolare attenzione alla cultivar autoctona Minuta Chiusina), i salumi, i legumi, i prodotti BIO, le conserve, il vino e molto altro ancora.

Tutte le novità
Tra le grandi novità di questa edizione, c’è un focus speciale sulle famiglie. Per i più piccoli sarà infatti allestita un’area con laboratori educativi legati alla natura e all’agricoltura insieme a un coloratissimo truccabimbi a tema verdure, pensato per stimolare la creatività e l’amore per la terra in modo divertente.
Ancora, la seconda giornata dell’evento sarà animata anche da TAM TAM in Piazza, un laboratorio alla scoperta dell’alfabeto etrusco in collaborazione con Cooperativa EDA. Un’occasione perfetta per vivere una giornata a misura di bambino, mentre gli adulti si dedicano a degustazioni guidate di vino, olio e formaggi locali, oppure si immergono in visite culturali come quella al Museo della Cattedrale e Labirinto di Porsenna con apertura straordinaria della Cantoria del Duomo e affaccio dall’alto sull’interno della Cattedrale a cura di Cooperativa Il Labirinto

“La disfida chiusina”
Fiore all’occhiello dell’edizione 2025 è senza dubbio la Disfida Chiusina – Assaggia e vota i piatti locali con Valdichiana Eating, una sfida culinaria tra ristoranti, osterie, agriturismi e trattorie del territorio che si sfideranno a colpi di creatività per conquistare il palato del pubblico. Il regolamento è chiaro: ogni partecipante dovrà presentare un piatto ispirato alla tradizione locale utilizzando almeno uno tra tre ingredienti simbolo della zona: la Chianina, il pesce di lago (presentato come Brustico, ossia cotto alla brace sulle canne lacustri) e l’olio extravergine di oliva da oliva Minuta Chiusina.
A votare sarà una giuria popolare composta proprio dai clienti dei ristoranti partecipanti, che potranno esprimere la propria preferenza attraverso i QR Code presenti nei locali e reagendo ai post social (su Facebook e Instagram) con l’emoji dedicata al piatto preferito.
Valdichiana Eating è reso possibile grazie a una rete ampia e appassionata di soggetti locali: associazioni culturali come la Cooperativa EDA e la Lenza Etrusca, istituti scolastici come l’IIS Pellegrino Artusi, il Centro Commerciale Naturale Chiusi Città, la Pro Loco di Chiusi, i commercianti e soprattutto le aziende agricole e artigiane che ogni giorno rendono viva e concreta l’idea di un turismo radicato, autentico, lento e sostenibile. Altri attori coinvolti nell’edizione 2025 di Valdichiana Eating sono senza dubbio i Pop Up, ossia le nuove attività commerciali, artigianali e culturali appena riaperte nel centro storico chiusino grazie ad un ambizioso progetto di rigenerazione locale.
“Valdichiana Eating è molto più di una vetrina del gusto: è un modo per far parlare il territorio con la voce dei suoi protagonisti, delle sue eccellenze, delle sue comunità. Con questa settima edizione a Chiusi vogliamo ribadire con forza il nostro impegno per un modello di turismo sostenibile, che valorizza i prodotti locali e le persone che li custodiscono. Ogni anno ci spostiamo da un borgo all’altro per raccontare nuove storie, per accendere i riflettori su tradizioni che vivono ancora nel quotidiano e per offrire esperienze autentiche a chi sceglie di scoprire la Valdichiana Senese in punta di piedi, con curiosità e rispetto” dichiara Doriano Bui, presidente della Strada.
Mag 5, 2025 | Enogastronomia
Il 5 maggio il calendario internazionale ci invita a rendere omaggio a uno dei frutti di mare più pregiati e affascinanti: l’ostrica.
Considerata da secoli simbolo di lusso, afrodisiaca per eccellenza e icona gastronomica delle tavole più raffinate, l’ostrica oggi conquista anche il turismo del gusto. E non solo nei ristoranti stellati: il fascino delle ostriche si vive anche tra festival, degustazioni e allevamenti sostenibili da scoprire lungo le coste d’Europa e d’Italia.

