Pasqua 2025: quali vini (e non solo) scegliere per il pranzo di Pasqua

Pasqua 2025: quali vini (e non solo) scegliere per il pranzo di Pasqua

La Pasqua si avvicina e la stagione si fa più calda. Ecco per voi alcuni suggerimenti dei vini da scegliere per il vostro tavolo della Pasqua.


Il Tralcio Metodo Classico. Annata 2021, sboccatura 2024. Birrificio del Forte (Pietrasanta, Lucca)  

Una birra artigianale è sempre un modo piacevole di iniziare il pasto, anche a Pasqua, ma che sia di qualità! Il Tralcio nasce dall’unione tra il mosto di malto d’orzo e il mosto di Sangiovese e con la tecnica del metodo classico, affina per 36 mesi sui lieviti. Una birra in stile IGA che regala una bevuta fresca ma complessa, che alterna note caramellate, mielate e speziate, che si accompagnano a freschi sentori agrumati.
Ottima come aperitivo, accompagna perfettamente anche gli antipasti di mare, i crudi di pesce e i formaggi stagionati. 


Franciacorta Docg Satèn millesimato. Corte Aura (Adro, Brescia)  

È metodo classico importante, questo Chardonnay affinato sui lieviti per 50 mesi, dalla grande cremosità, caratterizzato da un perlage finissimo. In equilibrio tra freschezza e morbidezza, non mancano le note più complesse della crosta di pane e frutta secca.
Perfetto all’inizio del pasto, con la classica torta salata di Pasqua, con un pâté in crosta ma anche su primi piatti con ragù bianco di pesce o con i funghi.


Maremma Toscana Sangiovese Doc Ovvìa 2019. Poggio Levante (Cinigiano, Grosseto) 

Prodotto da un unico vigneto a Montecucco, coltivato in regime biologico e con basse rese, Ovvìa affina per 18 mesi in botti ovali di rovere francese e in cemento e per un minimo di 5 mesi in bottiglia. Vino dal tannino morbido ed equilibrato, con i tipici sentori di viola mammola del Sangiovese che si fondono alle note balsamiche e speziate.
Si esprime al meglio con i sughi di carne e i secondi di cacciagione, per chiudere il pasto con una selezione di formaggi stagionati.


Rosso di Montalcino Doc. Collemattoni (Montalcino, Siena)

Un rosso giovane che esprime il carattere più spensierato del Sangiovese di Montalcino, attraverso l’espressione piacevole del frutto rosso e delle note floreali della violetta.
Affinato in botti di rovere, ha un tannino ben integrato e al palato risulta avvolgente.
Ottimo con i salumi, con i formaggi di media stagionatura e con i primi piatti con sughi leggeri.


Vermouth Rosé. Fattoria Sardi (Lucca)

Il Vermouth di Fattoria Sardi è realizzato utilizzando come base il vino rosé 13 Primavere, prodotto con uve Sangiovese, Syrah e Vermentino, a cui vengono aggiunte diverse erbe botaniche dell’Appennino toscano: assenzio, agrumi, cardamomo, corteccia di china, semi di coriandolo, chiodi di garofano, radice di genziana, maggiorana, salvia sclarea e sambuco.
Il gusto è amaricante, agrumato e speziato. Perfetto a fine pasto, servito con del ghiaccio e una scorza di arancia, ma anche come base per i cocktail.


Nacre Igt Toscana Vendemmia Tardiva. IViti Winery (Cortona, Arezzo)

Da uve Grechetto raccolte a novembre e fermentato in barrique, si apre nel bicchiere con un complesso ventaglio di frutta candita di albicocca, pesca e ananas e poi limone disidratato, fiori gialli, noce moscata, cannella, pepe bianco e miele di acacia.
Il gusto è morbido e la dolcezza del residuo zuccherino è ben compensata dalla buona acidità.
Da provare con i formaggi erborinati a fine pasto, con la pasticceria secca e con l’immancabile colomba pasquale.

 

 

 

 

 

I migliori posti dove fare barefoot in Italia

I migliori posti dove fare barefoot in Italia

Con l’arrivo della primavera e il risveglio della natura, cresce la voglia di liberarsi delle scarpe e riconnettersi con la terra praticando il barefooting, ovvero il camminare a piedi nudi che non è solo un modo per rilassarsi, ma un’esperienza sensoriale che permette di riscoprire il contatto autentico con la natura.
Se vi sentite pronti a slacciare, sfilare, liberarsi dalle scarpe e provare a camminare riappropriandosi del contatto con la terra, per vivere una passeggiata fuori dal comune, ecco i migliori percorsi e luoghi in Italia dove praticare il barefoot una filosofia e una pratica che dimostra da un capo all’altro del pianeta come camminare a piedi scalzi sia benefico, per il corpo e per la mente.
Avanzare passo dopo passo su un morbido prato, su una fredda roccia, tra il legname e i ruscelli di un bosco, fa stare bene, perché migliora la circolazione del sangue, la postura, rafforza i muscoli e dona un’innata sensazione di libertà.
Ecco allora  una lista di luoghi in Italia in cui praticare barefooting, con percorsi e guide per farlo al meglio, anche con i bambini.

