Mugello: arriva il mese della castagna

[:it]Castagnedi redazione – Domenica sagra dei marroni a Palazzuolo e Marradi, patata in mostra a Firenzuola.
Marrone, che bontà! Se poi è “Marrone Mugello Igp”, la bontà è garantita.

A ottobre il Mugello si riempie di tante manifestazioni e iniziative che celebrano questo prelibatissimo frutto del bosco tipico della zona, ed i suoi derivati.
Gli appuntamenti da non perdere sono con la Fiera di ottobre a Dicomano (3, 4 e 7), la 52° “Sagra delle castagne e del Marron Buono” a Marradi e la “Sagra del marrone e dei frutti del sottobosco” a Palazzuolo sul Senio (4, 11, 18 e 25), e ancora la 22° edizione de “Dal bosco e dalla pietra a Firenzuola (11 e 18), la Festa del marrone dei prodotti tipici a Vicchio e San Piero a Sieve (11 e 18). 

E allora è già tempo di far festa: apre Dicomano, domenica Marradi e Palazzuolo sul Senio. Mentre Firenzuola, questa domenica mette in risalto un altro suo prodotto con la 1° Mostra mercato della patata firenzuolina. 

Ecco gli appuntamenti: 
W LA PATATA 
Firenzuola – 4 ottobre 
1° Mostra mercato della patata firenzuolina, con assaggi di specialità locali. 
Info: tel. 055 8199477 – www.comune.firenzuola.fi.it 

FIERA DI OTTOBRE 
Dicomano – 3, 4 e 7 Ottobre 
Arti e mestieri (creazioni artigianali), marroni, prodotti locali e piccoli frutti 
Corteo storico e sfilata carro dell’uva, giocolieri (3 e 4 ottobre) 
Tradizionale Fiera delle Merci (7 ottobre) 
Info: tel. 055 8385426 – www.comune.dicomano.fi.it 

52° SAGRA DELLE CASTAGNE 
Marradi – 4, 11, 18 e 25 Ottobre 
Vendita marrone IGP Mugello e degustazione di 
prelibatezze a base di castagne. 11 ottobre: treno 
a vapore da Pistoia, Prato e Firenze – 11 e 25 ottobre: 
treno a vapore da Rimini, Cesena, Forlì e Faenza. 
Info: tel. 055 8045170 – www.pro-marradi.it 

SAGRA DEL MARRONE E DEI 
FRUTTI DEL SOTTOBOSCO 
Palazzuolo sul Senio – 4, 11, 18 e 25 Ottobre 
Manifestazioni e appuntamenti gastronomici, 
con l’assaggio di prodotti, intrattenimento 
musicale e folclore. 
Info: tel. 055 8046125 – www.palazzuoloturismo.it 

22° DAL BOSCO E DALLA PIETRA 
Firenzuola – 11 e 18 Ottobre 
Mostra mercato del marrone e della pietra 
lavorata, padiglione gastronomico. 
Info: tel. 055 8199477 – 055 8199434 

FESTA DEL MARRONE E DEI 
PRODOTTI TIPICI LOCALI 
Vicchio – 11 e 18 Ottobre 
Mercato ambulante dei prodotti agroalimentari, 
attività folcloristiche e per bambini. 
Info: tel. 055 8439225 – www.comune.vicchio.fi.it 

FESTA DEI MARRONI E DEI 
PRODOTTI TIPICI 
San Piero a Sieve, area feste 
(Scarperia e San Piero) -11 e 18 Ottobre 
Due domeniche dedicate al marrone e ai 
prodotti tipici, animazione per bambini e 
mercatino dell’ingegno. 
Info: tel. 055 8487241 – www.prolocosanpieroasieve.it 

Altri appuntamenti: 

FORTEZZA MEDICEA DI SAN MARTINO 
Visite guidate gratuite 
San Piero a Sieve – 4 ottobre dalle 9 
Info e prenotazioni: tel. 055 8486791 – biblioteca.sanpiero@comune.scarperiaesanpiero.fi.it 

ANTICA SGRANATURA DEL GRANTURCO 
Borgo S. Lorenzo, loc. Rabatta – 3 ottobre ore 15,30 
Presso il Centro carni Mugello rievocazione storica e degustazione prodotti locali 

MUGELLORALLY 
Borgo San Lorenzo, Centro Tecnico Federale loc. Polcanto – 3 ottobre dalle 9,30 
Info: www.gsss.it [:en]Castagnedi redazione – Domenica sagra dei marroni a Palazzuolo e Marradi, patata in mostra a Firenzuola.
Marrone, che bontà! Se poi è “Marrone Mugello Igp”, la bontà è garantita.

A ottobre il Mugello si riempie di tante manifestazioni e iniziative che celebrano questo prelibatissimo frutto del bosco tipico della zona, ed i suoi derivati.
Gli appuntamenti da non perdere sono con la Fiera di ottobre a Dicomano (3, 4 e 7), la 52° “Sagra delle castagne e del Marron Buono” a Marradi e la “Sagra del marrone e dei frutti del sottobosco” a Palazzuolo sul Senio (4, 11, 18 e 25), e ancora la 22° edizione de “Dal bosco e dalla pietra a Firenzuola (11 e 18), la Festa del marrone dei prodotti tipici a Vicchio e San Piero a Sieve (11 e 18). 

E allora è già tempo di far festa: apre Dicomano, domenica Marradi e Palazzuolo sul Senio. Mentre Firenzuola, questa domenica mette in risalto un altro suo prodotto con la 1° Mostra mercato della patata firenzuolina. 

