Firenze: Florence Wine fa 10!

[:it]vino4di redazione – X edizione del Florence Wine Event in arrivo: ingresso a 10 euro, Vermentino, Ribolla gialla, Nebbiolo e Chianti Classico. Si svolgerà l’11 e 12 giugno all’Ippodromo del Visarno

E’ già iniziato il conto alla rovescia per uno degli eventi più attesi dagli amanti del vino in città. Torna a Firenze la decima edizione del Florence Wine Event, il più importante festival vinicolo che quest’anno si terrà l’11 e 12 giugno ed esce dal centro per trasferirsi all’Ippodromo del Visarno, all’interno del Parco delle Cascine nell’intento di ridare dignità a questo parco che troppe promesse ha avuto…

Sarà un’edizione speciale (e non solo per il biglietto d’ingresso di 10 euro!) con una formula nuova: alle tradizionali degustazioni delle più importanti etichette del territorio italiano spiegate dai produttori, si aggiunge il mercato a chilometro zero. Ogni stand, infatti, proporrà anche la vendita diretta dei vini in assaggio. Il pubblico potrà quindi acquistare subito, e ad un prezzo vantaggioso, il vino preferito direttamente dai produttori.

Protagonisti assoluti della manifestazione i vini che verranno da tutta Italia, ecco qualche anticipazione sulle aziende partecipanti: avremo la sarda Siddura con il suo vermentino, la friulana Salis Terrae con la ribolla gialla, le piemontesi Carretta e Criolin con Nebbiolo e Moscato d’Asti.  Poi, una bella rappresentanza di toscani: da Artimino a Castelli del Grevepesa, dalla Fattoria Poggiopiano alle Novelire, dalla Fattoria di Piazzano alla tenuta La Novella, solo per fare alcuni nomi.

Sarà inoltre davvero un evento per tutti, per appassionati, curiosi, coppie amici e da questa edizione anche per famiglie: ci sarà un’area kids gestita dalle animatrici di I’Brucomela dove i bambini potranno giocare e partecipare a laboratori mentre i genitori degusteranno il vino.

La location all’aperto permetterà di trascorrere un weekend rilassante godendo della frescura: ci saranno anche tante golosità enogastronomiche. Si potrà scegliere tra le delizie del Panaio, con i suoi salumi di qualità, la porchetta artigianale,  le vere tigelle con vari ripieni, il bombolone senza mollica, gelati artigianali e altre prelibatezze. In degustazione ci saranno anche olio e grappe.

Il festival vinoso ospiterà anche gli Extraevent con eventi speciali che si svolgeranno nei due giorni della manifestazione.

INFORMAZIONI
L’evento si svolgerà (anche in caso di maltempo) sabato 11 dalle ore 11 alle 23 e domenica 12 giugno dalle 11 alle 20.
Ingresso €10 a persona: Drink card con 10 degustazioni a scelta, brochure e calice (a cauzione) con tracollina. La cassa chiude un’ora prima del termine della manifestazione. Il pubblico potrà acquistare le bottiglie di vino direttamente dall’azienda preferita.[:en]vino4di redazione – X edizione del Florence Wine Event in arrivo: ingresso a 10 euro, Vermentino, Ribolla gialla, Nebbiolo e Chianti Classico. Si svolgerà l’11 e 12 giugno all’Ippodromo del Visarno

E’ già iniziato il conto alla rovescia per uno degli eventi più attesi dagli amanti del vino in città. Torna a Firenze la decima edizione del Florence Wine Event, il più importante festival vinicolo che quest’anno si terrà l’11 e 12 giugno ed esce dal centro per trasferirsi all’Ippodromo del Visarno, all’interno del Parco delle Cascine nell’intento di ridare dignità a questo parco che troppe promesse ha avuto…

Sarà un’edizione speciale (e non solo per il biglietto d’ingresso di 10 euro!) con una formula nuova: alle tradizionali degustazioni delle più importanti etichette del territorio italiano spiegate dai produttori, si aggiunge il mercato a chilometro zero. Ogni stand, infatti, proporrà anche la vendita diretta dei vini in assaggio. Il pubblico potrà quindi acquistare subito, e ad un prezzo vantaggioso, il vino preferito direttamente dai produttori.

Protagonisti assoluti della manifestazione i vini che verranno da tutta Italia, ecco qualche anticipazione sulle aziende partecipanti: avremo la sarda Siddura con il suo vermentino, la friulana Salis Terrae con la ribolla gialla, le piemontesi Carretta e Criolin con Nebbiolo e Moscato d’Asti.  Poi, una bella rappresentanza di toscani: da Artimino a Castelli del Grevepesa, dalla Fattoria Poggiopiano alle Novelire, dalla Fattoria di Piazzano alla tenuta La Novella, solo per fare alcuni nomi.