Autore nazarov.dnepr, depositphotos
Ma cosa sono davvero le ostriche?
Le ostriche sono molluschi bivalvi che vivono ancorati a fondali sabbiosi o rocciosi.
Della famiglia delle Ostreidae, filtrano l’acqua marina e si nutrono di plancton, accumulando sapori che raccontano il territorio marino da cui provengono.
Alcune sono piatte, altre concave; alcune ruvide e salmastre, altre cremose e dolci. Le varietà cambiano forma e gusto a seconda della provenienza.
Le varietà migliori da conoscere e assaggiare
Ma quali sono le migliori ostriche al mondo? Tanto vi abbiamo già detto, ma brevemente fra le internazionali non perdete le francesi Balon, piatte e dal sapore minerale e deciso; Gillardeau, carnose, burrose, dal sapore elegante e le Fine de Claire rifinita in vasche di acqua salmastra e dal gusto bilanciato, Dal Giappone vengono le Kumamoto, piccole, dolci e con sentori di nocciola mentre dall’Australia le Sydney Rock, intense, marine e con retrogusto di alghe.
Soffermiamoci sulle ostriche emergenti, ovvero quelle italiane.
Da provare assolutamente le Tarbouriech che si trovano in Veneto e Sardegna coltivate con metodo francese in acque pulite, carnose e dal gusto delicato.
delicate. Eccellenti anche le ostriche del Golfo di Oristano dal sapore iodato e il profumo intenso e infine le ostriche rosa di Scardovari del Delta del Po, dolci, sapide, perfette anche crude-

Autore delkoo, Depositphotos
Ostrica tour in Italia
Ma dove scoprirle da vicino o degustarle?
Quasi scontato segnalare che essendo un piatto come accennato considerato di lusso è possibile provare le migliori ostriche negli oyster bar urbani con selezioni internazionali di Milano, Roma e Torino oltreché nelle luxury oyster vista mare della Costa Smeralda.
per chi preferisce invece un’esperienza vera e diretta tre le scelte che potete fare, da nord a sud dell’Italia.
Iniziamo da La Spezia e Golfo dei Poeti dove potete degustarle direttamente sul porto dopo aver fatto visita ai vivai.
Dall’altra parte della penisola, ovvero con affaccio sul mare Adriatico scegliete la laguna di Venezia e il delta del Po dove sono molti allevamenti sostenibili da poter visitare anche in barca.
Infine andiamo sul mar Ionio dove a Gallipoli e in tutta a costa ionica potete assaggiare le ostriche autoctone.

Ostriche e champagne, abbinamento perfetto. Autore KarepaStock, Depositphoto
Come gustarle e con cosa abbinarle
Da ricordare che le ostriche si mangiano rigorosamente fresche. Crude, aperte al momento, con qualche goccia di limone (oppure nature, per i puristi).
In alternativa si gustano con aceto di vino rosso e scalogno alla francese oppure con una goccia di tabasco per chi ama osare.
In cucina si prestano anche a piatti gourmet: gratinate, in tempura, con champagne o in combinazione con frutti tropicali.
E a proposito di champagne è questo uno degli abbinamenti perfetti; in alternativa ottimo anche con Franciacorta, Sauvignon blanc, ma anche per osare con Gin tonic o sake leggero.

