Mar 1, 2016 | Arcipelago | Costa degli Etruschi, Arezzo, Argentario, Arte e cultura, Casentino, Chianti Classico, Città del Tufo | Colline Metallifere, Crete Senesi, Editoriale, Enogastronomia, Firenze, Garfagnana, Grosseto, Litorale pisano, Livorno, Lucca, Lunigiana, Maremma, Massa Carrara, Montagna Pistoiese, Montalbano, Monte Amiata, Monti Pisani, Mugello | Val di Sieve, Pisa, Pistoia, Prato, San Gimignano, Siena, Val Bisenzio, Val d'Elsa | Empolese, Val d'Elsa | Val di Merse, Val d'Orcia | Val di Chiana, Val di Cecina, Val di Cornia, Val Tiberina, Valdarno, Valdarno | Valdera | Colline Pisane, Valdinievole, Valle del Serchio | Piana Lucchese, Versilia
[:it]
di Nadia Fondelli – Le stelle nel firmamento del vino toscano brillano. I dati sull’export vincolo sono entusiasmanti, ma non è tutto oro quello che luccica.
Molto spesso uno zircone ben intagliato abbaglia gli occhi più di un autentico brillante e così succede nel vino che, non a caso, anche l’assessore Remaschi nella conferenza di presentazione della lunga settimana delle anteprime di Bacco ha definito “la locomotiva dell’agroalimentare della regione”.
A livello export i risultati, rimanendo ai paragoni astronomici, sono davvero a cinque stelle. La Toscana si colloca al secondo posto nazionale per valore di esportazioni dopo il Veneto e prima del Piemonte.
La quota vino regionale nel panorama italico passa dal 14,8% del 2014 al 16,7% del 2015 e addirittura, dal 2003 ad oggi, nonostante la congiuntura economica negativa e due annate non troppo favorevoli il commercio estero è aumentato del 102,4%.
Tornano a volare i mercati nord americani (+15,8%) ed europei (+5,6%), molto lunatici i paesi del BRIC con il Brasile che scende del -28,4% e la Cina che cresce del +32,4%. Ma ciò che sorprende sono Paesi emergenti anche difficili da immaginare come l’India che cresce del +120% e il Sud Africa del +140,8%. Ottime e insperate performance anche da parte di Nuova Zelanda con +19%, Israele +32,1% e perfino Emirati Arabi Uniti con un sorprendente +11,5%!
Ma anche i bianchi di Toscana meno famosi e popolari segnano cifre a doppio zero e stesso risultato lo aspettiamo a breve anche per i rosati che stanno prepotentemente tornando ad essere presenti nel corredo delle principali casate vinicole dopo un oblio di decenni grazie al loro mix di profumi, sapori e leggerezza che li rendono perfetti per ogni stagione e circostanza.
Le giovani generazioni, i cosiddetti “Millennians” nel modaiolo mondo del vino vedono la Toscana come punto di riferimento e questo fa prevedere un futuro radioso.
Beati loro. Chi invece, come chi scrive, ha qualche capello bianco, ha visto il vino passare dai bassifondi ai caveaux e dopo migliaia di degustazioni sul palato non confonde ormai gli zirconi con i diamanti.
Degustando le varie denominazioni in anteprima, non ci siamo lasciati troppo affascinare dai pomposi proclami festaioli e i budget da capogiro che accompagnano i 300 anni del Chianti Classico e al bicchiere ci siamo annoiati come ormai tradizione da molti anni.
Verrebbe da dire che serve più personalità e coraggio, ma ci siamo annoiati anche di ripetere questo.
Siamo invece rimasti favorevolmente sorpresi dagli altri vini, quelli meno osannati e con budget promozionali senza troppi zero che, ligi alla tradizione, propongono ancora sapori autentici e caratteriali infischiandosene della ruffianeria di circostanza.
Su tutti segnalo il Vin Ruspo di Carmignano straordinario esempio di rosato emergente e il
vino minerale vulcanico del Montecucco dell’Amiata.
