Apr 2, 2025 | Enogastronomia
Florence Cocktail Week torna a Firenze per diffondere la cultura del Bere Consapevole e Responsabile e valorizzare la Miscelazione di Qualità di tutta la Toscana nei migliori 60 Cocktail Bar e Bar d’Hotel di Firenze.
L’edizione 2025 della kermesse ideata e diretta da Paola Mencarelli con il Patrocinio del Comune di Firenze e il supporto della Fondazione Destination Florence si terrà nel capoluogo Toscano dal 7 al 13 aprile 2025, con una sette giorni di eventi diffusi che vanno a mettere in primo piano la mixology d’autore cittadina, regionale e italiana, i suoi professionisti e i suoi giovani talenti.
Lo schema principale è quello degli anni precedenti e delle altre Italian Cocktail Weeks by Paola Mencarelli. Una settimana in cui conoscere i principali cocktail bar della città tramite Cocktail List esclusive FCW, ma anche con eventi diffusi, masterclass e tasting di prodotti, presentazioni e guest shift con ospiti italiani e internazionali.

Dal brunch alla night shift
“Se Italian Cocktail Weeks, con Florence Cocktail Week, Tuscany Cocktail Week, Venice Cocktail Week, Cortina Cocktail Weekend e Amalfi Coast Cocktail Week, è diventato un brand, è grazie alla stessa Firenze, la città dove tutto é nato nel 2016, al supporto di realtà importanti come l’Hotel Four Seasons e Locale, che per primi hanno creduto nella manifestazione, e all’entusiasmo di tutti i bartender che negli anni vi hanno preso parte” Racconta Paola Mencarelli. “Per mantenere viva l’energia e la curiosità mi piace rivedere sempre il format stesso, introducendo novità e modificando i punti che con il passare del tempo potrebbero diventare monotoni. Per dar vita a appuntamenti unici e stimolanti è importante seguire e anticipare le tendenze, delineando così nuovi spunti per i professionisti del settore e il grande pubblico.”
FCW è un evento sartoriale quindi, con diversi punti in comune con le altre ICW che nel 2025 si focalizza sulle peculiarità della community locale e il talento dei bartender della città di Firenze e di tutta la Toscana, scoprendo i cocktail creati ad hoc per la manifestazione attraverso un itinerario che comprende le 60 insegne partecipanti + 1 Special Coming Soon.

Sette giorni di eventi
Florence Cocktail Week è una sette giorni ricca di contenuti per appassionati, conoscitori e professionisti del settore. Cocktail List dedicate, Masterclass, Brunch, Aperitivi, Pop-Up Bar Tuscany Cocktail Week e Italian Cocktail Weeks e Guest Shift con Ospiti Locali, Nazionali e Internazionali; oltre a iniziative culturali, attività ricreative ed experience indirizzate ad un pubblico di neofiti e pensate per avvicinare il grande pubblico alla mixology attenta e di qualità.
Visto il successo avuto a Settembre 2024 in Campania durante Amalfi Coast Cocktail Week, Paola Mencarelli ha deciso di portare anche a Firenze la formula dei Pop-Up Bar regionali.
I Cocktail Bar e i Bar d’Hotel FCW25 ospiteranno i Pop-Up Bar dei più importanti Cocktail Bar e Bar d’Hotel Tuscany Cocktail Week, ma anche delle gemelle Venice Cocktail Week e Amalfi Coast Cocktail Week, per dare vita a una vera e propria ICW Reunion.
Torna a Firenze “Young Guest Bartender”, l’iniziativa nata nel 2023 per dar voce alle nuove generazioni di Bartender, coinvolgendo i giovani bartender under 25 in GUEST che li vede protagonisti dietro al bancone – da soli o accanto alle star della miscelazione – dei cocktail bar FCW25.

In risalto la figura del resident bartender
Novità assoluta di FCW25 l’introduzione dell’iniziativa “Barkeeper FCW” per dare risalto ai resident Bartender di ogni Cocktail Bar.
In giorni e orari specifici sarà possibile incontrare i protagonisti della mixology cittadina dietro al proprio bancone, per scoprire i segreti delle creazioni FCW25 e vivere un’esperienza più intima con l’anima del bar.
Florence Cocktail Week vuole così accendere i riflettori sulle insegne del luogo, dando a tutti la possibilità di conoscere le diverse strutture e l’expertise dei barman stessi, che attraverso le loro creazioni promuovono la cultura del bere responsabile e di qualità e l’interazione fra cliente e operatore.
Dopo 7 edizioni FCW è arrivata ad avere 60 cocktail bar partecipanti, un segnale importante sia per la community fiorentina che per la kermesse stessa. L’introduzione dei nuovi locali FCW25 è come sempre sottolineata in tutti i canali di comunicazione della manifestazione, ma nel 2025 è stato messo in evidenza anche l’anno da cui ogni singola insegna partecipa, un modo per rendere onore ai cocktail bar stessi e per ricostruire la storia della manifestazione attraverso i suoi protagonisti.
L’importanza ai resident Bartender fiorentini è stata data anche a livello di comunicazione con i consueti ritratti della fotografa ritrattista Veronica Gaido, con fotografie uniche e dal forte impatto espressivo di una delle artiste contemporanee più apprezzata a livello nazionale e non solo nel mondo della fotografia.

