Apr 19, 2025 | Enogastronomia, Territori
Ogni zona d’Italia ha le se tradizioni pasquali a tavola. Neanche la Toscana sfugge a questa regola. Tante tradizioni, una per ogni zona, tante tipicità. Andiamo alla scoperta della colazione di Pasqua.
Torna la mattina di Pasqua come da tradizione, nei bar di Chianciano Terme la tradizionale colazione pasquale con la “Ciaccia”.

Cos’è la ciaccia
Tutti i bar della famosa cittadina termale della Toscana meridionale aderenti a Confesercenti, allestiranno per residenti e turisti la tradizionale colazione di Pasqua offrendo, a partire dalle prime ore della mattina a residenti e turisti la “ciaccia”.
La “ciaccia” è un tipico impasto fatto con formaggio pecorino, servito insieme al capocollo ed al classico uovo sodo.
Una colazione pasquale per eccellenza da queste parti, forse magari un po’ pesante per i nostri palati avvezzi ad altro, ma un’occasione unica che segna anche in modo originale anche un buon auspicio per la stagione turistica, che abitualmente entra nel vivo in questa occasione
Apr 19, 2025 | Enogastronomia
Il ponte del 25 aprile, anche se quest’anno arriva subito dopo la Pasqua è il momento ideale per staccare la spina e concedersi qualche giorno di relax tra arte, natura e buon cibo.
Le giornate finalmente si allungano, i paesaggi si colorano e l’aria di primavera invita a partire.
Cheabbiate voglia di rimanere in Italia o fare un salto in Europa, ecco le destinazioni perfette per un weekend memorabile che vi suggeriamo.
In Italia: borghi, panorami e sapori da scoprire

Costiera amalfitana. EvrenKalinbacak per depositphotos
1 – Costiera Amalfitana, romantica e scenografica
Fascino senza tempo di un simbolo italiano nel mondo. Perfetta per una fuga romantica a due, con i suoi scorci indimenticabili, sempre diversi curva dopo curva della celebre strada la costiera amalfitana si svela Positano, Ravello e Amalfi.
Regalatevi passeggiate panoramiche assaporando i profumi dei limoncelli vista mare.
Da provare le delizie al limone e la sfogliatella riccia in una pasticceria di Minori.

Assisi. Ph. pandionhiatus3 per depositphotos
2 – Umbria, verde cuore d’Italia
L’unica regione italiana senza sbocco sul mare è un gioiello di natura, storia e arte da vivere a passo lento viaggiando nel verde tra Assisi, Spello e la Cascata delle Marmore.
Una fuga perfetta fra spiritualità, natura e silenzio.
Da assaggiare assolutamente per i più golosi i salumi di Norcia e l’olio extravergine locale, uno dei migliori d’Italia.

Ph. Ladiras depositphotos
3 – Lago di Como, charme e natura
Ville nobiliari, giardini in fiore e acque azzurre.
Il Lario, altro nome con cui è conosciuto il lago di Como con le deliziose cittadine come Varenna che ornano il suo periplo non a caso da anni ammalia anche i vips di ogni parte del mondo ed è una meta raffinata ma accogliente anche per una fuga di qualche giorno.
Consiglio foodie: prenota un pranzo vista lago a Varenna e ordina il risotto con pesce persico.

CinqueTerre tourist
4 – Cinque Terre, trekking e meraviglie
Sentieri mozzafiato e borghi incastonati nella roccia. Il fascino delle Cinque Terre è senza tempo e anche se spesso la zona è fin troppo affollata vale un viaggetto. Da Vernazza a Monterosso dove la natura incontra la tradizione, il sole lo scoglio e la bellezza sfiora le onde.
Per i buongustai da non perderti le acciughe di Monterosso e una farinata calda.
In Europa: city break tra fascino e novità

Lisbona, ph- epavone depositphotos
1 – Lisbona, tra salite, fado e pastel de nata
La vivace capitale portoghese è perfetta anche per pochi giorni e per passeggiare tra quartieri storici e miradouros panoramici.
Il fascino dei caratteristici tram che viaggiano fra le vie in sali e scendi, del fado malinconico suonato per la strada ammalia sempre più viaggiatori.
Consiglio foodie: ordina un bacalhau à brás e finisci con un pastel de nata caldo alla Manteigaria.