[:en]
di Nadia Fondelli – Le stelle nel firmamento del vino toscano brillano. I dati sull’export vincolo sono entusiasmanti, ma non è tutto oro quello che luccica.
Molto spesso uno zircone ben intagliato abbaglia gli occhi più di un autentico brillante e così succede nel vino che, non a caso, anche l’assessore Remaschi nella conferenza di presentazione della lunga settimana delle anteprime di Bacco ha definito “la locomotiva dell’agroalimentare della regione”.
A livello export i risultati, rimanendo ai paragoni astronomici, sono davvero a cinque stelle. La Toscana si colloca al secondo posto nazionale per valore di esportazioni dopo il Veneto e prima del Piemonte.
La quota vino regionale nel panorama italico passa dal 14,8% del 2014 al 16,7% del 2015 e addirittura, dal 2003 ad oggi, nonostante la congiuntura economica negativa e due annate non troppo favorevoli il commercio estero è aumentato del 102,4%.
Tornano a volare i mercati nord americani (+15,8%) ed europei (+5,6%), molto lunatici i paesi del BRIC con il Brasile che scende del -28,4% e la Cina che cresce del +32,4%. Ma ciò che sorprende sono Paesi emergenti anche difficili da immaginare come l’India che cresce del +120% e il Sud Africa del +140,8%. Ottime e insperate performance anche da parte di Nuova Zelanda con +19%, Israele +32,1% e perfino Emirati Arabi Uniti con un sorprendente +11,5%!
Ma anche i bianchi di Toscana meno famosi e popolari segnano cifre a doppio zero e stesso risultato lo aspettiamo a breve anche per i rosati che stanno prepotentemente tornando ad essere presenti nel corredo delle principali casate vinicole dopo un oblio di decenni grazie al loro mix di profumi, sapori e leggerezza che li rendono perfetti per ogni stagione e circostanza.
Le giovani generazioni, i cosiddetti “Millennians” nel modaiolo mondo del vino vedono la Toscana come punto di riferimento e questo fa prevedere un futuro radioso.
Beati loro. Chi invece, come chi scrive, ha qualche capello bianco, ha visto il vino passare dai bassifondi ai caveaux e dopo migliaia di degustazioni sul palato non confonde ormai gli zirconi con i diamanti.
Degustando le varie denominazioni in anteprima, non ci siamo lasciati troppo affascinare dai pomposi proclami festaioli e i budget da capogiro che accompagnano i 300 anni del Chianti Classico e al bicchiere ci siamo annoiati come ormai tradizione da molti anni.
Verrebbe da dire che serve più personalità e coraggio, ma ci siamo annoiati anche di ripetere questo.
Siamo invece rimasti favorevolmente sorpresi dagli altri vini, quelli meno osannati e con budget promozionali senza troppi zero che, ligi alla tradizione, propongono ancora sapori autentici e caratteriali infischiandosene della ruffianeria di circostanza.
Su tutti segnalo il Vin Ruspo di Carmignano straordinario esempio di rosato emergente e il
vino minerale vulcanico del Montecucco dell’Amiata.
[:]
Feb 13, 2016 | Arte e cultura, Firenze
[:it]
la redazione – In occasione della XXVII Giornata Internazionale della Guida Turistica, che ricorre il 21 febbraio di ogni anno, l’Associazione Guide Turistiche AGT Firenze, in collaborazione con l’Opera di Santa Maria del Fiore e la Fondazione Teatro della Toscana, ha organizzato due iniziative gratuite rivolte a tutti.
Giovedì 18 febbraio (dalle ore 15.00 alle 17.00, ultima partenza) visite guidate gratuite al nuovo Museo dell’Opera del Duomo.
Per l’occasione l’ingresso al museo è ridotto, al costo di 6 euro, senza prenotazione.
Domenica 21 febbraio, visite guidate gratuite ai teatri della Pergola (alle ore 9.00 e alle 10.00) e Niccolini (alle ore 10.00 e alle ore 12.00) con prenotazione obbligatoria scrivendo o telefonando a: museo@teatrodellatoscana.it, 055 2264364.