Author zocchi2, Depositphotos

1 – Nella foresta dei violini del Parco Naturale Paneveggio (Trentino-Alto Adige)

Questo parco offre percorsi dedicati al barefooting, con sentieri morbidi tra muschio, legno e pietre levigate. Ideale per sperimentare diverse superfici e sentire la freschezza della foresta.
l Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, situato in Trentino-Alto Adige, è uno dei luoghi più suggestivi per sperimentare il barefooting grazie alla sua straordinaria varietà di paesaggi naturali. Questo parco, conosciuto anche come “Foresta dei Violini” per il suo pregiato legno di abete rosso usato nella liuteria, offre sentieri immersi nella natura perfetti per chi desidera camminare a piedi nudi e riscoprire il contatto diretto con la terra.
Esperienza Barefoot nel Parco Naturale Paneveggio
Nel parco esistono diversi percorsi sensoriali che permettono di sperimentare superfici naturali come:\n
Muschio soffice e tappeti di aghi di pino, ideali per una camminata rilassante. Terreno boschivo con foglie e radici che offrono un massaggio naturale ai piedi. Aree umide con piccoli ruscelli, dove immergere i piedi nell’acqua fresca di montagna.\n
Tronchi e pietre levigate, che stimolano la circolazione e migliorano l’equilibrio.Punti di Interesse per il Barefooting
Sentiero Marciò: Un facile percorso ad anello che attraversa la foresta di Paneveggio, passando per ponti in legno e zone ricche di muschio. Lago di Paneveggio: Un luogo incantevole dove è possibile camminare scalzi sulla riva e rinfrescarsi nell’acqua cristallina.Torrente Travignolo: Perfetto per immergere i piedi e godere di una sensazione di freschezza e benessere.\n

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2 – Sul Monte Baldo in uno dei primi parchi dedicati (Veneto)

Un vero e proprio percorso sensoriale studiato per chi vuole provare l’emozione di camminare scalzo su differenti materiali naturali come sabbia, ghiaia e tronchi d’albero.
Barefoot Park – Parco del Monte Baldo, situato in Veneto, è uno dei primi parchi in Italia dedicati interamente al barefooting. Immerso in un ambiente naturale mozzafiato, offre un’esperienza unica per chi vuole riscoprire il contatto con la terra attraverso percorsi sensoriali studiati per stimolare i piedi e migliorare il benessere psicofisico.
Cosa Trovi nel Barefoot Park del Monte Baldo?
Il parco offre un percorso a piedi nudi immerso nella natura con una varietà di superfici naturali, tra cui:
Terra morbida e argilla, ideale per una sensazione rilassante e un massaggio naturale ai piedi.
Ciottoli e pietre lisce, per stimolare la circolazione e rafforzare la pianta del piede.
Tronchi in legno, per migliorare l’equilibrio e la propriocezione.
Muschio e aghi di pino, che donano una piacevole sensazione di freschezza sotto i piedi.
Zone fangose e pozze d’acqua, perfette per un’esperienza rilassante e rigenerante.
Il percorso è adatto a tutti, dai bambini agli adulti, ed è un’attività perfetta per stimolare i sensi e ridurre lo stress in un ambiente naturale straordinario.

Author Krinaphoto, depositphotos

3 – Fresche acque nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (Toscana-Emilia Romagna)

Immerso in una natura incontaminata, questo percorso è perfetto per chi vuole camminare a piedi nudi lungo il morbido suolo dei boschi, tra felci e ruscelli d’acqua fresca.
Il Sentiero delle Sorgenti, situato nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, è uno dei luoghi più suggestivi in Italia dove sperimentare il barefooting. Questo percorso immerso nella natura offre un’esperienza sensoriale unica, permettendo di camminare a piedi nudi su superfici naturali, tra boschi secolari e sorgenti cristalline.
Caratteristiche del Sentiero delle Sorgenti
Il sentiero attraversa uno degli ecosistemi più ricchi e incontaminati d’Italia, caratterizzato da faggi, querce, castagni e aceri, oltre a una fauna variegata con cervi, lupi e aquile reali. Il percorso barefoot si sviluppa lungo un sentiero naturale che tocca diverse sorgenti e corsi d’acqua purissimi, offrendo superfici variegate per stimolare i piedi e i sensi.

Author ChiccoDodiFC, depositphotos

4 – La suggestiva spiaggia dei Conigli, isola di Lampedusa (Sicilia)

Per chi ama il barefoot sulla sabbia, questa spiaggia è una delle più belle d’Italia. Sabbia soffice e mare cristallino rendono ogni passo un’esperienza rigenerante.
L’Isola dei Conigli, situata al largo della costa di Lampedusa, è una delle spiagge più spettacolari d’Italia e un luogo ideale per praticare il barefooting. Qui, la natura incontaminata, la sabbia finissima e le acque cristalline creano un ambiente perfetto per un’esperienza sensoriale unica a piedi nudi.
Perché Fare Barefooting all’Isola dei Conigli?
L’Isola dei Conigli è famosa per la sua sabbia dorata e soffice, che rende la camminata a piedi nudi un vero piacere. Inoltre, l’assenza di infrastrutture artificiali preserva l’ambiente naturale, offrendo un’esperienza autentica e rigenerante.