Lubiana, ph. rudi1976 depostphotos
2 – Lubiana, piccola perla verde
La piccola Slovenia sorprende sempre per le sue grotte, la sua cultura, le sue montagne ma anche per la sua capitale vivace, raccolta, eco-friendly, elegante e piena di fascino.
Per i buongustai provare la jota, una zuppa tradizionale, o la potica, dolce tipico locale.

Barcellona, ph. IgorVetushko depositphotos
3 – Barcellona, sole, arte e tapas
Una fuga catalana è per ogni stagione e anche a primavera fatevi ammaliare da Barcellona, dalle forme di Gaudí, le spiagge già vive come quella di Barcelloneta e i mercati colorati e profumati.
Imperdibili le tapas e vermut al Mercato di Sant Antoni, oppure una paella al tramonto di Barceloneta.

Praga. ph. William Zhang su Unsplash
4 – Praga, fascino gotico senza tempo
Romantica e misteriosa, ideale per chi ama l’atmosfera fiabesca la capitale ceca è una meta sempre perfetta in ogni stagione.
La nazione della birra per eccellenza… vi consigliamo di accompagnarla a un gulash con una birra artigianale ceca in una birreria tradizionale.

Atene. ph Neirfys, deposotphotos
5 – Atene, sole, storia e street food
Ancora non troppo calda come d’estate la capitale greca ha un fascino senza tempo grazie ai suoi templi antichi, la storia millenaria e le piazze vivaci. Perfetta per una full immersion tra passato e presente.
Per il cibo da provare il souvlaki nei chioschi di Monastiraki e lo yogurt greco con miele.
Apr 18, 2025 | Enogastronomia
A Cagli la norcineria che è un’arte antica torna protagonista il 26 e 27 aprile con “Distinti salumi”.. In questo borgo che sorge tra le dolci colline marchigiane e le cime del Monte Catria attraversato dalla via Flaminia è una piccola perla nascosta in provincia di Pesaro-Urbino la norcinera è una tradizione col suo prosciutto di Cagli, il ciauscolo, le lonze speziate e i formaggi locali.

Foto Visualhunt
Il cuore autentico delle Marche
Un borgo dove il tempo sembra rallentare, la natura abbraccia il centro storico e la tradizione incontra il gusto più autentico. Se cercate un’esperienza lontana dal turismo di massa, siente nel posto giusto, specie per “distinti salumi”. Bello perdersi per
i vicoli silenziosi, gli archi antichi e i palazzi in pietra. Salendo al torrione Martiniano, una fortificazione del Quattroocento, potrete passeggiare lungo l’antico camminamento coperto e godere di una vista incredibile sulla valle del fiume Bosso.
Nel centro storico da visitare il teatro Comunale di Cagli, n piccolo gioiello architettonico, considerato tra i teatri storici più eleganti delle Marche, la Chiesa di San Francesco, mix di arte gotica e rinascimentale con opere d’arte che raccontano secoli di storia religiosa e artistica e il romano Ponte Mallio perfettamente conservato, ancora oggi attraversabile: uno di quei luoghi che ti fanno sentire piccolo davanti alla storia.

Mortadella classica, Presidio Slow Food dei salumi rosa tradizionali bolognesi – Emilia Romagna. ph. Valerie Ganio Vecchiolino
1 – Fare un giro al mercato per conoscere allevatori, produttrici e norcini
Allevatori estensivi e di piccola scala, custodi delle razze locali italiane e grandi interpreti dell’artigianato norcino nazionale: sono oltre 40 gli espositori selezionati per il Mercato di Distinti Salumi provenienti da 14 regioni italiane.
Sabato 26 dalle 10 alle 19 e domenica 27 aprile dalle 10 alle 18, animano le vie e le piazze di Cagli, pronti a condividere la storia e i valori delle proprie aziende attraverso l’assaggio dei loro prodotti.

Salsiccia e soppressata della Val di Fiano, Presidio Slow Food – Campania. ph. Giuseppe Cucco
2 – Scoprire salumi naturali e Presìdi Slow Food da tutta Italia
Dal violino di capra della Valchiavenna in Lombardia al prosciutto del Casentino in Toscana, senza dimenticare la ventricina del Vastese in Abruzzo e il capocollo di Martina Franca in Puglia: sono tantissimi i Presìdi Slow Food da scoprire nel Mercato e nelle degustazioni di Distinti Salumi.
Oltre ai salumi naturali, si possono scoprire le proposte che valorizzano la biodiversità marchigiana: le fave di Fratte Rosa, l’anice verde di Castignano, la cicerchia di Serra de’ Conti e il lonzino di fico.