Pescatore di ostriche di Galway
Giro del mondo fra festival e feste dedicate
Il festival più famoso e antico al mondo dedicato alle ostriche è sicuramente il
che si svolge a settembre.
Degna di visita anche la francese Fête de l’Huître che si svolge ad Arcachon in Bretagna) tra luglio e agosto.
Un salto oltreoceano per il Prince Edward Island Oyster Festival in Canada, un’esperienza “farm to fork” in stile nordamericano.
In Italia appuntamento dal 16 al 18 maggio a La Spezia per l’Italian Oyster Fest con show cooking, degustazioni e cultura marina.
L’ostrica è molto più di un frutto di mare: è cultura, territorio, esperienza.
In questa Giornata Mondiale del 5 maggio, è il momento perfetto per avvicinarsi (o riavvicinarsi) a questo prezioso dono del mare.
Che sia in un ristorante vista oceano, in un piccolo villaggio di pescatori o tra le vie di una città gourmet, ogni ostrica racconta una storia. Ed è tutta da assaporare.
Mag 5, 2025 | Enogastronomia
Cibo (ritenuto) afrodisiaco, simbolo di piacere e raffinatezza, le ostriche sono anche alleate del pianeta. Tra i motivi per cui il 5 maggio viene celebrata la Giornata Internazionale delle Ostriche, c’è proprio il loro valore ecologico: contribuiscono alla biodiversità marina e, grazie al guscio, assorbono anidride carbonica.
Tra i paesi protagonisti, l’Irlanda conquista un posto speciale grazie alla qualità delle sue acque, alle antiche tradizioni di allevamento e al fascino delle sue coste.

Allevamento di ostriche nella contea di Donegal
Perché l’Irlanda è una meta d’eccellenza
L’Irlanda, con la sua costa frastagliata e incontaminata, è uno dei principali produttori europei di ostriche di altissima qualità, apprezzate da chef stellati e gourmand di tutto il mondo.
Le ostriche irlandesi, in particolare le ostriche gigas, sono rinomate per la loro carne soda, il sapore minerale e la delicatezza che le rende ideali da gustare crude, con solo qualche goccia di limone o una vinaigrette al cetriolo.
Visitare l’Irlanda durante la stagione delle ostriche (da settembre ad aprile per le native, tutto l’anno per le gigas) è un’occasione unica per partecipare a tour guidati nei parchi ostricoli, vivere esperienze farm-to-table sul mare e scoprire piatti tradizionali e innovativi a base di ostriche in ristoranti locali.
Che tu sia un foodie in cerca di sapori autentici o un viaggiatore curioso di scoprire le tradizioni locali, l’Irlanda è quindi una meta perfetta per un viaggio enogastronomico, soprattutto in occasione della Giornata Internazionale delle Ostriche che, piccola curiosità, in questo paese nel Medioevo le ostriche oggi considerate simbolo di raffinatezza erano considerate cibo dei poveri.

Oyster Tasting, al Gleninagh Pier nella contea di Clare
Tesori gastronomici e alleate dell’ambiente
Secondo studi recenti, le ostriche allevate nel mondo rimuovono un impressionante volume di tonnellate di CO2 ogni anno. E come evidenzia la ricerca Seafood Sustainability Progress Report: Aquaculture 2025 del BIM – Ireland’s Seafood Development Agency lle ostriche richiedono input minimi per produrre alimenti di alta qualità, rendendo l’acquacoltura un metodo efficiente di produzione alimentare e contribuiscono alla qualità dell’acqua filtrando naturalmente i nutrienti in eccesso, come l’azoto, e sequestrano il carbonio nei loro gusci attraverso la biomineralizzazione.
L’Irlanda si distingue a livello mondiale per tradizione (con documenti risalenti al XV secolo che ne attestano l’importanza economica), per la qualità dei prodotti e per la purezza delle acque in cui vengono allevate, soprattutto lungo la Wild Atlantic Way, l’incontaminata costa occidentale, simbolo dell’impegno irlandese per la tutela dell’habitat marino.
Questo contesto garantisce ostriche di altissimo livello, sempre più apprezzate a livello internazionale. Oltre alla purezza delle acque, l’Irlanda può contare su iniziative e certificazioni come “Eco Pact” e “Origin Green Ireland”, programma unico al mondo creato da Bord Bia, l’ente governativo per l’agroalimentare, che fissa obiettivi concreti di sostenibilità ambientale e sociale. Consumate crude o cotte, le ostriche sono parte integrante della cultura gastronomica irlandese.
La loro produzione, insieme a quella di alghe, è un’attività rilevante sia per l’export che per il turismo gastronomico.