Mixology e wellness
L’attenzione del 2025 è sulle tendenze della mixology contemporanea, con un grande e importante focus sul benessere
Per la prima volta nelle Cocktail List FCW25 è stata inserita l’indicazione sulla gradazione alcolica, un modo per stabilire da subito la tipologia di drink, un aiuto importante per il consumatore che in questo modo può andare ad effettuare con maggiore consapevolezza la propria scelta.
Altra novità della Cocktail List FCW25 è il numero di drink, sono due infatti le proposte FCW25 che troviamo in ognuno dei 60 cocktail bar FCW25, per una carta dei cocktail FCW25 più snella e chiara.
1 Signature Cocktail FCW25 – Drink di libera creazione realizzato con i prodotti delle aziende Main Sponsor e Sponsor.
1 Wellness Signature Cocktail FCW25 – Drink di libera creazione Low ABV o Alcohol Free realizzato con prodotti delle aziende Main Sponsor e Sponsor.
Oltre a Wellness Signature, anche appuntamenti incentrati sul benessere fisico e mentale, fra tutti “Wellness Time – Reset Body & Spirit”, l’iniziativa dedicata ai bartender in programma martedì 8 aprile presso The22 Yoga & Fitness Lifestyle Studio Florence organizzata dall’Event Sponsor Ice3 e dal Main Sponsor Legend Kombucha con il sostegno di FCW.
Il Calendario Eventi FCW25 sarà consultabile online da Aprile nel sito ufficiale della manifestazione.
Ad animare la settimana fiorentina del buon bere un ricco calendario di eventi tra masterclass, guest night e appuntamenti volti all’approfondimento della cultura del bar.
Torna il Tour dei Caffé Storici, un modo per scoprire la storia dei bar di Firenze, in collaborazione con Ricomincio da Firenze che termina al Caffè Gilli 1733 con un assaggio di Cocktail Negroni. Ma anche tanti nuovi appuntamenti da non perdere.

Guest internazionali
A Firenze per FCW25 non mancheranno ospiti da tutto il mondo.
Mercoledì 9 aprile “The Maestro” Salvatore Calabrese, amico di lunga data di tutte le ICW by Paola Mencarelli, da Londra torna a Firenze per l’inaugurazione di Artemisia Bar, il nuovo bar dell’Hotel Savoy che, con la sua supervisione, riapre con una nuova veste proprio nei giorni della cocktail week fiorentina.
Dal Sud Africa arriva in città Julian Short, chef bartender del Sin+Tax di Johannesburg. Il poliedrico professionista del mondo della mixology internazionale durante FCW sarà protagonista venerdì 11 Aprile di una Guest da Santa Cocktail Club, organizzata dal Main Sponsor Altamura Distilleries, in collaborazione con FCW.
Julian Short sarà coinvolto sabato 12 aprile anche in un’inedita tavola rotonda sull’utilizzo del vino in miscelazione presso Enoteca Alessi, con l’intervento di stampa di settore e la partecipazione di opinion leader e appassionati del mondo della mixology.
Altri nomi illustri nazionali e internazionali arriveranno a Firenze per FCW, tutti da scoprire sul sito ufficiale, nel sezione dedicata al calendario eventi dai primi aprile.
Come negli anni precedenti, FCW dà molta attenzione alla formazione, allo sviluppo di una comunicazione interculturale e alla creazione di una community di professionisti locali che collaborano a livello globale per portare avanti il concetto qualità.
Shift Scholarship from Kazakistan, è il nome dello scambio supportato da Florence Cocktail Week e organizzato da Paola Mencarelli e Arina Nikolskaya, founder di SHIFT.project e Academy Chair 50 Best Bars.
Per questa edizione il progetto ha dato l’opportunità a 2 professionisti kazaki del mondo del food & beverage di venire in Italia per vivere interessanti esperienze formative nei più importanti locali della Toscana.
Il bartender Abay Mukambayev e la Chef Svetlana Khaninaeva sono i due nomi selezionati dall’organizzazione per partecipare a questa stimolante iniziativa. In Italia da fine Marzo, faranno un’esperienza come tirocinanti prima a San Vincenzo (Livorno) al Sal’8 Bar Agricolo, Relais Poggio ai Santi, e poi a Firenze al Santa Cocktail Club, con anche il sostegno di Hotel Number Nine.
Il tutto si concluderà durante le giornate FCW25 con tre Guest in tre dei Cocktail Bar FCW25, Martedì 8 Aprile da Santa Cocktail Club, Giovedì 10 aprile da Eye Cocktail Bar e Sabato 12 Aprile da Gucci Giardino.

Dining with spirits, pizza with the spirits, pastry with the spirits e gellato with spirits
Visto il successo delle passate edizioni, verranno riproposte le iniziative “Dining with the Spirits” e “Pizza with the Spirits”. Chef e Pizzaioli fiorentini utilizzeranno gli spirits come ingredienti dei loro piatti e delle loro pizze proponendoli durante la settimana FCW25 all’interno dei loro menù o in serate dedicate. Si aggiungono due novità a queste due iniziative ormai consolidate su Firenze: “Pastry with the Spirits” e “Gelato with the Spirits”, espandendo così il format stesso anche ai professionisti della pasticceria e del gelato.
Novità assoluta in città l’apertura di Vivoli Affogato Bar, gemello della storica insegna, che inaugurerà proprio nei giorni di FCW riportando in auge anche la moda del gelato affogato, in particolare con gli spirits.
L’elenco dei partecipanti verrà comunicato nella sezione “Dining with the Spirits”, “Pizza with the Spirits”, “Pastry with the Spirits” e “Gelato with the Spirits” del sito ufficiale www.florencecocktailweek.it
Da sempre Paola Mencarelli ha dato vita ad appuntamenti dal forte impatto comunicativo. Per questa edizione ha voluto porre l’attenzione sul singolo bartender e su come aiutarlo a sviluppare una strategia personale di comunicazione utile anche a livello lavorativo, partendo proprio dalle proprie peculiarità.
E’ nato così un progetto collaterale che anticipa FCW:“Shake Your Identity: Il Potere del Creative Thinking nel Personal Branding”, il Workshop con Ilaria Legato, Brand Designer e Beatrice Mencattini, ICW Head Pr & Communication in programma all’Hotel Number 9 giovedì 3 aprile.
L’appuntamento è indirizzato solo ai bartender FCW25 ed è incentrato sullo sviluppo di un pensiero creativo utile alla reazione della propria brand identity, un modo per aiutare a trasformare lo stile di ognuno in un vero e proprio brand, anche tramite l’ideazione di drink che diventano espressione autentica della propria identità e visione. Un percorso pratico e ispirazionale per far emergere il singolo talento, lasciando il segno, che si conclude con il corretto utilizzo della propria immagine sui Social Media, con focus su Instagram.