Sarà inoltre davvero un evento per tutti, per appassionati, curiosi, coppie amici e da questa edizione anche per famiglie: ci sarà un’area kids gestita dalle animatrici di I’Brucomela dove i bambini potranno giocare e partecipare a laboratori mentre i genitori degusteranno il vino.

La location all’aperto permetterà di trascorrere un weekend rilassante godendo della frescura: ci saranno anche tante golosità enogastronomiche. Si potrà scegliere tra le delizie del Panaio, con i suoi salumi di qualità, la porchetta artigianale,  le vere tigelle con vari ripieni, il bombolone senza mollica, gelati artigianali e altre prelibatezze. In degustazione ci saranno anche olio e grappe.

Il festival vinoso ospiterà anche gli Extraevent con eventi speciali che si svolgeranno nei due giorni della manifestazione.

INFORMAZIONI
L’evento si svolgerà (anche in caso di maltempo) sabato 11 dalle ore 11 alle 23 e domenica 12 giugno dalle 11 alle 20.
Ingresso €10 a persona: Drink card con 10 degustazioni a scelta, brochure e calice (a cauzione) con tracollina. La cassa chiude un’ora prima del termine della manifestazione. Il pubblico potrà acquistare le bottiglie di vino direttamente dall’azienda preferita.[:]

Vallombrosa: letteratura e ambiente per il rilancio

[:it]20150630_134301di redazione – In tempi in cui sempre più è necessario parlare di paesaggio e ambiente un ruolo importante lo gioca il Premio letterario Vallombrosa il cui leit motiv dell’edizione 2016 è “L’uomo e il suo paesaggio”.

Nato nel 1999 su iniziativa del Rotary Club Firenze Valdisieve, per fare emergere le eccellenze culturali e sociali del territorio nel 2014 il premio si è trasformato guardando sempre più al mondo della letteratura e assumendo la denominazione di Premio Letterario Vallombrosa con un ampio respiro nazionale e internazionale.

Un occasione non banale per accendere i riflettori su una località che è stata per un millennio, da San Giovanni Gualberto e gli altri eremiti in poi, un centro culturale e spirituale fra i più importanti d’Europa come ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale e membro della giuria di qualità, Eugenio Giani.

Un occasione anche aggiungiamo noi per parlare di ambiente e sua tutela perché la foresta millenaria oltre ai monaci ha altri importanti custodi nella Guardia Forestale che cura e protegge da sempre la foresta oggi profondamente ferita dopo la bufera di vento del marzo 2015 che ha distrutto qualcosa come cento campi da calcio.

Saranno Giorgio Boatti con “Un paese ben coltivato” di Laterza, Paolo Repossi con “L’erba che fa il grano. Romanzo di collina”  di Instar libri, Vinicio Caossella con “Il paese dei Coppoloni” Feltrinelli e Marco Teglia con “Il popolo va a Viareggio di Sarnus a giocarsi il premio.

Una scelta difficile per la giuria che oltre a Giani comprende Luciana Castellina vincitrice dell’edizione 2014, Alessandro Benvenuti scrittore e autore, Palo Ciampi scrittore e giornalista e Alberto Severi giornalista.

Il premio che sarà assegnato sabato 11 giugno alle ore 17.00 nella Sala del Capitolo a Vallombrosa oltre ad essere patrocinato è anche un vanto del comune d Reggello nel cui territorio si trova la millenaria foresta e che si fa notare in occasione della presentazione alla stampa per l’assenza delle sue istituzioni.

Di contrappasso non è mancato il generale Giuseppe Vadalà comandante delle Guardie Forestali della Regione Toscana cui va tutta la nostra solidarietà per le vicende di attualità che coinvolgono questa meravigliosa istituzione da sempre attenta, vigile e rispettosa nel proteggere ambiente e territorio che il nostro governo vuole cancellare per astruse regole di semplificazioni amministrative.[:en]20150630_134301di redazione – In tempi in cui sempre più è necessario parlare di paesaggio e ambiente un ruolo importante lo gioca il Premio letterario Vallombrosa il cui leit motiv dell’edizione 2016 è “L’uomo e il suo paesaggio”.

Nato nel 1999 su iniziativa del Rotary Club Firenze Valdisieve, per fare emergere le eccellenze culturali e sociali del territorio nel 2014 il premio si è trasformato guardando sempre più al mondo della letteratura e assumendo la denominazione di Premio Letterario Vallombrosa con un ampio respiro nazionale e internazionale.

Un occasione non banale per accendere i riflettori su una località che è stata per un millennio, da San Giovanni Gualberto e gli altri eremiti in poi, un centro culturale e spirituale fra i più importanti d’Europa come ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale e membro della giuria di qualità, Eugenio Giani.