Ecco gli appuntamenti: 
W LA PATATA 
Firenzuola – 4 ottobre 
1° Mostra mercato della patata firenzuolina, con assaggi di specialità locali. 
Info: tel. 055 8199477 – www.comune.firenzuola.fi.it 

FIERA DI OTTOBRE 
Dicomano – 3, 4 e 7 Ottobre 
Arti e mestieri (creazioni artigianali), marroni, prodotti locali e piccoli frutti 
Corteo storico e sfilata carro dell’uva, giocolieri (3 e 4 ottobre) 
Tradizionale Fiera delle Merci (7 ottobre) 
Info: tel. 055 8385426 – www.comune.dicomano.fi.it 

52° SAGRA DELLE CASTAGNE 
Marradi – 4, 11, 18 e 25 Ottobre 
Vendita marrone IGP Mugello e degustazione di 
prelibatezze a base di castagne. 11 ottobre: treno 
a vapore da Pistoia, Prato e Firenze – 11 e 25 ottobre: 
treno a vapore da Rimini, Cesena, Forlì e Faenza. 
Info: tel. 055 8045170 – www.pro-marradi.it 

SAGRA DEL MARRONE E DEI 
FRUTTI DEL SOTTOBOSCO 
Palazzuolo sul Senio – 4, 11, 18 e 25 Ottobre 
Manifestazioni e appuntamenti gastronomici, 
con l’assaggio di prodotti, intrattenimento 
musicale e folclore. 
Info: tel. 055 8046125 – www.palazzuoloturismo.it 

22° DAL BOSCO E DALLA PIETRA 
Firenzuola – 11 e 18 Ottobre 
Mostra mercato del marrone e della pietra 
lavorata, padiglione gastronomico. 
Info: tel. 055 8199477 – 055 8199434 

FESTA DEL MARRONE E DEI 
PRODOTTI TIPICI LOCALI 
Vicchio – 11 e 18 Ottobre 
Mercato ambulante dei prodotti agroalimentari, 
attività folcloristiche e per bambini. 
Info: tel. 055 8439225 – www.comune.vicchio.fi.it 

FESTA DEI MARRONI E DEI 
PRODOTTI TIPICI 
San Piero a Sieve, area feste 
(Scarperia e San Piero) -11 e 18 Ottobre 
Due domeniche dedicate al marrone e ai 
prodotti tipici, animazione per bambini e 
mercatino dell’ingegno. 
Info: tel. 055 8487241 – www.prolocosanpieroasieve.it 

Altri appuntamenti: 

FORTEZZA MEDICEA DI SAN MARTINO 
Visite guidate gratuite 
San Piero a Sieve – 4 ottobre dalle 9 
Info e prenotazioni: tel. 055 8486791 – biblioteca.sanpiero@comune.scarperiaesanpiero.fi.it 

ANTICA SGRANATURA DEL GRANTURCO 
Borgo S. Lorenzo, loc. Rabatta – 3 ottobre ore 15,30 
Presso il Centro carni Mugello rievocazione storica e degustazione prodotti locali 

MUGELLORALLY 
Borgo San Lorenzo, Centro Tecnico Federale loc. Polcanto – 3 ottobre dalle 9,30 
Info: www.gsss.it 

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Chianti: spunta dal passato il castello di Vicchiaccio

[:it]castellodigabbiano11di redazione – Nel Chianti, terra di pievi e castelli, ci sono ancora angoli, pietre e tracce del passato che possono essere ritrovate, identificate e rivelare pagine inedite della storia del territorio.
Di un tempo lontano, come il Medioevo, e della sua imponente influenza sui paesaggi e le architetture della campagna toscana.

Le ricerche e gli studi di una giovane archeologa medievista fiorentina, Teresa Ulivelli, portano ad una grande scoperta nel Chianti.
La presenza di un castello, risalente all’anno Mille, di cui sono state identificate parti della cinta muraria. Tra gli ulivi e i saliscendi collinari di San Casciano affiorano dal passato i resti del Castello di Vicchiaccio. I ruderi sono situati su una collinetta adiacente alla chiesa di Sant’Angelo a Vico l’Abate. 

“Si tratta del Castello di Vicchio – spiega l’archeologa – un centro di proprietà dell’importante centro religioso della Badia Fiorentina e si può datare nel periodo compreso tra la fine del decimo e il tredicesimo secolo”.
La scoperta è scaturita da un’indagine bibliografica cui sono seguite l’identificazione e la localizzazione del castello sul territorio.
Sul poggio di Vicchiaccio sono visibili parti di strutture edilizie appartenenti ad una piccola cinta muraria, posta intorno alla sommità della collina. L’esistenza del castello nel XIII secolo è attestata da alcuni documenti appartenenti alla Badia Fiorentina.
“Il tema dell’incastellamento nel Chianti – commenta il sindaco Massimiliano Pescini – è il filo conduttore scelto quest’anno per connotare il ricco programma di iniziative allestito dal sistema museale, l’area di Vico l’Abate e i recenti studi fanno luce e confermano il ruolo centrale di San Casciano nel Medioevo come crocevia culturale legato ai grandi centri urbani della Toscana, un’area di prestigio in cui si incontrarono e produssero alcuni dei più illustri esponenti dell’arte fiorentina e senese”.
“Significativa e non casuale –- prosegue – è la vicinanza del sito rispetto alla Chiesa di Vico l’Abate da dove provengono alcuni dei capisaldi della pittura italiana, le opere di Coppo di Marcovaldo e Ambrogio Lorenzetti, oggi custodite nel museo Ghelli di San Casciano”. 