Paola Mencarelli
Elenco cocktail bar e bar d’hotel Fcw25
Cocktail bar
- Alassio, The Hoxton / NEW ENTRY
- Bitter Bar / FCW 2017
- Caffè Concerto Paszkowski / FCW 2020
- Caffè Gilli 1733 / FCW 2017
- Caffè Giubbe Rosse / NEW ENTRY
- Cibrèo Ristorante & Cocktail Bar / FCW 2021
- Ditta Artigianale / FCW 2017/2023
- Djària American Bar / FCW 2021
- Drinking Blues / NEW ENTRY
- Drinx, Il Gusto di Xinge / FCW 2023
- Enoteca Alessi Wine & Cocktail Bar / NEW ENTRY
- Eye Cocktail Bar / FCW 2023
- FAKE Firenze / FCW 2021
- Fede Cocktailab / NEW ENTRY
- FUK Cocktail Bar / FCW 2020
- Giacosa 1815 / NEW ENTRY
- Gucci Giardino / FCW 2023
- L’Angolino / NEW ENTRY
- La Ménagère / FCW 2016
- La Petite / FCW 2021
- Locale Firenze / FCW 2016
- MAD Souls & Spirits / FCW 2017
- Manifattura / FCW 2018
- Move On / FCW 2021
- Next Door Guné / NEW ENTRY
- PanicAle Cocktail Art Pub / FCW 2020
- RAARO / NEW ENTRY
- Rasputin / FCW 2017
- REX / FCW 2019
- Rifrullo Firenze / NEW ENTRY
- Rivoire / FCW 2016
- Santa Cocktail Club / FCW 2021
- Saporium Lounge / NEW ENTRY
- Serre Torrigiani / FCW 2023
- Sevi / NEW ENTRY
- Strizzi Garden / FCW 2020
- Tiratissima / FCW 2023
- Viktoria Lounge Bar / FCW 2016
- Wanda Caffè / NEW ENTRY
Bar d’hotel
- 701 Rooftop Bar – Gallery Hotel Art / NEW ENTRY
- Atrium Bar – Four Seasons Hotel Firenze / FCW 2016
- Bar Artemisia – Hotel Savoy / FCW 2019
- Bar Berni – Four Seasons Hotel Firenze / NEW ENTRY
- Bar Bertelli, Collegio alla Querce, Auberge Resorts Collection / NEW ENTRY
- Binomio – Hotel Indigo Florence / NEW ENTRY
- Companion Dolceamaro Bar – 25 Hours Hotel Piazza San Paolino / FCW 2023
- DISOPRA – Hotel degli Orai / NEW ENTRY
- Divina Terrazza – Grand Hotel Cavour / FCW 2020
- Empireo American Bar & Rooftop – Plaza Hotel Lucchesi / FCW 2018
- Harry’s Bar The Garden – Sina Villa Medici, Autograph Collection / FCW 2021
- Il Magnifico Cafè – Il Tornabuoni Hotel / NEW ENTRY
- La Terrazza – Grand Hotel Minerva / FCW 2021
- Milton Bar – Tivoli Palazzo Gaddi / NEW ENTRY
- Osmo – Floren Luxury Hotel / NEW ENTRY
- Picteau Bistrot & Bar – Hotel Lungarno / FCW 2018
- Rooftop Bar – The Social Hub / FCW 2019/2023
- Santa Cocktail Club Villa Cora – Villa Cora / FCW 2016/2023
- The Orientalist – Hotel Number Nine / NEW ENTRY
- Whisper Bar, Anglo American Hotel / NEW ENTRY
- Winter Garden Bar – The St.Regis Florence / FCW 2016
Apr 1, 2025 | Enogastronomia
La pera mantovana Igp è un prodotto tipico della provincia di Mantova, coltivato in particolare nelle aree di Suzzara, Sermide, Viadana, Ostiglia, Poggio Rusco e Quistello e ha sei varietà: abate fetel, williams, max red bartlett, conference, decana e kaiser.
La pera mantovana ha origini antiche che risalgono almeno al XV secolo. Il suo primato come coltura più importante della zona di produzione era noto già nel 1475, come testimoniano i riferimenti storici sulla presenza di diverse varietà di pero nel frutteto di una grande tenuta di San Giacomo delle Segnate.
Per arrivare alla produzione su scala commerciale occorre però attendere la metà del XX secolo, poiché fino al secondo dopoguerra era destinata quasi esclusivamente al consumo locale.

Pere mantovane
Una pera e sei varietà
La pera mantovana Igp può presentare caratteristiche diverse a seconda della varietà: l’abate fetel è calebassiforme, piuttosto allungata ed è di colore verde chiaro-giallastro, con rugginosità agli estremi e sapore dolce; la conference è piriforme, spesso simmetrica, con buccia verde-giallastro e rugginosità diffusa nella parte inferiore e ha un gusto dolce; la decana del Comizio ha forma turbinata, buccia liscia verde chiaro-giallastra spesso colorata di rosa, con rugginosità sparsa; la Kaiser è calebassiforme- piriforme e ha buccia ruvida completamente rugginosa e una polpa succosa; la William e la Max Red Bartlett sono cidoniformi o piriformi, con buccia liscia dal colore di fondo verde-giallo, più o meno ricoperto da sovracolore rosato o rosso vivo, a volte striato e una polpa dal sapore dolce-aromatico; la Santa Maria è piriforme o piriforme troncata, con buccia liscia di colore verde-giallo e presenta una polpa bianca e croccante; la Carmen è calebassiforme, leggermente allungata e si presenta verde con sfaccettature rosate e una polpa bianca molto succosa.