Oyster Tasting, al Gleninagh Pier nella contea di Clare
I luoghi delle ostriche: esperienze, tour e un festival nato nel 1954
Sempre più viaggiatori si mettono in cammino verso l’Irlanda per scoprire da vicino gli allevamenti e assaporare le ostriche lì dove nascono, tra paesaggi mozzafiato e acque limpide, elemento fondamentale per la qualità dei molluschi irlandesi.
Nell’estremo nord, nella contea di Donegal, per una scorpacciata, ci si accomoda davanti all’oceano da Fisk Seafood Bar (https://fiskseafoodbar.com) e DK Connemara Oysters (https://www.dkconnemaraoysters.com ), l’allevamento più antico d’Irlanda (fondato nel 1893), permette di visitare la oyster farm a Ballinakill Bay, nella contea di Galway, e partecipare a degustazioni e laboratori per imparare ad aprire le ostriche, in un contesto naturale di rara bellezza.
Evento imperdibile è il Galway International Oyster and Seafood Festival (https://www.galwayoysterfestival.com), che si tiene ogni settembre dal 1954.
L’edizione 2025 è in programma dal 26 al 28 settembre e celebra l’inizio della stagione delle ostriche indigene (la piatta di Galway) con showcooking, chef stellati, sfide internazionali di apertura e l’allegra parata Masquerade Mardi Gras tra le vie medievali.
Un’esplosione di gusto, musica e convivialità. Il festival propone anche un tour con tappe nei migliori indirizzi per ostriche e frutti di mare in luoghi molto suggestivi come l’emergente Blackrock Cottage (www.blackrockcottage.ie), affacciato sulla piacevole Salthill Promenade, che mette in carta una vera e propria delizia locale come le Dooncastle Connemara Oyster: da sole o abbinate con un condimento con un’alga particolare che ricorda il sapore del tartufo.
Per degustarle sulla costa est, sempre vista mare, e abbinando anche un soggiorno tra wellness e relax, l’indirizzo giusto è piccolo tempio del lusso discreto, come il cinque stelle Cliff House Hotel (https://cliffhousehotel.ie/), abbarbicato sulla scogliera. Nel suo ristorante stellato e nel bar-bistrot sul rooftop propone le ostriche Harty, allevate nella vicina baia di Dungarvan, dove crescono lentamente in acque limpide e ricche di minerali, condizione ideale per l’equilibrio del sapore e la consistenza.

Oyster Tasting, al Gleninagh Pier nella contea di Clare
Scoperte in Irlanda del Nord
Anche l’Irlanda del Nord offre eccellenze come Rooney Fish (https://rooneyfish.com), premiata realtà di Kilkeel, nella contea di Down, che alleva ostriche Millbay e propone visite e degustazioni personalizzate.
Per degustarle in contesti particolari, un punto di riferimento è Causeway Coast Foodie Tours (https://causewaycoastfoodietours.com), che propone esperienze gastronomiche autentiche lungo la spettacolare costa nord dell’Irlanda del Nord.
E per provare a scoprire segreti e produttori, anche di altre delizie marine come alghe, salmone e cozze, è perfetta la mappa interattiva di Aquaculture in Northern Ireland (www.aquacultureni.co.uk): una vera e propria miniera di tesori ittici, da conoscere direttamente, magari, in vacanza.
In occasione della Giornata Internazionale delle Ostriche, l’Irlanda si conferma una meta d’eccellenza.
Mag 4, 2025 | Enogastronomia
5 regioni, 27 escursioni, 3 cammini, 5 aperture di luoghi simbolici con un grande significato
culturale e spirituale, solitamente non visitabili. Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria, le Regioni coinvolte. Questi i numeri 2025 di “cammini aperti”.