Ventricina del Vastese, Presidio Slow Food – Abruzzo. ph. Luigi Di Lello
3 – Partecipare ai Laboratori del Gusto
Un Laboratorio del Gusto è un’esperienza concreta e consapevole: un’opportunità di conoscenza delle tecniche e del contesto culturale in cui nascono un prodotto alimentare, un vino o un piatto. In compagnia di esperti di Slow Food e produttori, nel Palazzo del Comune di Cagli cinque esperienze guidano i partecipanti nella scoperta dell’incredibile varietà dell’universo norcino: i salumi più rari e antichi della Marca, come ciarimbolo, morsetto e casserotto, ma anche quelli provenienti da allevamenti di montagna, razze locali e particolari tecniche di lavorazione.

Salsiccia di fegato aquilana, Presidio Slow Food – Abruzzo. ph. Federica Bolla
4 – Passeggiare tra i Cortili del Sale, tra un plateau di salumi e un calice di vino
Sabato 26 dalle 11 alle 19 e domenica 27 aprile dalle 10 alle 18 i cortili delle storiche dimore di Cagli ospitano un ricco programma di assaggi.
Tra Palazzo dell’Episcopio, Palazzo Berardi Monchi Zamperoli e Galleria Brunetti si sviluppa un percorso di degustazione che prevede diversi plateau di salumi accompagnati dai calici dei vini di Food Brand Marche e delle chiocciole di Slow Wine, insieme al pane dei PAU (Panificatori Agricoli Urbani).

Capocollo di Martina Franca, Presidio Slow Food – Puglia. ph. Archivio Slow Food
5 – Assaporare i piatti preparati dai cuochi dell’Osteria dell’Alleanza
In occasione di Distinti Salumi, Piazza San Francesco si trasforma nell’Osteria dell’Alleanza, dove i cuochi della rete Slow Food propongono piatti della tradizione marchigiana o elaborazioni più creative che mettono al centro la qualità e la sostenibilità della materia prima.
Sabato 26 e domenica 27 aprile, sia a pranzo che a cena, si alternano ai fornelli insieme ai ragazzi dell’Istituto Alberghiero di Piobbico, per un menù che spazia dall’antipasto al dolce. Qualche esempio?
Il carciofo in umido di Lorenzo Zappi, cuoco freelance, gli gnocchi al cinghiale di Davide Moioli, della Cantina Sociale di Cantiano, l’intramontabile coniglio di Moreno Gabrielli, cuoco de La Graticola, e il funghetto offidano di Daniele Citeroni dell’Osteria Ophis di Offida. Senza dimenticare le specialità trentine dello Slow Truck del cuoco dell’Alleanza Paolo Betti.
Apr 17, 2025 | Enogastronomia, Territori
Resta, gubana, fugassa, corona, salame del Papa, ciaramicola, pastiera, cuzzupa e tante altre ancora. C’è un mondo poco noto oltre la colomba fra i dolci pasquali tipici.
In tutta la penisola non si rinuncia ad accendere forni e fornelli per preparare infinite e prelibate specialità regionali.E allora da Nord a Sud, partiamo per un viaggio tra ricette popolarissime e delizie di nicchia per le feste di Pasqua.

Corona dolce – Trentino Alto Adige
Soffice e gustosa, la corona dolce trentina è il dolce pasquale per eccellenza di tutto il territorio del Trentino-Alto Adige.
Facile e semplice da realizzare perché per la sua ricetta bastano pochi ingredienti: farina, latte, lievito di birra, burro, tuorli, zucchero e limone.
Generalmente ha l’aspetto di una corona intrecciata (ma si trovano anche delle varianti) e viene decorata con uova sode colorate.
Grazie alla sua forma circolare e alla vivacità della copertura, la corona dolce trentina è perfetta anche come centrotavola per pranzi e cene pasquali.

Gubana – Friuli Venezia Giulia
E’ una ricetta antichissima le cui prime testimonianze risalgono al 1409 quella della gubana dolce pasquale immancabile sulle tavole dei friuliani.
Originaria della valle del Natisone, questa ciambella a base di pasta lievitata e cotta al forno è ripiena di burro, zucchero, uova e un tripudio di noci, uvetta, pinoli, mandorle, scorze di cedro e arancia canditi, cioccolato e grappa.