Buona e salutare
La pera mantovana è adatta sia al consumo fresco sia come ingrediente per la preparazione di sciroppi e dolci.
Tipica della cucina virgiliana è la mostarda, di cui la pera è protagonista principe, base essenziale per preparare i tortelli di zucca tipici del mantovano.
Ottimo è anche l’abbinamento con il miele e i formaggi stagionati.
Numerose sono le sue proprietà benefiche per l’organismo. È diuretica, depurativa e contiene poche calorie ed è fonte di vitamina C e antiossidanti.
Inoltre, poiché la percentuale di zuccheri contenuti è costituita prevalentemente da fruttosio, il suo consumo è consentito anche ai diabetici.

La ricetta: mostarda alla pera mantovana
Ingredienti:
12 gocce essenza di senape
1 kg di pere mantovane
500 gr. di zucchero
Preparazione:
Sbucciate le pere, togliete il torsolo e tagliatele a fettine.
Mettete la frutta tagliata in un contenitore e aggiungete lo zucchero, mescolate e lasciate riposare per 24 ore.
Scolate in una pentola il succo che si è formato, fatelo addensare a fuoco basso per almeno un’ora e poi versatelo caldo sulle pere.
Fate riposare per altre 24 ore e ancora una volta scolate il succo in una pentola, fatelo addensare per un’ora e versatelo nuovamente sulle pere.
Lasciate riposare ancora per 24 ore e fate bollire insieme il succo e le fettine di pere per almeno 10 minuti.
Fate quindi raffreddare il tutto e aggiungete l’essenza di senape. Amalgamate e versate il tutto in vasetti di vetro puliti e sterilizzati da conservare in un luogo asciutto e al riparo da fonti di calore.
Mar 29, 2025 | Enogastronomia
Il 21 marzo primo giorno di primavera è nato un nuovo modo di vivere e scoprire il Chianti. Un territorio che oggi
si apre al visitatore attraverso un’innovativa rete di percorsi ciclopedonali che si snodano tra vigneti,
uliveti e boschi privati. Il progetto “You?r Welcome®” rappresenta una nuova visione dell’ospitalità
toscana, dove la storica cura del paesaggio si trasforma in un ecosistema di opportunità per residenti e
visitatori.

Turismo esperenziale sostenibile
L’iniziativa, che ridefinisce il concetto di turismo esperienziale attraverso un approccio sistemico e
sostenibile, è stata resa possibile grazie ai fondi della Regione Toscana del bando GAL Start misura 19.2
“Progetti di rigenerazione delle comunità” portato avanti in sinergia con il Comune di San Casciano in Val
di Pesa, la Pro Loco, il Centro Commerciale Naturale, l’Associazione San Casciano Classico, un’ampia rete di attori locali e il sostegno di Vetrina Toscana, il progetto della Regione che promuove il turismo
enogastronomico.
“Questo progetto – ha detto Stefania Saccardi, vice presidente della Regione Toscana e Assessora
all’agricoltura – contiene alla perfezione la filosofia dell’accoglienza toscana tradotta in chiave
contemporanea: promuove l’economia locale a partire dalla vocazione agricola e dal concetto di recupero e
tutela del territorio e la collaborazione tra pubblico e privato in questo caso genera un circolo virtuoso.
Le aziende agricole, custodi storiche del paesaggio, aprono i propri terreni creando una rete di percorsi pedo-
ciclabili privati ad uso pubblico che si interconnettono con la viabilità esistente valorizzando il territorio e al
tempo stesso tutti i prodotti che questo ci offre”.
La sostenibilità è il principio cardine dell’iniziativa e si articola in molteplici dimensioni: si parte dal
recupero di sentieri già esistenti, promuovendo una mobilità dolce, incentivata dall’integrazione con l’e-
bike.
Al contempo si tutela il paesaggio: la manutenzione dei percorsi, affidata alle aziende agricole,
garantisce la conservazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico, valorizzando la viabilità esistente
con interventi minimi. Si stimola la riduzione dell’impatto ambientale: incoraggiando i turisti a lasciare
l’automobile per esplorare il territorio in modo ecologico e immersivo.
Un altro importante aspetto è quello della sicurezza: i percorsi non sono accessibili alle auto. Alle aziende
agricole, inoltre, è stato fornito un kit “bike friendly” da mettere a disposizione dei viaggiatori, in caso di
guasto meccanico.