Il piacere del cammino
Si cammina per curiosità, per devozione, per scoprire sé stessi attraverso la scoperta del paesaggio e chi si mette in cammino, alla fine del percorso, anche se di qualche giorno, dice di aver vissuto una trasformazione profonda. Forse è proprio per questo che il desiderio di fare un cammino almeno una volta nella vita o di ripetere l’esperienza sta conoscendo una popolarità che non accenna a diminuire.
Mentre si cammina, con lo zaino sulle spalle e la testa che diventa sempre più leggera, il paesaggio si rivela in tutta la sua bellezza, si colgono dettagli che altrimenti sfuggirebbero, ci si connette con la natura, e il beneficio è immediato. In questa connessione ci si sente potenti e ci si muove con la soddisfazione di trattare con gentilezza l’ambiente e di entrare in contatto con territori poco battuti. E con oltre 100 cammini da fare a piedi e un patrimonio unico di tesori storici, culturali e artistici, l’Italia è uno dei Paesi più amati da chi vuol mettersi in cammino*.

“Cammini aperti”: il weekend sostenibile per scoprire l’Italia a piedi
Chi vuole provare a vedere l’effetto che fa viaggiare a piedi, il 10 e l’11 maggio potrà sperimentarlo scegliendo una delle 27 escursioni di Cammini Aperti: Edizione Speciale 2025, seconda edizione dell’iniziativa di grande successo lanciata lo scorso anno, con la Regione Umbria capofila, e fortemente voluta dal Ministero del Turismo.
Cammini Aperti ha saputo rispondere alla crescente voglia di esperienze autentiche e rigenerative, creando una nuova opportunità gratuita per viverle: un weekend in cui chiunque abbia la curiosità di provare un cammino possa fare un assaggio, percorrendo un itinerario lungo al massimo 12 chilometri, ideale per una prima volta, in compagnia di una guida professionistiche illustra i territori e condivide consigli preziosi sulla preparazione e l’attrezzatura necessarie.
La regione Marche sarà coinvolta in Cammini Aperti insieme a Emilia Romagna, Lazio, Toscana e Umbria, e le escursioni si svolgeranno lungo le Vie e i Cammini di San Francesco, le Vie e Cammini Lauretani e il Cammino di San Benedetto, percorsi tra i più suggestivi e significativi d’Italia. La scelta è stata fatta anche in relazione a un avvenimento straordinario come il Giubileo e un importante anniversario francescano quale l’ottavo centenario del Cantico delle Creature, nonché nell’attesa di quello della morte del Santo nel 2026.

Via di Francesco – Verso Assisi
27 escursioni e 5 luoghi speciali del patrimonio culturale e spirituale italiano
Forte valore aggiunto della manifestazione è la strategia unitaria tra Regioni, Ministero del Turismo e attori locali, che ha fatto sì che, attraverso 27 escursioni accompagnate da guide ambientali escursionistiche, si possano scoprire 3 dei cammini più rilevanti d’Italia, entrando in contatto con la bellezza di aree lontane dai grandi flussi, capaci di far vivere un viaggio dentro la natura, la storia e sé stessi.
Novità del 2025, le aperture straordinarie di cinque gemme nascoste dell’immenso patrimonio culturale e spirituale italiano, solitamente non aperte al pubblico, che meritano di essere raccontate in dettaglio:

Nelle Marche, l’apertura straordinaria porterà alla scoperta di un prezioso monumento sulle Vie e Cammini Lauretani come l’Abbazia di San Firmano: divenuto abate, il santo visse in questa chiesa fino alla sua morte, avvenuta nel 992. Edificio bizantino-romanico a tre navate, con soffitto a capriate, oltre al bel portale, ornato da candidi marmi scolpiti, presenta elementi di pregio come il magnifico affresco del 1400 “Madonna in trono con il Bambino che benedice San Firmano e a destra San Sebastiano”, attribuito a Giacomo da Recanati.
Nel Lazio, lungo il Cammino di San Benedetto, l’apertura straordinaria permetterà di visitare il Museo del Silenzio a Fara in Sabina, delle Clarisse Eremite. Inaugurato nel 2004 il Museo è una realtà decisamente innovativa nel linguaggio e nella struttura poiché ruota attorno al silenzio che sin dal 1673 costituisce il fulcro di questo luogo.
In Emilia-Romagna, territorio speciale per le Vie e i Cammini di San Francesco, poiché ricca di storia, spiritualità e tradizioni legate alla figura del Santo, si possono trovare alcuni tra i più suggestivi conventi francescani d’Italia e sarà proprio uno di questi, il convento francescano a Sant’Agata Feltria ad aprire le proprie porte al pubblico nel corso della manifestazione per una speciale visita guidata.
In Toscana, rappresentativa della spiritualità delle Vie e dei Cammini Lauretani, la visita guidata aprirà le porte della Pieve di Sant’Ippolito, chiesa più antica del paese di Asciano, citata in un prezioso documento dell’età longobarda, risalente all’anno 714. Di proprietà privata, grazie ai lavori di restauro ha ritrovato un affresco nascosto dall’intonaco, oggetto di studio poiché potrebbe essere stato dipinto da un giovane Raffaello che, con il suo maestro Pinturicchio, si trovava proprio nel territorio per affrescare chiese e cappelle per il Giubileo di Mezzo Millennio.
In Umbria, l’apertura straordinaria riguarderà un luogo di grande suggestione come la cripta a tre navatelle della Basilica di San Benedetto a Norcia, edificio risalente nell’impianto attuale al XIII secolo e sorto, secondo la tradizione, dove si trovava la casa natale di San Benedetto e Santa Scolastica, nati nel 480. L’accesso sarà possibile grazie alla disponibilità di Eni, che partecipa al progetto di ricostruzione della basilica di San Benedetto con un accordo di sponsorizzazione tecnica che la vede impegnata nell’esecuzione di una parte delle attività, in partnership con il Ministero della Cultura, il Commissario Straordinario per la ricostruzione dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

Cosa fare e come partecipare
Ogni regione proporrà tre percorsi per cammino che le attraversa (27 in totale) e ci si potrà iscrivere gratuitamente attraverso il portale dedicato https://www.italia.it/it/viaggio-italiano/cammini-aperti, dove si potranno vedere in dettaglio tutte le escursioni disponibili dei giorni 10 e 11 maggio, con tracciati prevalentemente ad anello tra i 7 e i 12 chilometri e un dislivello massimo di 300 metri (difficoltà dei percorsi Turistica o Escursionistica, seguendo la classificazione del CAI) e tutte le aperture straordinarie.

Esempio di escursione
Toscana: Una delle esperienze in Toscana legate a San Francesco porterà a Cortona mettendo insieme, lungo un tracciato di 9 chilometri, aree verdi collinari e luoghi intrisi di spiritualità quali l’incantevole Eremo delle Celle e la chiesa cortonese di San Francescodove si trovano alcune importantissime reliquie del Santo.
Nelle Marche, l’escursione di 11,5 chilometri, sulle Vie e Cammini Lauretani, che tocca il piccolo borgo di Muccia e Camerino, città universitaria dal 1336 tra le più antiche d’Italia, attraverserà anche tratti selvaggi e incontaminati di grande interesse naturalistico.
Nel Lazio, sempre nell’ambito dei luoghi francescani, l’escursione lungo l’anello della Valle Santa, attraverso i suoi 9 chilometri, condurrà i partecipanti in località piene di fascino come Contigliano, con la barocca Collegiata di San Michele, e il Santuario di Greccio, dove Francesco realizzò la prima rievocazione della Natività nel 1223.
Lungo il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna, in Emilia Romagna, è previsto, per esempio, un percorso ad anello intorno a Balze di Verghereto, nel cuore dell’Appennino tosco-romagnolo e in prossimità delle sorgenti del fiume Tevere, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla spiritualità.
In Umbria, non potrà mancare un percorso che tocchi il territorio di Assisi, cuore dei cammini della Regione, e nell’ambito delle esperienze legate a Via di Francesco, un’escursione offrirà una splendida panoramica su Città di Castello, visitando luoghi particolari come l’orto botanico di Alice Hallgarten, attraversando boschi di castagneti fino all’Eremo del Buonriposo, situato a ridosso del colle di Sant’Angiolino, dove, secondo la tradizione, nel 1213 San Francesco ottenne una cappellina con un piccolo orto, dove si stabilirono i frati Minori