L’intento dell’iniziativa è quello di riscoprire Firenze insieme alle Guide Turistiche professionali, che con grande passione lavorano sul territorio. La Giornata Internazionale della Guida Turistica è stata istituita dalla World Federation of Tourist Guides Associations (WFTGA) ed è promossa in Italia dall’Associazione Nazionale Guide Turistiche (ANGT).
Giovedì 18 febbraio, 2016
Museo dell’Opera del Duomo
Per l’occasione il biglietto d’ingresso del Museo sarà di 6 euro
Non è possibile prenotare, è sufficiente presentarsi davanti al museo dalle ore 15 alle ore 17 (ultima partenza). Gruppi ogni 20 minuti.
Domenica 21 febbraio, 2016
Teatro della Pergola e Teatro Niccolini
Teatro della Pergola, ore 9 e ore 10; Teatro Niccolini, ore 10 e ore 12.
Prenotazione obbligatoria scrivendo a: museo@teatrodellatoscana.it
(indicare nome, cognome, numero di telefono, teatro che si desidera visitare e orario prescelto, max 4 persone). Per informazioni sui Teatri tel. 055 2264364
[:en]
la redazione – In occasione della XXVII Giornata Internazionale della Guida Turistica, che ricorre il 21 febbraio di ogni anno, l’Associazione Guide Turistiche AGT Firenze, in collaborazione con l’Opera di Santa Maria del Fiore e la Fondazione Teatro della Toscana, ha organizzato due iniziative gratuite rivolte a tutti.
Giovedì 18 febbraio (dalle ore 15.00 alle 17.00, ultima partenza) visite guidate gratuite al nuovo Museo dell’Opera del Duomo.
Per l’occasione l’ingresso al museo è ridotto, al costo di 6 euro, senza prenotazione.
Domenica 21 febbraio, visite guidate gratuite ai teatri della Pergola (alle ore 9.00 e alle 10.00) e Niccolini (alle ore 10.00 e alle ore 12.00) con prenotazione obbligatoria scrivendo o telefonando a: museo@teatrodellatoscana.it, 055 2264364.
L’intento dell’iniziativa è quello di riscoprire Firenze insieme alle Guide Turistiche professionali, che con grande passione lavorano sul territorio. La Giornata Internazionale della Guida Turistica è stata istituita dalla World Federation of Tourist Guides Associations (WFTGA) ed è promossa in Italia dall’Associazione Nazionale Guide Turistiche (ANGT).
Giovedì 18 febbraio, 2016
Museo dell’Opera del Duomo
Per l’occasione il biglietto d’ingresso del Museo sarà di 6 euro
Non è possibile prenotare, è sufficiente presentarsi davanti al museo dalle ore 15 alle ore 17 (ultima partenza). Gruppi ogni 20 minuti.
Domenica 21 febbraio, 2016
Teatro della Pergola e Teatro Niccolini
Teatro della Pergola, ore 9 e ore 10; Teatro Niccolini, ore 10 e ore 12.
Prenotazione obbligatoria scrivendo a: museo@teatrodellatoscana.it
(indicare nome, cognome, numero di telefono, teatro che si desidera visitare e orario prescelto, max 4 persone). Per informazioni sui Teatri tel. 055 2264364
[:]
Feb 5, 2016 | Chianti Classico, Enogastronomia
[:it]
di Nadia Fondelli – Sono ormai passati anni da quando ho incontrato per la prima volta Antonella d’Isanto.
Spinta dalla mia anima ecologista decisi di scoprire da vicino un’azienda coraggiosa che in tempi non sospetti aveva deciso di essere eco friendly.
Antonella si definì fin da quel nostro primo incontro una “produttrice per passione” e in realtà solo la passione e un po’ di sana follia pensai, la poteva spingere a scegliere imballaggi senza polistirolo e plastica, impianto fotovoltaico, bottiglie più leggere per sprecare meno vetro e addirittura riciclare i tappi in originalissimi orecchini che porto tutt’oggi molto volentieri.