Chianti Bike Natural Park per un’esperienza unica
Il Chianti Bike Natural Park è una rete di percorsi naturali che si dipanano tra vigne e uliveti, boschi e
macchie, piste, percorsi battuti e non, che si legano e raccordano con le strade bianche, i percorsi storici, i
sentieri CAI, per 400 km esistenti, più altri percorsi potenziali stimabili in 2000 km.
Questo ecosistema è accessibile solo tramite "You’r Welcome®": una sofisticata applicazione mobile che funge da “assistente digitale” del visitatore, consentendo di pianificare esperienze personalizzate in base alle preferenze individuali, navigare nei percorsi attraverso geolocalizzazione GPS, scoprire eventi e
attività in tempo reale, accedere a informazioni dettagliate sulle aziende e i punti di interesse attraverso
un sistema di QR code diffusi sul territorio. Il progetto prevede anche un info point fisico: lo spazio “Etico
Shop”;, a San Casciano Val di Pesa, che rappresenterà il punto di riferimento tangibile per visitatori e
residenti.
L’ospite è al centro: invece di cercare notizie sul web, sarà l’informazione a raggiungere il visitatore in
funzione delle scelte di interesse e della distanza che ha impostato. L’app, attualmente in fase di collaudo,
sarà disponibile dal mese di giugno scaricabile gratuitamente dalle principali piattaforme.
Al di là degli aspetti tecnologici e infrastrutturali, il progetto si pone al centro del proprio modello il valore della connessione umana creando un tessuto di relazioni che supera la tradizionale dicotomia tra residenti e turisti.
I percorsi non collegano solo luoghi fisici, ma persone e storie, facendo riscoprire il valore della comunità e della condivisione.
Il progetto, inoltre, rappresenta una concreta opportunità di sviluppo economico sostenibile per le realtà
locali. Le aziende agricole, le attività commerciali, i ristoranti e le strutture ricettive che aderiscono
all’;iniziativa beneficiano di una maggiore visibilità e di un nuovo flusso di visitatori, potendo proporre
esperienze enogastronomiche, culturali e ricreative che valorizzano produzioni locali e tradizioni.
“Youir Welcome®” non è solo un nome, ma una filosofia che invita a riscoprire l’arte toscana
dell’accoglienza: un vero e proprio racconto corale del territorio che parte dalla cura dell’ambiente,
all’insegna di quell’agricultura” che ha plasmato l’iconico paesaggio toscano.
Mar 28, 2025 | Enogastronomia, Territori
Il turismo enogastronomico nel 2024 supera i 40 miliardi di euro in Italia e registra un +12%.
Un itinerario che attraversa tutta l’Italia per assaggiare prodotti tipici e piatti unici della gastronomia delle diverse regioni e località: è questa una delle proposte di Agritravel Expo – Fiera dei Territori e del Turismo Slow, dal 4 al 6 aprile 2025 nella Fiera di Bergamo Promoberg.
Giunta alla 10a edizione, la fiera diventa location ideale per far conoscere agli operatori di settore e al grande pubblico le innumerevoli tradizioni culinarie del Bel Paese attraverso degustazioni e masterclass.
Tra tutti, il laboratorio dimostrativo con show cooking dedicato alla Fregola Sarda, organizzato dalla Regione Sardegna con partner Slow Food.
Assaggiare le materie prime locali, degustare le ricette di un tempo, scoprire le rivisitazioni degli chef: attraverso cibo e vino si conosce la cultura del territorio e si comincia già a viaggiare!

Casoncelli, mostarda e salame d’oca: sapori lombardi
Iniziamo il viaggio enogastronomico di Agritravel Expo proprio dal territorio che ospita la Fiera dei Territori e del Turismo Slow. Anche dal punto di vista culinario, infatti, la regione lombarda ha molto da offrire.
Tra i piatti simbolo che la rappresentano figura sicuramente il risotto, declinato in innumerevoli varianti, come anche il gran bollito, composto da cinque tagli diversi di carne, da accompagnare secondo tradizione alla mostarda, con frutti interi come si gusta a Cremona, o con le mele campanine a fette come si usa a Mantova. Ogni località è specializzata in ricette tipiche che si tramandano da generazioni.
A Bergamo si possono assaggiare i famosi casoncelli (articolo qui), una pasta fresca a forma di mezzaluna, ripiena di salsiccia e carne macinata di manzo, condita con burro, salvia, formaggio grattugiato e qualche volta anche pancetta.
Tra i primi piatti della tradizione lombarda, da degustare a Cremona, ci sono i marubini, tortelli cotti nel brodo realizzato con tre diversi tipi di carne: vitello, manzo e pollo. All’interno, il ripieno contiene manzo, salamella o salame fresco all’aglio, grana padano e noce moscata. Dolce tipico di Cremona è invece il torrone morbido o croccante.
Parlando di dolci lombardi, non si può non nominare la sbrisolona, tipica di Mantova, una torta friabile a base di mandorle. Tra i prodotti che hanno ricevuto il riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta c’è la Pera Tipica Mantovana, che comprende le sei varietà certificate, coltivate tradizionalmente a Mantova: Abate Fetel, Decana del Comizio, Conference, Kaiser, William, Max Red Bartlett.
Chiudiamo con due prodotti fondamentali della gastronomia di Pavia, altra destinazione presente ad Agritravel Expo. Il Salame di Varzi è frutto di un’antica ricetta, ma anche delle particolari condizioni climatiche dell’Oltrepò Pavese montano che ne garantisce l’ottima stagionatura. Il sapore è dolce e delicato, con un aroma fragrante e caratteristico, un retrogusto leggermente amarognolo. E poi il Salame d’oca di Mortara, insaccato in pelle d’oca e cotto, è composto da carne d’oca tritata assieme a carni magre e grasse di suino.

Protagonista la fregola sarda
Semola di grano duro, acqua e sale, a volte anche un uovo. Sono semplici gli ingredienti che danno vita a un piatto iconico: la Fregola Sarda, ma come si sa, ogni ricetta ha i suoi trucchi. Ad Agritravel Expo un laboratorio dimostrativo con show cookingsarà dedicato proprio alla Fregola Sarda. Organizzato da Regione Sardegna con partner Slow Food, l’appuntamento diventa occasione preziosa per imparare a preparare e cuocere un’ottima fregola, ma anche per assaggiarla!
L’isola ha un’offerta gastronomica molto varia, frutto di una commistione tra piatti a base di carne dell’entroterra e di pesce nella zona costiera. Si va dal famoso porceddu, il maialetto arrosto profumato con foglie di mirto e rosmarino, alla panada di anguille, dalla burrida alla cagliaritana, una speciale zuppa di pesce, alle ispinadas, spiedini di carne di pecora. Che sia carne o pesce, il consiglio è quello di concludere con le seadas, frittelle di pasta ripiene di pecorino fresco e cosparse di miele.