5 – Acque e prati alpini in Valle d’Aosta

Un itinerario che si snoda tra corsi d’acqua e prati alpini, ideale per provare la sensazione di freschezza dell’erba umida e il massaggio naturale dei ciottoli di fiume.
l Sentiero delle Acque, situato nella suggestiva Valle d’Asta, è un luogo perfetto per praticare il barefooting, grazie alla sua combinazione di superfici naturali, corsi d’acqua cristallini e un ambiente incontaminato. Camminare a piedi nudi lungo questo percorso è un’esperienza sensoriale unica, che permette di riconnettersi con la natura e beneficiare delle proprietà rigeneranti dell’acqua.

6 – Nel bosco di Sant’Antonio (Abruzzo)

Un’antica foresta con sentieri coperti di foglie, perfetta per chi vuole una passeggiata sensoriale in totale relax e immerso nei suoni della natura.
Il Bosco di Sant’Antonio, situato in Abruzzo, è uno dei luoghi più suggestivi dove praticare il barefooting. Si tratta di un’antica foresta, un tempo considerata un bosco sacro, che oggi offre sentieri naturali perfetti per camminare a piedi nudi, immergendosi nella bellezza incontaminata della natura.

7 – Oasi di Ninfa (Lazio)

Uno dei giardini più suggestivi d’Italia, dove passeggiare scalzi tra prati fioriti e sfiorare le acque limpide del fiume che attraversa il parco.

8 – Le bellezze della riserva naturale di Torre Guaceto (Puglia)

Tra sabbia fine e percorsi sterrati lungo la costa, questa riserva offre un ambiente perfetto per camminare a piedi nudi e assaporare la brezza marina.

Author erix2005, depositphotos

9 – La spiaggia più bella d’Italia, a Chia (Sardegna)

La sabbia bianca e luminosa della spiaggia eletta dalla Guida Blu di Legambiente la più bella d’Italia, a Chia (Cagliari), è un paradiso da guardare e da calpestare.
Le dune rendono selvaggio il paesaggio, tra piante di mirto ed elicriso, i cui profumi sollevati dal vento baciano il mare, cristallino, dalle sfumature smeraldo.
Sulla spiaggia di Su Giudeu si cammina senza scarpe e si passa su 4 terreni diversi: il giardino all’inglese che circonda la struttura, la passerella di legno che attraversa il parco di morbide dune, sullo stagno rifugio per i fenicotteri rosa, le sabbie bianche ed immacolate e poi, il mare. 

10 – Come San Francesco nella tenuta di un castello (Umbria)

Spiritualità, il paesaggio umbro, gli eremi, il potere della natura che scorre sotto i piedi, sul Percorso Francescano per la Pace, che collega Gubbio con Assisi.
Passa vicino al Castello di Petroia (Perugia), storico maniero medievale, che si erge su grandi vallate, tra boschi e pascoli. Dal castello, in cui è possibile soggiornare come nobili signori, si possono godere dei benefici dei piedi scalzi a partire dalla piscina circondata da uliveti e poi addentrarsi lungo i sentieri che percorrono la tenuta.
Un universo naturale, come quello attraversato da San Francesco, rigorosamente a piedi scalzi. 

Consigli per una Perfetta Esperienza Barefoot

  • Inizia gradualmente: se non sei abituato, prova prima su superfici morbide come erba o sabbia.
  • Scegli i percorsi adatti: evita zone con sassi appuntiti o terreni poco sicuri.
  • Ascolta il tuo corpo: camminare scalzi stimola la circolazione e migliora l’equilibrio, ma fai attenzione se avverti fastidi.
  • Porta con te un paio di scarpe leggere: in caso di necessità, è sempre utile avere un’alternativa.

Che tu sia un esperto del barefooting o un principiante curioso, l’Italia offre tantissimi luoghi ideali per questa pratica. Togliti le scarpe, respira profondamente e lasciati guidare dai tuoi sensi alla scoperta di un nuovo modo di vivere la natura!

 

 

 

Maxi-ponte di Primavera 2025: la Toscana è la meta rurale più amata

Maxi-ponte di Primavera 2025: la Toscana è la meta rurale più amata

Condensare in pochi giorni quante più attività possibili o prendersi tutto il tempo per assaporare ogni esperienza con calma?
In vista del ponte primaverile più lungo
della storia – un’occasione perfetta per una vacanza lenta, immersa nella natura – un noto portale di prenotazione appartamenti in collaborazione con YouGov, ha condotto un sondaggio che conferma la crescente preferenza dei viaggiatori per lo slow tourism, caratterizzato da ritmi rilassati e attività legate al territorio.
In particolare, secondo il sondaggio un toscano su quattro (27%) dichiara di voler
adottare un ritmo più lento durante le proprie esperienze di viaggio, sia in famiglia che con amici, e la Pasqua 2025 si conferma il momento ideale per farlo.