Fugassa – Veneto
Detta anche fugassin, la fugassa è uno dei dolci pasquali più consumati in Veneto.
A inventarla sembra sia stato un fornaio trevigiano che, in occasione della Pasqua, arricchì l’impasto del pane con altri prodotti golosi, dal burro allo zucchero, ottenendo così un pane dolce, alto e soffice.
Si tratta di un lievitato simile alla colomba, ma dalla forma più tondeggiante, morbido e aromatico, solitamente insaporito con marsala, cedro e vaniglia.
Anticamente era considerato un prodotto “povero”, diffuso fra le famiglie meno abbienti per la semplicità della ricetta e degli ingredienti impiegati, quelli tipici delle campagne (impasto del pane, uova, burro, zucchero).
La fugassa veneta oggi viene preparata con 4 lievitazioni differenti e aromatizzata in vario modo a seconda della zona.

Salame del papa – Piemonte
Dolce preferito dai più piccoli, per molti uno dei primi esperimenti di pasticceria casalinga, il famoso salame di cioccolata si chiama in realtà salame del papa e nasce in Piemonte, ad Alessandria, per la precisione, anche se ormai è preparato e consumato in tutte le regioni.
Come si intuisce dal nome, si tratta di un dolcetto che ricorda nella forma e nell’aspetto il salame corallina tipico della Pasqua.
Si prepara con biscotti secchi tritati (che rappresenteranno il grasso dell’insaccato), cacao amaro o cioccolato fondente, nocciole e burro, anche se le versioni in questo caso sono moltissime: basta unire tutto insieme per ottenere un salsiccione da spolverare con zucchero a velo e, volendo, legare insieme con uno spago, per una somiglianza maggiore. Si fa rassodare in frigorifero, dove si può conservare per più giorni.
Torta pasquale – Lombardia
Tipica della città di Como, la resta rappresenta la torta pasquale per eccellenza. Sostanziosa pagnotta iper-lievitata viene cucinata in occasione della domenica delle Palme e al suo interno custodisce un bastoncino di ulivo.
Preparato con farina, uova, burro e zucchero, questo dolce pasquale è farcito con uva sultanina, cedro e scorze d’arancia.

Ciaramicola – Umbria
Tra i dolci pasquali tipici della provincia di Perugia, la più caratteristica è la ciaramicola, una torta a forma di ciambella, con la pasta al centro a mo’ di croce.
Pochi e semplici gli ingredienti che la compongono: zucchero, farina, uova, latte e alchermes, che conferisce alla ciaramicola il tipico colore rosso brillante.
A impreziosire il tutto vi è poi una dolce copertura fatta di croccante meringa e confettini colorati.
In origine la ciaramicola, il cui nome deriva da “ciaramella” per via della forma circolare del dolce, era preparata dalle promesse spose ai fidanzati e regalata in occasione della Pasqua.
I colori sono quelli tipici dello stemma araldico del capoluogo umbro e i confettini hanno un valore augurale.

Pizza dolce – Lazio
È dolce, ha la forma di un panettone e nel viterbese è una tappa obbligata della Pasqua: è la pizza dolce, un vero must della colazione pasquale.
Si mangia da sola inzuppata nella cioccolata calda o nel latte, ma a Roma viene accompagnata anche con salame o uova sode.
La crosta esterna si presenta dura e lucente grazie alla cottura nel forno a legna e l’aspetto interno è tanto più giallo quante sono le uova impiegate.
L’impasto base è realizzato con farina, uova, zucchero, latte, burro e lievito, a cui vengono aggiunti scorze di agrumi, cioccolato, uvetta sultanina, rhum e alchermes.
Molto comune nel viterbese, la pizza dolce di Pasqua si trova anche nelle vicine province dell’Umbria e Marche.

Pastiera – Campania
Tra i dolci pasquali più famosi al mondo, una protagonista assoluta è la pastiera napoletana.
Nota fin dal 1600, questa torta viene comunemente servita alla fine del pranzo pasquale in tutta la Campania, dopo un pranzo che inizia con il classico casatiello napoletano.
Dorata e croccante esternamente, morbida e profumata all’interno, la pastiera è una torta di pasta frolla con un ripieno ricco e sostanzioso a base di ricotta fresca, zucchero, uova, frutta candita e grano bollito nel latte.
La tradizione napoletana prevede l’utilizzo di acqua millefiori, vaniglia, canditi e scorza d’arancia, ma esistono anche varianti alla crema pasticcera e cioccolato bianco.
In origine, la pastiera era preparata nel periodo compreso tra Epifania e Pasqua: questo intervallo di tempo, secondo la tradizione locale, era considerato il migliore sia per la ricotta, sia per il grano. Oggi che il grano si trova in commercio conservato e venduto già cotto nei vasetti, questo dolce è proposta durante tutto l’anno.