Un occasione anche aggiungiamo noi per parlare di ambiente e sua tutela perché la foresta millenaria oltre ai monaci ha altri importanti custodi nella Guardia Forestale che cura e protegge da sempre la foresta oggi profondamente ferita dopo la bufera di vento del marzo 2015 che ha distrutto qualcosa come cento campi da calcio.

Saranno Giorgio Boatti con “Un paese ben coltivato” di Laterza, Paolo Repossi con “L’erba che fa il grano. Romanzo di collina”  di Instar libri, Vinicio Caossella con “Il paese dei Coppoloni” Feltrinelli e Marco Teglia con “Il popolo va a Viareggio di Sarnus a giocarsi il premio.

Una scelta difficile per la giuria che oltre a Giani comprende Luciana Castellina vincitrice dell’edizione 2014, Alessandro Benvenuti scrittore e autore, Palo Ciampi scrittore e giornalista e Alberto Severi giornalista.

Il premio che sarà assegnato sabato 11 giugno alle ore 17.00 nella Sala del Capitolo a Vallombrosa oltre ad essere patrocinato è anche un vanto del comune d Reggello nel cui territorio si trova la millenaria foresta e che si fa notare in occasione della presentazione alla stampa per l’assenza delle sue istituzioni.

Di contrappasso non è mancato il generale Giuseppe Vadalà comandante delle Guardie Forestali della Regione Toscana cui va tutta la nostra solidarietà per le vicende di attualità che coinvolgono questa meravigliosa istituzione da sempre attenta, vigile e rispettosa nel proteggere ambiente e territorio che il nostro governo vuole cancellare per astruse regole di semplificazioni amministrative.[:]

Frutti dimenticati riscoperti e “specialisti” non pervenuti

[:it]Pesca-Regina-Londadi Nadia Fondelli – Ormai è assodato. Lo sanno pure i muri – anche se lo dicono sottovoce per non disturbare la cassaforte dei monopolisti della nostra salute – l’alimentazione base del presente e del futuro è nella verdura e nella frutta.

Da sempre lo dice la nostra cara e vecchia dieta mediterranea ma troppo spesso lo dimentichiamo nella rincorsa a modelli e stili di vita che danneggiano la salute, ma sono tanto comodi.
La legge della comunicazione del resto insegna che la massificazione piace e che parlare di buone regole è argomento fastidioso.

Così è stato per molti anni, gli anni della plastica, del preconfezionato e del fast salvo scoprire poi, quando i buoi sono già scappati dalla stalla, che il rovescio della medaglia c’era. Addio salute.

Facendo due conti si è compreso allora che il costo sociale di cattive politiche è un boomerang assassino. Spendere oggi uno per risparmiare e nutrire i popoli di veleni corrisponde a spendere domani dieci per garantire cure a vite a popoli avvelenati.

Malattie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative erano sconosciute pochi decenni fa quando sulla tavola la carne scarseggiava, i prodotti lavorati non esistevano, i legumi erano la bistecca dei poveri e frutta e verdura non mancava mai.

E’ stato comodo e troppo facile distruggere l’economia di micro produzioni contadine di cui nessuno si sarebbe interessato in nome della spesa da carrello.
Oggi ne paghiamo il conto ed ecco che l’economia che ha fatto risorgere l’Italia dalle macerie della guerra, quella contadina sacrificata in nome del progresso, oggi è la chiave per un futuro migliore.
Non un vero ritorno al passato, sarebbe impossibile, ma un passato rivisto in chiave moderna per curarsi e non ammalarsi mangiando.

La frutta dimenticata ritorna così ad avere un seppur piccolo (e ci auguriamo in crescita) numero di produttori e seguaci ben consci di dover trovare la chiave di volta per non essere dei Don Chisciotte qualsiasi.
E pensare che in poco più di un ventennio siamo stati capaci di azzerare un patrimonio unico fatto di: primo paese al mondo a produrre pesche, pere e kiwi; ben oltre 170.000 varietà vegetali commestibili prodottee (la Gran Bretagna seconda ne ha 2100) e oltre 120 varietà di grani quando un colosso come gli Usa ne hanno solo 6.

E di frutti dimenticati da rilanciare se n’è parlato in abbondanza in un interessante confronto fra stampa specializzata, produttori, scienziati e amministratori pochi giorni fa a Londa: paese conosciuto per la celebre e ormai introvabile pesca regina.

La regina appunto tardiva settembrina a cui il paese mugellano ha da sempre dedicato la sua festa che insieme alla cotogna che si coltivava dalle parti dell’odierna via di Villamagna a Firenze rimangono tracce, insieme a tantissime altre varietà solo nei dipinti di Bartolomeo Bimbi testimone con le sue tele di come la frutta e le sue mille varietà fossero invece conosciute e rispettate sulle tavole rinascimentali.