Oltre il 40% dei toscani sceglie un soggiorno slow nella propria regione

Ma quali sono le mete più ambite per un soggiorno slow nel 2025?
Secondo i dati di YouGov, il
43% dei toscani sceglierà di rimanere nella propria regione, approfittando delle meraviglie naturali e culturali della Toscana. Dalle dolci colline della Val d’Orcia ai borghi affascinanti dell’entroterra, questa regione offre un mix perfetto di paesaggi, storia e tradizioni per chi
desidera rallentare il ritmo e godersi un’esperienza autentica.
Tuttavia, molti toscani guardano anche oltre i confini regionali: il 24% indica il Trentino come meta ideale per un viaggio lento, attratti dalle sue incantevoli località montane, come Vigo di Fassa e Mezzano, dove la natura incontaminata e il benessere si fondono armoniosamente.
Al
terzo posto si trova l’Umbria, scelta dal 22% dei toscani per i suoi borghi medievali, le bellezze naturali e l’atmosfera raccolta, perfetta per un soggiorno all’insegna della tranquillità.

Agriturismo in Toscana

Slow Tourism: la tendenza ricercata anche dai toscani

Rallentare per assaporare ogni momento del viaggio sta diventando una vera e propria filosofia, al punto che più della metà dei toscani (52%) prova una sensazione spiacevole di sopraffazione nel tentativo di visitare troppe attrazioni in un breve periodo, dato in rialzo rispetto alla media nazionale la cui percentuale si ferma al 49%.
Per una buona fetta della
popolazione italiana infatti, un eccessivo accumulo di tappe e attività in un unico viaggio, genera stress e affaticamento, trasformando quello che dovrebbe essere un momento di
piacere in una corsa contro il tempo.
Ma quali sono i vantaggi legati allo slow travel?
Secondo il sondaggio spicca la possibilità di
arricchire l’esperienza di viaggio, come riconosce l’82% dei toscani. Inoltre, questa tipologia di soggiorno rappresenta per il 79% dei viaggiatori un’opportunità per trascorrere tempo di qualità con amici o familiari. Anche l’autenticità gioca un ruolo chiave, con sempre l’82% dei toscani che la considera un elemento indispensabile per un viaggio davvero soddisfacente; per il 74% degli intervistati poi, il viaggio lento è una vera terapia contro lo stress, che permette di riscoprire uno stile di vita più semplice e rilassato.


La Toscana, principale destinazione rurale 2025

Analizzando i dati nazionali, inoltre, emerge proprio la Toscana nella top 3 delle mete rurali che spopoleranno nel 2025, indicata dal 27% degli italiani intervistati per un viaggio slow, insieme a Sicilia (24%) e Sardegna (23%).
Celebri per il patrimonio culturale e artistico, la
Toscana si conferma una meta sempre più in voga, capace di attirare un pubblico interessato alle tradizioni, agli usi e ai costumi dell’entroterra, oltre che alle bellezze naturali
che attirano sempre più viaggiatori in cerca di esperienze autentiche e immersive.
Le
destinazioni rurali sono quindi in cima ai pensieri degli utenti italiani, lo confermano anche i dati nazionali secondo i quali quasi 1 notte su 2 (47%) risulta prenotata in luoghi extraurbani dove optare per soggiorni all’insegna della disconnessione dalla routine e dei ritmi lenti.

Salar de Uyuni, Bolivia: come visitare il deserto di sale più grande del mondo

Salar de Uyuni, Bolivia: come visitare il deserto di sale più grande del mondo

Nel cuore della Bolivia, a 3.650 metri sulle Ande, esiste un luogo magico dove cielo e terra si fondono in uno spettacolo impossibile da replicare: il Salar de Uyuni, il più grande specchio naturale del mondo.

Author pocholocalapre@, Depositphotos

Dove il cielo incontra la terra, nasce la meraviglia

Immagina un paesaggio che sembra uscito da un sogno: una distesa bianca infinita, geometrie naturali perfette, riflessi che annullano l’orizzonte.
Siete al Salar de Uyuni, nel cuore della Bolivia, il più vasto deserto di sale al mondo che si estende per oltre 10.582 km², un luogo sospeso tra cielo e terra dove ogni passo è un’esperienza sensoriale.
Un deserto che nasconde un segreto che si rivela solo durante la stagione delle piogge.
L’acqua trasforma questa distesa salata, eredità dell’antico lago preistorico Minchin, in uno specchio perfetto, creando un effetto ottico che fa sparire l’orizzonte. Chi lo visita ha l’impressione di camminare tra le nuvole, in un mondo dove il confine tra cielo e terra non esiste più.
La natura, ancora una volta, ci dimostra come la realtà possa superare qualsiasi immaginazione. Il Salar de Uyuni rimane lì, testimone silenzioso di come un semplice fenomeno naturale possa trasformare un antico letto di lago nel più grande specchio del pianeta.