Oltre alla passione furono alte le doti che intuì in lei. Donna solare, comunicativa e carismatica capì che mi trovavo al cospetto di chi non si ferma al nozionismo ma approfondisce tutto con l’intelligenza e la curiosità del viaggiatore della vita.
Antonella vive la sua azienda totalmente. In cantina, in vigna e in ufficio e riesce, con la stessa maestria, a viverla appieno anche girando il mondo.
E’ infatti lei che personalmente sdogana le sue sei etichette – fra ci il magistrale Gold Label – ad ogni latitudine e longitudine (dall’America al Giappone) facendo anche incetta di premi, medaglie e riconoscimenti.
Ma I Balzini, questo il nome dell’azienda che la vede capitana di uno staff non a caso tutto al femminile, è molto di più. E’ anche un punto di riferimento del buon vivere e della buona cultura.
Ai Balzini c’è arte. Le mostre sono una buona consuetudine e qui è stata battezzata la enoarte di Elisabetta Rogai.
Ai Balzini c’è letteratura. Molte le presentazioni di libri che si svolgono e addirittura uno dei volumi più di successo del noto giallista Marco Vichi è ambientato fra queste vigne.
E ai Balzini c’è buona imprenditoria.
Quasi naturale anche se non scontato che Antonella d’Isanto sia, dallo scorso anno, Presidente regionale dell’Associazione donne del vino che nata fra lo scetticismo di un mondo molto maschilista come quello di Bacco vanti oggi 650 iscritte che rappresentano le donne e il vino non solo in vigna e cantina, a anche in tutta la filiera compresa la tavola e la comunicazione.
L’occasione dei festeggiamenti per l’elezione a presidente nazionale delle Donne del Vino di Donatella Cinelli Colombini è stato anche il pretesto per presentare la linea programmatica della presidenza d’Isanto per la Toscana di cui formazione e solidarietà sono le parole d’ordine.
“Oltre ad eventi sul territorio per far conoscere i nostri vini e le nostre cantine organizzeremo eventi e iniziative per aiutare lo sviluppo dell’imprenditoria del vino in rosa. Ma non solo. Grazie a uno studio legale specializzato in diritto vitivinicolo sarà organizzato un convegno su come approcciarsi al mercato estero e inoltre sul versante della solidarietà stiamo definendo i dettagli per un’asta benefica di bottiglie speciali da dedicare a un’associazione venefica.”
E siamo certi che Antonella, così come ha fatto per i suoi I Balzini farà volare in alto anche le altre Donne del Vino per rompere finalmente schemi preconcetti di un mondo ancora un po’ troppo declinato al maschile.
[:en]
di Nadia Fondelli – Sono ormai passati anni da quando ho incontrato per la prima volta Antonella d’Isanto.
Spinta dalla mia anima ecologista decisi di scoprire da vicino un’azienda coraggiosa che in tempi non sospetti aveva deciso di essere eco friendly.
Antonella si definì fin da quel nostro primo incontro una “produttrice per passione” e in realtà solo la passione e un po’ di sana follia pensai, la poteva spingere a scegliere imballaggi senza polistirolo e plastica, impianto fotovoltaico, bottiglie più leggere per sprecare meno vetro e addirittura riciclare i tappi in originalissimi orecchini che porto tutt’oggi molto volentieri.
Oltre alla passione furono alte le doti che intuì in lei. Donna solare, comunicativa e carismatica capì che mi trovavo al cospetto di chi non si ferma al nozionismo ma approfondisce tutto con l’intelligenza e la curiosità del viaggiatore della vita.
Antonella vive la sua azienda totalmente. In cantina, in vigna e in ufficio e riesce, con la stessa maestria, a viverla appieno anche girando il mondo.
E’ infatti lei che personalmente sdogana le sue sei etichette – fra ci il magistrale Gold Label – ad ogni latitudine e longitudine (dall’America al Giappone) facendo anche incetta di premi, medaglie e riconoscimenti.