Peccato che fra i tantissimi (sempre più) colleghi che vantano specializzazione in enogastronomia sulle rive del lago di Londa fossimo solo una manciata.
Peccato che la buona e sana divulgazione che si può fare non abbia appeal. Peccato non aver compreso la richiesta di sostegno lanciata da un’amministrazione lungimirante che tanto sta facendo in termini di sostegno e formazione per riprendere in chiave moderna una produzione che determina un economia; peccato per non sapere e non poter raccontare ai consumatori che ci mangiamo (quando la mangiamo) frutta costruita in laboratorio con il solo scopo di essere adatta alla grande distribuzione anche se deve stare venti giorni in frigorifero e col gusto pari a zero.

Peccato non sapere e non poter raccontare che il chilometro zero non è solo una bella parola da usare per riempirsi la bocca, non capire come costruire insieme una filiera, delle corrette etichettature, come sviluppare piante naturalmente resistenti ai parassiti, perché non chiedere agli chef-divi perché la frutta non esiste nei loro menù, etc…

Chi ci rimette è il consumatore perché al poutpourri del tutto si cucina a tutte le ore in tv si può rispondere solo con informazione corretta e coraggiosa. Ma forse è il coraggio che manca a questo paese per rifiorire.[:en]Pesca-Regina-Londadi Nadia Fondelli – Ormai è assodato. Lo sanno pure i muri – anche se lo dicono sottovoce per non disturbare la cassaforte dei monopolisti della nostra salute – l’alimentazione base del presente e del futuro è nella verdura e nella frutta.

Da sempre lo dice la nostra cara e vecchia dieta mediterranea ma troppo spesso lo dimentichiamo nella rincorsa a modelli e stili di vita che danneggiano la salute, ma sono tanto comodi.
La legge della comunicazione del resto insegna che la massificazione piace e che parlare di buone regole è argomento fastidioso.

Così è stato per molti anni, gli anni della plastica, del preconfezionato e del fast salvo scoprire poi, quando i buoi sono già scappati dalla stalla, che il rovescio della medaglia c’era. Addio salute.

Facendo due conti si è compreso allora che il costo sociale di cattive politiche è un boomerang assassino. Spendere oggi uno per risparmiare e nutrire i popoli di veleni corrisponde a spendere domani dieci per garantire cure a vite a popoli avvelenati.

Malattie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative erano sconosciute pochi decenni fa quando sulla tavola la carne scarseggiava, i prodotti lavorati non esistevano, i legumi erano la bistecca dei poveri e frutta e verdura non mancava mai.

E’ stato comodo e troppo facile distruggere l’economia di micro produzioni contadine di cui nessuno si sarebbe interessato in nome della spesa da carrello.
Oggi ne paghiamo il conto ed ecco che l’economia che ha fatto risorgere l’Italia dalle macerie della guerra, quella contadina sacrificata in nome del progresso, oggi è la chiave per un futuro migliore.
Non un vero ritorno al passato, sarebbe impossibile, ma un passato rivisto in chiave moderna per curarsi e non ammalarsi mangiando.

La frutta dimenticata ritorna così ad avere un seppur piccolo (e ci auguriamo in crescita) numero di produttori e seguaci ben consci di dover trovare la chiave di volta per non essere dei Don Chisciotte qualsiasi.
E pensare che in poco più di un ventennio siamo stati capaci di azzerare un patrimonio unico fatto di: primo paese al mondo a produrre pesche, pere e kiwi; ben oltre 170.000 varietà vegetali commestibili prodottee (la Gran Bretagna seconda ne ha 2100) e oltre 120 varietà di grani quando un colosso come gli Usa ne hanno solo 6.

E di frutti dimenticati da rilanciare se n’è parlato in abbondanza in un interessante confronto fra stampa specializzata, produttori, scienziati e amministratori pochi giorni fa a Londa: paese conosciuto per la celebre e ormai introvabile pesca regina.

La regina appunto tardiva settembrina a cui il paese mugellano ha da sempre dedicato la sua festa che insieme alla cotogna che si coltivava dalle parti dell’odierna via di Villamagna a Firenze rimangono tracce, insieme a tantissime altre varietà solo nei dipinti di Bartolomeo Bimbi testimone con le sue tele di come la frutta e le sue mille varietà fossero invece conosciute e rispettate sulle tavole rinascimentali.