Author pikselstock. Depositphotos

Una delle poche meraviglie naturali del Sud America

Situato a oltre 3.600 metri di altitudine, nell’altopiano boliviano, il Salar de Uyuni è ciò che resta di un lago preistorico evaporato migliaia di anni fa.
Oggi è una delle meraviglie naturali più spettacolari e visitate del Sud America.
La stagione migliore per visitarlo è durante la stagione secca (maggio-ottobre) quando
la superficie si presenta come una grande lastra esagonale bianca, perfetta per giochi prospettici e trekking nel nulla.
Durante la stagione delle piogge (novembre-aprile) si presenta invece
con pochi centimetri d’acqua. E’ in questa occasione che il salar diventa uno specchio gigante che riflette il cielo: un’esperienza quasi mistica.

Isla Incahuasi nel Salar de Uyuni, Bolivia. Author kamchatka per Depositphotos

Cose da vedere e da fare…

Un’esperienza unica che rimane nella vita. Ecco allora alcune cose da vedere e da fare assolutamente.
Camminare sul sale: le formazioni a celle esagonali sono uno spettacolo unico. F
otografie surreali: il paesaggio permette giochi ottici incredibili, perfetti per scatti creativi. Visitare Isla Incahuasi: un’isola nel deserto di sale popolata da cactus giganti millenari. Alloggiare in un dogli hotel di sale: interamente costruiti con blocchi di sale, regalano un’esperienza indimenticabile. Esplorare le lagune colorate di fenicotteri
Da segnalare che questo luogo magico è visibile dallo spazio e spesso usato per la calibrazione dei satelliti. Inoltre è una delle maggiori riserve di litio del pianeta.
Per arrivari da La Paz o Sucre si arriva con voli interni fino a
Uyuni da dove si prosegue in autobus o treno, opzioni più economiche ma meno rapide.
Perché andarci?
Semplicemente perchè pochi luoghi al mondo sanno offrire una simile combinazione di silenzio, immensità, luce, magia e sorpresa.
Il Salar de Uyuni è un viaggio nel tempo e nello spazio: uno di quei posti da vedere almeno una volta nella vita.

DiVinNosiola 2025: un viaggio tra vino, cultura e tradizione in Trentino

DiVinNosiola 2025: un viaggio tra vino, cultura e tradizione in Trentino

Tutto pronto per DiVinNosiola, l’evento che celebra la Valle dei Laghi attraverso la sua storia, i suoi sapori
e il suo fiore all’occhiello: la Nosiola, unico vitigno autoctono del Trentino a bacca bianca. Ad attendere i
visitatori un ricco programma tra cultura, degustazioni guidate, trekking nella natura del Garda Trentino e,
per la prima volta, un inedito tour in trenino tra le cantine: per scoprire l’unicità del Vino Santo Trentino
DOC, presidio Slow Food e del Vino Nosiola.


Il gioiello della Valle dei laghi

L’aria si riempie della dolcezza dell’uva passita, che regala un assaggio degli inebrianti sapori di questo
territorio, e che è presto seguita dalle note aromatiche del Vino Santo, indiscusso protagonista dell’evento
celebrativo dei gioielli enogastronomici della Valle dei Laghi. DiVinNosiola torna ricco di novità con la sua
quindicesima edizione, dal 12 al 26 aprile: un’occasione unica per immergersi in un’antica tradizione
vitivinicola-enologica fatta di gesti pazienti e saperi tramandati, dove ogni bottiglia racchiude il respiro
della terra e il tempo lento della trasformazione.
Incantevole territorio del Garda Trentino, adagiato tra il Lago di Garda e Trento, antico alveo del fiume
Adige e oggi oasi naturale dove il turchese dei laghi abbraccia il verde dei rigogliosi frutteti e vigneti, la
Valle dei Laghi fa da suggestivo sfondo ad un evento dedicato alla sua identità così intimamente legata
alla produzione di due tipologie di vinificazione della Nosiola, unico vitigno storico-autoctono del Trentino a
frutto bianco.
Si tratta del fresco e delicato Vino Nosiola, con un aroma elegantemente fruttato che ricorda

le nocciole appena colte, e del pregiato Vino Santo Trentino DOC, presidio Slow Food, che si distingue
per eleganza e complessità aromatica con le sue raffinate dolci note di miele, albicocca e spezie.
Autentico vino da meditazione, quest’ultimo è conosciuto anche come il “passito dei passiti”, grazie al suo
lungo e meticoloso processo di produzione.
Le uve Nosiola vengono lasciate ad appassire naturalmente
per mesi sui graticci, chiamati aréle in dialetto locale, accarezzate dal costante soffio del vento che scende dalle Dolomiti del Brenta e dall’“Ora del Garda”, la brezza gentile che dal Lago di Garda attraversa la Valle dei Laghi. A renderlo unico è lo sviluppo all’interno dei grappoli di muffe nobili, che favoriscono una straordinaria concentrazione zuccherina, donando al vino un sapore inconfondibile.
Questo patrimonio culturale è mantenuto vivo con determinazione dall’Associazione Vignaioli Vino Santo
Trentino DOC che riunisce sei aziende agricole, ognuna delle quali lo interpreta con uno stile unico ed
inconfondibile. Tanti gli appuntamenti per riscoprirlo, a cominciare dall’imperdibile Rito della spremitura,
previsto per sabato 12 aprile, un evento collettivo che da tempo immemore riunisce la comunità durante la
Settimana Santa per il simbolico passaggio dall’appassimento alla vinificazione. E ancora, per conoscere
a fondo il Vino Santo ed il Vino Nosiola, imperdibili le degustazioni guidate come “Gustodivino” e la
masterclass “Passione Passito”, entrambe con la partecipazione del celebre sommelier Giuseppe Carrus
di Gambero Rosso.