Cuzzupe – Calabria
Dolce tipico della Calabria, anche se a seconda dei luoghi varia il nome (angute, sgute, cudduraci…), la cuzzupa è irrinunciabile nelle festività pasquali.
Di derivazione contadina, le cuzzupe sono solitamente preparate in anticipo e si conservano per il giorno di Pasqua. La forma più classica è quella della ciambella, ma sono molto diffuse le varianti più fantasiose: bambole, cuori, uccellino, farfalle o cuculi, dei filoncini alla cui estremità è messo un uovo.
Farina, strutto, lievito di birra, limone, uova e anice gli ingredienti usati per questo dolce che ha origini orientali e simboleggia la fine del digiuno quaresimale.
Nella tradizione calabrese il numero delle uova impiegate per la cuzzupa ha un significato ben preciso: se la suocera usa sette uova nel dolce regalato al genero vuol dire che è in arrivo il matrimonio, se invece ne usa nove è rinnovata la promessa di fidanzamento. Semplici e colorate, le cuzzupe vengono decorate con confettini e codette.

Agnello di pasta reale – Sicilia
Oltre ai classici cannoli, alla cassata e alla popolare cuddhura (dolce pasquale di forma circolare e decorato con un numero variabile di uova), in Sicilia, a Pasqua, un posto d’eccezione spetta all’agnello di pasta reale.
Nato con molta probabilità agli inizi del ‘900, questo dolce, in origine preparato dalle suore del convento di Favara, è un alimento piuttosto corposo e saporito.
L’interno è costituito da pasta reale – ricavata dalla lavorazione di mandorle tritate, acqua e zucchero – e da un ripieno di pasta di pistacchio, realizzato invece con acqua, zucchero e pistacchi tritati. A completare l’agnello di pasta reale c’è una decorazione con zucchero fondente.
Pardulas – Sardegna
I dolci pasquali tipici in tutta la Sardegna sono le pardulas, piccole tortine dalla forma a stella di sei punte che a seconda della città cambiano nome e si arricchiscono di nuovi ingredienti.
Cotti tradizionalmente nel forno a legna, questi dolci pasquali vengono farciti con un delizioso ripieno a base di formaggio fresco, ricotta, uvetta, scorza di limone grattugiata e profumati di norma con vaniglia o zafferano.
Il tutto è poi cosparso di miele e confettini colorati.
In alcune zone della Sardegna le pardulas si possono trovare anche in una versione all’aroma di arancia o di limone, o più raramente in una variante con l’uvetta.
Apr 17, 2025 | Enogastronomia
Degustazioni gourmet, brunch nei vigneti, tour tra botti e colline fino ai pranzi pasquali ispirati alla
tradizione: le cantine di Movimento Turismo del Vino Umbria si preparano a offrire agli enoturisti
un lungo weekend di esperienze pensate per chi sceglie di festeggiare Pasqua e Pasquetta
coniugando il piacere della scoperta del vino con la meraviglia della natura.
Dall’area di
Montefalco, cuore del Sagrantino, fino alle colline orvietane, passando per Todi, Bevagna,
Torgiano e San Venanzo, le cantine umbre offrono un caleidoscopio di proposte.