Peccato che fra i tantissimi (sempre più) colleghi che vantano specializzazione in enogastronomia sulle rive del lago di Londa fossimo solo una manciata.
Peccato che la buona e sana divulgazione che si può fare non abbia appeal. Peccato non aver compreso la richiesta di sostegno lanciata da un’amministrazione lungimirante che tanto sta facendo in termini di sostegno e formazione per riprendere in chiave moderna una produzione che determina un economia; peccato per non sapere e non poter raccontare ai consumatori che ci mangiamo (quando la mangiamo) frutta costruita in laboratorio con il solo scopo di essere adatta alla grande distribuzione anche se deve stare venti giorni in frigorifero e col gusto pari a zero.

Peccato non sapere e non poter raccontare che il chilometro zero non è solo una bella parola da usare per riempirsi la bocca, non capire come costruire insieme una filiera, delle corrette etichettature, come sviluppare piante naturalmente resistenti ai parassiti, perché non chiedere agli chef-divi perché la frutta non esiste nei loro menù, etc…

Chi ci rimette è il consumatore perché al poutpourri del tutto si cucina a tutte le ore in tv si può rispondere solo con informazione corretta e coraggiosa. Ma forse è il coraggio che manca a questo paese per rifiorire.[:]

Le dimore storiche per Cantine Aperte 2016

[:it]cantine-adsidi redazione –  82 dimore storiche toscane hanno aperto i cancelli e le porte di cortili e giardini a oltre 60.000, in città e in campagna, in occasione della Giornate Nazionale, domenica 22 maggio.

Un terzo delle 250 dimore aperte per l’occasione in tutta Italia è toscano: 8 residenze nel Mugello, 5 nelle Crete Senesi, 11 Ville Pisane e 3 Lucchesi, 5 a Pontremoli e Lunigiana.
Numerose anche le aperture che animano le meravigliose città d’arte toscane: 5 nel cuore di Siena, 6 a Lucca, 10 a Pisa fino a 29 nel centro storico di Firenze.

L’occasione si ripete domenica 29 in occasione dell’annuale manifestazione “Cantine Aperte 2016”, evento di grande rilievo per decine di migliaia di appassionati enoturisti che avranno l’occasione di vivere, direttamente sul posto, sapori, tradizioni ed atmosfere che hanno reso celebre nei secoli il nostro Paese unendo la qualità di immobili vincolati come  monumento nazionale ai paesaggi intatti che li circondano, al calore dell’accoglienza, alla qualità di prodotti coltivati direttamente in azienda.

Nel portale istituzionale di A.D.S.I. (www.adsi.it) e su quello d’accoglienza www.dimorestoricheitaliane.it, troverete l’elenco completo e dettagliato di tutte le cantine nostre consociate che aderiranno all’iniziativa con i singoli eventi alla stessa correlati.

In Toscana apriranno 9 dimore: Azienda agricola Barone Ricasoli, Azienda agricola Banfi, Azienda agricola Castello di Verrazzano, Azienda agricola Castello Sonnino, Azienda agricola Fattorie Toscane, Azienda agricola Contucci, Azienda agricola Marchese Mazzei – Castello Fonterutoli, Azienda agricola Degli Azzoni Avogadro Carradori, Azienda agricola Villa Vignamaggio.[:en]cantine-adsidi redazione –  82 dimore storiche toscane hanno aperto i cancelli e le porte di cortili e giardini a oltre 60.000, in città e in campagna, in occasione della Giornate Nazionale, domenica 22 maggio.

Un terzo delle 250 dimore aperte per l’occasione in tutta Italia è toscano: 8 residenze nel Mugello, 5 nelle Crete Senesi, 11 Ville Pisane e 3 Lucchesi, 5 a Pontremoli e Lunigiana.
Numerose anche le aperture che animano le meravigliose città d’arte toscane: 5 nel cuore di Siena, 6 a Lucca, 10 a Pisa fino a 29 nel centro storico di Firenze.

L’occasione si ripete domenica 29 in occasione dell’annuale manifestazione “Cantine Aperte 2016”, evento di grande rilievo per decine di migliaia di appassionati enoturisti che avranno l’occasione di vivere, direttamente sul posto, sapori, tradizioni ed atmosfere che hanno reso celebre nei secoli il nostro Paese unendo la qualità di immobili vincolati come  monumento nazionale ai paesaggi intatti che li circondano, al calore dell’accoglienza, alla qualità di prodotti coltivati direttamente in azienda.

Nel portale istituzionale di A.D.S.I. (www.adsi.it) e su quello d’accoglienza www.dimorestoricheitaliane.it, troverete l’elenco completo e dettagliato di tutte le cantine nostre consociate che aderiranno all’iniziativa con i singoli eventi alla stessa correlati.