Una scoperta che già da questo fine settimana cittadini e turisti potranno toccare con mano nell’ambito della visita guidata e della giornata di studi organizzati dal Comune e dal Sistema museale Chianti Valdarno, coordinato da Nicoletta Matteuzzi, con il patrocinio della Regione Toscana, in collaborazione con il Centro Studi Clante, in programma sabato 26 settembre dalle ore 10 presso il Castello di Gabbiano.

La scoperta di Vicchiaccio permette di accendere i riflettori su un’altra ricostruzione storica che mette in collegamento Vico l’Abate e la Badia Fiorentina.
“Vico l’Abate – aggiunge l’assessore alla Cultura Chiara Molducci – è legata non come pensavamo al centro religioso di Badia a Passignano ma probabilmente a Badia Fiorentina, la scoperta del castello permette di rileggere il nostro territorio sul piano paesaggistico ed architettonico e sulla forte influenza che l’incastellamento medievale ebbe sul Chianti”. Alla giornata di studi interverranno storici, archeologi ed esperti provenienti dagli Atenei di Firenze, Roma e Bologna come Paolo Pirillo, Guido Tigler, Renato Stopani, Alberto Cavallini, Teresa Ulivelli, Emma Matteuzzi, Elisa Tagliaferri.[:en]castellodigabbiano11di redazione – Nel Chianti, terra di pievi e castelli, ci sono ancora angoli, pietre e tracce del passato che possono essere ritrovate, identificate e rivelare pagine inedite della storia del territorio.
Di un tempo lontano, come il Medioevo, e della sua imponente influenza sui paesaggi e le architetture della campagna toscana.

Le ricerche e gli studi di una giovane archeologa medievista fiorentina, Teresa Ulivelli, portano ad una grande scoperta nel Chianti.
La presenza di un castello, risalente all’anno Mille, di cui sono state identificate parti della cinta muraria. Tra gli ulivi e i saliscendi collinari di San Casciano affiorano dal passato i resti del Castello di Vicchiaccio. I ruderi sono situati su una collinetta adiacente alla chiesa di Sant’Angelo a Vico l’Abate. 

“Si tratta del Castello di Vicchio – spiega l’archeologa – un centro di proprietà dell’importante centro religioso della Badia Fiorentina e si può datare nel periodo compreso tra la fine del decimo e il tredicesimo secolo”.
La scoperta è scaturita da un’indagine bibliografica cui sono seguite l’identificazione e la localizzazione del castello sul territorio.
Sul poggio di Vicchiaccio sono visibili parti di strutture edilizie appartenenti ad una piccola cinta muraria, posta intorno alla sommità della collina. L’esistenza del castello nel XIII secolo è attestata da alcuni documenti appartenenti alla Badia Fiorentina.
“Il tema dell’incastellamento nel Chianti – commenta il sindaco Massimiliano Pescini – è il filo conduttore scelto quest’anno per connotare il ricco programma di iniziative allestito dal sistema museale, l’area di Vico l’Abate e i recenti studi fanno luce e confermano il ruolo centrale di San Casciano nel Medioevo come crocevia culturale legato ai grandi centri urbani della Toscana, un’area di prestigio in cui si incontrarono e produssero alcuni dei più illustri esponenti dell’arte fiorentina e senese”.
“Significativa e non casuale –- prosegue – è la vicinanza del sito rispetto alla Chiesa di Vico l’Abate da dove provengono alcuni dei capisaldi della pittura italiana, le opere di Coppo di Marcovaldo e Ambrogio Lorenzetti, oggi custodite nel museo Ghelli di San Casciano”. 


Una scoperta che già da questo fine settimana cittadini e turisti potranno toccare con mano nell’ambito della visita guidata e della giornata di studi organizzati dal Comune e dal Sistema museale Chianti Valdarno, coordinato da Nicoletta Matteuzzi, con il patrocinio della Regione Toscana, in collaborazione con il Centro Studi Clante, in programma sabato 26 settembre dalle ore 10 presso il Castello di Gabbiano.

La scoperta di Vicchiaccio permette di accendere i riflettori su un’altra ricostruzione storica che mette in collegamento Vico l’Abate e la Badia Fiorentina.
“Vico l’Abate – aggiunge l’assessore alla Cultura Chiara Molducci – è legata non come pensavamo al centro religioso di Badia a Passignano ma probabilmente a Badia Fiorentina, la scoperta del castello permette di rileggere il nostro territorio sul piano paesaggistico ed architettonico e sulla forte influenza che l’incastellamento medievale ebbe sul Chianti”. Alla giornata di studi interverranno storici, archeologi ed esperti provenienti dagli Atenei di Firenze, Roma e Bologna come Paolo Pirillo, Guido Tigler, Renato Stopani, Alberto Cavallini, Teresa Ulivelli, Emma Matteuzzi, Elisa Tagliaferri.[:]

Libri: gli “appetiti estremi” di Stefania e company

[:it]critiche-gastronomichedi Nadia Fondelli – A sorpresa, passo dopo passo la nostra collaboratrice Stefania Pianigiani vola sempre più in alto e oggi debutta anche in veste di autrice di libri, a quattro mani con la sua amica per caso Sabrina Somigli.

Sarà Pontassieve nell’ambito della manifestazione CookStock a battezzare, sabato 5 settembre,  il debutto librario di Stefania Pianigiani enogastrogiardiniera, come lei ama definirsi.
Giardiniera per mestiere,  seguitissima blogger appassionata di buona cucina e del buon stile toscano è diventata giornalista quasi per caso, alcuni anni fa.
Mi vanto, e a ben donde dato che i dati mi danno ragione, di aver intuito che dietro la tastiera di una blogger appassionata c’era una vera giornalista attenta, curiosa e competente prestata al giardinaggio.
Quando gli proposi di fare la giornalista e iniziare a scrivere per il mio “Toscana$Chianti News” quasi sorrise pensando che scherzassi e oggi eccoci qua al debutto di  “Appetiti estremi”.