Ma I Balzini, questo il nome dell’azienda che la vede capitana di uno staff non a caso tutto al femminile, è molto di più. E’ anche un punto di riferimento del buon vivere e della buona cultura.
Ai Balzini c’è arte. Le mostre sono una buona consuetudine e qui è stata battezzata la enoarte di Elisabetta Rogai.
Ai Balzini c’è letteratura. Molte le presentazioni di libri che si svolgono e addirittura uno dei volumi più di successo del noto giallista Marco Vichi è ambientato fra queste vigne.
E ai Balzini c’è buona imprenditoria.
Quasi naturale anche se non scontato che Antonella d’Isanto sia, dallo scorso anno, Presidente regionale dell’Associazione donne del vino che nata fra lo scetticismo di un mondo molto maschilista come quello di Bacco vanti oggi 650 iscritte che rappresentano le donne e il vino non solo in vigna e cantina, ma anche in tutta la filiera compresa la tavola e la comunicazione.
L’occasione dei festeggiamenti per l’elezione a presidente nazionale delle Donne del Vino di Donatella Cinelli Colombini è stato anche il pretesto per presentare la linea programmatica della presidenza d’Isanto per la Toscana di cui formazione e solidarietà sono le parole d’ordine.
“Oltre ad eventi sul territorio per far conoscere i nostri vini e le nostre cantine organizzeremo eventi e iniziative per aiutare lo sviluppo dell’imprenditoria del vino in rosa. Ma non solo. Grazie a uno studio legale specializzato in diritto vitivinicolo sarà organizzato un convegno su come approcciarsi al mercato estero e inoltre sul versante della solidarietà stiamo definendo i dettagli per un’asta benefica di bottiglie speciali da dedicare a un’associazione venefica.”
E siamo certi che Antonella, così come ha fatto per i suoi I Balzini farà volare in alto anche le altre Donne del Vino per rompere finalmente schemi preconcetti di un mondo ancora un po’ troppo declinato al maschile.
[:]
Gen 31, 2016 | Eventi, Firenze, Mugello | Val di Sieve
[:it]
di redazione – Dopo l’aggiudicazione del Mondiale le Donne in Rosa, impegnate nell’organizzazione del Dragon Boat Festival 2018, da oggi hanno anche un logo, la mascotte e casa all’interno del Coni delegazione di Firenze.
E’ uno di quegli eventi che fanno strusciare le mani di orgoglio l’aggiudicazione da parte di Firenze e della sua provincia di quello che è di fatto il campionato del mondo di Dragon Boat delle donne operate di tumore al seno.
Un orgoglio perché è la prima volta che il mondiale sbarca di qua dall’oceano e Firenze è la prima città d’Europa ad avere la possibilità di ospitare questo evento che definire solo sportivo è riduttivo.
Sarà il lago di Bilancino, da un anno divenuto proprietà della regione e finalmente uscito dal suo letargico isolamento, ad ospitare nelle sue acque oltre 100 dragoni provenienti da ogni dove.
Un occasione da non perdere anche per valorizzare questo meraviglioso angolo di Mugello che non è solo autodromo con un qualcosa che non è solo sportivo, ma anche sociale.
“Quello che era nato come invaso di Bilancino, non a caso è divenuto anche nella denominazione lago di Toscana – afferma Eugenio Giani delegato Coni e presidente del consiglio regionale – è per la sua bellezza e adattabilità ideale per manifestazioni sportive. Con questo evento finalmente, la regione che da poco lo ha acquisito intende valorizzare il meglio dello sport, della natura e del sociale che siamo in grado di offrire ani nostri ospiti”.
L’occasione della presentazione del logo e della mascotte vincenti per concorso e che rappresenteranno l’evento è stato anche l’occasione per ribadire forte da parte dell’assessore alla salute Stefania Saccardi che “le donne in rosa e il loro festival non sono solo un evento sportivo ma anche sociale molto importante” mentre per l’assessore allo sport del comune di Firenze Andrea Vannucci “c’è tanto entusiasmo e voglia di fare intorno a questo festival. Lo stesso entusiasmo che le Dragon Lady con il loro essere un inno alla vita trasmettono sempre”.