Panorama della Valle dei Laghi

Il programma nel dettaglio

Il ricco programma prevede inoltre: un nuovo itinerario in carrozza a bordo del Nosiola Express, il Trenino del Vino Santo con inedite visite alle cantine in compagnia dei vignaioli, impreziosite dalle prelibatezze preparate dagli chef dell’Alleanza Slow Food; momenti dedicati ad arte, spettacolo e musica, e piacevoli escursioni enoturistiche, tra cui un esclusivo trekking dedicato alla biodiversità con attività di foraging, per scoprire gli angoli più suggestivi del territorio tra castelli, laghi, prati e vigneti.

Degustazioni

Dal Rito della Spremitura alla tavola: degustazioni che raccontano una storia di eccellenza
Ad inaugurare questa quindicesima edizione sarà proprio il Rito della Spremitura, che avrà luogo presso
l’Azienda Agricola F.lli Pisoni di Pergolese, sabato 12 aprile, in collaborazione con la Confraternita della
Vite e del Vino di Trento. Una straordinaria occasione d’incontro che racconta di tradizioni collettive e
sapori condivisi che permette di assistere al rituale passaggio dall’appassimento alla vinificazione del Vino
Santo, frutto di lavoro, tempo e dedizione, nonché prezioso simbolo del territorio.
Giovedì 17, presso il Palazzo Roccabruna di Trento, si terrà la Masterclass “Dalla Nosiola al Vino
Santo”, con Aurora Endrici, esperta in comunicazione del vino e Francesco Gubert, esperto di
produzioni casearie, scrittore e divulgatore. L’Enoteca provinciale del Trentino ospiterà i partecipanti
perché possano scoprire le numerose declinazioni del vitigno bianco della Nosiola e del Vino Santo
Trentino DOC. Tre annate di Vino Santo e tre Nosiola saranno abbinate, durante la degustazione, a
formaggi di capra degli allevatori biologici del Biodistretto della Valle dei Laghi, per assaporare appieno
questo territorio.
Giovedì 24, presso l’Antica Distilleria Giovanni Poli di S.Massenza, in compagnia del sommelier Giuseppe
Carrus di Gambero Rosso e vicecuratore della guida Vini d’Italia, si terrà la Masterclass “Passione
Passito”, un affascinante percorso tra storia, profumi e sapori del Vino Santo Trentino, nel quale
degustare sei annate storiche di questa prelibatezza -una per ogni cantina che lo produce-; presso
l’Azienda Agricola Francesco Poli di Santa Massenza avrà luogo in serata “Gustodivino”, un viaggio
enogastronomico d’autore tra i vini Nosiola, Vino Santo e cucina trentina interpretata creativamente dallo
chef Walter Miori. In un’atmosfera informale ed amichevole, aperta sia agli estimatori che ai curiosi, i
vignaioli proporranno un’esperienza del gusto inedita, raccontando la versatilità dell’autoctona Nosiola.
L’abbinamento dei vini con i piatti sarà nuovamente raccontato da Giuseppe Carrus.
Lunedì 21 e sabato 26 aprile, ancora, le cantine del territorio di Santa Massenza aprono le loro porte in occasione di “Di Cantina In Cantina”, un’occasione imperdibile per degustare il vino vicino ai vitigni che lo
fanno nascere, facendosi coinvolgere dai racconti dei vignaioli che lo producono, e sentendosi, così, parte
di una tradizione secolare.