E’ il suo primo libro scritto a quattro mani con Sabrina Somigli, edito da Ara Edizioni.
Una serie di racconti alla scoperta della Toscana meno esplorata dove non mancano cibo, territorio, arte, natura, ma soprattutto tanto humor che darà luogo a situazioni davvero “ridanciane”.  Appetiti Estremi è la dimostrazione di come un sogno si può avverare grazie alle testimonianze reali di Stefania Pianigiani, giornalista e blogger, ma soprattutto giardiniera e di Sabrina Somigli, microbiologa, prestata con successo alla ristorazione in veste di cuoca.

Ma soprattutto è una storia di amicizia, impressa nelle pagine che scorrono veloci sotto lo sguardo del lettore, e come dice il giornalista Aldo Fiordelli autore della prefazione: “Già dalle prime righe si ha la sensazione di leggere una Muriel Barbery più solare, meno tormentata, toscanizzata di un ‘ironia più pungente e con un velo di delicato cinismo”.  I disegni  e la copertina sono di Rakele Tondini, disegnatrice e insegnante di storia del costume al Museo del Tessuto di Prato, conosciuta dalle autrici per caso e con la quale è scattata subito la sintonia.
Ad arricchire i racconti, impostati sui principali pasti della giornata, la partecipazione straordinaria di Marco Stabile, chef stellato e presidente dei JRE Italia, Paolo Gori della trattoria da Burde, Giovanni Santarpia che fa la pizza più buona che ci sia, Simone Municchi della gelateria l’Antica Delizia, e la famiglia Pallai del ristorante K2 di Abbadia San Salvatore. Il libro è disponibile nelle migliori librerie, in vendita “online”  sui principali canali di distribuzione e debutta in anteprima nazionale sabato 5 settembre alle 17.30 a Pontassieve (FI), all’interno di  “Bocconi e Parole” in piazza Vittorio Emanuele II nell’ambito della manifestazione gastronomica “CookStock”, ove la Sieve al gusto si confonde…

Auguri Stefania, dalla tua redazione[:en]critiche-gastronomichedi Nadia Fondelli – A sorpresa, passo dopo passo la nostra collaboratrice Stefania Pianigiani vola sempre più in alto e oggi debutta anche in veste di autrice di libri, a quattro mani con la sua amica per caso Sabrina Somigli.

Sarà Pontassieve nell’ambito della manifestazione CookStock a battezzare, sabato 5 settembre,  il debutto librario di Stefania Pianigiani enogastrogiardiniera, come lei ama definirsi.
Giardiniera per mestiere,  seguitissima blogger appassionata di buona cucina e del buon stile toscano è diventata giornalista quasi per caso, alcuni anni fa.
Mi vanto, e a ben donde dato che i dati mi danno ragione, di aver intuito che dietro la tastiera di una blogger appassionata c’era una vera giornalista attenta, curiosa e competente prestata al giardinaggio.
Quando gli proposi di fare la giornalista e iniziare a scrivere per il mio “Toscana$Chianti News” quasi sorrise pensando che scherzassi e oggi eccoci qua al debutto di  “Appetiti estremi”.

E’ il suo primo libro scritto a quattro mani con Sabrina Somigli, edito da Ara Edizioni.
Una serie di racconti alla scoperta della Toscana meno esplorata dove non mancano cibo, territorio, arte, natura, ma soprattutto tanto humor che darà luogo a situazioni davvero “ridanciane”.  Appetiti Estremi è la dimostrazione di come un sogno si può avverare grazie alle testimonianze reali di Stefania Pianigiani, giornalista e blogger, ma soprattutto giardiniera e di Sabrina Somigli, microbiologa, prestata con successo alla ristorazione in veste di cuoca.

Ma soprattutto è una storia di amicizia, impressa nelle pagine che scorrono veloci sotto lo sguardo del lettore, e come dice il giornalista Aldo Fiordelli autore della prefazione: “Già dalle prime righe si ha la sensazione di leggere una Muriel Barbery più solare, meno tormentata, toscanizzata di un ‘ironia più pungente e con un velo di delicato cinismo”.  I disegni  e la copertina sono di Rakele Tondini, disegnatrice e insegnante di storia del costume al Museo del Tessuto di Prato, conosciuta dalle autrici per caso e con la quale è scattata subito la sintonia.
Ad arricchire i racconti, impostati sui principali pasti della giornata, la partecipazione straordinaria di Marco Stabile, chef stellato e presidente dei JRE Italia, Paolo Gori della trattoria da Burde, Giovanni Santarpia che fa la pizza più buona che ci sia, Simone Municchi della gelateria l’Antica Delizia, e la famiglia Pallai del ristorante K2 di Abbadia San Salvatore. Il libro è disponibile nelle migliori librerie, in vendita “online”  sui principali canali di distribuzione e debutta in anteprima nazionale sabato 5 settembre alle 17.30 a Pontassieve (FI), all’interno di  “Bocconi e Parole” in piazza Vittorio Emanuele II nell’ambito della manifestazione gastronomica “CookStock”, ove la Sieve al gusto si confonde…

Auguri Stefania, dalla tua redazione[:]

Pontassieve: Quàlita partecipa a Cookstock 3 giorni di cibo, vino e musica

[:it]Progetto Qualitadi redazione –  Quàlita, progetto rivolto alle piccole aziende del settore agroalimentare, sarà presente il 4, 5 e 6 di settembrealla seconda edizione della kermesse enogastronomica Cookstock, appuntamento che animerà le vie del centro di Pontassieve con degustazionivino, cibo di stradacooking show realizzati da grandi chefmostre eaperitivi, il tutto condito da ottima musica.