La presidente della commissione sport del comune di Firenze, Maria Federica Giuliani che fin dalla loro nascita segue le donne in rosa di cui è di fatto una madrina l’entusiasmo lo dimostra guardando in faccia dritte le “sue” donne in rosa e affermando che: “loro sono squadra. Loro hanno trasformato quello che è iniziato come un percorso di riabilitazione in qualcosa di sportivo ma anche di molto più profondo. Sono una squadra vincente non solo nella vita ma anche nello sport e rappresentano la forza delle donne.
Firenze e la Toscana si sono aggiudicate il festival fra le lacrime di commozione del comitato internazionale davanti alle nostre bellezze.
Ci attende una grande responsabilità, l’allegria di una Toscana tutta rosa e oltre 4000 persone previste che sbarcheranno qua per vedere il bello e il buono che siamo in grado di regalare.[:en]
di redazione – Dopo l’aggiudicazione del Mondiale le Donne in Rosa, impegnate nell’organizzazione del Dragon Boat Festival 2018, da oggi hanno anche un logo, la mascotte e casa all’interno del Coni delegazione di Firenze.
E’ uno di quegli eventi che fanno strusciare le mani di orgoglio l’aggiudicazione da parte di Firenze e della sua provincia di quello che è di fatto il campionato del mondo di Dragon Boat delle donne operate di tumore al seno.
Un orgoglio perché è la prima volta che il mondiale sbarca di qua dall’oceano e Firenze è la prima città d’Europa ad avere la possibilità di ospitare questo evento che definire solo sportivo è riduttivo.
Sarà il lago di Bilancino, da un anno divenuto proprietà della regione e finalmente uscito dal suo letargico isolamento, ad ospitare nelle sue acque oltre 100 dragoni provenienti da ogni dove.
Un occasione da non perdere anche per valorizzare questo meraviglioso angolo di Mugello che non è solo autodromo con un qualcosa che non è solo sportivo, ma anche sociale.
“Quello che era nato come invaso di Bilancino, non a caso è divenuto anche nella denominazione lago di Toscana – afferma Eugenio Giani delegato Coni e presidente del consiglio regionale – è per la sua bellezza e adattabilità ideale per manifestazioni sportive. Con questo evento finalmente, la regione che da poco lo ha acquisito intende valorizzare il meglio dello sport, della natura e del sociale che siamo in grado di offrire ani nostri ospiti”.
L’occasione della presentazione del logo e della mascotte vincenti per concorso e che rappresenteranno l’evento è stato anche l’occasione per ribadire forte da parte dell’assessore alla salute Stefania Saccardi che “le donne in rosa e il loro festival non sono solo un evento sportivo ma anche sociale molto importante” mentre per l’assessore allo sport del comune di Firenze Andrea Vannucci “c’è tanto entusiasmo e voglia di fare intorno a questo festival. Lo stesso entusiasmo che le Dragon Lady con il loro essere un inno alla vita trasmettono sempre”.
La presidente della commissione sport del comune di Firenze, Maria Federica Giuliani che fin dalla loro nascita segue le donne in rosa di cui è di fatto una madrina l’entusiasmo lo dimostra guardando in faccia dritte le “sue” donne in rosa e affermando che: “loro sono squadra. Loro hanno trasformato quello che è iniziato come un percorso di riabilitazione in qualcosa di sportivo ma anche di molto più profondo. Sono una squadra vincente non solo nella vita ma anche nello sport e rappresentano la forza delle donne.
Firenze e la Toscana si sono aggiudicate il festival fra le lacrime di commozione del comitato internazionale davanti alle nostre bellezze.
Ci attende una grande responsabilità, l’allegria di una Toscana tutta rosa e oltre 4000 persone previste che sbarcheranno qua per vedere il bello e il buono che siamo in grado di regalare.[:]
Gen 23, 2016 | Eventi, Firenze
[:it]
di Simone Focardi – L’ottimismo non manca mai nelle previsioni e nei numeri dei vari Pitti. Dopo l’exploit Uomo della scorsa settimana segno più anche per il salone bimbo.