In Toscana apriranno 9 dimore: Azienda agricola Barone Ricasoli, Azienda agricola Banfi, Azienda agricola Castello di Verrazzano, Azienda agricola Castello Sonnino, Azienda agricola Fattorie Toscane, Azienda agricola Contucci, Azienda agricola Marchese Mazzei – Castello Fonterutoli, Azienda agricola Degli Azzoni Avogadro Carradori, Azienda agricola Villa Vignamaggio.[:]

Pontedera: Vespa settant’anni, Buon compleanno

[:it]vespa-adv-3di redazione – Presentati i festeggiamenti in onore della Vespa. Giani: “simbolo del made in Tuscany, grazie al genio della creatività tipico della nostra terra”

A far bella mostra si sé, in sala Montanelli di palazzo Panciatichi, un cavalletto con “Settanta anni di Vespa” (acrilico su tavola, 90 per 125 cm), opera che Claudio Cionini ha donato al Consiglio regionale.
Questo lo scenario che ha caratterizzato la conferenza stampa per il presentazione del settantesimo anniversario della Vespa, il gioiellino targato Piaggio, disegnato da Corradino D’Ascanio e brevettato il 23 aprile del 1946.“Una data storica, paragonabile al 5 luglio del 1853, che ricorda il brevetto del motore a scoppio – ha sottolineato il presidente del Consiglio Eugenio Giani – una ricorrenza che abbiamo voluto celebrare nella sede dell’Assemblea regionale, per onorare un importante simbolo del made in Tuscany, grazie al genio della creatività della nostra terra”.
“La Vespa ha fatto la storia toscana attraverso la sua diffusione nel mondo – ha continuato il presidente – per la capacità di innovazione e visione a livello mondiale, che ha da sempre caratterizzato la Piaggio, basti conoscere la passione e l’entusiasmo di Riccardo Costagliola, presidente Fondazione Piaggio, così come lo stretto rapporto con il territorio – ha concluso Giani – e il senso della memoria proiettato al futuro, ben evidenti nei festeggiamenti organizzati dall’amministrazione comunale di Pontedera”.

Come sottolineato dal presidente Costagliola: “La Vespa è sempre la Vespa, è nata come lavoro di team; la Fondazione è luogo della memoria, ma soprattutto luogo di aggregazione e trasmissione di valori”.

Un concentrato di potenzialità che passa anche attraverso la ricca Kermesse organizzata per festeggiare il gran compleanno – come ha ricordato Angela Pirri, vicesindaco Comune di Pontedera – che interesserà l’intera Valdera da aprile a giugno, tra saluti istituzionali, concerti, mostre, notte bianca della Vespa, incontri… nel segno di un bolide su due ruote, che da ben settanta anni accompagna generazioni in giro per il mondo.[:en]vespa-adv-3di redazione – Presentati i festeggiamenti in onore della Vespa. Giani: “simbolo del made in Tuscany, grazie al genio della creatività tipico della nostra terra”

A far bella mostra si sé, in sala Montanelli di palazzo Panciatichi, un cavalletto con “Settanta anni di Vespa” (acrilico su tavola, 90 per 125 cm), opera che Claudio Cionini ha donato al Consiglio regionale.
Questo lo scenario che ha caratterizzato la conferenza stampa per il presentazione del settantesimo anniversario della Vespa, il gioiellino targato Piaggio, disegnato da Corradino D’Ascanio e brevettato il 23 aprile del 1946.“Una data storica, paragonabile al 5 luglio del 1853, che ricorda il brevetto del motore a scoppio – ha sottolineato il presidente del Consiglio Eugenio Giani – una ricorrenza che abbiamo voluto celebrare nella sede dell’Assemblea regionale, per onorare un importante simbolo del made in Tuscany, grazie al genio della creatività della nostra terra”.
“La Vespa ha fatto la storia toscana attraverso la sua diffusione nel mondo – ha continuato il presidente – per la capacità di innovazione e visione a livello mondiale, che ha da sempre caratterizzato la Piaggio, basti conoscere la passione e l’entusiasmo di Riccardo Costagliola, presidente Fondazione Piaggio, così come lo stretto rapporto con il territorio – ha concluso Giani – e il senso della memoria proiettato al futuro, ben evidenti nei festeggiamenti organizzati dall’amministrazione comunale di Pontedera”.

Come sottolineato dal presidente Costagliola: “La Vespa è sempre la Vespa, è nata come lavoro di team; la Fondazione è luogo della memoria, ma soprattutto luogo di aggregazione e trasmissione di valori”.