Mortadella e cotechino dall’Emilia e bigoli alle sarde dal Garda
Cambiamo territorio ma rimaniamo nel campo dei salumi, perché parlando di Bologna, altra destinazione presente ad Agritravel Expo 2025, non si può non nominare la Mortadella Bologna IGP, eccellenza del capoluogo emiliano. A fette sottili o a cubetti, la tradizione la vuole anche come ingrediente nel ripieno dei tortellini bolognesi, altro piatto tipico, da degustare in brodo. Da non confondere con i più grandi tortelloni di ricotta, conditi con burro e salvia. Altro prodotto DOP è la Patata di Bologna, mentre tra i piatti da assaggiare, sicuramente le lasagne con il tipico ragù alla bolognese.
Presente ad Agritravel Expo con la sua ricca offerta culinaria anche la vicina Modena. Nota per il suo aceto balsamico, vanta due prodotti di salumeria d’eccellenza. Il primo è il Prosciutto di Modena DOP dalla stagionatura di almeno 12 mesi e dal profumo dolce e intenso, l’altro è il Cotechino Modena IGP, da accompagnare magari a un tipico vino rosso frizzante come il Lambrusco.
Spostandosi verso Verona e il territorio del Garda si scopre una gastronomia ancora diversa, influenzata dalle tradizioni delle tre regioni che qui si incrociano, e che mette insieme i prodotti di terra e quelli di lago. Il menu ideale comincia con i bigoli alle sarde di lago, oppure con il risotto all’Amarone che unisce due specialità del posto: il risotto vialone nano IGP di Isola della Scala e l’ottimo vino Amarone della Valpolicella. Si prosegue con il luccio in salsa alla gardesana, un piatto delicato servito con limoni, capperi, acciughe e olio del Garda. E non si può che finire con il dolce della tradizione: il pandoro, buono tutto l’anno, non solo a Natale!

Il lardo di Colonnata dalla Toscana e gli arrosticini dall’Abruzzo
Continuiamo la carrellata gastronomica fra i territori presenti ad Agritravel Expo con la Toscana che offre specialità uniche e caratteristiche.
È il caso del lardo di Colonnata che si scioglie in bocca, arricchito da erbe aromatiche e spezie, da degustare come antipasto, insieme a salumi a base di cinghiale e crostini di pane nero.
Il pane, non più fresco, è protagonista di tanti piatti come la ribollita, che lo accompagna ai fagioli cannellini, al cavolo nero e ad altre verdure, e ancora la panzanella con pane raffermo, pomodori maturi e basilico. Con il pane abbrustolito si serve un’altra specialità: il caciucco alla livornese. Ma la tradizione culinaria toscana comprende soprattutto carni: la bistecca alla fiorentina, il cinghiale al Chianti, la trippa alla fiorentina, la selvaggina. Gusti decisi da accompagnare a vini rossi importanti come il Montepulciano e il Brunello. Da non dimenticare il panforte e i cantuccini alle mandorle col vin santo.
Sapori autentici e genuini con prodotti di terra fanno parte dell’offerta gastronomica presentata dall’Abruzzo ad Agritravel Expo. Tra i piatti simbolo di questa terra sicuramente ci sono gli arrosticini, esclusivamente di carne di pecora e cotti alla brace, consumati anche come finger food.
Proprio come pipindune e ove, spuntino con peperoni rossi aggiunti in padella alle uova leggermente sbattute.
Tra i primi, da assaggiare i tipici spaghetti alla chitarra, che prendono il nome dallo strumento utilizzato per prepararli, le sagne e fagioli e i ravioli dolci di ricotta. Un secondo da non mancare: le pallotte cacio e ova, polpette fatte con uova e formaggio, ma anche la pecora alla callara cucinata nei paioli di rame.

Dal sud ‘nduja calabrese e cannolo siciliano
Patria della cucina piccante per eccellenza, in Calabria, regione presente ad Agritravel Expo, non si può non assaggiare la ’nduja, salame tipico da spalmare realizzato con peperoncino. Tra i salumi si trova anche il gusto inconfondibile della spianata calabra, mentre il morzello catanzarese si può mangiare come panino ripieno di sugo piccante, trippa e frattaglie. La cuccìa è una zuppa a base di grano bollito preparata in diverse versioni, mentre come secondo piatto si possono degustare i classici peperoni ripieni. E chiudiamo con un dessert delizioso: il tartufo di Pizzo.
Ad Agritravel Expo la Sicilia darà il meglio di sé con i prodotti della sua terra: dal Pecorino Siciliano DOP al Cappero di Pantelleria IGP, dal Pistacchio Verde di Bronte DOP al Pomodoro di Pachino IGP, fino al Cioccolato di Modica IGP. Perfetti anche come finger food, si possono assaggiare arancini o arancine di riso, lo sfincione palermitano, una sorta di pizza, e le panelle, fritture con farina di ceci. Chi preferisce il dolce, va sul sicuro con il classico cannolo siciliano e la granita rinfrescante. E poi la pasta alla Norma, la caponata, le sarde a beccafico, piatti della tradizione gastronomica siciliana assolutamente da provare.
Mar 27, 2025 | Enogastronomia
Napoli che festeggia quest’anno i suoi 2500 anni è una città più note e famose del mondo. Una città dalle mille sfaccettature, ricca di storia, arte, tradizioni e panorami mozzafiato.
Se la visitate per la prima volta ecco per voi una selezione di luoghi iconici e autentici da non perdere assolutamente.