Cookstock, che lo scorso anno ha visto la presenza di 20.000 persone, è organizzato dall’Associazione Cavolo a Merenda e dal Comune di Pontassieve, con il supporto dell’azienda Ruffino.

Piazza Vittorio Emanuele II ospiterà il cibo di strada, piazza Boetani sarà dedicata ad attività ed animazioneper i più piccoli, via Ghiberti vedrà il coinvolgimento delle botteghe del borgo e degli agricoltori locali e piazza XIV Martiri, gestita da Ruffino, ospiterà una scuola di cucinacene guidate con gli chef, cocktail con il vino e incontri sul tema. Non mancheranno i cooking show nei principali palazzi e luoghi culturali di Pontassieve evisite guidate alle cantine dell’azienda Ruffino.

Quàlita sarà presente in via Tanzini con la Via delle eccellenze, una rosa composta da selezionati produttoridi vere eccellenze enogastronomiche che porteranno a Pontassieve un assaggio del territorio. Uno spazio in cui sarà possibile degustare, acquistare e scoprire ciò che c’è di speciale dietro al lavoro delle piccole realtà, alla loro passione, dedizione e alla qualità delle produzioni.

Da non perdere salame, finocchiona e prosciutto toscano dell’Azienda Agricola La Valle Del Sasso, prodotti da animali allevati direttamente in azienda e alimentati solo con cereali e fieni di prati  locali. Non mancherannofrutta e verdura da coltivazione biologica, prodotta e raccolta quotidianamente dall’azienda agricola L’Orto di Vaggio. Da assaggiare anche gli oli aromatizzati, le verdure sott’olio senza conservanti e prive di glutine, realizzate con un processo a crudo e le confetture, le composte ed il succo di mirtillo, tutto realizzato da prodotti coltivati direttamente dall’azienda. Per i wine lovers tappa obbligata allo stand dell’azienda agricola biologica Il Prato per sorseggiare un bicchiere di Chianti Rufina Riserva, degustare la grappa distillata con metodo artigianale o il Vinsanto entrambi ottenuti dalle vinacce del Chianti Rufina. Da provare anche la gelatina di vino Chianti Rufina Riserva in abbinamento ai formaggi. Il viaggio nell’universo del gusto continua con i produttori dell’Associazione Resistenza Contadina: la famosa pesca Regina di Londa, frutta e verdura a km zero prodotta dalle aziende agricole Fratelli Mugnai e Panicale e il formaggio caprino del Podere Varena.

Per non perdere le ultime news  #QualitaMag e #CS15 –  Facebook: QualitaMagazine e Cookstock

Orari manifestazione: venerdì 17.00 – 24.00 /sabato 10.00 – 24.00 /domenica 10.00 – 23.00[:en]Progetto Qualitadi redazione –  Quàlita, progetto rivolto alle piccole aziende del settore agroalimentare, sarà presente il 4, 5 e 6 di settembrealla seconda edizione della kermesse enogastronomica Cookstock, appuntamento che animerà le vie del centro di Pontassieve con degustazionivino, cibo di stradacooking show realizzati da grandi chefmostre eaperitivi, il tutto condito da ottima musica.

Cookstock, che lo scorso anno ha visto la presenza di 20.000 persone, è organizzato dall’Associazione Cavolo a Merenda e dal Comune di Pontassieve, con il supporto dell’azienda Ruffino.

Piazza Vittorio Emanuele II ospiterà il cibo di strada, piazza Boetani sarà dedicata ad attività ed animazioneper i più piccoli, via Ghiberti vedrà il coinvolgimento delle botteghe del borgo e degli agricoltori locali e piazza XIV Martiri, gestita da Ruffino, ospiterà una scuola di cucinacene guidate con gli chef, cocktail con il vino e incontri sul tema. Non mancheranno i cooking show nei principali palazzi e luoghi culturali di Pontassieve evisite guidate alle cantine dell’azienda Ruffino.

Quàlita sarà presente in via Tanzini con la Via delle eccellenze, una rosa composta da selezionati produttoridi vere eccellenze enogastronomiche che porteranno a Pontassieve un assaggio del territorio. Uno spazio in cui sarà possibile degustare, acquistare e scoprire ciò che c’è di speciale dietro al lavoro delle piccole realtà, alla loro passione, dedizione e alla qualità delle produzioni.

Da non perdere salame, finocchiona e prosciutto toscano dell’Azienda Agricola La Valle Del Sasso, prodotti da animali allevati direttamente in azienda e alimentati solo con cereali e fieni di prati  locali. Non mancherannofrutta e verdura da coltivazione biologica, prodotta e raccolta quotidianamente dall’azienda agricola L’Orto di Vaggio. Da assaggiare anche gli oli aromatizzati, le verdure sott’olio senza conservanti e prive di glutine, realizzate con un processo a crudo e le confetture, le composte ed il succo di mirtillo, tutto realizzato da prodotti coltivati direttamente dall’azienda. Per i wine lovers tappa obbligata allo stand dell’azienda agricola biologica Il Prato per sorseggiare un bicchiere di Chianti Rufina Riserva, degustare la grappa distillata con metodo artigianale o il Vinsanto entrambi ottenuti dalle vinacce del Chianti Rufina. Da provare anche la gelatina di vino Chianti Rufina Riserva in abbinamento ai formaggi. Il viaggio nell’universo del gusto continua con i produttori dell’Associazione Resistenza Contadina: la famosa pesca Regina di Londa, frutta e verdura a km zero prodotta dalle aziende agricole Fratelli Mugnai e Panicale e il formaggio caprino del Podere Varena.