Valori di riferimento: accessibilità, sostenibilità e spiritualità
Indissolubilmente legati all’approccio lento del mettersi in cammino e dell’iniziativa, valori come accessibilità, sostenibilità e spiritualità. Questi principi guideranno le diverse attività grazie anche all’apporto di realtà come Fish (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), il Club Alpino Italiano e Federtrek.
Fish, attiva nella divulgazione dei valori legati all’iniziativa, ha offerto un prezioso supporto metodologico per la definizione dei requisiti di accessibilità con cui identificare escursioni adatte a persone con esigenze specifiche. Fondamentale anche l’erogazione di una formazione di base per le guide ambientali escursionistiche coinvolte nella conduzione dei cammini, fornendo strumenti utili per l’accoglienza e il supporto dei camminatori con disabilità.
Il Club Alpino Italiano, da sempre impegnato nella promozione degli sport in natura e nella salvaguardia dell’ambiente montano, ha sostenuto Cammini Aperti anche quest’anno valorizzando la frequentazione dell’ambiente naturale attraverso escursioni in contesti lontani da strade trafficate e immersi nel verde.
Molto importante per i valori della manifestazione anche l’apporto di FederTrek, che si occuperà di garantire un’esperienza rispettosa delle diverse necessità dei partecipanti con disabilità, per poter condividere con loro la bellezza e il senso profondo di prendere parte a un cammino.
Tutti i dettagli e i programmi saranno consultabili sul portale Italia.it
Per informazioni sui cammini:
https://www.italia.it/it/italia/cosa-fare/spiritualita/cammini-religiosi

Un approfondimento sui tre cammini protagonisti di Cammini Aperti 2025
Le Vie e i Cammini di San Francesco attraversano le regioni Emilia-Romagna, Lazio, Toscana e Umbria, disegnando complessivamente una rete di centinaia di chilometri, disseminati di antichi borghi, significativi luoghi di culto e incantevoli scorci naturalistici pieni di incanto. Punti chiave dei percorsi, i luoghi simbolo di San Francesco, Santo Patrono d’Italia, con una suggestiva combinazione tra centri molto noti, come Firenze, Rimini, Roma e Assisi, e località particolarmente significative per la vita del Poverello, quali, per esempio, la Valle Santa di Rieti; La Verna, in provincia di Arezzo; l’umbra Valnerina o Balze, piccolo villaggio romagnolo ai piedi del Monte Fumaiolo.
Le Vie e Cammini Lauretani sono il cammino di antichissima tradizione mariana che unisce il Santuario della Santa Casa di Maria di Loreto nelle Marche, la Basilica di San Francesco ad Assisi in Umbria e la Basilica di San Pietro in Roma, toccando Macerata e Recanati, Camerino e Tolentino, Spoleto e Foligno, Civita Castellana e Narni, nonché intrecciandosi anche con significative vie del pellegrinaggio internazionale, quali la Via Francigena in Toscana.
Il Cammino di San Benedetto è incentrato sui territori legati alla vita del Santo, fondatore del monachesimo occidentale e Patrono d’Europa: si sviluppa tra l’Umbria e il Lazio, attraversando i monti Sibillini, la valle dell’Aniene e la valle del Liri. Il percorso copre circa 300 chilometri, toccando abbazie dalla forte spiritualità, borghi medievali nascosti e i tre punti chiave del movimento: Norcia, Subiaco e Montecassino.