Piazza del Plebiscito. VOLOLIBERO . Author Vololibero per Depositphotos
1 – Piazza del Plebiscito e il lungomare
Questo è il cuore monumentale di Napoli. Piazza del Plebiscito una delle piazze più scenografiche d’Italia, circondata dalla maestosa Basilica di San Francesco di Paola e dal Palazzo Reale.
A pochi passi da questo splendido agorà è il lungomare Caracciolo che regala una passeggiata spettacolare con vista sul Vesuvio e su Castel dell’Ovo, il più antico maniero di Napoli.
Da non perdere assolutamente il tramonto sulla spiaggia delle Sirene, proprio sotto il Castel dell’Ovo.

Spaccanapoli. Author edella, ,depositphotos
2 – Il centro storico e Spaccanapoli
Il centro storico di Napoli è un vero e proprio museo a cielo aperto, dichiarato Patrimonio Unesco. L’arteria principale, Spaccanapoli, divide in due il cuore antico della città e ospita chiese, palazzi e botteghe storiche. Da non perdere la chiesa del Gesù Nuovo, con la sua facciata unica, il Monastero di Santa Chiara con il chiostro maiolicato e San Gregorio Armeno, la strada dei presepi.
3 – Cappella Sansevero e il Cristo Velato
Uno dei capolavori più incredibili di Napoli è custodito nella Cappella Sansevero: il Cristo Velato, una statua marmorea del 1753 che lascia senza fiato per la sua straordinaria trasparenza del velo scolpito nel marmo.
Prenota i biglietti online con anticipo, l’accesso è limitato!

Duomo di Napoli. Author micheleponzio per Depositphotos
4 – Il Duomo e il Tesoro di San Gennaro
Il Duomo di Napoli custodisce una delle tradizioni più sentite dai napoletani: il miracolo di San Gennaro, quando il sangue del santo si scioglie. All’interno si trova il preziosissimo Tesoro di San Gennaro, una collezione d’arte sacra tra le più ricche al mondo.
Curiosità: Il tesoro di San Gennaro è considerato più ricco di quello della Corona Inglese!
5 – Napoli Sotterranea e il Tunnel Borbonico
Per scoprire il lato più misterioso della città, scendi nelle viscere di Napoli!
Napoli Sotterranea è un percorso tra acquedotti, rifugi antiaerei e cunicoli millenari invece il tunnel Borbonico costruito nell’800, oggi conserva auto e moto abbandonate dopo la Seconda Guerra Mondiale. Entrambe le esperienze sono guidate e assolutamente da non perdere!

Maschio Angionio. Author iggy74 per deppositphotos
6 – Il Maschio Angioino
Simbolo di Napoli, il Castel Nuovo, meglio noto come Maschio Angioino, è una fortezza medievale con una storia affascinante.
Da qui passarono re e regine, e si dice che il castello nasconda ancora passaggi segreti sotterranei. Da non perdere: la Sala dei Baroni, dove si narra che qualcuno sia stato intrappolato per sempre…
7 – Il Rione Sanità e il Cimitero delle Fontanelle
Uno dei quartieri più autentici di Napoli, è il Rione Sanità di cui vi abbiamo parlato nell’articolo dedicato alla Napoli meno nota. Un rione ricco di arte, street food e storia.
Qui si trova il Cimitero delle Fontanelle, un luogo mistico e suggestivo dove il popolo napoletano ha dato vita al culto delle anime pezzentelle.
Cosa vedere nel rione: Palazzo dello Spagnolo, con la sua scenografica scala e la street Art, con i murales dedicati a Totò.

Quartieri spagnoli. Deposotphotos
8 – Quartieri Spagnoli e la Napoli autentica
Per immergerti nel vero spirito di Napoli, passeggia tra i Quartieri Spagnoli, un labirinto di vicoli pieni di colori, panni stesi e murales dedicati a Maradona.
Cosa fare: visitare la Via Toledo, la via dello shopping e scendere nella stazione metro Toledo, una delle più belle al mondo!
9 – Il Vesuvio e Pompei
Napoli è dominata dalla sagoma imponente del Vesuvio, uno dei vulcani più famosi al mondo.
Salire fino al cratere regala una vista mozzafiato sul Golfo.
Ai suoi piedi, gli scavi di Pompei permettono di fare un viaggio nel tempo e scoprire come vivevano gli antichi Romani prima dell’eruzione del 79 d.C. Prenota online il biglietto per Pompei, eviterai lunghe file

10 – Street Food Napoletano
Napoli è anche un viaggio nei sapori. Se è la tua prima volta, devi assolutamente provare:
La Pizza Margherita o Pizza Fritta da gustare rigorosamente in una pizzeria storica; i taralli ‘nzogna e pepe perfetti per uno spuntino on the go; sfogliatella riccia o frolla per una colazione dolcissima e infine il caffè napoletano denso e aromatico, da provare con un “sospeso”.
Perché Napoli è unica
Napoli è una città che conquista con il suo mix di storia, arte, folklore e buon cibo. Non è solo una meta turistica, ma un’esperienza da vivere. Ogni angolo racconta una storia, ogni vicolo è un mondo a sé.S
e hai solo un weekend, punta sui must: centro Storico, Spaccanapoli, piazza del Plebiscito, Vesuvio e Pompei,
Mar 27, 2025 | Enogastronomia, Territori
L’inverno è ormai giunto alla fine e la primavera comincia ad affacciarsi dando i primi segnali del suo arrivo.
Il profumo dolce nell’aria, le temperature più miti, la luce che di giorno in giorno si attarda a lasciare il posto al buio, le erbe selvatiche che fanno capolino. Tutti questi indizi annunciano la stagione in cui la natura si risveglia.
La primavera nella regione di Lana in Alto Adige si rivela con la timida comparsa in quota dei crochi, i primi fiori, insieme ai bucaneve, a fare capolino tra la neve nel suo lento disgelo, dispiegando i delicati petali bianco-violacei, in mezzo a prati umidi e fossati. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, vengono imitati da altri fiori, come quelli del ciliegio selvatico, fino al momento cruciale per la regione di Lana, il territorio con l’estensione di meleti più vasta di tutto l’Alto Adige: la fioritura dei meli.
Tra la fine di marzo e i primi di aprile, i fiori di melo sbocciano teneri, tutta questa zona si colora di bianco e di rosa e nell’aria si diffonde un profumo dolce e avvolgente.