Ventata di ottimismo dilagante per la moda dei più piccoli fra le antiche mura della Fortezza da Basso dove si è chiuso con più di 7000 presenze.
Stand affollati, musica, coriandoli, corse e sorrisi dei piccoli modelli in libertà, tante novità ed eventi speciali anche benefici nel cartellone meno ricco rispetto ad altre edizioni.
C’è voglia di ripresa a Pitti Bimbo 82: i numeri dei compratori sono in crescita a +5%, per un totale che ha superato quota 7.000 presenze.
Per la moda junior internazionale tira una ventata di ottimismo alla Fortezza da Basso nell’edizione in corso di Pitti Immagine Bimbo: stand affollati, feedback positivi per le novità nelle collezioni e per l’alta qualità degli operatori del settore intervenuti, e grande partecipazione agli eventi speciali nel calendario del salone.
Fra i compratori con grande soddisfazione si registra il grande ritorno dei russi e statunitensi, l’arrivo in massa dei cinesi, le buone performance degli europei e la consolidata certezza dei mediorientali.
In crescita significativa, e questo è dato importante per la nostra economia il movimento del mercato interno che chiude il Pitti Bimbo con un bel +8 %.
Fra i corridoi e gli stand della Fortezza, però meno eventi collaterali, i soliti colori, tagli e modelli rassicuranti che vestono i cuccioli come piccoli uomini e non come bambini.
Anche i grandi brand paiono più attenti a seguire la linea di casa che le esigenze dei bambini che, in quanto bambini, corrono, saltano, giocano, rotolano ed hanno bisogno di comodità e di piacersi.
Poco mondo dell’infanzia presente fra gli stand, paradossalmente. Colori teneri e zuccherini per maschietti e femminucce, scarpe da piccole lady e piccoli lord anche se il settore calzatura a dire il vero pare avere molta voglia di più di usare.
E la domanda finale è. Ma ai bimbi piacciono questi abiti?[:en]
di Simone Focardi – L’ottimismo non manca mai nelle previsioni e nei numeri dei vari Pitti. Dopo l’exploit Uomo della scorsa settimana segno più anche per il salone bimbo.
Ventata di ottimismo dilagante per la moda dei più piccoli fra le antiche mura della Fortezza da Basso dove si è chiuso con più di 7000 presenze.
Stand affollati, musica, coriandoli, corse e sorrisi dei piccoli modelli in libertà, tante novità ed eventi speciali anche benefici nel cartellone meno ricco rispetto ad altre edizioni.
C’è voglia di ripresa a Pitti Bimbo 82: i numeri dei compratori sono in crescita a +5%, per un totale che ha superato quota 7.000 presenze.
Per la moda junior internazionale tira una ventata di ottimismo alla Fortezza da Basso nell’edizione in corso di Pitti Immagine Bimbo: stand affollati, feedback positivi per le novità nelle collezioni e per l’alta qualità degli operatori del settore intervenuti, e grande partecipazione agli eventi speciali nel calendario del salone.
Fra i compratori con grande soddisfazione si registra il grande ritorno dei russi e statunitensi, l’arrivo in massa dei cinesi, le buone performance degli europei e la consolidata certezza dei mediorientali.
In crescita significativa, e questo è dato importante per la nostra economia il movimento del mercato interno che chiude il Pitti Bimbo con un bel +8 %.
Fra i corridoi e gli stand della Fortezza, però meno eventi collaterali, i soliti colori, tagli e modelli rassicuranti che vestono i cuccioli come piccoli uomini e non come bambini.
Anche i grandi brand paiono più attenti a seguire la linea di casa che le esigenze dei bambini che, in quanto bambini, corrono, saltano, giocano, rotolano ed hanno bisogno di comodità e di piacersi.