A Montefalco la Pasqua è in vigna
A Montefalco, Arnaldo Caprai celebra la Pasqua con tre esperienze pensate per sorprendere ogni
tipo di visitatore. Il 19 e 20 aprile, Pasqua in Vigna – La Colazione invita a vivere un picnic tra i filari
con un cesto ricco di specialità umbre, dalla coratella d’agnello alla torta al formaggio abbinato alle
etichette più rappresentative della cantina, con musica swing dal vivo e visita guidata.
Sempre sabato e domenica, l’Aperitivo di Pasqua in Cantina propone una degustazione gourmet al
tramonto nella suggestiva Piazzetta Monte della Torre, tra finger food d’autore e calici di
Sagrantino. Il 21 aprile, infine, Pasquetta in Cantina si festeggia con un brunch creativo servito tra
le vigne: pizze fritte gourmet, selezione di carni, verdure in tempura e una verticale di vini Caprai
accompagnano un’intera giornata da vivere all’aria aperta, con musica dal vivo.
Sempre nel cuore del Sagrantino, Cantina Semonte, aperta nella giornata di Pasqua, accoglie i visitatori con due opzioni di wine tasting, dalla formula più semplice con snack e focaccia a quella
completa con tagliere di salumi e formaggi, per un momento di relax tra calici e sapori.
Lungarotti, nella sua tenuta di Montefalco, propone una Pasquetta all’aria aperta tra vigneti, giochi e sapori autentici. Si comincia con una visita guidata in vigna e in cantina, seguita da un
aperitivo con Brut Rosé e un picnic tra i filari con cestino gourmet, vino incluso e opzione kids. Nel
pomeriggio, giochi di una volta e caccia all’uovo in vigna completano l’esperienza per adulti e
bambini.

A Bavegna la riscoperta della tradizione
Spostandosi a Bevagna, Mevante accoglie gli ospiti con due pranzi da non perdere: il giorno di
Pasqua un menù raffinato con piatti della tradizione reinterpretati con eleganza, tra cui risotto ai
carciofi, costolette di agnello e pastiera con zabaione caldo; a Pasquetta, invece, i raviolini di
faraona e il cosciotto di agnello lasciano spazio a un’atmosfera più informale ma altrettanto
curata, sempre accompagnata dai vini aziendali.
A poca distanza, Di Filippo, azienda biologica e biodinamica tra Torgiano e Cannara, celebra la
Pasquetta con un’esperienza immersiva nella tradizione e nella natura. Il 28 marzo, gli ospiti sono
invitati a partecipare allo Sdijunittu di Pasquetta, una colazione tipica umbra servita tra le 10 e le
12.30 e dalle 15 alle 18.30, che include coratella d’agnello, formaggi biologici locali, salumi tipici,
torta al formaggio e uova biologiche dell’azienda. La giornata prosegue con rilassanti passeggiate
in carrozza tra i vigneti biodinamici.

A Todi, Torgiano e San Venanzo fra vini e natura
A Collevalenza, nei pressi di Todi, Cantina Todini accoglie gli ospiti nei giorni 18, 19 e 21 aprile con
due proposte su appuntamento: la Wine Experience, con visita in cantina e degustazione di 4 vini
accompagnati da pane e olio EVO biologico, e la Wine Food Experience, che aggiunge un tagliere
di salumi e formaggi tipici e un assaggio di Vermouth Tuder.
A San Venanzo, Fattoria di Monticello propone per Pasqua un raffinato pranzo tra piatti della
tradizione umbra rivisitati con eleganza, dai flan di carciofi al carré di agnello, fino al millefoglie ai
frutti di bosco. Menù speciale anche per i più piccoli.
Lunedì 21 aprile, in occasione della Pasquetta, la cantina Antonelli San Marco propone una
giornata all’aria aperta tra gusto e natura, alle ore 12 sarà possibile partecipare a una visita
guidata in cantina, seguita da un picnic con prodotti tipici del territorio: uova sode, affettati di
produzione propria, torta pasqualina, torta al formaggio, formaggi locali accompagnati dalla
confettura di Sagrantino Antonelli e pane cotto a legna. A concludere, la crescionda, dolce
tradizionale della zona, il tutto abbinato al Montefalco Grechetto 2024.

Novità 2025: bike e wine
Novità dell’anno 2025 per Movimento Turismo del Vino Umbria, a partire proprio dai giorni delle
festività pasquali e per il lungo periodo di ponti delle successive festività fra aprile e maggio, la
partnership con il tour operator Ciclovery, specializzato in cicloturismo in Umbria. Ciclovery offrirà
su tutto il territorio regionale, a partire da Orvieto a Perugia passando per Montefalco, fino
all’area del Trasimeno e della zona di Amelia, la possibilità di percorrere itinerari in e-bike a partire
dalle cantine socie di MTV Umbria. I percorsi, accessibili anche ai cicloturisti meno esperti, si
concluderanno con una degustazione in cantina, unendo l’esplorazione lenta del territorio al
piacere dell’assaggio. La formula “Bike & Wine” e gli itinerari disponibili, nonché la prenotazione,
possono essere consultati sul sito www.ciclovery.com.
Apr 15, 2025 | Enogastronomia
La bella stagione è alle porte e, con le temperature più gradevoli, si fa più forte il desiderio di stare all’aria aperta e staccare dalla routine per rigenerarsi nella natura, magari con qualche attività sportiva.
Una meta che sorprende in tal senso è Lignano Sabbiadoro, la più grande destinazione balneare del Friuli Venezia Giulia, che chiama a sé chi vuole godersi l’aria ricca di iodio e praticare numerose attività per ricaricarsi in movimento, anche a ritmo slow.
Baciata dal Mar Adriatico, dalle acque salmastre della laguna di Marano e dall’estuario del fiume Tagliamento, è per questo definita da Hemingway la “Florida d’Italia”, la penisola lignanese è infatti una terra dall’animo ibrido e fertile, che sorprende anche in primavera con numerose proposte e opportunità active: dagli itinerari in bici alla scoperta del territorio alle escursioni a filo d’acqua in sup, canoa o barca, fino alle camminate rigeneranti, Lignano è la proposta ideale per chi è in cerca di varietà e avventura.