Esperienze

Ogni sorso un’esperienza: ecco quali vivere per l’occasione.
Quest’anno, un’entusiasmante novità per scoprire i segreti della produzione vinicola: il 21 e il 26 aprile, il
Nosiola Express – Il trenino del VinoSanto porterà gli ospiti in un evocativo e suggestivo viaggio in quattro
tappe per sei cantine dove conoscere i protagonisti dell’Associazione Vignaioli del Vino Santo Trentino, le
loro realtà ed i loro vini, sempre accompagnati da piatti della tradizione trentina preparati dai cuochi
dell’Alleanza Slow Food. Il percorso ad anello, con partenza e ritorno a Sarche, permetterà di assaporare
delizie locali ma anche di ammirare bellezze storiche come Castel Toblino e Castel Madruzzo, alcuni
piccoli borghi, i laghi di Toblino e S. Massenza ed i coltivi della Nosiola, accompagnati da un’esperta guida
del territorio.
Tre sono poi le iniziative in programma per L’arte in Vigna, un’esperienza di interpretazione del vino dagli
echi classici attraverso teatro e musica.
Sabato 12, al termine del Rito della Spremitura, si potrà deliziarsi
con “Il vino e la musica” con I gemelli della Fisarmonica, che abbineranno al vino arrangiamenti di brani
tradizionali in uno spettacolo tra le vigne capace di evocare emozioni e stimolare tutti i sensi.
Sabato 19
dalle ore 16:00, alla Casa Caveau del Vino Santo a Padergnone, il coro della Valle dei Laghi si esibirà in Nosiola in Note, un momento musicale a partecipazione gratuita che unisce canti della tradizione popolare a momenti di degustazione di Nosiola e prodotti locali.
Venerdì 25, invece, presso l’Azienda Agricola
Francesco Poli di Santa Massenza, la Compagnia SupernovaK sarà protagonista di “Il vino e il teatro” con “La bottiglia in campo”, degustazione sceneggiata di una bottiglia di vino nel suo vigneto. Una dilettevole escursione tra le vigne con degustazione sensoriale accompagnata dagli attori della compagnia, che delizieranno i partecipanti con racconti ricchi di curiosità e metafore.

Escursioni

Il vino a passo lento: tutte le escursioni in programma. Ricco è il programma di Cammini diVini, escursioni enoturistiche che esploreranno i suggestivi angoli della Valle dei Laghi per scoprire borghi, castelli, laghi e attraversare i vigneti per conoscere e toccare con mano le uve caratteristiche della zona. Ogni passo sarà arricchito da curiosità enogastronomiche locali, visite a cantine vinicole e degustazioni immerse in un paesaggio mozzafiato.
Sabato 12 aprile il Cammino tra coltivi e chiesette, trekking guidato che parte da Ponte Oliveti e arriva a
Pergolese, percorre un sentiero tra i coltivi della Nosiola fino a raggiungere la Chiesetta dei Santi Mauro
Grato e Giocondo. Raggiunto Calavino ed esplorate le vigne, ci si addentrerà nel bosco fino alla Chiesetta
di San Siro, che sarà possibile visitare, e dove ci si fermerà per la pausa dedicata al pranzo al sacco. Una
volta terminato, si riprende la camminata per percorrere un tratto della strada romana e raggiungere la
Cantina F.lli Pisoni. Segue il Rito della Spremitura.
Domenica 13, invece, si terrà Slow Food Truck, una passeggiata con partenza dal Lago di Cavedine in
compagnia del naturalista Stefano Mayr, esperto del territorio: per scoprire la biodiversità locale e
raccogliere le erbe spontanee della zona. Si raggiungerà poi il vigneto Belvedere dove si incontrerà il
vignaiolo Giuseppe Pedrotti. Tornati in cantina, il cuoco Paolo Betti proporrà uno show cooking per
imparare ad utilizzare le erbe raccolte; si potranno, così, gustare tutte le specialità, accompagnate da un
calice di Nosiola.
Sabato 19 si potrà andare alla scoperta di una curiosa tradizione grazie a Lungo il sentiero etnografico
della Nosiola, una suggestiva camminata con partenza da Casa Caveau di Padergnone, per percorrere un
anello alla scoperta di questa varietà autoctona. Una volta tornati a Casa Caveau, si partecipa al rito
dell’aspersione, tradizione popolare laica in cui gli occhi vengono bagnati con gocce di Nosiola come
gesto benaugurante per la stagione agricola in partenza.
Il cammino dell’acqua, venerdì 25, partirà dalla Centrale Idroelettrica di S. Massenza, borgo gioiello della
Valle dei Laghi noto per i suoi distillati. Il suggestivo itinerario lungo il lago che si immette nel sentiero
della Roggia di Calavino racconta il legame indissolubile tra il paese e la sua acqua, e non manca di un
tratto tra i vigneti della Nosiola. Arrivati alla Cantina, si assisterà allo spettacolo “La bottiglia in campo”
dove degustare la Nosiola e il Vino Santo.

 

“Formaggio in Villa” 2025: Cittadella diventa la capitale italiana del formaggio artigianale

“Formaggio in Villa” 2025: Cittadella diventa la capitale italiana del formaggio artigianale

Dall’11 al 14 aprile, Cittadella (Padova) si trasforma in un vero e proprio villaggio del formaggio, dove Dop, rarità e innovazioni si incontrano nel cuore medievale del Veneto.
In programma le Semifinali del Premio Italian Cheese Awards 2025, con i visitatori chiamati a votare i formaggi in concorso. Non perdete l’area dedicata all’Abruzzo in Piazza Scalco, con i suoi formaggi, salumi e vini dell’Enoteca Regionale, e le esclusive Masterclass con assaggi di formaggi italiani e internazionali. Da scoprire anche il Salone dell’Alta Salumeria, con le migliori specialità norcine, e le novità di quest’anno: gli Show Lab e l’aperitivo musicale tutti i giorni dalle 18:30.