Foto: Patrick Schwienbacher
La fioritura dei meli e la festa dedicata
La nascita dei primi germogli di melo è strettamente legata alle condizioni atmosferiche dei mesi che l’hanno preceduta. Se l’inverno è stato mite e umido, la fioritura dei meli inizia presto, se invece, il clima è stato freddo e secco, avverrà con ritardo rispetto a precedenti annate.
Nella zona di Lana si può assistere, inoltre, ad un’altra straordinaria fioritura: poiché i fiori di melo sono particolarmente sensibili al freddo, devono essere protetti dalle temperature più basse che scendono durante la notte. Le piante di melo, nelle notti di primavera in cui la temperatura scende sotto lo zero, vengono irrigate e i fiori bagnati con un sottile velo d’acqua. Quando le goccioline ghiacciano, la temperatura all’interno – a differenza dall’esterno – non va sottozero e quindi i boccioli e le foglie rimangono protetti dal congelamento. In questo modo, dopo le notti più fredde, milioni di fiori di ghiaccio brillano e splendono al sole, incantando chi li osserva.
Lana e i paesi circostanti, ogni anno celebrano lo straordinario avvenimento della fioritura dei meli dal 1° al 30 aprile, con la manifestazione “Lana in fiore“, organizzato dall’Associazione Turistica e aperto a tutti: un mese di eventi interamente dedicati ai fiori e alle erbe selvatiche del rigoglioso territorio che li ospita.
Laboratori creativi, conferenze a tema, escursioni dedicate e molto altro fanno parte del ricco programma della rassegna, così come gli appuntamenti diventati ormai consuetudine, come l’inaugurazione della stagione golfistica in occasione del torneo di golf “Meli in fiore”, previsto nella giornata di sabato 5 aprile, che abbina tee shots a prelibatezze primaverili servite direttamente sul green; la “Festa dei masi in fiore” di domenica 13 aprile, in cui le fattorie e le tenute storiche della zona aprono al pubblico le loro porte offrendo uno sguardo sulla vita quotidiana nel maso e una degustazione dei loro prodotti; i “Sapori del maso” di sabato 26 aprile, il mercato contadino che anima il centro storico di Lana con oltre 50 stand di prodotti agricoli freschi e genuini

Foto: Hans Laimer, Kastanienhain
Non solo meli: erbe aromatiche e narcisi
La primavera nella regione di Lana è ideale per scoprire l’universo aromatico delle erbe selvatiche, girando per i ristoranti, gli agriturismi e i masi del territorio.
Gli chef della zona, infatti, conoscono i segreti di queste primizie e sanno come usarle al meglio in cucina, per offrire un’alimentazione sana, oltre che buona. Ortica, giardina silvestre, ma anche edera terrestre, possono essere utilizzate non solo per creare un fragrante bouquet di erbe aromatiche, ma anche per preparare delle vere e proprie prelibatezze.
Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, oltre a quelli di melo, altri fiori colorano una parte della regione di Lana, Postal: i narcisi a trombetta (Dutch master). Ai piedi dei castagni del vivaio di proprietà di Johann Laimer, infatti, oltre centinaia di migliaia di narcisi ravvivano il paesaggio ancora brullo con il tipico colore giallo di questo fiore, creando un effetto uniforme e monocromo. Per raggiungere questo “mare giallo” di narcisi, si può percorrere il Sentiero dei masi di Postal, che in primavera ha la particolarità di essere soleggiato per tutta la giornata.

Foto: Maike Wittreck_Kirchsteiger
La ricetta
Ravioli di patate con asparagi – aglio orsino – varie erbe selvatiche
Ingredienti per 4 persone:
1 kg di patate farinose
sale
3 tuorli d’uovo
300 g di farina di frumento
50 g di semola di grano duro
50 g di burro fuso
600 g di asparagi bianchi
1 cipolla
50 g di burro
5 foglie di aglio orsino
50 g di ricotta
parmigiano grattugiato fresco
un po’ di fecola di patate
50 g di pane bianco grattugiato
burro da sciogliere
varie erbe selvatiche (ad es. fiori di aglio orsino, achillea, foglie giovani di acetosa, cerastio, pimpinella, ecc.)
Preparazione:
Pelare gli asparagi e tagliarli a piccoli cubetti, sminuzzare anche la cipolla. Rosolare entrambi nel burro finché risultano al dente. Mescolare al fondo un po’ di fecola di patate e lasciare raffreddare. Aggiungere la ricotta, le foglie di aglio orsino tritate finemente, il pangrattato e un po’ di parmigiano grattugiato e amalgamare. Condire con sale e pepe e mettere al fresco.
Pelare le patate, lessarle in acqua salata, schiacciarle con uno schiacciapatate e lasciarle raffreddare. Aggiungere i tuorli, la farina, la semola, il burro fuso e un pizzico di sale ed impastare. Stendere l’impasto in modo sottile su una superficie di lavoro infarinata e ritagliare delle forme rotonde. Porre 1 cucchiaino di ripieno agli asparagi al centro di ogni cerchio, piegare i bordi della pasta per formare delle mezzelune e schiacciarli bene. Cuocere i ravioli in acqua salata a fuoco lento per 5 minuti.
Per servire:
scolare i ravioli agli asparagi, porli sui piatti e condire con del parmigiano grattugiato e del burro fuso. Guarnire con le varie erbe selvatiche e gustare.