Per non perdere le ultime news  #QualitaMag e #CS15 –  Facebook: QualitaMagazine e Cookstock

Orari manifestazione: venerdì 17.00 – 24.00 /sabato 10.00 – 24.00 /domenica 10.00 – 23.00[:]

Fiesole: mangiare come gli Etruschi

[:it]Scen adi banchetto dalla Tomba dei Leopardi Tarquiniadi redazione – Parte a Fiesole il 29 giugno la I edizione di Magna Etruria una degustazione di piatti etruschi e romani nell’area archeologica di Fiesole in abbinamento alla mostra: La mensa in età etrusca, romana e longobarda.

Assaggiare cibi etruschi e romani all’interno degli scavi archeologi è l’atmosfera ideale per un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca delle origini del gusto.
Questo propone la I edizione di Magna Etruria: entrare idealmente in contatto con le radici genealogiche della cucina toscana, circondati dalle vestigia di questi due popoli che si sono combattuti per poi fondersi gli uni negli altri, anche per quel che riguarda le abitudini alimentari.

Il 29 giugno e il 12, 15 e 29 luglio, all’interno dell’area archeologica di Fiesole, nella terrazza sovrastante il Teatro Romano,sarà possibile degustare tutti i piatti in serate suggestive organizzate da Luca Bertini con la collaborazione del Caffè del Teatro Romano di Alvaro Fini, il Comune di Fiesole e Vetrina Toscana.

Oltre alla straordinaria location, l’amministrazione comunale di Fiesole proporrà ai partecipanti visite guidate gratuite alla mostra“La mensa in età etrusca, romana e longobarda” a cura degli Amici dei Musei di Fiesole.
Il curatore del Museo Marco De Marco presenterà insieme a Luca Bertini, ideatore dell’iniziativa, i piatti e spiegherà le loro origini etrusche. Inoltre, le serate del 29 giugno e del 15 luglio daranno libero accesso ai concerti di musica Jazz nell’anfiteatro. La serata del 12 luglio, invece, è stata inserita nel programma delle Notti dell’Archeologia in Toscana.

In tutto il periodo i ristoranti fiesolani di Vetrina Toscana proporranno un piatto della tradizione etrusca che ci farà comprendere come i gusti dei nostri antenati fossero molto più simili ai nostri di quanto ci si possa immaginare.
I ristoratori aderenti all’iniziativa offriranno ai propri clienti anche dei buoni sconto, offerti dal Comune di Fiesole, per la visita della mostra e dei buoni sconto saranno offerti ai visitatori della mostra per recarsi nei ristoranti ad assaggiare i piatti “etruschi” che lo chef avrà inserito in carta.

Il menù delle serate e i piatti dei ristoranti si ispireranno alle fonti storiche per lo studio dell’alimentazione degli Etruschi, sia di tipo letterario (greche e latine), sia sui reperti archeologici e sugli affreschi rinvenuti nelle tombe, appositamente studiate da Luca Bertini.

Si partirà con le uova, alimento immancabile del banchetto etrusco. Agli ospiti di riguardo, infatti, si offrivano uova sode prima di iniziare il pasto. Tracce della sacralità di questo alimento rimangono nel rito cattolico della benedizione delle uova, fonte di nuova vita, durante la settimana santa che precede la Pasqua, ma ancor più nelI’usanza, tipica di tutto il centro Italia, di consumare uova sode benedette prima di iniziare il pranzo pasquale.

Si finirà invece con la lattuga perché nella cultura gastronomica etrusca I’insalata veniva servita alla fine del pranzo, perché aveva il compito di facilitare la digestione. Marziale, nei suoi epigrammi, scrive: “perché mai la lattuga, che di solito chiudeva la cena degli avi, oggi dà inizio ai nostri pasti?” Già i Romani, dunque, avevano modificato l’usanza alimentare di consumare erbe e insalate a fine pasto.

Non potrà mancare il farro offerto per l’occasione dal Consorzio Produttori di Farro della Garfagnana IGP e neppure il pesce. Gli Etruschi, infatti, erano considerati dai Greci e dai Latini i “signori assoluti e incontrastati dei mari che bagnano la penisola italica”.
Avevano una flotta molto efficiente per difendere i porti e i loro traffici commerciali. Non ci sono pervenuti molti reperti tranne dei pesi per le reti e qualche amo. Di grande importanza è la serie di piatti con immagini di pesci alcuni dei quali conservati nel Museo Civico Archeologico di Fiesole (immagine in allegato)

Magna Etruria è un evento ideato da Luca Bertini, realizzato in collaborazione con il Comune di Fiesole e Vetrina ToscanaI ristoranti fiesolani che hanno aderito sono:
VINANDRO – BISTROT CAFFÈ al n.5 – RISTORANTE ‘I POLPA – RISTORANTE della PENSIONE BENCISTÀ – RISTORANTE AURORA – RISTORANTE CAVEMARE  – LINEA 7 – TRATTORIA CAVE DI MAIANO

Per i dettagli: www.magnaetruria.itwww.vetrina.toscana.it

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi all’Ufficio Informazioni ed Accoglienza Turistica del Comune di Fiesole o al bar del Teatro Romano o telefonare ai numeri:  055 5961323 – 311;  3484003148 o 3474068135
Costo a persona per ogni serata: € 35,00

 [:en]Scen adi banchetto dalla Tomba dei Leopardi Tarquiniadi redazione – Parte a Fiesole il 29 giugno la I edizione di Magna Etruria una degustazione di piatti etruschi e romani nell’area archeologica di Fiesole in abbinamento alla mostra: La mensa in età etrusca, romana e longobarda.