Un concentrato di potenzialità che passa anche attraverso la ricca Kermesse organizzata per festeggiare il gran compleanno – come ha ricordato Angela Pirri, vicesindaco Comune di Pontedera – che interesserà l’intera Valdera da aprile a giugno, tra saluti istituzionali, concerti, mostre, notte bianca della Vespa, incontri… nel segno di un bolide su due ruote, che da ben settanta anni accompagna generazioni in giro per il mondo.[:]

Toscana: musei aperti il 25 aprile e il 1°maggio

[:it]20140305_102011MUSEI APERTI LUNEDI 25 APRILE 2016

FIRENZE
Museo Archeologico Nazionale di Firenze 8,30 – 14,00 (ultimo ingresso 13,15)
Chiostro dello Scalzo (Firenze) 8,15 – 13,50
Villa della Petraia (Firenze) 8,30 – 19,00
Giardino della Villa di Castello (Firenze) 8,30 – 13,30

IN REGIONE
Anghiari, Museo delle Arti e Tradizioni popolari dell’Alta Valtiberina (Palazzo Taglieschi) 9,00 – 18,00 (ULTIMO INGRESSO 17,15)
Arezzo, Museo di Casa Vasari 8,00 – 14,00
Arezzo, Basilica di San Francesco 9,00 – 18,30 (VISITE SOLO SU RENOTAZIONE)
Arezzo, Museo Archeologico Nazionale G. C. Mecenate 13,30 – 19,30 (ultimo ingresso 19,00)
Castiglioncello, Museo Archeologico Nazionale di (in collaborazione col Comune di Rosignano Marittima) 10.30 – 12.30
Cerreto Guidi, Villa Medicea di Cerreto Guidi e Museo storico della Caccia e del territorio 10,00 – 19,00
Chiusi, Museo Archeologico Nazionale 9,00 -20,00 (ultimo ingresso 19,30)
Cosa-Ansedonia, Museo Archeologico nazionale 10,15 – 18,30
Portoferraio, Museo Nazionale delle residenze napoleoniche  – Palazzina dei Mulini e Villa di San Martino 8,30 – 13,30 (ultimo ingresso 13.00)
Monsummano Terme, Museo di Casa Giusti 8,00 – 14,00/15,00 – 18,00
Pistoia, Ex Chiesa del Tau 8,15 – 13,30
Pistoia, Oratorio di San Desiderio 8,15 – 13,30
Poggio a Caiano, Villa Medicea e Museo della Natura Morta 8,15 – 18,30 (ultimo accesso 17,30)
Siena, Pinacoteca Nazionale 9 – 13
Siena, Museo Archeologico Nazionale (ALL’INTERNO DEL COMPLESSO DI SANTA MARIA DELLA SCALA, in collaborazione col Comune di Siena) 10,30 – 16,30

MUSEI APERTI DOMENICA 1 MAGGIO 2016

FIRENZE
Cenacolo di Andrea del Sarto (Firenze) 08:00-14:00
Giardino della Villa a Castello (Firenze) 13:30-18:30 (ultimo ingresso ore 18.00)
Villa della Petraia (Firenze) 13:30-18:30 (ultimo ingresso ore 17.30)
Villa Corsini a Castello (Firenze) 08:00-14:00 (ultimo ingresso ore 13.00)
Museo Archeologico Nazionale di Firenze (Firenze) 08:30-19:00 (ultimo ingresso ore 18,15)
Giardino della Villa il Ventaglio (Firenze) 08:00-19:00
Museo di San Marco (Firenze) 08:15-13:50

IN REGIONE
Arezzo – Museo delle Arti e Tradizioni popolari dell’Alta Valtiberina (Palazzo Taglieschi), Anghiari 09.00-19.40 (ultimo ingresso ore 19.00)
Basilica di San Francesco (Arezzo) 12.30-18.00 (ultimo ingresso ore 17.30) (visite solo su prenotazione)
Museo di Casa Vasari (Arezzo) 08.30-13.30 (ultimo ingresso ore 13.00)
Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna (Arezzo) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Museo Archeologico Nazionale G. C. Mecenate (Arezzo) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Abbazia di Soffena (Castelfranco Piandiscò) 13.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.45)
Villa Medicea di Cerreto Guidi e Museo storico della Caccia e del territorio (Cerreto Guidi – FI) 09:00-19:00
Museo Nazionale di Villa Guinigi (Lucca) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Pinacoteca Nazionale e Museo di Palazzo Mansi (Lucca) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Museo di Casa Giusti (Monsummano Terme) 08:00-14:00
Eremo di San Leonardo al Lago (Monteriggioni – SI) 10:00-16:00
Museo Nazionale di Palazzo Reale di Pisa (Pisa) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Museo Nazionale di San Matteo (Pisa) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Fortezza di Santa Barbara (Pistoia) 08:00-20:00
Villa Medicea di Poggio a Caiano e Museo della Natura Morta (Poggio a Caiano – PO) 08:15-18:30 (ultimo ingresso ore 17:30)
Museo Nazionale delle residenze napoleoniche – Palazzina dei Mulini (Portoferraio) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Pinacoteca Nazionale di Siena (Siena) 08:15-13:45[:en]20140305_102011MUSEI APERTI LUNEDI 25 APRILE 2016