Autentiche emozioni in sella alle due ruote
La penisola lignanese è una palestra a cielo aperto per chi è in cerca di avventure o giri panoramici sulle due ruote: offre, infatti, diversi itinerari adatti a tutti, grazie alle numerose piste ciclabili e ai sentieri per lo più pianeggianti. In attesa della stagione estiva, quando saranno disponibili diverse escursioni gratuite in bicicletta accompagnate da guide professioniste (da giugno a settembre), nei mesi primaverili i tracciati sono comunque percorribili autonomamente in tutta tranquillità, per andare alla scoperta di questo florido territorio.
Alla scoperta di Lignano (17 km)
Per esplorare Lignano e i suoi angoli nascosti non si può non partire da questo iconico e rilassante percorso, che aiuta ad assaporarne appieno ogni sfumatura.
Si parte seguendo la pista ciclabile sul lungomare fino all’inconfondibile Faro rosso, da dove si può ammirare il panorama che dà sul cordone di isole che separa l’Adriatico dalla laguna, come l’isola delle Conchiglie, base ideale per il kitesurf.
Ci si inoltrerà poi tra i vicoletti della zona darsena per imboccare la ciclabile rialzata che costeggia la Laguna di Marano, ammirandola in tutto il suo splendore, e approdare infine a Lignano Pineta, per scoprirne le bellezze artistiche e architettoniche all’ombra dei pini.
Pedalata tra i due fiumi (45 km)
Un percorso che segue due fondamentali arterie della destinazione è quello che lungo i due fiumi disegnano la penisola lignanese: il Tagliamento, con le sue dolci anse che segnano il confine occidentale della città e del Friuli Venezia Giulia, e lo Stella, che sfocia nelle acque della laguna attraversando l’omonima riserva naturale.
L’itinerario di questa escursione percorre la ciclabile che porta a Lignano Riviera, per costeggiare poi il Tagliamento sulla nuova ciclovia che raggiunge Gorgo di Latisana; da qui, attraversando una campagna rigogliosa, si arriva alla chiesetta di Santa Maria della Neve. Per il rientro, invece, si segue il fiume Stella dalle sue foci su una ciclovia sopraelevata vista laguna, per arrivare ad Aprilia Marittima e infine a Lignano.
Lignano Bike&Hike (12 km in bicicletta e 3 km a piedi)
Per chi ama le attività active ibride, questa proposta alla bicicletta unisce un secondo tratto a piedi, per uno slow tour tra pinete, dune fossili e la foce del fiume Tagliamento.
Si parte percorrendo la pista ciclabile di BellaItalia, fermandosi ogni tanto ad ammirare le dune lungo la costa, e si procede verso Lignano Riviera passando per Pineta.
Arrivati al Tagliamento, si lasciano le biciclette per un breve trekking nel bosco dunale di Pineda Sinistra, area verde di grande valore paesaggistico con dune alte fino a 6 metri, prima di rimettersi in sella per tornare indietro.