Assaggiare cibi etruschi e romani all’interno degli scavi archeologi è l’atmosfera ideale per un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca delle origini del gusto.
Questo propone la I edizione di Magna Etruria: entrare idealmente in contatto con le radici genealogiche della cucina toscana, circondati dalle vestigia di questi due popoli che si sono combattuti per poi fondersi gli uni negli altri, anche per quel che riguarda le abitudini alimentari.

Il 29 giugno e il 12, 15 e 29 luglio, all’interno dell’area archeologica di Fiesole, nella terrazza sovrastante il Teatro Romano,sarà possibile degustare tutti i piatti in serate suggestive organizzate da Luca Bertini con la collaborazione del Caffè del Teatro Romano di Alvaro Fini, il Comune di Fiesole e Vetrina Toscana.

Oltre alla straordinaria location, l’amministrazione comunale di Fiesole proporrà ai partecipanti visite guidate gratuite alla mostra“La mensa in età etrusca, romana e longobarda” a cura degli Amici dei Musei di Fiesole.
Il curatore del Museo Marco De Marco presenterà insieme a Luca Bertini, ideatore dell’iniziativa, i piatti e spiegherà le loro origini etrusche. Inoltre, le serate del 29 giugno e del 15 luglio daranno libero accesso ai concerti di musica Jazz nell’anfiteatro. La serata del 12 luglio, invece, è stata inserita nel programma delle Notti dell’Archeologia in Toscana.

In tutto il periodo i ristoranti fiesolani di Vetrina Toscana proporranno un piatto della tradizione etrusca che ci farà comprendere come i gusti dei nostri antenati fossero molto più simili ai nostri di quanto ci si possa immaginare.
I ristoratori aderenti all’iniziativa offriranno ai propri clienti anche dei buoni sconto, offerti dal Comune di Fiesole, per la visita della mostra e dei buoni sconto saranno offerti ai visitatori della mostra per recarsi nei ristoranti ad assaggiare i piatti “etruschi” che lo chef avrà inserito in carta.

Il menù delle serate e i piatti dei ristoranti si ispireranno alle fonti storiche per lo studio dell’alimentazione degli Etruschi, sia di tipo letterario (greche e latine), sia sui reperti archeologici e sugli affreschi rinvenuti nelle tombe, appositamente studiate da Luca Bertini.

Si partirà con le uova, alimento immancabile del banchetto etrusco. Agli ospiti di riguardo, infatti, si offrivano uova sode prima di iniziare il pasto. Tracce della sacralità di questo alimento rimangono nel rito cattolico della benedizione delle uova, fonte di nuova vita, durante la settimana santa che precede la Pasqua, ma ancor più nelI’usanza, tipica di tutto il centro Italia, di consumare uova sode benedette prima di iniziare il pranzo pasquale.

Si finirà invece con la lattuga perché nella cultura gastronomica etrusca I’insalata veniva servita alla fine del pranzo, perché aveva il compito di facilitare la digestione. Marziale, nei suoi epigrammi, scrive: “perché mai la lattuga, che di solito chiudeva la cena degli avi, oggi dà inizio ai nostri pasti?” Già i Romani, dunque, avevano modificato l’usanza alimentare di consumare erbe e insalate a fine pasto.

Non potrà mancare il farro offerto per l’occasione dal Consorzio Produttori di Farro della Garfagnana IGP e neppure il pesce. Gli Etruschi, infatti, erano considerati dai Greci e dai Latini i “signori assoluti e incontrastati dei mari che bagnano la penisola italica”.
Avevano una flotta molto efficiente per difendere i porti e i loro traffici commerciali. Non ci sono pervenuti molti reperti tranne dei pesi per le reti e qualche amo. Di grande importanza è la serie di piatti con immagini di pesci alcuni dei quali conservati nel Museo Civico Archeologico di Fiesole (immagine in allegato)

Magna Etruria è un evento ideato da Luca Bertini, realizzato in collaborazione con il Comune di Fiesole e Vetrina ToscanaI ristoranti fiesolani che hanno aderito sono:
VINANDRO – BISTROT CAFFÈ al n.5 – RISTORANTE ‘I POLPA – RISTORANTE della PENSIONE BENCISTÀ – RISTORANTE AURORA – RISTORANTE CAVEMARE  – LINEA 7 – TRATTORIA CAVE DI MAIANO

Per i dettagli: www.magnaetruria.itwww.vetrina.toscana.it

Per informazioni e prenotazioni rivolgersi all’Ufficio Informazioni ed Accoglienza Turistica del Comune di Fiesole o al bar del Teatro Romano o telefonare ai numeri:  055 5961323 – 311;  3484003148 o 3474068135
Costo a persona per ogni serata: € 35,00

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Toscana ‘900: musei e percorsi d’arte

[:it]novecentodi redazione – Una guida, una app in 4 lingue, 11 mostre, 18 eventi collaterali, 108 musei, 7 itinerari turistici, una nuova rete museale aperta il sabato e la domenica, un pass per ingressi, visite guidate, didattica e sconti nei territori

Piccoli Grandi Musei, il progetto di Regione Toscana e Ente Cassa di Risparmio di Firenze nato per la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio, è dedicato quest’anno alla Toscana del ‘900: un percorso, una guida, un’applicazione, mostre e tanti eventi – a partire dal 13 giugno fino al 31 dicembre 2015 – per raccontare, attraverso mille voci, la storia di una regione e di un secolo.