L’appuntamento irrinunciabile per chi ama i formaggi

Nella cornice delle mura medievali di Cittadella (Padova) la 13ª edizione di Formaggio in Villa, l’appuntamento irrinunciabile per gli appassionati del formaggio artigianale italiano.
Quattro giorni per immergersi in un universo di sapori dove oltre 170 espositori da tutta Italia presenteranno le loro eccellenze, dai grandi classici Dop alle più innovative creazioni casearie.
11 Masterclass per conoscere (e assaggiare) i formaggi.
Un viaggio sensoriale tra le eccellenze italiane e internazionali, dalla Grecia alla Svizzera, passando per i formaggi trappisti del Belgio. Approfondimenti degustazioni guidate tra abbinamenti inediti, come Asiago DOP, vini macerati e in anfora  (sabato 12 aprile ) o Asiago DOP e Gin&Tonic (domenica 13 aprile). Formaggi premiati abbinati a diverse tipologie di sidro, a vini e a birre artigianali
Le Masterclass si terranno nei suggestivi locali della Torre di Malta, vicino all’ingresso di Porta Padova, e avranno una durata di 60 minuti.


La semifinale del premio e la mostra mercato per le vie del centro

Torna anche quest’anno l’atteso Italian Cheese Awards, giunto alla semifinale, che celebra i migliori formaggi d’Italia.
Durante l’evento, il pubblico potrà partecipare alle degustazioni libere dei 100 formaggi pronti per essere assaggiati e votati! Un’occasione per diventare giudici e scoprire i futuri campioni del panorama caseario.
Oltre 170 espositori da ogni regione, centinaia di formaggi in degustazione e una selezione dei migliori prodotti premiati al concorso nazionale Italian Cheese Awards.
Tra questi, spiccano il pluripremiato Maimone del Caseificio Erkiles della Sardegna, il Tomone d’Alpeggio del Piemonte, il Morlacco del Grappa del Caseificio Montegrappa, il Caciocavallo de “Il Parco delle Bontà” Caggiano Summo della Basilicata, lo Squacquerone di Romagna DOP della Latteria Sociale di Cesena, la Mozzarella di Bufala Campana DOP del Caseificio Il Casolare, la Burrata del Caseificio Artigiana di Puglia, l’Asiago DOP Stravecchio del Caseificio Pennar di Asiago, il Fiore Sardo DOP di Salvatore Bussu, l’Asiago DOP fresco e lo Stracchino del Caseificio San Rocco, il MonteLupo del Caseificio La Casara di Roncolato, il Branzi e lo Stracchino all’antica di Latteria Branzi, il Brenta Selezione Oro di Latterie Vicentine, lo Stagionato oltre 24 mesi de I Sapori delle Vacche Rosse, il Parmigiano Reggiano DOP di Brugnoli F.lli, l’Annutolo de La Tenuta Bianca, il Caciocavallo Silano del Caseificio Posticchia Sabelli e il Gregoriano dell’Azienda Agricola Gregorio Rotolo. Questi e tanti altri formaggi che hanno scritto la storia dell’eccellenza casearia italiana.


Le novità 2025: Show Lab e non solo

Quest’anno l’evento si arricchisce con gli Show Lab, dove i migliori produttori si trasformano in chef per creare piatti gourmet dal vivo, dimostrando come la tradizione possa incontrare la creatività..
In via Indipendenza, fronte Palazzo del Municipio, vi aspetta l’appuntamento giornaliero con l’aperitivo musicale per brindare e finire in bellezza le giornate gustose di Formaggio in Villa!
“Formaggio in Villa 2025” non è solo formaggi. L’evento offre anche un viaggio tra salumi d’eccellenza, birre artigianali, vini pregiati e specialità regionali. Da non perdere l’area dedicata all’Abruzzo, con le sue prelibatezze culinarie e i vini presentati presso l’Enoteca Regionale.
Per i visitatori che desiderano concedersi una pausa golosa, “Formaggio in Villa” propone un’ampia selezione di piatti e specialità regionali. Tra le proposte di somministrazione, spiccano i primi piatti gustosi del Pastificio Bragagnolo, gli Arrosticini abruzzesi, la Crescia marchigiana, il Risotto con i formaggi, i Tortellini di Valeggio, il Caciocavallo impiccato e tante altre delizie che celebrano la tradizione culinaria italiana.
L’ingresso alla manifestazione è gratuito.
Il programma completo su  www.formaggioinvilla.it

Conoscere Cittadella

Situata in provincia di Padova è una splendida città fortificata risalente al 1220 che è stata un importante avamposto militare della Repubblica di Venezia.
La sua principale attrazione è la cinta muraria medievale perfettamente conservata (uno dei pochi esempi del genere in Europa) che si può percorrere grazie a un suggestivo camminamento di ronda panoramico lungo circa 2 km.
Da vedere oltre le mura tutte percorribili Porta Bassanese: l’ingresso principale alla città, con il museo che racconta la storia della fortificazione; il duomo costruito tra il ‘700 e l’800 che ospita opere d’arte di grande pregio; il Teatro Sociale un elegante teatro ottocentesco ancora attivo e Palazzo Pretorio storico edificio che ospita eventi e mostre.