Esperienze attive sulle “tre acque” lignanesi
Ma oltre alle escursioni via terra, Lignano Sabbiadoro è una meta che offre tanto agli amanti dell’acqua, anzi, delle acque: la penisola non è baciata solo da quella salata dell’Adriatico, ma
anche da quella salmastra della laguna e da quella dolce dei fiumi Stella e Tagliamento.
Su quest’ultimo, dal 1° maggio si potrà navigare a bordo dell’Emerald River, battello panoramico che prende il nome dal caratteristico color smeraldo di questo fiume e che propone escursioni nel suo tratto finale a sud; si segue poi il corso d’acqua fino a giungere alla foce nell’Adriatico e ammirare le spiagge da una prospettiva diversa, potendo nel mentre gustare deliziose portate a base di pesce servite a bordo.
Chi invece questa primavera volesse sperimentare emozioni forti e una sensazione di libertà totale, potrà vivere la spiaggia dorata che dà il nome alla destinazione, un arenile di sabbia lungo ben 8 chilometri che collega la punta di Sabbiadoro a Riviera, attraversando Lignano Pineta: luogo ideale per prendere parte a lezioni di kitesurf proposte da scuole locali qualificate, sia per adulti sia per bambini.
Nato alla fine degli anni ’90 nelle ventose acque delle Hawaii, questo spettacolare e acrobatico sport sull’acqua ha rapidamente conquistato Lignano Sabbiadoro, particolarmente adatta alla sua pratica per la corretta esposizione ai venti dominanti quali bora, scirocco e la brezza di mare.
Per chi inoltre preferisce un’attività a ritmo slow, ma dall’alta intensità muscolare, c’è il Sup, Stand Up Paddle, che permette di esplorare una varietà di percorsi pagaiando in piedi sulla tavola; in alternativa, si può anche optare per la canoa, sia individuale sia da 2 o 3 posti, per condividere l’esperienza con altri compagni.
Tra le varie opzioni di itinerari, si può ad esempio esplorare la laguna, passando dal suggestivo Villaggio dei Casoni, le antiche abitazioni dei pescatori simili a capanne su palafitte. Dopo questa immancabile tappa nel passato e nelle tradizioni locali, si può seguire il corso del fiume Stella nell’omonima riserva, scoprendo proprio a pelo d’acqua questo straordinario fiume di risorgiva dalle anse verdi.
Risalendo lungo il corso dello Stella, si punta verso una meta imperdibile: la Bilancia di Bepi, storica palafitta con una grande rete a bilancia, oggi adibita a ristorante, dove si fermò anche Ernest Hemingway durante le sue battute di caccia nel territorio.
L’attuale proprietario, Daniele Ciprian, ha preso in mano l’eredità del nonno Bepi, per mantener vivo e diffondere questo patrimonio culturale, permettendo di degustare in loco le specialità ittiche appena pescate.
Per i meno attivi, è utile sapere che la Bilancia è raggiungibile anche comodamente in barca o in macchina via terra.

Passeggiate e trekking al profumo di resina e di mare
Camminare accorda i propri respiri e battiti a quelli della natura stessa: è una forma di meditazione attiva che fa sentire più connessi e in armonia con l’ambiente circostante, ma anche con se stessi.
Per questo, Lignano offre diversi itinerari lontano dal caos quotidiano, da percorrere ognuno al proprio ritmo: che sia più dinamico e attivo o più tranquillo e panoramico, l’essenziale è ritrovare il proprio equilibrio.
All’insegna di una tranquilla passeggiata in compagnia delle proprie riflessioni è, ad esempio, il “Cammino del Pensiero”, immerso nel verde di Lignano Riviera e nelle sue brevi strade ideate per mantenere il silenzio e la privacy delle case attorno. Nascosto tra pini e siepi private, questo percorso si sviluppa nelle “Calli” dedicate a personaggi dell’Arte, della Musica e della Letteratura, ai quali di tanto in tanto rimandano alcune scritte con pensieri e aforismi che danno ulteriori spunti per riflettere. Questa zona verde ma antropizzata di Riviera è dimora di diverse specie di animali, come il picchio rosso maggiore, lo scoiattolo rosso e le ghiandaie.
Per chi cercasse un’esperienza active alternativa, Lignano offre diversi e variegati contesti naturalistici e panoramici ideali per praticare Nordic Walking, la camminata sportiv effettuata con l’ausilio di bastoncini nata in Finlandia; una delle aree più indicate per questa attività è, ad esempio, la spiaggia di Pineta, dove si può passeggiare respirando lo iodio e ammirando il mare in totale serenità. Praticabile indipendentemente dal livello di preparazione, il Nordic Walking è adatto sia per gli sportivi alla ricerca di un allenamento completo sia per i più sedentari che vogliono riscoprire il piacere del movimento, permettendo così a tutti di prendersi cura di sè, circondati dai suggestivi paesaggi lignanesi.