Famosa in tutto il mondo per le sue meraviglie del passato – dall’arte etrusca ai grandi capolavori del Rinascimento – la Toscana viene raramente associata al Novecento.
Eppure durante il secolo scorso, l’intera regione ha svolto un ruolo importante nell’offrire stimoli e vivaci contesti agli artisti che qui hanno vissuto, lavorato e spesso raggiunto notorietà internazionale e ha anche rappresentato un’attrattiva per i collezionisti che hanno deciso di affidare a questi territori le proprie raccolte.
Questo ruolo si delinea chiaramente grazie a numerosissimi musei, disseminati nella nostra regione: oltre 100 realtà, grandi e piccole, per narrare attraverso luoghi e immagini, 100 anni d’arte.
E proprio per raccontare questa storia, è stata fatta la prima mappatura completa di tutti i suoi protagonisti. Oltre cento musei, nati nelle circostanze più diverse, alcuni dedicati a singoli artisti, altri creati con ambizioni antologiche, alcuni espressione di una volontà locale, altri frutto di una donazione, voluti per raccontare un’attività artistica, oppure una storia industriale.

Una ricognizione geografica che propone percorsi diversi, per tipologie museali o per generi di opere esposte, per periodi storici privilegiati o per tematiche affrontate, con lo scopo, naturalmente, di creare una rete in grado di valorizzare le realtà museali legate al Novecento Toscano e per andare alla scoperta dei quasi 450 artisti legati alla nostra regione, da Plinio Nomellini, Lorenzo Viani, Ottone Rosai e Massimo Campigli, a Marino Marini, Alberto Magnelli e Gino Severini, sino a Carla Accardi, Jannis Kounellis, Pino Pascali, Daniel Spoerri, Alighiero Boetti e Igor Mitoraj, per citarne solo alcuni.

Per la prima volta ai soggetti promotori e finanziatori si è aggiunta quest’anno la Consulta delle Fondazioni di origine bancaria della Toscana, che è interessata a sostenere questo modello di partenariato pubblico-privato per lo sviluppo di progetti innovativi nel settore cultura.
Sono stati individuati 22 musei capofila che, grazie al progetto, dal 13 giugno al 31 dicembre 2015 verranno aperti anche il sabato e la domenica con molte attività didattiche, laboratori per famiglie e visite guidate gratuite che aiuteranno il visitatore a conoscere queste realtà.
In questo stesso periodo in molti dei musei coinvolti, si terranno 11 mostre e 18 eventi collaterali che approfondiranno ulteriormente la storia e i protagonisti del Novecento in Toscana.[:en]novecentodi redazione – Una guida, una app in 4 lingue, 11 mostre, 18 eventi collaterali, 108 musei, 7 itinerari turistici, una nuova rete museale aperta il sabato e la domenica, un pass per ingressi, visite guidate, didattica e sconti nei territori

Piccoli Grandi Musei, il progetto di Regione Toscana e Ente Cassa di Risparmio di Firenze nato per la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio, è dedicato quest’anno alla Toscana del ‘900: un percorso, una guida, un’applicazione, mostre e tanti eventi – a partire dal 13 giugno fino al 31 dicembre 2015 – per raccontare, attraverso mille voci, la storia di una regione e di un secolo.

Famosa in tutto il mondo per le sue meraviglie del passato – dall’arte etrusca ai grandi capolavori del Rinascimento – la Toscana viene raramente associata al Novecento.
Eppure durante il secolo scorso, l’intera regione ha svolto un ruolo importante nell’offrire stimoli e vivaci contesti agli artisti che qui hanno vissuto, lavorato e spesso raggiunto notorietà internazionale e ha anche rappresentato un’attrattiva per i collezionisti che hanno deciso di affidare a questi territori le proprie raccolte.
Questo ruolo si delinea chiaramente grazie a numerosissimi musei, disseminati nella nostra regione: oltre 100 realtà, grandi e piccole, per narrare attraverso luoghi e immagini, 100 anni d’arte.
E proprio per raccontare questa storia, è stata fatta la prima mappatura completa di tutti i suoi protagonisti. Oltre cento musei, nati nelle circostanze più diverse, alcuni dedicati a singoli artisti, altri creati con ambizioni antologiche, alcuni espressione di una volontà locale, altri frutto di una donazione, voluti per raccontare un’attività artistica, oppure una storia industriale.

Una ricognizione geografica che propone percorsi diversi, per tipologie museali o per generi di opere esposte, per periodi storici privilegiati o per tematiche affrontate, con lo scopo, naturalmente, di creare una rete in grado di valorizzare le realtà museali legate al Novecento Toscano e per andare alla scoperta dei quasi 450 artisti legati alla nostra regione, da Plinio Nomellini, Lorenzo Viani, Ottone Rosai e Massimo Campigli, a Marino Marini, Alberto Magnelli e Gino Severini, sino a Carla Accardi, Jannis Kounellis, Pino Pascali, Daniel Spoerri, Alighiero Boetti e Igor Mitoraj, per citarne solo alcuni.

Per la prima volta ai soggetti promotori e finanziatori si è aggiunta quest’anno la Consulta delle Fondazioni di origine bancaria della Toscana, che è interessata a sostenere questo modello di partenariato pubblico-privato per lo sviluppo di progetti innovativi nel settore cultura.
Sono stati individuati 22 musei capofila che, grazie al progetto, dal 13 giugno al 31 dicembre 2015 verranno aperti anche il sabato e la domenica con molte attività didattiche, laboratori per famiglie e visite guidate gratuite che aiuteranno il visitatore a conoscere queste realtà.
In questo stesso periodo in molti dei musei coinvolti, si terranno 11 mostre e 18 eventi collaterali che approfondiranno ulteriormente la storia e i protagonisti del Novecento in Toscana.[:]