FIRENZE
Museo Archeologico Nazionale di Firenze 8,30 – 14,00 (ultimo ingresso 13,15)
Chiostro dello Scalzo (Firenze) 8,15 – 13,50
Villa della Petraia (Firenze) 8,30 – 19,00
Giardino della Villa di Castello (Firenze) 8,30 – 13,30

IN REGIONE
Anghiari, Museo delle Arti e Tradizioni popolari dell’Alta Valtiberina (Palazzo Taglieschi) 9,00 – 18,00 (ULTIMO INGRESSO 17,15)
Arezzo, Museo di Casa Vasari 8,00 – 14,00
Arezzo, Basilica di San Francesco 9,00 – 18,30 (VISITE SOLO SU RENOTAZIONE)
Arezzo, Museo Archeologico Nazionale G. C. Mecenate 13,30 – 19,30 (ultimo ingresso 19,00)
Castiglioncello, Museo Archeologico Nazionale di (in collaborazione col Comune di Rosignano Marittima) 10.30 – 12.30
Cerreto Guidi, Villa Medicea di Cerreto Guidi e Museo storico della Caccia e del territorio 10,00 – 19,00
Chiusi, Museo Archeologico Nazionale 9,00 -20,00 (ultimo ingresso 19,30)
Cosa-Ansedonia, Museo Archeologico nazionale 10,15 – 18,30
Portoferraio, Museo Nazionale delle residenze napoleoniche  – Palazzina dei Mulini e Villa di San Martino 8,30 – 13,30 (ultimo ingresso 13.00)
Monsummano Terme, Museo di Casa Giusti 8,00 – 14,00/15,00 – 18,00
Pistoia, Ex Chiesa del Tau 8,15 – 13,30
Pistoia, Oratorio di San Desiderio 8,15 – 13,30
Poggio a Caiano, Villa Medicea e Museo della Natura Morta 8,15 – 18,30 (ultimo accesso 17,30)
Siena, Pinacoteca Nazionale 9 – 13
Siena, Museo Archeologico Nazionale (ALL’INTERNO DEL COMPLESSO DI SANTA MARIA DELLA SCALA, in collaborazione col Comune di Siena) 10,30 – 16,30

MUSEI APERTI DOMENICA 1 MAGGIO 2016

FIRENZE
Cenacolo di Andrea del Sarto (Firenze) 08:00-14:00
Giardino della Villa a Castello (Firenze) 13:30-18:30 (ultimo ingresso ore 18.00)
Villa della Petraia (Firenze) 13:30-18:30 (ultimo ingresso ore 17.30)
Villa Corsini a Castello (Firenze) 08:00-14:00 (ultimo ingresso ore 13.00)
Museo Archeologico Nazionale di Firenze (Firenze) 08:30-19:00 (ultimo ingresso ore 18,15)
Giardino della Villa il Ventaglio (Firenze) 08:00-19:00
Museo di San Marco (Firenze) 08:15-13:50

IN REGIONE
Arezzo – Museo delle Arti e Tradizioni popolari dell’Alta Valtiberina (Palazzo Taglieschi), Anghiari 09.00-19.40 (ultimo ingresso ore 19.00)
Basilica di San Francesco (Arezzo) 12.30-18.00 (ultimo ingresso ore 17.30) (visite solo su prenotazione)
Museo di Casa Vasari (Arezzo) 08.30-13.30 (ultimo ingresso ore 13.00)
Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna (Arezzo) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Museo Archeologico Nazionale G. C. Mecenate (Arezzo) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Abbazia di Soffena (Castelfranco Piandiscò) 13.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.45)
Villa Medicea di Cerreto Guidi e Museo storico della Caccia e del territorio (Cerreto Guidi – FI) 09:00-19:00
Museo Nazionale di Villa Guinigi (Lucca) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Pinacoteca Nazionale e Museo di Palazzo Mansi (Lucca) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Museo di Casa Giusti (Monsummano Terme) 08:00-14:00
Eremo di San Leonardo al Lago (Monteriggioni – SI) 10:00-16:00
Museo Nazionale di Palazzo Reale di Pisa (Pisa) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Museo Nazionale di San Matteo (Pisa) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Fortezza di Santa Barbara (Pistoia) 08:00-20:00
Villa Medicea di Poggio a Caiano e Museo della Natura Morta (Poggio a Caiano – PO) 08:15-18:30 (ultimo ingresso ore 17:30)
Museo Nazionale delle residenze napoleoniche – Palazzina dei Mulini (Portoferraio) 08:30-19:30 (ultimo ingresso ore 19:00)
Pinacoteca Nazionale di Siena (Siena) 08:15-13:45[:]