Poco mondo dell’infanzia presente fra gli stand, paradossalmente. Colori teneri e zuccherini per maschietti e femminucce, scarpe da piccole lady e piccoli lord anche se il settore calzatura a dire il vero pare avere molta voglia di più di usare.
E la domanda finale è. Ma ai bimbi piacciono questi abiti?[:]
Gen 20, 2016 | Chianti Classico, Eventi
[:it]
la redazione – Torna al Parco delle Sculture del Chianti di Pieveasciataa la festa internazionale della scultura contemporanea domenica 24 gennaio alle ore 11
Anche quest’anno diversi gallerie, musei ed altri luoghi dell’arte in tutta Europa riaprono le loro porte per la Festa Internazionale della Scultura Contemporanea. Lì, persone che sono affascinate dall’arte contemporanea si riuniscono per scambiare idee e celebrare la scultura in tutte le sue varietà.
Il New Year’s Brunch 2016 si svolge in 18 paesi europei e 58 sedi -una partecipazione record- con programmi diversi. Il tema comune è “Natura come materiale per la scultura”. L’evento viene organizzato dallo Sculpture-Network in collaborazione con i suoi membri, come il Parco Sculture del Chianti.
Il programma completo e le location in tutta Europa che partecipano si trovano su www.sculpture-network.org.
Il Parco Sculture del Chianti propone una visita guidata alle ore 11. Seguirà un aperitivo offerto presso la Fornace Art Gallery, un’occasione per parlare con il curatore del Parco, con artisti ed altri amanti dell’arte oppure semplicemente per trascorrere un piacevole momento nello splendido ambiente della galleria.
Sarà presente lo scultore senese Mauro Berrettini, che per il Parco ha creato “La Pietra Sospesa”. Presso La Fornace Art Gallery verrà allestita una mostra temporanea con opere dello scultore fiorentino Paolo Benvenuti e del senese Turi Alescio. Il pranzo sarà organizzato in un ristorante a 6 km di distanza dal Parco.
Ingresso visita guidata e aperitivo: € 10,00
Pranzo al ristorante: € 20,00
Contatti per il pubblico: Parco Sculture del Chianti Tel. 0577-357151
e-mail: info@chiantisculpturepark.it
Sito web: www.chiantisculpturepark.it[:en]
la redazione – Torna al Parco delle Sculture del Chianti di Pieveasciataa la festa internazionale della scultura contemporanea domenica 24 gennaio alle ore 11
Anche quest’anno diversi gallerie, musei ed altri luoghi dell’arte in tutta Europa riaprono le loro porte per la Festa Internazionale della Scultura Contemporanea. Lì, persone che sono affascinate dall’arte contemporanea si riuniscono per scambiare idee e celebrare la scultura in tutte le sue varietà.
Il New Year’s Brunch 2016 si svolge in 18 paesi europei e 58 sedi -una partecipazione record- con programmi diversi. Il tema comune è “Natura come materiale per la scultura”. L’evento viene organizzato dallo Sculpture-Network in collaborazione con i suoi membri, come il Parco Sculture del Chianti.
Il programma completo e le location in tutta Europa che partecipano si trovano su www.sculpture-network.org.
Il Parco Sculture del Chianti propone una visita guidata alle ore 11. Seguirà un aperitivo offerto presso la Fornace Art Gallery, un’occasione per parlare con il curatore del Parco, con artisti ed altri amanti dell’arte oppure semplicemente per trascorrere un piacevole momento nello splendido ambiente della galleria.
Sarà presente lo scultore senese Mauro Berrettini, che per il Parco ha creato “La Pietra Sospesa”. Presso La Fornace Art Gallery verrà allestita una mostra temporanea con opere dello scultore fiorentino Paolo Benvenuti e del senese Turi Alescio. Il pranzo sarà organizzato in un ristorante a 6 km di distanza dal Parco.
Ingresso visita guidata e aperitivo: € 10,00
Pranzo al ristorante: € 20,00
Contatti per il pubblico: Parco Sculture del Chianti Tel. 0577-357151
e-mail: info@chiantisculpturepark.it
Sito web: www.chiantisculpturepark.it[:]